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	<title>Campiello Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<title>Campiello Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<item>
		<title>L&#8217;ultimo arrivato: il romanzo vincitore del premio Campiello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2015 05:06:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Negli anni Cinquanta a spostarsi dal Meridione al Nord in cerca di lavoro non erano solo uomini e donne pronti all’esperienza e alla vita, ma anche bambini a volte più piccoli di dieci anni&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/09/30/lultimo-arrivato-il-romanzo-vincitore/">L&#8217;ultimo arrivato: il romanzo vincitore del premio Campiello</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/09/images-%2876%29.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/09/images-%2876%29.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<p>Negli anni Cinquanta a spostarsi dal Meridione al Nord in cerca di lavoro non erano solo uomini e donne pronti all’esperienza e alla vita, ma anche bambini a volte più piccoli di dieci anni che mai si erano allontanati da casa. Il fenomeno dell’emigrazione infantile coinvolge migliaia di ragazzini che dicevano addio ai genitori, ai fratelli, e si trasferivano spesso per sempre nelle lontane metropoli. Questo romanzo è la storia di uno di loro,di un piccolo emigrante, Ninetto detto pelleossa, che abbandona la Sicilia e si reca a Milano. Era la fine del ’59, avevo nove anni e uno a quell’età preferirebbe sempre il suo paese, anche se è un cesso di paese e niente affatto quello dei balocchi». Ninetto parte e fugge, lascia dietro di sé una madre ridotta al silenzio e un padre che preferisce saperlo lontano ma con almeno un cenno di futuro. Quando arriva a destinazione, davanti agli occhi di un bambino che non capisce più se è «picciriddu» o adulto si spalanca il nuovo mondo, la scoperta della vita e di sé.&nbsp; </p>
<p>Queste alcuni brani della descrizione del romanzo <em>L&#8217;ultimo arrivato</em>, edito da Sellerio, di Marco Balzano, vincitore del premio Campiello 2015.&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/09/untitled-%2871%29.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/09/untitled-%2871%29.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<p>L&#8217;Associazione per i Diritti Umani ha intervistato l&#8217;autore che ci regalato queste sue parole.&nbsp; </p>
<p>Ringraziamo tantissimo Marco Balzano.</p>
<p>Quanto è importante, oggi, ricordare l&#8217;emigrazione interna italiana?</p>
<p> Moltissimo. La memoria va tenuta in vita per rapportarsi in maniera più efficace col presente. È utile per non interpretare tutto alla luce di allarmismi e demagogie, ma in maniera politicamente più incisiva per risolvere civilmente le grandi questioni e migliorare la nostra immagine rispetto ad atteggiamenti passati.</p>
<p>&nbsp;Perché la scelta di un bambino come protagonista della storia?</p>
<p>&nbsp;Perché l&#8217;emigrazione infantile e minorile in genere è stata una faccia dell&#8217;emigrazione di cui, nonostante il tema in genere sia stato molto battuto anche in letteratura per tutto il secolo scorso e l&#8217;inizio del nuovo millennio, si è parlato poco, per non dire niente.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;Non si tratta di un racconto autobiografico: quali sono state le ricerche che hanno preceduto la stesura del libro?&nbsp;</p>
<p>No, non c&#8217;è nulla di autobiografico. Anzi, la difficoltà è stata togliersi completamente, non inciampare in questa storia. Ho prima studiato l&#8217;argomento dal punto di vista storico e sociologico, poi ho intervistato quei settantenni che sono emigrati da “picciriddi”. L&#8217;ho fatto senza prendere appunti, in modo che le loro parole si potessero liberamente confondere in me e dar vita a un personaggio di fantasia ma che prendesse spunto da vite vere. Volevo scrivere un storia, una narrazione, non un romanzo storico o sociologico: la storia di una vita.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;Quali sono le riflessioni che il testo suggerisce ai ragazzi che lo leggeranno?&nbsp;</p>
<p>&nbsp;Il mondo dei giovani, ancor più di quello degli adulti, corre velocissimo. Tutto cambia in fretta, non si fa in tempo a desiderare qualcosa che subito ne esiste una versione più aggiornata. In questa rapidità le vite diverse dalle nostre sembrano sempre trapassato remoto. Non è così, invece: e la letteratura in genere ci connette con tempi, spazi ed esistenze  in cui non eravamo presenti. Compie un&#8217;operazione di avvicinamento del diverso e dell&#8217;ignoto e permette di conoscerlo. Nel mio piccolo, penso che anche la storia di Ninetto, il mio protagonista, possa innescare questo processo di scoperta.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;A chi dedica questo premio?</p>
<p>A mia figlia Caterina e a mia moglie Anna, un editor straordinario che ha vagliato e setacciato tutte le mie parole rendendole migliori. E poi, si sa, non è mai semplice convivere con uno scrittore!&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Corso di narrazione sociale &#8211; Libreria LES MOTS Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2015 08:05:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>﻿ L&#8217;Associazione per i Diritti Umani in collaborazione con Libreria LES MOTS via Carmagnola angolo via Pepe &#8211; Milano (MM2 e MM5 Garibaldi) mail: lesmots.pepe14@gmail.com. presenta corso di narrazione civile con STEFANO VALENTI, autore&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: left;">
﻿</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>L&#8217;Associazione<br />
per i Diritti Umani</b></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</p>
</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>in<br />
collaborazione con Libreria LES MOTS</b></div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
<p></p>
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="width: 611px;">
<tbody>
<tr>
<td width="611">
    </p>
<div align="CENTER">
<b>via Carmagnola angolo via Pepe &#8211; Milano (MM2 e<br />
    MM5 Garibaldi)</b></div>
<p></p>
<div align="CENTER">
<b>mail: </b><u><a href="mailto:lesmots.pepe14@gmail.com" target="_blank"><b>lesmots.pepe14@gmail.com</b></a></u><b>.</b></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</p>
</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
 <b>presenta<br />
</b>
</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
 <b>corso<br />
di narrazione  civile</b></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
 <b>con<br />
STEFANO VALENTI, autore del romanzo “La fabbrica del panico”,<br />
vincitore del Premio Campiello – Opera prima</b></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</p>
</div>
<p></p>
<div align="CENTER" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">
<p><i><b>LA<br />
NARRAZIONE AUTOBIOGRAFICA: DAL RACCONTO ORALE AL RACCONTO SCRITTO</b></i></div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">
<p><i><b>In<br />
particolare: narrazione sociale e civile</b></i></div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">
<p>
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
La<br />
narrazione è un affidabile metodo di condivisione in quanto permette<br />
al soggetto narrante di esporre fatti reali inerenti la propria vita.<br />
Nel raccontarla, il narratore tende a intensificare la conoscenza<br />
pratica che ha di sé stesso e del mondo perché, attraverso la<br />
trasposizione in forma orale e scritta degli eventi che ha vissuto,<br />
scopre un significato più profondo della sua esistenza. Fin<br />
da epoche remote, e indistintamente ai quattro angoli del mondo, le<br />
storie tramandate sono state veicolo di trasmissione culturale e di<br />
costruzione civile.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0.69cm; margin-top: 0.18cm;">
<p>La<br />
narrazione è una metodologia che permette di raccontare sé stessi e<br />
il proprio vissuto, ma trasformando l’esperienza personale e il<br />
proprio punto di vista in un racconto interessante e fruibile da un<br />
pubblico vasto e variegato. In particolare nel caso di vicende<br />
drammatiche e dolorose, o quando ci si trova in momenti di grande<br />
cambiamento personale e sociale, l’esigenza di raccontare si fa<br />
impellente, sia che si tratti di costruire memoria per quelli che<br />
verranno sia che si tratti di verbalizzarla per riuscire a chiarire<br />
quello che accade.
</p></div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0.69cm; margin-top: 0.18cm;">
<p><i>Per<br />
narrazione s’intende quindi sia l’arte di usare il linguaggio, la<br />
vocalità e la gestualità, sia quella di verbalizzarlo, per rivelare<br />
a un pubblico specifico gli elementi o le immagini di una storia la<br />
cui fruizione primaria è in tempo reale e da persona a persona.</i></div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0.69cm; margin-top: 0.18cm;">
<p><b>La<br />
narrazione trova il proprio raggio d’azione non solo in ambito<br />
performativo ma anche nel settore dell’istruzione, della mediazione<br />
culturale, e del racconto civile.</b></div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0.69cm; margin-top: 0.18cm;">
<p><i><b>RACCONTARE<br />
SE STESSI E RACCONTARE GLI ALTRI</b></i></div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0.69cm; margin-top: 0.18cm;">
<p><b>Obiettivi:<br />
</b>aprirsi<br />
e condividere con altri un racconto personale significa sapere<br />
esprimere il proprio punto di vista e la propria sensibilità<br />
attraverso simboli archetipi universali e tradurre il proprio vissuto<br />
in un linguaggio artistico filtrato dalla realtà.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0.69cm; margin-top: 0.18cm;">
<p>Regalando<br />
e condividendo una storia personale si può raggiungere la giusta<br />
distanza dall’esperienza o dall’emozione vissuta, che consente di<br />
oggettivarla e relativizzarla, facilitando così il superamento dei<br />
conflitti.</p></div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0.69cm; margin-top: 0.18cm;">
<p>Condividere<br />
e scambiarsi storie, consentendo ad altri di collaborare alla<br />
creazione del racconto, crea un forte sentimento di gruppo, di<br />
fiducia reciproca e di intimità. Chi impara a raccontare impara<br />
anche ad ascoltare meglio, a cogliere nella voce, nelle parole e nei<br />
gesti di chi si incontra lo spirito, il senso profondo della<br />
narrazione. Essere capaci di ascoltare attivamente, di raccogliere le<br />
storie che incontriamo o che ci vengono regalate, ci apre agli altri,<br />
ci avvicina a loro in uno scambio piacevole e gratificante per<br />
entrambi.
</p></div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
<i><b>SCRIVERE<br />
IL RACCONTO</b></i></div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">
<p>
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">
<p><b>Obiettivi:</b><i><br />
</i>il<br />
Laboratorio mira a risvegliare la capacità narrativa e ad<br />
esercitarla e arricchirla attraverso il confronto con altre<br />
narrazioni.<i><br />
</i>Raccontare<br />
è ricordare e trasmettere, affidare all’immaginario dell’altro e<br />
condividere con l’altro la propria vita.<i><br />
</i>Narrare<br />
è anche una necessità civile, e attraverso la narrazione l’adulto<br />
rielabora e conserva il proprio vissuto, così come il ragazzo impara<br />
a rappresentarsi il mondo.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">
<p>
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">
<p>La<br />
lettura di brani di narrativa italiana moderna e contemporanea, con<br />
particolare riferimento al romanzo<br />
civile, alla narrativa d&#8217;inchiesta, al reportage narrativo – le<br />
forme che ha assunto la più interessante narrativa italiana –<br />
stimolerà<br />
la fantasia<br />
e permetterò il confronto su<br />
diversi generi di narrazione arricchendo l&#8217;immaginario civile dei<br />
partecipanti e determinando l’affabulazione,<br />
l&#8217;Intreccio dei fatti e degli eventi che costituiscono la trama di<br />
un&#8217;opera narrativa facilitandone la produzione.</p></div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0.69cm; margin-top: 0.18cm;">
<p>Partendo<br />
dagli stimoli ricevuti i partecipanti svilupperanno racconti e il<br />
laboratorio diventerà una officina di narrativa in costruzione. I<br />
racconti saranno analizzati e rielaborati insieme, per sperimentare<br />
come nella verbalizzazione tutto si trasforma e si tradisce.
</p></div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0.18cm; margin-top: 0.18cm;">
<p><b>Temi</b>:<br />
tecnica base della narrazione, metodo delle immagini, memorizzazione<br />
e narrazione, raccolta del materiale, costruzione dello stile<br />
personale.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
<b>Destinatari:<br />
</b>studenti,<br />
insegnanti, professionisti, operatori culturali, sociali e<br />
sociosanitari.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
<b>Durata<br />
minima</b><br />
  sei ore.   4 incontri di due ore ciascuno.
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
<b>Costi:<br />
 ( totale per 6 ore : 120 euro</b></div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
<b>DATE<br />
e ORARI: </b>
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
<b>mercoledì<br />
7 ottobre, ore 19</b></div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
<b>mercoledì<br />
21 ottobre, ore 19</b></div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
<b>mercoledì<br />
4 novembre, ore 19</b></div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
<u><b>Il<br />
laboratorio parte con una partecipazione minima di 10 persone</b></u><br />
<strong><u></u></strong><br />
<strong><u>Per adesioni scrivere a: <a href="mailto:peridirittiumani@gmail.com">peridirittiumani@gmail.com</a></u></strong><br />
<strong><u></u></strong><br />
<strong><u>Vi aspettiamo numerosi! fate passaparola, grazie!!</u></strong></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>La fabbrica del panico, incontro pubblico con l&#8217;autore</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2014/10/08/la-fabbrica-del-panico-incontro/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2014 04:14:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Venerdì 10 ottobre, alle ore 19.00, si terrà un incontro pubblico con Stefano Valenti, autore del romanzo La fabbrica del panico, edito da Feltrinelli e vincitore del premio Campiello – Opera prima. Presso&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/10/imagesNORE2QUU.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/10/imagesNORE2QUU.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="400" width="254" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Venerdì<br />
10 ottobre, alle ore 19.00, si terrà un incontro pubblico con<br />
Stefano Valenti, autore del romanzo <i>La<br />
fabbrica del panico</i>, edito<br />
da Feltrinelli e vincitore del premio Campiello – Opera prima.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Presso<br />
Spazio Tadini, Via Jommelli, 24 (MM 2 Piola, MM1 Loreto). L&#8217;incontro<br />
è a cura dell&#8217;Associazione per i Diritti Umani.</i></p>
<p>
</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione2">
 ‟<i>Immaginava di vivere senza<br />
 la fabbrica e preparava il corpo con meticolosa accuratezza al<br />
 grande evento, il momento fatale della separazione.”</i><br />
<em></em><br />
<em></em></p>
<h5 class="western">
Il libro</h5>
<h5 class="western">
 </h5>
<p>Una valle severa. In mezzo, il<br />
 lento andare del fiume. Un uomo tira pietre piatte sull’acqua. Il<br />
 figlio lo trova assorto, febbricitante, dentro quel paesaggio. è lì<br />
 che ha cominciato a dipingere, per fare di ogni tela un possibile<br />
 riscatto, e lì è ritornato ora che il male lo consuma. Ma il male<br />
 è cominciato molto tempo prima, negli anni settanta, quando il<br />
 padre-pittore ha abbandonato la sua valle ed è sceso in pianura<br />
 verso una città estranea, dentro una stanza-cubicolo per dormire,<br />
 dentro un reparto annebbiato dall’amianto. Fuori dai cancelli<br />
 della fabbrica si lotta per i turni, per il salario, per ritmi più<br />
 umani, ma nessuno è ancora veramente consapevole di come il corpo<br />
 dell’operaio sia esposto alla malattia e alla morte. Lì il<br />
 padre-pittore ha cominciato a morire. Il figlio ha ereditato un<br />
 panico che lo inchioda al chiuso, in casa, e dai confini non<br />
 protetti di quell’esilio spia, a ritroso, il tempo della fabbrica,<br />
 i sogni che bruciano, l’immaginazione che affonda, il corpo<br />
 subdolamente offeso di chi ha chiamato ‟lavoro” quell’inferno.<br />
 Ci vuole l’incontro con Cesare, operaio e sindacalista, per uscire<br />
 dalla paura e cominciare a ripercorrere la storia del padre-pittore<br />
 e di tutti i lavoratori morti di tumore ai polmoni. È allora che il<br />
 ricordo diventa implacabile e cerca colori, amore, un nuovo<br />
 destino.<br />Dai primi romanzi di Paolo Volponi nessuno è riuscito a<br />
 ‟entrare” in fabbrica con la potenza, il nitore, la stupefazione<br />
 di Stefano Valenti, e quello che sembra un mondo perduto torna come<br />
 il rimosso infinito della sopraffazione.<i>(Dal<br />
 sito www.Feltrinelli.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss</i></p>
</div>
<p>
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="content"></a><i>Stefano<br />
Valenti ha tradotto numerosi libri sia di narrativa sia di saggistica<br />
per diverse case editrici (fra cui </i><em><i>Questo<br />
non è un Manifesto </i></em><i>di<br />
Michael Hardt e Antonio Negri, Feltrinelli, 2012 e </i><em><i>Invecchiando<br />
gli uomini piangono</i></em><i><br />
di Jean-Luc Seigle, Feltrinelli, 2013). Ha ancora pubblicato con<br />
Feltrinelli </i><em><i>La<br />
fabbrica del panico</i></em><i><br />
(2013), il suo primo romanzo, vincitore del Premio Campiello Opera<br />
Prima 2014. Per i “Classici” ha tradotto </i><em><i>Germinale</i></em><i><br />
(2013) di Émile Zola e </i><em><i>Il<br />
giro del mondo in ottanta giorni </i></em><i>(2014)<br />
di Jules Verne.</i></p>
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		<item>
		<title>Morte di un uomo felice: il vincitore del Premio Campiello 2014</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2014 04:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Campiello]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Fontana]]></category>
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		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giorgio Fontana, autore giovane, ma con al suo attivo già molte opere di successo. Il suo ultimo lavoro letterario si intitola Morte di un uomo felice , edito da Sellerio, ed è il romanzo&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/09/30/morte-di-un-uomo-felice-il-vincitore/">Morte di un uomo felice: il vincitore del Premio Campiello 2014</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/09/4094-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/09/4094-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Giorgio<br />
Fontana, autore giovane, ma con al suo attivo già molte opere di<br />
successo. Il suo ultimo lavoro letterario si intitola <i>Morte<br />
di un uomo felice</i> , edito<br />
da Sellerio, ed è il romanzo vincitore del  Premio Campiello 2014.
</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
<p> Milano, estate 1981: siamo nella<br />
 fase più tarda, e più feroce, della stagione terroristica in<br />
 Italia. Non ancora quarantenne, Giacomo Colnaghi a Milano è un<br />
 magistrato sulla linea del fronte. Coordinando un piccolo gruppo di<br />
 inquirenti, indaga da tempo sulle attività di una nuova banda<br />
 armata, responsabile dell’assassinio di un politico democristiano.<br />
 Il dubbio e l’inquietudine lo accompagnano da sempre. Egli è<br />
 intensamente cattolico, ma di una religiosità intima e tragica. È<br />
 di umili origini, ma convinto che la sua riuscita personale sia la<br />
 prova di vivere in una società aperta. È sposato con figli, ma i<br />
 rapporti con la famiglia sono distanti e sofferti. Ha due amici<br />
 carissimi, con i quali incrocia schermaglie,  il calcio, gli<br />
 incontri nelle osterie.<br />Dall’inquietudine è avvolto anche il<br />
 ricordo del padre Ernesto, che lo lasciò bambino morendo in<br />
 un’azione partigiana. Quel padre che la famiglia cattolica<br />
 conformista non poté mai perdonare per la sua ribellione<br />
 all’ordine, la cui storia eroica Colnaghi ha sempre inseguito, per<br />
 sapere, e per trattenere quell’unica persona che ha forse amato<br />
 davvero, pur senza conoscerla.<br />L’inchiesta che svolge è<br />
 complessa e articolata,  tra interrogatori e appostamenti, e andrà<br />
 a buon fine. Ma la sua coscienza aggiunge alla caccia all’uomo una<br />
 corsa per capire le ragioni profonde, l’origine delle ferite che<br />
 stanno attraversando il Paese. Anche a costo della sua stessa vita. </p>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
avuto l&#8217;opportunità di fare questa breve intervista all&#8217;utore che<br />
ringraziamo molto.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
C&#8217;è<br />
una data importante nel romanzo: il 1981. E&#8217; anche la sua stessa data<br />
di nascita. Si tratta solo di una coincidenza?</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;">
In effetti sì: la data della morte di<br />
Giacomo Colnaghi era stata decisa nel romanzo precedente, &#8220;Per<br />
legge superiore&#8221;, dove compariva come personaggio minore — ma<br />
non per questo meno importante. Mi sembrava un anno adeguato dal<br />
punto di vista storico, e così l&#8217;ho scelto.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;">
Perchè ha sentito l&#8217;esigenza di<br />
scrivere questa storia?</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;">
Mi è sempre terribilmente difficile<br />
rispondere a questo domanda. Per me non c&#8217;è una ragione o<br />
un&#8217;esigenza identificabile che spingono a raccontare una storia o un<br />
personaggio, se non l&#8217;amore per quella storia e per quel personaggio.<br />
Tutto qua.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;">
Come si è documentanto per la stesura<br />
del libro?</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;">

</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;">
Ho studiato molto. Non avendo vissuto<br />
quegli anni, ho sentito particolarmente la responsabilità di<br />
ricostruirli nella loro complessità. Certo, ho scelto di raccontare<br />
solo una delle tante storie possibili; ma per farlo era necessario<br />
avere uno sfondo di conoscenze accurato. E così ho passato diverso<br />
tempo sui libri, sugli archivi dei giornali, a guardare filmati<br />
dell&#8217;epoca&#8230; E naturalmente anche a girare per Milano.</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;">
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;">
Quanto è importante, oggi, una<br />
riflessione sul tema dell giustizia?</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;">

</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;">
Credo sia sempre importantissima; non<br />
solo sulla giustizia procedurale ma anche e soprattutto sulla<br />
giustizia sociale, la cui situazione in Italia è particolarmente<br />
spaventosa. Per quanto mi riguarda, cerco di tenere distinta la mia<br />
attività di narratore da quella di — uso questa parola molto<br />
ambigua — &#8220;intellettuale&#8221; militante. È vero che gli<br />
ultimi due miei romanzi si interrogano sulla giustizia, ma per me è<br />
fondamentale innanzitutto raccontare i singoli, non tanto i grandi<br />
temi.</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;">
Anche il tema della Fede è<br />
centrale&#8230;</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;">
Pur essendo ateo, mi è piaciuto<br />
rappresentare Colnaghi come un uomo di fede — ma dotato di una fede<br />
tormentata, intima, che lo porta continuamente a interrogarsi su<br />
quello che fa e quelli che invece sono i suoi limiti.</div>
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