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	<title>campionato Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Situazione dei diritti umani in Qatar. Condizioni umanitarie catastrofiche nel paese dei Mondiali di calcio 2022</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 10:20:42 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Campionato_mondiale_di_calcio_2022_logo.svg-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="857" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Campionato_mondiale_di_calcio_2022_logo.svg-1-857x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16135" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Campionato_mondiale_di_calcio_2022_logo.svg-1-857x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 857w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Campionato_mondiale_di_calcio_2022_logo.svg-1-251x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 251w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Campionato_mondiale_di_calcio_2022_logo.svg-1-768x918.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Campionato_mondiale_di_calcio_2022_logo.svg-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 857px) 100vw, 857px" /></a></figure>



<p></p>



<p>L&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) avverte i responsabili politici dell&#8217;Unione europea di non lasciarsi strumentalizzare dai<br>governanti del Qatar. Sarebbe un segnale fatale se le molte violazioni dei diritti umani e le migliaia di lavoratori ospiti morti nei cantieri<br>in Qatar non venissero discusse e riportate in relazione alla Coppa del Mondo 2022. Quando i politici parlano acriticamente delle loro<br>meravigliose esperienze in Qatar nei social media, creano un&#8217;impressione completamente falsa della dura realtà del paese. Tali dichiarazioni sono una pubblicità spudorata per uno stato che tratta migliaia di lavoratori stranieri come schiavi del lavoro.</p>



<p>Inoltre il Qatar sostiene da anni gruppi islamici radicali in tutto il mondo, contrariamente alle smentite di chi è al potere. Forse il governo<br>del Qatar non ha sostenuto direttamente il cosiddetto &#8216;Stato Islamico&#8217;, ma lo ha fatto attraverso altri gruppi islamisti radicali in Siria,<br>Iraq, Libia, Afghanistan e altrove. Il Qatar come anche la Turchia sostengono apertamente il Fronte Nusra, la propaggine di Al-Qaeda in<br>Siria. I gruppi islamici pro-Qatariani incitano apertamente contro gli ebrei e Israele. Queste milizie radicali perseguitano Yezidi, cristiani,<br>drusi, curdi, armeni, assiri / aramaici / caldei, aleviti, copti, mandei e altre minoranze in Medio Oriente. Gli islamisti sono spesso finanziati dal Qatar. Nel caso della Siria, questi aiuti passano attraverso la<br>Turchia. Il membro della NATO serve come paese di transito sia per gli aiuti finanziari che per le armi e i combattenti islamici.</p>



<p>Secondo Brett H. McGurk, ex rappresentante speciale degli Stati Uniti per l&#8217;Alleanza internazionale contro lo Stato islamico (IS), i<br>diplomatici statunitensi hanno trascorso la maggior parte del loro tempo in Turchia, perché la maggior parte del materiale per la macchina da guerra dell&#8217;IS entrava in Siria da lì. McGurk e il segretario alla difesa americano James Mattis si sono dimessi nel dicembre 2018 anche per protestare contro i rapporti degli Stati Uniti con le milizie islamiste sostenute da Qatar e Turchia.</p>



<p>Anche le minoranze religiose nello stesso Qatar sono perseguitate, poiché non c&#8217;è una vera libertà di credo. I credenti cristiani<br>&#8220;stranieri&#8221;, per lo più lavoratori ospiti, sono autorizzati a incontrarsi &#8211; ma solo in certi luoghi fuori dalla capitale Doha. La<br>costruzione di chiese è strettamente sorvegliata. Come in molti paesi a maggioranza musulmana, sono soprattutto i cristiani convertiti ad essere perseguitati, che siano di lunga data o immigrati. Queste persone sono anche discriminate dalla loro stessa famiglia o dai loro vicini.</p>
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		<title>Riaprono gli stadi, ma non le RSA</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2020 08:48:19 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="610" height="431" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/RSA.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14153" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/RSA.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 610w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/RSA-300x212.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 610px) 100vw, 610px" /></figure></div>



<p>E&#8217; pervenuta alla nostra redazione la seguente lettera che abbiamo deciso di rendere pubblica in quanto denuncia, ancora una volta, le inadempienze dei dirigenti della Regione Lombardia, le decisioni contraddittorie, la mancanza di senso di responsabilità e di umanità nel gestire la situazione di emergenza causata dal Covid-19. <strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>coglie l&#8217;occasione per chiederne il commissariamento a nome anche di tutti i pareti delle vittime che non hanno nemmeno potuto dare un ultimo saluto ai propri cari. </p>



<p>Ringraziamo i firmatari della lettera per aver voluto condividere l&#8217;ingiusta esperienza che stanno vivendo.</p>



<p>Lettera/denuncia</p>



<p>Richiamiamo la vostra attenzione sull&#8217;impossibilita&#8217; di visitare i nostri patenti nelle Rsa ormai da 90 gg. Anche con tutte le precauzioni del caso e&#8217; impossibile poter incontrare i nostri anziani genitori che per varie patologie  non riescono e non possono piu&#8217; interagire con i propri figli. E&#8217; umanamente gravissima questa situazione e non piu&#8217; sopportabile soprattutto nei casi in cui le Rsa non siano state toccate dalla pandemia e possano essere preparati incontri ad hoc evitando ogni rischio di contagio.</p>



<p>Siamo profondamente delusi e tristi : questa non e&#8217; più una società civile e rispettosa dei diritti umani essenziali,ma e&#8217; diventata semplicemente disumana. </p>



<p>Troviamo assurdo che a tutt&#8217;oggi, 30.05.2020, non sia ancora possibile, dopo tre lunghi mesi di sofferenza, poter andare da nostra madre ricoverata in RSA: c&#8217;e&#8217; stato tutto il tempo di organizzarsi per le visite dei parenti con tutte le precauzioni del caso. E&#8217; giusto prolungare questa infinita sofferenza sia per i familiari che per i ricoverati solo perché le istituzioni regionali non decidono, incapaci di assumersi le proprie responsabilità ? </p>



<p>La nostra mamma, affetta da Alzheimer, era abituata a visite quotidiane; inizialmente abbiamo cercato di spiegarle la gravita&#8217; della situazione e lei, pur soffrendo, riusciva ancora ad interagire e riuscivamo a rassicurarla. Ora  purtroppo in videochiamata (al riguardo non possiamo che ringraziare l&#8217;RSA di Ispra Varese che con professionalità ed umanità ha reso possibile questo contatto sin dall&#8217;inizio della pandemia) ha lo sguardo perso , abbandonato. Cosa stiamo aspettando? Nostra madre ha bisogno di noi.  Le istituzioni devono riattivare il contatto tra parenti e ricoverati nelle RSA perche&#8217; hanno avuto parecchio tempo a disposizione invece di preoccuparsi di quando far iniziare il campionato di calcio! </p>



<p>Tutti hanno bisogno di rivedere i propri familiari per continuare a vivere! E&#8217; scandaloso e inumano prolungare questa situazione, negando a nostro giudizio i più elementari e inalienabili diritti umani!</p>



<p><br>Titta e Umberto Falaschi, Cesano Boscone (MI)</p>
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		<title>Un calcio alle favelas</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2014 04:29:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Foto di Ohrem-Leclef Meno quaranta, meno trentanove, meno trentotto&#8230;gli appassionati di calcio stanno sicuramente facendo il conto alla rovescia: mancano meno di 40 giorni all&#8217;inizio dei mondiali di calcio 2014 in Brasile. Ma il&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/05/favela-favelas-323914.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/05/favela-favelas-323914.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="196" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Foto di Ohrem-Leclef</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Meno<br />
quaranta, meno trentanove, meno trentotto&#8230;gli appassionati di<br />
calcio stanno sicuramente facendo il conto alla rovescia: mancano<br />
meno di 40 giorni all&#8217;inizio dei mondiali di calcio 2014 in Brasile.<br />
Ma il campionato e le Olimpiadi del 2016 rischiano di far perdere di<br />
vista i problemi seri che tengono sotto scacco milioni di persone, in<br />
particolare quelle che vivono nelle favelas arroccate vicino alle<br />
magalopoli.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
A<br />
Rocinha, una delle più grandi bidonville di Rio de Janeiro, una<br />
notte della settimana scorsa, si è verificata una sparatoria<br />
violentissima tra poliziotti e narcotrafficanti che ha causato la<br />
morte di un criminale e il ferimento di altre persone; nel complesso<br />
di favelas di Alemao, occupato dalla polizia nel 2011, si sono<br />
verificati altri scontri che hanno avuto come conseguenza il<br />
ferimento di quattro agenti. Gli scontri vedono protagoniste anche le<br />
favelas che fanno parte del progetto dell&#8217; Unità di Policìa<br />
Pacificadora (UPP) adottato  nel 2007 dal segretario della Sicurezza<br />
pubblica di Rio per espellere i narcotrafficanti  ma questo,<br />
evidentemente, non è bastato e, inoltre, sono tantissime le vittime<br />
innocenti degli scontri tra polizia e trafficanti. </p>
<table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/05/7676766767777-torcia-olimpica-323909_tn.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/05/7676766767777-torcia-olimpica-323909_tn.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Foto di Oherem-Leclef</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Risulta<br />
difficile scardinare il potere della criminalità, soprattutto<br />
all&#8217;interno delle aree più disagiate, nel momento in cui i<br />
poliziotti non sono riusciti a creare una relazione di fiducia con<br />
gli abitanti delle comunità e il governo non ha messo in piedi<br />
progetti di recupero sociale rivolti sia ai luoghi sia alle persone.<br />
Ecco, le persone appunto.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/05/7676766767777-olympic-favela-323901_tn.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/05/7676766767777-olympic-favela-323901_tn.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a>Per<br />
ospitare altre migliaia e migliaia di turisti &#8211; che andranno in<br />
Brasile per assistere alle manifestazioni sportive &#8211; si stanno<br />
sistemando strade, alberghi, edifici, ma tutto questo viene pagato,<br />
giorno dopo giorno, dai brasiliani più poveri. E&#8217; stata costruita,<br />
ad esempio, la “TransOlympic Highway” al posto di piccole case<br />
con giardino che sono state rase al suolo: lo sfratto degli inquilini<br />
è avvenuto con la forza e senza preavviso. Gli stadi “usa e getta”<br />
, che saranno usati solo per i due eventi  sportivi, sono stati<br />
costruiti sulle aree di molte favelas i cui abitanti sono stati<br />
cacciati senza preoccuparsi di dare loro un alloggio alternativo.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Da una<br />
parte si stanno verificando, quindi, casi sempre più numerosi e<br />
gravi di violenza, dall&#8217;altra molti cittadini stanno mettendo in atto<br />
una vera e propria resistenza, innalzando una torcia olimpica davanti<br />
alle loro baracche per dire “Io da qui non mi muovo”. Il<br />
fotografo Oherem-Leclef ha ritratto queste persone nel bel libro<br />
<i>Olympic favela</i>,<br />
pubblicato da Damiani.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E<br />
intanto sui muri delle baracche degli sfrattati la polizia scrive con<br />
lo spray    “Vai com deus”.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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