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	<title>Cancellieri Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Cancellieri Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<item>
		<title>L&#8217;iter burrascoso del decreto svuotacarceri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2014 06:30:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alla fine del 2013 è stato approvato, con il decreto legge n. 146, l&#8217;abbassamento della pena massima da 6 a 5 anni per i reati di lieve entità come, ad esempio, lo spaccio di&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/r-CARCERE-large570.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/r-CARCERE-large570.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="133" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Alla<br />
fine del 2013 è  stato approvato, con il decreto legge n. 146,<br />
l&#8217;abbassamento della pena massima da 6 a 5 anni per i reati di lieve<br />
entità come, ad esempio, lo spaccio di sostanze stupefacenti che è<br />
la principale causa del sovraffollamento degli istituti penitenziari<br />
italiani. Ma l&#8217;iter della riforma carceraria prosegue: dal 14<br />
gennaio, infatti, la Commissione Giustizia, in Senato, ha esaminato<br />
quattro ddl sui temi dell&#8217;amnistia e dell&#8217;indulto. </div>
<p>
Secondo<br />
l&#8217;articolo 1 del ddl 20, unificato al 21, &#8220;è <strong>concessa<br />
amnistia per tutti i reati commessi entro il 14 marzo 2013</strong><br />
per i quali – si legge &#8211; è stabilita una pena detentiva non<br />
superiore nel massimo a quattro anni, ovvero una pena pecuniaria&#8221;.<br />
All&#8217;articolo 3 del ddl si legge che &#8220;<strong>è<br />
concesso indulto, per tutti i reati commessi fino a tutto il 14 marzo<br />
2013</strong>,<br />
nella misura non superiore a tre anni per le pene detentive e non<br />
superiore a 10.000 euro per le pene pecuniarie&#8221;. Previste anche<br />
misure di revoca o esclusione dell&#8217;indulto e di rinuncia<br />
all&#8217;amnistia. Vengono affidate al ddl 21 altre norme che entrano più<br />
nello specifico sia dei reati previsti sia da quelli esclusi ma che<br />
ancora devono concludere l&#8217;iter di discussione in <strong>commissione<br />
Giustizia</strong>,<br />
presieduta da <strong>Francesco<br />
Nitto Palma</strong><br />
(Forza Italia). L&#8217;esame congiunto riprenderà l&#8217;8 gennaio 2014. Il<br />
ddl 21 prevede, per esempio, che l&#8217;indulto non si applica a pene per<br />
<strong>associazione<br />
mafiosa</strong><br />
anche straniera, <strong>riciclaggio</strong><br />
denaro sporco, <strong>strage</strong>,<br />
<strong>usura</strong>,<br />
<strong>sequestro<br />
di persona</strong><br />
a scopo d&#8217;<strong>estorsione</strong>,<br />
saccheggio, associazione a delinquere finalizzata al <strong>traffico<br />
di sostanze stupefacenti </strong>e<br />
anche produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti o<br />
psicotrope. Queste sono solo alcune delle novità introdotte dai due<br />
ddl, l&#8217;esame adesso entrerà nel vivo con il seguito della<br />
discussione e l&#8217;esame congiunto degli altri due dei quattro disegni<br />
di legge.</p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
 Non serve a risolvere il problema<br />
 del sovraffollamento, è molto peggio di un indulto. E, soprattutto,<br />
 premia i mafiosi”. Questo il commento del procuratore aggiunto di<br />
 Messina, Sebastiano Ardita, esaminando il decreto svuotacarceri.<br />
 Ardita è una delle persone più competenti in materia essendo stato<br />
 per nove anni direttore generale dei detenuti del Dipartimento<br />
 dell’amministrazione penitenziaria e spiega che le critiche più<br />
 pesanti riguardano la “liberazione anticipata speciale”, ovvero<br />
 la norma che porta da 45 a 75 i giorni di sconto concessi ogni sei<br />
 mesi di detenzione. Misura che prevede una retroattività al 2010.<br />
 “Avendo deciso di affrontare il sovraffollamento rinunciando alla<br />
 sanzione penale – scrive Ardita nella sua relazione –, il<br />
 legislatore d’urgenza sembrerebbe da un lato aver effettuato una<br />
 opzione minimale, e dunque certamente non in grado di risolvere il<br />
 problema dell’affollamento, e dall’altro avere scelto i soggetti<br />
 da scarcerare tra i mafiosi e i più pericolosi ( condannati a pene<br />
 lunghe) e solo in parte minima tra coloro che sono stati raggiunti<br />
 dall’intervento penale a pioggia (in primo luogo extracomunitari e<br />
 tossicodipendenti)”.</p>
<p> La misura prevista dal decreto si<br />
 applica a tutti i detenuti, 416-bis compresi, perché si basa come<br />
 unico presupposto sull’“opera di rieducazione. Che,<br />
 attenzione, non vuol dire altro che colloqui con la famiglia,<br />
 attività teatrali, attività sportive. Nessuno escluso, dunque. Ma<br />
 quanto la liberazione anticipata inciderà realmente sul problema<br />
 per cui Strasburgo rischia di condannarci, e cioè il<br />
 sovraffollamento? Non potrà che incidere in modo molto marginale<br />
 – scrive Ardita – &#8220;potendo riguardare al più qualche migliaio di<br />
 soggetti.</p>
<p> Non usciranno certo di galera i<br />
 poveri cristi, o saranno pochissimi, mentre verranno premiati –<br />
 non si sa a fronte di cosa – coloro che sono stati condannati a<br />
 pene lunghe. TRADOTTO: chi deve scontare, da sentenza, sei anni di<br />
 carcere potrebbe uscire dopo tre anni e mezzo. “Anche un<br />
 penitenziarista poco esperto – prosegue il procuratore aggiunto –<br />
 può ben comprendere come uno strumento così concepito venga a<br />
 minare alle fondamenta i principi stessi del trattamento<br />
 penitenziario, che presuppone sempre percorsi nei quali i benefici<br />
 siano il frutto di sacrificio, attraverso la revisione critica del<br />
 proprio passato criminale e la provata volontà di reinserirsi nel<br />
 tessuto sociale”.</p>
<p> Un regalo, bello e buono, a chi ha<br />
 commesso gravi delitti e non ha mostrato neanche il minimo segno di<br />
 pentimento. C’è poi un altro elemento che vale la pena<br />
 evidenziare. Il ministro Cancellieri ha messo in piedi il decreto<br />
 per svuotare le carceri sovraffollate, ma coloro che hanno condanne<br />
 pesanti, i criminali veri, sono in celle doppie o al massimo triple,<br />
 non sono certo stipati come bestie sulle brandine a quattro piani.</p>
<p> Più che rispondere alle accuse di<br />
 Strasburgo, il provvedimento potrebbe tornare utile a delinquenti<br />
 dentro i nostri confini&#8221;. Ardita conclude la sua relazione con<br />
 una domanda importante: perché destinare il costo sociale di<br />
 quest’operazione ai cittadini, che ne pagherebbero la<br />
 pericolosità, visto che – statisticamente – il numero dei reati<br />
 aumenterebbe?</p>
</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione2">
<div style="font-weight: normal;">
Intanto<br />
 vi segnaliamo la seguente iniziativa che ci sembra utile e<br />
 interessante</div>
<div style="font-weight: normal;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/carcerazioni_jpg_w202_h.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/carcerazioni_jpg_w202_h.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="font-weight: normal;">
&nbsp;</div>
</div>
<div dir="LTR" id="Sezione3">
<h2 class="western" style="font-weight: normal;">
carcerAzioni.<br />
 Prigionie dei nostri tempi</h2>
<p>Sono<br />
 la libertà e la sua privazione i temi centrali dell&#8217;iniziativa<br />
 <strong>carcerAzioni.<br />
 Prigionie dei nostri tempi</strong>,<br />
 che dal <strong>7<br />
 dicembre 2013</strong><br />
 all&#8217;<strong>11<br />
 aprile 2014</strong><br />
 coinvolgerà alcuni spazi dedicati alla cultura di Roma Capitale &#8211;<br />
 Casa della Memoria e della Storia, Casa dei Teatri, Sala Santa Rita,<br />
 Nuovo Cinema Aquila, Teatro di Villa Torlonia &#8211; oltre al Museo<br />
 storico della Liberazione di Via Tasso e al Museo Laboratorio della<br />
 Mente.</p>
<p> Attraverso<br />
 <strong>mostre,<br />
 incontri, letture, proiezioni, laboratori e performance</strong>,<br />
 <em>carcerAzioni</em><br />
 ricerca e approfondisce il significato di libertà, un valore oggi<br />
 sempre più negletto, incerto ed esposto al rischio di perdita delle<br />
 garanzie conquistate nella storia dell&#8217;umanità. La prigionia nelle<br />
 carceri, l&#8217;isolamento dal mondo per scelta o impedimento fisico, il<br />
 disagio esistenziale diventano <strong>temi</strong><br />
 di una serie di <strong>appuntamenti</strong>,<br />
 momenti di approfondimento che aprono lo sguardo sull&#8217;altro per<br />
 riconoscervi la nostra stessa condizione, soltanto apparentemente<br />
 differente.</p>
<div style="font-weight: normal;">
La<br />
 scelta del tema nasce dall&#8217;osservazione delle enormi trasformazioni<br />
 a cui tutti assistiamo e che stanno modificando anche il nostro<br />
 quotidiano, come le trasmigrazioni da un bacino all&#8217;altro del<br />
 Mediterraneo, dal Sud al Nord del mondo, causa di tragiche<br />
 sofferenze umane. Il mondo occidentale e democratico è uno snodo<br />
 fondamentale per tornare a discutere di libertà dell&#8217;individuo<br />
 contemporaneo, di prigioni come metafora dell&#8217;esistenza umana, di<br />
 segregazione come vera e propria chiusura al mondo, impedimento come<br />
 reclusione. Un approfondimento sul &#8220;carcere&#8221; nel senso<br />
 etimologico della parola, dal latino &#8220;càrcer&#8221; &#8211; recinto,<br />
 chiuso e quindi prigione &#8211; che ha radice dal verbo co-èrcio da cui<br />
 il significato di luogo ove si restringe, si rinchiude ed anche si<br />
 castiga e si punisce.</div>
</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal;">
Per il programma completo della<br />
manifestazione: www.comune.roma.it/cultura?utm_source=rss&utm_medium=rss</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Le novità del decreto carceri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Dec 2013 06:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Martedì 17 dicembre, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Giustizia, Mariagrazia Cancellieri, ha approvato il decreto legge riguardante le carceri e il disegno di legge sul processo civile. Il Presidente, Giorgio&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p>Martedì<br />
17 dicembre, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro<br />
della Giustizia, Mariagrazia Cancellieri, ha approvato il decreto<br />
legge riguardante le carceri e il disegno di legge sul processo<br />
civile. </p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
Presidente, Giorgio Napolitano, la Corte costituzionale e la Corte<br />
europea dei diritti dell&#8217;Uomo avevano più volte sollecitato il<br />
governo italiano a rafforzare misure, anche alternative al carcere,<br />
per risolvere il problema del sovraffollamento negli istituti<br />
penitenziari, nel rispetto della sicurezza sociale.&nbsp;&nbsp; </p>
<table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/carceri.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/carceri.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="135" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Mauro Scrobogna La Presse</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
decreto sulle carceri, innanzitutto, prevede la nascita del “Garante<br />
nazionale dei diritti dei detenuti”, senza alcun onere per la<br />
finanza pubblica.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Viene,<br />
poi, incentivata la scarcerazione anticipata. In questo caso, ha<br />
affermato il Ministro Cancellieri, resta ferma e fondamentale la<br />
decisione del giudice: non si tratta di una scarcerazione “di<br />
massa” e automatica, ma viene spalmata nel tempo e comunque è<br />
sottoposta alla valutazione del giudice che deve verificare il<br />
corretto comportamento dei detenuti. La Cancellieri ha, inoltre,<br />
voluto sottolineare che non si parla di “indulti o indultini perchè<br />
non c&#8217;è nulla di automatico e tutto viene affidato al giudice il<br />
quale prevede, se lo ritiene, l&#8217;uscita agevolata”. La riforma della<br />
custodia cautelare è, invece, al vaglio del Parlamento.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nasce il<br />
reato di spaccio lieve e viene inserita un&#8217;altra nuova misura: l&#8217;uso<br />
del braccialetto elettronico per i piccoli spacciatori di sostanze<br />
stupefacenti. I soggetti  tossicodipendenti  potranno essere affidati<br />
a comunità di recupero e agli organismi di assistenza sociale per<br />
ottenere le cure di cui necessitano. L&#8217;uso del braccialetto<br />
elettronico riguarda i casi di detenzione domiciliare e garantisce,<br />
secondo le parole dei ministri, “ il mantenimento di adeguati<br />
standard di controllo istituzionale sui detenuti”.&nbsp; </div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/carceri-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/carceri-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="167" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In tema<br />
di detenzione ed espulsione degli stranieri il Guardiasigilli ha<br />
dichiarato: “Sarà più facile l&#8217;espulsione dei detenuti<br />
stranieri”: il ddl prevede , infatti, l&#8217;anticipazione delle<br />
procedure di identificazione al momento dell&#8217;arresto. Tale<br />
anticipazione dovrebbe avvenire grazie ad un&#8217;amministrazioone<br />
congiunta tra Ministero dell&#8217;Interno, Ministero di Giustizia e<br />
consolati e questo eviterebbe il transito degli stranieri verso i<br />
CIE. Una volta espiata la pena, i detenuti stranieri dovrebbero<br />
essere espulsi anche se le espulsioni saranno disposte in base alle<br />
risorse disponibili e secondo la decisione di un magistrato di<br />
sorveglianza.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
quanto riguarda, infine, la giustizia civile, le procedure saranno<br />
più veloci. In caso di cause semplici, il giudice potrà passare a<br />
una riduzione del processo da tre a un anno, avvalendosi anche delle<br />
consulenze tecniche: questo può risultare utile, ad esempio, nei<br />
contenziosi per gli incidenti stradali.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
Premier Letta, al termine della lettura del testo, ha voluto ribadire<br />
che dalle misure sulle carceri “non ci sono in nessun modo elementi<br />
di pericolosità per i cittadini”.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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			</item>
		<item>
		<title>I detenuti incontrano i cittadini</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/12/19/i-detenuti-incontrano-i-cittadini/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2013 06:51:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Mentre il Consiglio dei Ministri dà via libera al decreto sulle carceri (di cui parleremo nei prossimi giorni), noi diamo voce anche ai detenuti. L&#8217;Associazione per i Diritti Umani, ha partecipato ad un&#8217;&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Mentre<br />
il Consiglio dei Ministri dà via libera al decreto sulle carceri (di<br />
cui parleremo nei prossimi giorni), noi diamo voce anche ai detenuti.<br />
L&#8217;Associazione per i Diritti Umani, ha partecipato ad un&#8217; importante<br />
iniziativa per capire meglio come si vive, o meglio si sopravvive,<br />
negli istituti penitenziari italiani.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Come si<br />
fa a muoversi, per mesi o per anni, in una cella di pochi metri<br />
quadri? Fino a ventuno ore al giorno e con cinque persone<br />
accanto&#8230;Come si fa a far trascorrere un tempo infinito senza avere<br />
nulla da fare? Come è possibile salvaguardare la propria dignità?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Queste e<br />
molte altre domande hanno dato vita all&#8217;incontro che si è tenuto, a<br />
fine novembre, presso l&#8217;Urban Center di Milano, incontro al quale<br />
hanno partecipato</div>
<p><strong>Davide<br />
Dutto, </strong>fotografo<br />
&#8211; coautore con Michele Marziani del libro &#8220;<strong>Il<br />
gambero nero</strong>&#8221;<br />
(Edizioni Cibele) e promotore dell&#8217;associazione &#8220;Sapori reclusi&#8221;<br />
che, partendo dal comune bisogno </p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/dutto-ok.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/dutto-ok.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="177" width="320" /></a></div>
<p>dell&#8217;uomo di nutrirsi, vuole riunire<br />
uomini e donne che vivono nascosti agli occhi dei più, con il resto<br />
della società &#8211;  e <strong>Giorgia<br />
Gay, </strong>antropologa,<br />
giornalista ed autrice dell&#8217;e-book .<strong><i>..<br />
e per casa una cella &#8211; I detenuti e lo spazio: tattiche di reazione e<br />
domesticazione, </i></strong><br />
una ricerca sulla percezione e l&#8217;utilizzo dello spazio in una<br />
comunità ristretta.</p>
<div style="font-weight: normal;">
La<br />
serata ha visto la partecipazione significativa,di due detenuti del<br />
carcere di Bollate e di Opera che hanno raccontato la loro<br />
esperienza, ma hanno posto l&#8217;accento anche sulle difficoltà di<br />
coloro che si trovano ancora nelle strutture penitenziarie e di<br />
coloro che sono usciti, ma che fanno fatica a reintegrarsi nella<br />
società.</div>
<p>Al<br />
dibattito sono intervenuti, infine, anche <strong>Emilio<br />
Caravatti</strong><br />
e <strong>Lorenzo<br />
Consales</strong>,<br />
docenti a contratto del Politecnico di Milano che hanno raccontato la<br />
loro esperienza di interazione tra studenti di architettura e persone<br />
detenute sulla riprogettazione degli spazi del carcere.</p>
<p><em>L&#8217;Associazione<br />
per i Diritti Umani  vi propone il video dei momenti più<br />
interessanti. (Vi ricordiamo che potete vedere il materiale filmato della nostra associazione anche sul canale dedicato Youtube)</em><br />
<em><br /></em></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p><em><br /></em></p>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Video della serata in occasione della campagna sulle tre leggi popolari: tortura, droga e carceri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jul 2013 04:36:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo il video della serata che l&#8217;Associazione per i Diritti Umani, in collaborazione con Spazio Tadini, ha organizzato in occasione della campagna per la raccolta firme sulle tre leggi popolari riguardanti l&#8217;inserimento del reato&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;">Pubblichiamo il video della serata che l&#8217;Associazione per i Diritti Umani, in collaborazione con Spazio Tadini, ha organizzato in occasione della campagna per la raccolta firme sulle tre leggi popolari riguardanti l&#8217;inserimento del reato di tortura nel nostro sistema legislativo, l&#8217;uso di droghe e sostanze stupefacenti e le condizioni dei detenuti nelle carceri; una campagna nata dopo la sanzione che il nostro Paese ha ricevuto, a gennaio, dalla Corte europea per i diritti umani a causa del sovraffollamento degli istituti di pena.<br />
Una serata molto importante che si è potuta realizzare, nonostante il nubifragio a Milano, grazie alla presenza dei relatori, all&#8217;interesse del pubblico e all&#8217;impegno di tutti.<br />
Ringraziamo anche Mattia e Alessandro Levratti che, non potendo partecipare di persona, hanno realizzato una presentazione video del loro documentario intitolato “La prigione degli altri” che è stato molto apprezzato.</p>
</div>
<div dir="ltr" style="text-align: left;">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/evshllLzCws?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
</div>
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		<item>
		<title>Sovraffollamento delle carceri: il decreto del Ministro Cancellieri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 04:55:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A pochi giorni dalla campagna di raccolta firme sulle TRE LEGGI POPOLARI che riguardano la tortura, le droghe e le carceri (leggi popolari proposte per tentare di risolvere il problema dell&#8217;affollamento degli istituti di&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
A pochi<br />
giorni dalla campagna di raccolta firme sulle TRE LEGGI POPOLARI che<br />
riguardano la tortura, le droghe e le carceri (leggi popolari<br />
proposte per tentare di risolvere il problema dell&#8217;affollamento degli<br />
istituti di detenzione), il Ministro della Giustizia, Anna Maria<br />
Cancellieri, ha proposto un decreto per svuotare le prigioni.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
decreto Cancellieri viene presentato in Parlamento proprio oggi,<br />
sabato 15 giugno 2013, e il 24 è atteso anche il provvedimento<br />
Severino in cui si ipotizza l&#8217;uscita dalla prigione per quelle<br />
persone che hanno mostrato di esserselo meritato e, inoltre, si<br />
propongono gli arresti domicilari o i lavori socialmente utili per<br />
alcune tipologie di reati.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
Ministro Canecellieri ha ribadito di non pensare all&#8217;indulto, ma di<br />
applicare misure alternative solo per le persone non pericolose e per<br />
“coloro che hanno commesso reati che prevedono pene basse”. Oltre<br />
a questo, nel decreto Cancellieri, è previsto un ampliamento delle<br />
strutture, più “leggere, più aperte e più semplici da<br />
costruire”. Un piano, quello del Ministro, che dovrebbe risolvere<br />
il problema del sovraffollamento delle carceri entro maggio 2104.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ma,<br />
probabilmente, queste soluzioni non saranno sufficienti.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E&#8217;<br />
importante, infatti, migliorare anche le condizioni della permanenza<br />
del detenuto in carcere che deve poter lavorare, dentro o fuori<br />
l&#8217;edificio, per scongiurare la possibilità di recidiva. E, infine, è<br />
ancora più importante risolvere il problema della lentezza dei<br />
processi: il 18,6 % della polazione carceraria è ancora in attesa<br />
della sentenza di primo grado. “Su questo tema bisogna inventarsi<br />
qualcosa”, ha dichiarato la Cancellieri, aggiungendo: “Qualche<br />
progetto ce l&#8217;ho”.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
occasione della campagna per la raccolta firme sulle tre leggi<br />
popolari, l &#8216;Associazione per i Diritti Umani, in collaborazione con<br />
l&#8217;Associazione Spazio Tadini, organizza
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
giovedì<br />
27 giungo, alle ore 18.00, a<br />
Milano</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
l&#8217;incontro<br />
dal titolo: GIUSTIZIA E DIRITTI: TRE LEGGI POPOLARI SU TORTURA,<br />
CARCERI E DROGHE</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Lunedì<br />
pubblicheremo il programma per esteso.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/06/15/sovraffollamento-delle-carceri-i/">Sovraffollamento delle carceri: il decreto del Ministro Cancellieri</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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