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	<title>Cecenia Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Cecenia Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Anna POLITKOVSKAJA: morire di Putin</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Oct 2019 10:04:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Gianluca Cicinelli (da labottegadelbarbieri.org) Cosa rimane oggi – oltre a un premio dedicato alla sua memoria – dell’impegno civile e dell’attività giornalistica di Anna Politkovskaja? Se su queste pagine della “bottega” fossimo melensi&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>di Gianluca Cicinelli (da labottegadelbarbieri.org)</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="350" height="262" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/Cicinelli-Politkovskayafoto1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13130" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/Cicinelli-Politkovskayafoto1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 350w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/Cicinelli-Politkovskayafoto1-300x225.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Cosa rimane oggi – oltre a un premio dedicato alla sua memoria – dell’impegno civile e dell’attività giornalistica di Anna Politkovskaja? Se su queste pagine della “bottega” fossimo melensi potremmo riversare tanta retorica; invece il giornalismo dimentica Anna Politkovskaja, assassinata il 7 ottobre del 2008 a Mosca, proprio perché dei fatti (del racconto spietato della guerra sporca in Cecenia in particolare) lei aveva fatto la sua ragione di vita e non merita assolutamente alcuna retorica. Perché quando i giornalisti coraggiosi vengono uccisi il lutto dura un giorno e poi la grande industria della notizia riprende a scorrere come se nulla fosse successo, come se la libertà d’informare a costo della vita fosse l’eccentricità di alcuni individui e non una precisa scelta civile e politica da diffondere.</p>



<p>Sappiamo tutti che Anna Politkovskaja è stata uccisa per la precisa volontà di togliere di mezzo la più pericolosa minaccia alle attività criminali in Cecenia del governo russo, guidato ieri come oggi da Vladimir Putin. Il giorno successivo alla sua morte la polizia sequestrò il computer che conteneva la sua inchiesta dettagliatissima sulle torture commesse in Cecenia dagli squadroni delle forze di sicurezza locali, legate a Mosca. La denuncia dei crimini fu comunque pubblicata grazie al coraggio dell’editore della&nbsp;<em>Novaja Gazeta</em>, Dmitrij Muratov, per cui lavorava la Politkovskaja, che riuscì a ricostruire il lavoro della collega dagli appunti non sequestrati dalla polizia. Su un punto non si può che essere d’accordo con Putin, che dopo la sua morte, sminuendone comunque l’importanza nella vita politica russa, sottolineò che «il suo omicidio ha fatto più danni delle sue pubblicazioni».</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="http://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2019/10/Cicinelli-Politkovskayafoto3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="http://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2019/10/Cicinelli-Politkovskayafoto3-300x180.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-86591"/></a></figure>



<p>«Certe volte, le persone pagano con la vita il fatto di dire ad alta voce ciò che pensano. Infatti, una persona può perfino essere uccisa semplicemente per avermi dato una informazione. Non sono la sola ad essere in pericolo e ho esempi che lo possono provare». Così raccontò il suo lavoro in un’intervista a Reporters Sans Frontières lo stesso anno della sua morte.</p>



<p>Anna Politkovskaja era nata a New York nel 1958, figlia di diplomatici sovietici, ma iniziò a scrivere a Mosca sulla&nbsp;<em>Izvestija</em>&nbsp;per poi passare (dopo altre esperienze lavorative) alla&nbsp;<em>Novaja Gazeta</em>&nbsp;nel 99, un anno dopo il suo primo viaggio in Cecenia, per cui lavorerà fino alla morte. Dedicherà alla Cecenia e alle repubbliche caucasiche più di duecento articoli in cui denuncia le violenze dell’esercito russo e attacca, grazie alle testimonianze della popolazione locale, le scelte politiche di Putin. Suo è un libro tratto da racconti di testimoni diretti sul massacro di Beslan, al teatro Dubrovka, dove fece da ponte per la trattativa con i separatisti ceceni ma invano: moriranno 40 dei 140 ostaggi a causa dei gas introdotti dalle forze speciali nel teatro.</p>



<p>Da allora le minacce di morte nei suoi confronti diventano sempre più frequenti. Nel 2001 deve fuggire a Vienna per le intimidazioni di un ufficiale dell’Omon, la polizia russa presente nelle ex repubbliche sovietiche, Sergei Lapin (poi condannato per questo) ma non si arrende e continua imperterrita la sua opera di controinformazione. Riceve in Occidente molti premi per i suoi articoli ma questa pressione internazionale non basterà a fermare la mano dei killer. Proseguirà a scrivere fino al 7 ottobre, giorno del compleanno di Vladimir Putin, del 2006 quando quattro colpi di pistola a Mosca metteranno fine alla sua vita. Gli assassini l’aspettano al piano terra, davanti all’ascensore: tre colpi al corpo e il colpo di grazia alla nuca quando è già in terra.</p>



<p>La polizia rinviene accanto al cadavere una pistola Makarov PM e quattro bossoli. Il mandante e l’esecutore sono ancora oggi sconosciuti. O forse no.</p>



<p><em>Qui trovate in italiano il materiale dell’ultimo articolo di Anna Politkovskaja</em></p>



<p><a href="https://www.balcanicaucaso.org/Tutte-le-notizie/I-materiali-dell-ultimo-articolo-di-Anna-Politkovskaya-34821?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.balcanicaucaso.org/Tutte-le-notizie/I-materiali-dell-ultimo-articolo-di-Anna-Politkovskaya-34821?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><em>Qui invece un suo articolo in cui parla di sè e del suo impegno civile, tradotto da Internazionale, pubblicato originariamente per Another sky, un’antologia curata dall’associazione English Pen.</em></p>



<p><a href="https://www.internazionale.it/opinione/anna-politkovskaja/2006/10/26/il-mio-lavoro-a-ogni-costo?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.internazionale.it/opinione/anna-politkovskaja/2006/10/26/il-mio-lavoro-a-ogni-costo?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Attivista italiano arrestato perché difendeva i diritti Lgbt, in Cecenia</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/05/25/attivista-italiano-arrestato-perche-difendeva-i-diritti-lgbt-in-cecenia/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2017 13:01:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani ha intervistato Yuri Guaiana, attivista per i diritti Lgbt e lo ringrazia per la disponibilità. &#160; &#160; Da quando è attivista per i diritti LGBT? Da quando ho 18&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> ha intervistato Yuri Guaiana, attivista per i diritti Lgbt e lo ringrazia per la disponibilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/yuri-guaiana-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8798" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/yuri-guaiana-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="500" height="350" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/yuri-guaiana-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/yuri-guaiana-2-300x210.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da quando è attivista per i diritti LGBT?</p>
<p>Da quando ho 18 anni, ma forse anche prima. Nel 1999 sono entrato in contatto con Arcigay e ho organizzato la prima manifestazione nazionale per le unioni civili, era un bel po&#8217; di tempo fa per arrivare al traguardo di oggi. Il mio impegno è, innanzitutto, un impegno politico.</p>
<p>Ci racconta cosa è successo lo scorso 11 maggio ?</p>
<p>Il mio attivismo per i diritti civili, con l&#8217;associazione radicale “Certi diritti”, si svolge anche a livello transnazionale perchè i diritti non hanno frontiere, per cui ho deciso di consegnare delle firme, raccolte per conto dell&#8217;associazione “All out”, nel nord della Cecenia proprio per denunciare le persecuzioni contro la comunità Lgbt nel Paese. Abbiamo raccolto più di 2 milioni di firme (più della popolazione cecena che è di 1,3 milioni di persone) e abbiamo pensato di attivare la legge, cioè di chiedere formalmente al Procuratore Generale della Federazione russa di iniziare un&#8217;inchiesta sui crimini che si stanno compiendo in Cecenia contro le persone omoessuali o presunte tali. La Polizia ci ha interrotto, dopo pochi passi dall&#8217;inizio della nostra manifestazione, ci ha confiscato il materiale digitale che conteneva le firme; erano decine di poliziotti, l&#8217;esercito, camionette contro cinque persone che stavano facendo un atto civile. Ci hanno, poi, trasferiti alla stazione di polizia dove c&#8217;erano i nostri legali di un&#8217;associazione di avvocati pro bono che si occupano di diritti umani e che hanno valutato la situazione e,grazie ai quali, sono stato rilasciato.</p>
<p>Noi attivisti siamo stati divisi e a me è stato chiesto: “Perchè manifestare anche qui? Non avete abbastanza problemi in Italia?” Dopo essermi accertato che non avrei messo in difficoltà gli altri miei colleghi e me stesso, la mia risposta è stata politica perchè ritengo che anche i cittadini russi abbiano il diritto di vivere in libertà a prescindere dal loro orientamento sessuale e il capo della Polizia ha risposto di condividere la questione della libertà, ma di voler precisare che lui preferisce l&#8217;orientamento eterosessuale.</p>
<p>E adesso cosa accadrà?</p>
<p>Andremo a processo, probabilmente il 29 maggio. Siamo accusati di aver partecipato e di aver organizzato una manifestazione non autorizzata e di avere anche fatto resistenza a pubblico ufficiale; entrambe le accuse sono false, io ho già messo a verbale quello che è successo, ma gli avvocati mi difenderanno in contumacia perchè non ho intenzione di recarmi al processo.</p>
<p>Ci può parlare dei lager per omosessuali in Cecenia?</p>
<p>Una precisazione: non ci sono “lager”, è stata una cosa scritta da alcuni giornali, ma direi che la situazione è già abbastanza terrificante senza usare necessariamente questa parola.</p>
<p>In Cecenia le autorità hanno iniziato, da febbraio, a cercare gli omosessuali nei locali, o anche con finti appuntamenti, arrestando le prime persone e torturandole per convincerle a dare i nomi di altre oppure lasciando intercettare le persone di genere maschile per capire se fossero o no omosessuali.</p>
<p>Se le persone riuscivano a sopravvivere alle torture terribili a cui venivano sottoposte (scariche elettrice ai lobi delle orecchie oppure alle estremità del corpo, picchiate con bastoni o canne di plastica, solo per fare alcuni esempi, con la partecipazione degli altri detenuti perchè quelli omosessuali sono considerati gli ultimi degli ultimi) venivano rispedite a casa e denunciate come omosessuali, in un contesto in cui la società è ancora estremamente chiusa e omofoba per cui questo determina un rifiuto di queste persone anche da parte degli stessi familiari.</p>
<p>A che punto è, in Italia, l&#8217;iter dei diritti della comunità Lgbt e cosa pensa delle legge Cirinnà?</p>
<p>L&#8217;Italia ha fatto un grande passo avanti con la legge sulle uinioni civili ed è una battaglia che il movimento omosessuale porta avanti da tantissimi anni, dagli anni &#8217;70 ma, nonostante questo riguardo lo stato dei diritti Lgbt in Europa, l&#8217;Italia è ben al di sotto degli standard di tutti gli altri Paesi dell&#8217;Europa occidentale. La legge Cirinnà ha lasciato indietro una parte fondamentale della società, che sono i figli delle coppie omosessuali che non hanno alcuna tutela e che sono abbandonati alla benevolenza del giudice che può o no riconoscere quei legami familiari che giuridicamente non sono ancora riconosciuti.</p>
<p>La vera battaglia del movimento Lgbt riguarda il diritto all&#8217;uguaglianza che sarà sancito quando avremo il diritto al matrimonio egualitario, cioè quando sarà possibile a tutti i cittadini italiani di accedere a qualunque istituto senza che l&#8217;orientamento sessuale abbia rilevanza. Inoltre, non c&#8217;è un piano contro le discriminazioni delle persone Lgbt, non c&#8217;è il riconoscimento dei diritti delle persone transessuali che vengono discriminate sul posto di lavoro, quindi la strada da fare è ancora lunga e vorrei che la politica – non solo i tribunali che già stanno facendo tanto – continui a lavorare per rendere questo Paese migliore per tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Promozione teatrale per i nostri lettori: Donna non rieducabile</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2017 07:38:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani è lieta di condividere la seguente promozione teatrale dedicata ai nostri lettori. Donna non rieducabile di Stefano Massini con Ottavia Piccolo regia Silvano Piccardi produzione Centro d&#8217;Arte Contemporanea Teatro&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<div><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> è lieta di condividere la seguente promozione teatrale dedicata ai nostri lettori.</div>
<div></div>
<div></div>
<div><span style="font-family: Arial Narrow; font-size: x-large;"><b><i>Donna non rieducabile</i></b></span></div>
<div><span style="font-family: Arial Narrow; font-size: large;"><b><i>di Stefano Massini</i></b></span></div>
<div><span style="font-family: Arial Narrow; font-size: large;"><b><i>con Ottavia Piccolo</i></b></span></div>
<div><span style="font-family: Arial Narrow; font-size: large;"><b><i>regia Silvano Piccardi</i></b></span></div>
<div><span style="font-family: Arial Narrow; font-size: large;"><b><i>produzione Centro d&#8217;Arte Contemporanea Teatro Carcano</i></b></span></div>
<div><span style="font-family: Arial Narrow; font-size: large;"><b>dal 27 al 29 gennaio</b></span></div>
<p><a class="m_-3472928194181164248bitlink-item--ACTIVE">bit.ly/donnanonrieducabile</a></div>
<div></div>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-755.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8025" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-755.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="640" height="427" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-755.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-755-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></div>
<div></div>
<div>
<div></div>
<div>
<div>Un viaggio negli occhi di Anna Politkovskaja, giornalista che documentò la guerra in Cecenia e i momenti più terribili della recente storia russa, trovata morta il 7 ottobre 2006 nell’androne della sua casa moscovita, uccisa da quattro colpi di arma da fuoco. Un “album di immagini”, formato dai brani autobiografici e dagli articoli della giornalista, ciascuno preciso, immediato, potente, da cui emerge l’orrore della guerra russo-cecena denunciato e vissuto in prima persona da Anna. Ottavia Piccolo dà voce allo smarrimento, all’orrore, alla dignità e anche all’ironia di questa donna indifesa e tenace.</div>
<div></div>
</div>
</div>
<div>Vorremmo riservarvi la promozione di 12,00€ a biglietto prenotando al n. 02 87390039 oppure scrivendo una mail a <a href="mailto:promozione@atirteatroringhiera.it" target="_blank">promozione@<wbr />atirteatroringhiera.it</a> con oggetto &#8220;promozione per i diritti umani&#8221;.</div>
<div><span style="font-family: Arial Narrow; font-size: large;"> </span></div>
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		<title>Decimo anniversario dell&#8217;omicidio di Anna Politkovskaja</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2016 10:39:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cecenia ancora luogo di pesanti violazioni dei diritti umani &#8211; l&#8217;informazione critica viene sistematicamente repressa In occasione del decimo anniversario dell&#8217;assassinio di Anna Politkovskaja a Mosca (7 ottobre 2006), l&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cecenia ancora luogo di pesanti violazioni dei diritti umani &#8211; l&#8217;informazione critica viene sistematicamente repressa</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/anna-politkovskaya.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-7100" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7100" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/anna-politkovskaya.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="anna-politkovskaya" width="620" height="388" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/anna-politkovskaya.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 620w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/anna-politkovskaya-300x188.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></a></p>
<p>In occasione del decimo anniversario dell&#8217;assassinio di Anna Politkovskaja a Mosca (7 ottobre 2006), l&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) vuole ricordare il perdurare della grave situazione dei diritti umani in Cecenia. L&#8217;APM vuole tenere fede all&#8217;eredità della grande giornalista e attivista per i diritti umani uccisa a Mosca e continua a monitorare la situazione dei diritti umani in Cecenia, ma dopo la morte della giornalista è diventato sempre più difficile avere notizie precise e regolari dal paese. I rapporti dalla Cecenia vengono censurati e i giornalisti devono temere per la propria vita se osano scrivere liberamente. Le vittime per le quali questi coraggiosi giornalisti e attivisti si impegnano sono le vittime di guerra, di violenza e arbitrarietà ma anche i portatori di handicap, i bambini e chi è socialmente svantaggiato.</p>
<p>Una delle giornaliste perseguitate a causa delle sue ricerche sulla situazione in Cecenia è Elena Milashina. Pochi giorni fa Elena aveva riportato che nel corso dell&#8217;estate decine di giovani uomini erano spariti. Il capo di governo ceceno Ramzan Kadyrov ha eretto un muro di silenzio attorno a tutto quanto riguarda la repubblica caucasica. Dietro a questo muro Kadyrov mantiene il potere grazie alla corruzione, la paura, la delazione, gli arresti arbitrari, la tortura e non ultimo grazie alla protezione garantita da Vladimir Putin.</p>
<p>Migliaia di Ceceni disperati sono costretti alla fuga dalla dittatura di Kadyrov. Secondo alcune stime, sono circa 3.000 i Ceceni che attualmente si trovano in Bielorussia e tentano di raggiungere l&#8217;Europa attraverso la Polonia. L&#8217;APM cerca di mantenere i contatti con molti profughi scappati in Europa, principalmente in Germania, e tutti raccontano della grande paura diffusa di essere spediti contro la propria volontà a combattere in Siria o in Ucraina. Dopo 20 anni passati in stato di guerra, molti dei profughi soffrono di gravi traumi e a tutti manca Anna Politkovskaja. La giornalista era stata un&#8217;importante ambasciatrice della popolazione civile cecena le cui denunce venivano sentite anche a livello internazionale.</p>
<p>Freedom House riporta che secondo i dati forniti dal Comitato per la tutela dei giornalisti, dopo la morte della Politkovskaja altri 20 giornalisti sono stati uccisi e altri 63 sono stati vittime di gravi violenze.</p>
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