<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>cineasti Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/cineasti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/cineasti/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Fri, 28 Aug 2020 07:22:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>cineasti Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/cineasti/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Nòt Film Fest 2020: la prima giornata di festival tra talenti del territorio, musica e nuove concezioni femminili</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/08/28/not-film-fest-2020-la-prima-giornata-di-festival-tra-talenti-del-territorio-musica-e-nuove-concezioni-femminili/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/08/28/not-film-fest-2020-la-prima-giornata-di-festival-tra-talenti-del-territorio-musica-e-nuove-concezioni-femminili/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2020 07:22:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[cineasti]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[cutlura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[femminili]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[impegno]]></category>
		<category><![CDATA[indipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[proiezioni]]></category>
		<category><![CDATA[pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[registi]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14547</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nòt Film Fest 2020: la prima giornata di festival tra talenti del territorio, musica e nuove concezioni femminili&#160; Giovedì 27 agosto, prima giornata del Nòt Film Fest, il festival del cinema che per la&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/08/28/not-film-fest-2020-la-prima-giornata-di-festival-tra-talenti-del-territorio-musica-e-nuove-concezioni-femminili/">Nòt Film Fest 2020: la prima giornata di festival tra talenti del territorio, musica e nuove concezioni femminili</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Copy-of-NòtFilmFest_2019-23-1-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14552" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Copy-of-NòtFilmFest_2019-23-1-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Copy-of-NòtFilmFest_2019-23-1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Copy-of-NòtFilmFest_2019-23-1-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Copy-of-NòtFilmFest_2019-23-1-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Copy-of-NòtFilmFest_2019-23-1-2048x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Nòt Film Fest 2020: la prima giornata di festival tra talenti del territorio, musica e nuove concezioni femminili&nbsp;</strong></p>



<p>Giovedì <strong>27 agosto</strong>, prima giornata del <strong>Nòt Film Fest</strong>, il festival del cinema che per la terza volta porta a Santarcangelo <strong>film </strong>e <strong>registi indipendenti </strong>da tutto il <strong>mondo</strong>. Quest’anno i <strong>film </strong>in programma sono <strong>118</strong>, 50 in più rispetto all’edizione 2019, e vengono da <strong>32 paesi differenti</strong>; capire le storie ed emozionarsi con queste però non è difficile, perchè oltre ad essere <strong>sottotitolati </strong>in <strong>italiano </strong>i film in concorso sono provocanti, attenti, pensati e realizzati per far riflettere il pubblico su tematiche di rilievo che non sempre trovano spazio nelle grandi sale cinematografiche.&nbsp;</p>



<p>Come previsto per tutti i giorni del festival, si è inizia la mattinata con due <strong>talk</strong>: alle 10:30 <strong>Filippo Moretti</strong>, giovane <strong>compositore </strong>romagnolo formatosi al conservatorio di Cesena Bruno Maderna, che racconta con esempi concreti quanto la <strong>musica </strong>nel <strong>cinema </strong>sia importante quanto la sceneggiatura.&nbsp;</p>



<p>“La musica amplifica il film”, dice Filippo Moretti e aggiunge che è “un <strong>linguaggio </strong>a sé stante comprensibile attraverso il subconscio”. Attraverso scene tratte da film quali “Indiana Jones e “L’ultima crociata” di Steven Spielberg e “Spider-Man 2” di Sam Raimi, Filippo Moretti spiega quanto la musica contribuisca a costruire un film e a delineare le diverse <strong>emozioni </strong>e i vari <strong>personaggi</strong>. “La musica è <strong>ritmo</strong>” dice anche, ed ecco che&nbsp; spiega al pubblico il lavoro che svolge per per comporre la colonna sonora di un film.</p>



<p>Alle 11.45 c’è stato il workshop “<strong>Scrivere</strong> <strong>un film con Fabula Deck</strong>”. <strong>Andrea Binasco</strong> e <strong>Matteo di Pascale</strong> sono i fondatori di Sefirot, casa editrice indipendente che crea strumenti pensati per stimolare la creatività. Fra questi è stato presentato “<strong>Fabula</strong>”, un kit di <strong>40 carte </strong>che, dicono i creatori, “insegna come strutturare una storia sulla base del Viaggio dell’Eroe di Vogler e della Struttura a tre Atti”. “Ogni carta è una scatola” dice Matteo di Pascale “che può essere riempita, anche usando dei semplici post-it”. Alla fine della presentazione del kit, sono stati organizzati dei <strong>gruppi </strong>di <strong>lavoro </strong>per la stesura di 5 cortometraggi con l’utilizzo delle carte Fabula e&nbsp; che impegnerà gli avventori per tutta la durata del festival.</p>



<p>Alle 15:00 ecco&nbsp; le proiezioni dei film in concorso: per la giornata di apertura abbiamo avuto la sezione dei <strong>corti internazionali</strong>, con 8 prime europee e una mondiale, “<strong>The White Wall</strong>” (MX).&nbsp;</p>



<p>Si prosegue alle 17.00 con una sezione interamente dedicata ai talenti emergenti del nostro territorio chiamata appunto “<strong>Emilia Romagna Docs</strong>” con i documentari “<strong>Pi Amuri o Pi Raggia</strong>” di <strong>Fabrizio Raggi </strong>e la <strong>prima mondiale </strong>“<strong>The childhood experience</strong>” di <strong>Valentina Olivato</strong>. Entrambi i registi erano presenti in sala. Fabrizio sceglie di raccontare una realtà quasi dimenticata, quella dei cantastorie siciliani, mentre <strong>Valentina </strong>racconta la storia di una <strong>famiglia bolognese </strong>e del suo <strong>modello educativo libertario</strong>. Di fronte alle perplessità, sono gli stessi ragazzi presenti in sala a difendere l’educazione ricevuta: “Ogni giorno c’è un nuovo modo di imparare” dice Miranda e le fa eco anche Ines, la sorella maggiore: “Non ci pesa non andare a scuola, abbiamo possibilità di fare nuove amicizie in altro modo”.&nbsp;</p>



<p>Le proiezioni del pomeriggio si sono concluse alle 18.00 con <strong>confini femminili,</strong> una serie di corti che esplora la condizione e il concetto di donna attraverso gli occhi di filmmaker di differenti culture e paesi. Dagli <strong>USA </strong>alla <strong>Norvegia </strong>e <strong>all’Iran </strong>passando per il <strong>Giappone </strong>si intrecciano <strong>2 prime europee </strong>(“<strong>Woman screaming in a car</strong>” e “<strong>Woman of the photographs</strong>” e <strong>una italiana </strong>(“The <strong>Manchador</strong>”) che portano a Santarcangelo una celebrazione di tutte le sfumature del femminile.&nbsp;</p>



<p>All’ora dell’aperitivo è stato inaugurato il<strong> Castle Bar</strong>, il luogo di ritrovo dei creativi e di tutti gli affezionati al Nòt Film Fest, gestito dal Cucinino di Santarcangelo e che ospita il food truck di <strong>Franceschetta58</strong>, il bistrot dell’Osteria Francescana. Qui l’attore <strong>Luca Guastini </strong>leggerà per 4 giorni le <strong>sceneggiature </strong>in lingua originale di film, che sono partiti come produzioni indipendenti per poi riscuotere grande successo nel panorama mainstream. Si è dato il via agli appuntamenti con il Premio Oscar per la miglior sceneggiatura “<strong>JoJo Rabbit</strong>” di Taika Waititi, nella sua scrittura originale risalente a tre anni prima dell’effettiva realizzazione del film.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Quello che viene dopo è un turbinio di <strong>colori</strong>, <strong>riflettori </strong>e <strong>risate</strong>: si inizia ufficialmente il festival con la <strong>cerimonia </strong>di <strong>apertura</strong>. Sul <strong>red carpet </strong>hanno sfilato&nbsp; filmmaker, attori, giornalisti, volontari e ovviamente i fondatori della manifestazione <strong>Noemi Bruschi</strong>, <strong>Alizé Latini </strong>e <strong>Giovanni Labadessa</strong>, che si impegnano affinché tutti si sentano a proprio agio e possano vivere il festival nel clima di comunità creativa che lo caratterizza. Quest’anno è particolarmente importante per il festival, che al suo terzo anno di vita ha voluto comunque esserci rispettando tutte le <strong>norme </strong>di <strong>sicurezza</strong>, come il red carpet 5&#215;30 e i posti limitati in sala.&nbsp;</p>



<p>Proprio sul red carpet hanno fatto la loro prima apparizione anche i <strong>giudici</strong>, tra cui <strong>Sandra Lipski, Luca Scarcella, Stefano Cipani, Luca</strong><strong> Severi, Anna Pennella e Peter Baxter</strong>, presidente di giuria, che ha introdotto e presentato i film proiettati all’arena allo Sferisterio: <strong>Zombies</strong> (Congo) video musicale del visionario Baloji; <strong>Beats</strong> (Scozia) lungometraggio provocante e ribelle di Brian Welsh che racconta la storia di due amici che vogliono partecipare a un rave nella Scozia proibizionista degli anni 90.&nbsp;</p>



<p>Dopo le proiezioni serali ci si è spostati di nuovo al <strong>Castle bar</strong>, questa volta per rilassarsi, chiacchierare e ascoltare i <strong>concerti </strong>e ballare con&nbsp; i <strong>dj set </strong>curati da <strong>Kadesh </strong>&amp; <strong>G </strong>che saranno presenti tutte le sere fino all’1:30. Ad aprire la serie, troviamo <strong>g.em</strong>, giovane cantautrice indipendente romagnola che presenta i suoi brani accompagnandosi al piano o all’ukulele.&nbsp;</p>



<p><strong>Tutti i film </strong>menzionati e in concorso sono <strong>disponibili </strong>dal<strong> 27 al 30 agosto</strong> su  <a href="https://notstream.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss">NOTSTREAM</a>, la piattaforma <strong>streaming </strong>tutta <strong>italiana </strong>del <strong>cinema indipendente</strong> creata dal <strong>Nòt Film Fest.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/fondatori-1024x683.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14551" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/fondatori-1024x683.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/fondatori-300x200.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/fondatori-768x512.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/fondatori-1536x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/fondatori-2048x1365.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="680" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/NòtFilmFest_2019-16-1-1024x680.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14553" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/NòtFilmFest_2019-16-1-1024x680.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/NòtFilmFest_2019-16-1-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/NòtFilmFest_2019-16-1-768x510.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/NòtFilmFest_2019-16-1-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/NòtFilmFest_2019-16-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1800w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/08/28/not-film-fest-2020-la-prima-giornata-di-festival-tra-talenti-del-territorio-musica-e-nuove-concezioni-femminili/">Nòt Film Fest 2020: la prima giornata di festival tra talenti del territorio, musica e nuove concezioni femminili</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/08/28/not-film-fest-2020-la-prima-giornata-di-festival-tra-talenti-del-territorio-musica-e-nuove-concezioni-femminili/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Al Fespaco vince il cinema africano</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/03/07/al-fespaco-vince-il-cinema-africano/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/03/07/al-fespaco-vince-il-cinema-africano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2019 06:51:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[africani]]></category>
		<category><![CDATA[africano]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[burkina faso]]></category>
		<category><![CDATA[cineasti]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinematografia]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[Fespaco]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[giuria]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Il Cairo]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[premi]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna]]></category>
		<category><![CDATA[regia]]></category>
		<category><![CDATA[regista]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[senegal]]></category>
		<category><![CDATA[Senegalese]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
		<category><![CDATA[uguaglianza]]></category>
		<category><![CDATA[violazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12177</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Giuseppe Acconcia Direttamente da Ouagadougou «È come sempre un festival rivoluzionario», è stato il commento dell&#8217;attore Al Assane Sy in occasione della chiusura della 26esima edizione del Festival di cinema pan-africano (Fespaco) di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/03/07/al-fespaco-vince-il-cinema-africano/">Al Fespaco vince il cinema africano</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/BON-VISUEL-2019-1280x17861.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12178" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/BON-VISUEL-2019-1280x17861.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1280" height="1786" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/BON-VISUEL-2019-1280x17861.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/BON-VISUEL-2019-1280x17861-215x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 215w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/BON-VISUEL-2019-1280x17861-768x1072.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/BON-VISUEL-2019-1280x17861-734x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 734w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">di Giuseppe Acconcia</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Direttamente da Ouagadougou</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">«È come sempre un festival rivoluzionario», è stato il commento dell&#8217;attore Al Assane Sy in occasione della chiusura della 26esima edizione del Festival di cinema pan-africano (Fespaco) di Ouagadougou. Se tutte le attese per i cinquant&#8217;anni (1969-2019) dall&#8217;avvio di una delle manifestazioni storiche e più significative di cinematografia africana facevano pensare ad una vittoria del film “Desrances” della regista burkinabé, Apolline Traore, accolto con grande calore dal pubblico del Cine Burkina e nella magnifica sala all&#8217;aperto dell&#8217;Istituto francese, a vincere l&#8217;Etalon d&#8217;oro di Yennenga</span><b> </b><span style="font-size: medium;">è stato il film “The mercy of the jungle” di Joel Karekezi. «Un film di guerra e non sulla guerra» ci ha spiegato il critico senegalese, Baba Diop. Nel pieno del conflitto in Rwanda tra tutsi e hutu, il sergente Xavier, eroe di guerra ruandese, e il giovane soldato semplice Faustin si trovano in territorio nemico nel pieno della giungla. Soli e senza risorse, attraversando l&#8217;immensa e ostile giungla congolese, sono costretti a sfuggire ad agguati, alla malaria e alla violenza dei loro stessi commilitoni. Uno sguardo lucido e disincantato su un conflitto le cui ferite sono ancora aperte, che è valso anche il premio come migliore attore al protagonista, Marc Zinga. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Se l&#8217;edizione del 2017 aveva visto la vittoria del cineasta senegalese, Alain Gomis con Felicité, poi accolto in patria come un «eroe», è stato il cinema nord-africano ad avere ampio spazio in questa edizione, ricca di pubblico e con misure di sicurezza alle stelle del Fespaco, con ben due film premiati tra i migliori tre: l&#8217;egiziano Karma di Khaled Youssef, e il tunisino Fatwa di Ben Mohmound. L&#8217;allievo di Youssef Chahine in Karma racconta la storia di due uomini, entrambi interpretati da Amr Saad, che vivono uno, ricco imprenditore, tra gli agi più sfrenati nei quartieri satellite del Cairo e l&#8217;altro, disoccupato nella povertà più assoluta. Le vite dei due si incrociano continuamente, così come i loro modi diversi di vivere, le loro religioni diverse (il più ricco è musulmano, il più povero è cristiano) prima nei sogni e poi nella realtà, al punto che uno arriva a vivere la vita dell&#8217;altro in un continuo meccanismo dialettico che smaschera i pregi e i difetti della ricchezza e della povertà e che si risolve nella fine delle persecuzioni per il ricco agiato, dopo l&#8217;ingresso in una tomba abbandonata nel cuore della Cairo antica che lo riporta alla realtà e lo scagiona da ogni sua colpa. In Fatwa, il regista tunisino Ben Mohmound racconta invece del percorso di radicalizzazione del figlio del protagonista, Ahmed Hafien. Dopo la sua morte, il padre cerca di capire cosa sia accaduto a suo figlio che da mesi aveva perso di vista dopo il suo trasferimento a Parigi. E così scopre che lentamente aveva abbracciato la fede salafita pur tentando in ogni modo di salvare la madre, parlamentare interpretata da Ghalia Benali, dalla condanna a morte, decisa da islamisti radicali suoi amici, a causa dei contenuti del suo ultimo libro sulla violazione dei diritti umani nel paese. Infine, secondo la giuria del festival, il migliore cortometraggio è stato Black Mamba del tunisino, Amel Guellaty: la storia di una giovane, Sarra Hannachi, che avrebbe voluto vivere la sua passione per la box nonostante i limiti imposti dalla società.</span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/03/07/al-fespaco-vince-il-cinema-africano/">Al Fespaco vince il cinema africano</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/03/07/al-fespaco-vince-il-cinema-africano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Iran e la censura protagonisti al Festival Internazionale del Cinema di Berlino</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/02/20/liran-e-la-censura-protagonisti-a/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2013/02/20/liran-e-la-censura-protagonisti-a/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 07:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[artisti]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[cineasti]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[festival berlino]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Jafar panhai]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[registi]]></category>
		<category><![CDATA[Shrin Neshat]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2013/02/20/liran-e-la-censura-protagonisti-a/</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; Jafar Panahi non era presente alla 63ma edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino per la presentazione del suo ultimo film intitolato Closed curtain. Il regista iraniano de Il palloncino bianco e&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/02/20/liran-e-la-censura-protagonisti-a/">L&#8217;Iran e la censura protagonisti al Festival Internazionale del Cinema di Berlino</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/02/NESHAT.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/02/NESHAT.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp; </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Jafar<br />
Panahi non era presente alla 63ma edizione del  Festival<br />
Internazionale del Cinema di Berlino per la presentazione del suo<br />
ultimo film intitolato <i>Closed<br />
curtain.</i>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
regista iraniano de <i>Il<br />
palloncino bianco</i><br />
e vincitore del Leone d&#8217;oro con <i>Il<br />
cerchio &#8211;</i><br />
imprigionato nel 2010 per aver partecipato alle manifestazioni di<br />
piazza e oggi agli arresti domiciliari con l&#8217;accusa di propaganda<br />
antigovernativa e con il divieto, per vent&#8217;anni, di girare film, di<br />
scrivere sceneggiature, di viaggiare e di rilasciare interviste &#8211;<br />
torna, quindi, con un&#8217;opera presentata al pubblico di un festival<br />
importante, sfidando le autorità.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Closed<br />
curtain </i>è<br />
stato realizzato, infatti, in grande segretezza e racconta proprio la<br />
prigionia del regista nella sua casa al mare. Nelle note di regia si<br />
legge: “Ho scritto la sceneggiatura mentre ero molto depresso, cosa<br />
che mi ha portato a esplorare un mondo irrazionale, lontano dalle<br />
convenzioni”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E,<br />
infatti, il film del cineasta iraniano non è di facile lettura: in<br />
una villa di fronte al mare vive un uomo (il<br />
co-regista <strong>Kamboziya<br />
Partovi</strong>), in<br />
compagnia di un cagnolino saltato fuori da un borsone sigillato, è<br />
lì dentro, ha chiuso tutte le finestre e le ha coperte con teli neri<br />
in compagnia del suo cane e i cani, dal regime, sono considerati<br />
impuri e, quindi, vengono spesso sterminati. Poi entrano in scena<br />
altri due personaggi, in particolare una ragazza di nome Melika, ex<br />
giornalista embedded con istinti suicidi inseguita dalla polizia per<br />
aver fatto bisboccia in spiaggia con un gruppetto di amici;<br />
scopriremo che la ragazza non esiste, è probabilmente una proiezione<br />
dell&#8217;uomo che rimane solo, nella casa vuota. Un uomo, un artista in<br />
esilio, con le proprie frustrazioni, con la propria rabbia, con i<br />
propri desideri.</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Un<br />
film metacinematografico, che accumula segni simbolici ( da segnalare<br />
l&#8217;inquadratura che apre il film) in una narrazione che si fa sempre<br />
più ritmata e sofisticata e che fa riflettere sulla censura, sulle<br />
pratiche di un governo dittatoriale, ma soprattutto sulla psicologia<br />
di una persona che è costretta a dialogare con se stessa.</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
E<br />
il tema della censura è stato affrontato anche da Shrin Neshat ,<br />
presente a Berlino non come regista o videoartista, ma come giurata,<br />
la quale ha affermato che: “ Non ci sarà una nuova generazione di<br />
cineasti iraniani. (I registi) possono lavorare solo all&#8217;interno del<br />
Paese, ma poi nulla riesce ad uscire fuori” . E ha aggiunto che,<br />
comunque, il film di Jafar Panahi “verrà giudicato come opera<br />
d&#8217;arte e non per meriti politici”.</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;">
 </div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/02/20/liran-e-la-censura-protagonisti-a/">L&#8217;Iran e la censura protagonisti al Festival Internazionale del Cinema di Berlino</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2013/02/20/liran-e-la-censura-protagonisti-a/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
