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	<title>Cirinnà Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Cirinnà Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Attivista italiano arrestato perché difendeva i diritti Lgbt, in Cecenia</title>
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		<pubDate>Thu, 25 May 2017 13:01:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani ha intervistato Yuri Guaiana, attivista per i diritti Lgbt e lo ringrazia per la disponibilità. &#160; &#160; Da quando è attivista per i diritti LGBT? Da quando ho 18&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/05/25/attivista-italiano-arrestato-perche-difendeva-i-diritti-lgbt-in-cecenia/">Attivista italiano arrestato perché difendeva i diritti Lgbt, in Cecenia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> ha intervistato Yuri Guaiana, attivista per i diritti Lgbt e lo ringrazia per la disponibilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/yuri-guaiana-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8798" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/yuri-guaiana-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="500" height="350" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/yuri-guaiana-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/yuri-guaiana-2-300x210.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da quando è attivista per i diritti LGBT?</p>
<p>Da quando ho 18 anni, ma forse anche prima. Nel 1999 sono entrato in contatto con Arcigay e ho organizzato la prima manifestazione nazionale per le unioni civili, era un bel po&#8217; di tempo fa per arrivare al traguardo di oggi. Il mio impegno è, innanzitutto, un impegno politico.</p>
<p>Ci racconta cosa è successo lo scorso 11 maggio ?</p>
<p>Il mio attivismo per i diritti civili, con l&#8217;associazione radicale “Certi diritti”, si svolge anche a livello transnazionale perchè i diritti non hanno frontiere, per cui ho deciso di consegnare delle firme, raccolte per conto dell&#8217;associazione “All out”, nel nord della Cecenia proprio per denunciare le persecuzioni contro la comunità Lgbt nel Paese. Abbiamo raccolto più di 2 milioni di firme (più della popolazione cecena che è di 1,3 milioni di persone) e abbiamo pensato di attivare la legge, cioè di chiedere formalmente al Procuratore Generale della Federazione russa di iniziare un&#8217;inchiesta sui crimini che si stanno compiendo in Cecenia contro le persone omoessuali o presunte tali. La Polizia ci ha interrotto, dopo pochi passi dall&#8217;inizio della nostra manifestazione, ci ha confiscato il materiale digitale che conteneva le firme; erano decine di poliziotti, l&#8217;esercito, camionette contro cinque persone che stavano facendo un atto civile. Ci hanno, poi, trasferiti alla stazione di polizia dove c&#8217;erano i nostri legali di un&#8217;associazione di avvocati pro bono che si occupano di diritti umani e che hanno valutato la situazione e,grazie ai quali, sono stato rilasciato.</p>
<p>Noi attivisti siamo stati divisi e a me è stato chiesto: “Perchè manifestare anche qui? Non avete abbastanza problemi in Italia?” Dopo essermi accertato che non avrei messo in difficoltà gli altri miei colleghi e me stesso, la mia risposta è stata politica perchè ritengo che anche i cittadini russi abbiano il diritto di vivere in libertà a prescindere dal loro orientamento sessuale e il capo della Polizia ha risposto di condividere la questione della libertà, ma di voler precisare che lui preferisce l&#8217;orientamento eterosessuale.</p>
<p>E adesso cosa accadrà?</p>
<p>Andremo a processo, probabilmente il 29 maggio. Siamo accusati di aver partecipato e di aver organizzato una manifestazione non autorizzata e di avere anche fatto resistenza a pubblico ufficiale; entrambe le accuse sono false, io ho già messo a verbale quello che è successo, ma gli avvocati mi difenderanno in contumacia perchè non ho intenzione di recarmi al processo.</p>
<p>Ci può parlare dei lager per omosessuali in Cecenia?</p>
<p>Una precisazione: non ci sono “lager”, è stata una cosa scritta da alcuni giornali, ma direi che la situazione è già abbastanza terrificante senza usare necessariamente questa parola.</p>
<p>In Cecenia le autorità hanno iniziato, da febbraio, a cercare gli omosessuali nei locali, o anche con finti appuntamenti, arrestando le prime persone e torturandole per convincerle a dare i nomi di altre oppure lasciando intercettare le persone di genere maschile per capire se fossero o no omosessuali.</p>
<p>Se le persone riuscivano a sopravvivere alle torture terribili a cui venivano sottoposte (scariche elettrice ai lobi delle orecchie oppure alle estremità del corpo, picchiate con bastoni o canne di plastica, solo per fare alcuni esempi, con la partecipazione degli altri detenuti perchè quelli omosessuali sono considerati gli ultimi degli ultimi) venivano rispedite a casa e denunciate come omosessuali, in un contesto in cui la società è ancora estremamente chiusa e omofoba per cui questo determina un rifiuto di queste persone anche da parte degli stessi familiari.</p>
<p>A che punto è, in Italia, l&#8217;iter dei diritti della comunità Lgbt e cosa pensa delle legge Cirinnà?</p>
<p>L&#8217;Italia ha fatto un grande passo avanti con la legge sulle uinioni civili ed è una battaglia che il movimento omosessuale porta avanti da tantissimi anni, dagli anni &#8217;70 ma, nonostante questo riguardo lo stato dei diritti Lgbt in Europa, l&#8217;Italia è ben al di sotto degli standard di tutti gli altri Paesi dell&#8217;Europa occidentale. La legge Cirinnà ha lasciato indietro una parte fondamentale della società, che sono i figli delle coppie omosessuali che non hanno alcuna tutela e che sono abbandonati alla benevolenza del giudice che può o no riconoscere quei legami familiari che giuridicamente non sono ancora riconosciuti.</p>
<p>La vera battaglia del movimento Lgbt riguarda il diritto all&#8217;uguaglianza che sarà sancito quando avremo il diritto al matrimonio egualitario, cioè quando sarà possibile a tutti i cittadini italiani di accedere a qualunque istituto senza che l&#8217;orientamento sessuale abbia rilevanza. Inoltre, non c&#8217;è un piano contro le discriminazioni delle persone Lgbt, non c&#8217;è il riconoscimento dei diritti delle persone transessuali che vengono discriminate sul posto di lavoro, quindi la strada da fare è ancora lunga e vorrei che la politica – non solo i tribunali che già stanno facendo tanto – continui a lavorare per rendere questo Paese migliore per tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Istanbul, un tranquillo gay pride di paura nella Turchia di Erdoğan</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2016 07:56:12 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/163151862-5a9208fc-078e-410d-9b1d-f4a2a7b8a4bb.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6215" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6215" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/163151862-5a9208fc-078e-410d-9b1d-f4a2a7b8a4bb.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="163151862-5a9208fc-078e-410d-9b1d-f4a2a7b8a4bb" width="560" height="315" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/163151862-5a9208fc-078e-410d-9b1d-f4a2a7b8a4bb.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/163151862-5a9208fc-078e-410d-9b1d-f4a2a7b8a4bb-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(da Likiesta.it)</p>
<h2 class="subtitle">La manifestazione a favore della comunità LGBT era attesa per domenica 23, ma è saltata per &#8220;motivi di ordine pubblico&#8221;. In piazza Taksim solo poliziotti, lacrimogeni e arresti: così la Turchia si allontana dall&#8217;Europa</h2>
<div class="bylineList"><label>di </label> <span class="byline">Daniele Viotti*</span></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La Basilica di Santa Sofia</strong> nasce come cattedrale cristiana per poi diventare luogo di culto per i greci-ortodossi, poi cattedrale cattolica, poi moschea di rito musulmano per venire, infine, sconsacrati e trasformata in un museo da Atatürk nel 1935. Negli ultimi anni, però, è stata fatta pressione sul governo per farla tornare un luogo di culto. Non è ancora possibile nonostante sia presente una sala preghiera. Dal 2013, poi, i muezzin sono stati autorizzati a invitare alla preghiera due volte al giorno dai suoi imponenti minareti. La Basilica di Santa Sofia è una <strong>metafora perfetta di quello che sta succedendo in Turchia nel 2016.</strong> Un processo di contro-secolarizzazione per mano del leader<strong> Recep Tayyip Erdoğan,</strong> primo ministro dal 2003 e primo presidente direttamente eletto nel 2014.</p>
<p>La controversa gestione del potere da parte di Erdoğan è da sempre sotto i riflettori. La Turchia sta affrontando un lungo percorso di avvicinamento all’Unione Europea ma<strong> le posizioni sui diritti civili e le libertà fondamentali sono una spada di damocle inesorabile. </strong>Da anni le associazioni che difendono queste libertà vivono un clima di pressione perenne e ho potuto vederlo personalmente nella giornata di domenica 26 giugno, quando mi sono recato <strong>a Istanbul per la celebrazione di un Pride che non si è tenuto. </strong>Il governo, infatti, ha vietato la manifestazione per non meglio precisate “ragioni di ordine pubblico”. Come co-presidente dell’Intergruppo LGBTI al Parlamento Europeo ho ritenuto necessario andare a vedere.</p>
<div class="lf-size1 lf-quote lf-block">
<div class="lf-inner">
<blockquote><p>Quando siamo arrivati alla zona della manifestazione, vicino alla famosa piazza Taksim, ad attenderci non c’erano contestatori (questo sarebbe stato il quattordicesimo Pride di Istanbul, evento a cui partecipano sempre circa 100 mila persone e ha sempre attirato contestatori esterni) ma tantissima polizia. Il segnale era chiaro, e forse chi di solito contesta si è sentito abbastanza tutelato</p>
<footer><cite></cite></footer>
</blockquote>
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</div>
<div class="lf-col1 lf-size1 lf-text lf-block">
<div class="lf-inner">
<p>Ho passato la giornata di domenica con militanti dei diritti civili e associazioni. Alle 10 del mattino un grande hotel del centro ha concesso gratuitamente una sala riunioni per decidere come muoversi e cosa fare.<strong> L’ambasciata norvegese ha scortato tutti noi &#8211; organizzatori del Pride compresi &#8211; in giro per la città.</strong> Infine siamo arrivati alla zona della manifestazione, vicino alla famosa piazza Taksim, dove ad attenderci non c’erano contestatori (questo sarebbe stato il quattordicesimo Pride di Istanbul, evento a cui partecipano sempre circa 100 mila persone e ha sempre attirato contestatori esterni) ma tantissima polizia. Il segnale era chiaro, e forse chi di solito contesta si è sentito abbastanza tutelato.</p>
<p>Il resto è cronaca. Proviamo a marciare, a rivendicare, a farci sentire. La polizia non permette riprese e fotografie. Vengo fermato più volte mentre cerco di testimoniare in diretta sulla <a href="http://www.facebook.com/danieleviotti74?utm_source=rss&utm_medium=rss"><u>mia pagina Facebook</u></a>. Le forze dell’ordine ci accerchiano. <strong>C’è un clima di forte tensione che diventa improvvisamente un clima di paura.</strong> Spingono, provocano, creano le situazioni per la reazione. Fanno cariche. Spingono i manifestanti nelle vie secondarie e li bloccano, li picchiano (senza lasciare lividi, sono bravi in questo). <strong>Sparano gas lacrimogeni e li sparano ad altezza uomo</strong> (tre ragazzi verranno colpiti agli occhi dai gusci dei proiettili). Vengono fermati e arrestati diversi militanti tra cui il capo del comitato organizzatore. Viene arresta anche la mia collega parlamentare europea Terry Reintke.<strong> I fermati saranno circa venti, arrestati in varie occasioni. Fortunatamente verranno tutti rilasciati in serata.</strong></p>
</div>
</div>
<div class="lf-size1 lf-quote lf-block">
<div class="lf-inner">
<blockquote><p>Erdoğan sta usando la strategia della goccia cinese. In Turchia la polizia è violenta e il governo intrusivo ma non agiscono in modo aperto. Non chiudono le associazioni per i diritti LGBT, non vietano i Pride per motivi ideologici ma attaccano ai fianchi cercando pretesti. Le manifestazioni per i diritti civili, le espressioni di pensiero laico hanno sempre dei problemi, piccoli o grandi e il loro svolgimento è sempre difficoltoso</p>
<footer><cite></cite></footer>
</blockquote>
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<div class="lf-inner">
<p>Alle 23 circa, con tutti i fermati rilasciati, e con la situazione ormai tranquillizzata, siamo andati nei luoghi in cui avevano organizzato la festa finale del Pride. Migliaia di ragazzi. Nessun poliziotto. <strong>Il problema non era il Pride in sé: era la manifestazione, la visibilità. </strong>Erdoğan sta usando la strategia della goccia cinese. In Turchia la polizia è violenta e il governo intrusivo ma non agiscono in modo aperto. Non chiudono le associazioni per i diritti LGBT, non vietano i Pride per motivi ideologici ma attaccano ai fianchi cercando pretesti. Le manifestazioni per i diritti civili, le espressioni di pensiero laico hanno sempre dei problemi, piccoli o grandi e il loro svolgimento è sempre difficoltoso. C’è sempre qualcosa che non va. Si punta al logoramento. Lento, inesorabile. <strong>Parlando con tantissime ragazze e tantissimi ragazzi lì a Istanbul mi viene raccontato di questo continuo attacco mirato alle libertà personali.</strong> Un comportamento che rende semplicemente incompatibile la Turchia con il progetto europeo.</p>
<p>Scrivo queste righe mentre torno a Bruxelles. Mi attiverò immediatamente per informare della situazione il mio gruppo parlamentare (S&amp;D), il presidente del parlamento Martin Schulz e la Commissione Europea (con il nostro commissario agli affari esteri Federica Mogherini). È una situazione da denunciare assolutamente ed è inammissibile che l’Europa stringa accordi con la Turchia per affrontare la crisi dei profughi siriani. In un periodo storico come questo, anche dopo il voto al referendum inglese, l’Unione Europea deve essere in grado di dare risposte chiare sulla sua identità e sulla sua progettualità. <strong>Quello che ho visto a Istanbul ieri, semplicemente, con l’Europa, non è compatibile.</strong></p>
<p><strong>*Parlamentare europeo S&amp;D &#8211; Partito Democratico</strong></p>
</div>
</div>
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		<title>La paura antistorica del Vaticano</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 07:32:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  &#160; di Monica Lanfranco E’ un’offensiva in piena regola, quella lanciata dalle alte cariche vaticane: contro il disegno di legge Cirinnà, (un debole tentativo, all’italiana, di allargare le maglie dei diritti per le&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"> </span></span></span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/th-38.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5447" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5447" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/th-38.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (38)" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">di Monica Lanfranco </span></span></span></p>
<p><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">E’ un’offensiva in piena regola, quella lanciata dalle alte cariche vaticane: contro il disegno di legge Cirinnà, (un debole tentativo, all’italiana, di allargare le maglie dei diritti per le unioni non codificate), ora c’è anche la lettera dei vescovi liguri, ‘preoccupati’ per la famiglia. Chissà come se la ridono nella cattolicissima Irlanda, primo paese al mondo a introdurre il matrimonio tra persone dello stesso sesso nella propria Costituzione.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">La lettera arriva dopo le esternazioni di Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della </span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><i>Cei</i></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">, che ha benedetto il </span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><i>Family Day</i></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">, appuntamento di massa nel quale ogni anno si fa grande sfoggio di devozione a principi ai quali nessuno sta facendo la guerra, né mettendo in discussione, come la bontà e legittimità della famiglia eterosessuale, o il battesimo o l’abito bianco e l’abito elegante per dire sì per tutta la vita, finchè morte non ci separi. Come insegnano i percorsi fatti dai movimenti delle donne si sta parlando di proposte di legge che chiedono estensione, non riduzione, così come avvenuto nel divorzio e nell’interruzione di gravidanza.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Spicca, nel lungo documento rilasciato alla stampa, l’aver acquisito la tecnica del benaltrismo anche da parte di questo antico luogo di potere religioso: </span></span></span></p>
<p><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">&#8220;Noi, Vescovi liguri, sentiamo il grave dovere di esprimere, innanzitutto alle comunità cristiane, la nostra preoccupazione per il momento che attraversa la società. Oltre alle persistenti difficoltà economiche e lavorative che pesano su singoli e famiglie, oggi è in gioco la stessa realtà familiare nella sua universale natura di un uomo e una donna uniti in matrimonio”. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Come a dire: c’è la crisi economica, e voi gay berciate per avere diritti? </span></span></span></p>
<p><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Il fatto comico, (se non fosse tragico), è che i vescovi non si rendono davvero conto che allargare il godimento dei diritti civili è sempre accompagnato dall’estensione dei doveri, e quindi dalla conseguente attivazione della rete di controllo sociale: tutto quello che la lettera dice della famiglia eterosessuale è trasferibile senza alcun cambiamento a qualunque altra. Ecco il passaggio: ”La famiglia, così, è il fondamento e il centro della società. E’ comunità d’amore, grembo di vita, luogo nativo di incontro fra generazioni, palestra di dialogo tra generi diversi, cellula di giustizia sociale, prima risorsa economica del Paese, scuola di umanità nel rispetto del diritto del bambino ad avere padre e madre”. Fermo restando che una madre e un padre ci sono sempre, e che nessuna famiglia omosessuale è un pianeta distante dal resto del mondo e dai generi che lo popolano, colpisce un’altra passaggio nella missiva, attribuito al Papa: ”La famiglia è un fatto antropologico (umano), non ideologico”. Appunto. Se la famiglia, come ogni costruzione sociale umana è un fatto non ideologico ma concretamente storico e in fieri perché solo un tipo di nucleo deve essere, ideologicamente, quello giusto, assoluto, inimitabile, esclusivo?</span></span></span></p>
<p><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Le alte sfere vaticane non si rendono conto dell’occasione storica che stanno perdendo: quella di dimostrare la capacità dell’unica religione rivelata attraversata dal cambiamento e dalla rivoluzione di mettere in pratica la vocazione accogliente che tanto dichiara. </span></span></span></p>
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		<title>Unioni civili: il dibattito, la società italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2016 09:22:03 +0000</pubDate>
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<p>L’Associazione per i Diritti Umani ha chiesto un commento di Alessandra Bernaroli sul disegno di legge sulle unioni civili attualmente al centro del dibattito della politica e della società.</p>
<p>Ringraziamo moltissimo Alessandra Bernaroli per la disponibilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Signora Bernaroli, è un piacere riaverla qui dopo più di un anno, quando ancora era incerta la sorte del suo matrimonio eterosessuale, poi divenuto dello stesso sesso dopo il suo percorso di trasformazione da uomo a donna.</p>
<p>Grazie, ho accettato volentieri il vostro invito e penso che anche lo spazio che mi dedicaste allora sia stato utile per vincere la mia battaglia.<br />
Attualmente, dopo la sentenza della Cassazione che nell’aprile 2015 ha deciso sul destino del mio matrimonio precedente la mia transizione, è importante ricordare che esiste in Italia un matrimonio tra due persone dello stesso sesso.</p>
<p>Scusi, forse non abbiamo compreso bene. In questo periodo si discute in Parlamento sulle unioni civili e lei sta dicendo che in realtà in Italia esiste già il matrimonio egualitario?</p>
<p>Sì, potrebbe sembrare assurdo, ma è così!</p>
<p>Provo a spiegare meglio la questione: la sentenza cui ho accennato prima ha stabilito che il nostro matrimonio potrà restare in essere così com’è fino a che in Italia non ci sarà una legge che regolamenti le famiglie composte da persone dello stesso sesso.<br />
Il nostro caso era particolare, certo; non era il caso di una coppia omosessuale, bensì quello di una coppia che inizialmente era eterosessuale e regolarmente sposata, in cui è avvenuto un cambio di sesso di uno dei coniugi senza che sia stato chiesto il divorzio. Quindi il matrimonio era preesistente: ecco la ragione di questa decisione che mi sento di definire storica.</p>
<p>Certo, ricordiamo la sua storia. Se abbiamo compreso bene, quindi, questa legge sulle unioni civili potrebbe in qualche modo “declassare” il suo matrimonio. Eppure non ci pare di aver letto alcun riferimento al suo caso nel pur intenso dibattito di questi ultimi mesi.</p>
<p>Sì, è così. Se fosse approvata la legge in discussione, io rischierei un declassamento, anche se si riaprirebbero i presupposti per una nuova battaglia giuridica. Sinceramente, ne farei volentieri a meno.<br />
Il punto della questione secondo me è un altro, invece, e l’avete giustamente evidenziato. Come mai non si è mai parlato di questo matrimonio dello stesso sesso già esistente?<br />
Davvero non saprei, posso solo formulare delle ipotesi. Non penso sia stata una dimenticanza, anzi; la nostra battaglia ha rappresentato una vera spina nel fianco per i settori più oscurantisti della nostra società e, tra l’altro, vi è l’articolo 7 della proposta Cirinnà specificamente dedicato al mio caso.<br />
Questa proposta è stata presentata quale innovatrice e foriera di un grande progresso. Come sarebbe stato possibile elogiare questa legge a tal punto, se si fosse reso palese, rendendo nota l’esistenza del mio caso, che tale progetto rappresentava invece un regresso rispetto alla più avanzata posizione già esistente nella società italiana?</p>
<p>Quello che dice è interessante, ma non dobbiamo dimenticare che, a parte il caso del suo matrimonio, ad oggi in Italia non è prevista alcuna tutela per le coppie same sex. Non pensa quindi che questa legge possa rappresentare un passo avanti, seppur non il migliore possibile?</p>
<p>Ad oggi l’Italia è oramai l’unico Paese di cultura occidentale privo di tutele per le coppie gay. È facile, in queste condizioni, essere portati a pensare che qualsiasi cosa sia comunque meglio del vuoto normativo, ma forse, pensandoci bene, non è detto che sia così.<br />
Anzitutto l’assenza di leggi lascia il campo libero per le azioni e le rivendicazioni; si può impostare liberamente la strategia. Ad esempio, la strategia giuridica sui matrimoni same sex, intrapresa oramai una decina di anni addietro, ha portato a numerose sentenze che hanno modificato i presupposti della situazione ed hanno fatto si che oggi il Parlamento sia in qualche modo obbligato a discutere (ma non ad approvare) una proposta di legge su questo tema. Per contro in certi Paesi esistono divieti espliciti su questo tema; divieti che non si possono superare facilmente.<br />
L’aspetto peggiore di questa situazione è che ci si muove e si dibatte alla ricerca di improbabili compromessi. Ma io mi chiedo: com’è possibile che si possa anche solo pensare di trattare i diritti civili come se si stesse facendo una trattativa commerciale? La dignità ed il rispetto o ci sono oppure no, non possono darsi per metà.<br />
Questi temi non ammettono compromessi: o si concedono diritti pieni o si sta scrivendo la discriminazione.</p>
<p>Quindi, per ipotesi, se in Italia passasse una proposta minimale, davvero al ribasso, una proposta che offrisse poche tutele e soprattutto una minore dignità alle coppie gay, quali potrebbero essere i vantaggi e gli svantaggi?</p>
<p>Mi risulta difficile parlare di questo senza avere a disposizione un testo di legge preciso e definito che, ad oggi, manca. Occorrerebbe in primis verificare i diritti fiscali, successori, sui figli, sulle adozioni, sul nome, sulla comunione dei beni, sullo status, ecc.<br />
Vantaggi incerti e tutti da dimostrare, quando si pretende di creare ex novo un istituto che sia per forza differente, e non di poco, da quello matrimoniale. Almeno questo pare essere il modo di procedere in cui si sta muovendo la politica.<br />
Gli svantaggi, invece, quelli sì che sarebbero certi. Il peggiore di tutti sarebbe quello di vedere sancita da una legge dello Stato una condizione di “minorità”, di inferiore dignità, scritta nero su bianco in una legge della Repubblica.<br />
Occorre riflettere bene su questo punto: se esistesse una legge di tal fatta, chiunque sarebbe autorizzato a pensare alle persone gay come ad una categoria in qualche modo un po’ inferiore alle persone etero, perlomeno nella vita di coppia. La persona omosessuale sarebbe sì titolare di dignità, ma non di una dignità piena, bensì limitata e di certo inferiore a quella della persona eterosessuale. Tutto ciò sarebbe dimostrato dall’impossibilità di costituire una famiglia a pieno titolo, riconosciuta dallo Stato nella sua forma più alta, quella del matrimonio.<br />
Purtroppo in Italia la discussione ha pretesto di confinare la famiglia LGBTI nei confini dell’articolo 2 della Costituzione, laddove si parla di formazioni sociali.<br />
Questo è un errore molto grave. Il riferimento giusto non può che essere l’articolo 3, laddove si parla di non discriminazione anche in ragione del sesso; in tal modo la nostra Repubblica viene meno al suo dovere di garantire l’eguaglianza, vittima di un condizionamento culturale di matrice religiosa.<br />
È del tutto evidente che questo stato di cose legittimerebbe atteggiamenti omofobi e discriminatori; le persone potrebbero pensare che in fondo, se una persona ha una dignità limitata, si può forse tollerare, ma non addirittura considerare degna dello stesso rispetto.</p>
<p>Non è forse una visione troppo pessimistica la sua? In fondo non i tutti i Paesi di cultura occidentale è già presente il matrimonio egualitario.</p>
<p>Può darsi che io veda troppo nero, ma i Paesi in cui non vi è ancora il matrimonio gay hanno visto le leggi sulle unioni civili approvate molti lustri addietro, in un’epoca diversa, quando il riconoscimento di questi diritti sembrava un’utopia. Alcuni di questi Paesi hanno continuato sulla via del progresso ed hanno approvato i matrimoni same sex, ma altri non hanno ancora intrapreso questa strada. Questo ci fa capire come non ci sia un automatismo ed un’unica direzione nei percorsi, mentre è molto più importante la fase iniziale.<br />
Purtroppo la storia non si muove sempre in direzione del progresso. Oggi partiamo da un dato acquisito che è l’esistenza del matrimonio egualitario in numerosi Paesi ed è a questo che occorre ispirarsi.</p>
<p>Quindi che scenari futuri le paiono più plausibili?</p>
<p>Ho sentito le opinioni di chi pensa di poter partire da un testo sulle unioni civili estendendone poi gli effetti e le capacità di tutela fino a trasformarlo in un matrimonio, seppur con nome diverso, grazie al lavoro delle Corti nazionali ed europee.<br />
Io non sono così certa che si possa facilmente ottenere questo risultato. Riguardo alle Corti europee, spesso hanno dimostrato di non voler forzare troppo la mano ai singoli Paesi, limitandosi ad esercitare più una sorta di “moral suasion” anziché imporre decisioni vincolanti. Le Corti italiane, poi, anche in mancanza di una normativa hanno preferito lasciare prive di tutele le coppie pur di non scavalcare il legislatore; è palese che se ci fosse una norma, seppur non del tutto soddisfacente, avrebbero tutte le giustificazioni per evitare accuratamente di compiere balzi in avanti.<br />
L’esempio della Germania, a cui spesso si fa riferimento, è in questo caso lampante. La normativa sulle unioni civili, pur modificata dopo le precise e numerose indicazioni delle Corti nazionali, non è ancora sovrapponibile al matrimonio.<br />
Trovo davvero assurdo il ragionamento di chi afferma che senza una norma non sarebbe possibile chiedere tutele, mentre con una legge seppur minimale si aprirebbero le porte ai ricorsi. A parte il fatto che, se fosse confermato questo ipocrita approccio delle Corti, non si potrebbe certo fare affidamento sulle stesse in nessun modo, contraddice tale impostazione il recente esempio della Corte Suprema USA, laddove in mancanza di una legge generale ha stabilito che i diritti civili vanno tutelati subito ed appieno, senza attendere gli incerti esiti del Legislatore.</p>
<p>Il rischio, in alternativa, sarebbe però quello di continuare a rimanere senza tutele.</p>
<p>Momentaneamente senza tutele, ma pieni di speranza e di energia positiva utili per pretendere un cambiamento equo, giusto e rispettoso.<br />
Sono convinta che la propria dignità e la propria autostima valgano più di un’elemosina, qual è questa proposta che io considero irricevibile.</p>
<p>Si sente spesso dire che il vero problema sono le adozioni del figlio del partner.</p>
<p>Penso che la questione delle adozioni sia un falso problema.<br />
Sono convinta che sia stato un errore strategico, non so se voluto o meno, inserire esplicitamente questo tema parlando del matrimonio egualitario. Forse si pensava di dare più forza alle adozioni appoggiandole al matrimonio, ma il risultato è stato quello di indebolire entrambe le opzioni con il risultato che ci troviamo ora ad avere una forma di unioni civili al ribasso e la stepchild adoption (che non è un’adozione piena) con ipotesi di ulteriori peggioramenti verso strambe ipotesi di affidi rafforzati.<br />
A mio avviso non è stata una buona idea, anzi piuttosto egoistica, quella di tenere il matrimonio in ostaggio delle adozioni, senza peraltro avvedersi che si stanno creando “figli di un dio minore”, con meno diritti di chi accede all’adozione piena. Si sono messe davanti a tutto singole questioni di vita quotidiana familiare, svendendo i principi. La dignità in cambio di trenta denari.<br />
A ben pensare si rappresenta come innovativa una proposta che riporta indietro gli orologi a quando vi era distinzione tra figli legittimi e naturali.<br />
I temi sono distinti e andrebbero trattati in modo distinto. Le adozioni hanno già una loro specifica disciplina e li occorrerebbe lavorare, sempre nell’ottica di tutela del minore.<br />
Per inciso, parlando di figli e di adozioni, si palesano molteplici esigenze.<br />
Si potrebbe anzitutto analizzare la questione in termini di pretesa della filiazione come diritto soggettivo costitutivo della famiglia (di una delle tante modalità in cui si può determinare la famiglia); non so se questo punto di vista possa essere criticato in quanto foriero di replicare la famiglia eterosessuale, però merita senz’altro un’analisi.<br />
Vi può anche essere il desiderio del singolo ad avere un figlio, sia per dare continuità alla sua genealogia, sia a volte in un malinteso senso di “clonazione”, quasi un anelito di immortalità.<br />
Sono tutti temi interessanti e da analizzare, temi che però ci portano lontano dal matrimonio, fino a strade inesplorate che riguardano il futuro della società, a come si faranno i bambini e di chi saranno figli. Nuove forme e tecnologie di fecondità e di nascita, nuove modalità di interazione e crescita dei figli che disegneranno il futuro della società.<br />
Temi forse troppo complessi per una modesta proposta sulle unioni civili. Temi che intersecano altre discipline, dalle adozioni alla procreazione assistita.</p>
<p>Proprio sul tema della maternità surrogata si è levato un ampio dissenso trasversale.</p>
<p>Sì, senz’altro questo tema è stato cavalcato in modo strumentale.<br />
In Italia esiste già il divieto di ricorrere alla maternità surrogata. È pur vero che è un divieto facilmente aggirabile andando all’estero in Paesi dove questa pratica è legale. Questa è solo una delle tante questioni che ogni giorno ci propone la globalizzazione e l’apertura delle frontiere.<br />
Resta il fatto che quando il bambino nasce, siamo di fronte ad una nuova realtà che merita piena tutela. Diversa sarebbe la posizione dei genitori e lì si potrebbero prevedere forme di disincentivo e sanzioni. È chiaro che in questa prospettiva la questione si trasformerebbe in un boomerang per le coppie gay desiderose di avere figli.<br />
In aggiunta vale dire che questo fenomeno merita un approfondimento serio, perché coinvolge il corpo e la libertà delle donne. Occorre far sì che sia sempre tutelata la libertà di scelta di chi decide di donare il proprio corpo; servono forme di garanzia non solo per evitare situazioni di vero e proprio sfruttamento e riduzione in schiavitù, ma occorre anche essere certi che la donna non sia spinta da considerazioni puramente economiche.<br />
Si potrebbe pensare pertanto a forme di co-responsabilizzazione della madre surrogata, fors’anche studiate a livello internazionale, in modo da limitare l’offerta di tale pratica solo a chi veramente desidera farlo per spirito altruistico.</p>
<p>Quindi, secondo lei, sul tavolo della discussione dovrebbe rimanere semplicemente il tema delle unioni civili privato del riferimento alla cosiddetta “stepchild adoption”, essendo escluso il matrimonio per problemi di costituzionalità?</p>
<p>Sì, come detto in questa prima fase io avrei tralasciato il tema dei figli, atteso che le coppie esistenti possono già trovare una buona tutela presso le Corti ordinarie.<br />
Riguardo ai presunti problemi di costituzionalità, anche qui penso si tratti di un falso problema.<br />
In realtà sarebbe ben possibile per il Parlamento modificare il codice civile e, se proprio si ritenesse (ma non se ne vede la necessità), anche la Costituzione.<br />
La verità è che manca la volontà politica di fare questo passo e si sta semplicemente cercando di dare un contentino risicato da poter poi spendere politicamente; al contempo l’obiettivo è rispondere ai pur blandi rilievi della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo offrendo davvero il “minimo sindacale”.</p>
<p>Come giudica il dibattito che si è sviluppato su questa questione?</p>
<p>Il dibattito è stato davvero intenso ed ha offerto spunti interessanti. Di sicuro non si era mai arrivati a tal punto nella società italiana e spero di aver potuto offrire anch’io un piccolo contributo positivo.<br />
Questa tensione mediatica ha però messo in luce tutti i limiti ed i difetti della politica e della società italiana.<br />
Quello che si è visto è stata davvero la manifestazione di un enorme regresso culturale e, penso, anche morale. Si è manifestata l’assenza di contenuti positivi, di spirito critico, di capacità di analisi e confronto.<br />
Si è reso palese l’arroccamento su posizioni ideologiche, forse neppure interiormente del tutto condivise, magari al solo fine di trarne un piccolo beneficio in campo politico. Più che un sano conservatorismo, una politica della propria poltrona, insomma.<br />
In questo sfacelo mi è sembrato di poter cogliere gli effetti di un certo tipo di multiculturalismo. Questo termine spesso evoca scontri tra culture inconciliabili del Nord e del Sud del mondo; qui invece vediamo lo scontro tra una morale cattolica, paladina dell’obiezione di coscienza, ed una cultura laica e razionale, aperta al confronto. In mezzo c’è purtroppo anche la posizione di chi, indifferente agli interessi della società, segue la convenienza.<br />
Mi pare di poter affermare che abbiamo la prova dell’inconciliabilità degli approcci; il tutto viene purtroppo complicato dal pragmatico ed amorale atteggiamento dell’opportunismo politico. Manca una visione inclusiva orientata alla tutela delle minoranze.</p>
<p>Come si potrebbe uscire da questo stallo? Quale sarà il destino di questa proposta?</p>
<p>Davvero non lo so, ma non sono soddisfatta.<br />
Sinceramente spero che la legge non venga approvata, perché fino a che non sarà riconosciuta pari dignità in ragione del sesso, come dice l’articolo 3 della nostra Costituzione, vorrà dire che in Italia vi è ancora discriminazione, una discriminazione che trova appigli e giustificazione nella religione.<br />
Solo il matrimonio egualitario è la soluzione giusta.<br />
Guardando al modo di agire della politica, mi sono convinta che su certe questioni occorrerebbe davvero un giudizio superiore di razionalità. Le proposte dovrebbero passare un vaglio di consistenza logica e le obiezioni e le modifiche dovrebbero essere motivate e valutate razionalmente. Solo così si potrebbero evitare compromessi mossi da pregiudizi e corruzione.</p>
<p>Non per insistere, ma in coscienza ci può confermare che la sua contrarietà a questa proposta non sia motivata dal fatto che lei e sua moglie siete le uniche persone in Italia che subirebbero una “diminutio” di diritti a seguito dell’approvazione di questa legge? Può garantire che la sua contrarietà non sia motivata da un calcolo personale?</p>
<p>In tutta sincerità, è logico che non mi possa piacere questa proposta perché vedrei svanire il mio matrimonio dopo anni di vittoriose battaglie; mi pare però di aver dimostrato di non temere di affrontare battaglie di civiltà senza guardare all’interesse personale.<br />
È vero che io lotto in primis per il mio matrimonio, come ho sempre fatto, ma la mia critica, come ho cercato di spiegare, non è motivata da ragioni personali (per me, in fondo, è sempre aperta la via dei tribunali italiani ed europei), bensì dalla consapevolezza che una norma come quella oggi sul tavolo può portare solo ad un arretramento di quella che è la collocazione delle persone LGBTI nell’ambito della società civile.<br />
Come detto, il mio unico timore è quello di veder bruciare le speranze future di riscatto a causa dell’insipienza e della vanità di pochi.</p>
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