<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>cittadinanza Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/cittadinanza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/cittadinanza/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Mon, 14 Apr 2025 07:49:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>cittadinanza Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/cittadinanza/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>&#8220;Bagliori di speranza: la condizione delle comunità rom e sinte in Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2025/04/14/bagliori-di-speranza-la-condizione-delle-comunita-rom-e-sinte-in-italia/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2025/04/14/bagliori-di-speranza-la-condizione-delle-comunita-rom-e-sinte-in-italia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 07:49:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione21luglio]]></category>
		<category><![CDATA[baraccopoli]]></category>
		<category><![CDATA[campi]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[etnia]]></category>
		<category><![CDATA[inclusionesociale]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Sinti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17969</guid>

					<description><![CDATA[<p>ROM, ASSOCIAZIONE 21 LUGLIO:PRESENTATO OGGI A ROMA IL RAPPORTO ANNUALE “BAGLIORI DI SPERANZA. LA CONDIZIONE DELLE COMUNITA’ ROM E SINTE IN ITALIA”  L’Italia è ancora il “Paese dei campi” per le persone di origine&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/04/14/bagliori-di-speranza-la-condizione-delle-comunita-rom-e-sinte-in-italia/">&#8220;Bagliori di speranza: la condizione delle comunità rom e sinte in Italia&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/r1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/r1-1024x576.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17970" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/r1-1024x576.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/r1-300x169.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/r1-768x432.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/r1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><img width="200" src="https://ci3.googleusercontent.com/meips/ADKq_Naqs-1GBpxwW64xReBrH8ya3zKHhaq6tyUi6tKKjJhvjECplkIOzcPlHZG6MgPry0NHdChix5K5n0Q3oCb8PnvYZTMOaYgnLNQdDbnckumFYX2y1tTQoXn5NtZWRrmwJCP0842v3yQGYmgR9Fb8JadC7w=s0-d-e1-ft#https://8cr8p.img.ag.d.sendibm3.com/im/sh/KFP1LvSdcy7j.png?u=7xwQLFBtniwQn1M9AtA9RW3YFbAo2nU&utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>ROM, ASSOCIAZIONE 21 LUGLIO:PRESENTATO OGGI A ROMA IL RAPPORTO ANNUALE “BAGLIORI DI SPERANZA. LA CONDIZIONE DELLE COMUNITA’ ROM E SINTE IN ITALIA”</strong> <br><br><strong>L’Italia è ancora il “Paese dei campi” per le persone di origine rom</strong>. Dall’attività di monitoraggio e raccolta dati condotta nel 2024 da Associazione 21 luglio, emerge “l’infelice <strong>primato di nazione europea che dedica maggiori risorse, sia umane che economiche, alla gestione di strutture abitative con un chiaro profilo discriminatorio</strong>”. È questo uno degli elementi al centro del Rapporto annuale dell’Associazione 21 luglio, giunto alla sua nona edizione, dal titolo &#8220;<a href="https://8cr8p.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeFuBmnf4oGF17tKxNEkW/zqQOcG-xbUA9?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bagliori di speranza. La condizione delle comunità rom e sinte in Italia</a>&#8220;, presentato oggi, mercoledì 9 aprile, al Senato, su iniziativa della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei Diritti Umani del Senato, in occasione della Settimana per la promozione della cultura romanì e per il contrasto all&#8217;antiziganismo 2025 e all’indomani della Giornata internazionale dei rom, sinti e camminanti, che si celebra l’8 aprile. Alla conferenza odierna hanno partecipato <strong>Stefania Pucciarelli</strong>, Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei Diritti Umani del Senato, <strong>Mattia Peradotto</strong>, Presidente Ufficio Nazionale Anti Discriminazioni Razziali, <strong>Mauro Palma</strong>, Presidente del Centro di ricerca European Penological Center dell&#8217;Università Roma Tre, <strong>Carlo Stasolla e Veronica Alfonsi</strong>, Associazione 21 luglio, <strong>Tommaso Vitale</strong>, professore di sociologia, Dean della Urban School di Sciences Po, CEE, <strong>Benoni Ambarus</strong>, Vescovo ausiliario della Diocesi di Roma, <strong>Roberta Gaeta</strong>, Consigliera della Regione Campania, con alcune testimonianze di persone abitanti nei campi rom. “Nonostante gli sviluppi degli ultimi anni – si legge nel rapporto &#8211; sia dal punto di vista politico che di autonoma spinta alla fuoriuscita degli stessi abitanti, e tendano verso il tramonto della stagione degli insediamenti monoetnici, l&#8217;Italia stenta a distaccarsi in modo unanime e deciso dalle politiche abitative segregative che hanno caratterizzato gli ultimi quarant’anni”.Attraverso il portale <strong><a href="http://www.ilpaesedeicampi.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.ilpaesedeicampi.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></strong> è possibile acquisire in tempo reale dati quantitativi aggiornati sui <strong>106 insediamenti monoetnici formali abitati da persone rom e sinte in Italia</strong>.  <strong>I numeri contano</strong> La questione di quanti siano i rom, dei reali numeri che possano descrivere queste comunità, è cruciale. Soprattutto perché i numeri, quando sovrastimati, creano allarmi e pregiudizi.La Strategia Nazionale di uguaglianza, inclusione e partecipazione di Rom e Sinti 2021-2030 “ha rilevato la presenza di 516 insediamenti sparsi sul territorio italiano. [&#8230;] In totale le persone stimate sono state circa 30.000”. Si registrerebbe dunque un calo significativo di circa 10.000 unità nell’arco di un decennio. Questi dati, tuttavia, secondo il monitoraggio condotto negli anni da Associazione 21 luglio, al fine di raccogliere dati aggregati sulle persone residenti negli insediamenti monoetnici delle regioni italiane, non sarebbero esatti. Secondo il rapporto annuale, “Il numero delle persone presenti all’interno degli insediamenti sarebbe inferiore. Sovrastimare i numeri, in maniera più o meno consapevole, potrebbe portare sicuramente a evidenziare il problema, a stimolare l&#8217;attenzione delle istituzioni governative, a garantire finanziamenti per progetti nel settore sociale, soprattutto nel breve termine”. Ma “questa pratica porta un danno nel lungo periodo per coloro che vivono direttamente il problema”, perché “rafforza lo <strong>stigma sociale</strong>, alimenta paure collettive, fornisce legittimità a dichiarazioni di &#8220;stato di emergenza&#8221; e politiche speciali oltre a favorire comportamenti discriminatori”, si legge ancora nel rapporto presentato oggi al Senato. In realtà, <strong>sono </strong>dunque<strong> 11.100 circa i rom e sinti stimati che vivono in insediamenti monoetnici, pari allo 0,02% della popolazione italiana. </strong>Ad oggi sono 21 le comunità rappresentate in Italia. Attualmente, si registra una diminuzione complessiva del 53% delle persone di etnia rom presenti in Italia, corrispondente a una riduzione di circa 14.900 presenze rispetto al 2016.Qualora fosse comunque ritenuta valida la stima al rialzo del Consiglio d’Europa sul numero complessivo dei rom e sinti in Italia (180.000 unità), è possibile sostenere che di essi solo il 6% viva in emergenza abitativa.10.580 circa sarebbero infatti i rom e sinti presenti negli insediamenti formali (baraccopoli e macroaree). Nelle 64 macroaree vivono 4.931 sinti; nelle 38 baraccopoli vivono 5.649 rom.102 sono gli insediamenti formali all’aperto (baraccopoli e macroaree) in Italia, presenti in 75 comuni e in 13 regioni. 2.000 circa sono i rom stimati presenti nelle baraccopoli informali.Le più grandi baraccopoli formali sono concentrate nella Città Metropolitana di Napoli e a Roma. Napoli è la città nella quale è presente la più alta concentrazione di rom in emergenza abitativa. In Italia esistono poi 2 centri di accoglienza riservati esclusivamente a persone rom nei Comuni di Latina e Napoli dove si accolgono in totale 150 persone rom.La più grande area di edilizia residenziale pubblica monoetnica si trova in Calabria, nel Comune di Gioia Tauro.<br><br><br><br><br><strong>L’aspettativa di vita di quanti presenti in baraccopoli è di almeno dieci anni inferiore a quella della popolazione italiana. Il 55% dei residenti ha meno di 18 anni.</strong> Dei rom e sinti presenti negli insediamenti istituzionali si stima che <strong>circa il 65% abbia la cittadinanza italiana. </strong>Sono meno di 1.000 i cittadini rom in emergenza abitativa a forte rischio apolidia in Italia. I dati evidenziano inoltre come il superamento del “sistema campi” sia ormai un processo irreversibile. Da un lato, “si assiste a un crescente desiderio delle nuove generazioni di intraprendere percorsi di uscita autonoma, accompagnato dall&#8217;abbandono e dal degrado dei principali mega insediamenti, che spinge le famiglie a cercare soluzioni abitative alternative. Dall’altro sempre più amministrazioni comunali e regionali, riconoscendo il fallimento del “sistema campi” – un residuo cieco di un modello di “accoglienza” che, con costi economici e sociali rilevanti, non accoglie né integra, ma segrega – stanno investendo risorse e attuando politiche orientate al superamento del sistema e all’inclusione”.Ampio spazio del report è dedicato ai singoli casi e città, da Nord a Sud, e si conferma, come detto, la “grave condizione di precarietà estrema che interessa le comunità rom presenti all’interno della Città Metropolitana di Napoli”.Gli ultimi due capitoli del testo sono dedicati in modo specifico allo stato dell’arte rispetto al superamento dei campi, con un’analisi di ogni territorio in cui si sta affermando questa realtà, e ai discorsi d’odio e agli episodi di discriminazione contro le persone di etnia rom, con una panoramica dei processi in corso. &#8220;Come quasi mezzo secolo fa, con la Legge Basaglia, si iniziava il processo di superamento della realtà manicomiale, così oggi è in atto in Italia il processo di superamento di un&#8217;altra istituzione totale, quella dei campi rom – ha dichiarato <strong>Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 Luglio</strong> -. Nel 2010 erano 40.000 le persone concentrate al loro interno: oggi ne restano poco più di 10.000. Questo dato, mostra che, anche grazie all&#8217;instancabile lavoro di Associazione 21 luglio, è possibile ipotizzare che nei prossimi anni la triste stagione del sistema campi volga al tramonto. Su questo siamo e resteremo in prima fila perché sicuramente un Paese senza ghetti etnici sarà un Paese migliore”.<br><br><a href="https://8cr8p.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeG13EwU1zQOVDidhLXKm/lvACFS2qzvZO?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Il report integrale è disponibile a questo link.</strong></a><br> <br></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/r2.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/r2-1024x768.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17971" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/r2-1024x768.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/r2-300x225.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/r2-768x576.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/r2-1536x1152.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/r2.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/04/14/bagliori-di-speranza-la-condizione-delle-comunita-rom-e-sinte-in-italia/">&#8220;Bagliori di speranza: la condizione delle comunità rom e sinte in Italia&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2025/04/14/bagliori-di-speranza-la-condizione-delle-comunita-rom-e-sinte-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Al via la campagna per fermare i rimpatri &#8220;volontari&#8221; dai paesi di transito</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2025/03/31/al-via-la-campagna-per-fermare-i-rimpatri-volontari-dai-paesi-di-transito/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2025/03/31/al-via-la-campagna-per-fermare-i-rimpatri-volontari-dai-paesi-di-transito/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 08:48:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[adesione]]></category>
		<category><![CDATA[ASGI]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[campagna]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[dirittodiasilo]]></category>
		<category><![CDATA[firme]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[rimpatrio]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17942</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani aderisce alla seguente campagna: I rimpatri volontari assistiti da paesi di transito quali Libia e Tunisia non sono affatto volontari: sono l&#8217;unica via di fuga per persone intrappolate in&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/03/31/al-via-la-campagna-per-fermare-i-rimpatri-volontari-dai-paesi-di-transito/">Al via la campagna per fermare i rimpatri &#8220;volontari&#8221; dai paesi di transito</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/agi.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="940" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/agi-940x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17943" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/agi-940x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 940w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/agi-275x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 275w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/agi-768x837.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/agi.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Associazione Per i Diritti umani aderisce alla seguente campagna: </p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td></td></tr><tr><td><a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeFuBoPryUp1BrYxBqIoT/uOUSrPpgRzUc?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></td></tr><tr><td><em>I rimpatri volontari assistiti da paesi di transito quali Libia e Tunisia non sono affatto volontari: sono l&#8217;unica via di fuga per persone intrappolate in situazioni di violenza generalizzata e abuso. Italia ed Europa continuano a finanziare questi programmi senza garanzie di protezioned e esponendo le persone a ulteriori rischi nei paesi di origine. Asgi, ActionAid Italia, A Buon Diritto, Differenza Donna, Lucha y Siesta, Spazi Circolari e Le Carbet lanciano la campagna&nbsp;<strong>Voluntary Humanitarian Refusal</strong>&nbsp;per denunciare questa pratica e richiedere un cambiamento radicale nelle politiche migratorie europee.</em>&nbsp;Un rimpatrio può essere considerato davvero volontario se la decisione è libera e informata, se non vi è alcuna coercizione fisica o psicologica e se esistono per la persona che lo richiede alternative reali al rimpatrio, come l&#8217;accesso a forme di protezione e a canali di migrazione regolare. Tuttavia, nei paesi di transito come la Libia e la Tunisia queste condizioni sono sistematicamente assenti: le persone migranti sono costrette a ricorrere ai rimpatri per sfuggire a situazioni di violenza, torture e sfruttamento e non per una scelta libera, non possono accedere a forme di protezione legale né a canali di migrazione regolare, e il rimpatrio le espone spesso a rischi nei paesi di origine.&nbsp;&nbsp;Da anni, l&#8217;Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) e gli Special Rapporteurs sui diritti dei migranti denunciano queste criticità. Eppure l’Italia e l’Europa continuano a finanziare i programmi di rimpatrio “volontario” da paesi di transito senza garanzie effettive di protezione.</td></tr><tr><td>Proprio per denunciare l’uso strumentale e distorto dei rimpatri volontari assistiti dai paesi di transito nasce la campagna&nbsp;<em><strong>Voluntary Humanitarian Refusal: una scelta che non puoi rifiutare,</strong></em>&nbsp;lanciata dalle organizzazioni Asgi, ActionAid Italia, A Buon Diritto, Differenza Donna, Le Carbet, Lucha y Siesta e Spazi Circolari.&nbsp;</td></tr><tr><td><a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeG13GYgvfzAfxOFvobOj/K0G4aCWqW6H6?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il Manifesto</a></td></tr><tr><td><em>“Quando l’unica alternativa è restare intrappolati in condizioni disumane, parlare di ‘volontarietà’ è una finzione che nasconde una grave violazione del principio di non-refoulement. In parallelo alle azioni legali contro i finanziamenti italiani ai rimpatri volontari dai paesi di transito, con questa campagna chiediamo l’adozione di politiche realmente rispettose del diritto di asilo e della libertà di movimento</em>”, dichiara l’Avv.&nbsp;<strong>Lorenzo Trucco</strong>, presidente dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI).&nbsp;</td></tr><tr><td>­</td></tr><tr><td>­</td></tr><tr><td>Come aderire­</td></tr><tr><td>È possibile sostenere la campagna <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeG7uihVsr9KA3DYfmtyz/edPRFfqj7tgA?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>seguendo la pagina Instagram</strong></a> della campagna, dove pubblicheremo interviste ed approfondimenti sul tema, e <strong>firmando il manifesto</strong>: <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeGEmAqKq2JTe92rPlCZF/qJSealr87Xg9?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>Form per organizzazioni</u></a><a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeGLdcz9nDTd8EsA9jV9V/1euA7aGMQGm9?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>Form per adesioni individuali</u></a></td></tr></tbody></table></figure>



<p><strong>Alla campagna e al manifesto hanno già aderito</strong></p>



<p>Associazione Alzaia Onlus Ets</p>



<p>Baobab Experience</p>



<p>Borderline-Europe &#8211; Human Rights Without Borders e.V.</p>



<p>Casa delle Donne contro la violenza ODV</p>



<p>Centro Antiviolenza EOS</p>



<p>Clinica del diritto dell&#8217;immigrazione Roma Tre</p>



<p>EOS Centro Ascolto Donna o.d.v.</p>



<p>Europasilo</p>



<p>International Rescue Committee Italia</p>



<p>Italiani Senza Cittadinanza</p>



<p>Maldusa Project</p>



<p>Melting Pot Europa</p>



<p>Nazione Umana</p>



<p>Sea Punks e.V.</p>



<p>SOS Humanity e.V.</p>



<p>Sportello Sans Papiers di Arci Porco Rosso</p>



<p>The Tunisian Forum for Social and Economic Rights FTDES</p>



<p><a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeGSV57ykOdmcKhSthnjl/ceYXuvvUKgCV?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em><u>L’elenco continuerà qui</u></em></a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/03/31/al-via-la-campagna-per-fermare-i-rimpatri-volontari-dai-paesi-di-transito/">Al via la campagna per fermare i rimpatri &#8220;volontari&#8221; dai paesi di transito</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2025/03/31/al-via-la-campagna-per-fermare-i-rimpatri-volontari-dai-paesi-di-transito/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ASGI: diminuire gli anni per acquisire la cittadinanza italiana sia un inizio e non la meta di una riforma non più prorogabile</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/20/asgi-diminuire-gli-anni-per-acquisire-la-cittadinanza-italiana-sia-un-inizio-e-non-la-meta-di-una-riforma-non-piu-prorogabile/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/20/asgi-diminuire-gli-anni-per-acquisire-la-cittadinanza-italiana-sia-un-inizio-e-non-la-meta-di-una-riforma-non-piu-prorogabile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 08:55:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[ASGI]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ministerodellinterno]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[riforma]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17713</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione appoggia il referendum, che vede come un primo passo verso una riforma dove la cittadinanza non è un premio selettivo ma il risultato di una condivisione di vita,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/09/20/asgi-diminuire-gli-anni-per-acquisire-la-cittadinanza-italiana-sia-un-inizio-e-non-la-meta-di-una-riforma-non-piu-prorogabile/">ASGI: diminuire gli anni per acquisire la cittadinanza italiana sia un inizio e non la meta di una riforma non più prorogabile</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1></h1>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/cittad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/cittad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17714" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/cittad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/cittad-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/cittad-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><em>L’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione appoggia il referendum, che vede come un primo passo verso una riforma dove la cittadinanza non è un premio selettivo ma il risultato di una condivisione di vita, nelle diversità che caratterizzano ogni singola persona a prescindere dalla nazionalità.</em></p>



<p><a href="https://www.attivati.referendumcittadinanza.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Campagna per il Referendum sulla Cittadinanza</a><a href="https://pnri.firmereferendum.giustizia.it/referendum/open?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Firma ora!</a></p>



<p>ASGI sostiene l’iniziativa referendaria promossa dalle organizzazioni delle persone straniere di seconda generazione assieme ad altre realtà associative e politiche per l’abrogazione di una norma della legge n. 91/1992 sulla cittadinanza, con cui si intende ridurre da 10 a 5 anni il periodo di regolare soggiorno per presentare domanda di acquisto della cittadinanza italiana. Abrogazione che riguarda una parte dell’art. 9 di detta legge.</p>



<p>ASGI è consapevole che la modifica che il referendum si propone non cambia l’approccio alla cittadinanza che caratterizza la legge del 1992, lasciando amplissima discrezionalità al Ministero dell’interno sulla base di criteri da esso definiti e non dal legislatore, come invece impone la Costituzione (art. 10, co. 2 Cost.). Tuttavia, l’iniziativa referendaria è certamente un’occasione, non solo per riconoscere diritti alle persone straniere che vivono da tempo nella comunità nazionale (che lavorano a fianco dei lavoratori e della lavoratrici italiani/e , che frequentano le scuole con i ragazzi e le ragazze italiani/e, che vivono nei quartieri abitati da tutti, che frequentano lo sport come tutti e tutte, ecc.), ma anche per riproporre un diverso modo di intendere la cittadinanza, non più come premio selettivo ma come risultato di una condivisione di vita, nelle diversità che caratterizzano ogni singola persona a prescindere dalla nazionalità. La nostra è un’idea di riconoscimento dei diritti, compresa la cittadinanza che una persona straniera sceglie di chiedere, sulla base di una eguaglianza sostanziale (art. 3 Cost.) e di una appartenenza alla vita sociale, culturale e politica italiana.</p>



<p>Per queste ragioni, pur consapevole del limite dell’iniziativa referendaria, ASGI ritiene che essa possa e debba rappresentare un piccolo, ma significativo, passo in avanti nella riforma della legge sulla cittadinanza. Non una meta, ma un inizio.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2024/09/referendum-popolare-abrogativo-in-materia-di-cittadinanza-9-settembre-2024.docx.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">i</a><object data="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2024/09/referendum-popolare-abrogativo-in-materia-di-cittadinanza-9-settembre-2024.docx.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" type="application/pdf"><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2024/09/referendum-popolare-abrogativo-in-materia-di-cittadinanza-9-settembre-2024.docx.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">referendum popolare abrogativo in materia di cittadinanza 9 settembre 2024.docxDownload</a></object></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/09/20/asgi-diminuire-gli-anni-per-acquisire-la-cittadinanza-italiana-sia-un-inizio-e-non-la-meta-di-una-riforma-non-piu-prorogabile/">ASGI: diminuire gli anni per acquisire la cittadinanza italiana sia un inizio e non la meta di una riforma non più prorogabile</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/20/asgi-diminuire-gli-anni-per-acquisire-la-cittadinanza-italiana-sia-un-inizio-e-non-la-meta-di-una-riforma-non-piu-prorogabile/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In netto aumento il numero dei lavoratori irregolari di origine straniera</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/08/23/in-netto-aumento-il-numero-dei-lavoratori-irregolari-di-origine-straniera/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/08/23/in-netto-aumento-il-numero-dei-lavoratori-irregolari-di-origine-straniera/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2024 09:21:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazioneinternazionale]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[FoadAodi]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[leggi]]></category>
		<category><![CDATA[norme]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[schiavitù]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17667</guid>

					<description><![CDATA[<p>Indagine Amsi-Uniti per Unire: in netto aumento negli ultimi 5 anni i numeri dei lavoratori irregolari di origine straniera. Il 50,4% nel settore agricolo, il 49,5% nell’edilizia il 30,6% nell’industria, nel settore terziario il&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/08/23/in-netto-aumento-il-numero-dei-lavoratori-irregolari-di-origine-straniera/">In netto aumento il numero dei lavoratori irregolari di origine straniera</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/imm.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="620" height="340" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/imm.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17668" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/imm.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 620w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/imm-300x165.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></a></figure></div>



<p><strong>Indagine Amsi-Uniti per Unire: in netto aumento negli ultimi 5 anni i numeri dei lavoratori irregolari di origine straniera. Il 50,4% nel settore agricolo, il 49,5% nell’edilizia il 30,6% nell’industria, nel settore terziario il 29,3% e nella sanità il 28,2%. La metà di essi vive situazioni di sfruttamento e schiavitù.</strong></p>



<p><strong>Foad Aodi: l’85% dei cittadini di origine straniera, pur di sopravvivere e di non perdere un lavoro, anche se irregolare e clandestino, decidono loro malgrado di non denunciare. Basta ad una politica capace solo di dare vita a promesse vane, che finiscono con il trasformarsi in boomerang sulla pelle di centinaia e centinaia di esseri umani.</strong></p>



<p>Accanto alla delicata e sempre attuale questione della Salute e alla necessità, da parte delle politiche, di dare finalmente una svolta ai sistemi sanitari mondiali, incentrando prima di tutto la tanto attesa ricostruzione sulla valorizzazione dei professionisti, è da sempre, il tema dell’immigrazione, a caratterizzare le lotte e le battaglie di Amsi, Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, accanto a Umem, Unione Medica Euromediterranea e Co- mai, Comunità del Mondo Arabo in Italia, nell’ambito del Movimento Internazionale Trans Culturale Uniti per Unire.</p>



<p>Integrazione, discriminazione, lavoro nero, sfruttamento degli esseri umani: sono tante le questioni di cui queste associazioni, incentrate sulla delicata realtà degli uomini e donne di origine straniera, sui loro diritti, sulle loro necessità quotidiane, si occupano sin dalla loro nascita.</p>



<p>Portavoce e promotore di convegno, campagne stampa, denunce, indagini con statistiche costantemente aggiornate, è il Prof. Foad Aodi, la cui attività, dal lontano anno 2000, ha condotto ad una media di 25 interventi giornalieri tra interviste e citazioni, con la “buona comunicazione”, costruita sui fatti e sulle ricerche attendibili, che diventa lo strumento per informare i cittadini e per provare a scuotere la politica.</p>



<p>Ecco allora il nuovo reportage incentrato su immigrazione, sanità e lavoro, costruito da Amsi, che purtroppo, almeno per quanto riguarda l’Italia, ma sappiamo che la realtà in Europa non è assai diversa, apre la strada ad un quadro davvero desolante.</p>



<p>«Da 20 anni, ormai, assistiamo, esordisce Foad Aodi, a strumentalizzazioni intollerabili sulla pelle dei migranti, dove la causa dei soggetti più fragili diventa, ahimè, oggetto di interesse della politica solo durante le campagne elettorali, per poi finire di nuovo, sistematicamente, nel buio tunnel del dimenticatoio.</p>



<p>Lo dimostrano del resto le cifre delle discriminazioni, degli abusi, i numeri dei lavoratori irregolari, la povertà, la mancata integrazione e soprattutto l’elevata percentuale di incidenti sul lavoro e decessi.</p>



<p>La politica italiana ed europea non fanno abbastanza per l’integrazione, non si mostrano capaci di combattere fino in fondo quelle piaghe, i cui effetti sono davanti ai nostri occhi ogni giorno.</p>



<p>Si può ancora consentire ad un essere umano di essere sfruttato con viaggi della disperazione, che durano mesi, su imbarcazioni fatiscenti, dove il più delle volte uomini, donne e bambini perdono la vita?</p>



<p>Per raggiungere poi quale obiettivo? Rimanere a vivere in Italia come clandestini e essere sfruttati nell’agricoltura e nell’edilizia con paghe disumani, per poi non avere diritto nemmeno a un contratto di lavoro e a una morte drammatica in caso di incidente?</p>



<p>Certo nessun genitore italiano, nessun padre, nessuna madre, nessuna sorella o fratello, si augurerebbe mai che il proprio caro, in partenza per l’estero allo scopo di coltivare il proprio sogno di vita, finisse in un incubo del genere e dovesse subire questo trattamento disumano.</p>



<p>Dove sono le regole? Dove sono le risposte concrete che attendiamo da tempo?».</p>



<p>Ecco allora, fa notare Aodi, che la luce sulle tragedie nei luoghi di lavoro dove dominano irregolarità e abusi ai danni dei cittadini stranieri, come in un film già visto, si accendono solo per pochi giorni, flebili, fioche, per poi spegnersi dopo pochissimo tempo, lasciando che tutto si aggravi e peggiori.</p>



<p>Dichiarazioni di facciata, frasi commosse che dovrebbero colpire la nostra attenzione, accuse reciproche che non mancano mai: ecco cosa fa la nostra politica ogni volta!</p>



<p>Ma quell’uomo con gli arti tranciati, sanguinante, abbandonato morente davanti ad una baracca di 5 metri quadrati in cui viveva, non tornerà indietro, mentre chi siede nei posti di potere dal giorno successivo alla sua tragica fine si concentrerà su ben altri argomenti, mentre domani avverranno, nel silenzio assoluto, altri incidenti e altri decessi.</p>



<p>Sia chiaro che la piaga dei decessi sul luogo di lavoro coinvolge anche gli operai regolarizzati, i cittadini italiani, ma merita un discorso a parte chi è costretto a lavorare con paghe disumane, ore e ore, sotto il sole, minato nel fisico e nella serenità, per un tozzo di pane.</p>



<p>Per arrivare a cosa poi? A finire i suoi giorni in un tritaerba, che mette fine per sempre alla sua esistenza.</p>



<p>«A quanti, fa notare Aodi, piace una Italia così? A noi di certo no!</p>



<p>Da parte nostra, alla luce delle tragedie che ogni giorno sono davanti ai nostri occhi, abbiamo il dovere di continuare le nostre battaglie su due binari.</p>



<p>Da una parte continueremo a sostenere che occorre arginare l’esodo indiscriminato di esseri umani che giungono in Europa da irregolari, ad esempio da continenti Africa, senza un titolo di studio, senza un percorso regolare, incentivando invece l’economia, la sanità, l’istruzione, nel loro paese di origine, con la cooperazione internazionale.</p>



<p>Dall’altra parte abbiamo bisogno di nuove leve, di professionisti stranieri qualificati forti di un solido titolo di studio, dal momento che rappresentano sempre una risorsa da valorizzare, così come occorre combattere la discriminazione nei confronti dei professionisti che, vivendo già da anni in Italia, si sono integrati e rappresentano competenze e qualità umane, in particolar modo nel settore sanitario». &nbsp;</p>



<p>Ed eccole allora le allarmanti indagini di Amsi sui numeri dei lavoratori irregolari di origine straniera, sulla base degli ultimi 5 anni.</p>



<p>Il 50,4% nel settore agricolo, il 49,5% nell’edilizia il 30,6% nell’industria, nel settore terziario il 29,3%.</p>



<p>I casi di vero e proprio sfruttamento sono all’ordine del giorno, com abusi, incidenti, paghe disumane: ecco allora il 20,2% nell’agricoltura, nell’edilizia il 19,8%, nell’industria il 16%, nel terziario il 19,7%.</p>



<p>Non viene risparmiato dalla piaga del lavoro irregolare il mondo della sanità, al quinto posto assoluto, con professionisti costretti a impieghi senza contratto soprattutto nella fase in cui arrivano nel nostro Paese, anche forti di un titolo di studio, ma sono in attesa del riconoscimento della loro qualifica. Le percentuali in questo caso sono 28,2% di irregolari e 17% di sfruttamento, in particolar modo per neolaureati e neospecializzati, sotto la minaccia di togliere loro il lavoro visto che non sono iscritti agli ordini.&nbsp;</p>



<p>Non dimentichiamo che l’85% dei cittadini di origine straniera, pur di sopravvivere e di non perdere un lavoro, anche se irregolare e clandestino, decidono loro malgrado di non denunciare.&nbsp;</p>



<p>Aodi, con queste percentuali allarmanti, mette davanti agli occhi della collettività l’inefficacia delle leggi e soprattutto l’inefficienza dei tanti Governi che si sono succeduti in questi anni, tutti rivelatesi fallimentari, al di là del colore politico, fallendo clamorosamente in termini di formazione, prevenzione e attività legislativa, con norme che alla fine si sono rivelate deboli o addirittura controproducenti. Abusi e discriminazioni, umani ed economici, sono all’ordine del giorno, senza dimenticare gli abusi sessuali ai danni delle donne.&nbsp;</p>



<p>Nel settore sanitario ai primi posti tra le professioniste più sfruttate ci sono i settori di fisioterapia e ortopedia.</p>



<p>«La Bossi Fini, fa notare Aodi, è ormai una norma superata. Si deve lavorare su un alveo di leggi costruite su diritti e doveri, senza però trascurare mai l’aspetto della solidarietà e della tutela degli esseri umani, in particolar modo dei soggetti più deboli come donne e bambini.</p>



<p>Dove è la Ius Soli ovvero diritto alla cittadinanza acquisita per chi nasce da noi, dove sono i pediatri per i bambini irregolari, dove è l’abolizione dell’obbligo della cittadinanza per i professionisti sanitari che vogliono prendere parte ai nostri concorsi?».</p>



<p>E allora Amsi e Uniti per Unire, attraverso la voce del Prof. Aodi, una volta per tutte dicono basta ad una politica capace solo di dare vita a promesse vane, che finiscono con il trasformarsi in boomerang sulla pelle di centinaia e centinaia di esseri umani.</p>



<p>Così il Prof. Foad Aodi è Esperto in Salute Globale, Presidente di Amsi, Co-Mai e del Movimento Uniti per Unire, nonché Docente di Tor Vergata, membro del Registro Esperti della Fnomceo dal 2002, già 4 volte Consigliere dell’Ordine dei medici di Roma, nonché Direttore Sanitario del Centro Medico Iris Italia e Membro del Comitato Direttivo AISI.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/08/23/in-netto-aumento-il-numero-dei-lavoratori-irregolari-di-origine-straniera/">In netto aumento il numero dei lavoratori irregolari di origine straniera</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/08/23/in-netto-aumento-il-numero-dei-lavoratori-irregolari-di-origine-straniera/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Civil week: ascoltare per capire e conoscersi</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/05/12/civil-week-ascoltare-per-capire-e-conoscersi/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/05/12/civil-week-ascoltare-per-capire-e-conoscersi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 May 2024 11:56:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#Civilweek]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attività]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Cohbiblio]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritticivili]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diversità]]></category>
		<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[Lambrate]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizi]]></category>
		<category><![CDATA[quartiere]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[stereotipi]]></category>
		<category><![CDATA[uguaglianza]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17550</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Martina Foglia L&#8217;associazione per i diritti umani ringrazia la biblioteca condominiale di Lambrate (Cohbiblio e Lucia Pompele) per aver ospitato l&#8217;iniziativa &#8220;Libri Parlanti&#8221;all&#8217;interno della Civil Week, settimana ricca di eventi per ricordare l&#8217;importanza&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/05/12/civil-week-ascoltare-per-capire-e-conoscersi/">Civil week: ascoltare per capire e conoscersi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/co.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="777" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/co-777x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17551" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/co-777x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 777w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/co-227x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 227w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/co-768x1013.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/co-1165x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1165w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/co.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1553w" sizes="(max-width: 777px) 100vw, 777px" /></a></figure>



<p>di Martina Foglia </p>



<p></p>



<p>L&#8217;associazione per i diritti umani ringrazia la biblioteca condominiale di Lambrate (Cohbiblio e Lucia Pompele) per aver ospitato l&#8217;iniziativa &#8220;Libri Parlanti&#8221;all&#8217;interno della Civil Week, settimana ricca di eventi per ricordare l&#8217;importanza del rispetto della tutela dei diritti civili di ogni singolo cittadino e per sottolineare il ruolo attivo che ogni singolo cittadino deve poter esercitare nella comunità in cui vive.</p>



<p>All&#8217;interno di questo contesto l&#8217;associazione Per i diritti umani ha proposto per il pomeriggio di sabato 11 maggio l&#8217;iniziativa &#8221; Libri parlanti&#8221;, ossia persone che hanno saputo trasformare la loro &#8220;diversità&#8221; in un&#8217;esperienza di vita da raccontare a chiunque volesse ascoltare.<br>Un incontro con l&#8217;Altro privo di filtri, intimo e individuale per smantellare i pregiudizi e gli stereotipi.<br>L&#8217;evento di sabato è stato molto bello, aperto e commovente; ognuno si è raccontato sinceramente e con naturalezza.<br>Abbiamo regalato un&#8217;esperienza unica alle persone che ci hanno ascoltato, e questa è stata la nostra più grande soddisfazione, senza tralasciare l&#8217;aspetto di gruppo che si è creato tra noi &#8220;libri&#8221;.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/05/12/civil-week-ascoltare-per-capire-e-conoscersi/">Civil week: ascoltare per capire e conoscersi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/05/12/civil-week-ascoltare-per-capire-e-conoscersi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>XXIX Rapporto ISMU sulle migrazioni 2023</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/02/25/xxix-rapporto-ismu-sulle-migrazioni-2023/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/02/25/xxix-rapporto-ismu-sulle-migrazioni-2023/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Feb 2024 08:21:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[culto]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[documenti]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[ismu]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[permessodisoggiorno]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[rihiedentiasilo]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sbarchi]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17432</guid>

					<description><![CDATA[<p>Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, Palazzo Emilio Turati, Via Meravigli 9/B, Milano Fondazione ISMU ETS stima che al 1° gennaio 2023 gli stranieri presenti in Italia siano circa&#160;5 milioni e 775mila,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/02/25/xxix-rapporto-ismu-sulle-migrazioni-2023/">XXIX Rapporto ISMU sulle migrazioni 2023</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/ismu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="725" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/ismu-725x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17433" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/ismu-725x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 725w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/ismu-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/ismu-768x1085.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/ismu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 803w" sizes="(max-width: 725px) 100vw, 725px" /></a></figure>



<p>Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, Palazzo Emilio Turati, Via Meravigli 9/B, Milano</p>



<p>Fondazione ISMU ETS stima che al 1° gennaio 2023 gli stranieri presenti in Italia siano circa&nbsp;<strong>5 milioni e 775mila, 55mila in meno rispetto alla stessa data del 2022</strong><a href="https://www.ismu.org/xxix-rapporto-sulle-migrazioni-2023-comunicato-stampa-13-2-2024/?utm_source=ISMU+Newsletter+2+%28+%2B+subscribers+lista+1%263%29&amp;utm_campaign=6431fd9839-29%C2%B0RAPPORTO+ISMU+MIGRAZIONI_dem_COPY_06&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bba0cb118f-6431fd9839-126455418#_ftn1&utm_source=rss&utm_medium=rss">[1]</a>. Il bilancio demografico mostra una significativa crescita della popolazione straniera residente in Italia (+110.000 unità). Diminuisce, invece, la componente irregolare, che si attesta sulle 458mila unità, contro le 506mila dell’anno precedente. Il calo degli irregolari è dovuto principalmente all’avanzamento delle regolarizzazioni attuate nel 2022 a completamento delle procedure di “emersione 2020”.&nbsp; Da segnalare la consistente riduzione dei “regolari non residenti”: il loro numero è sceso da 293mila a 176mila (-117mila).</p>



<p>Per quanto riguarda il lavoro, il 2023 ha segnato il record storico delle assunzioni di personale immigrato – 1.057.620 persone – programmate dalle imprese italiane (fonte Unioncamere – ANPAL). Permangono, però, numerose criticità, che mostrano la necessità di una nuova governance dei processi migratori e di inclusione (oggetto di analisi del&nbsp;<a href="https://www.ismu.org/libro-bianco-sul-governo-delle-migrazioni-economiche?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>Libro bianco sul governo delle migrazioni</em></a>&nbsp;elaborato da ISMU).</p>



<p>Sul fronte scolastico, il numero degli alunni con background migratorio nelle scuole italiane è tornato a crescere a un ritmo che lascia presumere che, in circa 10 anni, si potrà arrivare al traguardo di un milione di alunni con background migratorio (nell’a.s. 2021/22 il numero si attesta a 872.360 presenze)<strong>.&nbsp;</strong>Si segnala, inoltre, che i nati in Italia rappresentano il 67,5% degli alunni con cittadinanza non italiana.</p>



<p>Per quanto riguarda le confessioni religiose, ISMU stima che al 1° luglio 2023 i cristiani nel loro complesso rappresentino la maggioranza assoluta (53,1%) tra gli stranieri residenti in Italia, con una presenza di immigrati cattolici che si attesta al 17,0% (i musulmani rappresentano il 29,7%).</p>



<p>Sono questi alcuni dei principali dati del&nbsp;<strong>XXIX Rapporto sulle migrazioni 2023</strong>, elaborato da&nbsp;<strong>Fondazione ISMU ETS</strong>&nbsp;(Iniziative e Studi sulla Multietnicità), che viene presentato oggi 13 febbraio, dalle 9.00 alle 13.00, presso la Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, Palazzo Emilio Turati, in via Meravigli 9/B, Milano. L’evento viene trasmesso anche in diretta streaming&nbsp;<strong>sul canale&nbsp;</strong><a href="https://www.youtube.com/user/FondazioneIsmu?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>YouTube</strong></a>&nbsp;e&nbsp;<strong>sul&nbsp;</strong><a href="https://www.ismu.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>sito</strong></a>&nbsp;di ISMU.</p>



<p>Alla presentazione, realizzata in collaborazione con Fondazione Cariplo e moderata dal Segretario Generale di Fondazione ISMU ETS,&nbsp;<strong>Nicola Pasini</strong>, partecipano:&nbsp;<strong>Giovanni Azzone,</strong>&nbsp;Presidente Fondazione Cariplo;&nbsp;<strong>Gian Carlo Blangiardo</strong>, Presidente Fondazione ISMU ETS;&nbsp;<strong>Romano Guerinoni</strong>, Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi;&nbsp;<strong>Livia Elisa Ortensi,&nbsp;</strong>Responsabile Settore Statistica Fondazione ISMU ETS.</p>



<p>Nel corso del convegno si terranno due tavole rotonde. La prima, dal titolo&nbsp;<strong>“Migrazioni: fanno crescere la povertà o creano ricchezza”</strong>&nbsp;con gli interventi di<strong>&nbsp;Andrea Dellabianca,</strong>&nbsp;Membro della Giunta della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Presidente di Formaper;&nbsp;<strong>Nicola Saldutti</strong><strong>,&nbsp;</strong>Caporedattore Economia del&nbsp;<em>Corriere della Sera</em>;&nbsp;<strong>Laura Zanfrini,</strong>&nbsp;Responsabile Settore Economia, Lavoro e Welfare Fondazione ISMU ETS.</p>



<p>A conclusione del convegno, la tavola rotonda dal titolo&nbsp;<strong>“Per un’informazione responsabile sulle migrazioni”</strong>&nbsp;con gli interventi di:&nbsp;<strong>Paola Barretta</strong>, Portavoce Associazione Carta di Roma;&nbsp;<strong>Eleonora Camilli,&nbsp;</strong>Giornalista per&nbsp;<em>Redattore Sociale</em>&nbsp;e&nbsp;<em>La Stampa</em>;&nbsp;<strong>Cristina Giudici</strong>, Contributor per&nbsp;<em>Il Foglio</em>&nbsp;e consulente di Fondazione Gariwo;&nbsp;<strong>Vittorio Longhi</strong>, Giornalista e formatore per l’ONU;&nbsp;<strong>Alidad Shiri</strong>, Editorialista del quotidiano&nbsp;<em>Alto Adige</em>.</p>



<h4>1) MIGRAZIONI IN ITALIA<a href="https://www.ismu.org/xxix-rapporto-sulle-migrazioni-2023-comunicato-stampa-13-2-2024/?utm_source=ISMU+Newsletter+2+%28+%2B+subscribers+lista+1%263%29&amp;utm_campaign=6431fd9839-29%C2%B0RAPPORTO+ISMU+MIGRAZIONI_dem_COPY_06&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bba0cb118f-6431fd9839-126455418#_ftn2&utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>[2]</strong></a></h4>



<p><strong>L’immigrazione al 1° gennaio 2023.&nbsp;</strong>Fondazione ISMU ETS stima che al 1° gennaio 2023 gli stranieri presenti in Italia siano circa 5 milioni e 775mila, 55mila in meno rispetto alla stessa data del 2022<a href="https://www.ismu.org/xxix-rapporto-sulle-migrazioni-2023-comunicato-stampa-13-2-2024/?utm_source=ISMU+Newsletter+2+%28+%2B+subscribers+lista+1%263%29&amp;utm_campaign=6431fd9839-29%C2%B0RAPPORTO+ISMU+MIGRAZIONI_dem_COPY_06&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bba0cb118f-6431fd9839-126455418#_ftn3&utm_source=rss&utm_medium=rss">[3]</a>. Il bilancio demografico del 2022 mostra una significativa crescita dei residenti, la cui quota relativa sul totale della popolazione residente in Italia è passata dal 8,5% all’8,7% (+110mila unità). Si registra, invece, una moderata diminuzione del numero di irregolari, dovuta dal prevalere dell’effetto riduttivo delle regolarizzazioni attuate nel 2022 a completamento delle procedure di “emersione 2020” rispetto all’incremento prodotto dai flussi di irregolarità e dalla mancata presentazione/accettazione delle richieste di asilo o protezione riconducibili al fenomeno degli arrivi non autorizzati, per lo più via mare. Questi ultimi hanno subìto, nel corso dell’anno, un significativo aumento (+57%).</p>



<p><strong>Effetto “emersione 2020”: diminuiscono gli irregolari.&nbsp;</strong>Come già accennato, alla data del 1° gennaio 2023 ISMU stima una moderata diminuzione della componente irregolare, che si attesta sulle 458mila unità, contro le 506mila dell’anno precedente. Gli irregolari costituiscono il 7,9% della presenza straniera complessiva.</p>



<p><strong>Diminuiti i regolari non residenti.</strong>&nbsp;Nel 2022 va segnalata la consistente riduzione dei cosiddetti “regolari non residenti”, cioè gli stranieri presenti sul territorio italiano, in possesso di un valido titolo di soggiorno, ma non inclusi (o non ancora) nel collettivo dei registrati in anagrafe. Il loro numero è sceso da 293mila a 176mila (-117mila). Si tratta per lo più di cittadini comunitari o di nuovi soggiornanti, presenti in Italia anche a seguito di procedure di accoglienza, che al momento non hanno eletto la loro residenza anagrafica in un comune italiano.</p>



<p><strong>Gran parte degli</strong><strong>&nbsp;stranieri proviene da Paesi terzi.</strong>&nbsp;Al 1° gennaio del 2023, tra gli stranieri regolarmente presenti in Italia la componente extra-Ue è di circa tre quarti del totale. L’aumento di 166mila unità rispetto alla stessa data del 2022 conferma la tendenza alla ripresa “post-Covid” avviata lo scorso anno. Il 40% di cittadini non comunitari proviene da quattro Paesi: Ucraina, Marocco, Albania e Cina.&nbsp; Seguono undici Paesi con quote di presenze regolari extra-UE comprese tra il 2% e il 5%. Nell’ordine: India, Bangladesh, Egitto, Filippine, Pakistan, Moldova, Sri Lanka, Senegal Nigeria, Tunisia e Perù. Nel complesso le prime quindici nazionalità coprono più di tre quarti del totale.</p>



<p><strong>Ucraini in Italia.</strong>&nbsp;Fondazione ISMU ETS rileva che l’aumento degli stranieri provenienti da Paesi terzi nel 2022 va quasi del tutto attribuito alle vicende che hanno determinato la forte crescita della popolazione ucraina, una presenza che, tra l’altro, era da tempo consolidata nella realtà italiana. Al 1° gennaio 2022 gli ucraini in Italia con regolare permesso di soggiorno erano poco più di 230mila, la gran parte (81,2%) con un titolo di lungo periodo. Dopo lo scoppio della guerra si sono avuti consistenti nuovi arrivi in Italia, con un picco nel mese di maggio 2022. Nel corso dell’anno gli ingressi si sono poi largamente ridotti e, alla fine del 2022, si contavano in Italia circa 146mila cittadini ucraini sotto protezione temporanea, di cui quasi 54mila minori. La pressione migratoria si è affievolita dall’inizio del 2023 assestandosi su una media di poco meno di 350 nuovi permessi al mese, a fronte di 67mila permessi rilasciati tra il 2 marzo e il 30 aprile 2022 e di ulteriori 27mila permessi rilasciati tra maggio e luglio.</p>



<p><strong>Acquisizioni di cittadinanza in aumento.</strong>&nbsp;Nel corso del 2022 gli stranieri che hanno acquisito la cittadinanza sono circa 214mila, contro i 121.457 dell’anno precedente. I cittadini non comunitari divenuti italiani nel 2022 sono in prevalenza marocchini, albanesi e ucraini.</p>



<p><strong>In calo il tasso di natalità degli stranieri.</strong>&nbsp;Il ruolo dell’immigrazione nel mitigare i numeri del nostro “inverno demografico” resta importante: le 393mila nascite registrate in Italia nel 2022 sono il 27% in meno rispetto al dato del 2002, ma sono il prodotto di un aumento del 56% dei nati stranieri e una diminuzione del 33% di quelli italiani.</p>



<p>Tuttavia, sebbene tra il 2002 e il 2022 i nati stranieri siano saliti da 34mila a 53mila (mentre gli italiani sono scesi da 505mila a 340mila), va rilevato che il loro contributo a supporto della bassa natalità nel nostro Paese tende sempre più ad attenuarsi. Le 53mila nascite nel 2022 sono 27mila in meno rispetto al massimo osservato nel 2012 (con 80mila nati). I tassi di natalità della popolazione straniera vanno infatti progressivamente convergendo verso quelli degli italiani: dai 23,5 nati per mille abitanti del 2004 (con oltre 14 punti di vantaggio sugli autoctoni) si è scesi nel 2022 a un più modesto 10,4 per mille (con solo circa 4 punti in più).</p>



<p><strong>Sbarchi e ingressi via terra.&nbsp;</strong>Gli sbarchi registrati sulle coste italiane nel 2023 hanno raggiunto volumi simili a quelli del periodo 2014-2017, gli anni della cosiddetta crisi dei rifugiati. In particolare, tra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2023 gli sbarchi ammontano a 157mila, con una crescita del 67,1% rispetto allo stesso periodo del 2022 e del 133,6% rispetto al 2021. I decessi nel tentativo di attraversare il Mediterraneo centrale sono in crescita da 1.417 a 2.498, pari rispettivamente a 9 e 13 ogni 1.000 tentati attraversamenti. Il numero complessivo di persone decedute dal 2014 è oltre 22mila, di cui 485 bambini.</p>



<p>Nel 2023 sono aumentati i flussi dalla Tunisia (+200% nei primi 10 mesi rispetto al dato complessivo 2022) e leggermente diminuiti quelli dalla Libia (-2.4%). Se consideriamo i paesi d’origine delle persone sbarcate nel 2023 è cresciuto il numero di cittadini originari della Guinea (che costituiscono l’11,6% del totale) seguiti da quelli di Tunisia (11%), Costa d’Avorio, (10,2), Bangladesh (7,7%) ed Egitto (7,0%).</p>



<p>In crescita anche gli arrivi alle frontiere terrestri: nel 2022 alla frontiera con la Slovenia erano stati 13.500 (+44% rispetto al 2021), prevalentemente da Pakistan, Afghanistan, Bangladesh, India e Nepal. Nel 2023 gli ingressi tra gennaio e novembre sono stati oltre 11.000, ancora prevalentemente da Pakistan, Afghanistan, Bangladesh.</p>



<p><strong>Richieste d’asilo.</strong>&nbsp;Passando alle richieste d’asilo, va precisato che solo una parte delle persone entrate irregolarmente in Italia fanno domanda. Inoltre, non tutte derivano dagli sbarchi, ma anche da ingressi via terra, corridoi umanitari, ingressi alla frontiera aeroportuale, ingressi ai sensi del regolamento di Dublino. Nel 2022 le richieste d’asilo sono state 84.289 (di cui 7.090 reiterate), con una crescita del 57% rispetto al 2021, quando le domande erano state 53.609. Nel 2023 le richieste d’asilo verso l’Italia sono state invece 135.820, presentate primariamente da cittadini del&nbsp;Bangladesh (17,3%), dell’Egitto (13,5%) e del Pakistan&nbsp;(12,6%).</p>



<p><strong>Religioni.&nbsp;</strong>Fondazione ISMU ETS stima che al 1° luglio 2023 la maggioranza assoluta della popolazione straniera residente in Italia sia di religione cristiana (53,1%). Gli immigrati ortodossi, tra cui è ricompresa la maggior parte degli ucraini, sono saliti al 29,2%. I cattolici si attestano al 17,0%. Gli evangelici sono scesi al 2,7%, mentre i copti e gli altri cristiani rimangono sostanzialmente invariati (rispettivamente 1,6% e 2,6%). I musulmani rappresentano il 29,7%, seguiti da buddisti (3,3%), induisti (2,1), sikh (1,7%) e altre religioni (0,4%). Gli atei o agnostici sono il 9,7%. In termini assoluti, includendo nei conteggi anche i minori di qualsiasi età, si stima che in Italia al 1° luglio 2023 ci siano circa un milione e 521mila musulmani, un milione e 499mila ortodossi e 870mila cattolici.</p>



<h4>2) IL LAVORO</h4>



<p>Dopo la battuta d’arresto provocata dalla pandemia, nel passaggio dal 2021 al 2022 si è registrato un netto miglioramento dei principali indicatori del mercato del lavoro italiano: una tendenza proseguita anche nel 2023. Nel 2022, la crescita dell’occupazione dei 15-64enni, che è tornata ai livelli pre-Covid, è imputabile per il 78,3% agli italiani e per il 21,7% agli stranieri (dati Eurostat). Quella degli attivi è attribuibile per il 70,7% agli italiani e per il 29,3% agli stranieri e la riduzione della disoccupazione per l’83,4% agli italiani e per il 16,6% agli stranieri. Nel 2022 gli stranieri rappresentano il 10,8% delle forze di lavoro tra i 15 e i 64 anni, il 10,4% degli occupati e il 15,9% dei disoccupati. Dal punto di vista settoriale, il comparto con la più elevata incidenza di stranieri sul totale di occupati è quello dei servizi personali e collettivi (31,6%), seguito a distanza da agricoltura (17,7%), ristorazione e turismo (17,3%), costruzioni (15,6%).</p>



<p><strong>Prevale il “lavoro povero”.</strong>&nbsp;Nel 2022, per i lavoratori extracomunitari occupati a tempo indeterminato la retribuzione media annua è stata pari a 19.251 euro, quella del totale dei lavoratori pari a 27.523 euro. Per i dipendenti a tempo determinato, per gli extra-europei è stata pari a 9.508 euro, cioè inferiore dell’8,3% rispetto a quella del totale dei lavoratori (10.365 euro). Infine, la retribuzione dei lavoratori domestici extra-UE, pur essendo leggermente superiore a quella della generalità dei lavoratori (verosimilmente per il numero maggiore di ore lavorate), ammonta a soli 7.945 euro. Si tratta di livelli retributivi che confermano un’immigrazione fortemente coinvolta nel fenomeno del “lavoro povero”, a sua volta anticamera, per molti lavoratori stranieri e per le loro famiglie, della caduta in una condizione di povertà assoluta o relativa.</p>



<p><strong>Gender gap: penalizzate soprattutto le donne extra-UE.&nbsp;</strong>Tra le donne lavoratrici, quelle extra-europee risultano maggiormente penalizzate. Nel 2022 i tassi di occupazione femminili delle donne extra-Ue sono molto più bassi rispetto alle italiane (43,7% contro 51,5%). Invece, nell’ambito della popolazione proveniente da Paesi dell’Unione, i tassi di occupazione femminili risultano più elevati rispetto a quelli delle italiane. Particolarmente coinvolte nel fenomeno dell’inattività sono le donne provenienti da Bangladesh (92,3%), Pakistan (89,8%) ed Egitto (85,1%). Le più colpite dalla disoccupazione sono le egiziane (68,5% nel 2022). Tra i fattori penalizzanti: bassi livelli di istruzione e competenza linguistica, difficoltà sul fronte della conciliazione con gli impegni familiari, esposizione alla discriminazione.</p>



<p><strong>Permane il problema dell’<em>overqualification</em>.&nbsp;</strong>Rispetto agli altri Paesi, l’Italia attrae una immigrazione poco istruita: la metà degli immigrati nati all’estero ha una bassa istruzione formale e solo il 12% ha una laurea, rispetto al 20% dei nativi. Ciò nondimeno, la quota di lavoratori stranieri laureati occupati in una professione&nbsp;<em>low</em>&nbsp;o&nbsp;<em>medium skill</em>&nbsp;è pari al 60,2% nel caso dei cittadini non UE e al 42,5% nel caso degli UE, a fronte del 19,3% stimato per gli italiani. Pesa il mancato riconoscimento dei titoli acquisiti all’estero: meno del 3% degli stranieri possiede un titolo estero riconosciuto in Italia.</p>



<p>Secondo i dati di uno studio&nbsp;<em>ad hoc</em>&nbsp;Istat (2023a) discussi all’interno del Rapporto, sul problema dell’<em>overqualification&nbsp;</em>incidono anche fattori legati alla cittadinanza – italiana per nascita, straniera o italiana per acquisizione – e al genere. Per esempio, il vantaggio di possedere la laurea, rispetto alla licenza media, è di circa 40 punti percentuali in termini di tasso di occupazione tra gli italiani dalla nascita, quasi si dimezza tra i naturalizzati e scende sotto i 9 punti tra gli stranieri. Tra le donne, possedere una laurea migliora il tasso di occupazione di ben 51 punti tra le autoctone, di 29 punti tra le naturalizzate e di soli 17 punti tra le straniere. Per chi ha al massimo la licenza media, il tasso di occupazione degli stranieri è invece superiore a quello degli autoctoni e dei naturalizzati.</p>



<p><strong>La domanda di lavoro immigrato è in crescita.&nbsp;</strong>Da elaborazioni di Fondazione ISMU ETS su dati Eurostat, si prevede che dal 2024 alla fine del decennio la popolazione dell’UE in età attiva (15-64enni) diminuirà di oltre 6 milioni di unità già nei primi sei anni, e poi di altri 13 milioni entro il 2040, pur in presenza di flussi migratori in entrata. Si aggraveranno, dunque, le difficoltà di reclutamento già oggi sperimentate dalle imprese in vari settori (sanitario e assistenziale, manifatturiero, commercio al dettaglio, ospitalità, trasporti, costruzioni). L’Italia è peraltro, insieme alla Bulgaria, il Paese europeo dove le forze lavoro tra i 15 e i 64 anni hanno l’età media più elevata (attorno ai 43 anni e mezzo, fonte Istat). Nei prossimi anni, via via che i&nbsp;<em>baby boomers</em>&nbsp;raggiungeranno l’età del pensionamento, le imprese avranno difficoltà a gestire il turnover.</p>



<p>Il 2023 ha segnato il record storico delle assunzioni di personale immigrato – 1.057.620&nbsp; persone – programmate dalle imprese italiane (fonte Unioncamere – ANPAL). L’importazione di forza lavoro dall’estero si sta dunque affermando come un’opzione condivisa da molti Paesi europei, a dispetto di un quadro politico dominato dalla preoccupazione di ridurre la pressione migratoria irregolare e gestire i flussi di richiedenti asilo. Tra le tendenze ricorrenti: l’introduzione di sistemi “a punti” e altre misure per rendere il proprio Paese maggiormente ricettivo nei confronti dei lavoratori qualificati; l’ampliamento dei profili professionali inseriti nelle&nbsp;<em>shortages lists</em>; il ritorno in auge degli accordi bilaterali con i Paesi d’origine. A tale proposito, il&nbsp;<a href="https://www.ismu.org/wp-content/uploads/2023/01/Volume_Libro-bianco-sul-governo-delle-migrazioni-economiche.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Libro bianco sul governo delle migrazioni</strong></a>&nbsp;elaborato dal Settore Economia e Lavoro di Fondazione ISMU (disponibile al seguente link:&nbsp;<a href="https://www.ismu.org/libro-bianco-sul-governo-delle-migrazioni-economiche?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.ismu.org/libro-bianco-sul-governo-delle-migrazioni-economiche?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>) contiene un ricco insieme di indicazioni relative sia alle auspicabili modifiche del quadro normativo, sia ad aspetti di ordine procedurale e organizzativo, indirizzate sia ai decisori pubblici e sia a tutti gli attori coinvolti nella gestione dei processi migratori e di inclusione occupazionale dei lavoratori immigrati.</p>



<h4>3) GLI ALUNNI STRANIERI E IL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO</h4>



<p>Nell’anno scolastico 2021/2022 persiste lo svantaggio degli studenti non italiani amplificato dagli anni della pandemia e da nuove emergenze, come quella derivante dal flusso di donne e di minori (anche soli) provenienti dall’Ucraina nel corso del 2022. Come evidenziato dal&nbsp;<a href="https://www.ismu.org/alunni-con-background-migratorio-in-italia-famiglia-scuola-societa/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Report nazionale ISMU 4/2022, Alunni con background migratorio in Italia. Famiglia, scuola, società</a>&nbsp;(Santagati, Colussi, 2022), le alleanze educative tra famiglie, scuole, territorio, enti locali e del Terzo settore si sono rivelate cruciali per fare fronte alle difficoltà del quotidiano. Tuttavia, nonostante le esperienze di solidarietà e l’impegno verso una più ampia inclusione, permangono discriminazioni e disparità di trattamento.</p>



<p><strong>Aumentati gli alunni stranieri.&nbsp;</strong>Dopo la decrescita temporanea del 2020/21, nell’a.s. 2021/22 il numero degli alunni con background migratorio si attesta a 872.360 presenze (quasi +7.000), pari al 10,6% del totale degli iscritti nelle scuole italiane. All’inizio dell’a.s. 2023/2024 i valori attesi degli alunni non italiani nelle scuole statali erano di 869.336. Nell’aprile del 2023 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha certificato la presenza di 888.880 alunni con entrambi i genitori stranieri per l’anno scolastico 2022/23. A tale ritmo di crescita, si presume che in circa 10 anni si potrà arrivare al traguardo di un milione di alunni con background migratorio.</p>



<p><strong>Il 44% degli alunni stranieri è di origine europea.&nbsp;</strong>Gli studenti con cittadinanza non italiana (CNI) sono originari di quasi 200 Paesi differenti e il 44% circa di essi è di origine europea. Più di 1⁄4 è di origine africana, attorno al 20% di origine asiatica e quasi l’8% dell’America latina. La cittadinanza più numerosa è rappresentata dalla Romania con oltre 151mila studenti. Seguono Albania (quasi 117mila studenti) e Marocco (111mila).</p>



<p><strong>Accolti più di 27mila studenti ucraini.</strong>&nbsp;Al 13 giugno 2022 sono 27.506 gli studenti ucraini accolti nelle scuole: 12.713 nelle primarie, 6.148 nelle scuole dell’infanzia, 6.086 nelle secondarie di primo grado e 2.559 nelle secondarie di secondo grado. Altri 3.019 sono stati accolti dai Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti. Il numero maggiore di studenti ucraini si è inserito in Lombardia (5.748), Emilia-Romagna (3.218) e Campania (2.744).</p>



<p><strong>Un quarto degli alunni con CNI in Lombardia.&nbsp;</strong>I dati del 2021/22 confermano che la maggioranza degli studenti con cittadinanza non italiana si concentra nelle regioni settentrionali, a seguire nel Centro e nel Mezzogiorno. La Lombardia accoglie 222.364 alunni con background migratorio, seguita da Emilia-Romagna (106.280) e Veneto (96.105). In Emilia-Romagna gli studenti con CNI rappresentano, in rapporto alla popolazione scolastica regionale, il 17,4%, il valore più elevato a livello nazionale. Segue la Lombardia con il 16,3% di alunni con CNI ogni 100 iscritti nelle scuole di diverso ordine e grado. La provincia italiana con il più alto numero di studenti stranieri è Milano (80.189), seguita da Roma (63.946) e Torino (39.184).</p>



<p><strong>Le scuole italiane non toccate dal fenomeno migratorio sono il 18%.&nbsp;</strong>Nell’a.s. 2021/22 le scuole senza allievi con CNI scendono al 18%. Aumenta leggermente la fascia con meno del 30% di alunni di origine immigrata (74,8%). Le scuole con il 30% e oltre di alunni con background migratorio sono il 7,2% del totale.</p>



<p><strong>I nati in Italia rappresentano il 67,5% degli alunni con CNI.</strong>&nbsp;I nati in Italia figli di immigrati sono passati da 577.071 nel 2020/21 a 588.986: quasi 12mila unità in più. Dalla prima rilevazione dell’a.s. 2007/08 ad oggi, il gruppo si è triplicato e rappresenta il 67,5% degli alunni con CNI.</p>



<p><strong>Cresce l’incidenza delle seconde generazioni.&nbsp;</strong>Più dei due terzi degli alunni censiti come italiani sono costituiti da seconde generazioni. L’incidenza percentuale delle seconde generazioni cresce in tutti i livelli scolastici, a parte le primarie. Nelle scuole dell’infanzia, 83 sono i nati in Italia ogni 100 alunni con background migratorio, 73,6 alla primaria, 66,9 alle secondarie di primo grado e 48,3 in quelle di secondo grado.</p>



<p><strong>Un quarto degli studenti con CNI è in ritardo scolastico.&nbsp;</strong>Il ritardo scolastico rimane un aspetto problematico. Nell’a.s. 2021/22 riguarda il 25,4% degli stranieri (gli italiani sono l’8,1%). Nel complesso, il ritardo fra i non italiani si è ridotto nel tempo. Tuttavia, le percentuali di studenti in ritardo sono ancora molto elevate, soprattutto nelle secondarie di secondo grado, dove quasi la metà degli studenti di origine immigrata è in ritardo di uno o più anni (48,4%). Altri due fenomeni che continuano a essere preoccupanti sono l’abbandono precoce degli studi e la lontananza dal sistema di istruzione/formazione/lavoro. Nel 2022 gli ELET cioè i giovani che si sono fermati alla scuola secondaria di primo grado, sono ancora il 28,7% dei 18-24enni stranieri, ovvero il triplo degli autoctoni, che scendono al 9,7%. I giovani in condizione di NEET (Not in Education, Employment or Training, ovvero i giovani che non studiano né lavorano) fra i 15 e i 29 anni si attestano al 29% del totale, circa il doppio degli italiani (17,9%).</p>



<p><strong>Cresce la presenza nei licei.&nbsp;</strong>Negli ultimi dieci anni gli alunni con background migratorio sono rimasti una componente stabile degli istituti tecnici, mentre si è ridotta la quota negli istituti professionali ed è cresciuta in eguale misura la presenza nei licei. Nell’a.s. 2021/22 sul totale degli alunni con background migratorio il 32% frequenta il liceo. Seguono gli iscritti agli istituti tecnici, precedendo la quota dei non italiani negli istituti professionali (28,9%), che continua lentamente a scendere.</p>



<p><strong>Rapporto INVALSI 2023.</strong>&nbsp;Gli allievi stranieri di prima generazione, nella classe V secondaria di secondo grado, in Italiano conseguono in media un esito significativamente più basso di uno studente-tipo<a href="https://www.ismu.org/xxix-rapporto-sulle-migrazioni-2023-comunicato-stampa-13-2-2024/?utm_source=ISMU+Newsletter+2+%28+%2B+subscribers+lista+1%263%29&amp;utm_campaign=6431fd9839-29%C2%B0RAPPORTO+ISMU+MIGRAZIONI_dem_COPY_06&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bba0cb118f-6431fd9839-126455418#_ftn4&utm_source=rss&utm_medium=rss">[4]</a>&nbsp;di 9,5 punti. Quelli di seconda generazione hanno un esito inferiore di 8,1 punti. In Matematica, le prime generazioni conseguono mediamente un esito più basso dello studente tipo di meno 2 punti, mentre le seconde generazioni hanno un esito più basso di 3 punti. In Inglese, gli allievi di prima generazione conseguono un esito più elevato dello studente tipo, nella lettura (circa +9,2 punti) e nell’ascolto (+11,1 punti). Anche i risultati delle seconde generazioni sono migliori di quelli dello studente tipo, con circa 5 punti in più nella prova di&nbsp;<em>reading</em>&nbsp;e circa 8 punti in più in quella di&nbsp;<em>listening</em>.</p>



<h4>4) LA SALUTE</h4>



<p>In un contesto internazionale caratterizzato da una evoluzione dei sistemi di welfare in generale e del welfare sanitario in particolare, il XXIX Rapporto sulle migrazioni 2023 analizza i dati europei sulla salute degli stranieri. Tale analisi mette a confronto la salute tra Paesi e gruppi di età e cittadinanza diversa sottolineando, tra l’altro, come l’auto-percezione della salute dei cittadini non comunitari sia peggiore rispetto a quella dei cittadini nazionali in dieci Stati membri. Vengono analizzate, inoltre, le iniziative delle istituzioni europee volte a garantire la salute mentale dei migranti, che nel nuovo approccio globale alla salute mentale lanciato dalla Commissione europea nel giugno 2023 viene posta sullo stesso piano della salute fisica. Infine, vengono riportati i dati italiani e l’impatto di iniziative di policy come il decreto Cutro sulla salute dei migranti.</p>



<p><strong>Ricoveri.</strong>&nbsp;Dai dati Istat 2023 emerge che nel 2021 i cittadini stranieri provenienti da Paesi dell’area europea (esclusa l’Italia) rappresentano il 3,2% di tutti i ricoveri in regime ordinario, seguiti dai ricoveri di cittadini provenienti da Paesi dell’area africana (1,6%), asiatica (1,1%) e americana (0,6%).</p>



<p><strong>Parti.&nbsp;</strong>I dati più recenti (Ministero della Salute) indicano che, nel 2021, i parti di madri di cittadinanza non italiana erano il 19,9% del totale, in leggera flessione rispetto allo stesso dato del 2020 (21%). Al momento del parto le madri straniere hanno in media 31 anni contro i 33,1 delle italiane.</p>



<h4>5) IL TEMA IMMIGRAZIONE NELLE ELEZIONI REGIONALI ITALIANE</h4>



<p>Il 2023 è stato l’anno delle elezioni per il rinnovo della Giunta e del Consiglio regionale in tre regioni: Lombardia, Lazio e Friuli-Venezia Giulia. Rispetto ad altre consultazioni elettorali precedenti, e anche alla competizione per il rinnovo del Parlamento del 25 settembre 2022, il tema immigrazione non ha catalizzato una forte attenzione. Da un’analisi dei programmi elettorali svolta da Fondazione ISMU ETS risulta che, nelle tre regioni, la issue immigrazione era presente nei programmi di sei candidati su otto. Inoltre, diversamente rispetto al passato, il tema non è stato inserito sotto il cappello “legalità e sicurezza” nel programma di alcun candidato (con la parziale eccezione di Massimiliano Fedriga in Friuli-Venezia Giulia), ma è stato inserito all’interno delle aree welfare, formazione e lavoro, mostrando, almeno superficialmente, un tentativo di valorizzazione dell’immigrazione con un inquadramento volto non solo a rilevarne i problemi. Tuttavia, se al momento delle elezioni in Lombardia e Lazio la situazione a livello nazionale permetteva ai partiti di mettere in secondo piano la issue immigrazione, la tragedia di Cutro, avvenuta nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, ha fatto riemergere la questione, e ciò potrebbe almeno in parte spiegare la maggiore rilevanza che il tema ha assunto nelle successive elezioni in Friuli-Venezia Giulia. Il tema è tornato prepotentemente in primo piano a livello nazionale, e anche a livello europeo dove resterà dominante nel corso del 2024, in vista della competizione elettorale del 6-9 giugno che vedrà contrapposti ancora una volta sovranisti e globalisti, europeisti e antieuropeisti, sostenitori delle società aperte e sostenitori delle società chiuse.</p>



<p><strong>Il XXIX Rapporto sulle migrazioni 2023 di Fondazione ISMU ETS tratta anche altre tematiche di attualità quali: il Patto sulla migrazione e l’asilo, la questione dei corridoi umanitari, le tensioni tra Kosovo e Serbia, l’Europa e suoi rapporti con i Paesi africani, la violenza familiare e i minori, la <em>issue</em> immigrazione nell’opinione pubblica europea. Inoltre, uno specifico approfondimento è dedicato alla guerra in Ucraina.</strong></p>



<p></p>



<p>Per scaricare il report: https://www.ismu.org/ventinovesimo-rapporto-sulle-migrazioni-2023/?utm_source=rss&utm_medium=rss<a href="https://www.ismu.org/ventinovesimo-rapporto-sulle-migrazioni-2023/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.ismu.org/ventinovesimo-rapporto-sulle-migrazioni-2023/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>***</p>



<h6><a href="https://www.ismu.org/xxix-rapporto-sulle-migrazioni-2023-comunicato-stampa-13-2-2024/?utm_source=ISMU+Newsletter+2+%28+%2B+subscribers+lista+1%263%29&amp;utm_campaign=6431fd9839-29%C2%B0RAPPORTO+ISMU+MIGRAZIONI_dem_COPY_06&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bba0cb118f-6431fd9839-126455418#_ftnref1&utm_source=rss&utm_medium=rss">[1]</a>&nbsp;Valori revisionati sulla base delle successive revisioni Istat post censimento 2018.<br><a href="https://www.ismu.org/xxix-rapporto-sulle-migrazioni-2023-comunicato-stampa-13-2-2024/?utm_source=ISMU+Newsletter+2+%28+%2B+subscribers+lista+1%263%29&amp;utm_campaign=6431fd9839-29%C2%B0RAPPORTO+ISMU+MIGRAZIONI_dem_COPY_06&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bba0cb118f-6431fd9839-126455418#_ftnref2&utm_source=rss&utm_medium=rss">[2]</a>&nbsp;Alcuni dati riportati nel comunicato stampa possono differire da quelli pubblicati nel XXIX Rapporto sulle migrazioni 2023, poiché riaggiornati dopo la pubblicazione del volume.<br><a href="https://www.ismu.org/xxix-rapporto-sulle-migrazioni-2023-comunicato-stampa-13-2-2024/?utm_source=ISMU+Newsletter+2+%28+%2B+subscribers+lista+1%263%29&amp;utm_campaign=6431fd9839-29%C2%B0RAPPORTO+ISMU+MIGRAZIONI_dem_COPY_06&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bba0cb118f-6431fd9839-126455418#_ftnref3&utm_source=rss&utm_medium=rss">[3]</a>&nbsp;Valori revisionati sulla base delle successive revisioni Istat post censimento 2018.<br><a href="https://www.ismu.org/xxix-rapporto-sulle-migrazioni-2023-comunicato-stampa-13-2-2024/?utm_source=ISMU+Newsletter+2+%28+%2B+subscribers+lista+1%263%29&amp;utm_campaign=6431fd9839-29%C2%B0RAPPORTO+ISMU+MIGRAZIONI_dem_COPY_06&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bba0cb118f-6431fd9839-126455418#_ftnref4&utm_source=rss&utm_medium=rss">[4]&nbsp;</a>Definito nelle analisi INVALSI come un allievo di sesso maschile, in regola con gli studi, che frequenta un istituto tecnico nel Centro Italia, italiano, di condizione socioeconomica e culturale pari alla media nazionale.</h6>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/02/25/xxix-rapporto-ismu-sulle-migrazioni-2023/">XXIX Rapporto ISMU sulle migrazioni 2023</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/02/25/xxix-rapporto-ismu-sulle-migrazioni-2023/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Presidio per la PACE e la NONVIOLENZA</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/10/27/presidio-per-la-pace-e-la-nonviolenza/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/10/27/presidio-per-la-pace-e-la-nonviolenza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2023 15:04:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Proposte Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[cittadine]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[governi]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mobilitazione]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[noagliarmamenti]]></category>
		<category><![CDATA[noallearmi]]></category>
		<category><![CDATA[nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politicadalbasso]]></category>
		<category><![CDATA[popoli]]></category>
		<category><![CDATA[presidio]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Stati]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[violenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17238</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani vi invita a partecipare ad un presidio per chiedere PACE e NONVIOLENZA ! Perché siamo contro gli armamenti, perché crediamo nelle azioni diplomatiche e nel dialogo tra i popoli&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/10/27/presidio-per-la-pace-e-la-nonviolenza/">Presidio per la PACE e la NONVIOLENZA</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/volantino-pace-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="677" height="975" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/volantino-pace-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17239" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/volantino-pace-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 677w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/volantino-pace--208x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 208w" sizes="(max-width: 677px) 100vw, 677px" /></a></figure></div>



<p></p>



<p><strong>Associazione Per i Diritti umani</strong> <strong>vi invita a partecipare</strong> <strong>ad un presidio per</strong> <strong>chiedere PACE e NONVIOLENZA !</strong></p>



<p>Perché siamo contro gli armamenti, perché crediamo nelle azioni diplomatiche e nel dialogo tra i popoli e chi li governa. </p>



<p>Ringraziamo tutte le associazioni che hanno deciso di essere con noi e il Tavolo per la pace e la nonviolenza del Municipio3 di Milano.</p>



<p><strong>Aspettiamo tutte le cittadine e i cittadini SABATO 2 dicembre &#8211; alle ore 15 &#8211; in Piazza XXV Aprile (Milano)</strong></p>



<p>Durante il presidio i rappresentanti delle associazioni parleranno dei temi proposti e delle motivazioni che ci spingono a scendere in piazza per far sentire la nostra voce in questi tempi bui; i passanti, invece, saranno chiamati a rispondere ad una breve , ma significativa, domanda&#8230;Per sentirci ed essere comunità. Una società pacifica, per un mondo pacifico. </p>



<p>Portate i vostri figli, nipoti, alunni! Ragazze e ragazzi via spettiamo perché voi siete il Futuro e noi abbiamo il dovere di farvi vivere in serenità e in protezione. </p>



<p></p>



<p>Associazione Per i Diritti umani con: Tavolo per la pace e la nonviolenza del Municipio3 di Milano &#8211; Ass. Oltre i confini &#8211; Agedo Como-Lecco &#8211; Vite intorno &#8211; Mondo senza guerre e senza violenze &#8211; Pressenza (agenzia internazionale di stampa)</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/10/27/presidio-per-la-pace-e-la-nonviolenza/">Presidio per la PACE e la NONVIOLENZA</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/10/27/presidio-per-la-pace-e-la-nonviolenza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In piedi rom e sinti: contro ogni pregiudizio</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/04/06/in-piedi-rom-e-sinti-contro-ogni-pregiudizio/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/04/06/in-piedi-rom-e-sinti-contro-ogni-pregiudizio/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Apr 2023 07:38:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#8aprile]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[attivisti]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[etnia]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[massmedia]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[odio]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizi]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Sinti]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16912</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Ervin Bajrami che ringraziamo molto così come ringraziamo il Movimento Kethane La questione delle borseggiatrici nelle metropoli della nostra nazione ha assunto una presa di posizione mediatica e sociale di grande impatto e&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/04/06/in-piedi-rom-e-sinti-contro-ogni-pregiudizio/">In piedi rom e sinti: contro ogni pregiudizio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/ervin.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/ervin-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16913" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/ervin-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/ervin-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/ervin-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/ervin-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/ervin.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>di Ervin Bajrami che ringraziamo molto così come ringraziamo il Movimento Kethane</p>



<p>La questione delle borseggiatrici nelle metropoli della nostra nazione ha assunto una presa di posizione mediatica e sociale di grande impatto e rilevanza, la questione che dovremmo porci è perché? _Innanzitutto partirei da un&#8217;analisi politico sociale attuale per poter comprendere meglio il grande tema che riguarda la comunità rom e sinta italiana.<br>Ci tengo a precisare che la mia analisi non vuole essere né una guida né pretendo altresì che venga considerata giusta ma più semplicemente vorrei che ci ponesse delle questioni e che smuova le coscienze per poter meglio comprendere alcune questioni.<br>~Sappiamo tutti come~ le questioni politiche che hanno grande rilevanza sociale ed economica nel nostro Paese, quando non trovano un terreno favorevole, devono in qualche modo trovare un capro espiatorio che svii l&#8217;attenzione mediatica da temi importanti ed è proprio quello che sta succedendo. Il tema del PNRR ci tiene sulle spine da mesi ormai e il Ministro Fitto non ha ancora riferito alle camere quelle che sono state o saranno le decisioni della maggioranza, anch&#8217;essa divisiva sulla questione nonostante la scadenza sia ormai prossima. L&#8217;aspetto sociale della nostra nazione e un quadro disastroso dopo due lunghissimi anni di pandemia, ~una guerra alle porte~la guerra potenzialmente mondiale e il caro bollette di certo non aiutano e non ci danno una stabilità economica.<br>In tutto questo l&#8217;inflazione gioca un ruolo fondamentale che, come scrive Forbes è passata da 9.1 a 7.7 nel mese di marzo dovuta al calo dei costi energetici ma non calano i prezzi sui beni alimentari e sui servizi che invece sono in rialzo.</p>



<p><br>In tutta questa prospettiva che può sembrare positiva bisogna chiedersi ma i poveri quanti sono? Un dato che ci arriva dall&#8217;Istat è che i poveri in Italia nel 2021 erano circa 5,6 milioni attualmente abbiamo superato i 6 milioni, quindi una famiglia su 10 vive in povertà ~assoluta~ . Gli stranieri in Italia sono circa 6 milioni (la maggioranza rappresentata da persone che arrivano da stati membri del UE) 8.8% della popolazione e i rom e i sinti sono circa 18000 individui lo 0,23% della popolazione dei quali la maggioranza con cittadinanza italiana e una presenza secolare nei vari territori, ~il 3% di questi vivono nei campi (promossi e creati dalle istituzioni)~ Perché ci tenevo a darvi alcuni di questi dati? Per permettervi di riflettere su alcune terminologie mediatiche e su come si riesce, troppo spesso, a spostare l&#8217;asticella dell&#8217;attenzione su problematiche che ancora oggi vengono definite &#8220;un problema sociale&#8221; In base ai dati, potrebbe sembrare quasi impossibile ma purtroppo questa è la narrazione con la quale si attaccano determinate minoranze che siano etniche e non. Parliamo anche del fenomeno dell&#8217; &#8220;utero in affitto&#8221; come viene definita dagli oppositori, una pratica normata e definita nella maggior parte dei paesi membri insieme alle adozioni per le coppie dello stesso sesso ma non in Italia, ma se in Italia non è permesso e non vi è una norma in questa direzione perché se né parla tanto? Nel secolo scorso tra i primi internati nei campi di concentramento nazi-fascista vi furono i rom, i sinti e gli omosessuali, venivano definiti parassiti della società, una male da estirpare, un pericolo per la cultura maggioritaria e per le tradizioni oltre che un abominio religioso nel caso degli omosessuali, oggi, anche a livello istituzionale torniamo a sentire le stesse definizioni e tornano ad essere i protagonisti esclusivi dei problemi sociali, soprattutto se chiedono parità di trattamento, diritti o riconoscimento oltretutto previsti dalla costituzione ma non applicati. Tornando alla questione delle borseggiatrici, non penso sia un fenomeno inesistente ma anzi, sono consapevole che ci sia e che debba essere fermato e per fortuna esistono apposite leggi e apposite figure previste nel nostro stato di diritto ~che dovrebbero intervenire,~ in base alle leggi vigenti e &#8220;punire&#8221; chi sbaglia ma incolpare un&#8217;intera comunità di individui per l&#8217;errore di pochi rendendo la colpa collettiva e fomentando odio e violenza verso le comunità rom e sinte ha una connotazione politico-mediatica ben diversa e con obbiettivi ben lontani da quelli che possiamo trovare in uno stato di diritto e in una democrazia. </p>



<p>Ci sono arrivate diverse segnalazioni di donne rom e sinte aggredite sui mezzi pubblici solo per essere state riconosciute dai tratti somatici come rom e sinte o presunte tali mentre si recavano a lavoro, a scuola o per esigenze personali si sono ritrovate sui mezzi pubblici, instaurando forte paure nelle comunità a livello nazionale eppure in tutto questo la questione della sicurezza è stata narrata a senso unico e non ci siamo nemmeno posti l&#8217;interrogativo di come si possono sentire l comunità dopo quell&#8217;attacco forte e ingiusto, nonostante il nostro popolo alle ingiustizie ormai si è abituato perché non ha mai smesso di subirle e continua ad oggi ad incassare colpi devastanti che vanno ad influenzare ed influire anche su un lavoro che noi del movimento Khetane abbiamo cercato e che stiamo cercando di portare avanti come il tema della dispersione scolastica, delle attività lavorative, dell&#8217;abitare e dell&#8217;inclusione sociale che è sempre stata e continua ad essere escludente a partire dalle istituzioni per poi riversarsi sulla società creando forti traumi soprattutto nei nostri giovani che basandosi su certe tipologie di narrazioni che si riversano sulla collettività vanno incontro a due fenomeni, il primo è quello del disconoscimento della propria cultura e delle proprie radici millenarie e il secondo di conseguenza è quello della cancellazione etnica e personale per paure di ripercussioni, ovvero non fanno il coming out etnico. In tutto questo di esempi positivi di rom e sinti nella nostra nazione ne abbiamo a migliaia, così come eventi storici che hanno portato il nostro popolo e le personalità del nostro popolo a contribuzioni positive a livello mondiale.</p>



<p>In conclusione, la dilagante povertà, la mancanza di azioni politiche che vadano a contrastare fenomeni d&#8217;odio e disuguaglianze sociali ci portano a trovare il capro espiatorio al quale accennavo all&#8217;inizio, del resto secondo le ultime indagini si è accertato che circa l&#8217;80% della popolazione ha pregiudizi o prova odio verso i rom e i sinti e questo dato, grazie anche al contributo politico-mediatico è drasticamente destinato a salire, sta a noi scegliere come guardare la realtà della nostra società, una società nata come collettività ma che punta a livello sociale al benessere psicofisico sociale individuale eppure incapace di scendere gli errori di pochi e più facilmente disposta a generalizzare questioni di grande impatto soprattutto verso chi le subisce. L&#8217;8 aprile sarà la giornata internazionale dei rom e dei sinti che ci ricorda di come dopo la seconda guerra mondiale, alcuni attivisti si ritrovarono e scelsero la nostra bandiera (l&#8217;unica a non aver mai combattuto una guerra) il nostro inno che narra di viaggi lontani nei quali ci siamo portati dietro, la nostra lingua, la nostra cultura e soprattutto la nostra resilienza. OPRE ROMA TAJ SINTI. (In piedi rom e sinti)</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/04/06/in-piedi-rom-e-sinti-contro-ogni-pregiudizio/">In piedi rom e sinti: contro ogni pregiudizio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/04/06/in-piedi-rom-e-sinti-contro-ogni-pregiudizio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Arriva la seconda edizione di Divercitynsieme: la diversità come risorsa</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/03/29/arriva-la-seconda-edizione-di-divercitynsieme-la-diversita-come-risorsa/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/03/29/arriva-la-seconda-edizione-di-divercitynsieme-la-diversita-come-risorsa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2023 13:17:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#bibliotecachiesarossa]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[diversità]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[festa]]></category>
		<category><![CDATA[genere]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[LGBTQA]]></category>
		<category><![CDATA[Municipio5]]></category>
		<category><![CDATA[persone]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizi]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[stereotipi]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianza]]></category>
		<category><![CDATA[UNAR]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16901</guid>

					<description><![CDATA[<p>Care e cari, sapete cos&#8217;è DIVERCOTYNSIEME ? Domenica 14 maggio, Associazione Per i Diritti umani (ovvero, NOI !), vi vogliamo invitare alla seconda edizione di DIVERCITYNSIEME, un evento pubblico per l&#8217;inclusione sociale che vede&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/03/29/arriva-la-seconda-edizione-di-divercitynsieme-la-diversita-come-risorsa/">Arriva la seconda edizione di Divercitynsieme: la diversità come risorsa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/jpg-div.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/jpg-div-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16902" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/jpg-div-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/jpg-div-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/jpg-div-768x1087.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/jpg-div-1086x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/jpg-div-1447x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1447w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/jpg-div.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1653w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>



<p>Care e cari, sapete cos&#8217;è DIVERCOTYNSIEME ? </p>



<p></p>



<p>Domenica 14 maggio, Associazione Per i Diritti umani (ovvero, NOI !), vi vogliamo invitare alla seconda edizione di DIVERCITYNSIEME, un evento pubblico per l&#8217;inclusione sociale che vede TUTTE e TUTTI coinvolti e, in particolare, gruppi di persone quali: disabili, Lgbtq*, straniere etc. Ma anche definire le persone in base a &#8220;gruppi&#8221;, classificarle con etichette, a noi non piace. </p>



<p>L&#8217;evento, infatti, proporrà diverse attività che ci metteranno nella condizione di conoscere gli altri e di farci conoscere perchè siamo tutt* diverse-i e come si fà a superare gli stereotipi e i pregiudizi? E&#8217; molto semplice: basta parlarsi, basta ascoltarsi.</p>



<p>Se volete condividere una giornata di divertimento, musica, cultura, sorprese&#8230;Venite e, soprattutto, seguiteci perchè prossimamente pubblicheremo la descrizione delle singole attività a cui potranno partecipare persone di tutte le età (anche bambine/i), nazione, culto, professione, genere&#8230;Volete far parte del NOI ? </p>



<p></p>



<p><strong>DIVERCITYNSIEME: domenica 14 maggio dalle 11 alle 18 presso Biblioteca Chiesa Rossa (Milano), organizzato da Associazione Per i Diritti umani con il patrocinio del Municipio 5, del Comune di Milano- Commissione Pari opportunità &#8211; di UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni)</strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/03/29/arriva-la-seconda-edizione-di-divercitynsieme-la-diversita-come-risorsa/">Arriva la seconda edizione di Divercitynsieme: la diversità come risorsa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/03/29/arriva-la-seconda-edizione-di-divercitynsieme-la-diversita-come-risorsa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sbarre di zucchero. Il carcere: una fine o un nuovo inizio?</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/01/30/sbarre-di-zucchero-il-carcere-una-fine-o-un-nuovo-inizio/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/01/30/sbarre-di-zucchero-il-carcere-una-fine-o-un-nuovo-inizio/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2023 08:01:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[detenute]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[education]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[femminile]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[garanti]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pena]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[reinserimento]]></category>
		<category><![CDATA[sezione]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16828</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi vogliamo parlarvi di un progetto che ci interessa molto: Sbarre di Zucchero, All’inizio era un gruppo su Facebook creato dalle amiche di Donatella Hodo, morta suicida in carcere a 27 anni nella terribile estate&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/01/30/sbarre-di-zucchero-il-carcere-una-fine-o-un-nuovo-inizio/">Sbarre di zucchero. Il carcere: una fine o un nuovo inizio?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/sbarr.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="960" height="541" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/sbarr.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16829" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/sbarr.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/sbarr-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/sbarr-768x433.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></figure>



<p>Oggi vogliamo parlarvi di un progetto che ci interessa molto: Sbarre di Zucchero, All’inizio era un gruppo su Facebook creato dalle amiche di <strong>Donatella Hodo</strong>, morta suicida in carcere a 27 anni nella terribile estate del 2022. Ma ben presto è diventato molto di più: Sbarre di Zucchero è <strong>un megafono che riporta al centro il tema del carcere</strong>, soprattutto al femminile. “Quando il carcere è donna in un mondo di uomini”, recita il sottotitolo del gruppo nato fisicamente a <strong>Verona</strong> ma che in poco tempo di attività ha raccolto partecipanti in tutta Italia: ex detenuti, familiari di detenuti, attivisti, avvocati, volontari, garanti, giornalisti e tutti quanti gravitano intorno al mondo del carcere, ancora troppo spesso relegato ai margini. </p>



<p>Ben presto da gruppo online è diventato fisico. In soli 4 mesi le ragazze (e anche i ragazzi che via via si sono aggregati) che hanno dato vita al gruppo hanno organizzato <strong>convegni a Verona, raccolta di abiti e generi di prima necessità per l’igiene personale a favore di detenute e detenuti in difficoltà e collaborazioni con i media</strong> raccogliendo interesse e partecipazione in tutta Italia. E così che<strong> il gruppo ha deciso di aprire altri due distaccamenti: uno a Roma e l’altro a Napoli.</strong> Un modo per fare rete e parlare di carcere, di quello che non va e anche delle buone pratiche da promuovere. <strong>Mettere insieme le forze per dare supporto ai detenuti e alle loro famiglie</strong> che ancora soffrono per le condizioni disumane delle carceri.</p>



<p></p>



<p><strong>LA RETE, IL PROGETTO</strong></p>



<p><em>Il Carcere: una fine o un nuovo inizio?</em></p>



<p>Non ci sono venti favorevoli per il marinaio che non sa dove andare (Seneca)</p>



<p>Donatella Hodo era soltanto una giovane mamma, e come tante altre donne stava scontando i suoi errori in un carcere italiano. Questa esperienza che seguiva quella di una vita difficile di emarginazione e tossicodipendenza, l’hanno portata a pensare che per lei non ci sarebbe stato un futuro. Donatella si è suicidata nella notte tra l’uno e il due agosto dello scorso anno, e molti altri hanno fatto lo stesso mentre stavano scontando una pena in carcere. <strong>Micaela, Monica, Maurizio ed altre compagne di Donatella, hanno voluto trasformare il dolore in un’azione positiva</strong>, che portasse all’attenzione di tutti la difficilissima situazione delle carceri italiane, dove non solo mancano i servizi più essenziali, ma dove le persone non hanno spesso nessuna prospettiva di vita, dal momento che non molte carceri italiane offrono possibilità di educazione e di lavoro.</p>



<p>Secondo la Costituzione italiana, art. 27 “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Quando si parla di certezza della pena si deve quindi far riferimento ad un periodo di privazione della libertà che sia certo, ma finalizzato a riportare il condannato nella comunità, e non cioè ad escluderlo definitivamente da essa. Nella situazione attuale invece, <strong>le carceri italiane non solo sono spesso luoghi che generano o favoriscono trattamenti contrari all’umanità, ma anche ambienti inadatti a creare condizioni per un reinserimento nella comunità, nella famiglia, nel percorso formativo e nel lavoro</strong>. </p>



<p><strong>Il mondo femminile</strong> rappresenta certamente una piccola parte delle carceri italiane, ma esiste una dimensione che vede questo mondo <strong>ancora più discriminato, perché le carceri sono ancora strutturate per la componente maschile</strong> (ambienti, palestre, ecc.). Inoltre le donne si confrontano con <strong>il problema dei figli nelle carceri</strong>: bambini costretti a vivere una realtà della quale non hanno nessuna colpa e che vengono allontanati dalle madri al raggiungimento dei tre anni di età. Come moltissime altre situazioni della vita, il carcere è un ambiente che rappresenta un’ulteriore discriminazione e trascuratezza verso il mondo femminile. Per fortuna però, a favore delle persone nelle carceri, svolgono attività di sostegno e di assistenza moltissime associazioni, fondazioni, e organizzazioni non governative, che operano per il lavoro nelle carceri, per il sostegno alle donne con bambini, per l’assistenza sanitaria e psicologica.</p>



<p><strong>Micaela, Monica e le loro compagne hanno voluto creare una grande rete per le donne nelle carceri, per le loro famiglie e per coloro che muovono i primi passi per il ritorno nella comunità, e l’hanno battezzata Sbarre di Zucchero</strong>, per far emergere lo specifico del mondo femminile nel difficile momento della carcerazione. <strong>Questa rete</strong>, che si sta sviluppando e che conta ormai moltissimi rappresentanti della società civile, politici, giuristi, esperti e comuni cittadini, <strong>non intende prendere il posto o sovrapporsi alle moltissime iniziative delle numerose organizzazioni</strong> e istituzioni che svolgono un fondamentale lavoro, sostituendo e integrando quello dello stato, o quello che spetterebbe allo stato. È vero che il sistema carcerario italiano avrebbe bisogno di miglioramenti legislativi e regolamentari, ma anche e soprattutto di maggiori risorse e di un miglioramento delle procedure amministrative e della burocrazia, ma l’attenzione delle forze politiche e dell’apparato amministrativo in uno stato democratico, discende direttamente dalla sensibilità della società verso questo, come verso i suoi altri grandi problemi attuali. Occorre soprattutto in primo luogo <strong>informare e sensibilizzare tutta la società italiana sull’importanza del reinserimento</strong> di coloro che hanno violato la legge e siano stati condannati ad una pena. Ciò è essenziale non soltanto per un’esigenza di etica e di rispetto della costituzione, ma perché occorre evitare il rischio che, senza un futuro, queste persone siano indotte o costrette a continuare la vita in una dimensione di illegalità e criminalità. La reiterazione dei reati è spesso la conseguenza dell’incapacità della società di raccogliere coloro che se ne fossero allontanati.</p>



<p><strong>La prima esigenza di Sbarre di Zucchero è quindi quella di creare informazione e contatto fra le persone nelle carceri e la cittadinanza nel suo insieme</strong>, per modo che tutti possano rendersi conto di quanto il reinserimento sia non solo possibile, ma anche estremamente importante. Sostenere le persone private della loro libertà, per quanto riguarda i loro bisogni più essenziali, come cibo, cure, assistenza legale, è già oggetto di molte associazioni della società civile e <strong>Sbarre di Zucchero si propone soltanto di essere di supporto e di aiuto a questi soggetti, incrementandone la capacità operativa e progettuale.</strong> Infine e non certo da ultimo, è essenziale osservare che il suicidio, ed ogni altra forma di disperazione, riguardano la incapacità degli individui, in alcuni momenti della vita &#8211; e in particolare nel carcere &#8211; di immaginare e perseguire il ritorno alla vita nella società. Privare della libertà persone che abbiano compiuto reati non deve significare escluderle dalla partecipazione ai problemi e alle sfide della società. La grande intellettuale americana Angela Davis, l’attivista afro-americana dei diritti civili, ha dedicato moltissimi studi, libri e forme di attivismo alla situazione delle carceri. I suoi lavori mostrano l’incredibile importanza della education nell’ottica di una giustizia ristrutturativa, volta cioè al reinserimento nella comunità. L’education racchiude in sé la dimensione dell’istruzione, scolastica ed universitaria, ma anche quella della formazione della autocoscienza, dell’identità delle persone in carcere, che permetta loro di ricostruirsi un percorso di vita al termine della pena. </p>



<p><strong>Sbarre di Zucchero ritiene che questo percorso di education sia di una importanza essenziale per mantenere persone che vivono una difficilissima situazione di abbandono e trascuratezza, in costante contatto con la realtà della società italiana e i suoi grandissimi attuali problemi</strong>. Essere all’interno di un carcere non significa vivere in un acquario senza porte e finestre verso l’esterno. Anzi il periodo di privazione della libertà può offrire una grande opportunità di informazione, riflessione e formazione di una cultura partecipativa che rappresenta il primo scalino per qualsiasi reinserimento.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/01/30/sbarre-di-zucchero-il-carcere-una-fine-o-un-nuovo-inizio/">Sbarre di zucchero. Il carcere: una fine o un nuovo inizio?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/01/30/sbarre-di-zucchero-il-carcere-una-fine-o-un-nuovo-inizio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
