<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>clero Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/clero/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/clero/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Fri, 16 Aug 2019 08:45:27 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>clero Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/clero/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Nicaragua: Il clero golpista secondo Daniel Ortega</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/08/16/america-latina-diritti-negati-nicaragua-il-clero-golpista-secondo-daniel-ortega/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/08/16/america-latina-diritti-negati-nicaragua-il-clero-golpista-secondo-daniel-ortega/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Aug 2019 08:45:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[America latina: i diritti negati]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Americalatina]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[civile]]></category>
		<category><![CDATA[clero]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[dissidenti]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Managua]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Nicaragua]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[odio]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[Ortega]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[paramilitari]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzioni]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12918</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi I rappresentanti della chiesa nicaraguense in quasi un anno e mezzo sono diventati le colonne vertebrali degli oppositori del regime di Daniel Ortega. In questo piccolo e martoriato paese dell’America Centrale,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/08/16/america-latina-diritti-negati-nicaragua-il-clero-golpista-secondo-daniel-ortega/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Nicaragua: Il clero golpista secondo Daniel Ortega</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Tini Codazzi</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="600" height="400" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/clero-manifestando.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12919" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/clero-manifestando.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/clero-manifestando-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></div>



<p>I rappresentanti della chiesa nicaraguense in quasi un anno e mezzo sono diventati le colonne vertebrali degli oppositori del regime di Daniel Ortega. In questo piccolo e martoriato paese dell’America Centrale, le croci, le tonache, i rosari e le preghiere hanno preso il posto delle armi, dello slogan politico, delle pietre e delle bandiere, diventando un fronte di difesa alquanto inconsueto per l’America Latina. Popolazione civile e chiesa hanno formato un solo corpo, come dovrebbe essere sempre in questi casi, dove l’interesse è l’integrità della persona e non la politica o il potere. Ad aprile del 2018 le braccia del clero nicaraguense si sono aperte per aiutare i feriti, le famiglie dei desaparecidos, i prigionieri politici, insomma il popolo che stava diventando vittima della repressione a mano del regime. La riforma sulle tasse e sulle nuove pensioni fu la ciliegina sulla torta per far scattare l’insurrezione civile nel paese.<a href="#sdfootnote1sym"><sup>1</sup></a> Dall’alto dei pulpiti delle loro chiese i preti denunciarono la situazione, le violazioni dei diritti umani che stavano ferendo a morte il territorio nicaraguense. Manifestarono nelle strade insieme alla popolazione, raccontarono le miserie e le violenze attraverso i Social Network, protessero donne, bambini, studenti tra le mura delle loro chiese e perciò generarono l’odio nei rappresentanti del governo e dei paramilitari di Ortega.  La chiesa era diventata un problema, altroché gli studenti. Il Cardinale Brenes, arcivescovo di Managua, il Vescovo Silvio José Báez e il sacerdote Juan José Ortiz sono diventati in pochissimo tempo tre simboli, tre golpisti secondo Ortega, tre perseguitati del regime di Managua. Ma non solo loro, la chiesa nicaraguense rappresentata da tanti vescovi, sacerdoti e preti è compatta nella lotta per i diritti umani e nel messaggio di pace che Ortega vorrebbe far tacere.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="225" height="225" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/silvio-Jose-Baez.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12920" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/silvio-Jose-Baez.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/silvio-Jose-Baez-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/silvio-Jose-Baez-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></figure></div>



<p>In una intervista al giornale cattolico
<em>Alfa y Omega</em>, Padre Ortiz ha dichiarato: “Eravamo nella
Cattedrale di Managua durante una giornata di preghiera e ci hanno
avvertito che c’erano molte probabilità che succedesse un massacro
a Masaya (…) abbiamo visto diverse convogli di gruppi paramilitari
che si dirigevano là, quando siamo arrivati la gente si
inginocchiava e ringraziava Dio per la presenza dei vescovi e
sacerdoti, a questo punto i paramilitari si sono dovuti ritirare”.
Purtroppo il massacro a Masaya c’è stato poco dopo. <a href="#sdfootnote2sym"><sup>2</sup></a></p>



<p>Padre Ortiz ha vissuto nella propria pelle le aggressioni dei paramilitari. Il 10 luglio del 2018 era insieme all’arcivescovo e ad atri preti nella Basilica di San Sebastián e sono stati aggrediti verbalmente e fisicamente. Insulti, botte e accuse di occultamento di armamento e terroristi all’interno della basilica. Molti sacerdoti sono stati vittime di assedio, spionaggio (il regime aveva sotto controllo i loro telefoni), minacce e gravi violazioni dei loro diritti. Il clero nicaraguense era diventato il nemico numero 1 di Ortega. Padre Ortiz adesso è in Spagna.  </p>



<p>Il Vescovo Silvio José Báez è stato
uno dei più attivi nella difesa della pace e della democrazia. Ad
aprile del 2019 è stato chiamato a Roma dal Vaticano per un lungo
periodo perché correvano voci ufficiali che sarebbe stato vittima di
un tentativo di attentato. 
</p>



<p>Da aprile 2018 fino a gennaio 2019 ci sono state più di 700 casi di aggressioni contro la stampa, più di 300 morti, anche se alcune ONG radicate nel paese parlano di più di 500; più di 700 prigionieri politici. Come in Venezuela, il fenomeno delle porte girevoli, nel caso dei prigionieri è una prassi. Il regime libera un certo numero di prigionieri e ne fa un caso chiamando la stampa, ma dietro, nascosto nell’oscurità, ne imprigiona ingiustamente altrettanto numero di persone.  </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="624" height="385" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/Baez-e-arcivescovo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12921" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/Baez-e-arcivescovo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 624w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/Baez-e-arcivescovo-300x185.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 624px) 100vw, 624px" /></figure></div>



<p>Anche se l’opinione pubblica e la
stampa sono in silenzio, i problemi continuano: aggressioni a
studenti e manifestanti, repressioni selvagge nelle manifestazioni
studentesche, negoziati tra regime e oppositori per risolvere la
crisi che vanno e vengono per il semplice fatto che il regime non ha
nessun interesse a lasciare il potere alla democrazia. L’ultima
impasse è perché il regime non ha voluto accettare osservatori
internazionali durante i negoziati. In Nicaragua, lo stato continua
con riluttanza un polemico processo di scarcerazione dei detenuti che
parteciparono alle manifestazioni. L’opposizione, guidata da
<em>Alianza Cívica por la Justicia y la Democracia</em> ha deciso di
non continuare i negoziati fino a quando il governo non rispetti gli
accordi già firmati il 29 marzo, cioè la liberazione definitiva dei
prigionieri politici e il ripristino delle garanzie e dei diritti
fondamentali: diritti a manifestare, censura alla stampa,
persecuzioni, ecc. 
</p>



<p>Il ruolo della chiesa in Nicaragua è
stato ed è ancora fondamentale per ottenere la libertà democratica
nel paese. 
</p>



<p><a href="#sdfootnote1anc">1</a><sup></sup>
	Per maggiore informazione leggere l’articolo Nicaragua in fiamme:
	<a href="https://www.peridirittiumani.com/2018/04/22/nicaragua-in-fiamme/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.peridirittiumani.com/2018/04/22/nicaragua-in-fiamme/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>
	<a href="#sdfootnote2anc">2</a><sup></sup>
	Per approfondire leggere l’articolo La Mattanza di Masaya:</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-per-i-diritti-umani"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="QNpZNZXCWz"><a href="http://www.peridirittiumani.com/2018/06/23/nicaragua-la-mattanza-di-masaya/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Nicaragua. La mattanza di Masaya</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" src="http://www.peridirittiumani.com/2018/06/23/nicaragua-la-mattanza-di-masaya/embed/#?secret=QNpZNZXCWz&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-secret="QNpZNZXCWz" width="500" height="282" title="&#8220;Nicaragua. La mattanza di Masaya&#8221; &#8212; Per I Diritti Umani" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/08/16/america-latina-diritti-negati-nicaragua-il-clero-golpista-secondo-daniel-ortega/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Nicaragua: Il clero golpista secondo Daniel Ortega</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/08/16/america-latina-diritti-negati-nicaragua-il-clero-golpista-secondo-daniel-ortega/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un sacerdote coraggioso divide la pittura, promuove l’unità﻿﻿﻿﻿</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/11/20/un-sacerdote-coraggioso-divide-la-pittura-promuove-lunita%ef%bb%bf%ef%bb%bf%ef%bb%bf%ef%bb%bf/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/11/20/un-sacerdote-coraggioso-divide-la-pittura-promuove-lunita%ef%bb%bf%ef%bb%bf%ef%bb%bf%ef%bb%bf/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2016 07:51:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[ayatollah]]></category>
		<category><![CDATA[baha'i]]></category>
		<category><![CDATA[cattolici]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[clero]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[confessioni]]></category>
		<category><![CDATA[convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[culto]]></category>
		<category><![CDATA[dipinto]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[giorneli]]></category>
		<category><![CDATA[giornle]]></category>
		<category><![CDATA[Human rights]]></category>
		<category><![CDATA[infomrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[iranniani]]></category>
		<category><![CDATA[journalism]]></category>
		<category><![CDATA[journalists]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[Medioriente]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[musulmani]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Opera]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzioni]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[press]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[religion]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[religiosa]]></category>
		<category><![CDATA[sciiti]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[sunniti]]></category>
		<category><![CDATA[tolleranza]]></category>
		<category><![CDATA[verità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=7441</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; Negli ultimi anni, alcune persone e alcuni gruppi all’interno e all’esterno dall’Iran hanno sollevato il tema dei diritti umani, della giustizia, della cultura dell’inclusione nel Paese. Anche se a questo coro si stanno&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/11/20/un-sacerdote-coraggioso-divide-la-pittura-promuove-lunita%ef%bb%bf%ef%bb%bf%ef%bb%bf%ef%bb%bf/">Un sacerdote coraggioso divide la pittura, promuove l’unità﻿﻿﻿﻿</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-658.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7442" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-658.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-658" width="704" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-658.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 704w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-658-300x273.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 704px) 100vw, 704px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Negli ultimi anni, alcune persone e alcuni gruppi all’interno e all’esterno dall’Iran hanno sollevato il tema dei diritti umani, della giustizia, della cultura dell’inclusione nel Paese. Anche se a questo coro si stanno unendo sempre più voci, è ancora raro vedere un sostegno espresso dalla classe ecclesiastica dell’Iran. Pertanto, quando un membro del clero dell’Iran parla a sostegno dei diritti dei cittadini e delle minoranze, ciò infonde speranza in moltissimi cuori.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Detto questo, l’ayatollah Abdol-Hamid Masoumi-Tehrani, un sacerdote di alto rango in Iran, che è anche calligrafo e artista, si distingue per il suo impegno pubblico verso l’unità. I suoi contributi all’armonia sociale in Iran hanno attirato l’attenzione e il consenso da molte parti del mondo.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Recentemente l’ayatollah Tehrani ha dipinto una nuova opera che ha diviso in otto parti corrispondenti a otto gruppi religiosi del Paese. Ha dedicato queste parti del dipinto agli zoroastriani, agli ebrei, ai cristiani, ai mandei, agli iarsaniani, ai baha’i e ai musulmani sunniti e sciiti, considerandoli tutti «aspetti essenziali della cultura nazionale dell’Iran e serbatoi spirituali e religiosi dell’intera regione».</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">«La nostra identità nazionale sarebbe incompleta senza ciascuno di loro», scrive in una dichiarazione sul suo sito Web.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Le parti della sua pittura simboleggiano la frammentazione delle varie popolazioni che compongono la cittadinanza dell’Iran, una frammentazione che egli attribuisce al fanatismo religioso e a pretese di accesso privilegiato alla verità.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Spiegando il simbolismo delle divisioni del suo quadro, egli afferma: «Come il corpo politico della società umana soffre a causa di estraniamenti e separazioni, allo stesso modo ogni sezione di quest’opera sarebbe incompleta se non fosse accompagnata dalle altre sezioni. Questo pezzo è completo solo quando si mettono assieme tutte le parti».</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">In passato, l’ayatollah Tehrani ha fatto altri gesti di riconciliazione e di fraternità verso le minoranze religiose. Nell’aprile 2014, ad esempio, ha donato ai baha’i del mondo una riproduzione calligrafica di un versetto sacro tratto dagli scritti baha’i. Il suo gesto ha riconosciuto la persecuzione contro la minoranza religiosa più grande dell’Iran e nello stesso tempo ha auspicato che ai baha’i dell’Iran sia riconosciuto un legittimo posto accanto ai loro concittadini, nel lavoro per la prosperità e la felicità del Paese.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">I coraggiosi gesti di questo membro del clero iraniano hanno colpito molte persone dentro e fuori i confini del Paese e hanno ispirato alcuni suoi colleghi di altre confessioni musulmane, nonché di altre religioni del mondo, a offrire il proprio sostegno alle sue azioni per la pacifica convivenza religiosa.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Con questo ultimo gesto, l’ayatollah Tehrani coglie il desiderio di molti dei suoi concittadini che auspicano «un futuro in cui questa terra non appartenga solo a una certa religione, classe, etnia, o ideologia, ma appartenga a tutti gli iraniani, senza alcuna discriminazione».</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Articolo originale in inglese: <a href="http://news.bahai.org/story/1135?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://news.bahai.org/story/1135?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> </span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/11/20/un-sacerdote-coraggioso-divide-la-pittura-promuove-lunita%ef%bb%bf%ef%bb%bf%ef%bb%bf%ef%bb%bf/">Un sacerdote coraggioso divide la pittura, promuove l’unità﻿﻿﻿﻿</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/11/20/un-sacerdote-coraggioso-divide-la-pittura-promuove-lunita%ef%bb%bf%ef%bb%bf%ef%bb%bf%ef%bb%bf/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Desaparecidos … i passeggeri dell’ultimo volo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/03/25/desaparecidos-i-passeggeri-dellultimo-volo/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/03/25/desaparecidos-i-passeggeri-dellultimo-volo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2016 08:40:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[america latina]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[argentini]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[avvocati]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[clero]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[desaparecidos]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[esercito]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[latinoamericani]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[Opus Dei]]></category>
		<category><![CDATA[Papa]]></category>
		<category><![CDATA[Pinochet]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[pontefice]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[reatio]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[sudamerica]]></category>
		<category><![CDATA[teologia]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<category><![CDATA[verità]]></category>
		<category><![CDATA[vescovi]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[voli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=5521</guid>

					<description><![CDATA[<p>… a 40anni dall’inizio dal golpe argentino … di Giulia De Baudi (da www.igiornielenotti.it) Il volo.  Le confessioni di un carnefice della dittatura argentina  &#8211; «La storia è un incubo dal quale sto cercando&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/03/25/desaparecidos-i-passeggeri-dellultimo-volo/">Desaparecidos … i passeggeri dell’ultimo volo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="western" align="CENTER"></h2>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/125-olimpo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5522" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-5522" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/125-olimpo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="??????????????????????????????????????????????????????????" width="524" height="287" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/125-olimpo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 524w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/125-olimpo-300x164.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 524px) 100vw, 524px" /></a></p>
<h2 class="western" align="CENTER"></h2>
<h2 class="western" align="CENTER"><span style="color: #000080;">… a 40anni dall’inizio dal golpe argentino …</span></h2>
<p><span style="color: #000000;">di Giulia De Baudi (da www.igiornielenotti.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></p>
<h2 class="western" align="CENTER"><span style="color: #000000;">Il volo.  Le confessioni di un carnefice della dittatura argentina</span></h2>
<p><span style="color: #ffffff;"> &#8211;</span></p>
<p><em>«La storia è un incubo dal quale sto cercando di svegliarmi»</em>. Con questa frase, presa da <em>Ulysses</em> di <strong>James Joyce</strong>, <strong>Horacio Verbitsky</strong>, apre il suo libro, <em><span style="color: #000080;">Il volo – rivelazioni di un militare pentito sulla fine dei desaparecidos</span></em><strong><span style="color: #000080;">.</span></strong></p>
<p>Verbitsky è il più famoso giornalista argentino: oltre ad essere uno dei quattro vincitori del premio per la <em>Libertà di Stampa</em> <em>CPJ</em>, in seguito al suo lavoro di reportistica sui fatti della dittatura e per la sua difesa della libertà di stampa, egli è stato insignito di moltissimi premi e riconoscimenti tra cui quello della <em>Commission Nationale</em> <em>Consultative des Droits de l’Homme</em>.</p>
<p>La frase di Joyce, che campeggia nelle pagine di apertura, è quanto ci può essere di più appropriato per evocare ciò che viene raccontato in questo prezioso documento storico. Il lavoro di Verbitsky è la confessione, registrata nel 1995 durante una serie di interviste, di <strong>Adolfo Francisco Scilingo</strong>. Il capitano di corvetta Scilingo era un ex membro dell’apparato repressivo creato dalla dittatura che ha governato in Argentina dal 1976 al 1983.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/Adolfo-Francisco-Scilingo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5523" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5523" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/Adolfo-Francisco-Scilingo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Adolfo-Francisco-Scilingo" width="250" height="148" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><em>«Sono stato all’ESMA, le voglio parlare – disse abbordandomi in metropolitana»</em> così inizia la confessione di Scilingo a Verbitsky, confessione che non solo riaprirà i processi contro centinaia di carnefici colpevoli di aver torturato e assassinato migliaia di individui di tutte le nazionalità, ma aprirà una crisi politica e istituzionale, risoltasi completamente solo nel 2003 con il governo di <strong>Néstor Kirchner</strong>.</p>
<p>In questo libro, che è molto di più di una semplice intervista, si svolge la confessione di quest’uomo, psichicamente instabile per sua stessa affermazione, ma lucido e determinato tanto da sapere perfettamente che il linguaggio può gravare sulla percezione della realtà snaturandone il senso. Egli sa che dicendo: ”arrestare, interrogare, eliminare il nemico” al posto di “sequestrare, torturare, assassinare”, l’immagine che ne scaturisce altera completamente il senso dei fatti accaduti e quindi la verità storica. Lo sa e lo dice … e si apre l’orrore.</p>
<p>Scilingo spiega ossessivamente, che non era solo lui o una piccola parte della Marina a sporcarsi di questi delitti ma tutti che a turno partecipavano a questo sterminio di massa; la logica terrificante era: tutti colpevoli, nessun colpevole. E questo a tutti i livelli, soldati, caporali, medici militari, aviatori e … <a href="http://www.igiornielenotti.it/?tag=victorio-bonamin&utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong><span style="color: #3366ff;">cappellani militari cattolici. (leggi qui)</span></strong><u> </u></a>Questi ultimi poi erano sempre presenti perché avevano il compito di ricordare ai soldati angosciati <em>il precetto biblico che parla di ‘separare l’erba cattiva dal grano’.</em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">&#8211;</span></p>
<p><em> Scilingo: «Il giorno dopo non mi sentivo bene e sono andato a parlare con il cappellano della scuola che mi ha fornito una spiegazione cristiana della cosa.</em>»</p>
<p><strong>Verbitsky: </strong>«Qual è stata la spiegazione cristiana? »<strong>  </strong></p>
<p><strong>Scilingo: </strong> <em>«Non mi ricordo molto bene, però mi diceva che era una morte cristiana perché non soffrivano. Diceva che dovevano essere eliminati, che la guerra era la guerra, che persino nella Bibbia era prevista l’eliminazione dell’erba cattiva dai campi di grano. Un po’ mi ha sostenuto». </em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">&#8211;</span></p>
<p>D’altronde, come confessa in un altro capitolo, quando il capitano <strong>Luis María Mendía</strong> gli ordinò di effettuare il primo ’volo’, gli spiegò che : <em>«Aveva chiesto il parere alle autorità ecclesiastiche, non so a che livello gerarchico, per far sì che si trattasse di una forma cristiana e poco violenta»</em>. E così i prigionieri dopo essere stati torturati, venivano fatti sparire …<strong> ‘cristianamente’.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il capitano Scilingo forse non sapeva esattamente “a che livello gerarchico” la Chiesa cattolica fosse complice di questi atroci delitti. Ce lo racconta questo grande e coraggioso giornalista argentino: Il 23 marzo 1976, il giorno precedente al colpo di stato  <em>«i comandati in capo dell’Esercito, della Marina e dell’Aviazione fanno visita a Monsignor </em><strong>Tortolo </strong><em>nella sede vescovile. (…) in una riunione dell’Episcopato,  Tortolo difende la tortura con argomenti teologici»</em>.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">&#8211;</span></p>
<p>Nel 1979 l’<em>OSA l’Organizzazione degli Stati Americani</em> dei diritti umani visita l’Argentina. Centinaia di prigionieri vengono nascosti con la complicità della Curia in un campo di concentramento allestito su un terreno di proprietà ecclesiastica del <strong>cardinale</strong> <strong>Aramburu</strong>. Quando la commissione americana lascia l’Argentina i prigionieri sopravvissuti tornano all’<em>ESMA</em>.</p>
<p>Non ci si deve dimenticare che i <strong>Montoneros</strong>, che facevano guerriglia urbana e che combattevano contro la giunta militare, provenivano dall’Azione cattolica, ed erano ideologicamente ispirati dalla <strong>Teologia della Liberazione</strong>, che subì grave perdite umane da parte dei golpisti i quali, ovviamente trafficavano con l’<strong>Opus Dei</strong>. In questo scontro mortale, che vedeva da una parte il capitale americano, i latifondisti e la Chiesa cattolica, e dall’altra, i ceti medi, i poveri e la Teologia della Liberazione, i potenti naturalmente prevalsero massacrando senza pietà tutti coloro che si opponevano al capitale legittimato e consacrato dall’Opus Dei.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/Woytjla-con-Pinochet.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5526" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5526" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/Woytjla-con-Pinochet.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Woytjla-con-Pinochet" width="373" height="212" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/Woytjla-con-Pinochet.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 373w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/Woytjla-con-Pinochet-300x171.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 373px) 100vw, 373px" /></a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">&#8211;</span></p>
<p>Scilingo racconta, di come i prigionieri politici divenivano “desaparecidos”, vale a dire di come i militari dell’<em>ESMA  – Escuola de Mecanica del la Marina militar Argentina</em> – li facevano “sparire” gettandoli nell’Oceano. Il capitano racconta di come i ‘sovversivi’ venivano prelevati dai luoghi di tortura, facendo loro credere che si trattava di un trasferimento in un altro carcere; racconta di come poi venivano drogati dai medici una prima volta, fatti salire sugli aerei, drogati una seconda volta dai medici che dopo la seconda iniezione andavano nella cabina di pilotaggio per “non tradire il giuramento di Ippocrate; Racconta di come venivano spogliati, accatastati, come bestie da macello, nella parte posteriore della carlinga per poi essere gettati ad uno ad uno nel vuoto.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/desaparecidos.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5525" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5525" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/desaparecidos.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="desaparecidos" width="248" height="148" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>«L’Opus Dei accetta, a differenza di altri, di fare il ‘lavoro sporco’ in Sudamerica. Si tratta di smantellare la Teologia della Liberazione e tornare all’antico. Ciò avviene senza mediazioni. La chiesa romana deve gestire la vergogna degli appoggi vaticani ai dittatori sanguinari in Cile e Argentina, di un </em><strong>nunzio apostolico</strong> <strong>Pio Laghi</strong><em>, che giocava a tennis con il comandante della Marina </em><strong>ammiraglio Massera</strong>  – lo racconta <strong>Italo Moretti</strong> nel suo <em>In Sudamerica</em>, Sperling&amp;Kupfer, 2000, pp. 256, 12,39.  – <em>dell’amicizia tra il </em><strong>cardinal Sodano </strong><em>e lo stesso </em><strong>Pinochet</strong><em>. Eppure La Chiesa di Roma sembra preoccuparsi di più dei preti del popolo, quelli della Teologia della Liberazione, i quali vengono sostituiti, con uomini dell’Opus Dei. Il più clamoroso è il caso </em><strong>Femando Sáenz Lacalle</strong><em>, che diventa arcivescovo di San Salvador, dopo che </em><strong>Oscar Romero</strong><em> viene assassinato»</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/Pio-Laghi-Videla-Gualtieri.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5527" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5527" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/Pio-Laghi-Videla-Gualtieri.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Pio-Laghi-Videla-Gualtieri" width="526" height="323" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/Pio-Laghi-Videla-Gualtieri.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 526w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/Pio-Laghi-Videla-Gualtieri-300x184.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 526px) 100vw, 526px" /></a></p>
<p>Inoltre Pio Laghi, Nunzio apostolico in argentina dal 1974 al 1981,  era il consigliere del Comandante della Marina <strong>Armando Lambruschini </strong>condannato nell’ottantacinque per privazione illegittima della libertà e torture. Solo nel 1996 alcuni vescovi, <strong>Justo Laguna</strong>,<strong> Carlos Galan</strong>,<strong>  Domingo Castagna</strong>, e<strong> Jorge Casaretto</strong>, chiesero perdono per i loro silenzi ma ammisero solamente che <em>«la Chiesa non fece abbastanza»</em>. Naturalmente di tutto questo in Italia non si è mai parlato, e si continua a non parlarne anche se già dal ’76 si sapeva di questi orrori patrocinati dalla Chiesa cattolica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/pio-laghi-e-george-bush.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5528" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5528" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/pio-laghi-e-george-bush.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="pio-laghi-e-george-bush" width="700" height="400" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/pio-laghi-e-george-bush.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/pio-laghi-e-george-bush-300x171.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo ed molto altro ancora è racchiuso ne <em>Il volo,</em>  di Horacio Verbitsky che, come scrive <strong>Gabriel R. Carvallo</strong> nel prologo: <em>«è un’opera ineludibile per comprendere una dei periodi storici più complessi e sanguinosi del nostro tempo»</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/03/25/desaparecidos-i-passeggeri-dellultimo-volo/">Desaparecidos … i passeggeri dell’ultimo volo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/03/25/desaparecidos-i-passeggeri-dellultimo-volo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La nazione cattolica. Chiesa e dittatura nell&#8217;Argentina di Bergoglio</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2015/01/28/la-nazione-cattolica-chiesa-e-dittatura/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2015/01/28/la-nazione-cattolica-chiesa-e-dittatura/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2015 07:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Bergoglio]]></category>
		<category><![CDATA[cattolici]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[clero]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Papa]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2015/01/28/la-nazione-cattolica-chiesa-e-dittatura/</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; La nazione cattolica. Chiesa e dittatura nell&#8217;Argentina di Bergoglio di Loris Zanatta, edito da Laterza, indaga l’intreccio di storia politica e religiosa in Argentina, dagli anni Sessanta fino all’ultima dittatura militare,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/01/28/la-nazione-cattolica-chiesa-e-dittatura/">La nazione cattolica. Chiesa e dittatura nell&#8217;Argentina di Bergoglio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/01/images-39.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/01/images-39.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="320" width="212" /></a></div>
<div align="LEFT">
&nbsp;</div>
<div align="LEFT">
&nbsp;</div>
<div align="LEFT">
&nbsp;</div>
<p>
La nazione cattolica. Chiesa e dittatura nell&#8217;Argentina di Bergoglio di Loris Zanatta, edito da Laterza, indaga l’intreccio di storia politica e religiosa in Argentina, dagli anni Sessanta fino all’ultima dittatura militare, e scopre che all’origine della sua storia è il mito di una nazione cattolica: cattolica si proclamava la dittatura del 1966, cattolica e cresciuta nelle parrocchie era la guerriglia, cattolico il peronismo tornato al potere nel 1973, cattoliche le sue fazioni in guerra tra loro, fino al regime cattolico che pretesero di incarnare i militari giunti al potere nel 1976. Solo allora, dinanzi alla tragedia, una parte crescente della Chiesa e degli argentini iniziò a scoprire le virtù della laicità, della democrazia politica e dello Stato di diritto.</p>
<p>Abbiamo rivolto alcune domande al Prof. Loris Zanatta e lo ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato.</p>
<p>Quali sono le radici &#8211; culturali e politiche – in cui affonda quel Male che ha portato alla dittatura e alla violenza atroce nei confronti degli oppositori al regime?<br />
</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quando<br />
una comunità politica, come quella argentina negli anni ’60 e ’70<br />
del XX secolo, precipita in una spirale di violenza politica simile a<br />
una guerra civile, è lecito ipotizzare che qualcosa, nella<br />
edificazione di quella comunità, non abbia funzionato. Naturalmente<br />
la diagnosi di cosa non abbia funzionato suole variare a seconda di<br />
chi la enuncia. Taluni metteranno l’accento sui deficit di sviluppo<br />
economico, altri sulla fragilità delle istituzioni politiche, altri<br />
ancora sugli eccessivi scarti tra un ceto sociale e l’altro, altri<br />
ancora andranno alla ricerca di cause esogene. E’ probabile che<br />
tutte tali prospettive contengano una parte della spiegazione, che<br />
non può mai essere univoca. La mia ricerca interpreta la caduta sul<br />
piano inclinato della violenza politica dell’Argentina di quegli<br />
anni alla luce del rapporto che nella sua storia si è determinato<br />
tra sfera politica e sfera religiosa. E’ lì, a mio giudizio, che<br />
risiede il nucleo più profondo dell’intolleranza ideologica<br />
esibita allora dai più potenti attori politici argentini: le Forze<br />
Armate, le cui atrocità sono ben note, e le varie anime del<br />
movimento peronista, anch’esse animate dal demone della violenza<br />
politica, di cui è rimasta però scarsa memoria.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il suo<br />
libro riflette, in particolare, sul legame tra Stato e Chiesa, tra<br />
politica e clero&#8230;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Proprio<br />
così. Detto in estrema sintesi, quel che è accaduto in Argentina è<br />
che la sfera politica ha stentato a conquistare autonomia dalla sfera<br />
religiosa, la quale ha così continuato a proiettatore la sua tipica<br />
logica manichea su di essa al punto di trasformare i fisiologici<br />
conflitti politici di una società pluralista in vere e proprie<br />
guerre di religione. Se ciò è avvenuto in Argentina più che<br />
altrove si deve essenzialmente a due ragioni storiche. La prima è di<br />
tipo tradizionale: come colonia ispanica, l’Argentina condivide con<br />
gli altri paesi latinoamericani un lungo passato in cui unità<br />
politica e unità religiosa si sono sovrapposte. Ciò implica una<br />
maggiore difficoltà nel delicato passaggio dall’unanimismo<br />
religioso del passato al pluralismo politico della modernità. Ma a<br />
ciò si aggiunge in Argentina un secondo, esplosivo e peculiare<br />
elemento: nessun paese al mondo è stato altrettanto rivoluzionato<br />
dai flussi immigratori quanto lo fu l’Argentina a cavallo tra Otto<br />
e Novecento. L’alluvione immigratoria, com’è stata spesso<br />
chiamata, generò un viscerale problema identitario, perlopiù<br />
risolto individuando nella religione cattolica il fondamento ultimo<br />
dell’unità e dell’identità argentine. Proprio mentre il paese<br />
transitava verso una maggiore modernità economica e una rapida<br />
diversificazione politica e ideologica, dunque, l’ossessione<br />
identitaria imposta dall’immigrazione indusse il grosso della sua<br />
popolazione a cercare riparo in una rinnovata forma di unanimismo: il<br />
mito della nazione cattolica. Il trionfo peronista negli anni ’40,<br />
ossia di un movimento popolare e maggioritario nel paese che riteneva<br />
proprio di incarnare quell’unanimità, sancì il trionfo di quel<br />
mito, ma anche la tomba della democrazia rappresentativa di tipo<br />
liberale.  La successiva egemonia che peronisti da un lato e militari<br />
dall’altro si disputarono da allora in poi verteva proprio su chi<br />
meglio incarnasse quel mito; su chi cioè fosse il migliore  e più<br />
fedele custode della cattolicità argentina.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nella<br />
situazione di allora, che spazio aveva lo Stato di diritto?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Lo Stato<br />
di diritto fu la grande vittima della storia politica e religiosa<br />
argentina. Laddove s’impone un principio di unanimità qual era<br />
quello postulato dal mito della nazione cattolica, il principio di<br />
pluralità e di tutela dei diritti individuali e delle minoranze che<br />
lo Stato di diritto è chiamato a garantire svanisce. Difatti, tutti<br />
i principali attori del dramma argentino – militari e guerriglieri,<br />
sindacalisti e movimenti studenteschi – non si batterono in nome<br />
dello Stato di diritto e della Costituzione, ma di ideali che<br />
ritenevano li trascendessero: Patria o Socialismo, Nazione o<br />
Rivoluzione. Al cospetto di simili ideali di redenzione, l’individuo<br />
e i suoi diritti apparvero loro sacrificabili, così come la<br />
divisione tra poteri tipica del costituzionalismo liberale figurava<br />
agli occhi di tutti loro d’intralcio alla piena affermazione della<br />
volontà del Popolo, in nome di cui affermavano di combattere; Popolo<br />
inteso come una comunità unanime. Tra tanti assoluti ideologici,<br />
ogni forma di limite legale e istituzionale rimase schiacciato,<br />
almeno fino a quando la spirale della morte non raggiunse livelli<br />
tali da fare rinsavire una crescente parte della società argentina,<br />
che agli inizi degli anni ’80 iniziò a sottolineare l’importanza<br />
in sé, senza aggettivi né corollari ideologici, dello Stato di<br />
diritto e della democrazia politica.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E qual è<br />
oggi la situazione, a distanza di quasi quarant&#8217;anni, in termini di<br />
giustizia, legalità e diritti, considerando anche le crisi<br />
economiche che hanno spezzato il Paese?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nonostante<br />
i passi in avanti compiuti dall’Argentina dal ritorno alla<br />
democrazia nel 1983 ad oggi, non si può dire che lo Stato di diritto<br />
vi goda di buona salute né che il retaggio unanimista un tempo<br />
associato al mito della nazione cattolica sia del tutto svanito. A<br />
tale proposito, e al di là dei vari fattori che rendono spesso<br />
precaria o carente la vigenza dello Stato di diritto – pressioni<br />
del potere esecutivo su quello giudiziario, estese aree di<br />
marginalità, attacchi alla libertà di stampa, corruzione e<br />
narcotraffico &#8211;  s’è verificato in Argentina un fenomeno piuttosto<br />
peculiare e poco noto all’opinione pubblica internazionale. Si<br />
tratta, per dirla in breve, della trasformazione del sacrosanto tema<br />
dei diritti umani, per loro natura universali, in monopolio di una<br />
parte politica. L’ala kirchnerista del peronismo suole usarlo come<br />
un randello ideologico per imporre in modo unilaterale la sua<br />
interpretazione del passato e delegittimare le opposizioni, al punto<br />
di avere trasformato i più fedeli movimenti per i diritti umani, da<br />
espressione della società civile quali erano un tempo in apparati<br />
ideologici dello Stato. Detto altrimenti: il governo di Cristina<br />
Kirchner ha trasformato i diritti umani in una nuova bandiera<br />
unanimista, riproducendo i vizi che già in passato avevano minato lo<br />
Stato di diritto in Argentina.
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/01/28/la-nazione-cattolica-chiesa-e-dittatura/">La nazione cattolica. Chiesa e dittatura nell&#8217;Argentina di Bergoglio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2015/01/28/la-nazione-cattolica-chiesa-e-dittatura/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
