<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>codice Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/codice/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/codice/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Tue, 29 Jan 2019 07:31:16 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>codice Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/codice/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Alessia Sorgato: ogni giorno dalla parte delle donne e dei minori</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/29/alessia-sorgato-ogni-giorno-dalla-parte-delle-donne-e-dei-minori/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/29/alessia-sorgato-ogni-giorno-dalla-parte-delle-donne-e-dei-minori/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2019 07:31:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[antiviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[codice]]></category>
		<category><![CDATA[criminologia]]></category>
		<category><![CDATA[cyberbullismo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[domestica]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[garanzia]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giuridico]]></category>
		<category><![CDATA[giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[indagine]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[legale]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattamenti]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[penale]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[sistema]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[stalking]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11993</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ha intervistato Alessia Sorgato, avvocato penalista; lavora in numerosi centri antiviolenza, sportelli anti-stalking e Onlus dedite alla protezione dei bambini e delle donne. Co-fondatrice dell&#8217;Associazione Amici della Casa dei&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/29/alessia-sorgato-ogni-giorno-dalla-parte-delle-donne-e-dei-minori/">Alessia Sorgato: ogni giorno dalla parte delle donne e dei minori</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ha intervistato Alessia Sorgato, avvocato penalista; lavora in numerosi centri antiviolenza, sportelli anti-stalking e Onlus dedite alla protezione dei bambini e delle donne. Co-fondatrice dell&#8217;Associazione Amici della Casa dei Diritti, pubblica per il blog &#8220;Gli intrusi&#8221; sul tema della violenza domestica e i diritti Lgbt.</p>
<p>Ringraziamo sentitamente Alessia Sorgato per il tempo che ci ha voluto dedicare.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/imgres51.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11994" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/imgres51.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="194" height="259" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cura di Alessandra Montesanto</p>
<p class="m_3506705592213028471p1"><strong><span class="m_3506705592213028471s1">Vuole raccontarci brevemente la sua storia professionale e il ruolo che ora svolge per il Comune di Milano?</span></strong></p>
<p class="m_3506705592213028471p1"><span class="m_3506705592213028471s1">Mi sono laureata nel 1993 con una tesi sulla testimonianza della vittima di abusi sessuali. Ho lavorato come avvocato della difesa per almeno quindici anni continuando a scrivere libri giuridici. Grazie a quello sullo stalking, nel 2010, ho incontrato Nadia Muscialini, allora Responsabile di un grande Centro antiviolenza e da lì ho cominciato ad assistere donne e minori. In questi anni abbiamo superato il centinaio di casi.</span></p>
<p class="m_3506705592213028471p1"><span class="m_3506705592213028471s1">Ora vengo contattata sia da Associazioni che da singole, che chiedono consulenza, formazione e<span class="m_3506705592213028471Apple-converted-space">  </span>difesa processuale in Tribunale.</span></p>
<p class="m_3506705592213028471p1"><span class="m_3506705592213028471s1">Con altre donne abbiamo fondato l&#8217;Associazione Amici della Casa dei Diritti del Comune di Milano, che ha sede in via de Amicis.</span></p>
<p class="m_3506705592213028471p1"><strong><span class="m_3506705592213028471s1">Perché ha deciso di lavorare per le donne maltrattate?</span></strong></p>
<p class="m_3506705592213028471p1"><span class="m_3506705592213028471s1">Perché la posizione della vittima è molto meno tutelata di quella dell&#8217;accusato. Il nostro è un illuminato processo garantista stracolmo di diritti, prerogative e possibilità strategiche per l&#8217;indagato. Chi ha subito il torto, paradossalmente, deve sgomitare energicamente per far valere le proprie aspettative. È il cammino per fargliele riconoscere è appena cominciato. C&#8217;è moltissimo ancora da fare.</span></p>
<p class="m_3506705592213028471p1"><strong><span class="m_3506705592213028471s1">Quali sono le novità giuridiche in tema di pena per i reati contro le donne? E per quanto riguarda la loro tutela?</span></strong></p>
<p class="m_3506705592213028471p1"><span class="m_3506705592213028471s1">In tema di &#8220;pena&#8221;, cioè di trattamento sanzionatorio, non abbiamo grandissime novità e questo è francamente uno dei grandi difetti del sistema: il nostro codice penale infatti risale al 1930! Registriamo solo qualche nuova previsione ( come gli Atti persecutori, introdotti nel 2009) e qualche aggravante (come quella sulla relazione affettiva). Strumenti processuali se ne sono introdotti dopo il 2013, anno di ratifica della Convenzione di Istanbul: purtroppo sono poco conosciuti e poco richiesti. Serve maggiore informazione e consapevolezza e soprattutto aggiornamenti per le Forze dell&#8217;Ordine.</span></p>
<p class="m_3506705592213028471p1"><strong><span class="m_3506705592213028471s1">Che tipo di percorso affrontano i figli delle donne che subiscono violenza domestica?</span></strong></p>
<p class="m_3506705592213028471p1"><span class="m_3506705592213028471s1">È forse la parte più dolorosa del tema. Durante i maltrattamenti, i figli sono li, vittime a loro volta anche solo di violenza assistita. Vedono, sentono, assorbono. Alcuni &#8220;ereditano&#8221; l&#8217;atteggiamento paterno e finiscono per imitarlo. Altri reagiscono ed aiutano la madre. Ci sono casi in cui sono i ragazzini a chiedere aiuto ( agli insegnanti, allo psicologo scolastico, alle divise), i più grandicelli addirittura ci aiutano raccogliendo prove, ad esempio filmano e registrano scenate e botte.</span></p>
<p class="m_3506705592213028471p1"><span class="m_3506705592213028471s1">Dopo la separazione sono gli assistenti sociali che monitorano le visite e spesso vi presenziano presso gli spazi neutri.</span></p>
<p class="m_3506705592213028471p1"><strong><span class="m_3506705592213028471s1">Perchè, a livello giuridico-legale, non si parla di “vittime”?</span></strong></p>
<p class="m_3506705592213028471p1"><span class="m_3506705592213028471s1">Se rivolgete questa domanda alle associazioni, vi risponderanno che non si vuole stigmatizzarle e che loro stesse non accettano una definizione così passiva.</span></p>
<p class="m_3506705592213028471p1"><span class="m_3506705592213028471s1">Se lo chiedete ai politici, vi diranno che si tratta di una forma di rispetto per cui si preferiscono sinonimi quali &#8220;parte lesa&#8221;, &#8220;persona offesa&#8221;.</span></p>
<p class="m_3506705592213028471p1"><span class="m_3506705592213028471s1">Se interrogate me sul punto, vi dico che la vittima è scomoda a tutti.<span class="m_3506705592213028471Apple-converted-space"> </span></span></p>
<p class="m_3506705592213028471p1"><strong><span class="m_3506705592213028471s1">Lei si occupa anche di bullismo e di cyberbullismo: esiste un possibile legame tra questo fenomeno e la violenza di genere?</span></strong></p>
<p class="m_3506705592213028471p1"><span class="m_3506705592213028471s1">Eh si, temo proprio di sì. Lo si diceva poc&#8217;anzi no? I bambini sono spugne, se amano o ritengono un modello il loro padre-padrone, ne seguiranno le orme, ripetendo il copione prepotente sui loro compagni. Se una femmina vede sua madre subire zitta, senza reazioni ne&#8217; ribellioni, può a sua volta divenire zimbello dei pari. Sono cerchi di violenza da spezzare immediatamente.</span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/29/alessia-sorgato-ogni-giorno-dalla-parte-delle-donne-e-dei-minori/">Alessia Sorgato: ogni giorno dalla parte delle donne e dei minori</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/29/alessia-sorgato-ogni-giorno-dalla-parte-delle-donne-e-dei-minori/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Spose bambine in Marocco</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/09/27/spose-bambine-in-marocco/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/09/27/spose-bambine-in-marocco/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2017 06:59:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[bambine]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[codice]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[madri]]></category>
		<category><![CDATA[marocco]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[minorenni]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[NordAfrica]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[padri]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[schiavitù]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[soldi]]></category>
		<category><![CDATA[spose]]></category>
		<category><![CDATA[unioni]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[villaggi]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=9468</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Monica Macchi &#160; Ne abbiamo parlato l’anno scorso a proposito dell’Egitto, https://www.peridirittiumani.com/2016/08/02/egitto-e-le-spose-bambine/ e siamo costretti a riparlarne anche per il Marocco: infatti sabato scorso la polizia è intervenuta al “Palais des Roses”, albergone&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/09/27/spose-bambine-in-marocco/">Spose bambine in Marocco</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Monica Macchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/sposabamb.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9469" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/sposabamb.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="606" height="350" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/sposabamb.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 606w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/sposabamb-300x173.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 606px) 100vw, 606px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #2b2a2a;"><span style="font-family: serif;">Ne abbiamo parlato l’anno scorso a proposito dell’Egitto, </span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="https://www.peridirittiumani.com/2016/08/02/egitto-e-le-spose-bambine/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: serif;">https://www.peridirittiumani.com/2016/08/02/egitto-e-le-spose-bambine/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #2b2a2a;"><span style="font-family: serif;">e siamo costretti a riparlarne anche per il Marocco: infatti sabato scorso la polizia è intervenuta al “Palais des Roses”, albergone </span></span><span style="color: #000000;">per cerimonie </span><span style="color: #2b2a2a;"><span style="font-family: serif;">nel centro di Tetouan per impedire un matrimonio tra una bimba di 13 anni e un uomo di 27. Esattamente come in Egitto, anche in Marocco il Codice di famiglia prevede </span></span><span style="color: #000000;">che per sposarsi bisogna aver compiuto 18 anni, ed esattamente come in Egitto la madre ha provato a dire che non si trattava di un vero e proprio matrimonio, bensì di una festa di fidanzamento…infatti la bimba indossava un abito bianco rosato non il classico bianco da sposa! Ed anche in questo caso, la denuncia è partita dai social network: le foto degli invitati postate su </span><span style="color: #000000;">Facebook</span><span style="color: #000000;"> hanno fatto scattare la denuncia da parte di moltissimi utenti e anche dei parenti del padre della bimba, gravemente malato e tenuto all’oscuro di tutto. Il risultato? Cerimonia interrotta tra le proteste degli invitati rimandati a casa senza poter terminare il banchetto ma nessun arresto, né denunce anche se il caso è passato al procuratore del Re.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: serif;">Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili, risalenti al 2014, sono circa 35mila i matrimoni tra minori registrati (perché moltissimi si celebrano solo con funzione religiosa, senza la registrazione civile): il 3% delle spose hanno meno di 15 anni e più dell’85 per cento dei genitori è d’accordo sul matrimonio delle minorenni.</span></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/09/27/spose-bambine-in-marocco/">Spose bambine in Marocco</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/09/27/spose-bambine-in-marocco/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Amnesty International: &#8220;Inviare navi da guerra in acque libiche esporrà i rifugiati a terribili violazioni&#8221;</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/08/09/amnesty-international-inviare-navi-da-guerra-in-acque-libiche-esporra-i-rifugiati-a-terribili-violazioni/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/08/09/amnesty-international-inviare-navi-da-guerra-in-acque-libiche-esporra-i-rifugiati-a-terribili-violazioni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Aug 2017 08:15:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Amnesty]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[centri]]></category>
		<category><![CDATA[codice]]></category>
		<category><![CDATA[coste]]></category>
		<category><![CDATA[detenzione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[firma]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[guardia costiera]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[navi]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[salvataggio]]></category>
		<category><![CDATA[scafisti]]></category>
		<category><![CDATA[schiavitù]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
		<category><![CDATA[stupri]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<category><![CDATA[trafficanti]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[violazioni]]></category>
		<category><![CDATA[vite]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=9285</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicato del 31 luglio 2017 Alla vigilia del voto parlamentare, Amnesty International ha dichiarato che il progetto del governo italiano di inviare navi da guerra per pattugliare le acque territoriali libiche è un vergognoso&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/08/09/amnesty-international-inviare-navi-da-guerra-in-acque-libiche-esporra-i-rifugiati-a-terribili-violazioni/">Amnesty International: &#8220;Inviare navi da guerra in acque libiche esporrà i rifugiati a terribili violazioni&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #202020;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-153.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9286" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-153.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="169" /></a></span></strong><i><span style="font-family: 'Helvetica','sans-serif';"><span style="color: #202020;">Comunicato del 31 luglio 2017 </span></span></i><br />
Alla vigilia del voto parlamentare, Amnesty International ha dichiarato che il progetto del governo italiano di inviare navi da guerra per pattugliare le acque territoriali libiche è un vergognoso tentativo di aggirare gli obblighi di salvataggio di migranti e rifugiati e di offrire protezione a chi ne ha bisogno. Secondo il piano del governo, fino a sei navi potrebbero essere impiegate per collaborare con la Guardia Costiera libica nell&#8217;intercettamento e nel ritorno di migranti e rifugiati in Libia, dove affronterebbero terribili violazioni dei diritti umani. Il personale militare italiano potrebbe essere autorizzato a usare la forza nei confronti di scafisti e trafficanti e, di conseguenza, migranti e rifugiati potrebbero essere colpiti dal fuoco incrociato.<span style="color: #202020; font-family: Helvetica;"><br />
</span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-154.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-9287 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-154.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="285" height="160" /></a><br />
&#8220;Invece d&#8217;inviare navi per salvare vite umane e offrire protezione a migranti e rifugiati disperati, l&#8217;Italia si sta preparando a mandare navi da guerra per respingerli in Libia&#8221;, ha dichiarato John Dalhuisen, direttore di Amnesty International per l&#8217;Europa. &#8220;Questa vergognosa strategia non persegue l&#8217;obiettivo di porre fine al crescente numero di morti nel Mediterraneo centrale, bensì quello di tenere migranti e rifugiati alla larga dalle coste italiane.<br />
Le affermazioni secondo cui i diritti delle persone riportate in Libia verrebbero rispettati suonano vuote alle orecchie di chi è fuggito dalle terribili violazioni dei diritti umani nei centri di detenzione della Libia&#8221;, ha concluso Dalhuisen. Il recente rapporto di Amnesty International &#8220;Una tempesta perfetta. Il fallimento delle politiche europee nel Mediterraneo centrale&#8221; ha evidenziato che i governi europei non stanno impedendo le morti in mare e chiudono gli occhi di fronte alle violazioni dei diritti umani nei centri di detenzione della Libia, tra cui stupri e torture.<span style="color: #202020;"><span style="font-family: Helvetica;"><b><br />
</b><br />
</span></span>La Libia rimane un paese estremamente insicuro per i migranti e i rifugiati, che vengono regolarmente uccisi, rapiti a scopo di riscatto, ridotti in schiavitù, costretti ai lavori forzati e sottoposti a stupri e altre violazioni dei diritti umani. In Libia non esiste alcun sistema d&#8217;asilo per chi ha necessità di protezione e l&#8217;ingresso e la permanenza irregolare sono considerati reati per i quali automaticamente è previsto il carcere, motivo per cui migliaia di persone si trovano nei centri di detenzione.<span style="color: #202020;"><span style="font-family: Helvetica;"></p>
<p></span></span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/08/09/amnesty-international-inviare-navi-da-guerra-in-acque-libiche-esporra-i-rifugiati-a-terribili-violazioni/">Amnesty International: &#8220;Inviare navi da guerra in acque libiche esporrà i rifugiati a terribili violazioni&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/08/09/amnesty-international-inviare-navi-da-guerra-in-acque-libiche-esporra-i-rifugiati-a-terribili-violazioni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché MSF non ha firmato il codice Ong &#8211; Direttamente dalla loro voce</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/08/01/perche-msf-non-ha-firmato-il-codice-ong-direttamente-dalla-loro-voce/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/08/01/perche-msf-non-ha-firmato-il-codice-ong-direttamente-dalla-loro-voce/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2017 08:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[autorità]]></category>
		<category><![CDATA[codice]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[firma]]></category>
		<category><![CDATA[flussi]]></category>
		<category><![CDATA[frontiere]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[imbarcazioni]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>
		<category><![CDATA[MSF]]></category>
		<category><![CDATA[navi]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>
		<category><![CDATA[salvataggio]]></category>
		<category><![CDATA[SAR]]></category>
		<category><![CDATA[sbarchi]]></category>
		<category><![CDATA[soccorso]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=9216</guid>

					<description><![CDATA[<p>MSF ha formalmente informato il Ministero dell’Interno che non può firmare il Codice di Condotta per le navi delle ONG impegnate in attività di soccorso nel Mediterraneo. &#160; “Anche se non siamo nelle condizioni di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/08/01/perche-msf-non-ha-firmato-il-codice-ong-direttamente-dalla-loro-voce/">Perché MSF non ha firmato il codice Ong &#8211; Direttamente dalla loro voce</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>MSF </strong>ha formalmente informato il Ministero dell’Interno che <strong>non può firmare il Codice di Condotta per le navi delle ONG</strong> impegnate in attività di soccorso nel Mediterraneo.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/msf199590high.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9217" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/msf199590high.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="760" height="380" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/msf199590high.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 760w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/msf199590high-300x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 760px) 100vw, 760px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<em>Anche se non siamo nelle condizioni di poter firmare questo Codice di Condotta nella sua forma attuale, <strong>MSF rispetta già molte delle disposizioni che non rientrano tra le nostre preoccupazioni principali</strong>, tra cui la trasparenza finanziaria</em>”, dichiara <b>Gabriele Eminent</b>, <strong>Direttore Generale di MSF</strong>. “<em>MSF continuerà a condurre le operazioni di ricerca e soccorso sotto il coordinamento della guardia costiera italiana (MRCC) e in conformità con tutte le leggi internazionali e marittime pertinenti.</em>”</p>
<p>Per MSF, alcuni degli impegni presentati nel Codice di Condotta potrebbero <strong>ridurre l’efficienza e la capacità dell’attuale risposta di ricerca e soccorso</strong> (SAR) con gravi conseguenze umanitarie. Alcune proposte – in particolare quella secondo cui di regola le navi impegnate in un soccorso devono sbarcare i sopravvissuti in un posto sicuro invece di trasferirli su altre navi – rappresentano limitazioni non necessarie ai mezzi che sono oggi a disposizione. Sin dall’inizio delle proprie operazioni in mare, MSF ha accettato, e a volte direttamente effettuato, <strong>trasbordi da altre imbarcazioni sulle proprie navi</strong>, sempre su richiesta o sotto il coordinamento del Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo (MRCC) di Roma.</p>
<p>Un sistema di andata e ritorno di tutte le navi di soccorso verso i punti di sbarco comporterebbe una riduzione delle navi di soccorso presenti nella zona SAR, e questo indebolirebbe la già insufficiente capacità di ricerca e soccorso, con un <strong>conseguente aumento di morti in mare</strong>. Inoltre, elementi che introducono una non necessaria mancanza di chiarezza su chi contattare e quando, potrebbero rallentare le operazioni di soccorso, quando i minuti possono fare la differenza tra la vita e la morte.</p>
<p>La versione definitiva del Codice chiarifica che la polizia giudiziaria agirà “senza pregiudicare l’attività umanitaria in corso”, ma questa nozione resta soggetta a interpretazione e <strong>la richiesta che la polizia non sia armata non è stata adottata</strong>. La presenza di funzionari di polizia armati a bordo e l’impegno che gli operatori umanitari raccolgano prove utili alle attività di investigazione sarebbero una violazione dei principi umanitari fondamentali di indipendenza, neutralità e imparzialità. Questo sottometterebbe le organizzazioni umanitarie agli interessi politici e militari di uno Stato membro dell’Unione Europea e come MSF non possiamo accettarlo perché avrebbe un impatto sull’accesso alle popolazioni in pericolo, così come sulla sicurezza delle nostre équipe, ovunque nel mondo.</p>
<p>La responsabilità di condurre operazioni di ricerca e soccorso in mare risiede sugli Stati. Le attività di soccorso da parte di attori non governativi come MSF sono solo una misura temporanea finalizzata a riempire il “vuoto di responsabilità” lasciato dagli Stati. Gli Stati membri dell’UE devono avviare un meccanismo di ricerca e soccorso dedicato e proattivo per supportare l’Italia e riconoscere i suoi lodevoli sforzi nel salvare vite in mare, a dispetto di una risposta insufficiente da parte degli altri Stati Membri europei.</p>
<p>MSF ha inviato una<a href="https://www.medicisenzafrontiere.it/notizie/codice-di-condotta-la-lettera-di-msf-al-ministro-dellinterno?utm_source=rss&utm_medium=rss"> lettera formale in cui spiega con maggiori dettagli le ragioni della decisione</a> di non firmare.</p>
<p><em>Nei primi 6 mesi del 2017, le ONG hanno effettuato il 35% del totale delle operazioni di soccorso nel Mediterraneo centrale. MSF da sola ha salvato e portato in sicurezza più di 16.000 persone. Da quando abbiamo iniziato le operazioni di ricerca e soccorso nel 2015, MSF ha strettamente rispettato tutte le leggi internazionali, nazionali e marittime applicabili nel Mar Mediterraneo, così come il proprio codice di condotta, la Carta dei Principi di MSF, che si basa sull’etica medica e i principi umanitari</em> (<a href="http://www.medicisenzafrontiere.it/chi-siamo/principi/la-carta-dei-principi?utm_source=rss&utm_medium=rss">disponibile qui</a>).</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/08/01/perche-msf-non-ha-firmato-il-codice-ong-direttamente-dalla-loro-voce/">Perché MSF non ha firmato il codice Ong &#8211; Direttamente dalla loro voce</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/08/01/perche-msf-non-ha-firmato-il-codice-ong-direttamente-dalla-loro-voce/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ONG &#8211; un codice di condotta pieno di illegalità</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/07/12/ong-un-codice-di-condotta-pieno-di-illegalita/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/07/12/ong-un-codice-di-condotta-pieno-di-illegalita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 21:26:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[affari interni]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[BarbaraSpinelli]]></category>
		<category><![CDATA[codice]]></category>
		<category><![CDATA[convenzione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Ginevra]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Human Righits Watch]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[salvezza]]></category>
		<category><![CDATA[SAR]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=9140</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questa mattina Barbara Spinelli è intervenuta nel corso della riunione ordinaria della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) del Parlamento europeo durante un’audizione sulle attività di ricerca e&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/07/12/ong-un-codice-di-condotta-pieno-di-illegalita/">ONG &#8211; un codice di condotta pieno di illegalità</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questa mattina Barbara Spinelli è intervenuta nel corso della riunione ordinaria della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) del Parlamento europeo durante un’audizione sulle </em><em>attività di ricerca e soccorso (SAR) nel Mediterraneo.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Erano presenti </em><em>Sandro Gallinelli, capitano della Guardia costiera italiana;</em><em> Fabrice Leggeri, direttore esecutivo di Frontex; Marco Bertotto, responsabile Advocacy &amp; Public Awareness di Medici Senza Frontiere Italia; Judith Sunderland, direttore per l’Europa e l’Asia Centrale di Human Rights Watch.</em></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8734" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="603" height="483" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 603w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1-300x240.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 603px) 100vw, 603px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Di seguito l’intervento:</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Vorrei concentrarmi sul codice di condotta per le Ong affidato al governo italiano. É molto preoccupante, anche legalmente.</p>
<p>In primo luogo, si ignora completamente che un codice di condotta volontario è già stato sottoscritto dalla stragrande maggioranza delle Ong – promosso da Human Rights at Sea –­ e che comunque esiste una legge che le guida: la Convenzione sul diritto nel mare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In secondo luogo, è particolarmente grave che nell’elaborazione di nuove regole non si consultino tutte le Ong che fanno <em>search and rescue</em>. So che la loro richiesta in questo senso – così come il loro codice – è stata in genere ignorata.</p>
<p>Alcuni paragrafi del codice preparato dall’Italia sono concepiti solo per rendere impossibile il salvataggio di vite umane. Ne cito qualcuno:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8211; Il divieto “assoluto&#8221; di operare in acque territoriali libiche, dove muore la maggior parte delle persone, e dove Triton non è presente. Il divieto è senza senso perché il salvataggio è legge in qualunque circostanza. La Libia non è in grado ancora di organizzare una zona SAR. Non ha nemmeno firmato la Convenzione di Ginevra.</p>
<p>&#8211; Il divieto di comunicare per telefono o mandare segnali luminosi. Anche questa sembra una provocazione, perché rende impossibile il <em>search and rescue</em>. L’uso di segnali luminosi è prescritto inoltre dalle regole marittime internazionali, le cosiddette “rules of the road”.</p>
<p>&#8211; L’obbligo di non ostacolare le operazioni di <em>search and rescue</em> condotte dalle guardie costiere libiche. Sappiamo che le guardie fanno spesso parte di milizie incontrollabili, e che spesso collaborano con i trafficanti. Più volte sparano sui migranti imbarcati, e non rispondono ad alcuna autorità statale affidabile.</p>
<p>&#8211; La presenza della polizia giudiziaria sulle navi delle Ong perché investighi sugli smuggler. Questo è in violazione del principio di neutralità osservato dalle Ong e dell’assoluta priorità che deve essere rappresentata dal <em>search and rescue</em>.</p>
<p><em> </em></p>
<p>Ricordo infine che il training delle guardie costiere libiche è stato altamente sconsigliato: dal rappresentante dell’ONU Martin Kobler, da Amnesty. E che l’ONU considera la Libia un Paese non sicuro, dove i profughi non vanno rimpatriati. L’UE obbedisce ancora all’ONU?</p>
<p>Io non capisco come possa l’Unione guardarsi allo specchio e parlare di valori. Nel febbraio scorso, prima del vertice di Malta, ha fatto sapere che il principio di <em>non refoulement</em> andrà riscritto. Oggi giunge sino a riscrivere la legge del mare. Il tutto in assenza di qualsiasi decisione concernente operazioni europee proattive e massicce di Ricerca e Soccorso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non vorrei infine che si dimenticassero i tanti che moriranno nel deserto, se anche le frontiere Sud della Libia saranno sigillate militarmente con l’assistenza dell’Unione».</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/07/12/ong-un-codice-di-condotta-pieno-di-illegalita/">ONG &#8211; un codice di condotta pieno di illegalità</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/07/12/ong-un-codice-di-condotta-pieno-di-illegalita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Non mi faccio &#8220;Capaci&#8221;&#8230;</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/06/06/non-mi-faccio-capaci/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/06/06/non-mi-faccio-capaci/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2017 11:15:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[avvocati]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[codice]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[dignità]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Don Ciotti]]></category>
		<category><![CDATA[ergastolo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[malavita]]></category>
		<category><![CDATA[minacce]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pena]]></category>
		<category><![CDATA[penitenziari]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[pm]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[Riina]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sistema]]></category>
		<category><![CDATA[stragi]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=8932</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi (Iogiocopulito.it) un&#8217;altra &#8220;nostra&#8221; brava collaboratrice che per noi cura la rubrica &#8220;Scritture al sociale&#8221; &#160; Mi si consenta il quasi gioco di parole, in una polemica arrivata come un uragano, paragonabile&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/06/06/non-mi-faccio-capaci/">Non mi faccio &#8220;Capaci&#8221;&#8230;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi (Iogiocopulito.it) un&#8217;altra &#8220;nostra&#8221; brava collaboratrice che per noi cura la rubrica &#8220;Scritture al sociale&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mi si consenta il quasi gioco di parole, in una polemica arrivata come un uragano, paragonabile ad un <strong>attentato terroristico della legalità</strong>:<br />
<em><strong>“La possibilità di ‘cure adeguate al proprio domicilio per Totò Riina, malato terminale</strong>“</em>.<br />
Nella definizione <em>“<strong>PER NON DIMENTICARE</strong>“</em> facciamo riferimento alle vittime, in questo caso, è necessario <strong>NON DIMENTICARE chi è Totò Riina</strong>. E non c’è <strong>‘pietas</strong>‘ che tenga…basterebbe anche solo il piccolo <strong><em>‘Matteo’,</em> il bambino sciolto nell’acido</strong>. Ma per chi ha la memoria corta o crede nel diritto per chi NON HA PIU’ DIRITTI, la voce strozzata di notizie come queste, possono far scrollare le ultime speranze di un Italia che voglia e possa restare garante della legalità.<br />
Senza dimenticare TUTTI i detenuti, ai quali non è stato e non sarà riservato l’esercitare la stessa richiesta. (e anche qui l’elenco è lungo)</p>
<p><strong>Chi è Totò Riina</strong></p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17045" src="http://www.iogiocopulito.it/wp-content/uploads/2017/06/riina.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="646" height="528" /></p>
<p>Nel <strong>1992</strong> venne condannato in contumacia all’ergastolo insieme con il boss <strong>Francesco Madonia</strong> per l’omicidio del capitano Emanuele Basile. Nell’ottobre del <strong>1993</strong> subisce la seconda condanna all’ergastolo, come mandante dell’omicidio del boss Vincenzo Puccio. Nel <strong>1994</strong>, altro ergastolo per l’omicidio di tre pentiti e quello di un cognato di <strong>Tommaso Buscetta</strong>. Nel 1995, nel processo per l’omicidio del tenente colonnello <strong>Giuseppe Russo</strong>, Riina venne condannato all’ergastolo insieme con <strong>Bernardo Provenzano</strong>, <strong>Michele Greco</strong> e <strong>Leoluca Bagarella</strong>; lo stesso anno, nel processo per gli omicidi dei commissari Beppe Montana e Ninni Cassarà, venne pure condannato all’ergastolo insieme con Michele Greco, Bernardo Brusca, Francesco Madonia e Bernardo Provenzano, a cui seguì il processo per gli omicidi di Piersanti Mattarella, Pio La Torre e Michele Reina, nel quale gli viene inflitto un ulteriore ergastolo insieme con Michele Greco, Bernardo Brusca, Bernardo Provenzano, Giuseppe Calò, Francesco Madonia e Nenè Geraci. Nel <strong>1996 </strong>Riina venne nuovamente condannato all’ergastolo per l’omicidio del giudice Antonino Scopelliti insieme con i boss Giuseppe Calò, Francesco Madonia, Giuseppe Giacomo Gambino, Giuseppe Lucchese, Bernardo Brusca, Salvatore Montalto, Salvatore Buscemi, Nenè Geraci e Pietro Aglieri. Sempre nel 1995, nel processo per l’omicidio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, del capo della mobile Boris Giuliano, e del professor Paolo Giaccone, Riina venne condannato all’ergastolo insieme con Bernardo Provenzano, Giuseppe Calò, Bernardo Brusca, Francesco Madonia, Nenè Geraci e Francesco Spadaro. Nel <strong>1997</strong>, nel processo per la strage di Capaci in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e la scorta (Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo), Riina venne condannato all’ergastolo insieme con i boss Pietro Aglieri, Bernardo Brusca, Giuseppe Calò, Raffaele Ganci, Nenè Geraci, Benedetto Spera, Nitto Santapaola, Bernardo Provenzano, Salvatore Montalto, Giuseppe Graviano e Matteo Motisi. Lo stesso anno, nel processo per l’omicidio del giudice Cesare Terranova, Riina ricevette un altro ergastolo insieme con Michele Greco, Bernardo Brusca, Giuseppe Calò, Nenè Geraci, Francesco Madonia e Bernardo Provenzano. Nel <strong>1998</strong> Riina <strong>venne condannato all’ergastolo</strong> insieme con il boss Mariano Agate per l’omicidio del giudice Giangiacomo Ciaccio Montalto. Nel 1999, viene condannato all’ergastolo come mandante per la <strong>strage di via D’Amelio</strong>, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque dei suoi uomini di scorta (Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina). Insieme con lui vengono condannati alla stessa pena i boss Pietro Aglieri, Salvatore Biondino, Carlo Greco, Giuseppe Graviano, Gaetano Scotto e Francesco Tagliavia.</p>
<p>Nel <strong>2000</strong> subisce <strong>un’ulteriore condanna all’ergastolo</strong> insieme con Giuseppe Graviano, Leoluca Bagarella e Bernardo Provenzano per l’attentato in Via dei Georgofili, in cui persero la vita 5 persone e subirono enormi danni musei e chiese, oltre che per gli attentati di Milano e Roma. Nel <strong>2002</strong>, per l’omicidio del giudice in pensione Alberto Giacomelli, Riina venne condannato all’ergastolo come mandante; lo stesso anno la Corte d’Assise di Caltanissetta condannò Riina all’ergastolo per l’omicidio del giudice Rocco Chinnici insieme con i boss Bernardo Provenzano, Raffaele Ganci, Antonino Madonia, Salvatore Buscemi, Nenè Geraci, Giuseppe Calò, Francesco Madonia, Salvatore e Giuseppe Montalto, Stefano Ganci e Vincenzo Galatolo; sempre lo stesso anno, Riina venne condannato nuovamente all’ergastolo insieme con il boss Vincenzo Virga per la strage di Pizzolungo, in cui persero la vita Barbara Rizzo e i suoi figli Salvatore e Giuseppe Asta, gemelli di 6 anni.</p>
<p>Nel <strong>2009</strong> Riina ricevette<strong> un altro ergastolo</strong> insieme con Bernardo Provenzano per la<strong> strage di viale Lazio</strong>. Nel febbraio 2010, ancora un ergastolo per Riina, che insieme con i boss Giuseppe Madonia, Gaetano Leonardo e Giacomo Sollami, decise nel 1983 l’omicidio di Giovanni Mungiovino, politico della DC che si era opposto alla mafia corleonese, Giuseppe Cammarata, scomparso nel 1989 e Salvatore Saitta, ucciso nel 1992. Il 10 giugno <strong>2011 </strong>viene assolto, per “incompletezza della prova” (ex art. 530 c.p.p.), dalla Corte d’Assise di Palermo per l’omicidio il 16 settembre 1970 del giornalista Mauro De Mauro. Il 26 gennaio <strong>2012</strong> gli viene inflitta una condanna all’ergastolo da parte della Corte di Assise di Milano perché ritenuto il mandante dell’omicidio di Alfio Trovato del 2 maggio 1992 avvenuto in via Palmanova a Milano. Il 14 aprile <strong>2015</strong> viene assolto dalla Corte d’Assise di Firenze dall’accusa di essere stato il mandante della Strage del Rapido 904 del 23 dicembre 1984 per mancanza di prove; il pubblico ministero aveva richiesto l’ergastolo per Riina che era l’unico imputato. Nel 1992 erano stati condannati Pippo Calò, Guido Cercola, Franco Di Agostino e l’artificiere tedesco Friedrich Schaudinn.</p>
<p><strong>Proprio mentre era sottoposto a regime di 41-bis, il 24 maggio 1994 </strong>durante una pausa del processo di primo grado a Reggio Calabria per l’uccisione del giudice Antonino Scopelliti fu raggiunto dal capo-redattore della Gazzetta del Sud Paolo Pollichieni, al quale rilasciò dichiarazioni minacciose contro il procuratore Giancarlo Caselli e altri rappresentanti delle istituzioni, lamentandosi delle severe condizioni imposte dal carcere duro. L’intervento di Riina causò l’apertura di un provvedimento disciplinare da parte del Consiglio Superiore della Magistratura contro il pubblico ministero Salvatore Boemi, accusato di non aver vigilato sul detenuto. Dopo pochi mesi dalle dichiarazioni del boss corleonese il<strong> regime di 41-bis</strong> (allora valido per soli tre anni, decorsi i quali decadeva la sua applicabilità) è stato rafforzato mediante vari interventi legislativi volti a renderlo prorogabile di anno in anno.</p>
<p>Nella <strong>primavera del 2003</strong> subisce un intervento chirurgico per problemi cardiaci, e nel maggio dello stesso anno viene ricoverato nell’ospedale di Ascoli Piceno per un infarto. Sempre nel 2003, a settembre, viene nuovamente ricoverato per problemi cardiaci. Il 22 maggio 2004, nell’udienza del processo di Firenze per la <strong>strage di via dei Georgofili</strong>, accusa il <strong>coinvolgimento dei servizi segreti nelle stragi di Capaci e via d’Amelio</strong>, e riferisce dei contatti fra l’allora colonnello Mario Mori e Vito Ciancimino, attraverso il figlio di lui Massimo al tempo non convocato in dibattimento. Trasferito nel carcere milanese di Opera, viene nuovamente ricoverato nel 2006 all’ospedale San Paolo di Milano, sempre per problemi cardiaci. Nel novembre 2013 trapela la notizia di minacce da parte di Riina nei confronti del magistrato Antonino Di Matteo, il pm che aveva retto l’accusa in numerosi procedimenti penali a suo carico. Il 4 marzo 2014 viene nuovamente ricoverato. Il 31 agosto 2014 i giornali riferiscono che nel novembre dell’anno prima<strong> Riina avrebbe rivolto minacce anche nei confronti di Don Luigi Ciotti</strong>. (da allora sotto scorta per ben due ‘condanne a morte’ da parte di Totò Riina…</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17046" src="http://www.iogiocopulito.it/wp-content/uploads/2017/06/Don-Luigi-Ciotti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1400" height="933" /></p>
<p>Le parole di <strong> Don Luigi Ciotti<br />
(sotto scorta da anni per essere stato <em>‘condannato a morte’</em> da Totò Riina…)</strong></p>
<p><em><strong>“Il diritto a morire dignitosamente vale per ogni persona detenuta</strong>, in accordo a quella più ampia umanizzazione della pena che contrassegna la civiltà di un Paese, come ci ricorda la Costituzione. <strong>Non fa eccezione Toto Riina</strong>, al quale è giusto assicurare tutte le cure necessarie in carcere e, se occorre, in ospedale, affinché la detenzione non aggravi le sue condizioni di salute. Sull’ipotesi , avanzata dalla Cassazione , di una mutazione della pena detentiva in arresti domiciliari, sono certo che il Tribunale di Bologna valuterà con saggezza e piena cognizione di causa, tenendo conto di tutti i fattori in gioco. Perché certo c’è una persona malata, al quale lo Stato deve riservare un adeguato trattamento terapeutico a prescindere dai crimini commessi e dalla presenza o meno,  che in questo caso non c’è stata, di una presa di coscienza, di un percorso di ravvedimento e di conversione.</em></p>
<p><em><strong>Ma c’è anche una vicenda di violenza, di stragi e di sangue che ha causato tante vittime e il dolore insanabile dei loro famigliari. Molti di loro ho avuto la fortuna di conoscerli, e di apprezzarne il coraggio e la fermezza d’animo, la ricerca di verità e la speranza incrollabile nella giustizia, il rispetto per le istituzioni e la volontà di trasformare il dolore in impegno, in contributo alla costruzione di una società più giusta. </strong>C’è dunque un diritto del singolo, che va salvaguardato. Ma c’è anche una più ampia logica di giustizia di cui non si possono dimenticare le profonde e indiscutibili ragioni”.</em> <strong>Luigi Ciotti</strong></p>
<p>Una <strong>richiesta va allo Stato</strong>: la precisa applicazione di LEGGI a GARANTIRE tutele e per quanto sta accadendo in questi giorni, lasciare inciso nella nostra storia,  la parola GIUSTIZIA da abbinare ad  una COSA VERA che non ci faccia pensare mai più a <em><strong>‘COSA NOSTRA’</strong></em>…</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/06/06/non-mi-faccio-capaci/">Non mi faccio &#8220;Capaci&#8221;&#8230;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/06/06/non-mi-faccio-capaci/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>E’ iniziato il processo a Mahmoud Abou Zeid alias Shawkan</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/05/24/e-iniziato-il-processo-a-mahmoud-abou-zeid-alias-shawkan/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/05/24/e-iniziato-il-processo-a-mahmoud-abou-zeid-alias-shawkan/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2016 05:22:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Amnesty]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[avvocati]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[codice]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[egiziano]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[fotoreporter]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[giudice]]></category>
		<category><![CDATA[giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[penale]]></category>
		<category><![CDATA[prigione]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[Regeni]]></category>
		<category><![CDATA[reporter]]></category>
		<category><![CDATA[Shawkan]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=6016</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; Il 17 maggio, dopo più di 1000 giorni di carcere (periodo lunghissimo che supera persino il massimo previsto dall’articolo 143 del codice penale egiziano) è iniziato il processo contro Mahmoud Abou Zeid alias&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/05/24/e-iniziato-il-processo-a-mahmoud-abou-zeid-alias-shawkan/">E’ iniziato il processo a Mahmoud Abou Zeid alias Shawkan</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-337.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6017" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6017" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-337.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (337)" width="480" height="430" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-337.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 480w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-337-300x269.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></b></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY">Il 17 maggio, dopo più di 1000 giorni di carcere (periodo lunghissimo che supera persino il massimo previsto dall’articolo 143 del codice penale egiziano) è iniziato il processo contro Mahmoud Abou Zeid alias Shawkan di cui abbiamo già parlato su questo sito.</p>
<p align="JUSTIFY">Appena entrato in aula ha dichiarato che “il mio arresto è stato un atto senza senso perché sono un fotoreporter, non un criminale” e ha poi chiesto al giudice di conoscere le motivazioni legali alla base della sua incarcerazione, durante la quale pur avendo l’epatite C gli è stato negato l’accesso alle cure.</p>
<p align="JUSTIFY">Il giudice non ha risposto e ha rinviato al 21 giugno: il CPJ (Committe for Protecting Journalist), e Amnesty hanno lanciato appelli e petizioni per mantenere alta l’attenzione su questo caso, lettera firmata anche dai genitori di Giulio Regeni.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/05/24/e-iniziato-il-processo-a-mahmoud-abou-zeid-alias-shawkan/">E’ iniziato il processo a Mahmoud Abou Zeid alias Shawkan</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/05/24/e-iniziato-il-processo-a-mahmoud-abou-zeid-alias-shawkan/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
