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	<title>coesione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Quando discriminano le istituzioni. Uguaglianza, diritti sociali, immigrazione</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Apr 2023 08:52:31 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/disc.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="464" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/disc-1024x464.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16932" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/disc-1024x464.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/disc-300x136.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/disc-768x348.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/disc.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1456w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Il Report finale del <a href="https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/0tBDtOjl-NXi34GXCGU1R_Jf_mzYuzrRnGFaJaQFkfmhJTEXS31eMcdoGcyf0OZC1Av4zmAmlGEVGjUwsACqEj2c1sG4kfwDvy_m1kULd0VuQvmVJh6Q3RCm4fZDs1n5BqwAdUpPiG6Tz4h0O69au-7M1CWxuHZyPu5Ea3nS2gQASQ4i6njO1IXwMPO-843rGBnaII-QhHoBbc05WK-POI8?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Progetto L.A.W. – Leverage the Access to Welfare</a> presenta ragioni ed effetti delle discriminazioni istituzionali con l’obiettivo di identificarle e di fornire gli strumenti per contrastarle. A partire dai dati raccolti da ASGI e dal <a href="https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/KxK_lK0mLCN3RVObbYh5wLdok2iCmp55eO4cRjRDvuFZKOfM_u0pbFlnV22d7LwoOuYEQ5sYfo4sDJjF9EF2MVm_M08yu1ufx_NbueHmDCgLDjGzzN6OCaWXFlQWXm3DSvu0XVMxtsSXHUYEsDAVLvc_xQpH6DPGySBeY8tlGNkslYCbNJr-w9X6JrR7?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Centro Studi Medì </a>nell&#8217;ambito del Progetto LAW, il report intende offrire uno sguardo sullo stato delle discriminazioni in Italia. <br><br>Dall&#8217;inizio del progetto oltre 400 persone hanno contattato il servizio antidiscriminazione di ASGI e oltre 500 persone di origine straniera hanno partecipato all’indagine socioeconomica del Centro Studi Medì. <strong>Per le persone straniere essere povere non è sufficiente per accedere ai diritti sociali</strong>.<br><br>Per accedere al reddito di cittadinanza, per esempio, la legge prevede che la persona beneficiaria abbia risieduto in Italia per almeno dieci anni al momento della domanda. Al fine di accedere all’edilizia residenziale pubblica, <strong>numerose Regioni continuano a richiedere una residenza pluriennale</strong> nel territorio o documenti aggiuntivi per le persone straniere. Nonostante la normativa italiana ed europea sancisca chiaramente il diritto per tutte le persone regolarmente soggiornanti ad aprire un conto corrente di base, in moltissimi casi (101 segnalazioni ricevute da ASGI tra febbraio 2022 e gennaio 2023) <strong>gli istituti bancari e postali rifiutano l’apertura a clientela straniera</strong>, specialmente a persone richiedenti asilo e con cittadinanza nigeriana. <em>Dietro al groviglio di norme e atti amministrativi che portano un’istituzione a contraddire se stessa ci sono persone concrete, la cui vita viene cambiata e spesso stravolta dall’esclusione dall’accesso a una casa o dall’attesa per anni di un permesso di soggiorno. Nel ricordare questo elemento fondamentale, questo report vuole essere un contributo ad un equo accesso alle prestazioni sociali con l’auspicio che questo obiettivo venga sempre perseguito con determinazione e fiducia.</em><br><em><br><strong>Avvocato Alberto Guariso (ASGI)</strong></em> <strong>Casa, lavoro, trasporti: dove si discrimina di più secondo l&#8217;indagine socioeconomica</strong><br><br>La ricerca socioeconomica del Centro Studi Medì identifica il <strong>settore della casa</strong> come quello maggiormente discriminatorio. Dalla scelta del proprietario di non affittare a persone straniere, alla richiesta di garanzie aggiuntive, è il 40% degli intervistati ad aver subito discriminazioni in quest’ambito. Seguono le discriminazioni che avvengono nell’<strong>ambito lavorativo</strong> (33%): 4 intervistati su 10 hanno dichiarato di non aver potuto accedere a un concorso pubblico perché veniva richiesta la cittadinanza italiana, mentre 3 su 10 non sono stati assunti perché l’azienda ha fatto intendere di non assumere stranieri. Significative sono poi le discriminazioni percepite sui <strong>mezzi di trasporto</strong> pubblici (31%), in ambito sanitario (30%), nel rapporto con i servizi privati (26%) e con le forze di polizia (25%). Emerge inoltre che il livello di discriminazione non dipende da quanto tempo una persona straniera vive in Italia né dal livello di integrazione della persona. <em>Studiare le percezioni non significa fotografare obiettivamente i casi di trattamento ingiusto e di potenziale violazione delle norme di legge, ma rappresenta comunque un punto di vista degno di considerazione: le minoranze esposte alla discriminazione hanno una prerogativa interpretativa e un’esperienza vissuta che le rende sensibili al problema e capaci d’individuarlo. In ogni caso vanno ascoltate, a maggior ragione sulla questione della discriminazione istituzionale. La coesione sociale risulta infatti minacciata quando determinati gruppi sociali, già strutturalmente svantaggiati per ragioni economiche e politiche, percepiscono di essere trattati ingiustamente. Le istituzioni pubbliche non solo hanno l’obbligo di rispettare norme di uguaglianza nei rapporti con utenti e beneficiari, ma devono comunicare un’immagine d’imparzialità e capacità di accoglienza. Le percezioni del comportamento delle istituzioni e dei loro funzionari sono quindi un dato di rilievo per valutare la rispondenza del sistema pubblico alle domande dei cittadini.<br></em><br><em><strong>Professor Maurizio Ambrosini (Centro Studi Medì)</strong></em>  </td></tr><tr><td><a href="https://mail.google.com/mail/u/0/#m_-9184283557603927801_?utm_source=rss&utm_medium=rss"></a>&nbsp;<a href="https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/XnSwt7NEYVkpOD8RVoZTpJ3yKyAvDhStN0VSji2xNix9SULx3LeJLJ9cQrbF3hDiX7ZBUe57gByoUv1bQ2MSbkg94Y-FfihdXdQFuP_0FbwuJHeS1Yl9l9XKrucb8-jj2mNDvWPVdLlfl-A_n-Px0cFENu8EAY6kxyojwHZl8UqUJf9cRqODobCIJ59OOmytZ9RGZm0zH1AG2R8njUHKuvRf1VM6G9p8VvpYe8BTTlaJF713O31bJT0jsJvUFgKyqNMa?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leggi il report</a>&nbsp;</td></tr><tr><td><a href="https://mail.google.com/mail/u/0/#m_-9184283557603927801_?utm_source=rss&utm_medium=rss"></a>&nbsp;<a href="https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/t28PdQYkNgLcxA4rj80aduk9ip5YhDjcmuozZLKjoLpug5YY2YmasyT-jVHbGcrQO31JJBFPFS8nFgEEncAGzMk8INLjXhMv_UwMUvh8fioGqonFN1MUkpDOZcaGoJjAjA-0Q6QzyJMMoGD6BOgzWfyIBU3gOwoNL1gOXWyte6TVsO1h2EejFoo8LurpDRWUvq1BK_xZV6KNX6xYeI-asbmf0WAZjSAG4uQmMLlFvZ2dDvHOTaVIousccJ96_g8tIC2QI73e?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Disponibile anche in inglese</a>&nbsp;</td></tr><tr><td><a href="https://mail.google.com/mail/u/0/#m_-9184283557603927801_?utm_source=rss&utm_medium=rss"></a><img loading="lazy" width="20" height="38" alt="" src="https://ci4.googleusercontent.com/proxy/CtKohnGiN0wFFkoiT4Pg37vuWVQ40ylz1rh7AIbJvFBHvGzlayURQURYsO6l4zvMA9VtmMcT71xdbJHbejAuyA97ENNMS9rIQYXENOY-x88vsc-Zgzqod8LTIw8AL46ASE99aL0s9XLgD5-aw-NL4HbuE-WBElUKNLXgA1RGga8rTRDUm4Qg3XgMCp6YhfI_9DkaJ3hTDSyxMLBViZ-kWP1LoX5lW-NBhE7ucsso-dPqllJs76ayU2oO9qM7CmZAg3tciSpknpS6_AoTzopWP7LdV6lTCxoUE39K_hrxTreOZk1RUr3OnxnilHTfZDV8S0RlmiCz0MDSBYIAMBnn3T6qBKNdXAcN5VpMCmi_eugbpK6v-aKH6L3yQP-T52q-SKpEy628JBtM_vAGUnqPQQy46ZylPZSrZr2Er0umXHucLaO2DqthmLBF5Fk=s0-d-e1-ft#https://2iwat.img.a.d.sendibm1.com/im/1506285/64ae72823fd34168fabbea5ae2a4a12f3bb53277e624cbe7d53876a249a9841f.gif?e=qisFiiynRwemTofoVPE_r_HZqiEJSnW3D6O3JHyYsd2At7ICT0XJbT0WGHMNmyQITcogW33dsxUNx8lIpcZBccWjJAqE4A7D5cQGfcHmlfTKGMTwwLJsFkDOrye1iPn5yxLev1sbVACcXyW-sIJP8zIswX_0wWjVgCrgaQ88LRrl-5FJDtqP-ukOz6PEsWkYbG8&utm_source=rss&utm_medium=rss"></td></tr><tr><td><a href="https://mail.google.com/mail/u/0/#m_-9184283557603927801_?utm_source=rss&utm_medium=rss"></a><strong>Evento finale: atti e registrazione video</strong></td></tr><tr><td><a href="https://mail.google.com/mail/u/0/#m_-9184283557603927801_?utm_source=rss&utm_medium=rss"></a> Il 28 marzo si è tenuto l’evento conclusivo del Progetto LAW – Leverage the Access to Welfare, promosso da ASGI e dal Centro Studi Medì di Genova. Il convegno si è svolto presso la sede del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) a Roma ed ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e dell’associazionismo locale, nazionale ed europeo. Grazie alla partecipazione di esperti, operatori del settore e rappresentanti delle istituzioni, è stato possibile fare il punto sulla situazione attuale e confrontarsi sulle sfide che si presentano in questo ambito.  <a href="https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/9x4jtG-HlqID9SnV_k_n2CxyXzdpZKZsJaYweyDTTSP7nBFuBlrHmXOaqYzAT3od7lFQGX1FD-qHwXu2iMaUXzY4wi6XRtW5qtkiNycSXAAgbreBgoTHbdt-ok9dDm5-7-sxWyx2nUIo8me9bQOfNTPcUyYdeDB4nBuITIoPc-nxFvumiR9lFTre2iEz3EBT23Yc5lAiJuIYBNfMV_K7yi3_9g11WeIIIEmK_hXZHwxIxY4O2mA?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Registrazione video</a><a href="https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/vjRe8Sp_mOpdwPxVr4F3N_h_L_bqkMNRqd19S6k7Rrdtm4BGKOZAS8GX6_Uwx2w3bWm8X6nw0f9N9uzeKMIniSGuFZT9o2EKhaiU4e-p5yktvFZJA5p2UlAE0Hfpx6rBShm1na91BPSna0Uow8kQo_JAI4MyjLjVEs1Q08e9kbNr0JVW7QbEV5Ev5i9PKX690I90mDm1qGY4ufVnBHasdITt0zgi8lFI59u7xrPl3lFp4yifdXHceDm4X_9Ze6dfq0qUWz0nt0CA?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Atti dell&#8217;evento</a><a href="https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/gC-KuckdaBIt3fyAAeGXK5-amFOCjJdf4kiXjOAQfCuk3Ugwf9PMqM1Hg3P3-SxxIXvnB8lu5sm_MqlTkj1X0b_18KBLQjvJaqd4JL9RcaHDqFTeJ8CRKtBCQjoIJrKSPnEUI-VKBaeSGzM-HlJDMRsYxP5scR5kQkFhKdbXF_TwBULVN_HDXePNJoapoxkROA3kz8fqt4DiAFB31QRAPy9BDs_ZgDfeO89-fnPFJhPWnjlN2EeeVwYOYfE1prR1_wnspEKuB1xsuw?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">I dati della povertà e delle discriminazioni</a> </td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>La montagna incantata di Thomas Mann: la società di ieri e quella di oggi</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2020 10:06:42 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/mont-incant-1-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14091" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/mont-incant-1-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/mont-incant-1-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/mont-incant-1-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/mont-incant-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1440w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>di Sonia Zuin</p>



<p>In questo periodo sto leggendo <em>La montagna incantata </em>di Thomas Mann. Trovo singolare la coincidenza che lo stia leggendo proprio in un periodo di segregazione domestica, molto simile all’isolamento vissuto da Hans Castorp, il protagonista del libro, nel lunghissimo periodo trascorso nel sanatorio. Nel libro viene descritta la progressiva dilatazione dei tempi: appena arrivato, ad Hans sembra che le tre settimane di soggiorno previste per fare visita al cugino siano un periodo molto lungo, ma in seguito, passando da ospite a malato, tre settimane diventano un nulla. La vita acquista ritmi diversi e non si misura più in giorni, ma in settimane o addirittura in mesi.</p>



<p>Forse, se avessi letto questo libro in un periodo diverso, avrei trovato esagerata e poco verosimile una simile dilatazione dei tempi, anche se in misura minore ne ero già perfettamente consapevole (e forse lo siamo tutti: la percezione della durata di un&#8217;ora trascorsa in un&#8217;attività che ci impegna e appassiona, qualunque essa sia, è completamente diversa da quella di un&#8217;ora passata in coda alla posta con il numero in mano). Leggere <em>La montagna incantata </em>nell’inusuale realtà che sto vivendo, mi ha fatto apprezzare in modo completamente diverso questa caratteristica del libro perché la mia concezione del tempo ha subito la medesima trasformazione: all&#8217;inizio l&#8217;idea di stare in casa per tre giorni di fila mi sembrava un&#8217;impresa impegnativa dal punto di vista psicologico, ora che mi sono adattata ai nuovi ritmi (in cui, per altro, lavoro da mattina a sera), vivo con la consapevolezza che l&#8217;unità di misura dello scorrere del tempo non è più il singolo giorno, o le frazioni della giornata, ma l&#8217;intera settimana. L&#8217;uomo ha una straordinaria capacità di adattamento, forza evolutiva del nostro passato, del presente e del futuro, e questa ne è l&#8217;ennesima dimostrazione.</p>



<p>C&#8217;è però un&#8217;altra considerazione da fare, di valenza pratica e non filosofica: penso che la maggioranza di noi abbia vissuto finora con la consapevolezza che la vita che facevamo era sicuramente migliorabile, ma che fosse in un certo modo l&#8217;unica possibile. Ritmi, valori, priorità&#8230; Certo, molti di noi criticavano i ritmi e le priorità della nostra società, ma in qualche modo li accettavamo perché ci sentivamo inseriti in un meccanismo che non si poteva cambiare. Un meccanismo ormai avviato e con un&#8217;inerzia enorme.</p>



<p>La pandemia ha improvvisamente ridotto drasticamente la velocità e la frenesia del meccanismo. Dopo l&#8217;inevitabile smarrimento, stiamo ritrovando un nuovo equilibrio. È successo quello che mai nessuno avrebbe pensato che sarebbe potuto accadere. Adesso la priorità è far ripartire il meccanismo, ossia la società, perché altrimenti moriremmo tutti di fame, ma questa esperienza ci sta insegnando che tutto è relativo e modificabile. Nel libro di Thomas Mann sono stati i lunghi anni trascorsi in alta montagna in sanatorio, quasi un luogo al di fuori del tempo e dello spazio, e i frequenti colloqui con l’intellettuale Settembrini e il gesuita Naphta, a far sì che Hans Castorp mettesse in dubbio i valori borghesi con cui era arrivato, tipici della società attiva e produttiva della pianura, e a fargli nascere il desiderio di investigare, di capire, di mettersi in discussione. Allo stesso modo le nostre precedenti certezze e consuetudini sono state messe in crisi da molti fattori: l’isolamento forzato che ognuno di noi ha vissuto, la devastante crisi economica e le preoccupazioni per il futuro, ma anche immagini con una valenza simbolica ed emotiva enorme come quella del Pontefice che prega da solo in piazza S. Pietro, normalmente gremita dai fedeli, e ora completamente deserta, immagine di per sé surreale che ha posto il Pontefice in un luogo al di fuori del tempo e dello spazio. Anche in noi, come in Hans Castorp, dovrebbe nascere il desiderio di investigare, di capire e di mettere in discussione le nostre vecchie consuetudini e i vecchi valori, ed è per questo che saremmo scellerati se facessimo ripartire la nostra vita esattamente come prima.</p>



<p>Abbiamo bisogno di rifondare la società. I grandi cambiamenti possono avvenire in virtù dell’azione di statisti illuminati che sanno coinvolgere l’opinione pubblica in modo positivo e non coercitivo; in mancanza di figure politiche di così alto valore e carisma, si può pensare, o almeno sperare, che possa essere la consapevolezza della gente a sollecitare istanze di cambiamento che trovino risposta in una coerente azione di governo. Non penso a un mondo completamente diverso perché è utopico pensare di farlo e probabilmente non saremmo neanche in grado di concepirlo se non in termini molto astratti, figuriamoci di realizzarlo. Penso invece a una riorganizzazione profonda della società e del nostro modo di vivere, questo sì, a partire dalla gestione dei trasporti, degli spostamenti e del conseguente inquinamento, dell&#8217;organizzazione del lavoro e degli acquisti. A partire dalle priorità di spesa da parte dello stato. A partire dalla lotta all&#8217;evasione fiscale, che però per concretizzarsi presuppone una consapevolezza diffusa nella gente. Tutti aspetti pratici e concreti che, si spera, poco per volta possano portare nell&#8217;immediato a un maggiore benessere collettivo non a scapito dei guadagni (anzi, magari aumentandoli in virtù della diminuzione degli sprechi), e più a lungo termine a una maggiore coesione sociale, che in realtà la pandemia ha mostrato non essere del tutto spenta come tanti temevano, ma che andava solamente rinvigorita, togliendo un&#8217;enorme coltre di cenere.</p>



<p>Bene, non permettiamo che la cenere riprenda a poco a poco a depositarsi nuovamente sul calore della riscoperta coesione e solidarietà sociale.</p>
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