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	<title>commemorazione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>6 febbraio. Giornata mondiale di lotta contro il regime di morte alle frontiere</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jan 2024 16:31:08 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/6f.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="765" height="228" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/6f.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17369" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/6f.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 765w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/6f-300x89.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 765px) 100vw, 765px" /></a></figure>



<p>6 febbraio 2024 &#8211; Decimo anniversario</p>



<p>La loro vita, la nostra luce. Il loro destino, la nostra indignazione. Aprite le frontiere!<br>Giornata mondiale di lotta contro il regime di morte alle frontiere e per esigere verità, giustizia e riparazione per le vittime della migrazione e per le loro famiglie.<br>Il 6 febbraio 2014, più di 200 persone, partite dalle coste marocchine, tentarono di raggiungere a nuoto la spiaggia di Tarajal, nell&#8217;enclave spagnola di Ceuta. Per evitare che arrivassero in “terra spagnola”, la Guardia Civil utilizzò strumenti antisommossa e anche i militari marocchini presenti non soccorsero le persone che stavano annegando davanti a loro. Quindici corpi furono ritrovati sul versante spagnolo, decine di altri scomparvero, i sopravvissuti furono respinti, alcuni morirono sul versante marocchino.<br>Sono passati dieci anni dal massacro di Tarajal.<br>Dieci anni durante i quali il numero dei morti e dei dispersi ha continuato ad aumentare, nel Mediterraneo e sulla rotta delle Canarie, all&#8217;interno dei confini interni dell&#8217;UE, sulla Manica, ai confini orientali, lungo la rotta dei Balcani, e ancora nel Deserto del Sahara e lungo qualsiasi altra traiettoria di mobilità. Il regime delle frontiere ha mostrato ancora una volta il suo volto cinico in maniera del tutto disinibita nel 2023, durante il naufragio di Cutro, quando nella notte del 25 febbraio morirono 94 persone e almeno altre 11 scomparvero a pochi metri dalle coste italiane, sotto lo sguardo impassibile di Frontex e delle autorità italiane, ancora il 14 giugno quando più di 600 persone scomparvero per sempre al largo di Pylos, in Grecia e come il 23 aprile 2022, quando un&#8217;imbarcazione con 90 persone a bordo affondò al largo delle coste libanesi.<br>Dieci anni durante i quali le associazioni, le famiglie e tutti coloro i quali si battono per il diritto alla mobilità per tutti e tutte hanno continuato a chiedere verità e giustizia per queste vittime, a evidenziare le responsabilità dirette e indirette del regime delle frontiere, a lavorare per dimostrare queste responsabilità e sostenere le famiglie e i propri cari nel doloroso percorso di<br>ricerca dei dispersi e di identificazione delle vittime.<br>In occasione del decimo anniversario del massacro di Tarajal, ribadiamo l&#8217;appello lanciato lo scorso anno, con l&#8217;auspicio che ancora più organizzazioni, associazioni, famiglie e attivisti si uniscano a questo processo delle CommemorAzioni decentrate che si svolgono ogni anno il 6 febbraio, affinché questa mobilitazione transnazionale diventi sempre più diffusa, sempre più visibile nello spazio pubblico e riesca a riunire sempre più persone.<br>Chiediamo a tutte le organizzazioni sociali e politiche, laiche e religiose, ai gruppi e collettivi di parenti delle vittime delle migrazioni, ai singoli cittadini e cittadine di tutti i Paesi del mondo di organizzare intorno al 6 febbraio iniziative di protesta e sensibilizzazione.<br>Vi invitiamo a utilizzare il logo riportato in alto, così come i vostri loghi, come elemento per evidenziare il collegamento tra tutte le diverse iniziative. Tutti gli eventi che si realizzeranno saranno pubblicati sul gruppo e sulla pagina Facebook “Commemor-Action”.</p>



<p><br>Per aderire all’appello potete scrivere a: globalcommemoraction@gmail.com<br>Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/330380128977418/?utm_source=rss&utm_medium=rss<br>Pagina Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=100076223537693&utm_source=rss&utm_medium=rss<br>Pagina delle precedenti CommemorAzioni: https://missingattheborders.org/news?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p><br>Migrare per vivere, non per morire! Sono persone, non numeri!</p>



<p>Libertà di movimento per tutti!</p>



<p>CHI SIAMO<br>Siamo parenti, amici e amiche di persone decedute, disperse e/o vittime di sparizioni forzate lungo le<br>frontiere di terra e di mare, in Europa, Africa e America.<br>Siamo persone sopravvissute al tentativo di attraversare le frontiere in cerca di un futuro migliore.<br>Siamo cittadini/e solidali che offrono aiuto alle persone immigrate durante il loro viaggio fornendo assistenza<br>medica, cibo, vestiario e sostegno quando si trovano in situazioni pericolose affinché il loro viaggio vada a<br>buon fine.<br>Siamo attivisti che hanno raccolto le voci di queste persone prima della loro scomparsa, che si impegnano a<br>identificare i corpi senza nome nelle zone di confine e che danno loro una sepoltura dignitosa.<br>Siamo una grande famiglia che non ha né confini né nazionalità, una grande famiglia che lotta contro i<br>regimi di morte imposti in tutte le frontiere del mondo e che lotta per affermare il diritto di migrare, la libertà di<br>circolazione e la giustizia globale per tutti e tutte.</p>



<p>COSA SONO LE COMMEMORAZIONI<br>Le CommemorAzioni mirano a rilanciare le richieste, a porre fine all’assenza di giustizia, a rendere omaggio<br>a tutte le vittime del regime delle frontiere pericoloso e immorale, a ricordare i loro nomi, di là dalle cifre<br>disumanizzanti che sono ben al di sotto della realtà, senza dimenticare le tante persone che sono<br>scomparse nell’anonimato.<br>Le CommemorAzioni sono eventi commemorativi delle persone migranti decedute, scomparse o vittime di<br>sparizione forzata durante il loro viaggio attraverso le frontiere del mondo.<br>Il percorso nasce dalla collaborazione tra familiari e amici delle persone scomparse, in particolare nel<br>Mediterraneo, e gli attivisti impegnati a raccogliere le loro testimonianze e amplificare le loro rivendicazioni.<br>Questa collaborazione si è consolidata e rafforzata attorno alla creazione della pagina web Missing at the<br>Borders (https://missingattheborders.org)?utm_source=rss&utm_medium=rss nata per dare voce alle famiglie dei migranti e un&#8217;opportunità per<br>far ascoltare le loro storie.<br>Le CommemorAzioni sono momenti commemorativi e di protesta allo stesso tempo che mirano a costruire<br>collettivamente processi che possano supportare le famiglie nelle loro richieste di verità e giustizia riguardo<br>al destino dei loro cari.</p>



<p>Il processo delle CommemorAzioni si compone di due eventi:<br>COMMEMORAZIONI DECENTRATE e GRANDI COMMEMORAZIONI</p>



<p>Abbiamo scelto la data del 6 febbraio, giorno del massacro di Tarajal, come data simbolica per organizzare<br>ogni anno delle CommemorAzioni decentrate in tutti i paesi del mondo, per unificare tutte le lotte che molte<br>organizzazioni conducono ogni giorno con l’obiettivo di denunciare la violenza del massacro di Tarajal, dei<br>regimi delle frontiere del mondo e per chiedere verità, giustizia e riparazione per le vittime della migrazione e<br>per le loro famiglie.<br>Nel febbraio 2020, attivisti e famiglie si sono riuniti a Oujda, in Marocco, per organizzare la prima Grande<br>CommemorAzione e il 6 settembre 2022 a Zarzis, in Tunisia, per realizzare la seconda, al fine di continuare<br>il processo di costruzione della rete internazionale di parenti dei migranti morti, dispersi o vittime di sparizioni<br>forzate e di continuare la lotta per il diritto alla libertà di circolazione per tutti. Le Grandi CommemorAzioni si<br>svolgono ogni due anni, il 6 settembre, giorno in cui si ricorda il naufragio del 2012 avvenuto a pochi<br>chilometri da Lampedusa in cui scomparvero in mare oltre 50 persone.</p>
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		<title>2 agosto: commemoriamo il Samudaripen, il genocidio nazifascista dei rom e dei sinti</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Aug 2023 08:19:25 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Ervin Bajrami</p>



<p></p>



<p>Nella notte tra il 2 e il 3 agosto del &#8217;44  più di 500.000 persone periranno nelle camere a gas di Aushwitz Birkenau.</p>



<p>In Polonia, il 2 agosto scorso, con <em>Dikh He Na Bister</em> &nbsp;&#8211; Roma Genocide Remembrance &#8211; sono presenti più di 200 ragazze e ragazzi da 22 paesi diversi dell&#8217;Europa proprio per dire Dikh he na bister: &#8220;guarda e non dimenticare&#8221;.</p>



<p>Al rientro dal viaggio, il nostro amico attivista Ervin Bajrami ha deciso di fare alcune riflessioni importanti, che vi riportiamo, sulla situazione delle persone rom e sinte in Italia.</p>



<p><br>Casa: la questione casa e abitare sicuramente rimane una delle problematiche più grandi da affrontare in quanto ci ritroviamo con campi istituzionali creati ad hoc per le persone rifugiate dai Balcani (sistema adottato come unico) e che, ad oggi, ha portato alla terza generazione di ragazze e ragazzi che conoscono solo ed esclusivamente quel modo di abitare e non sono in grado di autodeterminarsi o hanno timore di lasciare quel sistema in quanto il mondo fuori non è dei migliori; anzi,  la propaganda politica a loro sfavore non ha fatto altro che incrementare la paura di uscire e ritrovarsi lontano dalla comunità. Ogni giorno assistiamo a sgomberi dai campi ma senza una soluzione alternativa e di conseguenza trasformiamo posti ritenuti &nbsp;&#8220;sicuri&#8221; (almeno per la comunità che si ritrova assieme) in gruppi di persone che, invece, si ritrovano in mezzo alla strada.&nbsp;</p>



<p><br>Lavoro: chi vive nel campo e ha la residenza all&#8217;interno di quest&#8217;ultimo fa una fatica enorme a trovare un posto di lavoro in quanto il campo è associato direttamente alla criminalità; quest&#8217;ultima esiste in questi ambiti, ma è una conseguenza che parte dal sistema -abitare in primis e sfocia in micro crimini dovuti alla mancanza di lavoro e diventa un&#8217;esigenza per sopravvivere creando, così, un cerchio infinito di causa/effetto.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="433" height="960" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17104" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 433w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ro-135x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 135w" sizes="(max-width: 433px) 100vw, 433px" /></a></figure></div>



<p><br>Scuola: l&#8217;istruzione è un altro tassello importante in quanto moltissimi bambini rom e sinti amano la scuola e vorrebbero un futuro che da sogno si trasforma in realtà, ma il sistema delle scuola <em>lacho drom</em>, che ha lasciato dietro di sé analfabeti, viene ancora usato come metodo e lo stigma verso i bambini rom e sinti non fa che alimentare la paura e l&#8217;abbandono come conseguenza.</p>



<p><br>Politica: la situazione politica non è favorevole al cambiamento in quanto anzitutto le persone rom e sinti non sono riconosciute come minoranza e nemmeno le atrocità del nazifascismo sono riconosciute e questo non permette ai nostri giovani di riconoscersi in un&#8217;identità storica e culturale precisa e di conseguenza o si nascondono per avere una possibilità nella vita oppure nasce l&#8217;odio interiorizzato verso la comunità maggioritaria, dovuto non solo alla narrazione sbagliata ma soprattutto perché quest&#8217;ultima è l&#8217;unica narrazione accessibile nel periodo scolastico. Non dimentichiamoci che lo stigma e i pregiudizi sono anche il pane quotidiano della politica per sviare la nazione da discorsi importanti oppure per creare un nemico contro il quale combattere (es: borseggiatrici).</p>



<p><br>Situazione Sociale: la situazione sociale è la conseguenza di tutte le altre categorie, quindi drammatica. Soluzione: parliamoci, parliamo con le persone interessate prima di prendere qualsiasi tipo di decisione. Iniziamo dal riconoscimento per poi trovare un sistema-abitare che vada bene per tutti e affinché questo accada, viste le differenze, è necessaria una legge quadro in base alla quale ogni Comune si adatta parlando con la comunità rom o sinta. Il sistema scolastico potrebbe introdurre anche la Memoria delle persone rom e sinte così come la Cultura e la Storia per far sì che i nostri ragazzi possano arricchirsi di nozioni positive anziché di odio. Creiamo legami, ponti, comunichiamo per comprendere le reali necessità senza adottare un sistema paternalistico che dall&#8217;alto ci dice come e quando dovremmo attuare le diverse proposte per poi scoprire che non vanno bene, sprecando risorse, energia e bene comune con di fatto un nonnulla in mano e un iter che ricomincia da zero. Chi né paga le conseguenze? Chi subisce passivamente tutto ciò, ogni volta? Torniamo a fare politica partendo dal basso, cercando di ascoltare e comprendere senza giudizi e pregiudizi i bisogni reali delle persone, torniamo ad essere comunità, allargata, con le proprie differenze, ma come ben abbiamo compreso in questi ultimi anni non vi è ricchezza più grande delle diversità e del suo contributo per diventare migliori come persone, come comunità e come Stato.</p>



<p></p>



<p>Se volete sostenere un progetto interessante riguardo al tema, cliccate qui:<a href=" https://www.produzionidalbasso.com/project/il-genocidio-dei-rom-e-la-scoperta-della-propria-identita/?fbclid=PAAaaQWcT8BQfJB4mO7RjbDWsc3aenSobWpS3-YCNCq2XVKR_DjvnaRcL2blw&utm_source=rss&utm_medium=rss"> https://www.produzionidalbasso.com/project/il-genocidio-dei-rom-e-la-scoperta-della-propria-identita/?fbclid=PAAaaQWcT8BQfJB4mO7RjbDWsc3aenSobWpS3-YCNCq2XVKR_DjvnaRcL2blw&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p></p>
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		<title>6 febbraio 2022 &#8211; MIGRARE È UN DIRITTO!</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Jan 2022 11:15:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giornata globale di lotta contro il regime di morte nelle frontiere e per esigere verità, giustizia e riparazione per le vittime della migrazione e per le loro famiglie Siamo parenti, amici e amiche di&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong><br></strong></p>



<p><em>Giornata globale di lotta contro il regime di morte nelle frontiere e per esigere verità, giustizia e riparazione per le vittime della migrazione e per le loro famiglie</em></p>



<p>Siamo parenti, amici e amiche di persone decedute, disperse e/o vittime di scomparsa forzata lungo le frontiere di terra o di mare, in Europa, in Africa, in America.</p>



<p>Siamo persone sopravvissute al tentativo di attraversare le frontiere alla ricerca di un futuro migliore.</p>



<p>Siamo cittadini/e solidali che offrono aiuto alle persone immigrate durante il viaggio fornendo loro soccorso medico, cibo, vestiti e supporto quando si trovano in situazioni di pericolo affinché il loro viaggio abbia un lieto fine.</p>



<p>Siamo attivisti che hanno raccolto le voci di queste persone immigrate prima che sparissero, che si adoperano per cercare di identificare i corpi senza nome nelle zone di confine e che danno loro una degna sepoltura.</p>



<p>Siamo una grande famiglia che non ha confini e non ha nazionalità, una grande famiglia che lotta contro i regimi di morte imposti in tutte le frontiere del mondo e che si batte per affermare il diritto di migrare, la libertà di circolazione e la giustizia globale per tutti e tutte.</p>



<p>Anno dopo anno assistiamo al massacro in atto nelle frontiere e nei luoghi di detenzione progettati per scoraggiare le partenze delle persone migranti. Non possiamo dimenticare queste vittime! Non vogliamo restare in silenzio di fronte a ciò che accade!</p>



<p>Per ciò abbiamo deciso di unire le nostre forze, nel rispetto delle singole diversità, per denunciare la violenza mortale dei regimi di frontiera del mondo e per commemorare le persone decedute, disperse e /o vittime di sparizione forzata nel Mar Mediterraneo, nel Sahara, lungo la rotta balcanica, nella Frontera Sur messicana, nel deserto di Arizona e ovunque nel mondo.</p>



<p>Accusiamo i responsabili di questo genocidio in corso: i governi che militarizzando il controllo delle frontiere interne ed esterne rendono sempre più pericolose le rotte migratorie.</p>



<p>Il 6 febbraio del 2014 la polizia di frontiera spagnola massacrò almeno 15 persone che cercavano di attraversare il confine verso l’enclave spagnola di Ceuta. Dopo anni di contenzioso legale i tribunali spagnoli hanno assolto gli agenti della Guardia Civil affermando che nessun reato è stato commesso.</p>



<p>Nessuna giustizia è stata ancora fatta nei confronti delle vittime e dei loro familiari!</p>



<p>Il 6 febbraio del 2019 alcuni gruppi di familiari di migranti deceduti, dispersi e/o vittime di sparizione forzata si sono incontrati a Oujda (Marocco) per la prima giornata di CommemorAzione delle vittime dell’immigrazione e di denuncia della violenza nelle frontiere.</p>



<p>La strage di Tarajal è il simbolo di ciò che accade ogni giorno da oltre 20 anni: vittime senza giustizia, tombe senza nome, confini senza diritti, per ciò a Oujda abbiamo deciso di continuare il percorso delle CommemorAzioni, ogni anno il 6 febbraio, per trasformare il dolore in un’azione collettiva.</p>



<p>Chiediamo a tutte le organizzazioni sociali e politiche, laiche e religiose, ai gruppi e collettivi dei parenti delle vittime della migrazione, ai singoli cittadini e cittadine di tutti i paesi del mondo di organizzare iniziative di protesta e sensibilizzazione in merito a questa situazione.</p>



<p>Vi invitiamo ad usare il logo riportato in alto, insieme ai vostri propri loghi, come elemento per evidenziare il collegamento tra tutte le diverse iniziative. Tutti gli eventi che si realizzeranno saranno pubblicati nella pagina Facebook&nbsp;<strong>Comemor-Action</strong></p>



<p>Facciamo appello alle reti che da molti anni organizzano eventi in occasione della strage di Tarajal, per unire le forze e connettere le diverse iniziative affinchè il 6 febbraio possa trasformarsi in una Giornata Globale di lotta contro il regime di morte nelle frontiere e per esigere verità, giustizia e riparazione per le vittime della migrazione e per le loro famiglie.</p>



<p><strong>Migrare per vivere, non per morire!</strong></p>



<p><strong>Sono persone non numeri!</strong></p>



<p><strong>Libertà di movimento per tutti e tutte!</strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/01/02/6-febbraio-2022-migrare-e-un-diritto/">6 febbraio 2022 &#8211; MIGRARE È UN DIRITTO!</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<title>Obama e Mandela: un ideale passaggio di testimone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2013 04:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un filo diretto lega il primo presidente nero americano al primo presidente nero sudafricano che ora non c&#8217;è più. Barack Obama ha pronunciato, ieri, un discorso intenso e profondo, in occasione della cerimonia in&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un filo<br />
diretto lega il primo presidente nero americano al primo presidente<br />
nero  sudafricano che ora non c&#8217;è più. Barack Obama ha pronunciato,<br />
ieri, un discorso intenso e profondo, in occasione della cerimonia in<br />
ricordo di Mandela a Johannesburg, in cui si sono avvertite,<br />
chiaramente, la commozione e la gratitudine per quel piccolo grande<br />
uomo che ha cambiato la Storia, che ha lottato per l&#8217;uguaglianza, che<br />
ha difeso la democrazia: ideali che il Presidente degli Stati Uniti<br />
vuole continuare ad affermare con forza, portando avanti<br />
quell&#8217;operato così importante per il bene di tutti e che Mandela ha<br />
esercitato per tutta la sua esistenza.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Vogliamo<br />
riportare il discorso tenuto da Obama perchè la scelta delle sue<br />
parole &#8211; e gli esempi dei grandi leader che ha citato &#8211; siano un<br />
monito per il nostro agire e per la politica e affinchè rimanga un<br />
po&#8217; di Madiba in ognuno di noi.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="font-weight: normal;">
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="more-9304"></a><strong>“Per<br />
Graça Machel e la famiglia Mandela, al Presidente Zuma e membri del<br />
governo, ai capi di Stato e di governo, passati e presenti, gli<br />
ospiti illustri – è un onore singolare di essere con voi oggi, per<br />
celebrare una vita diversa da qualsiasi altra…</strong></div>
<p>…Per<br />
il popolo del Sud Africa – persone di ogni razza e ceto sociale –<br />
il mondo vi ringrazia per la condivisione di Nelson Mandela con<br />
noi.La sua lotta è la vostra lotta.&nbsp;Il suo trionfo è stato il<br />
tuo trionfo.&nbsp;La vostra dignità e speranza trovarono espressione<br />
nella sua vita, e la vostra libertà, la vostra democrazia è la sua<br />
eredità amato.</p>
<p>E<br />
‘difficile per elogiare un uomo – per catturare in parole non<br />
solo i fatti e le date che fanno una vita, ma la verità essenziale<br />
di una persona – le loro gioie e dolori privati, ai momenti di<br />
quiete e qualità uniche che illuminano l’anima di qualcuno.</p>
<p>Quanto<br />
più difficile farlo per un gigante della storia, che si è<br />
trasferito una nazione verso la giustizia, e nel processo si<br />
trasferisce miliardi in tutto il mondo.</p>
<p>Nato<br />
durante la prima guerra mondiale, lontano dai corridoi del potere, un<br />
ragazzo cresciuto immobilizzare i bovini e istruito dagli anziani<br />
della sua tribù Thembu – Madiba sarebbe emerso come l’ultimo<br />
grande liberatore del 20 ° secolo.</p>
<p>Come<br />
Gandhi, che porterebbe un movimento di resistenza – un movimento<br />
che al suo inizio ha tenuto poche possibilità di successo.&nbsp;Come<br />
re, avrebbe dato potente voce alle rivendicazioni degli oppressi, e<br />
la necessità morale della giustizia razziale.</p>
<p>Avrebbe<br />
sopportare una reclusione brutale che ha avuto inizio al tempo di<br />
Kennedy e Krusciov, e ha raggiunto gli ultimi giorni della Guerra<br />
Fredda.&nbsp;Emergendo dal carcere, senza la forza delle armi,<br />
avrebbe – come Lincoln – tenere il suo paese insieme quando<br />
minacciava di rompersi.</p>
<p>Come<br />
padri fondatori dell’America, avrebbe eretto un ordinamento<br />
costituzionale di preservare la libertà per le generazioni future –<br />
un impegno per la democrazia e Stato di diritto ratificato non solo<br />
dalla sua elezione, ma dalla sua volontà di dimettersi dal potere.</p>
<p>Data<br />
la scansione della sua vita, e l’adorazione che egli giustamente<br />
guadagnato, si è tentati poi ricordare Nelson Mandela come icona,<br />
sorridente e sereno, distaccato dalle vicende cattivo gusto degli<br />
uomini inferiori.&nbsp;Ma Madiba si è fortemente resistito un<br />
ritratto tale senza vita.</p>
<p>Invece,<br />
ha insistito per aver condiviso con noi i suoi dubbi e le paure, i<br />
suoi errori di calcolo insieme con le sue vittorie.&nbsp;”Non sono<br />
un santo», disse, «a meno che non si pensa di un santo, come un<br />
peccatore che continua a provarci.”</p>
<p>E<br />
‘proprio perché poteva ammettere di imperfezione – perché<br />
poteva essere così pieno di buon umore, anche male, nonostante i<br />
pesanti fardelli che portava – che abbiamo amato così.&nbsp;Non<br />
era un busto di marmo, era un uomo di carne e sangue – un figlio e<br />
il marito, un padre e un amico.&nbsp;Ecco perché abbiamo imparato<br />
tanto da lui, è per questo che possiamo imparare da lui ancora.</p>
<p>Per<br />
niente ha conseguito era inevitabile.&nbsp;Nell’arco della sua<br />
vita, vediamo un uomo che ha guadagnato il suo posto nella storia<br />
attraverso la lotta e l’astuzia, la persistenza e la fede.&nbsp;Egli<br />
ci dice che cosa è possibile, non solo nelle pagine dei libri di<br />
storia polverosi, ma nelle nostre vite.</p>
<p>Mandela<br />
ci ha mostrato il potere di azione, di rischiare in nome dei nostri<br />
ideali.&nbsp;Forse Madiba era giusto che ha ereditato “, una<br />
ribellione orgoglioso, un senso ostinato di equità” da suo<br />
padre.&nbsp;Certamente ha condiviso con milioni di neri e colorati<br />
sudafricani la rabbia nato, “mille offese, mille umiliazioni, mille<br />
momenti non ricordati … il desiderio di combattere il sistema che<br />
imprigionava la mia gente.”</p>
<p>Ma<br />
come altri primi giganti della ANC – i Sisulus e Tambos – Madiba<br />
disciplinato la sua rabbia, e incanalata il suo desiderio di<br />
combattere in organizzazione e le piattaforme, e le strategie di<br />
azione, così gli uomini e le donne potrebbero stand-up per la loro<br />
dignità.</p>
<p>Inoltre,<br />
ha accettato le conseguenze delle sue azioni, sapendo che in piedi<br />
fino agli interessi potenti e ingiustizie ha un prezzo.&nbsp;”Ho<br />
combattuto contro la dominazione bianca e ho combattuto contro la<br />
dominazione nera”, ha detto al suo processo 1964.&nbsp;”Ho<br />
accarezzato l’ideale di una società democratica e libera in cui<br />
tutte le persone vivano insieme in armonia e con pari opportunità. E<br />
‘un ideale che spero di vivere e di raggiungere., Ma se necessario,<br />
è un ideale per che sono pronto a morire. “</p>
<p>Mandela<br />
ci ha insegnato il potere di azione, ma anche di idee, l’importanza<br />
della ragione e degli argomenti, la necessità di studiare non solo<br />
quelli siete d’accordo, ma chi non lo fai.&nbsp;Ha capito che le<br />
idee non possono essere contenute da muri della prigione, o estinte<br />
dal proiettile di un cecchino.&nbsp;Girò il suo processo in un atto<br />
d’accusa di apartheid a causa della sua eloquenza e passione, ma<br />
anche la sua formazione come un avvocato.</p>
<p>Ha<br />
usato decenni in carcere per affinare le sue argomentazioni, ma anche<br />
per diffondere la sua sete di conoscenza ad altri nel movimento.&nbsp;E<br />
ha imparato la lingua ei costumi del suo oppressore modo che un<br />
giorno avrebbe potuto meglio trasmettere a loro come loro libertà<br />
dipendeva la sua.</p>
<p>Mandela<br />
ha dimostrato che l’azione e le idee non bastano, non importa<br />
quanto a destra, devono essere cesellato in leggi e istituzioni.</p>
<p>Lui<br />
era pratico, testando le sue convinzioni contro la superficie dura<br />
della circostanza e della storia.&nbsp;Su principi fondamentali era<br />
inflessibile, ed è per questo poteva respingere le offerte di<br />
liberazione condizionale, ricordando il regime dell’apartheid che<br />
“i detenuti non possono stipulare contratti.”&nbsp;Ma, come ha<br />
dimostrato nei negoziati scrupoloso per trasferire il potere e<br />
redigere nuove leggi, non aveva paura di compromettere per il bene di<br />
un obiettivo più grande.</p>
<p>E<br />
perché non era solo un leader di un movimento, ma un politico abile,<br />
la Costituzione che è emerso era degno di questa democrazia<br />
multirazziale, fedele alla sua visione di leggi che proteggono<br />
minoranza nonché i diritti di maggioranza, e le preziose libertà di<br />
ogni Sud Africano.</p>
<p>Infine,<br />
Mandela capì i legami che legano lo spirito umano.&nbsp;C’è una<br />
parola in Sud Africa-Ubuntu – che descrive il suo dono più grande:<br />
il suo riconoscimento che siamo tutti legati insieme in modi che<br />
possono essere invisibili a occhio, che c’è una unità per<br />
l’umanità; che otteniamo noi stessi, condividendo con noi gli<br />
altri, e la cura per chi ci circonda.&nbsp;Noi possiamo mai sapere<br />
quanto di questo era innata in lui, o quanto di è stata sagomato e<br />
brunito in una cella di isolamento scuro.</p>
<p>Ma<br />
ricordiamo i gesti, grandi e piccoli – introduzione suoi carcerieri<br />
come ospiti d’onore al suo insediamento, tenendo il passo in<br />
uniforme Springbok, girando strazio della sua famiglia in una<br />
chiamata a lottare contro l’HIV / AIDS – che ha rivelato la<br />
profondità della sua empatia e comprensione .&nbsp;Egli non solo ha<br />
incarnato Ubuntu, ha insegnato milioni di scoprire che la verità<br />
dentro di sé.</p>
<p>Ci<br />
è voluto un uomo come Madiba per liberare non solo il prigioniero,<br />
ma il carceriere e, per dimostrare che è necessario fidarsi degli<br />
altri in modo che possano fidarsi di voi, per insegnare che la<br />
riconciliazione non è una questione di ignorare un passato crudele,<br />
ma un mezzo di confrontarsi con l’inclusione, generosità e<br />
verità.&nbsp;Ha cambiato le leggi, ma anche i cuori.</p>
<p>Per<br />
il popolo del Sud Africa, per chi ha ispirato in tutto il mondo –<br />
la scomparsa di Madiba è giustamente un momento di lutto, e un tempo<br />
per celebrare la sua vita eroica.&nbsp;Ma credo che dovrebbe anche<br />
indurre in ciascuno di noi un momento di auto-riflessione.&nbsp;Con<br />
onestà, a prescindere dalla nostra stazione o circostanza, dobbiamo<br />
chiederci: quanto bene ho applicato le sue lezioni nella mia vita?</p>
<p>E<br />
‘una domanda che mi pongo – come uomo e come presidente.&nbsp;Sappiamo<br />
che, come il Sud Africa, gli Stati Uniti ha dovuto superare secoli di<br />
sottomissione razziale.&nbsp;Come era vero qui, ha preso il<br />
sacrificio di innumerevoli persone – conosciuti e sconosciuti –<br />
di vedere l’alba di un nuovo giorno.&nbsp;Michelle e io siamo i<br />
beneficiari di quella lotta.</p>
<p>Ma<br />
in America e Sud Africa, e paesi in tutto il mondo, non possiamo<br />
permettere che il nostro progresso nuvola del fatto che il nostro<br />
lavoro non è finito.&nbsp;Le lotte che seguono la vittoria di<br />
uguaglianza formale e suffragio universale non possono essere come<br />
piene di dramma e chiarezza morale di quelli che è venuto prima, ma<br />
non sono meno importanti.</p>
<p>Per<br />
tutto il mondo di oggi, vediamo ancora i bambini che soffrono la fame<br />
e le malattie, le scuole degradate, e poche prospettive per il<br />
futuro.&nbsp;In tutto il mondo oggi, uomini e donne sono ancora in<br />
carcere per le loro convinzioni politiche, e sono tuttora<br />
perseguitati per quello che sembrano, o come adorano, o che amano.</p>
<div style="line-height: 0.5cm;">
Anche<br />
noi, dobbiamo agire a favore della giustizia.&nbsp;Anche noi,<br />
dobbiamo agire in nome della pace.&nbsp;Ci sono troppi di noi che<br />
felicemente abbracciare l’eredità di Madiba della riconciliazione<br />
razziale, ma con passione resistere anche modeste riforme che<br />
avrebbero sfidare la povertà cronica e crescente disuguaglianza.&nbsp;</div>
<p>Ci<br />
sono troppi leader che sostengono la solidarietà con la lotta di<br />
Madiba per la libertà, ma non tollerano il dissenso dal loro stesso<br />
popolo.&nbsp;E ci sono troppi di noi che stanno in disparte,<br />
confortevole compiacimento o cinismo quando le nostre voci devono<br />
essere ascoltate.</p>
<p>Le<br />
questioni che abbiamo di fronte oggi – come promuovere<br />
l’uguaglianza e la giustizia, per difendere la libertà ei diritti<br />
umani, per porre fine dei conflitti e settario la guerra – non<br />
hanno risposte facili.&nbsp;Ma non c’erano risposte facili di<br />
fronte a quel bambino in Qunu.&nbsp;Nelson Mandela ci ricorda che<br />
sembra sempre impossibile fino a quando si è fatto.&nbsp;Sud Africa<br />
ci mostra che è vero.</p>
<p>Sud<br />
Africa ci mostra che possiamo cambiare.&nbsp;Possiamo scegliere di<br />
vivere in un mondo non definito dalle nostre differenze, ma le nostre<br />
speranze comuni.Possiamo scegliere un mondo non definito da<br />
conflitti, ma per la pace e la giustizia e di opportunità.</p>
<p>Non<br />
riusciremo mai a vedere artisti del calibro di Nelson Mandela di<br />
nuovo.Ma lasciatemi dire ai giovani dell’Africa, e dei giovani di<br />
tutto il mondo – si può fare il lavoro della sua vita tua.</p>
<p>Più<br />
di trent’anni fa, quando era ancora studente, ho imparato di<br />
Mandela e le lotte in questa terra.&nbsp;Si agita qualcosa in me.&nbsp;E<br />
mi ha svegliato alle mie responsabilità – per gli altri, e per me<br />
– e mi mise in un viaggio improbabile che mi trovi qui oggi.&nbsp;E<br />
mentre io sarò sempre a corto di esempio di Madiba, fa venire voglia<br />
di essere migliore.</p>
<p>Egli<br />
parla di ciò che è meglio dentro di noi.&nbsp;Dopo questo grande<br />
liberatore si riposa, quando siamo tornati alle nostre città e<br />
villaggi, e ricongiunto nostra routine quotidiana, cerchiamo di<br />
ricerca, quindi per la sua forza – per la sua grandezza di spirito<br />
– da qualche parte dentro di noi.</p>
<p>E<br />
quando la notte fa buio, quando l’ingiustizia pesa sui nostri<br />
cuori, o dei nostri migliori progetti sembrano fuori dalla nostra<br />
portata – pensare di Madiba, e le parole che lo hanno portato<br />
conforto tra le quattro mura di una cella:</p>
<p>Non<br />
importa quanto sia stretta la porta,<br />quanto piena di castighi la<br />
vita,<br />io sono il padrone del mio destino:<br />io sono il capitano<br />
della mia anima.</p>
<p>Che<br />
una grande anima che era.&nbsp;Ci mancherà profondamente.&nbsp;Che<br />
Dio benedica il ricordo di Nelson Mandela.&nbsp;Dio benedica il<br />
popolo del Sud Africa.”</p>
<div style="font-weight: normal;">
</div>
</div>
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