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	<title>comunicazioni Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Violato il diritto di difesa e alla comunicazione nel centro di detenzione per migranti di Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2020 08:48:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ASGI, Naga, LasciateCIEntrare e Mai più Lager – No ai CPR: ” Chi è trattenuto in un centro di detenzione ha il diritto di parlare con i suoi avvocati”. (Da asgi.it) Con una lettera&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2020/12/phone-969409_640_pixabay.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-42326"/></figure>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>ASGI, Naga, LasciateCIEntrare e Mai più Lager – No ai CPR: ” Chi è trattenuto in un centro di detenzione ha il diritto di parlare con i suoi avvocati”.</p></blockquote>



<p>(Da asgi.it)</p>



<p>Con una lettera inviata il 27 novembre 2020 <a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2020/12/2020_11_27_CPR_Milano_segnalazione-garanti-diritto-di-difesa.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">al Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale</a>, ai Garanti dei detenuti della Regione Lombardia e del Comune di Milano, <a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2020/12/2020_11_27_CPR_Milano_Segnalazione-tribunale.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">al Presidente del Tribunale di Milano e al Referente della Sezione Immigrazione e Stupefacenti-Ufficio del Giudice di Pace</a>, ASGI e Naga hanno denunciato diverse violazioni rilevate all’interno del centro per i rimpatri di Milano.</p>



<p><strong>A seguito di una quarantena disposta dal medico della struttura&nbsp;</strong>come conseguenza dell’accertata positività di due cittadini stranieri trattenuti, per tutto il periodo di svolgimento dell’isolamento fiduciario,&nbsp;<strong>sono state rilevate prassi&nbsp;illegali e fortemente lesive dei diritti fondamentali</strong>.</p>



<p>Misure che si inseriscono in un quadro già fortemente critico per quanto concerne le modalità di svolgimento dei colloqui con avvocati e la libertà di corrispondenza anche telefonica con il mondo esterno.&nbsp;</p>



<p>In particolare si è verificato che:</p>



<ul><li>A seguito della messa in quarantena della struttura per presenza di casi positivi COVID al suo interno, è stato<strong>&nbsp;impedito l’incontro dei detenuti con i rispettivi&nbsp; legali</strong>&nbsp;impedendo l’esercizio del diritto di difesa in sede di udienza di convalida o proroga del trattenimento e una corretta e continua informativa sulla propria condizione giuridica da parte del difensore. Ai difensori dei cittadini stranieri trattenuti è stato illegittimamente impedito da parte delle autorità competenti l’accesso e lo svolgimento di colloqui, rendendo di fatto impraticabile l’esercizio del diritto di difesa, diritto inviolabile e preminente tutelato dalla Costituzione non derogabile sulla base del presupposto del rischio sanitario.&nbsp;</li></ul>



<ul><li>È stata rilevata&nbsp;<strong>l’assenza di mediatori&nbsp;</strong>professionisti in loco.</li></ul>



<ul><li>È stata riscontrata<strong>&nbsp;la mancanza di riservatezza nel corso dei colloqui&nbsp;</strong>tra difensore e assistito alla luce della costante presenza delle autorità di pubblica sicurezza.&nbsp;</li></ul>



<ul><li>Durante il periodo dell’emergenza sanitaria è stata&nbsp;<strong>estesa la prassi del sequestro del proprio telefono</strong>&nbsp;<strong>anche a CPR dove precedentemente non era praticata</strong>. Il CPR di Milano non fa eccezione. Questo nonostante la legge preveda che agli stranieri trattenuti in un CPR “è assicurata in ogni caso la libertà di corrispondenza anche telefonica con l’esterno”. Una tale prassi evidentemente non tutela&nbsp; il diritto alla corrispondenza in entrata e in uscita e, di conseguenza, limita gravemente la possibilità di accedere all’informazione, al diritto di difesa, al diritto all’unità familiare, diritti che, nella contemporaneità, sono infatti legati alla possibilità di usufruire di molteplici forme di comunicazione telematica.</li></ul>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>“<em><strong>Esistono garanzie</strong>&nbsp;per coloro che vedono limitata la libertà personale nei luoghi di detenzione, eppure le misure recentemente adottate presso il CPR di Milano per l’isolamento sanitario hanno comportato gravi limitazioni dei diritti dei cittadini stranieri trattenuti</em>” hanno denunciato le associazioni.</p></blockquote>



<p>La Questura di Milano, per tramite dell’amministrazione del centro, ha dichiarato che il protocollo emergenziale è stato adottato dalla Prefettura a seguito di quarantena disposta dal medico della struttura come conseguenza dell’accertata positività di due cittadini stranieri trattenuti, circostanza che desta preoccupazione anche con riferimento all’adozione delle garanzie necessarie ad evitare la diffusione del virus tra i cittadini ristretti. Le misure limitative sarebbero quindi terminate il 30 novembre rilevata l’assenza di positività al tampone di controllo di tutte le persone trattenute.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Tuttavia, è verosimile che in un periodo come quello attuale, di emergenza sanitaria, quando il centro sarà nuovamente completamente operativo, si presenteranno nuovamente situazioni simili ed è quindi fondamentale ribadire alle autorità competenti la totale illegittimità delle misure limitative attuate.</p></blockquote>



<p>Quella verificatasi a Milano è una situazione ormai di fatto generalizzata, riscontrabile purtroppo in molti CPR di Italia e che va contrastata e denunciata.</p>



<p>Come abbiamo replicato all’amministrazione della struttura milanese, e segnalato all’amministrazione concedente, cioè la Prefettura, di fatto responsabile della struttura stessa,&nbsp;<strong>se le autorità competenti non possono garantire i diritti&nbsp;</strong>in questione anche in vigenza dei protocolli necessari per la tutela della salute delle persone trattenute, del personale e dei legali, riteniamo che<strong>&nbsp;i CPR&nbsp; debbano cessare la propria attività</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Non può infatti tollerarsi che vengano applicate – in una situazione che purtroppo non può dirsi emergenziale ma anzi sempre più ricorrente –&nbsp; ulteriori restrizioni all’esercizio delle&nbsp; già minime garanzie di tutela dei diritti fondamentali dei cittadini stranieri, presupposto alla base delle proteste degli ultimi giorni, in aggiunta a quelle ordinariamente praticate in tali centri, a nostro avviso in maniera illegittima sotto più profili.</p></blockquote>
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		<title>Iran. Rivolte, minacce e repressione</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 06:55:09 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="620" height="339" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/Iran.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13299" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/Iran.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 620w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/Iran-300x164.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></figure></div>



<p>Lo
scorso 24 novembre 2019 sono state effettuate le elezioni ad Hong
Kong dopo le proteste: i voti
nei distretti hanno premiato chi ha sostenuto la rivolta: questo
risultato spingerà la governatrice a trattare sulle richieste dei
giovani ribelli? Ma oggi vogliamo parlarvi di cosa sta accadendo in
Iran, altro Paese “caldo” in tema di diritti umani. 
</p>



<p>Le manifestazioni sono partite dopo il rincaro del costo della benzina (+ il 50% fino a 60 litri al mese, +300% sopra quella soglia) e i leader – quelli che vengono indicati come tali – rischiano l&#8217;impiccagione. Amnesty International ha dichiarato almeno 106 morti durante gli scontri tra manifestanti e Polizia in decine di città.  </p>



<p>Sebbene
il motivo principale delle proteste sia l&#8217;aumento dei prezzi del
carburante,&nbsp;<em>Al
Jazeera</em>&nbsp;<a href="https://www.aljazeera.com/news/2019/11/iran-protests-600-words-191118060831036.html?utm_source=rss&utm_medium=rss">racconta</a>&nbsp;di
un diffuso malessere nella popolazione a causa delle difficoltà
dell&#8217;economia iraniana, con posti di lavoro sempre più scarsi e un
tasso di inflazione superiore al 40%. Lo scorso 15 ottobre, il Fondo
monetario internazionale (FMI)&nbsp;<a href="https://www.reuters.com/article/us-iran-economy-imf/iran-economy-to-shrink-95-this-year-amid-tighter-us-sanctions-says-imf-idUSKBN1WU28M?utm_source=rss&utm_medium=rss">ha
previsto</a>&nbsp;una
contrazione nel 2019 dell&#8217;economia iraniana del 9,5% a causa
dell&#8217;impatto delle pesanti&nbsp;<a href="https://www.ilpost.it/2018/08/06/stati-uniti-reintrodotto-sanzioni-iran/?utm_source=rss&utm_medium=rss">sanzioni
economiche statunitensi</a>&nbsp;su
quasi tutti i settori dell&#8217;economia del paese, arrivate dopo la
criticata decisione del presidente americano Donald Trump di uscire
dall&#8217;accordo sul nucleare iraniano.

</p>



<p>
Il
giornale conservatore Kayhan, vicino alla Guida suprema Ali Khamenei
minaccia una repressione violenta per i “rivoltosi”, in
particolare dopo che un esponente delle Guardie della Rivoluzione
islamica e due guardie della milizia volontaria Basij sono state
accoltellate a morte a ovest della capitale, Teheran. L&#8217;accusa per i
presunti assassini è quella di “baghi”, ossia ribellione armata
contro le autorità e i principi della Repubblica islamica.</p>



<p>L&#8217;Alto Commissariato dell&#8217;ONU per i diritti umani si è detto “particolarmente allarmato dal fatto che l&#8217;uso di proiettili veri (contro i manifestanti) avrebbe provocato un numero significativo di morti”. In molte zone strategiche della capitale sono schierate forze dell&#8217;ordine antisommossa, la situazione negli ultimi  giorni appare più calma e Internet pare che ricomincerà a funzionare a patire dalle province.  </p>



<p>Teheran accusa sempre gli Stati Uniti di interferenza e, secondo il ministro degli Esteri, Mohammad Javad Zarif, “anche gli europei che sostengono i disordini saranno responsabili delle conseguenze delle loro pericolose provocazioni”.  </p>



<p>Minacce,
accuse e violazioni dei diritti umani: bisogna continuare a
monitorare la situazione in Iran anche perchè Khamenei
ha  etichettato i manifestanti che intraprendono azioni violente come
&#8220;criminali&#8221; e accusato &#8220;nemici stranieri&#8221; di
alimentare i disordini nel Paese.</p>
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