<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>concentramento Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/concentramento/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/concentramento/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Wed, 27 Jan 2021 07:59:18 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>concentramento Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/concentramento/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>27 gennaio. Giornata internazionale della Memoria: l&#8217;importanza della solidarietà e dei ricordi</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/01/27/27-gennaio-giornata-internazionale-della-memoria-limportanza-della-solidarieta-e-dei-ricordi/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/01/27/27-gennaio-giornata-internazionale-della-memoria-limportanza-della-solidarieta-e-dei-ricordi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2021 07:58:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Auschwitz]]></category>
		<category><![CDATA[campi]]></category>
		<category><![CDATA[concentramento]]></category>
		<category><![CDATA[deportazione]]></category>
		<category><![CDATA[documenti]]></category>
		<category><![CDATA[ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata memoria]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[nazifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Olocausto]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>
		<category><![CDATA[shoà]]></category>
		<category><![CDATA[Simon Wiesenthal]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15026</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Quest&#8217;anno Associazione per i Diritti umani ha chiesto a due gentili signore di raccontare la vicenda che hanno vissuto da piccole quando i loro genitori decisero di accogliere una famiglia di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/01/27/27-gennaio-giornata-internazionale-della-memoria-limportanza-della-solidarieta-e-dei-ricordi/">27 gennaio. Giornata internazionale della Memoria: l&#8217;importanza della solidarietà e dei ricordi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-6-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15028" width="419" height="559" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-6-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-6-1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-6-1-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-6-1-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-6-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 419px) 100vw, 419px" /></figure>



<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Quest&#8217;anno <strong><em>Associazione per i Diritti umani </em></strong>ha chiesto a due gentili signore di raccontare la vicenda che hanno vissuto da piccole quando i loro genitori decisero di accogliere una famiglia di ebrei, i Barda, e le ringrazia tantissimo per questi preziosi ricordi che hanno voluto condividere con i nostri lettori.</p>



<p>Si trattava di una famiglia di ebrei originari della Libia, abitanti però da tantissimo a Parigi (da qualche ricevuta rimasta risulta che abitassero del XIX Arrondissement); probabilmente la loro attività era il commercio di profumi.</p>



<p>Dalla Francia (come è noto occupata nel 1940 dalla Germania) riuscirono a venire in Italia, nella primavera o nell&#8217;autunno del 1942. Consigliati dai loro cugini (Jules e Michel) giunsero ad Asso, in provincia di Como, dove ancora oggi è ubicata la villa della famiglia accogliente. Prima dell&#8217;8 settembre 1943 l&#8217;Italia poteva rappresentare la salvezza. E così fu fino a quando le cose cambiarono.</p>



<p>La famiglia Barda era composta da cinque persone: i genitori Salomon e Marie, entrambi avanti negli anni, e dai tre figli, tutti nel pieno della gioventù, Roger, Lionel e Jacqueline. Vivevano in cinque ammassati in una unica stanza!</p>



<p>Tra difficoltà e stenti vari, che più o meno tutti gli italiani hanno sopportato negli anni della guerra, si arrivò forse alla fine del 1943 quando la Germania, divenuta paese occupante, intensificò arresti e deportazioni: a un certo punto il maresciallo dei carabinieri del paese venne in soccorso e decise di mettere in allerta la famiglia Barda e la famiglia accogliente del pericolo incombente per la famiglia ebrea, aggiungendo di avere notizia che sarebbe quanto prima arrivata una &#8220;spedizione&#8221; e che era ormai urgente raccomandare a questi signori di mettersi al riparo in Svizzera. Si trattava di un percorso ben collaudato: si attraversavano le montagne vicine, poi il lago di Como in un punto stretto, poi si risaliva al Bisbino e lì si giungeva al confine e alla salvezza. A guidare di volta in volta i vari gruppi c&#8217;era il parroco di Sormano, Don Confalonieri , persona di grande generosità e di grande coraggio.</p>



<p>I Barda furono veramente sfortunati: qualcuno, infatti, informò i tedeschi e il gruppetto venne fermato e arrestato ormai vicino al lago. Non è mai stato accertato il nome della spia. In paese si pensava a una certa persona, un&#8217;ausiliaria della R.S.I. (Repubblica Sociale Italiana).</p>



<p>Insieme ai Barda fu arrestato anche Don Confalonieri. Il parroco di Asso, Monsignor Don Primo Discacciati, accorse a San Vittore e riuscì a riportare a casa il sacerdote.</p>



<p>Alla fine della guerra arrivarono le tremende notizie, i filmati, le testimonianze.</p>



<p>Nel 1946, all&#8217;incirca, una giovane signora dichiarò di essere un&#8217;infermiera dell&#8217;ospedale di Modena e ci chiese notizie di Lionel, che era stato in ospedale perché ferito durante un tentativo di fuga dal campo di raccolta di Fossoli da dove partivano i convogli verso i campi di concentramento di Germania e Polonia.</p>



<p>Più tardi, ad Asso, si venne a sapere che uno dei due cosiddetti &#8220;cugini&#8221;, Jules o Michel, si era salvato stando nascosto e che non aveva nessuna notizia della famiglia Barda. Passava il tempo, ma non si è mai avuto dubbio che per loro fosse finita tragicamente, altrimenti si sarebbero fatti vivi. Infatti: molto tempo dopo Simon Wiesenthal cominciò a fare ricerche, una delle due signore di Asso gli scrisse e rispose che tutti e cinque erano deceduti ad Auschwitz.</p>



<p>Nel 1991 uscì un testo definitivo: &#8220;Il libro della memoria&#8221; una grandiosa raccolta di dati ad opera di Liliana Picciotto Fargion, editore Mursia: a pagina 125 si trovano i dati relativi a Roger, Jacqueline, Lionel. Sulla stessa pagina: Salomone, il padre, e a pag. 321 Renata Hannuna, nome da ragazza della madre Marie. Manca la data di morte dei tre figli; c&#8217;è invece quella dei genitori che, essendo anziani, furono soppressi all&#8217;arrivo al campo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-5-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15030" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-5-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-5-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-5-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-5-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-5-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/01/27/27-gennaio-giornata-internazionale-della-memoria-limportanza-della-solidarieta-e-dei-ricordi/">27 gennaio. Giornata internazionale della Memoria: l&#8217;importanza della solidarietà e dei ricordi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/01/27/27-gennaio-giornata-internazionale-della-memoria-limportanza-della-solidarieta-e-dei-ricordi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“LibriLiberi”. Io non mi chiamo Miriam</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/10/22/libriliberi-io-non-mi-chiamo-miriam/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/10/22/libriliberi-io-non-mi-chiamo-miriam/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Oct 2017 08:30:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[LibriLiberi]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[900]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[autrice]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[campi]]></category>
		<category><![CDATA[casa editrice]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[concentramento]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[deportazione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[esperimenti]]></category>
		<category><![CDATA[etnia]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[generazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[Iononmichiamo Miriam]]></category>
		<category><![CDATA[Iperborea]]></category>
		<category><![CDATA[kapò]]></category>
		<category><![CDATA[lager]]></category>
		<category><![CDATA[leggere]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[lingua]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Mengele]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[negazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Olocausto]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=9668</guid>

					<description><![CDATA[<p>E&#8217; difficile e doloroso aprire i cassetti della Memoria, ma prima o poi, bisogna farlo. A ottantacinque anni, Miriam tiene sempiaperti gli armadietti della cucina, tra le mura rassicuranti della sua abitazione in Svezia.&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/10/22/libriliberi-io-non-mi-chiamo-miriam/">“LibriLiberi”. Io non mi chiamo Miriam</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/io-non-mi-chiamo-miriam-ebook.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9669" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/io-non-mi-chiamo-miriam-ebook.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/io-non-mi-chiamo-miriam-ebook.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/io-non-mi-chiamo-miriam-ebook-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/io-non-mi-chiamo-miriam-ebook-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/io-non-mi-chiamo-miriam-ebook-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>E&#8217; difficile e doloroso aprire i cassetti della Memoria, ma prima o poi, bisogna farlo. A ottantacinque anni, Miriam tiene sempiaperti gli armadietti della cucina, tra le mura rassicuranti della sua abitazione in Svezia. “Sua”: che cosa è davvero suo, se non lo è neanche il nome?</p>
<p>Una verità nascosta per decenni, ritorna a galla e diventa testamento morale per la nipote Camilla e per tutti i lettori del romanzo intitolato <i>Io non mi chiamo Miriam</i>, della scrittrice Majgull Axelsson (anche giornalista e drammaturga), edito da Iperborea. Il vero nome della protagonista è Malika, una ragazzina Rom sopravvissuta all&#8217;inferno di Auschwitz e Ravensbruck. Questa è la verità.</p>
<p>Lo stile del testo è quasi cinematografico, con dissolvenze incrociate che accompagnano il lettore attraverso le epoche, dagli anni &#8217;40 all&#8217;attualità, tramite una precisa ricerca dei dettagli degli ambienti, dei costumi, degli interni e delle atmosfere. Prima una donna anziana e sola, Miriam/Malika, che ha paura di destare i ricordi e poi la giovane Camilla, madre di Sixten. Donne, molte donne: si può quasi dire che sia un racconto al femminile in cui, tra nonna e nipote entrambe madri, si alternano figure femminili positive e negative, reali e ricordate, ma tutte forti, tenaci, sagge. Gli uomini restano sullo sfondo (il marito di Miriam, Olof, il figliastro tanto amato, Thomas, ma anche il famigerato Dott. Mengele), uomini positivi e negativi, reali e ricordati, ma tutti poco forti, poco saggi, tenaci solo nel loro intento di costruire una vita basata sull&#8217;amnesia o in quello di distruggere esistenze innocenti. Innocenti sono solo le persone che appartengono alle nuove generazioni, ignare loro malgrado di quel terribile Passato che ha segnato il &#8216;900, ignare soprattutto del fatto che l&#8217;Olocausto può essere più vicino di quanto si immagini.</p>
<p>Ogni capitolo del libro, corredato di titolo, è impreziosito anche da versi poetici (“Mi domando continuamente: perchè questi popoli sono così poveri? Forse perchè non ci sono più gli schiavi?”, Margarete Himmler) che anticipano le parti narrative; il focus del libro riguarda lo sterminio dei Rom durante gli anni del nazismo, un fatto di cui poco si parla.</p>
<p>Malika, è Rom, ha una famiglia, una lingua, una tradizione culturale e religiosa, ma per salvarsi, deve rinunciare a tutto, è costretta a negare la propria identità per vivere l&#8217;esistenza di un&#8217;altra ragazza, ebrea. Ritorna il tema di Primo Levi, il senso di colpa per essere sopravvissuta (a differenza della cugina Anjuska e dell&#8217;adorato fratello/figlio Didi); Miriam costringe se stessa a mentire, a soffocare i propri sentimenti, a indossare una maschera&#8230;Ma che vita può essere questa? Tanti sono gli interrogativi posti da questo romanzo: interrogativi che riguardano molti di coloro che sono costretti, anche oggi, a ripudiare le proprie origini, le proprie radici per cercare un Futuro diverso, sereno. E che riguardano anche noi che abbiamo il dovere di accoglierli.</p>
<p>La parte centrale del libro è atroce e non può che non essere così: vengono narrate le torture fisiche e psicologiche perpretate nei campi di concentramento contro donne, uomini e bambini. Inutile ripetere quanto sia stata banale, ovvero vuota di senso e “normalizzata”, quella violenza, quella cattiveria, quella ragionata follia. Vengono riportati fatti storici accaduti realmente, come la rivolta dei Rom contro le SS in un primo momento riuscita e successivamente sedata con la morte di migliaia di loro; viene rievocata la famigerata “ricerca scientifica” di Mengele sul Noma, una pratica talmente orribile che qui non la vogliamo riportare di nuovo.</p>
<p>Durante la lettura, l&#8217;elemento naturale, concede qualche momento di sollievo: una Natura che si rigenera continuamente, che sottolinea la fede nel ciclo vitale, ma che resta impassibile ad osservare il Male a cui può arrivare l&#8217;Essere umano.</p>
<p>Un romanzo/memento, quindi, che mescola l&#8217;indagine accurata con un lirismo consolatorio, rabbia e dolcezza, consigliato per nutrire quella coscienza storica e collettiva spesso vilmente annacquata da rigurgiti di bassa politica.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/10/22/libriliberi-io-non-mi-chiamo-miriam/">“LibriLiberi”. Io non mi chiamo Miriam</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/10/22/libriliberi-io-non-mi-chiamo-miriam/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il giorno della Memoria è ogni giorno</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/01/27/il-giorno-della-memoria-e-ogni-giorno/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/01/27/il-giorno-della-memoria-e-ogni-giorno/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2016 06:23:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[alunni]]></category>
		<category><![CDATA[campi]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[concentramento]]></category>
		<category><![CDATA[damagogia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[deportazione]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[ebraico]]></category>
		<category><![CDATA[ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[giornata]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[Olocausto]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[shoà]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=5149</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; Care amiche, cari amici oggi, 27 gennaio, ricorre il Giorno della Memoria per riflettere sulla Shoà. E noi vogliamo farlo attraverso il linguagio, poetico e potente dell&#8217;Arte: vi proponiamo due video dell&#8217;artista israeliana&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/01/27/il-giorno-della-memoria-e-ogni-giorno/">Il giorno della Memoria è ogni giorno</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Care amiche, cari amici</p>
<p>oggi, 27 gennaio, ricorre il Giorno della Memoria per riflettere sulla Shoà. E noi vogliamo farlo attraverso il linguagio, poetico e potente dell&#8217;Arte: vi proponiamo due video dell&#8217;artista israeliana Ilana Yahav che – lavorando con le mani e con la sabbia – crea, piano piano, immagini che prendono vita, che si compongono in figure evocative e magiche che parlano del dramma dell&#8217;Olocausto con profondità e delicatezza.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/th-15.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5150" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5150" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/th-15.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (15)" width="299" height="239" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ringraziamo moltissimo la Comunità ebraica di Milano – la giornalista Ilaria Myr e il direttore Fiona Diwan – per averci mandati i link seguenti con i video dell&#8217;artista.</p>
<p>Ma l&#8217;Associazione per i Diritti umani ha deciso di dedicare i post dei prossimi giorni anche ad altri genocidi “dimenticati” e ancora in corso: ricordare sul recente Passato, si dice, deve servire a costruire un Futuro migliore, per tutti. Ma quali sono state le fondamenta del nazifascismo? Quali sono stati i criteri con cui si sono deportati e uccisi milioni di persone? Quali sono i motivi per cui l&#8217;Europa, oggi, non riconosce i diritti fondamentali di altre popolazioni ed etnie? Quali erano gli slogan demagogici e populisti di ieri e quali quelli di oggi?</p>
<p>Aiutiamo i nostri ragazzi, le nuove generazioni a riflettere nel modo corretto, perchè loro sì che hanno ancora la possibilità di cambiare la mentalità – e quindi i comportamenti, anche nel quotidiano – e creare una società basata sul rispetto, sull&#8217;uguaglianza e sulla giustizia</p>
<p>E ora eccovi i link delle opere/video di Ileana Yahav:</p>
<p><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><a href="http://www.mosaico-cem.it/media/sand-shoa?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.mosaico-cem.it/media/sand-shoa?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><a href="http://www.mosaico-cem.it/media/shoah-sand-seconda-parte?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.mosaico-cem.it/media/shoah-sand-seconda-parte?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span></span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/01/27/il-giorno-della-memoria-e-ogni-giorno/">Il giorno della Memoria è ogni giorno</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/01/27/il-giorno-della-memoria-e-ogni-giorno/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
