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	<title>confini Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Via libera della corte albanese all&#8217;accordo Italia-Albania</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 15:26:45 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="960" height="960" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17406" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></figure>



<p>&#8220;<em>Migranti, patto Italia-Albania: sì dalla Corte costituzionale albanese all’accordo.<br><br>Cinque giudici supremi su nove non si oppongono all’intesa Roma-Tirana sui centri temporanei di accoglienza. Ora l’ultimo passaggio parlamentare in Albania, poi l’implementazione dell’accordo.<br><br>la Corte costituzionale albanese vota a favore dell’accordo per la realizzazione dei centri di accoglienza dei migranti siglato dai governi italiano e albanese. A sostenerlo è una nota della Consulta che conferma così le anticipazioni del Corriere.<br><br><img alt="&#x1f538;" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/15.0/1f538/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">La decisione<br>Secondo le fonti 5 giudici – su 9 – della Consulta locale hanno stabilito che l’intesa siglata a Roma dai premier Giorgia Meloni ed Edi Rama risulta «conforme» alla costituzione albanese. Dopo questo pronunciamento e un veloce passaggio parlamentare l’accordo potrà entrare in vigore.<br><br><img alt="&#x1f538;" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/15.0/1f538/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Le motivazioni<br>«La Corte ha valutato che il “protocollo sulla migrazione” non stabilisce confini territoriali e neppure altera l’integrità territoriale della Repubblica d’Albania, pertanto non costituisce un accordo relativo al territorio dal punto di vista fisico», si legge nella nota ufficiale. E ancora: «La Corte ha valutato che nelle due zone in cui agisce il protocollo, si applica il diritto albanese, oltre al diritto italiano» e che «la Corte ha constatato che per i diritti e le libertà umane opera una giurisdizione duplice, il che significa che la giurisdizione italiana nelle due zone in questione non esclude la giurisdizione albanese». L’accordo, poi, «non crea nuovi diritti e libertà costituzionali e non impone restrizioni aggiuntive ai diritti e alle libertà umane esistenti, al di là di quanto previsto dall’ordinamento giuridico albanese».<br><br><img alt="&#x1f538;" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/15.0/1f538/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Il patto<br>Lo scorso novembre Meloni e Rama hanno siglato l’intesa che prevede la realizzazione in Albania di due centri per l’identificazione e l’accoglienza dei migranti salvati nel Mediterraneo. La prima struttura, quella di «registrazione», secondo l’accordo dovrebbe sorgere al porto di Shëngjin, nel nord del Paese, mentre nell’entroterra dovrebbe essere costruito un centro di permanenza a Gjadër. Tirana si è offerta di accogliere fino a 3 mila migranti in attesa di sapere se possono mettere piede nel territorio italiano o devono essere rimpatriati, il tutto a spese di Roma. Il protocollo ha una validità di cinque anni, prorogabili automaticamente di altri cinque in assenza di rilievi da parte italiana o albanese.<br><br><img alt="&#x1f538;" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/15.0/1f538/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Il ricorso<br>L’accordo era stato però fortemente osteggiato dall’opposizione albanese che, dopo aver raccolto le firme necessarie, aveva portato il patto Roma-Tirana alla Corte costituzionale. Il 13 dicembre scorso i giudici albanesi hanno ammesso il ricorso e lo scorso 18 gennaio hanno iniziato a esaminarlo. Due i punti da chiarire, in particolare: il presunto mancato rispetto della procedura di negoziazione e firma e la possibile violazione dei diritti umani.<br><br><img alt="&#x1f538;" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/15.0/1f538/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Il voto<br>Negli ultimi giorni la Consulta ha poi ricevuto ulteriori documenti dalla parte ricorrente – oltre alle «memorie» difensive del governo – e dopo diverse ore di confronto, anche acceso, 5 giudici non muovono obiezioni all’accordo, gli altri 4 sì.&#8221;</em></p>
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		<title>6 febbraio. Giornata mondiale di lotta contro il regime di morte alle frontiere</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jan 2024 16:31:08 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/6f.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="765" height="228" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/6f.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17369" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/6f.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 765w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/6f-300x89.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 765px) 100vw, 765px" /></a></figure>



<p>6 febbraio 2024 &#8211; Decimo anniversario</p>



<p>La loro vita, la nostra luce. Il loro destino, la nostra indignazione. Aprite le frontiere!<br>Giornata mondiale di lotta contro il regime di morte alle frontiere e per esigere verità, giustizia e riparazione per le vittime della migrazione e per le loro famiglie.<br>Il 6 febbraio 2014, più di 200 persone, partite dalle coste marocchine, tentarono di raggiungere a nuoto la spiaggia di Tarajal, nell&#8217;enclave spagnola di Ceuta. Per evitare che arrivassero in “terra spagnola”, la Guardia Civil utilizzò strumenti antisommossa e anche i militari marocchini presenti non soccorsero le persone che stavano annegando davanti a loro. Quindici corpi furono ritrovati sul versante spagnolo, decine di altri scomparvero, i sopravvissuti furono respinti, alcuni morirono sul versante marocchino.<br>Sono passati dieci anni dal massacro di Tarajal.<br>Dieci anni durante i quali il numero dei morti e dei dispersi ha continuato ad aumentare, nel Mediterraneo e sulla rotta delle Canarie, all&#8217;interno dei confini interni dell&#8217;UE, sulla Manica, ai confini orientali, lungo la rotta dei Balcani, e ancora nel Deserto del Sahara e lungo qualsiasi altra traiettoria di mobilità. Il regime delle frontiere ha mostrato ancora una volta il suo volto cinico in maniera del tutto disinibita nel 2023, durante il naufragio di Cutro, quando nella notte del 25 febbraio morirono 94 persone e almeno altre 11 scomparvero a pochi metri dalle coste italiane, sotto lo sguardo impassibile di Frontex e delle autorità italiane, ancora il 14 giugno quando più di 600 persone scomparvero per sempre al largo di Pylos, in Grecia e come il 23 aprile 2022, quando un&#8217;imbarcazione con 90 persone a bordo affondò al largo delle coste libanesi.<br>Dieci anni durante i quali le associazioni, le famiglie e tutti coloro i quali si battono per il diritto alla mobilità per tutti e tutte hanno continuato a chiedere verità e giustizia per queste vittime, a evidenziare le responsabilità dirette e indirette del regime delle frontiere, a lavorare per dimostrare queste responsabilità e sostenere le famiglie e i propri cari nel doloroso percorso di<br>ricerca dei dispersi e di identificazione delle vittime.<br>In occasione del decimo anniversario del massacro di Tarajal, ribadiamo l&#8217;appello lanciato lo scorso anno, con l&#8217;auspicio che ancora più organizzazioni, associazioni, famiglie e attivisti si uniscano a questo processo delle CommemorAzioni decentrate che si svolgono ogni anno il 6 febbraio, affinché questa mobilitazione transnazionale diventi sempre più diffusa, sempre più visibile nello spazio pubblico e riesca a riunire sempre più persone.<br>Chiediamo a tutte le organizzazioni sociali e politiche, laiche e religiose, ai gruppi e collettivi di parenti delle vittime delle migrazioni, ai singoli cittadini e cittadine di tutti i Paesi del mondo di organizzare intorno al 6 febbraio iniziative di protesta e sensibilizzazione.<br>Vi invitiamo a utilizzare il logo riportato in alto, così come i vostri loghi, come elemento per evidenziare il collegamento tra tutte le diverse iniziative. Tutti gli eventi che si realizzeranno saranno pubblicati sul gruppo e sulla pagina Facebook “Commemor-Action”.</p>



<p><br>Per aderire all’appello potete scrivere a: globalcommemoraction@gmail.com<br>Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/330380128977418/?utm_source=rss&utm_medium=rss<br>Pagina Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=100076223537693&utm_source=rss&utm_medium=rss<br>Pagina delle precedenti CommemorAzioni: https://missingattheborders.org/news?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p><br>Migrare per vivere, non per morire! Sono persone, non numeri!</p>



<p>Libertà di movimento per tutti!</p>



<p>CHI SIAMO<br>Siamo parenti, amici e amiche di persone decedute, disperse e/o vittime di sparizioni forzate lungo le<br>frontiere di terra e di mare, in Europa, Africa e America.<br>Siamo persone sopravvissute al tentativo di attraversare le frontiere in cerca di un futuro migliore.<br>Siamo cittadini/e solidali che offrono aiuto alle persone immigrate durante il loro viaggio fornendo assistenza<br>medica, cibo, vestiario e sostegno quando si trovano in situazioni pericolose affinché il loro viaggio vada a<br>buon fine.<br>Siamo attivisti che hanno raccolto le voci di queste persone prima della loro scomparsa, che si impegnano a<br>identificare i corpi senza nome nelle zone di confine e che danno loro una sepoltura dignitosa.<br>Siamo una grande famiglia che non ha né confini né nazionalità, una grande famiglia che lotta contro i<br>regimi di morte imposti in tutte le frontiere del mondo e che lotta per affermare il diritto di migrare, la libertà di<br>circolazione e la giustizia globale per tutti e tutte.</p>



<p>COSA SONO LE COMMEMORAZIONI<br>Le CommemorAzioni mirano a rilanciare le richieste, a porre fine all’assenza di giustizia, a rendere omaggio<br>a tutte le vittime del regime delle frontiere pericoloso e immorale, a ricordare i loro nomi, di là dalle cifre<br>disumanizzanti che sono ben al di sotto della realtà, senza dimenticare le tante persone che sono<br>scomparse nell’anonimato.<br>Le CommemorAzioni sono eventi commemorativi delle persone migranti decedute, scomparse o vittime di<br>sparizione forzata durante il loro viaggio attraverso le frontiere del mondo.<br>Il percorso nasce dalla collaborazione tra familiari e amici delle persone scomparse, in particolare nel<br>Mediterraneo, e gli attivisti impegnati a raccogliere le loro testimonianze e amplificare le loro rivendicazioni.<br>Questa collaborazione si è consolidata e rafforzata attorno alla creazione della pagina web Missing at the<br>Borders (https://missingattheborders.org)?utm_source=rss&utm_medium=rss nata per dare voce alle famiglie dei migranti e un&#8217;opportunità per<br>far ascoltare le loro storie.<br>Le CommemorAzioni sono momenti commemorativi e di protesta allo stesso tempo che mirano a costruire<br>collettivamente processi che possano supportare le famiglie nelle loro richieste di verità e giustizia riguardo<br>al destino dei loro cari.</p>



<p>Il processo delle CommemorAzioni si compone di due eventi:<br>COMMEMORAZIONI DECENTRATE e GRANDI COMMEMORAZIONI</p>



<p>Abbiamo scelto la data del 6 febbraio, giorno del massacro di Tarajal, come data simbolica per organizzare<br>ogni anno delle CommemorAzioni decentrate in tutti i paesi del mondo, per unificare tutte le lotte che molte<br>organizzazioni conducono ogni giorno con l’obiettivo di denunciare la violenza del massacro di Tarajal, dei<br>regimi delle frontiere del mondo e per chiedere verità, giustizia e riparazione per le vittime della migrazione e<br>per le loro famiglie.<br>Nel febbraio 2020, attivisti e famiglie si sono riuniti a Oujda, in Marocco, per organizzare la prima Grande<br>CommemorAzione e il 6 settembre 2022 a Zarzis, in Tunisia, per realizzare la seconda, al fine di continuare<br>il processo di costruzione della rete internazionale di parenti dei migranti morti, dispersi o vittime di sparizioni<br>forzate e di continuare la lotta per il diritto alla libertà di circolazione per tutti. Le Grandi CommemorAzioni si<br>svolgono ogni due anni, il 6 settembre, giorno in cui si ricorda il naufragio del 2012 avvenuto a pochi<br>chilometri da Lampedusa in cui scomparvero in mare oltre 50 persone.</p>
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		<title>Trieste. La piazza del mondo</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Sep 2023 09:59:18 +0000</pubDate>
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<p>Pubblichiamo una parte dell&#8217;importante reportage di Luca Greco che ringraziamo molto per aver deciso di condividere con Associazione Per i Diritti umani alcune sue immagini e le sue riflessioni. Reportage che documenta le condizioni dei migranti che provengono dalla rotta balcanica e che vengono aiutati da Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi, fondatori dell&#8217;associazione &#8220;Linea d&#8217;ombra&#8221;; reportage che si fa denuncia e testimonianza diretta della violazione dei diritti umani per i migranti. Facciamo che diventi un appello per la politica e per ognuno di noi. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p1-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17137" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p1-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p1-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p1-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>La piazza del mondo ti accoglie appena esci dalla stazione ferroviaria di Trieste.<br>E subito ti colpisce.<br>Colpisce per gli sguardi di chi la abita e per l&#8217;indifferenza di chi ci passa accanto e non ci entra.<br>E come se tutt&#8217;attorno fosse circondata da un muro invisibile. E dentro ci sono loro: decine e decine di giovani uomini con il viso stravolto ed i piedi distrutti. Che in silenzio aspettano: ci sono infermiere che curano le loro ferite mentre altri volontari distribuiscono tagliandi per avere cibo, scarpe e coperte. Ben sapendo che cibo, scarpe e coperte non basteranno per tutti.<br>Alcuni ingannano l&#8217;attesa giocando con un pallone. Altri pregano o provano a chiamare casa. Altri ancora cuciono i nomi di chi non c&#8217;è più in quello che qui viene chiamato il &#8220;lenzuolo della memoria&#8221;.<br>E poi arriva Mohamed, un bimbo afgano di 9 anni che quasi riesce più a muoversi. Ha appena attraversato il confine camminando. Tanta parte della piazza si precipita e lo circonda, cercando di farlo ridere per distrarlo dal dolore delle piaghe ai piedi.<br>Ma come si possono curare le ferite dell&#8217;anima?<br>La Piazza del Mondo comincia a riempirsi nel tardo pomeriggio, quando il sole comincia a calare. Gli abitanti della piazza hanno ormai acquisito l&#8217;arte dell&#8217;attesa. Si aspetta che vengano distribuiti i biglietti per la cena e quelli per i vestiti, si aspetta l&#8217;arrivo delle infermiere a cui mostrare le piaghe e le ferite, si aspetta l&#8217;arrivo di qualcuno con cui scambiare due parole. Si aspetta che il tempo passi o si trasformi. Si aspetta l&#8217;arrivo di qualcosa di nuovo. Si aspettano, ad esempio, gli scout.<br>Che proprio oggi, con il loro carico di energie e curiosità, sono arrivati. A giocare, a distribuire il cibo, a ricamare i nomi di chi non c&#8217;è più, ad ascoltare le storie di chi ha attraversato i Balcani a piedi ed a raccontare di come, anche loro spesso a piedi, sono arrivati a Trieste. Ventenni che accolgono loro coetanei. E così gli scout hanno riempito la piazza. Di vita e di risate.<br>In tutto questo, affamate ed impaurite, le persone continuano ad arrivare. E la piazza continua ad accogliere.<br>La Piazza del Mondo è una piazza partigiana.<br>Gian Andrea Franchi – fondatore assieme alla moglie Lorena Fornasir di &#8220;Linea d&#8217;ombra” – in proposito ha le idee chiarissime: la loro azione, il prendersi cura dell&#8217;altro, è un atto politico, non semplice volontariato. Curare i migranti, nutrirli e vestirli per consentire loro di riprendere il cammino, ovunque vogliano andare, è una critica diretta e frontale alla politica migratoria italiana ed europea. Laddove gli Stati costruiscono muri, loro gettano ponti. Restituiscono dignità ed umanità a chi, per colpa delle politiche liberiste e neocoloniali, è stato privato di tutto. Al centro della loro azione c&#8217;è la persona che, in quanto tale, è portatrice di diritti inalienabili.<br>La piazza è la dimostrazione concreta che un altro mondo, non solo è possibile ma necessario. E per il solo fatto di esistere, diventa un atto di resistenza. Culturale, politica ed umana.<br>A Kanvala ci accompagna Sohail che da 2 mesi dorme lì. Ed ecco che quello che loro chiamano il &#8220;Grand hotel&#8221; si mostra in tutta la sua drammatica e brutale violenza: zanzare, ratti, tafani. Qua e là spuntano alcune tende o altri ripari di fortuna. Niente acqua, né luce, né servizi igienici.<br>Questo enorme silos &#8211; di proprietà di coop alleanza 3.0 che, alla faccia del tanto decantato spirito cooperativo, ha denunciato i migranti per violazione di proprietà privata &#8211; è oggi abitato da circa 300 persone che vivono in condizioni disumane. Con la connivenza dello Stato e delle forze dell&#8217;ordine.<br>Kanvala rappresenta l&#8217;abisso dell&#8217;umanità ed il fallimento della politica guardiamo Sohail e gli chiediamo come sia possibile tornare tutte le notti in questo posto. Lui ci sorride, mi chiede una sigaretta e, mentre aspira, candido risponde: «non è per sempre, è solo per un po&#8217;. Presto o tardi me ne andrò da qui».<br>E così, mentre torniamo nella piazza del mondo, la &#8220;politica della cura&#8221; di Lorena assume ancora più significato. È lei a restituire dignità ai corpi dei migranti. Ed allora ricomincia la vita.<br>Ma Kanvala resta. Negli occhi e nel cuore.<br>La Piazza del Mondo ti obbliga a scegliere.<br>E quella di decidere a chi dare cibo, vestiti e coperte è una delle scelte più difficili da compiere.<br>Mani che chiedono, corpi che ti circondano fino a soffocare, sguardi che implorano: tutti hanno bisogno<br>di tutto. Ma tutto per tutti non c&#8217;è.<br>Ed è in quel momento che arriva il peso della scelta. Perché una scelta va comunque fatta.</p>



<p>Allora cerchi di individuare quelli appena arrivati, li riconosci dai piedi e dagli sguardi. Poi provi a capire le età delle persone, perché sai che minori e anziani hanno la priorità. E Poi, quanto tutti chiedono, ti accorgi che in un angolo della piazza, in disparte, c&#8217;è qualcuno che non riesce a chiedere. Ed allora sei tu ad andare da lui portando con te viveri e calzature.<br>Poi ti guardi le mani e capisci che hai finito tutto. E cerchi le parole per spiegarlo a quelli che sono rimasti senza niente e che si accalcano attorno a te pur sapendo che non c&#8217;è più nulla.<br>Nel mentre, nelle panchine della piazza, le mani delle infermiere continuano a curare i corpi e la dignità dei migranti. Perché gli arrivi continuano. E la solidarietà pure.<br>Shahid ha 25 anni ed è a Trieste da un qualche mese. Manca dal Pakistan da 6 anni. Per arrivare qui ha attraversato mezza Asia e mezza Europa: Iran, Turchia, Grecia, Macedonia, Serbia, Bosnia, Croazia, Slovenia. A piedi. Chiama spesso la madre e le sorelle per tranquillizzarle, loro non sanno che anche lui è uno degli ospiti del &#8220;Grand hotel Kanvala&#8221;. Vorrebbe fare il sarto, lo stesso lavoro che faceva in Pakistan.<br>In un inglese stentato, racconta la sua odissea: «Il viaggio è molto difficile, attraversare le montagne è molto difficile. molti sono morti. E quando vedi morire un compagno di viaggio non puoi dimenticarlo».<br>Sohail ha 26 anni e viene dal Kashmir. È partito a marzo. È stato costretto a lasciare casa: militava in un partito che chiedeva autonomia politica ed economica dall&#8217;India. La prima tappa del viaggio è il Pakistan.<br>A casa lascia il padre, 5 fratelli e 2 sorelle. Quello che guadagna non è sufficiente a mantenere la famiglia e per questo riparte.<br>«I confini più difficili da attraversare sono stati quello iraniano e quello bulgaro. In Iran ci hanno preso,<br>spogliato e ci hanno sparato con proiettili di gomma, in Bulgaria i militari usano cani che sono addestrati ad azzannarci».<br>L&#8217;ultima tappa del suo viaggio è l&#8217;Ungheria. Qui decide di pagare un passeur. «Eravamo in 26 nascosti in un camion. Non so da dove siamo passati perché eravamo rinchiusi e non potevamo guardare fuori.<br>Abbiamo viaggiato per 13 ore ed alla fine siamo arrivati qui».</p>



<p></p>



<p>&#8220;Mi chiamo Luca Greco e scrivo dalla provincia di Ferrara. Dal 14 al 19 agosto sono stato a Trieste, in piazza della libertà, dove Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi, i fondatori di &#8220;Linea d&#8217;ombra&#8221;, accolgono i migranti che arrivano dalla rotta balcanica. Quel che ho visto è umanamente insostenibile e penso che andrebbe data una grande visibilità a quel che avviene quotidianamente in quella piazza. Ho scritto ed ho fotografato per l&#8217;intera settimana e quello che vi propongo è appunto il frutto di questo lavoro di documentazione&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17136" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p3-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17139" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p3-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p3-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p3-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p3-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p4-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17140" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p4-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p4-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p4-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p4-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p5-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17141" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p5-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p5-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p5-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p5-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. &#8220;God&#8217;s soul&#8221;: le fotografie di Fulvio Pettinato</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 09:44:31 +0000</pubDate>
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<p>di Alessandra Montesanto</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f2-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17009" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f2-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f2-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f2-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Realtà di Paesi lontani devastati dall&#8217;ingiustizia sociale e dalla sofferenza: Africa e India e le loro genti, popoli mai domi, ma che grazie a una profonda spiritualità, ogni giorno, dimostrano di amare la Vita, vivendo con pienezza e umiltà, senza arrendersi al vittimismo. </p>



<p>Uno sguardo sensibile, quello del fotografo Fulvio Pettinato, che nelle sue immagini raccolte nel bel libro intitolato &#8220;Life. God&#8217;souls&#8221; edito dalla storica casa editrice Bandecchi &amp; Vivaldi, narra gli incontri avvenuti durante cinque suoi viaggi, geografici e interiori. Immagini a colori e in b/n, ombre e luci come a riflettere la durezza esteriore del mondo in apparente contrasto con la purezza di chi lo abita, senza aver scelto di nascere in quelle aree. Accettazione del destino, solidarietà, fiducia in un disegno superiore e imperscrutabile.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f3-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17010" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f3-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f3-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f3-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>I bambini, in particolare: sorridenti, aperti al Futuro, curiosi e liberi in una realtà dove spesso noi adulti creiamo barriere e confini&#8230;</p>



<p>Immagini meta-fisiche, di un Uomo/artista che non teme di mescolarsi ad altri Uomini, artisti dell&#8217;esistenza, per raccoglierne e riportarne le storie: storie di madri, di figli, di umiliati, di emarginati, di persone comuni spesso a stretto contatto con la natura da cui sanno trarre ancestrali lezioni di sopravvivenza e di consapevolezza. </p>



<p>Luce, cuore, mente: oltre alla macchina fotografica, questi sono gli &#8220;strumenti&#8221; per avvicinarsi, passo dopo passo, alla verità che, vicino o lontano, appartiene a tutte e tutti noi e che ci rende Umani.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="720" height="480" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17013" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f4-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f1-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17012" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f1-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f1-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/06/f1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>
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		<title>6 febbraio 2023 &#8211; MIGRARE E&#8217; un DIRITTO !</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2023 10:38:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aderisce anche Associazione Per i Diritti umani 6 febbraio 2023 &#8211; MIGRARE È UN DIRITTO! Giornata globale di lotta contro il regime di morte nelle frontiere e per esigere verità,giustizia e riparazione per le&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>Aderisce anche Associazione Per i Diritti umani</p>



<p><strong><img loading="lazy" src="https://lh3.googleusercontent.com/D6WLpJM3k6rvrkOXFmc_FSPC_M5BxHDEnnlTorQEHm3isq4ayD0qPPvOmvmYROX1BrK0xF6Yu6bEaDUmNdM7o29WxpCQZ1J7D2DUsi8Y8CvNg0IV7OJkeG75iFjxosmIFJMDD1f0jHI0jCwpNwEi5jsyTJqElJbrvEn_GMujjzXRVMDiWmWjkTvYKUxX3H3TchDBv1JbGA?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="490" height="146"></strong></p>



<p>6 febbraio 2023 &#8211; MIGRARE È UN DIRITTO!</p>



<p>Giornata globale di lotta contro il regime di morte nelle frontiere e per esigere verità,<br>giustizia e riparazione per le vittime della migrazione e per le loro famiglie.</p>



<p>Siamo parenti, amici e amiche di persone decedute, disperse e/o vittime di scomparsa forzata lungo le frontiere di terra<br>o di mare, in Europa, in Africa, in America.<br>Siamo persone sopravvissute al tentativo di attraversare le frontiere alla ricerca di un futuro migliore.<br>Siamo cittadini/e solidali che offrono aiuto alle persone immigrate durante il viaggio fornendo loro soccorso medico,<br>cibo, vestiti e supporto quando si trovano in situazioni di pericolo affinché il loro viaggio abbia un lieto fine.<br>Siamo attivisti che hanno raccolto le voci di queste persone immigrate prima che sparissero, che si adoperano per<br>cercare di identificare i corpi senza nome nelle zone di confine e che danno loro una degna sepoltura.<br>Siamo una grande famiglia che non ha confini e non ha nazionalità, una grande famiglia che lotta contro i regimi di<br>morte imposti in tutte le frontiere del mondo e che si batte per affermare il diritto di migrare, la libertà di circolazione e<br>la giustizia globale per tutti e tutte.<br>Anno dopo anno assistiamo al massacro in atto lungo le frontiere e nei luoghi di detenzione progettati per scoraggiare le<br>partenze delle persone migranti. Non possiamo dimenticare queste vittime! Non vogliamo restare in silenzio di fronte a<br>ciò che accade!</p>



<p><br>A febbraio 2020, ci siamo riuniti/e a Oujda, in Marocco, per organizzare la prima grande CommemorAzione. In<br>quell’occasione abbiamo scelto il 6 febbraio, giorno della strage di Tarajal, come data simbolica contro la<br>militarizzazione delle frontiere e per la libertà di circolazione da celebrare con eventi organizzati in tutto il mondo.<br>A settembre 2022 ci siamo riuniti a Zarziz, in Tunisia, per la seconda grande CommemorAzione e abbiamo confermato la<br>nostra volontà di continuare a lavorare insieme perché il 6 febbraio diventi la giornata in cui si uniscono tutte le lotte<br>che numerose organizzazioni portano avanti ogni giorno per denunciare il regime di morte nelle frontiere e per esigere<br>verità, giustizia e riparazione per le vittime della migrazione e per le loro famiglie.</p>



<p><br>Chiediamo a tutte le organizzazioni sociali e politiche, laiche e religiose, ai gruppi e collettivi dei parenti delle vittime<br>della migrazione, ai singoli cittadini e cittadine di tutti i paesi del mondo di organizzare iniziative di protesta e<br>sensibilizzazione il 6 febbraio 2023.</p>



<p><br>Vi invitiamo ad usare il logo riportato in alto, insieme ai vostri propri loghi, come elemento per evidenziare il<br>collegamento tra tutte le diverse iniziative. Tutti gli eventi che si realizzeranno potranno essere pubblicati nella pagina<br>Facebook Commemor-Action</p>



<p><br>Migrare per vivere, non per morire!<br>Sono persone non numeri!<br>Libertà di movimento per tutti e tutte!</p>
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		<title>“Art(e)Attualità”. CRAZY</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jul 2022 08:48:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto L&#8217;Arte declina la follia o viceversa? Ventuno artisti di fama internazionale e undici installazioni site-specific inedite: questo e altro vi attende al Chiostro del Bramante, a Roma, per la mostra intitolata&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/CRAZY_post_Instagram_1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/CRAZY_post_Instagram_1-1024x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16459" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/CRAZY_post_Instagram_1-1024x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/CRAZY_post_Instagram_1-300x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/CRAZY_post_Instagram_1-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/CRAZY_post_Instagram_1-768x768.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/CRAZY_post_Instagram_1-80x80.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/CRAZY_post_Instagram_1-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/CRAZY_post_Instagram_1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>L&#8217;Arte declina la follia o viceversa? Ventuno artisti di fama internazionale e undici installazioni site-specific inedite: questo e altro vi attende al Chiostro del Bramante, a Roma, per la mostra intitolata CRAZY visitabile fino a marzo 2023.</p>



<p>Ogni spazio dell&#8217;edificio &#8211; già di per sé affascinante, straordinario esempio di architettura rinascimentale &#8211; diventa una sorpresa per gli occhi e per lo spirito, se non ci si limita ad uno sguardo superficiale dell&#8217;esplosione di luci, di colori, di disegni, di immagini, di suoni. Pazzia o follia: la follia è la massima forma di originalità e la pazzia è l&#8217;inconsapevolezza di ciò che si fa. Nel caso delle opere in esposizione si può parlare di follia che, come l&#8217;Arte, non conosce schemi o confini.</p>



<p>A cura di Danilo Eccher, CRAZY racconta la vita interiore attraverso la creatività esplosiva di ogni autore: i neon di Alfredo Jaar, la colata di pigmento sulla scala del chiostro di Ian Devenport, le 1500 farfalle nere di Carlos Amorales, l&#8217;immersione totalizzante di Fallen Fruit nella Sala delle Sibille, gli specchi rotti di Alfredo Pirri che accolgono lo spettatore all&#8217;inizio del percorso, frantumando le sue certezze&#8230;Si tratta di una mostra inclusiva, dove ognuno è costretto a partecipare e a riflettere su temi di attualità, sulla psicologia, sulle questioni esistenziali senza accontentarsi di risposte banali o convenzionali perchè, spesso, la Verità si cela dietro all&#8217;imprevedibile: bisogna solo avere il coraggio di affrontarlo e di guardare le cose da un lato diverso da quello che ci hanno insegnato e inculcato.</p>



<p>E&#8217; un&#8217;eperienza catartica che consigliamo vivamente a chi vorrà o potrà farla: un modo per entrare in contatto profondo con se stessi e con la “follia” che accomuna tutte e tutti, più o meno consapevolmente: noi umani, così fragili e forti nella ricerca di un equilibrio, come funamboli di carta velina.</p>



<p>Tutto è, inoltre, accompagnato dalla musica originale di Carl Brave, producer e cantautore, che ha realizzato “Organica” seguendo il ritmo e l&#8217;alternarsi delle opere.</p>



<p>“<em>Un processo di alterità, di strabismo percettivo, rende il percorso della follia così prossimo all&#8217;arte, anch&#8217;essa protesa a ricreare nuovi territori di verità, nuovi paesaggi del reale. Parafrasando Clemens Brentano, secondo cui la follia è sorella infelice della poesia, si potrebbe dunque dire che la follia è la sorella infelice dell&#8217;arte</em>”, Danilo Eccher.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3621-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3621-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16460" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3621-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3621-1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3621-1-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3621-1-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3621-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3662-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3662-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16461" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3662-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3662-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3662-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3662-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3662-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3629-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3629-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16463" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3629-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3629-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3629-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3629-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3629-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3628-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3628-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16464" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3628-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3628-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3628-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3628-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3628-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3631-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3631-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16465" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3631-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3631-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3631-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3631-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3631-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3632-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="730" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3632-730x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16466" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3632-730x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 730w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3632-214x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 214w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3632-768x1077.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3632-1095x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1095w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3632-1460x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1460w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3632-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1825w" sizes="(max-width: 730px) 100vw, 730px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3663-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3663-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16467" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3663-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3663-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3663-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3663-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3663-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3664-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3664-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16468" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3664-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3664-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3664-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3664-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3664-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3667-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-9" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="682" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3667-682x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16469" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3667-682x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 682w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3667-200x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3667-768x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3667-1024x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3667-1365x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1365w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3667-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1706w" sizes="(max-width: 682px) 100vw, 682px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3668-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-10" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3668-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16470" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3668-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3668-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3668-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3668-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3668-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3650-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-11" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3650-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16471" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3650-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3650-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3650-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3650-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3650-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3653-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-12" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3653-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16472" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3653-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3653-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3653-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3653-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3653-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3655-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-13" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3655-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16473" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3655-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3655-1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3655-1-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3655-1-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3655-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3656-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-14" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3656-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16474" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3656-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3656-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3656-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3656-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3656-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3649-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-15" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3649-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16475" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3649-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3649-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3649-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3649-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3649-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3646-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-16" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3646-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16476" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3646-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3646-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3646-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3646-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG-3646-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>
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		<title>Sostenere Riace e la solidarietà in mare e in terra. Intervista a Giovanna Procacci</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2021 14:37:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da pressenza.com. A cura di Anna Polo) La neonata “Rete Sostenere Riace”, composta da moltissime realtà milanesi e lombarde, organizza il 30 novembre&#160;una serata spettacolo alla Camera del Lavoro di Milano&#160;dal titolo “Sostenere Riace.&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>(da pressenza.com. A cura di Anna Polo)</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2021/09/siamo-tutti-con-Riace-rit.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/><figcaption>(Foto di https://www.facebook.com/comitatoundicigiugnomilano)?utm_source=rss&utm_medium=rss</figcaption></figure>



<p><em>La neonata “Rete Sostenere Riace”, composta da moltissime realtà milanesi e lombarde, organizza il 30 novembre&nbsp;<strong>una serata spettacolo alla Camera del Lavoro di Milano</strong>&nbsp;dal titolo “<a href="https://www.facebook.com/events/912454959701165/?source=6&amp;ref_notif_type=plan_user_invited&amp;action_history=null&utm_source=rss&utm_medium=rss">Sostenere Riace. L’abuso di umanità non è reato</a>”. Questa è solo una tappa di un lungo cammino iniziato l’11 giugno 2019, data di apertura del processo a Mimmo Lucano, con la formazione del&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/comitatoundicigiugnomilano?utm_source=rss&utm_medium=rss">Comitato Undici Giugno Milano</a>. Un cammino che continuerà con nuove iniziative, con una campagna di largo respiro per tenere viva l’attenzione non solo sull’esperienza di Riace, ma anche sulla più ampia criminalizzazione della solidarietà in mare e in terra. Ripercorriamo il percorso fatto e le prospettive per il futuro con Giovanna Procacci, tra i fondatori del comitato e dell’attuale rete e autrice di numerosi articoli sul processo di Locri.</em></p>



<p><strong>Come è nato il Comitato Undici Giugno Milano e quali sono state le sue principali iniziative?</strong></p>



<p>Il&nbsp;<strong>Comitato Undici Giugno Milano</strong>&nbsp;è nato alla vigilia dell’inizio del processo penale che si è aperto in quella data a Locri contro Lucano e altri 26 collaboratori del sistema di accoglienza a Riace. In vista del processo, si è costituito un Comitato Undici Giugno nella Locride, replicato in varie città con il compito di organizzare quel giorno presìdi di protesta in tutta Italia. Il nostro comitato ha raccolto una settantina di associazioni, organizzazioni, comitati, oltre a molti cittadini e ha organizzato in città un presidio molto partecipato nei pressi della Prefettura, che ha poi sfilato nelle vie del centro.</p>



<p>In seguito, a processo avviato, l’impegno a difendere l’azione umanitaria svolta a Riace dalla criminalizzazione è continuato in vari modi, sia di presenza a Riace in momenti topici per quella comunità, sia di promozione e partecipazione a momenti di dibattito a Milano, spesso con la presenza di Mimmo Lucano. Io in particolare ho interpretato da subito quel processo, che pretendeva trattare come gravi reati penali un’azione pubblica di accoglienza e integrazione, come un processo politico; per questo la mia protesta si è espressa attraverso un’azione di monitoraggio di quello che vi succedeva, anche nella convinzione che un processo come quello chiuso in un tribunale di provincia della Calabria non avesse i requisiti di trasparenza e pubblicità che in particolare in un processo politico sono indispensabili. Ho seguito le udienze e ne ho scritto, grazie a Pressenza, nel tentativo di far circolare le informazioni su quanto vi si affermava. Questo mio lavoro è stato fatto a nome del Comitato Undici Giugno Milano.</p>



<p><strong>Hai seguito da vicino il processo a Mimmo Lucano, fino alla condanna di due mesi fa. Quali sono a tuo parere le caratteristiche fondamentali di quello che è stato definito un processo politico, che ha voluto colpire il modello di accoglienza e integrazione rappresentato da Riace?</strong></p>



<p>La prima caratteristica di questo processo è la confusione del piano amministrativo con quello penale. Come l’indagine investigativa della GdF che lo ha preceduto, il processo ha preso le mosse da una serie di irregolarità amministrative: disordine contabile, carenze della rendicontazione, scorciatoie rispetto a iter burocratici disegnati dalle Linee guida dei servizi di accoglienza, ecc. Molte di queste irregolarità erano in realtà caratteristiche ben note dell’accoglienza a Riace, come i cosiddetti lungo-permanenti; erano state tollerate per anni, i progetti riapprovati e rifinanziati. Il processo segue il filo delle irregolarità amministrative e le trasforma in gravi reati penali, pur dovendo ammettere che non c’è stato nessun vantaggio economico personale. Questo adeguarsi del penale alle ragioni dell’amministrativo sembra una costante dei processi politici intentati contro l’attivismo solidale, dalle navi del soccorso in mare alle accuse di favoreggiamento di chi soccorre ai confini.</p>



<p>La seconda caratteristica è che rovescia il senso comune: una persona nota per il suo attivismo solidale, per la dedizione alla causa degli ultimi, per le battaglie contro la criminalità organizzata, per la condizione di povertà in cui vive, viene presentata come un criminale e il sistema di accoglienza a Riace come un’associazione a delinquere. Questo rovesciamento è tipico di un processo politico, dove il vero reato non sta tanto nel contenuto dell’azione, quanto nell’idea che quell’azione incorpora. Per questo va cancellata la finalità d’integrazione delle varie pratiche messe in campo a Riace, che ne era l’idea trainante; eliminata l’idea, l’azione resta nuda e se ne può fare ciò che si vuole, anche una truffa che stranamente non produce nessun arricchimento.</p>



<p>La terza caratteristica è che si è trattato di un processo gestito dagli inquirenti a mezzo stampa. L’uso abbondante di intercettazioni telefoniche prima ancora della loro trascrizione ufficiale, indispensabile per sostenere prove documentali prive di consistenza, è servito anche a fornire alla stampa materiale per una campagna mediatica diffamatoria di Lucano e di Riace. Senza contare la grande anomalia di un procuratore capo che rilascia interviste alla stampa nei momenti topici (l’arresto, la sentenza) con giudizi pesantissimi e del tutto arbitrari sul principale imputato (chiamato “monarca”, “bandito” e simili).</p>



<p>Citerei ancora una caratteristica che considero importante: la presenza delle istituzioni (Viminale e Prefettura) come parti civili, cosa rarissima perfino in processi di ‘ndrangheta. Quelle stesse istituzioni che avevano approvato, finanziato e rifinanziato i progetti di accoglienza di Riace, che nell’emergenza avevano fatto pressioni di ogni genere perché Riace accogliesse numeri sempre più elevati di rifugiati, che l’avevano costretta a svolgere un ruolo di supplenza della loro incapacità nel far fronte all’accoglienza, nel processo accusano Riace di essersi mossa in modo emergenziale. E’ uno Stato che chiede di accogliere e poi abbandona chi accoglie. E’ lo stesso meccanismo per cui, dopo aver chiesto per anni aiuto alle ONG per soccorrere i naufraghi, si è cominciato ad incriminarle per aver continuato a farlo; lo stesso per cui, dopo aver abbandonato i profughi alle frontiere nelle sole mani delle persone solidali, poi le si persegue per reati di solidarietà.</p>



<p><strong>La rete “Sostenere Riace” è frutto di un lavoro di coinvolgimento di molte realtà. Puoi raccontarci brevemente come si è arrivati a questo risultato?</strong></p>



<p>La sentenza di primo grado emessa il 30 settembre dal tribunale di Locri ha sorpreso e scandalizzato molte persone; le reazioni sono state forti, da parte di giuristi, avvocati, giornalisti, associazioni, semplici cittadini e hanno dato vita a presidi in tutta l’Italia. L’idea di una Riace criminale e di un Lucano capo di un’associazione a delinquere è apparsa profondamente ingiusta. Di fronte ad una sentenza ingiusta, bisogna reagire. Per questo il Comitato Undici Giugno di Milano ha chiamato tutte le associazioni, organizzazioni, comitati ecc., coinvolti nell’azione solidale e di difesa dei diritti umani ad un’assemblea pubblica, che si è tenuta alla Camera del Lavoro il 27 ottobre ed è stata molto partecipata. Qui si è deciso di dar vita ad una Rete il più ampia possibile, che portasse avanti anche a Milano una campagna di sostegno a Riace. Ad oggi, le realtà che aderiscono alla&nbsp;<strong>Rete Sostenere Riace</strong>&nbsp;sono più di 70 e rappresentano uno spaccato significativo di società civile organizzata intorno ai temi della solidarietà, dell’accoglienza e dei diritti umani.</p>



<p>Da quell’assemblea è nata l’idea di questo primo evento della campagna, una serata spettacolo che si terrà il 30 novembre, a due mesi esatti dalla sentenza di primo grado, nella sala Di Vittorio della Camera del lavoro, dove parleremo di Riace, ma anche del soccorso in mare, perché l’attacco politico giudiziario investe tutta l’azione di solidarietà. E raccoglieremo fondi per contribuire anche da Milano alla raccolta avviata da A Buon Diritto Onlus, che mira a coprire le spese giudiziarie e le multe milionarie comminate dalla sentenza.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2021/11/sostenere-Riace-FB-def.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-1477908"/></figure></div>



<p><strong>Quali sono le prossime tappe della campagna di sensibilizzazione e sostegno a chi viene criminalizzato per le sue attività solidali a favore dei migranti?</strong></p>



<p>Nella Rete abbiamo concordato che questa sarà necessariamente una campagna di lungo periodo, in considerazione dei tempi lunghi dell’appello e della Cassazione, e che dunque dovremo mettere in campo iniziative periodiche, anche diverse fra loro, per mantenere il più possibile viva l’attenzione pubblica su questo caso giudiziario e più in generale sulla criminalizzazione della solidarietà. Pensiamo di proporre iniziative di tipo culturale, come spettacoli, presentazioni di film, libri, ecc., o di tipo sociale, come cene solidali. Organizzeremo anche momenti di approfondimento politico del processo e della sentenza, dopo la pubblicazione delle motivazioni che è attesa per la fine dell’anno e realizzeremo anche viaggi a Riace e campi per ragazzi. Tutto quello che potremo inventarci per restare vigili su un terreno, quello della criminalizzazione della solidarietà, di cui Riace è ormai un simbolo – e per questo è stata colpita con particolare durezza – ma non è purtroppo l’unico caso.</p>
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		<title>Le comunità indigene sono sempre più minacciate in tutto il mondo</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Aug 2021 07:06:44 +0000</pubDate>
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<p>Le comunità indigene sono sempre più minacciate in tutto il mondo. Lo sottolinea l&#8217;Associazione per i popoli minacciati (APM) in occasione della Giornata Internazionale dei Popoli Indigeni (9 agosto). Sebbene il governo tedesco abbia dato segnali positivi con la recente ratifica della Convenzione 169 dell&#8217;ILO e l&#8217;approvazione della legge sulla catena<br>di approvvigionamento poco prima della fine della legislatura, ci sono pochi segni di speranza anche per i popoli indigeni d&#8217;Europa. I Sami nell&#8217;estremo nord della Norvegia, per esempio, temono per il loro sostentamento perché sul loro territorio sarà estratto il rame. La regione è il vivaio per l&#8217;allevamento di renne dei Sami. Inoltre, gli scarti della miniera di rame di Nussir saranno scaricati nel vicino Repparfjord, mettendo in pericolo lo stock di salmoni dei pescatori Sami. Il partner del progetto e acquirente del rame è la società tedesca Aurubis di Amburgo.</p>



<p>Ancora nel 1990, la Norvegia tra i primi stati al mondo aveva ratificato l&#8217;ILO 169 e si era così impegnata a rispettare i diritti dei Sami. Ciononostante, i permessi per l&#8217;estrazione del rame e per lo scarico dello strato di copertura sono stati quasi completati senza il consenso di tutti i Sami interessati. Allo stesso tempo, lo stock di salmone<br>atlantico è stato gravemente danneggiato dall&#8217;inquinamento delle acque negli anni &#8217;70, quando il rame veniva già estratto e solamente ora aveva iniziato a riprendersi. Ufficialmente sarebbe in corso un dialogo tra le società Nussir ASA, Aurubis e i Sami. Ma i pescatori e gli allevatori di renne dell&#8217;omonima regione del Nussir lo negano. La produzione di rame dovrebbe iniziare nel 2022.</p>



<p>Dall&#8217;altra parte del mondo, anche in Brasile si stanno votando nuove leggi, ma sono esplicitamente dirette contro le comunità indigene di quel paese. &#8220;Da settimane i popoli indigeni protestano davanti al palazzo del Congresso di Brasilia contro, tra le altre cose, il disegno di legge 2633/20, noto anche come legge sull&#8217;accaparramento delle terre, che è stato approvato ieri al Congresso. Viola la costituzione perché renderà molto più difficile completare le procedure di demarcazione in corso e aprirne di nuove. Queste procedure stabiliscono e riconoscono ufficialmente i confini dei territori indigeni. Le demarcazioni esistenti potrebbero anche essere invertite. Questo mette in pericolo anche i 178 territori che sono stati delimitati con il sostegno finanziario di molti stati tra cui la Germania. Un&#8217;altra legge, PDL 177/2021, permetterebbe al presidente Bolsonaro di ritirarsi dalla Convenzione 169 dell&#8217;ILO, che il Brasile ha ratificato nel luglio 2002.<br>Questo annullerebbe tutto ciò per cui gli indigeni hanno lottato negli ultimi 30 anni.</p>



<p>La Convenzione 169 dell&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro dell&#8217;ONU (ILO 169) è finora l&#8217;unica norma internazionale che garantisce una protezione giuridicamente vincolante ai popoli indigeni. È stata ratificata solo da 24 stati, sei dei quali sono in Europa. Anche la Germania si è impegnata a rafforzare i diritti degli indigeni con il Supply Chain Act. Le aziende tedesche le cui attività possono influenzare la vita delle popolazioni indigene possono ora essere meglio sensibilizzate e ritenute responsabili delle loro azioni. Sono almeno 370 milioni le persone che nel mondo appartengono a 5000 popoli indigeni.</p>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Sahel, frontiera calda dell’Africa</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2021 08:18:31 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="439" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Sahel-1024x439.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15041" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Sahel-1024x439.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Sahel-300x129.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Sahel-768x329.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Sahel-1536x658.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Sahel-2048x878.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>di Veronica Tedeschi</p>



<p></p>



<p><em>Incontro online organizzato da Africa Rivista in data 22 gennaio 2021</em></p>



<p>Un incontro sul Sahel, quello organizzato da Africa Rivista, che ha toccato diversi punti interessanti e diverse problematiche irrisolte di questi magnifici paesi.</p>



<p>Il Sahel fino a pochi anni fa rappresentava il punto di arrivo dei commercianti, l’altra faccia del deserto. Se si pensava al Sahel, quindi, subito vi erano pensieri di pace e tranquillità.</p>



<p>Oggi, invece, Sahel è sinonimo di instabilità e pericolo.</p>



<p>In questi mesi più che mai il numero delle stragi è aumentato e tra Covid e conflitti (445 attacchi) la situazione non è più sotto controllo.</p>



<p>Il professor Nicola Pasini, nel raccontare le rotte migratorie, specifica che la maggior parte degli spostamenti avviene all’interno della stessa regione e si conclude sovente in Stati limitrofi.</p>



<p>Le tre rotte migratorie più battute sono la storica Algeria-Francia, Burkina Faso-Costa d’Avorio e Sud Sudan-Uganda. I motivi che portano ad una migrazione così massiccia derivano, soprattutto, dalla difficoltà ad accedere a partner regolari e ad ottenere visti. Il costo di un viaggio va dai 3.000 ai 5.000 dollari, una spesa esorbitante per chi si mette in viaggio che, sovente, è costretto a fermarsi in paesi intermedi per lavorare e riguadagnare i soldi necessari.</p>



<p>Ci spostiamo in Mali con Ornella Moderan, direttrice dell’ISS, l’Ufficio regionale dell’Africa Occidentale, che racconta la difficile situazione del paese, dove nelle zone più remote sono nati gruppi armati auto organizzati a seguito della mancanza dello Stato. I così detti gruppi di autodifesa.</p>



<p>Il Governo del Burkina Faso ha, invece, creato un gruppo militare chiamato “Volontari per la difesa della patria” per dare maggiore protezione al paese. Una crisi della sicurezza generale che porta anche ad una insicurezza alimentare (che ad oggi colpisce il 20% della popolazione). Dal 2019 sono aumentati gli attacchi contro i civili che, sommati alle tensioni inter comunitarie caratteristiche del paese, portano ad instabilità politica e povertà.</p>



<p>Denisa Sabulesco dell’ONG Tabat vive ad Ouagadougou e racconta di come la popolazione sta vivendo questa situazione. Centinaia di persone sono ammassate ai semafori per chiedere l’elemosina, sono aumentati i furti e vi è un aumento generale dell’insicurezza . Il Nord e l’Est del paese sono completamente fuori controllo, anche i militari non possono avvicinarsi ai confini. La popolazione civile di queste zone è martoriata dalla sofferenza e il terrorista che mette a disposizione cibo e beni primari sembra per loro l’unica salvezza. Se i terroristi non hanno seguito, i primi a rimetterci sono i bambini, che vengono brutalmente uccisi.</p>



<p>La popolazione locale non è totalmente consapevole di questa situazione – il paese è fuori dal controllo del Governo.</p>



<p>Ultimo intervento quello di Pietro Sunzini, Direttore dell’ONG Tabat che aggiunge un’ultima caratteristica di questi luoghi: l’insicurezza alimentare. I grossi cambiamenti climatici e la forte pressione demografica portano ad un sempre maggior bisogno di reddito da parte di rurali al quale consegue il bisogno di migrare.</p>



<p>Tre sono gli elementi chiave ai quali dover dare risposta per la sicurezza alimentare:</p>



<p>Si può intervenire producendo derrate alimentari e aumentando la produzione agricola mirata al soddisfacimento dei bisogni locali. Si deve lavorare sulla salvaguardia della sostenibilità attraverso metodi di produzione rispettosi dell’ambiente per garantire risorse non rinnovabili e garantire la salute di uomini e animali. Infine, sono fondamentali scelte produttive che garantiscano reddito.</p>



<p>Un incontro intenso che ha fatto luce sulle problematiche e sulle soluzioni da applicare, tanti i punti toccati e tante ancora le domande senza risposta.</p>
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		<title>E che ne sai tu di un migrante?</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2020 09:29:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>O forse sì… di Jorida Dervishi Un migrante è prima di tutto una persona nomade, vive quello che gli altri non conoscono, la parte che si incontra di nuovo, quella sconosciuta, vive la diversità.&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>O forse sì…</p>



<p>di Jorida Dervishi</p>



<p>Un migrante è prima di tutto una persona nomade, vive quello che gli altri non conoscono, la parte che si incontra di nuovo, quella sconosciuta, vive la diversità. Ci saranno momenti faticosi ma&nbsp;<strong>chi è nomade vede il mondo in&nbsp;un continuo cambiamento, non si nasconde dietro le sicurezze,</strong>&nbsp;lui cerca di condividere i suoi pezzi di viaggio con i suoi compagni spendendo anni e chilometri.</p>



<p>Per molte persone oggi l’unico modo per trovare la salvezza è fuggire dalle proprie terre attraversando la frontiera definita da un muro. Anche se dentro di sé loro portano solo il cielo stellato come un confine, e&nbsp;<strong>la diversità come il loro territorio</strong>. Chi è nomade ascolta, guarda, prende nota, disegna il destino che il mare ha racchiuso in sé e che dopo forse porterà il suo racconto o la sua tragedia; come fosse un portavoce o un testimone chiave di questa realtà vissuta. Ma il viaggio continua perché i migranti scappano dalle guerre, affrontano sbarramenti del mare, del deserto, quelli degli uomini, hanno rischiato di morire, hanno visto morire, ma il viaggio continua…</p>



<p>Sono i desideri, le speranze, i ricordi, che diventano un timbro dell’umanità, del destino, della propria identità, della dignità. In quel momento, lui (un migrante o un’altra persona) capirà che la&nbsp;<strong>STORIA UMANA è fatta da tante storie,&nbsp;</strong>piccoli pezzi raccolti lungo il viaggio, le piccole storie di molte persone come lui che hanno lottato per vincere, sono stati sbattuti a terra per rialzarsi.</p>



<p>Beh, certo, l’apertura dei confini avrebbe potuto far sì che tutte le persone potessero muoversi liberamente, stessa cosa anche per le merci, tranne però quella merce che ha un aspetto diverso dalle altre. Sapevamo che l’Europa è il posto dei soldi, della grana, della speranza. Non sapevamo fosse anche il territorio dove EXPO è una montagna così alta che non fa passare persone come noi. Troppo cara per le nostre possibilità, troppo alta e luccicante per i vostri gusti. Sapevamo che l’Europa sarebbe stata una strada difficile da percorrere, ma tutte queste tonnellate di pregiudizi, d’umiliazione sono troppe anche per noi. Sapevamo che l’Europa e le sue istituzioni si basano sul mercato libero ma non potevamo immaginare la servitù della gleba. Senza nemmeno la testa alta. Sapevamo che lo slogan recita: “<strong>Tutti liberi, nutrire il pianeta con dignità&nbsp;</strong>“, ma i nostri ettari mi sa che fanno parte di un altro pianeta.</p>



<p>Ancora una volta Europa ci stupisce. E, naturalmente, non per qualcosa di bello. Certo, da un lato siamo affascinati da questo sviluppo europeo, per le attività culturali, per l’ urbanizzazione delle città, per i resort lussuosi, e noi dove ci sediamo? Chi non possiede un passaporto potente se ne stia fuori per favore, facile no? E se il proprietario di questo passaporto possedesse delle idee, dei pensieri, è dei sentimenti? Invece chi&nbsp;<strong>non ha nessun documento viene chiamato clandestino</strong>. Per voi quelli che sbarcano e rubano i lavori precari, invece per me essi sono persone ,&nbsp;<strong>essere umani&nbsp;</strong>che il destino ha portato a navigare dentro nella freddezza di una notte sotto la luna di un amaro mare. Loro “<strong>il clan” dei loro famigliari</strong>, perché il loro futuro ė legato alle storie precedenti dei loro parenti, loro saranno i testimoni di quelle storie in un altro futuro. Sicuramente loro,<strong>&nbsp;i clandestini hanno anche un nome,</strong>&nbsp;qualcuno si chiama Mohamed, qualcun altro Rabin, Zenad, Moharem, Abdellah, si, decisamente avranno anche dei figli, mariti e moglie.</p>



<p>L’allarme per l’immigrazione clandestina coinvolge quasi tutti i Paesi dell’Unione; e ciascuno risponde a proprio modo, in base alle proprie leggi nazionali. Per comprendere le dimensioni del fenomeno e valutarne le conseguenze è opportuno&nbsp;<strong>considerarlo nella sua globalità.</strong>&nbsp;Bisogna ricordare che oltre ai clandestini vi sono almeno<strong>&nbsp;tre tipi di immigrazione controllata all’interno dell’UE:</strong>&nbsp;quello dei lavoratori stranieri con regolare permesso di soggiorno; quello di coloro che chiedono l’ammissione per il “ricongiungimento familiare”; e quello dei rifugiati che chiedono asilo politico. Secondo le stime delle principali organizzazioni internazionali, attualmente nel mondo vi sono almeno 140 milioni di individui che hanno abbandonato la loro patria per un altro Paese. Un quinto di loro si trova in Europa, un quarto ha scelto l’America. Il fenomeno migratorio è diretto soprattutto verso il mondo industrializzato, mentre la base di partenza è costituita in modo precipuo dai Paesi in via di sviluppo. Il primo Paese europeo per numero d’immigrati è la Germania con circa 12 milioni; l’Italia è quarta con circa 6.1 milioni presenze. Per quanto riguarda la nazionalità degli immigrati si può osservare che i turchi sono oltre 2 milioni e mezzo; il 70% di loro approda in Germania; dalle repubbliche della ex Jugoslavia sono arrivati circa un milione e 800 mila individui, in gran parte rifugiati di guerra, la Germania ne ha accolti 350 mila; i marocchini sono un milione e 100 mila, gli algerini circa 560 mila e i polacchi 410 mila. Per quanto riguarda l’Italia solo uno su tre emigranti proviene da un Paese Comunitario; la stragrande maggioranza arriva dai Paesi dell’Est e da quelli balcanici. Gli africani sforano il 30%; in testa ci sono i marocchini, seguiti dai tunisini, dai senegalesi, dagli egiziani, dai somali e dagli etiopici. La presenza straniera in Italia è assai variegata e frazionata, è un intreccio di culture, di religioni e costumi diversi. Per tutte le nazioni ospitanti si pongono enormi problemi di convivenza e di inserimento degli stranieri nei rispettivi tessuti locali.&nbsp;<strong>L’accoglimento delle masse dei profughi viene sottoposto a valutazioni di opportunità politica e di solidarietà internazionale, l’immigrazione regolare risponde a criteri prevalentemente economici.&nbsp;</strong>Essa non viene scoraggiata, ma in molti casi è favorita dai Paesi dell’Unione poiché è assorbita dal mercato del lavoro, senza contare che spesso gli stranieri extracomunitari suppliscono ad una carenza di manodopera in attività particolarmente faticose e poco remunerative.</p>



<p>Allora mi chiedo… Come possiamo definire quest’Europa d’oggi? Un’Europa di cui tutti parlano, sperano, pianificano, discutono… Un’Europa di cui si è ferocemente cimentato ogni centimetro quadro di territorio che prova a lenire i sensi di colpa con un’opera simbolica e affascinante, ma in fin dei conti abbastanza vuota.</p>



<p><strong>Ogni vita è una vita</strong>.</p>



<p>Io capisco la rabbia ma non capisco perché&nbsp;<strong>la paura debba venire usata per fare propaganda</strong>&nbsp;elettorale. Per ora l’Europa è Solo&nbsp;<strong>un unità</strong>&nbsp;dei stati membri&nbsp;<strong>ma senza un’idea chiara</strong>&nbsp;dove vuole arrivare. Invece noi , i migranti vogliamo essere semplicemente liberi di scegliere, e questo che vi fa paura?</p>



<p>Noi che abbiamo avuto il coraggio di vivere, affrontare, lottare contro le burocrazie, scrivere storie… Forse non siamo ancora riusciti a combattere le politiche o una mentalità che alcune volte non riesce ad andare oltre&nbsp;<strong>le mura costruite nel tempo</strong>. Come diceva Platone, la realtà è stata sempre letta attraverso le immagini ; e da Platone in poi, i filosofi hanno cercato di ridurre questa dipendenza dalle immagini indirizzando le menti verso il pensiero astratto.</p>



<p><strong><em>Chi</em></strong>&nbsp;sono i migranti, qual è l’immagine attraverso la quale riusciremo a percepire la loro esistenza?</p>



<p><strong>Complessi di legami</strong>&nbsp;interpersonali che collegano migranti, migranti precedenti e non migranti, nelle aree di origine attraverso i vincoli di sangue, amicizia, opinioni simili, l’origine in comune, il paese di provenienza. (MASSEY)</p>



<ol><li>Migranti come vittime: migrazioni come espulsioni, migranti come rifugiati de facto.</li><li>Migranti come strumenti: spostamenti funzionali alla ricerca di un lavoro.</li><li>Migranti come soggetti: migranti che hanno scelto di lasciare il proprio paese basandosi su una decisione ben ragionata.</li></ol>



<p>Le tre immagini fanno capire quanto sia&nbsp;<strong>difficile riscoprire se stessi,</strong>&nbsp;in quanto sei costretto a non avere un posto ben preciso dove vivere, e affrontare la discriminazione, quando senti in giro la frase “<strong>tu non sei di qua, quindi tu non appartieni a questo paese”.</strong></p>



<p>Potresti sentirti disorientato, come se fossi uscito dal nulla, come se tu non facessi parte di niente. Potresti pensare di non avere il diritto di cantare un inno nazionale, di celebrare una festa, o di avere un’opinione su quello che sta succedendo nel paese.&nbsp;<strong>Migrare significa muoversi e che ogni persona, fisicamente o spiritualmente, è migrante.</strong>&nbsp;La cosa più importante è&nbsp;<strong>costruire un’umanità universale</strong>&nbsp;ovunque noi siamo. Penso che i migranti e i rifugiati hanno messo la prima pietra a questa costruzione che oggi possiamo lavorare per la consulenza e l’agevolazione dei processi di integrazione degli umani, che proprio come me e te cercano un mondo migliore.</p>



<p><em>Loro sono l’immagine di questa realtà, avvicinatevi, non abbiate paura!</em></p>
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