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	<title>conflittto Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>MSF: a Gaza non ci sono luoghi sicuri per l&#8217;assistenza sanitaria</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jan 2024 10:55:45 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/msf.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1000" height="562" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/msf.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17365" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/msf.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/msf-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/msf-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></figure>



<p></p>



<p><strong>MSF a Gaza</strong>&nbsp;denuncia che negli ultimi tre mesi a causa degli incessanti attacchi delle forze israeliane nella Striscia di Gaza non ci sono più luoghi sicuri dove fornire assistenza sanitaria alle persone.</p>



<p>I continui ordini di evacuazione e gli attacchi alle strutture sanitarie hanno ripetutamente costretto organizzazioni come la nostra ad evacuare gli ospedali e a lasciare indietro i pazienti.</p>



<p>La quantità di&nbsp;<strong>spazi sicuri per le organizzazioni</strong>&nbsp;che forniscono supporto sanitario alle persone è ora&nbsp;<strong>fisicamente inesistente</strong>.</p>



<p>I continui ordini di evacuazione e gli attacchi alle strutture sanitarie hanno ripetutamente costretto organizzazioni come la nostra ad&nbsp;<strong>evacuare gli ospedali e a lasciare indietro i pazienti</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><strong>Lasciare l’ospedale di Al-Aqsa e i nostri pazienti è stata una decisione devastante</strong>&nbsp;e l’ultima cosa che avremmo voluto fare. Gli attacchi dei droni, il fuoco dei cecchini e i bombardamenti nelle immediate vicinanze dell’ospedale hanno reso lo spazio troppo insicuro per lavorarci. Le condizioni di instabilità ci fanno sentire incapaci. Non c’è praticamente<strong>&nbsp;nessuno spazio sicuro</strong>&nbsp;per fornire alle persone un’assistenza medica anche minima”.<strong>Enrico Vallaperta</strong>Referente medico del progetto MSF a Gaza</p></blockquote>



<p>Il 6 gennaio, le&nbsp;<strong>nostre équipe sono state costrette ancora una volta ad evacuare un ospedale</strong>. I team hanno lasciato l’ospedale Al-Aqsa nell’Area di Mezzo di Gaza, dopo che le&nbsp;<strong>forze israeliane hanno emesso ordini di evacuazione</strong>&nbsp;per i quartieri circostanti l’ospedale. Questa evacuazione forzata ha limitato il nostro accesso alle scorte di farmaci, confermando la<strong>&nbsp;difficoltà per le attività mediche</strong>&nbsp;e il deteriorarsi continuo delle condizioni di sicurezza.</p>



<h2>Il sistema sanitario di Gaza è collassato</h2>



<p><strong>Il sistema sanitario di Gaza è praticamente collassato</strong>. L’Organizzazione Mondiale della Sanità riferisce che&nbsp;<strong>solo 13 dei 36 ospedali di Gaza sono ancora parzialmente funzionanti</strong>: 9 nel sud e 4 nel nord. I due ospedali principali nel sud di Gaza stanno operando con una capacità di posti letto tre volte superiore alla loro e stanno esaurendo le forniture di base e il carburante.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Siamo gradualmente messi all’angolo in un perimetro molto restrittivo nel sud di Gaza, a Rafah, con possibilità sempre più limitate di offrire cure mediche, mentre i bisogni aumentano disperatamente. Con l’avanzare dell’assalto a Gaza, abbiamo dovuto evacuare diverse strutture sanitarie nel nord della Striscia e poi nell’Area di Mezzo. Oggi ci limitiamo a lavorare principalmente nel sud, perché non possiamo lavorare altrove.<strong>&nbsp;Stiamo esaurendo gli ospedali e siamo costretti a lasciare indietro i pazienti</strong>“.<strong>Thomas Lauvin</strong>Coordinatore dei progetti di MSF a Gaza</p></blockquote>



<p>Diversi ospedali in cui lavoravamo si sono trovati in questa situazione:&nbsp;<strong>l’Indonesian Hospital</strong>&nbsp;nel nord di Gaza è stato costretto ad essere<strong>&nbsp;evacuato a ottobre</strong>.&nbsp;<strong>L’ospedale Al-Shifa</strong>, il più grande di Gaza, è stato&nbsp;<strong>colpito</strong>&nbsp;e il personale è stato costretto a&nbsp;<strong>evacuare a novembre</strong>. Poi&nbsp;<strong>l’ospedale di Al Awda</strong>, ospedale in cui lavoriamo dal 2018,<strong>&nbsp;è stato colpito e tre medici</strong>, due dei quali facevano parte del nostro staff,&nbsp;<strong>sono stati uccisi</strong>.</p>



<p>Ora,&nbsp;<strong>questo schema si sta ripetendo nel Sud</strong>, che ospita un numero di persone cinque volte superiore a quello di prima della guerra, con meno posti per fornire assistenza sanitaria.</p>



<h2>Il sud di Gaza bombardato</h2>



<p>Il sud di Gaza è stato<strong>&nbsp;bersagliato da intensi bombardamenti</strong>&nbsp;dalla rottura della tregua di novembre e il bisogno di cure d’emergenza, chirurgiche e post-operatorie è enorme nell’area. La mancanza di capacità ospedaliera sta privando i<strong>&nbsp;pazienti di cure adeguate e di condizioni igieniche accettabili</strong>, con il risultato di un numero crescente di ferite infette e di procedure mediche eseguite in condizioni estreme. Molte&nbsp;<strong>donne sottoposte a taglio cesareo vengono dimesse appena sei ore dopo il parto</strong>&nbsp;per fare spazio ad altre donne incinte, mentre alcune vengono semplicemente allontanate e partoriscono nelle tende.</p>



<h2>MSF a Gaza</h2>



<p>Rimaniamo impegnati a<strong>&nbsp;fornire assistenza medica</strong>&nbsp;a Gaza e&nbsp;<strong>chiediamo la protezione degli ospedali</strong>, del personale medico e dei pazienti. Le nostre équipe stanno attualmente&nbsp;<strong>fornendo supporto pre e post parto</strong>&nbsp;presso l’Imarati Maternity Hospital, mentre presso l’Indonesian Hospital di Rafah MSF supporta la popolazione di Gaza con la fisioterapia e le cure post-operatorie. Sempre a Rafah, presso la clinica Al-Shaboura, offriamo&nbsp;<strong>consulenze sanitarie di base,</strong>&nbsp;<strong>medicazioni</strong>&nbsp;di ferite e&nbsp;<strong>consulenze per la salute mentale</strong>. Supportiamo l’European Hospital di Gaza con una&nbsp;<strong>piccola capacità chirurgica</strong>&nbsp;e il team di infermieri assiste i pazienti che necessitano di medicazioni. Ad Al Awda, nel nord di Gaza, e all’ospedale Nasser di Khan Younis, i nostri operatori umanitari lavorano in<strong>&nbsp;condizioni estremamente difficili, anche per la mancanza di cibo e forniture mediche a causa degli attacchi aerei e dei combattimenti</strong>&nbsp;nelle vicinanze.</p>



<p>Ribadiamo il nostro appello per un <strong>cessate il fuoco immediato</strong> che risparmi le vite dei civili, ripristini il flusso di assistenza umanitaria e ristabilisca il sistema sanitario da cui dipende la sopravvivenza della popolazione di Gaza.</p>
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