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	<title>contratti Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>La piaga del caporalato</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jul 2023 13:37:31 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/caporalato.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="577" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/caporalato-1024x577.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17070" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/caporalato-1024x577.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/caporalato-300x169.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/caporalato-768x432.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/caporalato-1536x865.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/caporalato.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>di Martina Foglia</p>



<p>Scrivo questo articolo con molta amarezza nel cuore. Questo scritto vuole affrontare un fenomeno molto preoccupante che accade nel nostro Paese e che ciclicamente viene affrontato anche da noi e da altri media.<br>Una questione ancora oggi irrisolta che mi addolora, mi ferisce nel profondo, mi fa pensare quanto l&#8217;essere umano in determinate circostanze, possa essere crudele e spietato; vi voglio parlare di un fenomeno che contrariamente a quanto si pensi non è concentrato solo nel sud Italia, ma nell&#8217;intera penisola: il caporalato ovvero, un sistema di reclutamento e di sfruttamento della manodopera, in prevalenza extracomunitaria &#8211; senza utilizzare, quindi, quelli che sono i canali tradizionali messi a disposizione dallo Stato (come ad esempio l&#8217;ufficio di collocamento e strutture similari). </p>



<p>Questa forma di sfruttamento di manodopera è presente un po&#8217; in tutti i settori dell&#8217;economia come nei trasporti o nel settore terziario ,ma soprattutto è ormai un fenomeno radicato nel settore agricolo che già di per sé è un settore problematico, stagionale con contratti brevi e a termine e vincolato alle variazioni climatiche e atmosferiche.  Il caporale, persona comune senza nessuna qualifica, fungendo da intermediario tra lavoratore e azienda agricola, sfrutta proprio l&#8217;elemento dei contratti precari di lavoro e della stagionalità del settore, approfitta del lavoratore per proporre una paga  al di sotto del minimo salariale e senza neanche le minime condizioni di sicurezza. Per non parlare delle condizioni abitative in cui vivono i lavoratori: baraccopoli fatiscenti in lamiera o costruite con materiali di scarto dove non esistono neanche le minime condizioni igieniche! Dall&#8217;altra parte il lavoratore ha un&#8217;unica alternativa se vuole dare sostentamento alla propria famiglia che spesso è anche numerosa: accettare questi impieghi con la speranza di poter dare un futuro migliore ai propri figli.<br>Lavorano ore e ore sotto il sole cocente o la pioggia incessante per una retribuzione da fame.<br>Molto spesso non sanno neanche quali siano le tutele a garanzia dei loro diritti, non conoscendo le leggi italiane in materia.<br>Dove va a finire la dignità di queste persone? Ogni giorno queste persone non hanno la sicurezza di poter tornare dalle loro famiglie! Molti, infatti, muoiono di sfinimento o per il troppo caldo; molti di questi lavoratori sfruttati hanno bambini piccoli costretti a rimanere a casa da soli 12/13 ore e devono occuparsi di tutto: farsi autonomamente da mangiare, occuparsi delle faccende domestiche, fare i compiti e andare a letto. Tutto questo perché i genitori non sono ancora tornati dal lavoro nei campi : anche questo è sfruttamento e violazione di un diritto: il diritto all&#8217;infanzia. </p>



<p>Quante storie del genere dovremmo ancora sentire prima che il governo, le regioni, le istituzioni pongano fine a queste forme di schiavitù? Siamo bravi solo a parlare, ma molto poco ad agire. Non voglio generalizzare perché so che esistono realtà associative che si impegnano ogni giorno nel denunciare questo fenomeno, ma so che non vengono adeguatamente supportate e e soprattutto ascoltate dagli enti preposti. </p>



<p>Quando si sente parlare di schiavitù la nostra mente è portata ancora a pensare a realtà come l&#8217;Africa o l&#8217;India, insomma i cosiddetti &#8220;Paesi  del terzo mondo&#8221;, ma la realtà è che la schiavitù esiste anche in Italia e nei paesi cosiddetti &#8220;civilizzati&#8221;.</p>
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		<title>Regolarizzazione e indisponibilità del datore di lavoro: ASGI scrive agli Ispettorati</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2020 07:20:06 +0000</pubDate>
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<p>L’ASGI ha ritenuto opportuno rappresentare una particolare criticità della procedura di regolarizzazione di cui all’art.103 del DL 34/2020, con riferimento a numerose segnalazioni pervenute dagli associati che evidenziano in tutto il territorio nazionale<strong> la diffusa indisponibilità di molti datori di lavoro a dichiarare rapporti di impiego irregolare già in corso</strong> nei settori di lavoro ammessi alla regolarizzazione (lavoro domestico, nell’agricoltura e attività connesse o nella pesca), che quindi rientrerebbero pacificamente nel campo di applicazione della norma in oggetto.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2020/06/2020_Ispettorati_Lavoro_Emersione.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">La lettera inviata dall’ASGI al Ministro del Lavoro e agli ispettorati</a></p>
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		<title>Migrazioni e famiglie transnazionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2020 11:04:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco per voi il video del webinar &#8220;Migrazioni e famiglie transnazionali&#8221; organizzato da Associazione Donne Romene in Italia (A.D.R.I.) e Associazione Per i Diritti umani, in occasione della Giornata Internazionale della Famiglia. Tema importante&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Ecco per voi il video del webinar &#8220;<strong>Migrazioni e famiglie transnazionali</strong>&#8221; organizzato da <strong>Associazione Donne Romene in Italia (A.D.R.I.) e Associazione Per i Diritti umani</strong>, in occasione della Giornata Internazionale della Famiglia.</p>



<p>Tema importante che ha coinvolto ospiti di rilievo (che ringraziamo) e altri argomenti di stretta attualità: migrazioni, figli sospesi, diritti delle <strong>donne</strong>, l &#8216;importanza delle <em>reti sociali, la responsabilità della politica, la riorganizzazione del welfare.</em></p>



<p>Buon ascolto!</p>



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<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Webinar: Migrazioni e famiglie transnazionali" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/oMPPj7qMPMM?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>Marco Omizzolo: i diritti dei braccianti sikh</title>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi pubblichiamo il video del sociologo Marco Omizzolo che ha partecipato alla nostra iniziativa &#8220;Perchè occuparsi di diritti umani. Oggi più che mai&#8221;. Il suo intervento verte sui diritti dei braccianti sikh nell&#8217;area pontina.&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oggi pubblichiamo il video del sociologo Marco Omizzolo che ha partecipato alla nostra iniziativa &#8220;Perchè occuparsi di diritti umani. Oggi più che mai&#8221;. Il suo intervento verte sui diritti dei braccianti sikh nell&#8217;area pontina. </p>



<p>E un appello per la sanatoria subito!</p>



<p></p>



<p>Oggi alle 18.30 saremo con l&#8217;avv. ALESSIA SORGATO. VI aspettiamo numerose/i! Grazie. </p>



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		<title>Perché occuparsi di diritti umani. Oggi più che mai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2020 09:58:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il nostro viaggio di informazione continua. Ad arricchire gli incontri, la partecipazione di importanti esperti. Gli appuntamenti sono fissati, come sempre, sul canale Youtube dell’Associazione Per i Diritti Umani. Per rivedere gli incontri è&#46;&#46;&#46;</p>
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Il
nostro viaggio di informazione continua.</p>



<p>Ad arricchire gli incontri, la partecipazione di importanti esperti.</p>



<p>Gli appuntamenti sono fissati, come sempre, sul canale Youtube dell’Associazione Per i Diritti Umani. </p>



<p>Per rivedere gli incontri è molto semplice: collegati al sito dell’Associazione o tramite i profili social dove è anche possibile trovare tutte le informazioni per partecipare ai prossimi incontri.
Il
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<p>Ad arricchire gli incontri, la partecipazione di importanti esperti.
Gli
appuntamenti sono fissati, come sempre, sul canale
Youtube
dell’Associazione
Per i Diritti Umani.

</p>



<p>Per rivedere gli incontri è molto semplice: collegati al sito dell’Associazione o tramite i profili social dove è anche possibile trovare tutte le informazioni per partecipare ai prossimi incontri.</p>



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<p><strong>Domani, 5 maggio, ore 17 vi aspettiamo per l&#8217;incontro con MARCO OMIZZOLO !</strong></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Mafie-e-caporalato_2-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13971" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Mafie-e-caporalato_2-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Mafie-e-caporalato_2-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Mafie-e-caporalato_2-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Mafie-e-caporalato_2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>I diritti dei braccianti al tempo del Covid-19</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2020 07:22:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani propongono l&#8217;incontro con Francesco Piobbichi, operatore sociale per Mediterranean Hope che ci ha parlato dei diritti dei braccianti nella piana di Gioia Tauro e di buone pratiche suggerite. Come&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> propongono l&#8217;incontro con Francesco Piobbichi, operatore sociale per Mediterranean Hope che ci ha parlato dei diritti dei braccianti nella piana di Gioia Tauro e di buone pratiche suggerite. </p>



<p>Come sempre, per seguire le videoconferenze, è sufficiente cliccare sul quadrante che vi interessa. Grazie!</p>



<p></p>



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		<title>&#8220;Imprese e Diritti umani&#8221;. A Natale non siamo tutti più buoni, e a pagarne le spese sono i lavoratori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Dec 2018 09:26:39 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/arbeitende_erschoepft_wahtung.jpg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11855" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/arbeitende_erschoepft_wahtung.jpg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="800" height="600" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/arbeitende_erschoepft_wahtung.jpg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/arbeitende_erschoepft_wahtung.jpg-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/arbeitende_erschoepft_wahtung.jpg-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>di Fabiana Brigante</p>
<p>Il Natale è alle porte, e mentre le letterine di milioni di bambini sono in viaggio verso il Polo Nord, ai piccoli aiutanti di Babbo Natale vengono negati alcuni diritti fondamentali. È quanto è stato dimostrato da China Labor Watch, ActionAid, Solidar Suisse e CiR in un rapporto basato su indagini condotte da investigatori sotto copertura tra aprile e settembre di quest’anno in quattro fabbriche di giocattoli cinesi che rifornirebbero, tra gli altri, anche Disney e Lego. I risultati rivelano salari minimi inferiori al costo della vita, misure di sicurezza inadeguate a proteggere la salute dei lavoratori (carenza di maschere e guanti di bassa qualità), assenza di corsi di formazione dei lavoratori per prepararli alla manipolazione di materiali chimici tossici e al funzionamento di macchinari industriali (secondo il rapporto i lavoratori sono entrati in contatto con sostanze chimiche come il benzene, che è stato collegato ad avvelenamento e leucemia), numero eccessivo di ore di lavoro straordinario (fino a 175 ore al mese mentre la legge cinese stabilisce un tetto massimo di 36 ore mensili), condizioni di vita degradanti (dormitori sovraffollati, strutture igienico-sanitarie inadeguate), mancanza di organizzazioni sindacali indipendenti che rappresentino gli interessi dei lavoratori e di meccanismi di reclamo formali.<br />
La situazione in cui versano i lavoratori delle fabbriche di giocattoli cinesi trova origine in diverse cause, prima fra tutte la pressione crescente da parte delle multinazionali. L’economia cinese è infatti entrata in una fase in cui i costi di produzione sono in crescita e il settore manifatturiero continua ad incontrare difficoltà. La guerra commerciale di Trump intensifica ulteriormente questo conflitto. Per sopravvivere, le aziende cinesi hanno spostato la pressione dell’aumento dei costi sui lavoratori. Seppure esse non accettino di essere considerate responsabili per le violazioni dei diritti perpetrate nelle proprie catene di approvvigionamento, queste aziende svolgono un ruolo attivo nello sfruttamento dei lavoratori, chiedendo alle fabbriche di giocattoli di aumentare le proprie quote di produzione e riducendo al contempo i costi. Come si evince dal rapporto, ad esempio, in un anno i costi di produzione per 100 giocattoli Hasbro e Mattel sarebbero di $100 USD (87€ circa). Tuttavia, l&#8217;anno successivo, per produrre lo stesso giocattolo, Hasbro e Mattel avrebbero richiesto alla fabbrica di realizzare 105 o più giocattoli a fronte dello stesso prezzo. Per lo stesso prodotto, le aziende trovano due o tre fabbriche di giocattoli in competizione nell’acquisizione degli ordini e la fabbrica che avrà il minor costo di produzione sarà quella che riceverà il maggior numero di ordini. Nella fabbrica di Wah Tung &#8211; una di quelle in cui sono state condotte le indagini &#8211; un operaio che produce la bambola de la Sirenetta, ha una quota di produzione di circa 1.800 &#8211; 2.500 giocattoli al giorno, lavora 26 giorni al mese e guadagna circa 3000 RMB (380€) al mese. Per ogni bambola prodotta, il lavoratore riceve 0,008 €.<br />
Attualmente, questa bambola viene venduta a circa 37€ su Amazon. Dunque, un lavoratore di Wah Tung guadagna solo lo 0,02% del valore di mercato del giocattolo che produce.<br />
Inoltre, in Cina ai lavoratori non sono garantiti molti diritti, ad esempio essi non godono del diritto di sciopero. Sembra che nei casi in cui gli scioperi si siano comunque verificati le autorità li abbiano severamente repressi. A questo si aggiunga che i sindacati stabiliti nelle fabbriche cinesi sono affiliati alla All-China Federation of Trade Unions (ACFTU) che – come affermato dalla Confederazione Sindacale Internazionale (CSI) – non è un’organizzazione indipendente in quanto sostiene gli interessi del governo e non può pertanto essere considerata una voce autentica dei lavoratori cinesi.<br />
Infine, il rapporto registra violazioni ricorrenti delle leggi applicabili. Il diritto del lavoro in Cina si articola in molti regolamenti, ma spesso le fabbriche non vi aderiscono. Ad esempio, la legge cinese stabilisce dei limiti per l’impiego di studenti, i quali non dovrebbero lavorare per più di 8 ore al giorno e dovrebbero essere impiegati in campi rilevanti per il loro corso di laurea. Tuttavia, in molti casi non si registra una differenza tra il lavoro svolto dagli studenti e quello dei lavoratori regolari, né viene rispettato il limite di ore lavorative imposto dalla legge. Inoltre, spesso le imprese straniere si affidano ad agenzie intermediarie per l’assunzione di personale dipendente; il rapporto di lavoro che ne deriva presenta una struttura triangolare, in quanto non esiste un rapporto diretto tra dipendenti assunti tramite l’agenzia e l’impresa stessa. La legge cinese pone dei limiti all’assunzione di lavoratori tramite suddette agenzie in quanto i lavoratori assunti in questo modo sono più vulnerabili allo sfruttamento dal momento che qualsiasi reclamo o controversia viene gestito dall’agenzia e non dall’impresa, ma anche questo limite spesso non viene rispettato.<br />
Il rapporto ha analizzato la situazione dei lavoratori applicando anche una prospettiva di genere. Analizzando il livello di gestione delle fabbriche si evince che nonostante le donne rappresentino l’80% dei dipendenti, pare che nessuna di esse rivesta posizioni dirigenziali. La maggioranza delle donne sceglie questo lavoro solo per mancanza di alternative a causa dell’età avanzata o per il basso livello di istruzione. Sono inoltre stati registrati anche casi di discriminazione nei confronti di donne incinte. Nonostante la legge cinese imponga che nessun datore di lavoro possa ridurre gli stipendi, licenziare o rescindere il contratto di lavoro a causa di gravidanza, parto o allattamento, è stato denunciato che nei casi in cui le lavoratrici abbiano richiesto giorni di ferie a causa di circostanze particolari come quella di prendersi cura dei figli o per gravidanza, esse siano state declassate a ricoprire posizioni lavorative più stancanti che le hanno costrette a dimettersi.</p>
<p><strong>Cosa hanno risposto le imprese</strong></p>
<p>Molti dei più grandi produttori di giocattoli, tra cui Disney e Mattel, sono membri del Ethical Toy Program (ETP) del Consiglio Internazionale delle Industrie dei Giocattoli (International Council of Toy Industries, ICTI), il quale si impegna promuovere la responsabilità sociale delle imprese operanti nel settore dei giocattoli, stabilendo, tra le altre cose, standard da rispettare per migliorare le condizioni lavorative.<br />
Una delle fabbriche nelle quali sono state condotte le indagini è stata certificata dal ETP. Parlando a nome della fabbrica, il portavoce del ETP Mark Robertson ha dichiarato: “Le accuse evidenziate dal rapporto contravvengono alle esigenze del programma etico del giocattolo in materia di orari di lavoro, salari e ferie annuali. Lavoreremo direttamente con le fabbriche per risolvere eventuali problemi identificati […] Prendiamo molto sul serio le questioni sollevate da China Labor Watch e abbiamo iniziato le nostre indagini. Affronteremo in modo rapido ed efficace eventuali problemi identificati che violino i nostri standard”.<br />
Robertson ha affermato che l’ETP ha ottenuto sostanziali progressi nell’innalzamento delle condizioni etiche negli stabilimenti certificati dell’organizzazione sia in Cina che altrove: “I salari sono aumentati, gli ambienti delle fabbriche sono più sicuri e le ore di lavoro si stanno riducendo; le ore di lavoro presso le fabbriche di giocattoli in Cina sono inferiori a quelle nei settori dell’abbigliamento e dell’elettronica.”<br />
Un portavoce della Disney ha dichiarato che il marchio è stato un membro del programma Ethical Toy Program: “Disney ha un solido programma di standard lavorativi e prende molto sul serio l’applicazione del proprio codice di condotta in tutte le sedi. Abbiamo chiesto che il Consiglio esamini immediatamente queste affermazioni.”<br />
Mattel ha dichiarato di non avere una produzione corrente nelle fabbriche menzionate nel rapporto di China Labor Watch: “Mattel si impegna a garantire che ogni singola persona che fabbrica i nostri giocattoli e prodotti sia trattata in modo equo, rispettoso e sia in grado di lavorare in un ambiente sano e sicuro. I nostri standard di lavoro, i nostri programmi ambientali, di salute e sicurezza e i nostri processi di supervisione rispecchiano questo impegno.”<br />
Allo stesso modo, un portavoce di Lego ha affermato che il Gruppo non ha intrapreso rapporti commerciali con nessuno dei fornitori menzionati nel rapporto.<br />
D’altronde, non è sempre facile individuare tutti gli attori che fanno parte di una catena di approvvigionamento di una data impresa. Allo stesso modo, tuttavia, risulta difficile pensare a un’impresa che non ne faccia parte, a prescindere dalle dimensioni, dalla posizione geografica e dal tipo di prodotti di cui si occupa. Infatti tutte le aziende si impegnano in varie transazioni con altri attori commerciali, attingendo a reti complesse per reperire i componenti più economici e forza lavoro a basso costo per massimizzare i profitti. A ciò si aggiunga che la mancanza di trasparenza spesso impedisce di individuare tutti gli attori coinvolti, e quindi, anche di individuare i soggetti responsabili di determinate violazioni.<br />
Per il testo completo del rapporto (in inglese) si veda: <a href="https://www.solidar.ch/en/a-nightmare-for-workers?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.solidar.ch/en/a-nightmare-for-workers?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>&#8220;Scritture al sociale&#8221;. Lavorare per morire o per vivere?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 May 2018 09:25:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi &#160; La Festa del lavoro o dei lavoratori viene celebrata il 1º maggio di ogni anno in molti Paesi del mondo per ricordare la lotta dei lavoratori nel corso degli anni. Cos’è rimasto dei loro diritti,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi<span style="color: #222222;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/th-219.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10637" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/th-219.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="474" height="316" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/th-219.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 474w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/th-219-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 474px) 100vw, 474px" /></a></p>
<p><strong>La Festa del lavoro o dei lavoratori</strong> viene celebrata il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1%C2%BA_maggio?utm_source=rss&utm_medium=rss">1º maggio</a> di ogni anno in molti Paesi del mondo per ricordare la lotta dei lavoratori nel corso degli anni.<br />
Cos’è rimasto dei loro diritti, delle tutele ?</p>
<p>Articoli di cronaca già nei primi mesi di quest’anno riferiscono numeri terribilmente in crescita. Corrono sul web e sulle pagine dei giornali lasciandoci inebetiti e fermi, rispetto ad una realtà dove si lavora per morire e non per vivere.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/morti-sul-lavoro-2017.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10636" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/morti-sul-lavoro-2017.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="629" height="370" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/morti-sul-lavoro-2017.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 629w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/morti-sul-lavoro-2017-300x176.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 629px) 100vw, 629px" /></a></p>
<p>Sono 151 dall’inizio del 2018 (dato del 2 Aprile u.s.)</p>
<p>Ma non sono numeri. Sono VITE.<br />
Sono 151 famiglie senza più un marito, un papà, un figlio, un fratello, uno zio, una fidanzata, un amico.</p>
<p>Sono famiglie rimaste ferme con i loro ricordi, impotenti di fronte al silenzio e lasciate sole a naufragare nei meandri di una burocrazia che non riconoscerà loro, nella maggior parte dei casi, neanche un risarcimento equo.</p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Sono usciti salutando per andare al lavoro, al mattino, la sera o i in turni confidando nel loro rientro. Aspettando dalla vita un altro abbraccio, un bacio, un altro compleanno dei figli o un figlio da mettere al mondo. E’ impressionante il gelido furore che invade ogni abitazione, ogni stanza, ogni vita che si trova repentinamente a SUBIRE queste orribili tragedie.<br />
Le chiamano ‘morti bianche’ e troppo spesso non trovano condanne o iter di giustizia, restano dentro cartelline impolverate di qualche scrivania in attesa di ‘archiviazione’.</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"> <span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></span><span style="color: #252525;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>&#8220;Non è accettabile morire così&#8221;<br />
</b></span></span></span><span style="color: #252525;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Non in un Paese civile. Non in un Stato di diritti. Eppure accade ancora.</span></span></span><br />
L’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro, istituito nel 2009, raccoglie tutti i dati relativi agli infortuni mortali sul lavoro provenienti da diverse fonti, tra cui mass-media, comunicazioni di enti istituzionali o di associazioni del settore. Tutte le informazioni vengono analizzate dall’ufficio tecnico al fine di effettuare studi per capire le misure di sicurezza più idonee per prevenire le morti bianche.<br />
Riusciranno studi e percentuali a tradurre i numeri in Persone da tutelare?</p>
<p><span style="color: #3b3b3b;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><br />
Lo speriamo, lo vogliamo. Perché la sicurezza sul lavoro sia una certezza.</b></span></span></span><span style="color: #3b3b3b;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"></p>
<p></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span><br />
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10635" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="655" height="394" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 655w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1-300x180.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 655px) 100vw, 655px" /></a></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Il 1 MAGGIO</b></span></span></span></p>
<p>L’origine è relativa ad una manifestazione organizzata a New York il 5 Settembre del 1882, dall’ordine dei cavalieri del lavoro, una associazione nata nel 1869.</p>
<p>Di seguito la manifestazione ebbe una cadenza annuale ed è stato scelto il 1 Maggio per dare significato ai gravi incidenti accaduti nei primi giorni del mese di Maggio a Chicago durante uno sciopero fuori da una fabbrica dove la polizia chiamata per tenere in ordine la manifestazione sparò sui manifestanti. In Europa questa data è stata ufficializzata dai delegati socialisti.</p>
<p><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Nel 1890</b></span></span><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"> la rivista </span></span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_Rivendicazione?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>La Rivendicazione</i></span></span></a><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"> scriveva in un articolo:<br />
</span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;">«</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d&#8217;ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento</i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;">»</span></span></span></p>
<p>Dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1990?utm_source=rss&utm_medium=rss">1990</a> i sindacati confederali <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Confederazione_Generale_Italiana_del_Lavoro?utm_source=rss&utm_medium=rss">CGIL</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Confederazione_Italiana_Sindacati_Lavoratori?utm_source=rss&utm_medium=rss">CISL</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Unione_Italiana_del_Lavoro_(1950)?utm_source=rss&utm_medium=rss">UIL</a>, in collaborazione con il comune di Roma, organizzano un grande <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Concerto_del_Primo_Maggio?utm_source=rss&utm_medium=rss">concerto per celebrare il primo maggio</a>, rivolto soprattutto ai giovani: la manifestazione si tiene ancora oggi ogni anno a Roma in piazza di San Giovanni in Laterano, dal pomeriggio a notte fonda con la partecipazione di molti gruppi musicali e cantanti, ed è seguita da centinaia di migliaia di persone, oltre a essere trasmessa in diretta televisiva dalla Rai e altri canali Tv.</p>
<p><span style="color: #222222; font-family: Arial; font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;"> </span></span></span></p>
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		<title>Orfani bianchi: i figli delle donne migranti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 May 2017 06:25:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani, con Veronica Tedeschi, ringrazia molto Stefania Cardin  dell&#8217;associazione Thuja Lab per l&#8217;invito alla Festa dei popoli organizzata dal Comune di Villasanta (MB). &#160; Antonio Buozzi e Silvia Dumitrache hanno&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani, con Veronica Tedeschi, ringrazia molto Stefania Cardin  dell&#8217;associazione Thuja Lab per l&#8217;invito alla Festa dei popoli organizzata dal Comune di Villasanta (MB).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Antonio Buozzi e Silvia Dumitrache hanno parlato degli orfani bianchi, dei figli delle donne migranti; delle loro sofferenze psicologiche, della mancanza di istruzione perché abbandonano la scuola, del loro lavoro soprattutto nei campi per aiutare i parenti che si occupano di loro. E poi i padri di questi bambini e ragazzi, spesso lontani anche loro o non in grado di accudirli come farebbe una madre; e, appunto, le mamme che lavorano presso le nostre famiglie, con gli anziani, nelle case e ci insegnano cosa sia la pazienza e ci ricordano quale debba essere il rapporto con la malattia e con la morte, con dedizione. Quelle madri che mandano i loro stipendi nel Paese d&#8217;origine, per sostenere le loro famiglie; che pensano costantemente ai figli e ai loro stessi genitori; che sacrificano la propria giovinezza, che sopportano enormi sacrifici. A queste donne dedichiamo il nostro approfondimento, chiedendo maggiori tutele per il loro lavoro e per la loro salute.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-948.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8711" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-948.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1140" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-948.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1140w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-948-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-948-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-948-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1140px) 100vw, 1140px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-947.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8712" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-947.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1140" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-947.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1140w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-947-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-947-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-947-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1140px) 100vw, 1140px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-946.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8713" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-946.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1140" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-946.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1140w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-946-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-946-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-946-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1140px) 100vw, 1140px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-945.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8714" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-945.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1140" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-945.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1140w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-945-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-945-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-945-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1140px) 100vw, 1140px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-949.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8715" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-949.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="361" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-949.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 361w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-949-169x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w" sizes="(max-width: 361px) 100vw, 361px" /></a></p>
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		<title>Primo marzo “Una giornata senza di noi”: lo sciopero dei migranti lavoratori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2015 07:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[contratti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della giornata del Primo Marzo, che consacra lo sciopero dei migranti lavoratori, vi proponiamo le parole di Maurizio Ambrosini durante una conversazione che L&#8217;Associazione per i Diritti Umani ha avuto in occasione&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
occasione della giornata del Primo Marzo, che consacra lo sciopero<br />
dei migranti lavoratori, vi proponiamo le parole di Maurizio<br />
Ambrosini durante una conversazione che L&#8217;Associazione per i Diritti<br />
Umani ha avuto in occasione del suo saggio dal titolo <i>Non<br />
passa lo straniero. Le politiche migratorie tra sovranità nazionale<br />
e diritti umani</i>, Cittadella editrice.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Più<br />
tardi pubblicheremo gli interventi video della<br />
manifestazione in Piazza Duomo, a Milano.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/03/images-45.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/03/images-45.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ecco le<br />
parole del Prof. Ambrosini che ringraziamo:
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“La<br />
società è sempre più variegata e plurale: matrimoni misti, classi<br />
scolastiche multietniche, anziani assistiti da persone straniere, ma<br />
questa integrazione nei fatti stenta a diventare un&#8217;integrazione<br />
culturale e, ancora di più, politica.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
passaggio, che sta avvenendo con fatica e che ci è richiesto con<br />
maggiore consapevolezza, è la visione multietnica dell&#8217;italianità:<br />
un domani &#8211; che piaccia o no e pur mantenendo le leggi attuali –<br />
avremo italiani con gli occhi a mandorla, italiani di pelle scura,<br />
italiani di religione islamica. L&#8217;“essere italiani” si sta<br />
sganciando da una vera o presunta omogeneità etnica e culturale per<br />
diventare un fatto di convivenza e un fatto di scelta&#8230;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;integrazione<br />
degli immigrati e dei rifugiati è sempre locale: le persone si<br />
integrano nel luogo dove vivono e lavorano, dove si sposano e mettono<br />
al mondo i figli. Le istituzioni nazionali, quindi, hanno la<br />
responsabilità di determinare i confini: sia quelli fisici (le<br />
possibilità di accesso al territorio) sia quelli simbilici (come, ad<br />
esempio, la cittadinanza). Superati questi ostacli, si tratta di<br />
dotare di sufficeinti risorse gli enti locali e prevedere che tasse e<br />
contributi – versati dagli immigrati – abbiano dei benefici<br />
tangibili anche sulla finanza locale.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Oggi gli<br />
immigrati, dal punto di vista fiscale e previdenziale, sono un buon<br />
affare per lo Stato che incamera contributi sul loro lavoro. Gli<br />
immigrati arrivano che sono già adulti, di solito, per cui non<br />
comportano costi di socializzazione; non sono ancora anziani e<br />
malati, per cui sono nella fascia attiva. Più di due milioni di<br />
immigrati lavorano regolarmente e pagano le tasse, mentre i costi che<br />
derivano dal loro inserimento nel territorio (scuole, asili nido,<br />
sanità) rimangono a carico degli enti locali. Su questo bisognerebbe<br />
fare una riflessione per riequilibrare, appunto, costi e benefici”.</p>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
IL<br />
LIBRO:</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
 <a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="post-668"></a>Le<br />
 politiche migratorie sono salite di rango nell’agenda delle forze<br />
 politiche, dei governi e dei parlamenti, non solo in Italia ma anche<br />
 in Europa e nel mondo. Sono un tema caldo delle campagne elettorali,<br />
 e sono oggetto di aspre campagne da parte di nuovi attori politici<br />
 in diversi paesi.</p>
<p> Le politiche degli ingressi, il<br />
 trattamento degli immigrati irregolari, l’accoglienza dei<br />
 rifugiati, l’accesso alla cittadinanza, la riaffermazione<br />
 dell’identità nazionale, la richiesta di adesione culturale agli<br />
 immigrati, sono temi dibattuti e controversi in tutti i paesi<br />
 sviluppati, e anche nei paesi emergenti. Spesso fra l’altro, in<br />
 tempi di bassa passione ideologica, assumono uno spiccato rilievo<br />
 simbolico: servono a definire le posizioni delle forze politiche e a<br />
 contrapporsi ai concorrenti. Il sovraccarico ideologico produce una<br />
 crescente divaricazione tra politiche dichiarate e politiche<br />
 praticate: le sanatorie ne sono l’esempio più evidente. Questo<br />
 vale nel caso italiano (7 in 25 anni), ma anche nel resto d’Europa,<br />
 dove 22 paesi su 27 ne hanno attuate tra il 1996 e il 2008,<br />
 regolarizzando da 5 a 6 milioni di immigrati.</p>
<p> Anche a livello locale, dove di<br />
 solito prevalevano pragmatismo e ricerca di soluzioni ragionevoli,<br />
 compaiono oggi politiche dichiarate di esclusione; spesso poi<br />
 inattuate o contrastate da attori pro-immigrati e dalla<br />
 magistratura, ma in ogni caso culturalmente e politicamente<br />
 influenti.</p>
<p> Nello stesso tempo però gli<br />
 immigrati acquistano ogni giorno legittimazione, voce e diritti,<br />
 mediante diverse pratiche di cittadinanza dal basso. Se il<br />
 multiculturalismo è oggi in declino, la diversità invece ottiene<br />
 crescente consenso. Nelle politiche urbane, diversità e coesione<br />
 sociale sono i nuovi termini che consentono di cercare soluzioni<br />
 praticabili per la gestione di società sempre più eterogenee.<br />
 Chiusura ed esclusione non sono univoche: le politiche migratorie<br />
 sono piuttosto un campo di battaglia, in cui alle tendenze ostili<br />
 agli immigrati si oppongono attori e pratiche sociali che promuovono<br />
 l’inclusione.</p>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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