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	<title>convenzioni Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>I diritti dei bambini del Myanmar</title>
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<p></p>



<p>di Alicia Brull Valle</p>



<p><br>Le Nazioni Unite, e in particolare i rappresentanti per i bambini e i conflitti armati e la violenza contro i bambini (Virginia Gamba e Najat Maalla M&#8217;jid) hanno esortato i militari del Myanmar a fermare la violenza diffusa contro i bambini.<br>Il 1° febbraio, l&#8217;esercito birmano (Tatmadaw) ha deposto il governo eletto del paese e dichiarato lo stato di emergenza. Storicamente, i militari birmani hanno avuto una forte influenza sul governo, dal momento che dopo l&#8217;indipendenza dalla Gran Bretagna è stato istituito un governo civile e poi sostituito da uno militare, che è durato 26 anni. In seguito, anche i tentativi di tornare alla democrazia sono stati soffocati dai militari, fino all&#8217;inizio della transizione democratica nel 2011. D&#8217;altra parte, e nonostante la trasformazione democratica del paese, i militari hanno mantenuto parte del potere politico, quindi la presenza militare nel governo del paese è stata praticamente lineare.<br>Dopo le elezioni del novembre 2020, vinte dalla Lega Nazionale per la Democrazia, l&#8217;esercito ha effettuato un colpo di stato nel febbraio di quest&#8217;anno, dopo il quale ha decretato lo stato di emergenza nel paese.<br>Sulla scia di questi eventi, un&#8217;ondata di violenza è scoppiata nel paese, colpendo soprattutto i bambini. L&#8217;ONU ha esortato l&#8217;esercito a fermare la violenza diffusa contro i bambini, poiché almeno 44 bambini sono state uccisi. D&#8217;altra parte, sono stati denunciati anche gli arresti arbitrari di bambini, che violano tutti i principi di protezione e i diritti umani dei bambini.<br>Secondo la Convenzione sui diritti dell&#8217;infanzia del 1989, i doveri di proteggere i diritti umani di coloro che sono considerati bambini (con questo si intendono le persone fino ai 18 anni, tranne nei casi in cui la maggiore età è raggiunta prima) si applicano non solo alle famiglie e ai tutori più diretti, ma anche alla comunità in generale. D&#8217;altra parte, il diritto alla vita è innegabile nel caso dei bambini, a cui si aggiunge il dovere di assicurare il più possibile il loro sviluppo e la loro sicurezza.<br>Inoltre, non si considera solo l&#8217;impatto diretto che la violenza contro i bambini può causare in termini fisici, ma anche le conseguenze psicologiche ed emotive che possono essere portate dai bambini per anni. A questo si aggiunge l&#8217;impossibilità per i bambini di ricevere un&#8217;educazione decente, un diritto sancito dalla Convenzione sui diritti dell&#8217;infanzia, in particolare dall&#8217;articolo 28.<br>Tutti questi elementi portano alla conclusione che i diritti umani dei bambini sono fortemente violati in Myanmar, e che, da vari punti di vista supportati da convenzioni e leggi esistenti, questa violenza diffusa contro i giovanissimi deve essere fermata.<br>Referenze:</p>



<ul><li>&#8220;Myanmar: la ONU pide detener la violencia generalizada contra los niños´´, Noticias ONU, https://news.un.org/es/story/2021/04/1490452?utm_source=rss&utm_medium=rss</li><li>Convention on the Rights of Child, 1989, Adopted and opened for signature, ratification and accession by General Assembly Resolution 44/25 of 20 November 1989 entry into force 2 September 1990, in accordance with article 49</li><li>Golpe de Estado en Birmania de 2021, Wikipedia https://es.wikipedia.org/wiki/Golpe_de_Estado_en_Birmania_de_202?utm_source=rss&utm_medium=rss</li></ul>
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		<title>Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2021 07:52:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>a cura di Farid Adly Negli approfondimenti pubblichiamo il comunicato dell’UIKI (Ufficio d&#8217;Informazione del Kurdistan in Italia), per la liberazione del leader curdo Abdullah Ocalan, da 22 anni in isolamento nel carcere dell&#8217;isola di&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>a cura di Farid Adly</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="349" height="248" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG_5969.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15173" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG_5969.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 349w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG_5969-300x213.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 349px) 100vw, 349px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Negli approfondimenti pubblichiamo il comunicato dell’UIKI (Ufficio d&#8217;Informazione del Kurdistan in Italia), per la liberazione del leader curdo Abdullah Ocalan, da 22 anni in isolamento nel carcere dell&#8217;isola di Imrali, in Turchia.</p>



<p>I titoli</p>



<p><strong>Yemen:</strong>&nbsp;Gli Houthi ammettono l&#8217;incendio avvenuto nel centro migranti di Sanaa: 44 morti e 193 feriti.</p>



<p><strong>Libano:</strong>&nbsp;Le proteste contro il carovita dilagano in un paese senza governo da 8 mesi.</p>



<p><strong>Libia-</strong>Tunisia: Visita del presidente Saied a Tripoli, primo capo di Stato in Libia dopo l&#8217;insediamento del nuovo governo.</p>



<p><strong>Palestina Occupata:</strong>&nbsp;25 giornalisti palestinesi detenuti in Israele per aver compiuto il loro dovere, quello di informare.</p>



<p>Le notizie</p>



<p><strong>Yemen</strong></p>



<p>Il canale tv Al-Maseera (Il Cammino) ha trasmesso le scuse del portavoce del movimento Houthi, Hossein Uzzi, per quello che ha definito un incidente nel quale sono morti 44 migranti e feriti altri 193. È la prima volta che l&#8217;incendio viene ammesso da parte dei ribelli che occupano la capitale Sanaa. Il rogo – secondo rapporti delle organizzazioni umanitarie presenti nella città – è avvenuto il 7 marzo in seguito alla caduta di obici su un serbatoio di carburante nel centro detenzione migranti. Quel giorno &#8211; raccontano alcuni superstiti &#8211; i migranti avevano fatto lo sciopero della fame e si erano rifiutati di tornare nelle camerate. Sono stati costretti al rientro con la forza delle armi e poi i guardiani hanno lanciato delle bombe incendiarie che hanno appiccato le fiamme in una vasta parte del centro, dove i migranti erano rinchiusi a chiave.</p>



<p><strong>Libano</strong></p>



<p>Un marzo caldo in Libano. Si sono rinnovate anche ieri le manifestazioni di protesta, in tutte le principali città libanesi, contro il carovita. A Beirut un gruppo di manifestanti ha tentato di occupare il ministero dell&#8217;economia, ma è stato bloccato dalla polizia. Il calo vertiginoso del cambio della lira ha causato un&#8217;inflazione senza precedenti. Secondo l&#8217;ente di statistica statale, rispetto al 31 dicembre 2020, l&#8217;inflazione è salita a 144%. Il paese è senza un governo in carica dall&#8217;agosto scorso.</p>



<p>Il presidente Aoun ha parlato in diretta TV ed ha annunciato l&#8217;imminente nascita del governo Hariri. Il quotidiano Al-Anouar ha scritto che entro tre giorni sarà formato il nuovo esecutivo.</p>



<p><strong>Tunisia-Libia</strong></p>



<p>Si è svolta ieri la visita ufficiale del presidente tunisino Qais Saied in Libia, dove si è incontrato con il capo del Consiglio presidenziale El-Menfi e il premier Dbeiba. Le relazioni economiche tra i due paesi hanno visto un calo a causa della situazione militare, malgrado che la Tunisia per i libici sia stata un canale di comunicazione con il mondo esterno. Saranno ripristinate le libertà di transito per passeggeri e merci e saranno firmati nuovi accordi commerciali. Per la Tunisia la frontiera libica è stata fonte di instabilità per il passaggio dei terroristi, i quali hanno compiuto attacchi contro le attività turistiche. Nello stesso tempo, i jihadisti tunisini sono stati il gruppo più numeroso operante in Libia: circa 3 mila miliziani.</p>



<p><strong>Palestina Occupata</strong></p>



<p>Il Comitato di sostegno ai giornalisti, un organismo giuridico internazionale con sede a Ginevra, ha pubblicato un rapporto sui detenuti palestinesi. L&#8217;occasione è la pronuncia della condanna al giornalista, Tamer Al-Barghouti a 10 mesi di carcere, arrestato lo scorso dicembre, mentre svolgeva il suo lavoro di informazione davanti al carcere israeliano di Ofer. Nelle prigioni israeliane sono reclusi 25 giornalisti palestinesi, arrestati tutti nel momento in cui svolgevano il loro lavoro. Nove sono stati processati e condannati, mentre 5 sono arrestati amministrativamente (senza intervento della magistratura) e altri 11 sono in stato di fermo senza accuse.</p>



<p>Approfondimento</p>



<p><strong>Aprite le porte di Imrali, adesso!</strong><br><br>Dichiarazione sulle voci sullo stato di salute di Öcalan<br><br>Oggi, il team legale di Öcalan, lo studio legale Asrin, ha pubblicato una lettera dedicata alle voci che ieri hanno iniziato a circolare diffusamente sullo stato di salute di Öcalan. Condividiamo le preoccupazioni degli avvocati. Così come la loro ragionevole e giusta richiesta per un immediato accesso ad Abullah Öcalan e ai loro tre assistiti nell’isola carceraria di Imrali. Gli avvocati sono stati bloccati nella consultazione con Abdullah Ocalan dal 7 agosto 2019, e dal 1999, Öcalan ha avuto solo una conversazione telefonica con un membro della famiglia, il 27 aprile 2020. Da allora gli avvocati non sono stati in grado in nessun modo di comunicare con i loro assistiti, sebbene sia un diritto costituzionale e legale dei loro assistiti consultare i loro avvocati.</p>



<p><br>In realtà Abdullah Öcalan, Ömer Hayri Konar, Hamili Yıldırım, e Veysi Aktaş nei fatti, sono stati completamente isolati per molto più tempo; il loro isolamento è stato rotto solo da uno sciopero della fame di Leyla Güven, che allora si trovava in carcere e che è stata di nuovo incarcerata, con altri detenuti e altre persone nel mondo che si sono unite. Adesso è in corso un altro sciopero della fame che è iniziato più di cento giorni fa.</p>



<p><br>Le politiche vendicative dello stato turco nei confronti di Öcalan e dei suoi compagni detenuti, rendono possibile che ogni voce sia vera; è impossibile verificare o non prendere in considerazione ogni affermazione sul suo stato di salute. Questo significa che ogni danno intenzionale nei suoi confronti passerà inosservato. Il silenzio delle organizzazioni e delle istituzioni internazionali è clamoroso. Il Consiglio d&#8217;Europa appare incapace di seguire le raccomandazioni fatte dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani e degradanti (CPT). Il Consiglio dei Ministri sta fallendo nell’imporre l’esecuzione delle sentenze della Corte Europea dei Diritti Umani, e le Nazioni Unite guardano solamente a come la Turchia calpesta ripetutamente tutti gli accordi e convenzioni internazionali.<br><br>Noi non stiamo chiedendo che i detenuti sull&#8217;isola di Imrali ricevano un trattamento speciale; al contrario, stiamo chiedendo che il loro trattamento speciale finisca. Abbiamo richiamato l&#8217;attenzione su questi su questi temi in numerose occasioni. Il sistema dell’isolamento nel carcere dell&#8217;isola di Imrali è al di fuori dei confini del diritto nazionale ed internazionale, e in violazione degli accordi e delle convenzioni sui diritti umani. L&#8217;intero complesso del carcere di Imrali deve essere smantellato. Tutti coloro che sono coinvolti nel mantenere il totale isolamento nel carcere dell&#8217;isola di Imrali stanno agendo illegalmente e sono coinvolti nella violazione dei diritti umani in corso.</p>



<p><br>Il solo modo per porre fine alla speculazione sullo stato di salute di coloro che sono incarcerati, e che preclude che ogni possibilità che queste voci diventino realtà è di rendere il carcere di Imrali trasparente.</p>



<p><br>Noi chiediamo la fine immediata dell’isolamento. Aprire le porte del carcere di Imrali adesso!<br>Chiediamo ancora una volta a tutti di:</p>



<p><br>• esercitare pressioni sulle istituzioni internazionali di cui la Turchia è parte, vale a dire il Consiglio<br>d&#8217;Europa e le Nazioni Unite, così come tutte le altre istituzioni politiche e dei diritti umani.<br>• esercitare pressioni sui vostri rappresentanti locali per porre fine all&#8217;isolamento<br>• aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi: “Freedom for Abdullah Öcalan—Peace in Kurdistan” now.</p>



<p><br><strong>International Initiative “Freedom for Abdullah Öcalan–Peace in Kurdistan” Cologne, 15 March 2021<br>URL of this statement:&nbsp;</strong><a href="https://www.freeocalan.org/news/english/open-the-gates-of-imrali-now?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>https://www.freeocalan.org/news/english/open-the-gates-of-imrali-now?utm_source=rss&utm_medium=rss</strong></a></p>
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		<title>Le contraddizioni dei valori fondamentali. Con il Prof. Paolo Branca</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2020 09:06:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ha avuto il piacere di ospitare il Prof. Paolo Branca che ci ha parlato delle contraddizioni umane e di quelle che riguardano tre concetti e termini fondamentali nell&#8217;ambito dei&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>ha avuto il piacere di ospitare il Prof. <strong>Paolo Branca</strong> che ci ha parlato delle contraddizioni umane e di quelle che riguardano tre concetti e termini fondamentali nell&#8217;ambito dei diritti umani: <strong>Uguaglianza, Libertà, Fraternità. </strong></p>



<p>Per un problema tecnico è possibile solo ascoltare le parole del prof. Branca che ringraziamo per la sua disponibilità.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Diritti, intercultura e... umorismo" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/20Axk56wXk0?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p>Tra i tanti libri del professore, vi consigliamo questa chicca (perchè si può parlare di argomenti seri anche con l&#8217;ironia): </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="221" height="326" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/sorriso.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14169" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/sorriso.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 221w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/sorriso-203x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 203w" sizes="(max-width: 221px) 100vw, 221px" /></figure></div>
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		<title>L&#8217;appello per abrogare i decreti sicurezza e gli accordi tra Italia-Libia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2019 06:56:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani aderisce all&#8217;appello e lo divulga. Care e cari,Ieri, come campagna&#160;#IOACCOLGO, abbiamo lanciato l&#8217;appello a Governo e Parlamento per l&#8217;abrogazione dei Decreti sicurezza e degli accordi Italia-Libia sulla gestione dei&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> aderisce all&#8217;appello e lo divulga.<br><br><br></td></tr></tbody></table>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="162" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/unnamed-1024x162.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13066" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/unnamed-1024x162.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/unnamed-300x47.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/unnamed-768x121.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td><a href="https://ioaccolgo.us4.list-manage.com/track/click?u=f2ac09ab9f57b0fdb59354aec&amp;id=007aa064fb&amp;e=f9a1e8ecf3&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>Care e cari,Ieri, come campagna&nbsp;<a href="https://ioaccolgo.us4.list-manage.com/track/click?u=f2ac09ab9f57b0fdb59354aec&amp;id=9a10254c81&amp;e=f9a1e8ecf3&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#IOACCOLGO</a>, abbiamo lanciato l&#8217;appello a Governo e Parlamento per l&#8217;abrogazione dei Decreti sicurezza e degli accordi Italia-Libia sulla gestione dei flussi migratori, vi chiediamo prima di tutto di sottoscrivere direttamente il nostro appello (CLICCA IL LINK SOTTO), di diffonderlo attraverso i vostri social (potete anche seguire e condividere dai nostri canali:&nbsp;<a href="https://ioaccolgo.us4.list-manage.com/track/click?u=f2ac09ab9f57b0fdb59354aec&amp;id=9783b096de&amp;e=f9a1e8ecf3&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">FACEBOOK</a>,&nbsp;<a href="https://ioaccolgo.us4.list-manage.com/track/click?u=f2ac09ab9f57b0fdb59354aec&amp;id=975a329859&amp;e=f9a1e8ecf3&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">INSTAGRAM</a>,&nbsp;<a href="https://ioaccolgo.us4.list-manage.com/track/click?u=f2ac09ab9f57b0fdb59354aec&amp;id=a6712a0001&amp;e=f9a1e8ecf3&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">TWITTER</a>) e di parlarne a tutti i vostri contatti per diffondere la voce il più possibile.</td></tr></tbody></table>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td><a href="https://ioaccolgo.us4.list-manage.com/track/click?u=f2ac09ab9f57b0fdb59354aec&amp;id=eab4d1bced&amp;e=f9a1e8ecf3&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">FIRMA L&#8217;APPELLO</a></td></tr></tbody></table>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/unnamed-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13067" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/unnamed-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/unnamed-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/unnamed-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/unnamed-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/unnamed-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/unnamed-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td><strong>INIZIATIVE IN TUTTA ITALIA IL 3 OTTOBRE</strong><br>Abbiamo chiesto a tutti gli enti presenti sui territori di attivarsi per organizzare delle              iniziative <strong>giovedì 3 ottobre (Giornata nazionale in memoria delle vittime                           dell&#8217;immigrazione). </strong>Vi chiediamo di mettervi in comunicazione con gli enti attivi sul vostro territorio e di             provare ad organizzare attività comuni e condivise. L&#8217;obiettivo è raccogliere firme (i moduli saranno disponibili a breve) e diffondere il nostro messaggio il più          possibile.<br>Per questo sarà importante riuscire a condividere e coordinare tutte le varie attività. La        nostra pagina eventi sul sito (<a rel="noreferrer noopener" href="https://ioaccolgo.us4.list-manage.com/track/click?u=f2ac09ab9f57b0fdb59354aec&amp;id=e8bf188e6e&amp;e=f9a1e8ecf3&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">LINK</a>). Nella stessa pagina è possibile segnalare le vostre             iniziative compilando un semplice form.</td></tr></tbody></table>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td><a href="https://ioaccolgo.us4.list-manage.com/track/click?u=f2ac09ab9f57b0fdb59354aec&amp;id=779f08be7c&amp;e=f9a1e8ecf3&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SEGNALA LA TUA INIZIATIVA</a></td></tr></tbody></table>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td><strong>IL RUOLO DEGLI ENTI LOCALI</strong><br> Fondamentale, per il successo della nostra campagna e dell&#8217;appello, il coinvolgimento degli enti locali attivi sul territori. Il nostro obiettivo deve essere quello di chiedere a più Comuni e Regioni di aderire alla campagna #ioaccolgo e di esporre la coperta termica nella giornata   del 3 ottobre, attraverso il Comitato locale della campagna o comunque attraverso il               coinvolgimento più ampio possibile delle organizzazioni aderenti.<br>Invitiamo, quindi, chiunque abbia contatti o possa in qualche modo raggiungere gli                amministratori locali di segnalarcelo con una mail a <a rel="noreferrer noopener" href="mailto:segreteria@ioaccolgo.it" target="_blank">segreteria@ioaccolgo.it</a>, in modo da      condividere un modello di lettera da inviare.</td></tr></tbody></table>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td>IL NOSTRO APPELLO</td></tr></tbody></table>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td><a href="https://ioaccolgo.us4.list-manage.com/track/click?u=f2ac09ab9f57b0fdb59354aec&amp;id=6451615ce0&amp;e=f9a1e8ecf3&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></td></tr></tbody></table>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td>Chiediamo al Governo e al Parlamento di abrogare i decreti Sicurezza e gli accordi con la Libia perché <strong>violano la nostra Costituzione e le Convenzioni internazionali, producono conseguenze negative sull’intera società italiana </strong>e ledono la nostra stessa umanità.Le nostre proposte:<strong>Reintrodurre il permesso di soggiorno per motivi umanitari e la residenza      anagrafica per i richiedenti asilo.</strong><br>Senza documenti i migranti sono condannati all’esclusione e allo sfruttamento, con                 conseguente aumento della marginalità e del disagio sociale.<br> <strong>Riaprire l’accesso dei richiedenti asilo al sistema di accoglienza integrata e diffusa       gestito dai Comuni</strong><br>Questo sistema (ex-SPRAR) prevede percorsi di formazione e inserimento lavorativo che        permettono una positiva inclusione nella società italiana.<br> <strong>Mai più morti in mare e persone lasciate per settimane sulle navi</strong><br>Chi rischia la vita in mare deve essere soccorso e fatto sbarcare al più presto in un porto        sicuro. E chi soccorre non può essere criminalizzato.<br> <strong>Stop ai respingimenti in Libia</strong><br>Annullare gli accordi Italia-Libia, sulla base dei quali i migranti vengono intercettati in mare e riportati in Libia, dove vengono rinchiusi nei centri di detenzione, in condizioni disumane e sottoposti a violenze e torture.</td></tr></tbody></table>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td><a href="https://ioaccolgo.us4.list-manage.com/track/click?u=f2ac09ab9f57b0fdb59354aec&amp;id=501c09e61b&amp;e=f9a1e8ecf3&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">FIRMA L&#8217;APPELLO</a></td></tr></tbody></table>
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		<item>
		<title>Chiudere i porti significa chiudere lo stato di diritto: appello al Presidente Mattarella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jun 2019 09:27:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani sostiene e divulga il seguente appello di Osservatorio Solidarietà Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica, ci rivolgiamo a Lei come alla massima autorità a garanzia del rispetto delle Istituzioni repubblicane&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="800" height="450" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/NYZIlIedAjIfYxN-800x450-noPad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12704" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/NYZIlIedAjIfYxN-800x450-noPad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/NYZIlIedAjIfYxN-800x450-noPad-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/NYZIlIedAjIfYxN-800x450-noPad-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>sostiene e divulga il seguente appello di Osservatorio Solidarietà</p>



<p>Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica,</p>



<p>ci rivolgiamo a Lei come alla massima autorità a garanzia del rispetto delle Istituzioni repubblicane e della Costituzione, per chiederLe di intervenire nel caso della nave Sea-Watch3, in stallo da &nbsp;otto giorni in acque internazionali, al limitare delle acque italiane, con a bordo 43 profughi divenuti ostaggi – insieme ai loro salvatori – di una politica dimostrativa che dimentica vite, esistenze, umanità.</p>



<p>A Lampedusa questa notte si dormirà sul sagrato della Chiesa per chiedere che i quarantatré naufraghi a bordo, sopravvissuti ai lager libici, vengano accolti in un porto sicuro e smettano di soffrire inutilmente, dopo tanto dolore già patito. Molti di loro soffrono di disidratazione e mal di mare, a causa dell’incessante rollio dello scafo, come affermato oggi dalla comandante della nave.</p>



<p>Questa notte – la notte che ironicamente conclude la Giornata mondiale del rifugiato – nemmeno noi dormiremo. Forse neppure Lei.</p>



<p>Ci appelliamo a Lei affinché non venga assunto dall’Italia alcun provvedimento che sia in contrasto con il rispetto dei diritti umani, il buon senso e l’eredità politica, giuridica e umana che ci è stata consegnata dai Padri costituenti, che vede il sacro e inderogabile principio della solidarietà richiamato nell’art. 2 della nostra Costituzione.</p>



<p>Chiediamo a Lei, signor Presidente, che è garante della nostra convivenza civile, che la pietas, la giustizia, l’inviolabilità dei diritti fondamentali, il principio di separazione dei poteri e il rispetto delle convenzioni internazionali sottoscritte dal nostro Paese continuino a essere la base della nostra vita democratica di cittadini.</p>



<p>Con gratitudine</p>



<p>Osservatorio solidarietà</p>



<p></p>



<p>Per firmare la petizione:  <br><a href="https://www.change.org/p/sergio-mattarella-chiudere-i-porti-significa-chiudere-lo-stato-di-diritto-appello-al-presidente-mattarella?recruiter=53067140&amp;utm_source=share_petition&amp;utm_campaign=psf_combo_share_initial&amp;utm_medium=whatsapp&amp;utm_content=washarecopy_16236498_it-IT%3Av1&amp;recruited_by_id=e8d86110-b255-0130-e9e7-3c764e04873b&amp;share_bandit_exp=initial-16236498-it-IT&amp;share_bandit_var=v3&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.change.org/p/sergio-mattarella-chiudere-i-porti-significa-chiudere-lo-stato-di-diritto-appello-al-presidente-mattarella?recruiter=53067140&amp;utm_source=share_petition&amp;utm_campaign=psf_combo_share_initial&amp;utm_medium=whatsapp&amp;utm_content=washarecopy_16236498_it-IT%3Av1&amp;recruited_by_id=e8d86110-b255-0130-e9e7-3c764e04873b&amp;share_bandit_exp=initial-16236498-it-IT&amp;share_bandit_var=v3&utm_source=rss&utm_medium=rss</a> </p>
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		<title>Aggiornamento da Riccardo Gatti: comandante della nave Astral e capo missione della Open Arms</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Oct 2018 15:54:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Così ha scritto, circa nove ore fa, Riccardo Gatti, comandante dell’Astral e capo missione della Open Arms, le navi della Ong spagnola Proactiva Open Arms . Associazione per i Diritti umani &#8211; che fa parte  di Osservatorio&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/img_02101.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11467" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/img_02101.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="750" height="537" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/img_02101.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 750w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/img_02101-300x215.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></div>
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<div dir="auto">Così ha scritto, circa nove ore fa, Riccardo Gatti, comandante dell’Astral e capo missione della Open Arms, le navi della Ong spagnola <a class="spip_out" href="http://www.proactivaopenarms.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external noopener">Proactiva Open Arms </a>.</div>
<div dir="auto"><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> &#8211; che fa parte  di Osservatorio Solidarietà &#8211; resterà in contatto con Riccardo Gatti, che ringrazia moltissimo, e vi terrà aggiornate/i.</div>
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<div dir="auto">Attualmente vi scrivo da bordo dell’Astral, ora a circa 40 miglia a nord di Sabratah. Stiamo navigando in prossimità della Mare Jonio del progetto Mediterranea.</div>
<div dir="auto">Abbiamo potuto testimoniare come, a giorno d’oggi, tutti i canali di comunicazione di attivazione dei soccorsi da parte delle istituzioni che dovrebbero per normativa farlo, sono silenti, anche se si continuano a mettere in atto intercettazioni da parte della cosiddetta guardia costiera libica di imbarcazioni di persone che cercano di arrivare alle coste Europee.</div>
<div dir="auto">L’unico modo che abbiamo per sapere dove e se vi sono imbarcazioni da soccorrere è appoggiarci all’aereo Colibrí della ong francese Pilotes Volontaires.</div>
<div dir="auto">Stiamo vedendo come, a livello operativo, si lasciano le navi delle ong in disparte, non facendole partecipi delle informazioni riguardanti imbarcazioni in distress, cosa che dovrebbe essere fatta per obblighi dettati dalle convenzioni internazionali, rendendo le operazioni di ricerca e soccorso estremamente difficili.</div>
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<div dir="auto">Vi racconto tutto ciò per due motivi: il primo è evidentemente aggiornarvi sulla situazione nel mar mediterraneo. Il secondo è per ritornare ad affermarvi che gli sforzi e il supporto dell’Osservatorio è, ed è stato, per le ong fondamentale in quanto facente parte di quella rete di resistenza attiva alle grandi violazioni riguardanti tutto ciò che ha a che fare la solidarietá e l’appoggio alle persone in viaggio.</div>
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