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	<title>Corte Costituzionale Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Corte Costituzionale Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Ergastolo ed abbreviato</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jun 2019 07:25:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Di Alessia Sorgato (avvocato) Lo scorso 12 aprile 2019 è stata approvata la legge n. 33 che impedisce di chiedere il rito abbreviato agli accusati di un delitto per cui prevista la pena dell’ergastolo.&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="194" height="259" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/imgres5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12700"/></figure></div>



<p>Di
Alessia Sorgato (avvocato)</p>



<p>Lo
scorso 12 aprile 2019 è stata approvata la legge n. 33 che impedisce
di chiedere il rito abbreviato agli accusati di un delitto per cui
prevista la pena dell’ergastolo. 
</p>



<p>La
Novella è stata annunciata – forse a torto – nel solco di una
politica, anche legislativa, di stampo apparentemente più rigoroso,
ed ha incontrato reazioni svariate a seconda della provenienza:
fortemente critico il mondo dell’avvocatura, più o meno favorevole
l’opinione pubblica. 
</p>



<p>Il
divario, a modesto parer mio, dipende non tanto dalla coloritura
partitica della legge (peraltro, non nuova nel panorama italiano)
quanto dall’estremo allarme sociale destato dai delitti
astrattamente puniti con la sanzione più afflittiva: l’ergastolo
infatti è previsto, tra gli altri, per strage, omicidio e sequestro
di persona aggravati.</p>



<p>Il
rito abbreviato, dal canto suo, è stato introdotto con la riforma
del codice di procedura penale del 1988 e consente la definizione del
processo “allo stato degli atti” presenti nel fascicolo del
giudice per l’udienza preliminare quindi, di fatto, sulle
risultanze delle indagini e sugli eventuali apporti delle difese
(anche della vittima, quindi).</p>



<p>La
sua premialità, ossia lo sconto di pena di un terzo, va messa in
correlazione col notevole risparmio di tempo e di risorse che tale
scelta comporta: sarà sufficiente infatti un giudice ed il suo
cancelliere contro gli otto componenti della Corte d’Assise – due
togati e sei laici – più tutti i giudici popolari supplenti e, di
prassi, alla decisione si arriverà in una, massimo due o tre
udienze.</p>



<p>Il rapporto tra abbreviato ed ergastolo quindi è matematico: qualora l’imputato opti per questo rito, in caso di condanna non gli verrà comminata la pena perpetua, ma la reclusione per trent’anni (almeno in linea teorica perché, come vedremo questo è il primo punto su cui si sono registrate le alterne vicende della norma).</p>



<p>Ma è soprattutto un rapporto a singhiozzo, scandito da numerosi rimaneggiamenti sia ad opera del legislatore che della Corte Costituzionale. All’inizio, infatti, per accedere al rito abbreviato era necessario il consenso del Pubblico Ministero, elemento questo su cui obiettivamente si poteva lavorare, per esempio subordinandolo a qualche forma di risarcimento o restituzione a favore della vittima o, peggio, di chi restava a piangerla.  </p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="724" height="483" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/giustizia-ThinkstockPhotos-676815338-jpg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12701" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/giustizia-ThinkstockPhotos-676815338-jpg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/giustizia-ThinkstockPhotos-676815338-jpg-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /><figcaption>gavel, scales of justice, books, wooden table and blue background</figcaption></figure>



<p>Nel
1991 fu escluso per i reati puniti con l’ergastolo, e questo
proprio in virtù della critica da parte della Consulta alla
sostituzione automatica con la pena a trent’anni. Anche allora si
aprirono i fronti del dibattito, diviso tra chi optava per la
possibilità di procedere allo stato degli atti, salvo poi non
concedere sconti di pena e chi invece stava a favore della
inammissibilità tout court. 
</p>



<p>Nel
1999 con la legge c.d. Carotti le cose sono tornate <em>ab
origine</em>:
abbreviato ammesso ed ergastolo convertito in trent’anni di
reclusione. 
</p>



<p>Vent’anni
dopo, il nuovo <em>revirement</em>,
con automatica esclusione del rito, salvo il recupero degli sconti di
pena se, a conclusione dell’udienza preliminare o del successivo
dibattimento, emerga che il delitto commesso non merita ergastolo ma
una pena inferiore (per fornire un esempio banale, se si scopra che
il soggetto sequestrato non è deceduto, ma è ancora in vita).</p>



<p>Personalmente
prevedo nuove questioni di legittimità costituzionale ed il fatto
che non se ne registrino ancora dipende solo dal fattore temporale:
entrata in vigore il 20 aprile 2019, la legge si applica solo a fatti
commessi successivamente a tale data, il che comporta che mentre si
scrive questo articolo (giugno 2019) nessuna indagine per delitti
così efferati può essere stata conclusa ed approdata in udienza
preliminare (sede in cui presumibilmente verranno sollevate le
eccezioni).</p>



<p>Alla
base del rischio che questa norma venga nuovamente travolta ci sono,
anzitutto, quasi novant’anni di giurisprudenza sull’art. 3 della
Costituzione, dedicato al principio di eguaglianza, così
efficacemente riassunto in qualsiasi aula giudiziaria con la frase
“La legge è uguale per tutti”. 
</p>



<p>E
se di primo acchito può sembrare una formula di facciata, dedicata
alla parità di diritti che vanno riconosciuti ad accusati abbienti
come ai poveri, ai cittadini come agli stranieri, e così via,
precisandola nel senso che qui ci interessa sta a significare una
cosa differente, ossia che tutti gli imputati, qualsiasi sia il reato
di cui devono rispondere, devono accedere alla Giustizia alle
medesime condizioni.</p>



<p>Questo
mi pare il vero <em>vulnus</em>
della questione.</p>



<p>Trovo
assolutamente marginale il discorso del risparmio di tempo e del
risparmio di denaro perché di fronte alla morte (perché di questo
stiamo parlando) nessuno può permettersi di risparmiare o
risparmiarsi: quello che i cittadini chiedono è giustizia, equità,
riparazione.</p>



<p>Le
statistiche sull’incidenza del rito abbreviato proprio in casi di
omicidio (che pare essere molto alta), che la nuova legge
sbaraglierebbe a favore di lunghi dibattimenti con testimoni e magari
periti e quant’altro, si spiegano non tanto con la furbesca
attitudine dell’imputato a cercare di “sfangarla” con una pena
più breve. Questo è quello che si è fatto credere alla gente. Di
fatto stiamo parlando della differenza (non così marcata) tra un
“fine pena mai” e trent’anni di carcere; tra un ergastolo con
ed un ergastolo senza isolamento diurno. Non ci passano decine di
anni di carcere in meno.</p>



<p>Noi
operatori del diritto conosciamo una realtà ben diversa, che non si
limita ai reati più gravi, ma che costituisce la regola generale per
qualsiasi penalista. L’abbreviato è il rito dei “molto
colpevoli” o dei “molto innocenti”. In caso di “tanta prova”,
esattamente come in caso di “poca prova”, perché rischiare con
un processo ordinario, dove qualsiasi testimone convocato di persona
potrebbe aggravare la situazione?</p>



<p>Si
chiudono i giochi con quel che c’è nel fascicolo all’udienza
preliminare: se l’imputato è spacciato, tanto vale che abbia uno
sconto di pena. Se contro di lui si è raccolto poco, allora c’è
caso che il giudice lo assolva (molto più raro, infatti, che un
G.u.p. pronunci sentenza di non luogo a procedere).</p>



<p>All’allarme
sociale destato da questi gravissimi delitti (si pensi ai
femminicidi, che hanno ispirato anche la sottoscritta a formulare
proposte di legge che attenuassero l’innegabile scotto pagato dai
famigliari della vittima) e, soprattutto, al senso di ingiustizia che
aleggia ormai nel nostro Paese, si può rispondere in modo molto più
efficace.</p>



<p>Ma
fino a quando il legislatore non ascolterà chi ha proposte davvero
concrete da offrire, lavoreremo con leggi fatte di elastico, oggi
allungatissime, domani rotte.</p>
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		<title>&#8220;Stay human, Africa!&#8221;: Democrazia familiari &#8220;dinosaure&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 May 2016 08:44:09 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-321.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5982" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5982" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-321.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (321)" width="860" height="502" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-321.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 860w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-321-300x175.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-321-768x448.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 860px) 100vw, 860px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-333.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5985" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""> </a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">di Veronica Tedeschi</span></span></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;">L’immagine dell’Africa è piena di pregiudizi e pietismo, indotti in primo luogo dal giornalismo occidentale. L’Africa si sta rialzando ed è in continua evoluzione. </span></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><a name="_GoBack"></a><span style="font-family: Arial, serif;">C’è, però, un problema che incombe sui paesi africani da anni: le così dette classi dirigenti “dinosauri” &#8211; come ama chiamarle Raffaele Masto &#8211; o, per meglio capirci, quelle finte democrazie africane governate da Presidenti troppo attaccati alla poltrona. Personaggi che hanno modificato le Costituzioni pur di potersi ricandidare o che hanno scatenato guerre civili all’interno dei paesi per le loro continue candidature.</span></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;">Quelli che vedrete di seguito sono solo alcuni dei Presidenti che governano paesi africani da decenni senza possibilità di cambiamento. Questo è uno dei problemi dell’Africa e questa è la criticità che l’Occidente dovrebbe affrontare per prima: lo sradicamento di questi personaggi una volta per tutte.</span></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-322.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5983" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5983 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-322.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (322)" width="292" height="164" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-322.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 624w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-322-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 292px) 100vw, 292px" /></a>Teodoro Obiang Nguema</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">. Presidente della </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Guinea Equatoriale </b></span><span style="font-family: Arial, serif;">dal 1979. Capo di Stato più longevo di tutta l’Africa, negli anni 90 ha condotto una politica basata sullo sfruttamento dei giacimenti petroliferi presenti nel suo Stato.</span></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-334.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5984" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-5984 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-334.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (334)" width="275" height="183" /></a>  Denis Sassou Nhuesso</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">. Presidente della </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Repubblica Democratica del Congo</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> dal 1979.</span></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-333.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5985" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5985 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-333.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (333)" width="388" height="233" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-333.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 460w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-333-300x180.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 388px) 100vw, 388px" /></a>   Yahya Jammeh</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> . Presidente del </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Gambia;</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> assunse il potere nel 1994 con un golpe. È fortemente criticato dalla comunità internazionale per le sue politiche apertamente in contrasto con i diritti umani e per il suo atteggiamento repressivo nei confronti degli omosessuali.</span></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b>  <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-332.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5986" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5986 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-332.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (332)" width="284" height="152" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-332.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-332-300x161.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 284px) 100vw, 284px" /></a> Josè Eduardo dos Santos.</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> Presidente dell’</span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Angola </b></span><span style="font-family: Arial, serif;">dal 1979. Nonostante le accuse di corruzione e repressione della libertà di espressione che hanno segnato la sua lunga amministrazione, nel 2010 venne eletto per un nuovo mandato, secondo il dettato della Costituzione che non prevede più l’elezione diretta del Presidente.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-331.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5987" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5987 alignleft" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-331.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (331)" width="364" height="242" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-331.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 709w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-331-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 364px) 100vw, 364px" /></a>  Mohamed Abdelaziz</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">. Presidente in esilio della </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Repubblica Democratica Araba dei Sahraui.</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> Nazionalista laico, ha alle sue spalle ben 40 anni di presidenza.</span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-330.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5988" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5988 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-330.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (330)" width="231" height="130" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-330.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 620w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-330-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 231px) 100vw, 231px" /></a>    Paul Biya</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> . Secondo presidente del </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Camerun</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">, carica che ricopre da più di un trentennio (dal 1982).<br />
</span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b>    <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-329.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5989" data-rel="lightbox-image-8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5989 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-329.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (329)" width="334" height="209" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-329.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 620w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-329-300x188.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 334px) 100vw, 334px" /></a> Robert Mugabe</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">. Dal 1987 ricopre la carica di Presidente dello </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Zimbawe.</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> È accusato di aver instaurato un regime dittatoriale nel suo Pese, gli è impedita l’entrata nell’Unione Europea e negli Stati Uniti, tranne per la partecipazione di eventi organizzati dalle Nazioni Unite.<br />
</span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-328.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5990" data-rel="lightbox-image-9" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5990 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-328.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (328)" width="254" height="164" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-328.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 631w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-328-300x194.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 254px) 100vw, 254px" /></a>     Yoweri Museveni </b></span><span style="font-family: Arial, serif;">. Presidente dell’</span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Uganda</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> dal 1986.</span> <span style="font-family: Arial, serif;">Ha apportato una relativa stabilità e crescita economica all&#8217;Uganda dopo decenni di ribellioni e guerre civili, esclusa la situazione delle regioni settentrionali del paese.<br />
</span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-327.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5991" data-rel="lightbox-image-10" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5991 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-327.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (327)" width="253" height="161" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-327.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 787w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-327-300x191.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-327-768x490.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 253px) 100vw, 253px" /></a>    </b></span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Alpha Condè.</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> Presidente della </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Guinea </b></span><span style="font-family: Arial, serif;">dal 2010. Ha subito un attentato da parte di alcune persone di spicco del precedente regime nel quale è rimasto ucciso un uomo della sua scorta.</span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-326.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5992" data-rel="lightbox-image-11" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5992 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-326.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (326)" width="248" height="188" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-326.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 360w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-326-300x228.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 248px) 100vw, 248px" /></a>     </b></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Isayas Afewerki</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">. Presidente dell’ </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Eritrea </b></span><span style="font-family: Arial, serif;">dal 1993, da quando il paese si è dichiarato indipendente dall’Etiopia.</span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-325.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5993" data-rel="lightbox-image-12" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5993 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-325.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (325)" width="211" height="135" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-325.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 784w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-325-300x192.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-325-768x492.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 211px) 100vw, 211px" /></a>     Pierre Nkurunziza</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">. Presidente del </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Burundi</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> dal 2005. Il 21 luglio 2015 il Burundi ha votato per le elezioni presidenziali.  Il risultato non è diverso da quanto ci si aspettava: Pierre Nkurunziza è stato rieletto per un terzo mandato con il 69% delle preferenze. </span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;">LEGGI ANCHE: </span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/2015/08/08/elezioni-non-credibili/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Arial, serif;">Elezioni non credibili – Per I Diritti Umani</span></a></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b>  <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-324.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5994" data-rel="lightbox-image-13" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5994 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-324.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (324)" width="230" height="173" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-324.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 669w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-324-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 230px) 100vw, 230px" /></a>    Joseph Kabila</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">. Presidente della </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Repubblica democratica del Congo</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> dal 2001 in seguito all’assassinio di suo padre.<br />
</span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-323.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5995" data-rel="lightbox-image-14" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5995 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-323.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (323)" width="178" height="133" /></a>   Paul Kagame</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">. Presidente del </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Rwanda.</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> 51 anni, molto popolare nelle zone rurali del paese,<br />
meno nella capitale Bujumbura, secondo i suoi avversari è spietato e<br />
corrotto e la sua decisione di candidarsi ad un terzo<br />
mandato,<br />
accettata il 5 maggio 2015 dalla Corte Costituzionale, ha scatenato nel<br />
paese una serie di rivolte che hanno portato a più di 30 morti.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"> LEGGI ANCHE: </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, serif;"> <a href="http://www.peridirittiumani.com/2015/06/13/un-presidente-che-non-cede/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Un Presidente che non cede – Per I Diritti Umani</a><br />
</span></p>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/05/21/stay-human-africa-democrazia-familiari-dinosaure/">&#8220;Stay human, Africa!&#8221;: Democrazia familiari &#8220;dinosaure&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>La laicità è donna: per una rinascita culturale declinata al femminile</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/04/24/la-laicita-e-donna-per-una-rinascita/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 04:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
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		<category><![CDATA[giuridico]]></category>
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		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[libro La laicità è donna]]></category>
		<category><![CDATA[Marilisa D'amico]]></category>
		<category><![CDATA[procreazione assistita]]></category>
		<category><![CDATA[saggio]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2013/04/24/la-laicita-e-donna-per-una-rinascita/</guid>

					<description><![CDATA[<p>E&#8217; da poco stato pubblicato, per le edizioni L&#8217;asino d&#8217;oro, un piccolo, ma importante saggio dal titolo La laicità è donna di Marilisa D&#8217;Amico. Marilisa D&#8217;Amico è Professore ordinario di Diritto costituzionale presso l&#8217;Università&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/04/24/la-laicita-e-donna-per-una-rinascita/">La laicità è donna: per una rinascita culturale declinata al femminile</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://1.bp.blogspot.com/-LCnC-JVP450/UXd8-h0Sx3I/AAAAAAAAAqo/SzJKBh63qr4/s1600/LIBRO+d%27AMICO.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/LIBRO-dAMICO.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E&#8217; da<br />
poco stato pubblicato, per le edizioni L&#8217;asino d&#8217;oro, un piccolo, ma<br />
importante saggio dal titolo <i>La<br />
laicità è donna </i>di<br />
Marilisa D&#8217;Amico. </p>
</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Marilisa<br />
D&#8217;Amico è Professore ordinario di Diritto costituzionale presso<br />
l&#8217;Università degli Studi di Milano, avvocato cassazionista, direttore della Sezione di Diritto costituzionale presso il<br />
Dipartimento di diritto pubblico italiano e sovranazionale e, dal<br />
2011, è membro del Consiglio comunale e presidente della Commissione<br />
affari istituzionali del Comune di Milano. Con questo volume ha<br />
voluto analizzare i nodi che intralciano il percorso della piena<br />
realizzazione dei diritti delle donne, con particolare riferimento<br />
alla mancata applicazione del principio di laicità costituzionale.
</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
testo presenta un linguaggio chiaro, approfondimenti interessanti e<br />
densi di riferimenti alle esperienze professionali dell&#8217;autrice da<br />
cui si evince la passione e l&#8217;onestà con cui Marilisa D&#8217;amico ha<br />
voluto esprimere la sua fiducia nelle risorse e nelle energie di<br />
tutte quelle donne, giovani e meno giovani, che oggi, come nel passato, si impegnano per una società più<br />
equilibrata e giusta.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
rivolto alcune domande alla Prof.ssa Marilisa D&#8217;Amico
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
<i>Perché<br />
ha scelto di citare, in apertura del saggio, Teresa Mattei?</i></div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
scelta di citare in apertura questo estratto da un intervento in<br />
Assemblea costituente di Teresa Mattei è legato in modo profondo<br />
alla mia volontà di dedicare questo scritto alle donne della mia<br />
vita, quelle che mi hanno aiutato a crescere.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
brano di Teresa Mattei vuole essere un tributo alle energie e alle<br />
capacità femminili, troppo spesso, ancora nascoste e inutilizzate.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Serve<br />
a ricordarci l’importanza della partecipazione delle donne alla<br />
vita del nostro Paese e quanto ancora lunga sia la strada verso una<br />
democrazia, che si dimostri a tutti gli effetti e livelli paritaria.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Teresa<br />
Mattei parla di “un cammino liberatore” ed è qui che mi rivolgo<br />
alle giovani donne, perché sappiano farsi portavoce della<br />
convinzione che la parità, in ogni settore della vita di un Paese, è<br />
condizione imprescindibile per la costruzione di una società nuova e<br />
più giusta.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Questo<br />
brano di Teresa Mattei unisce tutte le donne in un percorso comune,<br />
ricordandoci da dove veniamo e dove vogliamo arrivare.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
<i>Qual<br />
è la differenza tra “laicità” e “metodo laico”?</i></div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
laicità è un principio costituzionale “supremo”, non<br />
espressamente scritto nella Costituzione, che la nostra Corte<br />
costituzionale ha ricavato da alcuni principi costituzionali in una<br />
fondamentale sentenza del 1989.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
principio di laicità all’”italiana” è un principio di laicità<br />
c.d. “positivo”, che non significa indifferenza dello Stato nei<br />
confronti del fenomeno religioso, ma, viceversa, garanzia per la<br />
salvaguardia della libertà di religione, in un regime di pluralismo<br />
confessionale e culturale.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
E’<br />
sulla base di queste affermazione che nel mio scritto descrivo la<br />
laicità come “una casa comune”. Una casa comune dove tutti i<br />
cittadini siano liberi di scegliere la propria visione della vita,<br />
senza prevaricazioni degli uni sugli altri.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Dal<br />
principio di laicità discende, allora, quello che io definisco il<br />
“metodo laico”.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
laicità costituzionale non è, infatti, da intendersi solo come<br />
separazione dell’ordine statale e religioso, ma anche come un<br />
metodo che passa innanzitutto attraverso il dialogo e il confronto e<br />
che porta all’apertura alle differenti realtà sociali, nel senso<br />
della loro inclusione.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
metodo laico è quel metodo, che dovrebbe essere adottato dalle<br />
istituzioni e che garantisce la piena tutela dei diritti fondamentali<br />
e la tenuta dell’ordinamento democratico nella difesa della nostra<br />
libertà.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
<i>Quale<br />
può essere il legame tra legislatore, giudice e cittadino?</i>
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
uno Stato costituzionale come il nostro, i diritti fondamentali,<br />
quelli che toccano più da vicino la vita delle persone, ricevono<br />
tutela in spazi e in luoghi diversi.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Gli<br />
attori di questa tutela, che spesso assume i caratteri di una<br />
contesa, sono il legislatore, i giudici, comuni e costituzionale, i<br />
cittadini.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
All’interno<br />
del nostro ordinamento, infatti, i diritti fondamentali possono<br />
ricevere una consistenza diversa a seconda che vengano fatti oggetto<br />
della disciplina del legislatore o delle decisioni dei giudici.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Un’ipotesi<br />
ancora diversa è quella che si verifica quando siano gli stessi<br />
cittadini, attraverso lo strumento del <i>referendum</i><br />
abrogativo, a intervenire a tutela dei propri diritti.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Esiste,<br />
dunque, certamente un legame tra i diversi attori dell’ordinamento<br />
che porta, però, spesso a situazioni conflittuali in cui i giudici<br />
contraddicono o anticipano le scelte del legislatore e, talvolta,<br />
sembrano i soggetti migliori per decidere le questioni più<br />
controverse.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
<i>Nel<br />
libro sono approfonditi alcuni temi a lei cari, quali: l&#8217;interruzione<br />
di gravidanza, la fecondazione assistita, i diritti delle donne<br />
straniere. Può raccontarci una sua esperienza come avvocato<br />
costituzionalista?</i></div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Nella<br />
mia esperienza come avvocato, credo che uno dei momenti di maggiore<br />
soddisfazione sia stata la vittoria ottenuta nel giudizio davanti<br />
alla Corte costituzionale, in tema di fecondazione medicalmente<br />
assistita.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Nel<br />
2009, insieme ad altri avvocati, sono infatti riuscita a fare<br />
dichiarare incostituzionale uno dei limiti più irragionevoli della<br />
legge n. 40/2004.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
particolare, era stato chiesto alla Corte costituzionale di<br />
pronunciarsi su quella norma della legge n. 40/2004, che limitava a<br />
tre il numero massimo di embrioni destinati all’impianto,<br />
nell’ambito delle tecniche di fecondazione medicalmente assistita<br />
di tipo omologo.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Si<br />
trattava di un limite rigido che aveva ripercussioni notevoli sulla<br />
salute psico-fisica della donna e che rendeva molto difficile per le<br />
coppie sterili e infertili, a cui pure la legge si rivolgeva,<br />
ottenere una gravidanza.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
limite rigido dei tre embrioni costituiva, inoltre, l’espressione<br />
più tangibile dell’approccio ideologico del legislatore del 2004<br />
al tema della procreazione artificiale. Un embrione che, stando alla<br />
lettera della legge, avrebbe dovuto ricevere la tutela più forte, in<br />
quanto soggetto più debole, rispetto ai diritti di tutti gli altri<br />
soggetti coinvolti.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
quell’occasione, la Corte costituzionale ci ha dato ragione,<br />
dichiarando incostituzionale quel limite e ridando speranza e<br />
consistenza al diritto di tante coppie di poter avere un bambino,<br />
avvalendosi delle tecniche di fecondazione medicalmente assistita.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
soddisfazione è stata enorme e, tuttavia, il percorso per arrivare<br />
alla Corte è stato lungo, complesso e non privo di difficoltà.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
un sistema come il nostro che non consente al cittadino di rivolgersi<br />
direttamente alla Corte costituzionale, la principale difficoltà che<br />
mi trovo quotidianamente ad affrontare, come avvocato, riguarda<br />
proprio l’accesso al giudizio davanti alla Corte costituzionale.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Di<br />
fronte a scelte legislative ideologiche, come nel caso della legge<br />
sulla fecondazione medicalmente assistita, l’unica strada per<br />
tutelare i diritti fondamentali dei cittadini è, infatti, quella<br />
giudiziaria nel tentativo di giungere dinanzi alla Corte<br />
costituzionale.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Da<br />
qui le difficoltà per noi avvocati, ma anche le soddisfazioni<br />
quando, come è accaduto con la decisione n. 151/2009 della Corte<br />
costituzionale, riusciamo a portare le istanze dei cittadini davanti<br />
alla Corte e ad ottenere la tutela di quei diritti fondamentali di<br />
cui il legislatore, sbagliando, si sia disinteressato.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
<i>A<br />
che punto è il nostro Paese riguardo al rapporto tra laicità e<br />
libertà?</i>
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Nel<br />
libro ho descritto tutta una serie di vicende dalle quali è<br />
possibile trarre alcune conclusioni su questo punto.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Lo<br />
smarrimento del principio di laicità costituzionale determina<br />
conseguenze negative, in primo luogo, sulla libertà dei cittadini,<br />
che la Costituzione tutela al suo articolo 2.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
significato più profondo della laicità si collega, infatti, al<br />
termine libertà, espressione del diritto di autodeterminazione<br />
dell’individuo, intesa come fiducia nel cittadino di scegliere in<br />
base ai propri convincimenti.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
soluzioni normative di cui si dà ampio conto nello scritto non fanno<br />
che evidenziare l’atteggiamento moralizzatore e ideologico di un<br />
legislatore, che invece che bilanciare diritti, li gioca gli uni<br />
contro gli altri. In luogo dell’individuazione di un punto di<br />
equilibrio, di uno spazio comune in cui i diritti fondamentali di<br />
tutti possano ricevere tutela, si assiste a soluzioni non laiche,<br />
calate dell’alto, che privilegiano i diritti di alcuno contro<br />
quelli di altri.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Si<br />
pensi alla legge n. 40/2004, in materia di fecondazione assistita,<br />
emblematica di come il legislatore scelga di assegnare un’indubbia<br />
prevalenza ai diritti dell’embrione a discapito di quelli delle<br />
coppie.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Ritengo,<br />
in estrema sintesi, che sul tema dei diritti fondamentali dei<br />
cittadini il nostro Paese si trovi in una posizione di pericolosa<br />
arretratezza, a cui la politica, sinora, non ha saputo fornire<br />
risposte adeguate.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
<i>Infine,<br />
può spiegare il significato del titolo del suo lavoro: La laicità è<br />
donna? </i>
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
scelta del titolo si lega fortemente alla convinzione per la quale<br />
ritengo che la perdita della tenuta laica del nostro Stato, che vede<br />
sempre più spesso i diritti fondamentali oggetto di una lotta, di<br />
una tensione tra visioni diverse e contrastanti, si ripercuota<br />
negativamente, in modo particolare, sui diritti delle donne.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Da<br />
qui, la scelta di ripercorrere alcune delle principali questioni che<br />
sorgono a fronte della confusa e spesso insufficiente applicazione<br />
del principio di laicità costituzionale.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Gli<br />
effetti di questo smarrimento del principio di laicità sono,<br />
infatti, molto chiari se si guarda ad alcuni episodi degli ultimi<br />
anni, che hanno visto le donne, loro malgrado, protagoniste.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Mi<br />
riferisco alla vicenda della legge sulla procreazione medicalmente<br />
assistita, ai tentativi di paralizzare la legge sull’interruzione<br />
volontaria di gravidanza, all’assenza delle donne nelle<br />
istituzioni.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Esempi<br />
dai quali emerge come la crisi del principio di laicità tocchi prima<br />
di tutto il ruolo e la posizione delle donne nella società. Donne<br />
assenti nelle istituzioni e negli organi decisionali, donne costrette<br />
a una visione della maternità come supremo sacrificio, donne private<br />
del diritto fondamentale di decidere se portare avanti o meno una<br />
gravidanza.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Donne<br />
che non possono scegliere, emarginate e, spesso, sole.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Ho<br />
scelto di dedicare questo mio lavoro alle donne della mia vita,<br />
sentendo in modo molto forte il compito di un mio impegno civile e<br />
politico, nella speranza che siano le giovani donne ad accettare e,<br />
finalmente, a vincere la grande sfida di costruire una democrazia<br />
veramente paritaria.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://4.bp.blogspot.com/-jyp7Q6aZtSY/UXd9Snv-3_I/AAAAAAAAAqw/BWZOKkGyMKY/s1600/M+d%27amico+foto.JPG?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/M-damico-foto-927x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="320" width="289" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Marilisa D&#8217;Amico</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/04/24/la-laicita-e-donna-per-una-rinascita/">La laicità è donna: per una rinascita culturale declinata al femminile</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nozze e adozioni alle coppie omosessuali: in Francia, è legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 03:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[adozioni]]></category>
		<category><![CDATA[coppie di fatto]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Costituzionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le proteste &#8211; che hanno portato nelle piazze parigine migliaia di persone di tutte le età &#8211; contro la legge che prevede i matrimoni gay e la possibilità di adozione per le coppie omosessuali&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/04/15/nozze-e-adozioni-alle-coppie/">Nozze e adozioni alle coppie omosessuali: in Francia, è legge</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/nozze-gay-francia..jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/nozze-gay-francia..jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="168" width="320" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
proteste &#8211; che hanno portato nelle piazze parigine migliaia di<br />
persone di tutte le età &#8211; contro la legge che prevede i matrimoni<br />
gay e la possibilità di adozione per le coppie omosessuali non hanno<br />
ottenuto l&#8217;effetto sperato dai manifestanti. </p>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
proposta di legge era stata consegnata il 31 ottobre scorso al<br />
Consiglio dei ministri francese e, da quel momento, è partito l&#8217;iter<br />
per l&#8217;approvazione: matrimonio e adozione per tutti. L&#8217;assemblea<br />
aveva adottato il testo il 12 febbraio e, nei giorni scorsi, il<br />
Senato lo ha definitivamente sancito come provvedimento legislativo,<br />
senza apportare modifiche significative a quello presentato<br />
all&#8217;origine del percorso.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Le legge<br />
sulle nozze e sulle adozioni per le coppie omosessuali è stata il<br />
cavallo di battaglia del Presidente<br />
<em>François<br />
Hollande, sostenuto, in questa battaglia, anche dal ministro della<br />
Giustizia, Christiane Taubira; il provvedimento è stato votato da<br />
tutti i gruppi della sinistra in Senato anche se alcune defezioni<br />
hanno reso incerto l&#8217;esito finale che è stato, comunque, favorevole<br />
grazie al consenso di alcuni senatori di destra e del centro. E, se<br />
anche le parole sono importanti, le enciclopedie e i dizionari<br />
francesi, da oggi in poi, alla voce “matrimonio” riporteranno la<br />
seguente definizione: “ Atto solenne con il quale due persone di<br />
sesso differente o dello stesso sesso stabiliscono tra loro<br />
un&#8217;unione”. </em>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<em>In<br />
Italia, intanto, Franco Gallo &#8211; Presidente della Corte Costituzionale<br />
– ha sollecitato alla politica un intervento in materia, facendo<br />
riferimento alla sentenza n. 138 del 2010 e denunciando il mancato<br />
riconoscimento, nel nostro ordinamento giuridico, dei diritti delle<br />
coppie formate da persone dello stesso genere. Gallo ha spiegato che:<br />
“In tale pronuncia, la Corte ha escluso l&#8217;illegittimità<br />
costituzionale delle norme che limitano l&#8217;applicazione dell&#8217;istituto<br />
matrimoniale alle unioni tra uomo e donna, ma nel contempo ha<br />
affermato che due persone dello stesso sesso hanno comunque il<br />
diritto fondamentale di ottenere  il riconoscimento giuridico, con i<br />
connessi diritti e doveri, della loro stabile unione. Ha perciò<br />
affidato al Parlamento la regolamentazione della materia nei modi e<br />
nei limiti opportuni”. </em>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/04/15/nozze-e-adozioni-alle-coppie/">Nozze e adozioni alle coppie omosessuali: in Francia, è legge</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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