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	<title>cortometraggi Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>IFF. Integrazione Film Festival: a Bergamo l&#8217;intercultura è di casa</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2022 07:59:22 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16376" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>“Per la capacità di raccontare il valore delle origini e dell&#8217;appartenenza attraverso la nostra storia&#8230;”. Questa è la motivazione del premio come Miglior cortometraggio assegnato a <em>Il moro</em>, della regista italiana Daphne di Cinto: il figlio di una schiava africana e di Papa Clemente VII è erede della dinastia dei Medici e diventa il primo Duca di Firenze, nonostante le difficoltà della sua famiglia ad accettarlo, vincitore della 16ma edizione dell&#8217;Integrazione Film Festival che si è tenuta a Bergamo dal 10 al 15 maggio 2022. Un festival che si apre anche al mondo e alle culture che lo abitano con tredici opere in concorso che sono arrivate da tutti i continenti (tra cui: Egitto, Spagna, Brasile, Quatar, Francia, Iraq, Finlandia).</p>



<p>L&#8217;edizione di quest&#8217;anno, organizzata come sempre da Cooperativa Ruah e Lab80, ha avuto il piacere di avere in squadra come codirettore artistico Amir Ra, regista italiano di origini egiziane che ha regalato ai frequentatori della manifestazione anche la mostra del progetto “Origines. Noi siamo il futuro”, dedicato alla valorizzazione dei talenti di giovani di nuova generazione: le immagini di tredici ragazze e ragazzi che reinterpretano, in chiave contemporanea, il dipinto-manifesto “Il quarto stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo.</p>



<p>Due concorsi, per cortometraggi e per documentari: il premio come Miglior documentario è stato assegnato a <em>Tam Tam</em> <em>Basket</em> di Mohamed Kenawi dove dalla povertà di Castel Volturno, in provincia di Caserta, nasce un team di cestisti provenienti da famiglie migranti, ma il loro sogno si scontra con la legislatura (una legge sulla cittadinanza che, in Italia, non ha ancora visto la luce) e una società ancora poco inclusiva. Un film intersezionale che dà voce ai processi di integrazione possibile attraverso lo sport.</p>



<p>IFF ha avuto un grande successo di pubblico che ha partecipato a tutte le proiezioni, ha seguito le attività off e ha decretato come film maggiormente apprezzato <em>Connections</em> di Andrea Longhin che ha seguito la giovane protagonista turca, Selin Ardak, mentre pratica la sua passione per lo skateboard e ne fa un motivo, ancora una volta, di orgoglio e di inserimento nella società maggioritaria.</p>



<p>Fuori concorso, il film di apertura del festival è stato <em>Il legionario</em> di Hleb Papou in cui Daniel, italiano di seconda generazione, agente di polizia considera il gruppo di lavoro come una famiglia, nonostante tenga segreti ai colleghi la presenza di una madre e di un fratello che vivono in un palazzo occupato e sono minacciati di sgombero. Il fratello del protagonista, Patrick, è tra i più attivi all&#8217;interno del comitato degli occupanti e i due, dalle parti opposte della barricata, faticano a trovare un punto di accordo tra le diverse ideologie.</p>



<p>Come attività collaterale vogliamo segnalare la presenza di Marilena Delli Umuhoza e Ian Brennan &#8211; attivista, scrittrice e produttrice la prima e produttore pluripremiato il secondo &#8211; che hanno presentato il lavoro documentario in cui raccontano della realizzazione degli album musicali di artisti dei Paesi meno rappresentati in questo campo.</p>



<p>L&#8217;IFF-Intergazione Film Festival nasce vent&#8217;anni fa a Sarnico e con il tempo è cresciuto, diventando un punto di riferimento culturale importante perchè solo mettendosi dalla parte degli “altri” e solo tramite la conoscenza diretta si possono superare pregiudizi e stereotipi. La manifestazione bergamasca è capace, infatti, di raccontare realtà fortemente presenti sul territorio, superando anche i confini nazionali per portare sullo schermo storie ed esperienze autentiche o verosimili eper approfondire percorsi di intercultura e di inclusione sociale, oggi più che mai necessari.</p>



<p>L&#8217;Assessora alla Pace del Comune di Bergamo ha così commentato la riuscita della manifestazione: “Anche quest&#8217;anno la Provincia è orgogliosa di sostenere IFF. I valori che questo progetto promuove non sono soltanto condivisibili, ma vanno anche riaffermati con forza. Le istituzioni hanno il dovere di supportare il mondo della cultura quando si prende il compito di creare dialogo, raccontare esperienze diverse e quindi di contribuire alla creazione di una società interculturale, in cui l&#8217;integrazione tra tutti e tutte sia davvero possibile e anche bella e arricchente”.</p>
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		<title>E&#8217; tempo di cinema, è tempo di MIX !</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2021 08:50:31 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/sitoMiX_header-e1627080641482.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15613" width="612" height="381" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/sitoMiX_header-e1627080641482.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 915w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/sitoMiX_header-e1627080641482-300x187.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/sitoMiX_header-e1627080641482-768x478.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></figure>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Torna con una formula simile a quella dello scorso anno il Festival Mix Milano di Cinema Gaylesbico e Queer Culture.</p>



<p>La 35ima edizione si terrà, come di consueto, presso il Piccolo Teatro di Milano dal 16 al 19 settembre.</p>



<p>Il Festival fondato nel 1986 già all&#8217;esordio ha puntato sulla valorizzazione del cinema indipendente ma anche e soprattutto, sull&#8217;affermazione e la rivendicazione delle tematiche LGBTQ.</p>



<p>La cura e l&#8217;attenzione profuse dagli organizzatori negli anni, hanno portato il Mix ad essere un punto di riferimento nel panorama culturale italiano e non solo.</p>



<p>L&#8217;edizione passata è stata caratterizzata da due iniziative interessanti: una, ha visto introdurre la possibilità di partecipare online attraverso il sito MyMovies e l&#8217;altra è stata la Tessera Sospesa (un po&#8217; come il caffè&#8230;), per aiutare coloro che a causa del Covid-19 hanno avuto difficoltà economiche.</p>



<p>Tra i i titoli più interessanti della manifestazione posso annoverare sicuramente “And Then We Danced”, il racconto di un percorso di formazione e di accettazione in una Georgia patriarcale e conservatrice. La cultura georgiana e la danza fanno da sfondo ad una storia davvero commuovente, soprattutto nel finale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="563" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/DeepClean_Irisprize_Bestbritish_2019_03.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15614" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/DeepClean_Irisprize_Bestbritish_2019_03.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/DeepClean_Irisprize_Bestbritish_2019_03-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/DeepClean_Irisprize_Bestbritish_2019_03-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Il vincitore è stato “Temblores”, questa volta il protagonista, Pablo, un perfetto modello di padre evangelico e praticante si scopre attratto da Francisco. La religiosa famiglia dell&#8217;uomo tenta di “curarlo” con il supporto dell&#8217;intera comunità.</p>



<p>Al Mix c&#8217;è ne per tutti, comunque, anche per coloro che amano veder rappresentata la spensieratezza. Alcuni corti sono di esempio, come “Deep Clean”, il protagonista, in questo caso, si fa penetrare da una scopa elettrica! In conclusione, tra i documentari ho trovato ben realizzato quello sulla storia del quartiere di Porta Venezia, e di come sia diventato un vero e proprio ritrovo per la comunità LGBTQ+ e non solo. Spero di avervi “stuzzicato l&#8217;appetito” almeno un po&#8217;, non vi anticipo nulla della prossima edizione ma ecco direttamente il link:  <a href="https://mixfestival.eu/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://mixfestival.eu/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Lo sguardo degli altri: parole e immagini verso il 23° Festival del cinema africano, d&#8217;Asia e America latina</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jan 2013 07:30:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;associazione Sunugal, c/o lo spazio Maschere Nere alla Fabbrica del vapore di Via Procaccini 4 , a Milano, domenica 3 febbraio presenta due cortometraggi africani in attesa della nuova edizione del Festival del cinema&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>L&#8217;associazione<br />
Sunugal, c/o lo spazio Maschere Nere alla Fabbrica del vapore di Via<br />
Procaccini  4 , a Milano, domenica 3 febbraio presenta due<br />
cortometraggi africani in attesa della nuova edizione del Festival<br />
del cinema africano, d&#8217;Asia e America latina che si terrà, nel<br />
capoluogo lombardo, dal 4 al 10 maggio 2013.</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Una<br />
guardia giurata e una statua africana a grandezza naturale: l&#8217;uomo è<br />
di turno davanti a un edificio, la statua è incatenata, come gli<br />
antichi schiavi, all&#8217;ingresso di una galleria d&#8217;arte. Un confronto<br />
silenzioso e significativo, per riflettere sugli stereotipi del<br />
colonialismo e dello schiavismo moderno. Tutto questo in <i>Abandon<br />
de post, </i>di<br />
Mohamed Bouhari, che, alla XXIma edizione del Festival, si è<br />
aggiudicato il Premio Fondazione ISMU con la seguente motivazione: “<br />
Un film originale, intelligente, sarcastico, che confronta, con<br />
sguardo ironico e disincantato, gli stereotipi del colonialismo e<br />
dello schiavismo con le figure dei “nuovi schiavi” della società<br />
occidentale, affidando il proprio senso all&#8217;intensità degli sguardi,<br />
alle allusioni del non detto, più che alle parole. Attraverso il<br />
rigore del bianco e nero e la geometria delle immagini, il film ci<br />
porta “dentro” la ribellione del protagonista e ci fa partecipi<br />
del risveglio del suo orgoglio”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E<br />
un&#8217;altra storia, di registro diverso, in <i>Un<br />
trasport en commun, </i>per<br />
la regia di Dyan Gaye, presentato nel 2009. Tutto prende l&#8217;avvio da<br />
un viaggio, a bordo di un taxi tradizionale adibito al trasporto<br />
collettivo, da Dakar a Saint-Louis. Sei passeggeri si incontrano sul<br />
luogo di partenza, ma manca il settimo. Dopo un periodo di attesa, i<br />
passeggeri dividono equamente  la quota mancante e decidono di<br />
partire. Stretti nei sedili dell&#8217;auto, viaggiano individui diversi<br />
tra loro, ma accomunati da sentimenti, desideri, nostalgie e<br />
speranze. Si intrecciano le storie di Souki, diretta al funerale di<br />
suo padre; di Malick che vuole salutare la sua fidanzata prima di<br />
emigrare in Italia in cerca di un lavoro; di Madame Berry che vuole<br />
ricongiungersi ai suoi figli, lasciati anni prima&#8230;Ma l&#8217;originalità<br />
del cortometraggio consiste nell&#8217;approfondire temi seri e attuali con<br />
la leggerezza del musical. La sceneggiatura del film, infatti, non è<br />
solo recitata, ma anche cantata a ritmo di blues.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Un<br />
trasport en commun </i>ha<br />
vinto due premi: il Premio ENI  “per la scelta di utilizzare un<br />
genere come il musical, inconsueto nel cinema sub-sahariano, senza<br />
rinunciare a raccontare gli aspetti sociali e individuali della<br />
realtà contemporanea senegalese”; e il Premio CINIT che consiste<br />
nell&#8217;acquisizione dei diritti di distribuzione home-video in Italia.<br />
I due cortometraggi, infatti, si possono acquistare presso il COE<br />
(Centro Orientamento Educativo) di Via Lazzaroni, a Milano, che<br />
organizza il Festival, aspettando le novità della prossima edizione.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Abandon-the-post.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Abandon-the-post.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Un-transport-en_comun.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Un-transport-en_comun.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="104" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/saint-louis-blues.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/saint-louis-blues.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="160" width="320" /></a></div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

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