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	<title>Costanza Quatriglio Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Costanza Quatriglio Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Sembra mio figlio: il nuovo film di Costanza Quatriglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Sep 2018 07:06:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle sale cinematografiche dal 20 settembre. Consigliatissimo. &#160; &#160; di Alessandra Montesanto Ismail è un uomo dagli occhi a mandorla e lunghi capelli; vive in Italia, ma è di origine afghana, in particolare la&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b><span style="color: #ff0000;">Nelle sale cinematografiche dal 20 settembre. Consigliatissimo.</span> </b></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/04SEMBRA-MIO-FIGLIO-Ismail-e-Hassan-mare-810x541.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11408" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/04SEMBRA-MIO-FIGLIO-Ismail-e-Hassan-mare-810x541.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="810" height="541" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/04SEMBRA-MIO-FIGLIO-Ismail-e-Hassan-mare-810x541.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 810w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/04SEMBRA-MIO-FIGLIO-Ismail-e-Hassan-mare-810x541-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/04SEMBRA-MIO-FIGLIO-Ismail-e-Hassan-mare-810x541-768x513.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>Ismail è un uomo dagli occhi a mandorla e lunghi capelli; vive in Italia, ma è di origine afghana, in particolare la sua etnia è quella hazara, minoranza perseguitata in patria. A nove anni è dovuto scappare dal Paese d&#8217;origine a causa della guerra. Con un sacrificio immenso, la madre impone ai due fratelli di fuggire in cerca di un luogo in cui vivere in pace e con dignità. Ismail, con il fratello Hassan, segnato dalle torture subìte per mano dei talebani, arriva in Europa dopo aver attraversato l&#8217;Iran, la Turchia e la Grecia.</p>
<p>La loro madre è rimasta in Afghanistan, sempre in attesa di notizie da parte dei figli. Ismail avverte, dalla voce della donna al telefono, che c&#8217;è qualcosa di strano e di inquietante perchè, ad un certo punto, la madre al telefono non riconosce più suo figlio. L&#8217;uomo decide, quindi, di ricongiungersi con lei, dopo circa vent&#8217;anni di lontananza forzata e, per questo, di affrontare il viaggio verso la propria terra, un viaggio duro e difficile perchè ormai Ismail, dal carattere forte, ma silenzioso, appartiene anche all&#8217; Occidente, la sua identità è divisa in due. Nel percorso esitenziale di Ismail sarà fondamentale un&#8217;altra figura femminile: la donna di cui si sta innamorando, in Italia. Ma il viaggio verso le proprie radici fugherà i dubbi e cambierà il suo destino.</p>
<p>Ismail è l&#8217;alter ego del poeta Mohammad Jan Hazad, interpretato dal giornalista (e anch&#8217;egli poeta) Basir Ahang. Jan Hazad ha percorso gli stessi territori ripresi nel film, per gli stessi motivi e, dal giorno della sua partenza dall&#8217;Afghanistan, non ha più avuto notizie della propria madre; solo dopo averla rintracciata per caso, si accorge che la donna non lo riconosce dalla voce ed ecco che inizia il <em>nostos </em>di Jan/Ismail.</p>
<p>“Sembra mio figlio”: titolo dell&#8217;ultimo lavoro di Costanza Quatriglio che con quest&#8217;opera &#8211; presentata in anteprima mondiale, fuori concorso, al Festival di Locarno &#8211; nasce da un precedente film della stessa autrice, “Il mondo addosso” sul tema della vita degli immigrati in Italia. Un tema, quello dello strappo dalle radici, che si fa universale tramite i volti, gli sguardi, i non-detti degli attori protagonisti della nuova pellicola. C&#8217;è coraggio nel raccontare una storia di migrazioni sul grande schermo, in questi tempi bui di rigurgiti razzisti; c&#8217;è coraggio nel proporre una storia sui sentimenti, a lungo custoditi nel silenzio; c&#8217;è coraggio nel seguire gli animi, oltre ai passi, dei protagonisti, prendendosi tutto il tempo necessario; è un coraggio richiesto anche allo spettatore, che si trova ad immergersi in un altrove e che, per questo, è costretto ad abbandonare le proprie certezze. Alcuni dialoghi sono rimasti in lingua farsi, per restituire la verosomiglianza di una vicenda che, anche se raccontata attraverso la fiction, è molto vicina al reale. <span style="font-family: Arial, sans-serif;"><br />
</span>Trieste fa da sfondo al racconto in Italia; Trieste, città di confine, simbolo di frontiere che in troppi vorrebbero chiudere e che, invece, devovo rimanere aperte per accogliere, per arricchirci e nutrirci. In particolare la Cultura dell&#8217;area di cui si parla in questo film non ha nulla da invidiare a quella occidentale: Storia, Arti, Pensiero hanno contribuito, nei secoli, a far maturare l&#8217;Umanità.</p>
<p>La regista è sempre stata brava a scegliere soggetti che evidenziassero i valori positivi, l&#8217;impegno, la profondità di persone a fronte di situazioni in cui l&#8217;essere umano si perde o è costretto a diventare invisibile. La cifra stilistica, nella prima parte, è segnata dal minimalismo, per entrare in punta di piedi nel cuore e nella testa di chi sembra tanto lontano da noi, ma non lo è affatto. Nella seconda parte, cambia il ritmo, muta l&#8217;estetica quasi a volere ripercorerre la differenza anche tra i due fratelli: uno più dolce e riflessivo e l&#8217;altro più inquieto e intransigente. Il risultato è un buon equilibrio tra potenza e intensità dove le donne non rimangono affatto sullo sfondo, anzi. Lo stesso Ismail ha cura e sensibilità di donna in un Paese devastato dalla guerra, voluta da uomini.</p>
<p>La minoranza hazara ha subìto una forte persecuzione, negli anni &#8217;90, iniziata dal re dell&#8217;Afghianistan, Abdul Rahamn Khan; da allora è iniziata la diaspora contemporanea e come non ricordare le immagini della devastazione dei Buddha di Bamyan. Se si attacca la Cultura di un popolo, si attacca la sua identità e il nuovo film di Costanza Quatriglio parla di questo: di ricerca dell&#8217;identità, di ricongiungimenti familiari, di intercultura, di accoglienza degli stranieri. Accogliere non significa tollerare o adottare; significa accettare che dentro ognuno di noi c&#8217;è una parte dell&#8217;Altro e viceversa.</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Requiem dal sottosuolo</title>
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		<pubDate>Sat, 24 May 2014 04:08:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lettera43.it 301: questo è il numero delle vittime della tragedia avvenuta in miniera. Siamo a Soma, in Turchia. E il popolo si mobilita, si alza il livello di rabbia contro il governo di Erdogan&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/05/untitled-14.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/05/untitled-14.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="212" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Lettera43.it</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<br />301:<br />
questo è il numero delle vittime della tragedia avvenuta in miniera.<br />
Siamo a Soma, in Turchia. E il popolo si mobilita, si alza il livello<br />
di rabbia contro il governo di Erdogan accusato di non aver garantito<br />
norme di sicurezza adeguate in nome del guadagno perchè, a seguito<br />
della privatizzazione della miniera, il costo di una tonnellata di<br />
carbone è sceso a 24 dollari &#8211; contro i precedenti 130 &#8211; e tutto<br />
sulla pelle dei lavoratori. E allora anche Smirne, Ankara, Istanbul<br />
si uniscono a Soma, alle famiglie dei minatori, tutti cittadini che<br />
non accettano di barattare le proprie vite e quelle dei propri cari<br />
in nome di una modernità che arricchisce pochi e potenti e annienta<br />
gli altri. La risposta della polizia è stata dura: i manifestanti<br />
sono stati caricati con gas lacrimogeni, proiettili di gomma e<br />
cannoni ad acqua. </div>
<p>I<br />
dirigenti della società privata, la Soma Komur, che gestiva<br />
l&#8217;impianto avevano tentato una difesa, affermando di non essere stati<br />
negligenti perchè gli impianti erano a norma e controllati: ma a<br />
distanza di pochi giorni, sono partiti i primi arresti. Circa venti<br />
persone, tra dirigenti e responsabili tecnici, e per tre di loro<br />
l&#8217;accusa provvisoria è di omicidio plurimo colposo. </p>
<p>Abbiamo<br />
già affrontato tante, troppe volte, il tema delle morti sul lavoro:<br />
con il film di Costanza Quatriglio dal titolo <i>Con<br />
il fiato sospeso</i>, con il<br />
romanzo <i>La fabbrica del<br />
panico</i>  di Stefano Valenti,<br />
con il pezzo sugli operai cinesi che persero la vita nel rogo di<br />
Prato e altre situazioni che abbiamo riportato, di volta in volta,<br />
nei nostri articoli o attraverso le parole, i ricordi, le<br />
testimonianze di chi ci ha rilasciato le interviste.</p>
<p>In ogni<br />
parte del mondo le regole spietate del capitalismo mietono vittime,<br />
rubano le esistenze di donne, uomini, spesso anche bambini. Non è<br />
mai sufficiente continuare a ripetere che le regole del mercato vanno<br />
cambiate, che non ci possono più essere persone di serie A e persone<br />
di serie B e che ricominciare dall&#8217;etica e dall&#8217;umanità sarebbe<br />
l&#8217;arricchimento più grande. </p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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		<item>
		<title>Con il fiato sospeso di Costanza Quatriglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2014 07:26:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, sabato 23 marzo, alle ore 18.20 allo Spazio Oberdan di Milano, nell&#8217;ambito di Sguardialtrove Filmfestival, verrà proiettato il film Con il fiato sospeso, di e con Costanza Quatriglio. Vi riproponiamo l&#8217;intervista che abbiamo&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, sabato 23 marzo, alle ore 18.20 allo Spazio Oberdan di Milano, nell&#8217;ambito di Sguardialtrove Filmfestival, verrà proiettato il film <em>Con il fiato sospeso</em>, di e con Costanza Quatriglio.</p>
<p>Vi riproponiamo l&#8217;intervista che abbiamo fatto per voi alla regista, dopo la presentazione del film al Festival di Venezia.</p>
<h3 class="post-title entry-title" itemprop="name">
Con il fiato sospeso: il<br />
diritto alla salute e le morti di Stato </h3>
<p></p>
<div class="post-header">
<div class="post-header-line-1">
</div>
</div>
<p></p>
<div class="post-body entry-content" id="post-body-6100119782037584912" itemprop="description articleBody">
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/03/Con-il-fiato-sospeso.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/03/Con-il-fiato-sospeso.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Stella, una studentessa di farmacia entra<br />
in un gruppo di ricerca per svolgere la sua tesi. Nel laboratorio di chimica<br />
qualcuno sta male, si parla di coincidenze. Anna, una sua amica, vorrebbe che la<br />
ragazza lasciasse il laboratorio perchè lo considera insalubre. Ma la vicenda di<br />
Stella si intreccia con quella di un dottorando che ha già percorso la strada in<br />
cui la giovane si imbatterà. Questa è la fiction.<br />Nel dicembre 2008 esce la<br />
notizia dell&#8217;apposizione dei sigilli ai laboratori di chimica alla facoltà di<br />
farmacia dell&#8217;università di Catania, a causa del sospetto ambientale, oltre al<br />
ritrovamento del memoriale del dottorando Emanuele Patané, morto di tumore al<br />
polmone nel 2003. E questa è la realtà.<br />Attualmente è in atto un processo che<br />
vede imputati i vertici della facoltà per inquinamento e discarica non<br />
autorizzata. Vincitore del premio &#8220;Gillo Pontecorvo &#8211; Arcobaleno Latino&#8221;<br />
all&#8217;ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia dove è stato presentato<br />
fuori concorso, <em>Con il<br />
fiato sospeso </em><em>di Costanza Quatriglio</em> mette anche in luce la ricattabilità in<br />
cui spesso vivono gli studenti universitari.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<p>&nbsp;</p></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questo suo ultimo lavoro nasce da un<br />
fatto realmente accaduto. Ce lo può raccontare?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questo lavoro nasce da un fatto realmente<br />
accaduto che è la scoperta che i laboratori di chimica della Facoltà di Scienze<br />
farmaceutiche dell&#8217;università di Catania sono stati chiusi dalla magistratura e<br />
adesso c&#8217;è un&#8217;inchiesta in corso per inquinamento ambientale. </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questa notizia non è stata<br />
particolarmente ripresa dai giornali, ma quando l&#8217;ho letta, ho letto anche del<br />
rinvenimento di un diario di un dottorando che, cinque anni prima nel 2003,<br />
aveva scritto cinque pagine molto dettagliate sulla vita all&#8217;interno del<br />
laboratorio: si lavorava senza norme di sicurezza. Questo ragazzo è morto di un<br />
tumore al polmone e, nel diario, accusava l&#8217;università di essere la causa di<br />
questa sua malattia. </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Oltre a lui sono morti altri<br />
ragazzi.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quali sono stati i passaggi necessari per<br />
reperire il materiale utilizzato per la realizzazione del film?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ho<br />
iniziato a lavorare a questo film nel 2008/2009 e ci sono stati passaggi molto,<br />
molto difficili da tutti i punti di vista. La prima difficoltà è stata<br />
affrontare la questione dal punto di vista umano perchè ho trovato un muro di<br />
omertà gigantesco da parte dell&#8217;istituzione universitaria.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;altra difficoltà è stata capire come<br />
utilizzare il diario e uscire dalla cronaca, per far diventare il film qualcosa<br />
di più universale possibile: cioè, il ricercartore universitario che parla di<br />
mancanza di sicurezza sul lavoro può diventare non solo una denuncia di cronaca,<br />
ma anche “etica”. Ho frequentato i laboratori di chimica di altre facoltà<br />
universitarie, ho conosciuto tante persone e ho capito che questa vicenda<br />
raccontava una storia non solo catanese, ma italiana. </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Racconta di un Paese in cui le norme di<br />
sicurezza sono poco considerate in generale, di un Paese che non valorizza i<br />
talenti, di un Paese alla deriva. </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;intossicazione delle persone che fanno<br />
ricerca lì dentro trascende l&#8217;aspetto biologico e diventa una morte di<br />
Stato.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questa è la denuncia più forte che ha<br />
voluto fare con questo film?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sì,<br />
la denuncia più forte; infatti ho avuto difficoltà a produrre questo<br />
film.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E&#8217;<br />
passato di mano in mano e ho lavorato con varie case di produzione che però,<br />
all&#8217;inizio, sembravano accettare questa sfida molto complessa, ma poi mi<br />
facevano perdere tempo. </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Solo tra questa primavera e l&#8217;estate, con<br />
altri collaboratori, siamo riusciti a partire.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
mio primo obiettivo era quello di fare un cortometraggio tradizionale, poi ho<br />
cambiato il dispositivo narrativo. </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Perchè, infatti, la scelta di mescolare<br />
finzione e documentario?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
realtà il film è un film di finzione, nel senso che rimette in scena<br />
completamente una storia scritta, inventata, anche se riprende una vicenda<br />
reale. Lo fa utilizzando il gioco del cinema: io intervisto il personaggio e<br />
l&#8217;intervista fa parte del linguaggio classico del documentario. Per questo<br />
motivo si parla anche di stile documentaristico.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Comunque all&#8217;interno di un racconto di<br />
dolore c&#8217;è anche la vitalità dei giovani che è, anche questa, etica e<br />
reale.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dove si può vedere il documentario<br />
?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
alcune sale cinematografiche italiane, con grande coraggio da parte degli<br />
esercenti.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
A<br />
Catania è stato in programmazione tre settimane anche con quattro spettacoli al<br />
giorno. La stessa cosa è successa a Roma.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Secondo la mia opinione, il film &#8211; che<br />
dura 35 minuti – deve essere proiettato una o due volte al giorno all&#8217;interno<br />
delle programmazioni ufficiali.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
scelta dell&#8217;argomento riguarda anche la sua esperienza personale?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Io<br />
mi identifico in una generazione che ha ereditato un Paese guasto. Certamente è<br />
un film che mi riguarda profondamente e riguarda tanti di noi. </div>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/03/22/con-il-fiato-sospeso-di-costanza/">Con il fiato sospeso di Costanza Quatriglio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Con il fiato sospeso: il diritto alla salute e le morti di Stato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2013 05:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Con il fiato sospeso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stella, una studentessa di farmacia entra in un gruppo di ricerca per svolgere la sua tesi. Nel laboratorio di chimica qualcuno sta male, si parla di coincidenze. Anna, una sua amica, vorrebbe che la&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/12/12/con-il-fiato-sospeso-il-diritto-alla/">Con il fiato sospeso: il diritto alla salute e le morti di Stato</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/Con-il-fiato-sospeso.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/Con-il-fiato-sospeso.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Stella,<br />
una studentessa di farmacia entra in un gruppo di ricerca per<br />
svolgere la sua tesi. Nel laboratorio di chimica qualcuno sta male,<br />
si parla di coincidenze. Anna, una sua amica, vorrebbe che la ragazza<br />
lasciasse il laboratorio perchè lo considera insalubre. Ma la<br />
vicenda di Stella si intreccia con quella di un dottorando che ha già<br />
percorso la strada in cui la giovane si imbatterà. Questa è la<br />
fiction.<br />Nel dicembre 2008 esce la notizia dell&#8217;apposizione dei<br />
sigilli ai laboratori di chimica alla facoltà di farmacia<br />
dell&#8217;università di Catania, a causa del sospetto ambientale, oltre<br />
al ritrovamento del memoriale del dottorando Emanuele Patané, morto<br />
di tumore al polmone nel 2003. E questa è la realtà.<br />Attualmente<br />
è in atto un processo che vede imputati i vertici della facoltà per<br />
inquinamento e discarica non autorizzata. Vincitore del premio &#8220;Gillo<br />
Pontecorvo &#8211; Arcobaleno Latino&#8221; all&#8217;ultima edizione della Mostra<br />
del Cinema di Venezia dove è stato presentato fuori concorso, <em>Con<br />
il fiato sospeso </em><em>di<br />
Costanza Quatriglio</em><br />
mette anche in luce la ricattabilità in cui spesso vivono gli<br />
studenti universitari.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
intervistato per voi Costanza Quatriglio che ringraziamo molto</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questo<br />
suo ultimo lavoro nasce da un fatto realmente accaduto. Ce lo può<br />
raccontare?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questo<br />
lavoro nasce da un fatto realmente accaduto che è la scoperta che i<br />
laboratori di chimica della Facoltà di Scienze farmaceutiche<br />
dell&#8217;università di Catania sono stati chiusi dalla magistratura e<br />
adesso c&#8217;è un&#8217;inchiesta in corso per inquinamento ambientale.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questa<br />
notizia non è stata particolarmente ripresa dai giornali, ma quando<br />
l&#8217;ho letta, ho letto anche del rinvenimento di un diario di un<br />
dottorando che, cinque anni prima nel 2003, aveva scritto cinque<br />
pagine molto dettagliate sulla vita all&#8217;interno del laboratorio: si<br />
lavorava senza norme di sicurezza. Questo ragazzo è morto di un<br />
tumore al polmone e, nel diario, accusava l&#8217;università di essere la<br />
causa di questa sua malattia.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Oltre a<br />
lui sono morti altri ragazzi.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quali<br />
sono stati i passaggi necessari per reperire il materiale utilizzato<br />
per la realizzazione del film?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ho<br />
iniziato a lavorare a questo film nel 2008/2009 e ci sono stati<br />
passaggi molto, molto difficili da tutti i punti di vista. La prima<br />
difficoltà è stata affrontare la questione dal punto di vista umano<br />
perchè ho trovato un muro di omertà gigantesco da parte<br />
dell&#8217;istituzione universitaria.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;altra<br />
difficoltà è stata capire come utilizzare il diario e uscire dalla<br />
cronaca, per far diventare il film qualcosa di più universale<br />
possibile: cioè, il ricercartore universitario che parla di mancanza<br />
di sicurezza sul lavoro può diventare non solo una denuncia di<br />
cronaca, ma anche “etica”. Ho frequentato i laboratori di chimica<br />
di altre facoltà universitarie, ho conosciuto tante persone e ho<br />
capito che questa vicenda raccontava una storia non solo catanese, ma<br />
italiana.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Racconta<br />
di un Paese in cui le norme di sicurezza sono poco considerate in<br />
generale, di un Paese che non valorizza i talenti, di un Paese alla<br />
deriva.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;intossicazione<br />
delle persone che fanno ricerca lì dentro trascende l&#8217;aspetto<br />
biologico e diventa una morte di Stato.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questa è<br />
la denuncia più forte che ha voluto fare con questo film?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sì, la<br />
denuncia più forte; infatti ho avuto difficoltà a produrre questo<br />
film.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E&#8217;<br />
passato di mano in mano e ho lavorato con varie case di produzione<br />
che però, all&#8217;inizio, sembravano accettare questa sfida molto<br />
complessa, ma poi mi facevano perdere tempo.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Solo tra<br />
questa primavera e l&#8217;estate, con altri collaboratori, siamo riusciti<br />
a partire.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il mio<br />
primo obiettivo era quello di fare un cortometraggio tradizionale,<br />
poi ho cambiato il dispositivo narrativo.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Perchè,<br />
infatti, la scelta di mescolare finzione e documentario?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
realtà il film è un film di finzione, nel senso che rimette in<br />
scena completamente una storia scritta, inventata, anche se riprende<br />
una vicenda reale. Lo fa utilizzando il gioco del cinema: io<br />
intervisto il personaggio e l&#8217;intervista fa parte del linguaggio<br />
classico del documentario. Per questo motivo si parla anche di stile<br />
documentaristico.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Comunque<br />
all&#8217;interno di un racconto di dolore c&#8217;è anche la vitalità dei<br />
giovani che è, anche questa, etica e reale.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dove si<br />
può vedere il documentario ?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
alcune sale cinematografiche italiane, con grande coraggio da parte<br />
degli esercenti.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
A<br />
Catania è stato in programmazione tre settimane anche con quattro<br />
spettacoli al giorno. La stessa cosa è successa a Roma.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Secondo<br />
la mia opinione, il film &#8211; che dura 35 minuti – deve essere<br />
proiettato una o due volte al giorno all&#8217;interno delle programmazioni<br />
ufficiali.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
scelta dell&#8217;argomento riguarda anche la sua esperienza personale?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Io mi<br />
identifico in una generazione che ha ereditato un Paese guasto.<br />
Certamente è un film che mi riguarda profondamente e riguarda tanti<br />
di noi.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/12/12/con-il-fiato-sospeso-il-diritto-alla/">Con il fiato sospeso: il diritto alla salute e le morti di Stato</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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