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	<title>culturali Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Mediazione interculturale e accoglienza dei profughi: oltre la prima accoglienza</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2018 07:43:00 +0000</pubDate>
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<div class="post-info"><span class="thecomment"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/23658720_1548443038568126_592972825410800011_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10315" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/23658720_1548443038568126_592972825410800011_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="390" height="293" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/23658720_1548443038568126_592972825410800011_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 390w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/23658720_1548443038568126_592972825410800011_n-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 390px) 100vw, 390px" /></a></span></div>
<div class="post-info"></div>
<div class="post-single-content box mark-links">
<p>Di Lahcen Aalla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il tema della migrazione é molto complesso e implica settori diversi e molteplici attori. Una seria riflessione su questo tema impone di pensare alla fase prima della partenza, quella durante il tragitto, quella dell’arrivo in Europa e anche la fase di ritorno o di proseguimento del cammino verso un’altra destinazione. Anche il lavoro del Mediatore Interculturale varia secondo la fase in cui viene a intervenire. Pubblichiamo qui una riflessione di Lahcen AALLA (Mediatore e formatore in Mediazione Interculturale). Il dossier è pubblicato, per intero, su www.mediatoreculturale.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pur con livelli diversi tra le regioni, l’Italia, ha maturato una significativa esperienza di gestione della migrazione e di costruzione di sistemi di accoglienza dei profughi. Alcuni servizi pubblici e del privato sociale, sono diventati dei veri dispositivi di mediazione interculturale operativi con personale multietnico e multidisciplinare che assistono direttamente i migranti e i rifugiati e che offrono consulenza ad altri Enti.<br />
L’esperienza di sostegno psicologico, ai rifugiati vittime della tortura, dimostra che certe persone portano con sé sofferenze maturate durante il primo impatto con l’Italia a causa dei problemi comunicativi, degli incomprensioni o dei conflitti legati all’impossibilità di comunicare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Hotspot e prima accoglienza</h3>
<p>Il sistema di accoglienza dei profughi in Italia è diviso in diverse fasi, di cui possiamo citare:</p>
<p>– La prima <strong>fase è quella detta “del Hotspot”</strong>, nei CPSA (Centri di primo soccorso e accoglienza). Fase nella quale si effettua il foto-segnalamento e lo screening sanitario;</p>
<p>– In secondo luogo viene <strong>l’accoglienza di emergenza</strong> nei Centri di accoglienza (CDA) o Centri di accoglienza per richiedenti asilo (CARA), al fine dell’espletamento della domanda di protezione internazionale.</p>
<p>– E poi viene <strong>la fase di protezione e integrazion</strong>e per i richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), gestito attraverso gli enti locali con l’essenziale supporto e ausilio del terzo settore, che offre soprattutto servizi per l’accoglienza e l’integrazione dei soggetti beneficiari.</p>
<p>L’opera interpretariato nella prima fase è molto delicata e complessa, perché si attiva in un contesto di emergenza e di “controllo”. Dopo il breve passaggio al CPSA, il trasferimento ad un CARA; CDA o CIE determina già  il passo seguente sarà di accoglienza o di rimpatrio.</p>
<p>Alcuni rifugiati che hanno vissuto l’esperienza di rimpatrio attribuiscono spesso la causa all’interprete che non avrebbe tradotto bene secondo loro o non avrebbe usato “il suo privilegio” di essere ascoltato dagli ufficiali per favorire il richiedente asilo. La stessa origine etnica dell’interprete potrebbe essere vissuta come fattore di beneficio o di sfavore.</p>
<p>Il continuo cambio della provenienza dei rifugiati pone anche un problema di reperimento di personale qualificato in grado di comunicare nella lingua o nel dialetto degli utenti. Inoltre, il lavoro di interpretariato con operatori che hanno mansioni di controllo, lascia poco spazio alla mediazione interculturale. Ma questo non vuol dire che quest’ultima sia inutile i quei contesti, ma significa che bisogna rafforzare la qualifica di questa figura con particolare attenzione alle competenze relazionale e alla gestione dei rapporti interpersonali nei contesti di emergenza. Da un’altra parte occorre razionalizzare e autonomizzare il coordinamento di queste figure professionali operanti in questi contesti.</p>
<p>Nel Sistema di protezione e integrazione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), sono già previsti dei mediatori interculturali, ma l’assenza di un albo professionale e di un profilo formativo e professionale nazionale, permettono di aggirare la legge e di introdurre sotto questo profilo persone che riescono a provare la conoscenza di una o due lingue straniere, spesso quelle insegnate nel sistema scolastico italiano come il francese, lo spagnolo e l’inglese, anche con livelli di conoscenza scritta e parlata basici o elementari. Il mediatore interculturale nel sistema di accoglienza è chiamato a facilitare la comunicazione, mediare i conflitti e informare sui contesti sociali e culturali del contesto di arrivo dell’utente e decodificare linguaggi, chiarificare contesti e situazioni a suo favore.</p>
<p>Ma oltre a queste mansioni che si svolgono generalmente in situazioni di colloquio, il mediatore interculturale è chiamato a operare nella gestione della vita quotidiana del gruppo e degli individui. Questo gli impone di aggiungere alle sue competenze di comunicazione e di relazione anche competenze di lavoro in un equipe educativa.</p>
<h3>Mediare “tra una cultura minoritaria e una dominante”</h3>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class=" wp-image-10316 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="262" height="165" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 386w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1169-300x189.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 262px) 100vw, 262px" /></a></p>
<p>La psicologa Margalit COHEN-EMERIQUE considera che la mediazione interculturale permette di far comunicare culture minoritarie con una cultura dominante al fine di favorire un dialogo equo. Quando, in Italia, un servizio, impone ad un utente “un mediatore interculturale” italiano che parlerebbe la sua stessa lingua o una lingua veicolo, gli si impongono delle interpretazioni fatte dallo stesso servizio o sistema e gli si nega la sua alterità.</p>
<p>La condivisione dello status di immigrato (anche se non più attuale nel caso di acquisizione della cittadinanza italiana), della stessa origine straniera, sono già dei fattori che permettono all’utente di sentirsi rappresentato nel servizio e di potersi esprimere senza bisogno di mimetizzarsi o di non comunicare tutto di sé. La mediazione è una negoziazione che si attiva attorno alla lingua e alla cultura e interroga delle identità.</p>
<p>Il progetto di vita e di immigrazione nella sua coerenza o mancata coerenza, esercita un’importante influenza sul percorso migratorio e anche sulla vita dei figli nati o cresciuti durante il soggiorno in un paese terzo. Ma anche uno strumento normativo come il “trattato di Dublino”, potrebbe determinare lo stato di blocco o di essere “da nessuna parte”: essere sospeso nel nulla.</p>
<p>Spesso, non è solamente il desiderio di andare in un paese, dove si pensa di stare meglio, che determina la difficoltà di obbedire alle regole della comunità Europea e di fermarsi nel paese che si considera di transito, ma ci sono sempre legami famigliari da connettere e altri fattori storici da prendere in considerazione. Certamente, la mediazione interculturale non è l’advocacy (testimonianza a favore) e non può pretendere di togliere completamente tutte le barriere.</p>
<h3>Vivere tra due mondi</h3>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/th-209.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class=" wp-image-10317 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/th-209.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="156" height="153" /></a></p>
<p>Quando parte un/a migrante o rifugiato/a, porta con sé dei legami, degli alleati morali ed emotivi, che lo sostengono, lo aiutano, li danno la forza per sopportare le difficoltà e acquisire la forza per continuare. Deve anche imparare a gestire questi legami e adattarli al mondo che cambia attorno a lui/lei. Deve costruire degli equilibri per far convivere il proprio mondo interno che sta lontano con il modo attuale, quello esterno, che spesso rimane irraggiungibile.</p>
<p>Questa sua fatica più o meno grande a costruire gli equilibri tra due mondi diversi determina il suo percorso di integrazione, nel quale interagiscono tutti quegli operatori che compongono il dispositivo di mediazione interculturale.</p>
<p>Chi parte, lascia anche delle persone con cui aveva dei legami, famigliari e parenti, che spesso hanno avuto un ruolo nella costruzione del suo progetto di partenza o sono stati, proprio loro, ad averlo prescelto per partire e ad avere partecipato a predisporre i mezzi per l’attuazione del progetto migratorio. Le attese di queste persone e le loro interazioni con il migrante influenzano molto il suo percorso e determinano anche il suo stare bene o la sua sofferenza.</p>
<p>Nei casi dei minori non accompagnati è ormai radicata, nei servizi di accoglienza, la pratica di comunicare con i genitori tramite i mediatori interculturali o di effettuare delle missioni nel paese di origine degli utenti.</p>
<p>Questa attenzione a chi rimane, si estende anche ai parenti di coloro che hanno perso i loro cari nel tentativo di raggiungere la riva nord del Mediterraneo. Da una prima constatazione si nota che l’annegamento nel mare dei primi non frena la partenza di altri, anzi spesso determina la partenza e la stessa sorte di gruppi successivi proveniente dalla stessa zona o parenti dei primi.</p>
<h3>Mediazione e sostegno psico-sociale</h3>
<p>Oltre alle azioni di sostegno economico e sociale, si propongono anche azioni di sostegno di tipo psico-sociale. Ma in un contesto rurale non occidentale, la nozione di benessere psico-fisico hanno connotati diversi da quelli conosciuti in Italia e la psicologia è spesso vista come una cura legata a delle patologie e gestita dai servizi di igiene mentale e dai manicomi.</p>
<p>In un caso (2), in seguito ad un primo monitoraggio realizzato da personale locale, gli esperti italiani hanno scelto di co-costruire insieme alle operatrici locali e alle donne beneficiare dell’iniziativa un percorso di sostegno psico-sociale. L’introduzione del mediatore interculturale proveniente dall’Italia, ha permesso di mediare le resistenze di una concezione della psicologia troppo attaccata agli insegnamenti della psicologia europea coloniale, ancora diffusa in Marocco e a ascoltare il sapere culturale delle donne parenti delle vittime e a valorizzarlo e utilizzarlo come leva terapeutica che interviene durante il percorso di sostegno tra pari.  In tale modo dei valori culturali come i rituali tradizionali, dei detti e proverbi locali, delle espressioni artistiche espresse nei tappeti e nel ricamo, hanno trovato la loro valorizzazione e una loro utilità nel percorso.</p>
<p>Quando si parte, ci si arricchisce con esperienze nuove. Nel caso della mediazione la ricchezza è doppia, perché l’esperienza è un continuo negoziare esistenze, identità, saperi e credenze e anche un continuo riflettere e far riflettere su significati e sensi di parole, atteggiamenti e azioni. Tutto questo con la presenza di un altro curioso e bisognoso di sapere: l’operatore “autoctono” (italiano nel nostro caso).</p>
<p>Quando si ritorna a “casa” per lavorare nel campo sociale e culturale, si porta con sé una conoscenza maggiore quella di chi si è allontanato dal quadro per osservarlo meglio….</p>
<h2></h2>
<h2>Note:</h2>
<p>(1)- <strong>Margalit COHEN-EMERIQUE</strong>,  psicologa esperta in relazioni e comunicazione interculturali <a href="http://www.cohen-emerique.fr/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener"> (vedere il suo sito qui)</a>.</p>
<p>(2). Un <span id="cch_fa08eab855566" class="_mh6 _wsc"><span class="_3oh- _58nk">Progetto promosso da Mondo Mlal</span></span>: <span id="cch_fa08eab855566" class="_mh6 _wsc"><span class="_3oh- _58nk">«Tous en réseau», tutti in rete. </span></span><span id="cch_fa08eab855566" class="_mh6 _wsc"><span class="_3oh- _58nk">progetto di lotta all’immigrazione irregolare e contro il  trafico di esseri umani atraverso la partecipazione delle famiglie delle vittime dell’immigrazione irregolare, delle associazioni della società civile e delle istituzioni locali . dal 01/03/2007 al 31/08/2010.  Programma cofinanziato dalla Comunità Europea. </span></span><span id="cch_fa08eab855566" class="_mh6 _wsc"><span class="_3oh- _58nk">Typologie: Cofinancé par l’Union européenne. Programme Aeneas Ligne budgétaire: 19.02.03. Référence: EuropeAid/ /122511/C/ACT/MULTI. Regioni obiettivo:  Chaouia-Ouardigha  eTadla-Azilal, Province di Béni Mellal e Khouribga. </span></span></p>
<h2></h2>
<h2><strong>Riferimenti bibliografici</strong></h2>
<p><span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">– </span><span id="m_7111773139635155422yui_3_16_0_ym19_1_1516925305817_34880" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">Gruppo di studio sul sistema di accoglienza costituito presso il Ministero dell’Interno, </span><strong>Rapporto sull’accoglienza di migranti e rifugiati in Italia</strong><i id="m_7111773139635155422yui_3_16_0_ym19_1_1516925305817_34881" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">. Aspetti, procedure, problemi</i><span id="m_7111773139635155422yui_3_16_0_ym19_1_1516925305817_34882" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">, Roma, ottobre 2015</span></p>
<p>– <span id="m_7111773139635155422yui_3_16_0_ym19_1_1516925305817_35003">Servizio Centrale – SPRAR, </span><strong>Manuale operativo per l’attivazione e la gestione dei servizi di accoglienza integrata in favore dei richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale e umanitaria</strong><span id="m_7111773139635155422yui_3_16_0_ym19_1_1516925305817_35005">, settembre 2015</span></p>
<p>– <span id="m_7111773139635155422yui_3_16_0_ym19_1_1516925305817_35119">ASGI, </span><strong>Il diritto alla protezione. Studio sullo stato del sistema di asilo in Italia e proposte per una sua evoluzione</strong><span id="m_7111773139635155422yui_3_16_0_ym19_1_1516925305817_35121">, Giugno 2011</span></p>
<p>– Margalit COHEN-EMERIQUE,   “<strong>Per un approccio interculturale nelle professioni sociali e educative</strong>” (Dagli inquadramenti teorici alle modalità operative)  Erickson, 2017.</p>
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		<title>INCONTRI con AUTORI DIRETTAMENTE nelle SCUOLE superiori/università !</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2016 15:17:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Care amiche e cari amici insegnanti, anche per l&#8217;anno scolastico 2016-2017, l&#8217;Associazione per i Diritti umani propone incontri con gli autori (di libri e di film) DIRETTAMENTE NELLE SCUOLE. Il volantino qui di seguito&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="post-title"><span style="font-size: medium;">Care amiche e cari amici insegnanti,</span></h1>
<p>anche per l&#8217;anno scolastico 2016-2017, l&#8217;Associazione per i Diritti umani propone incontri con gli autori (di libri e di film) DIRETTAMENTE NELLE SCUOLE. Il volantino qui di seguito illustra SOLO ALCUNE  possibili proposte.</p>
<div class="clear"></div>
<div class="entry">
<div class="entry-inner">
<div class="separator">Per tutte le informazioni / per organizzare gli incontri nelle vostre classi/ per le proposte aggiuntive scrivere a: <a href="mailto:peridirittiumani@gmail.com">peridirittiumani@gmail.com</a></div>
</div>
</div>
<div class="separator"></div>
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<div class="separator">
<p><a title="" href="http://4.bp.blogspot.com/-qCmObF-Yrls/VjyeUGUjprI/AAAAAAAADgA/GZkydumEx6U/s1600/scuole%2Bsup1%2B%25282%2529.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-bGlnaHRib3gtMA==" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/11/scuolesup128229.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="452" height="640" border="0" /></a></p>
<div class="separator"><a title="" href="http://4.bp.blogspot.com/-oHSAotOMxAk/VjyeUHzoGPI/AAAAAAAADgE/-huFOCxlBBE/s1600/scuole%2Bsup2%2B%25282%2529.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-bGlnaHRib3gtMQ==" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/11/scuolesup228229.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="452" height="640" border="0" /></a></div>
<div></div>
</div>
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		<title>Le nostre proposte per le scuole MEDIE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Aug 2016 15:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte per scuole e università]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Care amiche e cari amici insegnanti, anche per l&#8217;anno scolastico 2016-2017, l&#8217;Associazione per i Diritti umani propone incontri con gli autori (di libri e di film) DIRETTAMENTE NELLE SCUOLE. Il volantino qui di seguito&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="post-title"><span style="font-size: medium;">Care amiche e cari amici insegnanti,</span></h1>
<p>anche per l&#8217;anno scolastico 2016-2017, l&#8217;Associazione per i Diritti umani propone incontri con gli autori (di libri e di film) DIRETTAMENTE NELLE SCUOLE. Il volantino qui di seguito illustra SOLO ALCUNE  possibili proposte.</p>
<div class="clear"></div>
<div class="entry">
<div class="entry-inner">
<div class="separator"></div>
<div class="separator">Per tutte le informazioni / per organizzare gli incontri nelle vostre classi/ per le proposte aggiuntive scrivere a: <a href="mailto:peridirittiumani@gmail.com">peridirittiumani@gmail.com</a></div>
<div class="separator"></div>
<div class="separator"></div>
<div class="separator"></div>
<div class="separator"></div>
<div class="separator"><a title="" href="http://4.bp.blogspot.com/-Un782oYWuL0/VjydWhutSOI/AAAAAAAADfw/Tamb3YIjHIM/s1600/scuole%2Bmedie1%2B%25282%2529.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-bGlnaHRib3gtMA==" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/11/scuolemedie128229.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="452" height="640" border="0" /></a></div>
<div class="separator"></div>
<div class="separator"></div>
<div class="separator"></div>
<div class="separator"><a title="" href="http://4.bp.blogspot.com/-wZlCEO6bR8k/VjydWclE5SI/AAAAAAAADfs/XkmiBx3KCKI/s1600/scuole%2Bmedie2%2B%25282%2529.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-bGlnaHRib3gtMQ==" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/11/scuolemedie228229.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="452" height="640" border="0" /></a></div>
</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Proposte di incontri per scuole superiori e università</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2015/10/03/proposte-di-incontri-per-scuole/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2015 12:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[culturali]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
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		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti Umani Proposte di incontri con gli autori per scuole SUPERIORI e UNIVERSITA&#8217; Verranno consegnate anche schede didattiche di approfondimento con spunti di riflessione. Percorso 1: Focus PALESTINA Presentazione dell&#8217;ultimo libro&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Associazione<br />
per i Diritti Umani</b></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Proposte<br />
di incontri con gli autori</b></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>per<br />
scuole SUPERIORI e UNIVERSITA&#8217;</b></div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Verranno<br />
consegnate anche schede didattiche di approfondimento con spunti di<br />
riflessione. </b>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Percorso<br />
1: Focus PALESTINA</b></p>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY">
Presentazione<br />
dell&#8217;ultimo libro di Adania Shibli, scrittrice palestinese che vive<br />
tra Londra e Ramallah.<br />
e che collabora con importanti istituzioni culturali palestinesi come<br />
al-Hakawati Theater di Gerusalemme e il Sakakini Cultural Centre di<br />
Ramallah.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY">
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY">
E<br />
visione e analisi del film <i>Five<br />
broken cameras.</i></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>IL<br />
LIBRO: </b>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Pallidi<br />
segni di quiete&#8221; raccoglie i più bei racconti di Adania Shibli,<br />
la giovane scrittrice palestinese il cui primo romanzo, &#8220;Sensi&#8221;<br />
(Argo 2007), è già noto al pubblico italiano. Calando l&#8217;asciutta<br />
enunciazione di minuti fatti quotidiani in un&#8217;atmosfera oscillante<br />
tra stupore e sgomento, Adania Shibli consegna al lettore un mondo<br />
drammaticamente incomprensibile. Da &#8220;Senza rami&#8221; a<br />
&#8220;Necrologio di un bravo professore del quartiere armeno&#8221; a<br />
&#8220;Pallidi segni di quiete&#8221;, che dà il titolo alla raccolta,<br />
è un incessante succedersi di finestre che si spalancano su un<br />
universo bello e terribile, fissato da occhi inermi e spietati.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>IL<br />
FILM:</b></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
particolarità di questo documentario risiede nell’equilibrio tra<br />
i momenti<br />
familiari<br />
e intimi<br />
(come quando il vecchio padre di Emad tenta di arrampicarsi e<br />
bloccare<br />
la jeep<br />
israeliana che stava<br />
portando il<br />
figlio in<br />
prigione o quando il piccolo Gibreel bacia i manifesti funebri<br />
chiedendo al padre il significato della morte), tra gli abitanti del<br />
villaggio ognuno con le proprie speranze e convinzioni<br />
(su tutti Phil e Ameed) e<br />
la<br />
cronistoria<br />
dei<br />
cambiamenti<br />
nel<br />
villaggio (dalla costruzione del muro di separazione e di nuovi<br />
insediamenti illegali, alla raccolta delle olive a cui spesso<br />
partecipano anche gli internazionali per proteggere i contadini<br />
palestinesi, alla politica internazionale) e fare un<br />
film intimo<br />
ed personale<br />
è stato il modo<br />
per farlo<br />
sentire<br />
nuovo ed<br />
autentico.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Temi<br />
di riflessione: </b>L&#8217;assedio/il<br />
muro dell’apartheid/La resistenza creativa e non violenta</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="border-color: currentColor currentColor rgb(0, 0, 0); border-style: none none solid; border-width: medium medium 1pt; margin-bottom: 0cm; padding: 0cm 0cm 0.07cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Percorso<br />
2: EGITTO</b><b><br />
 “I ragazzi di Piazza Tahrir” </b>
</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Proponiamo<br />
il libro di Azzurra Meringolo “i ragazzi di Piazza Tahrir”,<br />
ricercatrice di Relazioni Internazionali all’università Roma3; un<br />
libro che ci fa respirare il clima e le dinamiche interne alla<br />
società egiziana pre-25 gennaio e che spiega come dice Ala al Aswani<br />
che “la rivoluzione è uno stato mentale, una scelta di vita: è<br />
uno stato d’animo che si decide di abbracciare o meno e quando lo<br />
abbracci è per sempre”.</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>IL<br />
LIBRO: </b>
</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
Questo<br />
libro racconta il clima pre-rivoluzione a cui come ha scritto<br />
l’autrice “<i>mancava<br />
solo la scintilla finale: il conto alla rovescia era iniziato da<br />
anni</i>”<br />
e un Occidente che non ha saputo coglierne i segni credendo (o<br />
fingendo di credere) alle menzogne del raìs secondo cui l’unica<br />
rivoluzione possibile sarebbe stata quella islamica.</div>
<p></p>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
Viene<br />
esaminata in particolare la sfera virtuale intesa come luogo di<br />
libertà che riesce a influenzare le dinamiche interne alla società<br />
egiziana grazie ai blogger che, protetti dall’anonimato, affrontano<br />
argomenti tabù e riformulano la posizione dell’Islam nella sfera<br />
pubblica realizzando una rivoluzione culturale<br />
in<br />
cui uomini e donne iniziano a incrociarsi negli “interstizi<br />
virtuali”. Ma la sfera virtuale diventa anche paradigma di uno<br />
scollamento tra regime e popolo, considerato suddito e non cittadino,<br />
 come dimostra la descrizione che Gamal Mubarak fa degli internauti<br />
come di “<i>amebe<br />
bloccate davanti al loro schermo che non sarebbero usciti dalle<br />
stanze in cui erano rintanati</i>”;<br />
quando il regime ne prende coscienza l’unica mossa è quella di<br />
oscurare Internet. Mossa tardiva e inutile perché come ha<br />
sottolineato Maher, uno dei leader del “Movimento 6 aprile” “<i>la<br />
rivoluzione dei gelsomini aveva ormai creato una reazione a catena<br />
tra i cibernauti egiziani</i>”<br />
arrivando a prospettare “<i>un<br />
nuovo</i><br />
<i>panarabismo<br />
virtuale</i>”.</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>LE<br />
CANZONI: </b>
</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
<p>Le canzoni nel mondo arabo contemporaneo sono una forma d’arte e di contestazione al punto da essere state definite da Omar Barghouti “Intifada delle parole”: ci faremo così guidare dai testi di 3 famose canzoni per esplorare la colonna sonora della rivoluzione egiziana.</p></div>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Temi<br />
di riflessione:</b><br />
I temi di attualità (la rivoluzione), l&#8217;Arte come forme di protesta,<br />
l&#8217;analisi dei testi delle canzoni, le aspettative dei giovani.</div>
<p></p>
<div style="border-color: currentColor currentColor rgb(0, 0, 0); border-style: none none solid; border-width: medium medium 1pt; margin-bottom: 0cm; padding: 0cm 0cm 0.07cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Percorso<br />
3: IMMIGRAZIONE : Storia recente del Maghreb e come risponde<br />
l&#8217;Occidente ai fenomeni migratori</b></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Presentazione<br />
della graphic novel </b>“Se<br />
ti chiami Mohammed” di Jerome Ruillier e visione e analisi del<br />
cortometraggio “C&#8217;est dimanche!” di Samir Guesmi.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>LA<br />
GRAPHIC NOVEL:</b></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“Quando<br />
entri alla Renault, guardano come ti chiami. Se ti chiami Mohamed, ti<br />
mandano in catena di montaggio. Mohamed o Khémais, eh, è la stessa<br />
cosa!”Per l’illustratore Jérôme Ruillier l’immigrato della<br />
nostra epoca è come un disabile. La sua vita è condizionata<br />
dall’impossibilità di essere come gli altri, la maggioranza, e<br />
dalle barriere create dalle differenze di cui è portatore. La<br />
diversità diventa così un handicap e rende difficile la convivenza<br />
con la comunità di appartenenza.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>IL<br />
CORTOMETRAGGIO: </b>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>
Ibrahim vive con il padre in<br />
Francia. I suoi voti a scuola sono un disastro e quando un giorno i<br />
professori gli consegnano una nota da far firmare al genitore,<br />
Ibrahim, incapace di comunicare con il padre severo, gli fa credere<br />
che la nota sia un diploma. La notizia scatena la gioia del genitore.</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Temi<br />
di riflessione</b>: Storia<br />
recente dei Paesi maghrebini/i cambiamenti sociali/ l&#8217;impatto<br />
sull&#8217;Occidente.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Definizioni<br />
giuridiche: immigrato/rifugiato/clandestino</div>
<p></p>
<div style="border-color: currentColor currentColor rgb(0, 0, 0); border-style: none none solid; border-width: medium medium 1pt; margin-bottom: 0cm; padding: 0cm 0cm 0.07cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Percorso<br />
4: focus </b><b>SIRIA<br />
</b>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="_GoBack"></a>Presentazione<br />
del saggio: “La felicità araba” di Shady  Hamadi il<br />
caso siriano incarna tutte le paure di un cambiamento perché un<br />
mutamento in Siria cambierebbe tutto il Medio Oriente, è la base per<br />
costruire un modello di cittadinanza universale ed eliminare la crisi<br />
dello stato nel mondo arabo.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Presentazione<br />
del romanzo “Il silenzio e il tumulto” di Nihad Serees</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Visione<br />
e analisi del documentario: Young Syrian lenses</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>IL<br />
ROMANZO: </b>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nel<br />
caldo torrido di un polveroso paese mediorientale dominato dalla<br />
dittatura, Fathi Shin, un famoso scrittore accusato di<br />
antipatriottismo ed al quale è stato imposto il divieto di<br />
pubblicare nuovi libri, vive una giornata di assurdità kafkiana.<br />
Mentre una folla esaltata, scomposta e incontrollabile si riversa in<br />
città per volere del leader, nel giorno dei festeggiamenti dei<br />
vent&#8217;anni dalla salita al potere, Fathi cerca di sfuggire al tumulto<br />
per trovare il silenzio &#8211; quiete e calma &#8211; e far visita alla madre e<br />
alla sua amante, ma appena varca la soglia del suo appartamento<br />
iniziano i guai&#8230; &#8220;Il silenzio e il tumulto&#8221; è un romanzo<br />
sulla vita sotto e durante la dittatura: è l&#8217;affresco vivido di un<br />
popolo dominato dalla paura. Una storia urgente da raccontare,<br />
sensuale, capace di far sorridere anche in un periodo dominato dalla<br />
violenza, un atto di coraggio di uno scrittore siriano.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Il<br />
DOCUMENTARIO:</b></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Young<br />
Syrian Lenses</i>&#8221;<br />
è un progetto totalmente indipendente e volontario – patrocinato<br />
da Amnesty Italia – dei filmmaker marchigiani Ruben Lagattolla e<br />
Filippo Biagianti. Ruben e Filppo riescono nel maggio 2014 ad entrare<br />
in Siria e a documentare la rischiosissima attività dei ragazzi che<br />
lavorano come fotografi e media activist ad Aleppo, sotto assedio da<br />
anni, e a testimoniare i tragici episodi che occorrono sotto il<br />
regime di Bashar al Assad.</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Temi<br />
di riflessione</b>: la guerra<br />
in Siria/ l&#8217;immigrazione anche in Italia/il ruolo della musica come<br />
protesta/l&#8217;ironia anche in condizioni difficili</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="border-color: currentColor currentColor rgb(0, 0, 0); border-style: none none solid; border-width: medium medium 1pt; margin-bottom: 0cm; padding: 0cm 0cm 0.07cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Percorso<br />
5: ALGERIA</b><br />
<b>“Marsiglia Algeri viaggio<br />
al chiaro di luna”</b></div>
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Presentazione<br />
del libro “Marsiglia Algeri viaggio al chiaro di luna” di      e<br />
del documentario “Oueine Algerie?” di Lemnaouer Ahmine. <u><b>Alla<br />
presenza del regista.</b></u></div>
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<b>IL<br />
LIBRO:</b></div>
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<div dir="LTR" id="Sezione1">
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Algeri</b>,<br />
 la “Bianca”, una città avvolta in una luce di struggente<br />
 bellezza, ancora chiusa nella paura del terrorismo e nell’orgoglio<br />
 della guerra d’Indipendenza, perennemente in bilico tra l’anima<br />
 autoctona – con le donne quasi tutte velate e truccatissime – e<br />
 la tentazione francese, con l’<i>intellighentia</i><br />
 algerina espatriata in Francia, i giovani che vanno a <b>Parigi</b><br />
 per vestirsi e il Paese che coltiva un buon francese, parlandolo<br />
 quasi più dell’arabo.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Questo<br />
 terzo libro della collana <b>REvolution<br />
 </b>di <b>Albeggi<br />
 Edizioni, </b><i><b>Marsiglia-Algeri,<br />
 viaggio al chiaro di luna</b></i>(364<br />
 pagg., 16 euro, ISBN 9788898795062),racconta un Paese affascinante e<br />
 criptico: l’Algeria. La firma è quella della giornalista <b>Ilaria<br />
 Guidantoni</b>, che ha già<br />
 pubblicato per Albeggi Edizioni sulla transizione tunisina e si<br />
 cimenta nuovamente col <b>Mediterraneo</b>,<br />
 verso cui nutre una grande passione. Il viaggio si sviluppa<br />
 ascoltando le voci di femministe, intellettuali, artisti e<br />
 imprenditori; osservando il dialogo interculturale e interreligioso;<br />
 esaminando le opportunità di sviluppo sotto il profilo politico,<br />
 economico, di cooperazione, del turismo.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Attraverso<br />
 questo viaggio l’autrice prova a immaginare il futuro dell’<b>Algeria</b><br />
 se essa saprà riconquistare l’anima mediterranea, diventando un<br />
 punto di riferimento a livello internazionale in materia di politica<br />
 energetica, lotta al terrorismo nel <b>Nord<br />
 Africa</b> e valorizzazione<br />
 delle minoranze linguistiche.</div>
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<b>IL<br />
DOCUMENTARIO:</b></div>
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L’autore,<br />
che vive in Italia da quasi vent’anni, fa un bilancio della sua<br />
vita e traccia con grande libertà d’espressione la storia della<br />
sua famiglia, che è uno spaccato di ciò che è stato e di ciò che<br />
è diventato il suo Paese d’origine, l’Algeria. “<i>Perché,<br />
dice, io ho due case, ma la radice è una sola</i>”.<br />
<br />Un racconto molto personale che intreccia ricordi e ritratti<br />
familiari con la storia dell’ Algeria nell’anno della<br />
celebrazione dei 50 anni dell’Indipendenza.</div>
<p></p>
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<b>Temi<br />
di riflessione</b>: terrorismo:<br />
le radici/i pregiudizi/cosa accade nel mondo</div>
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<b>INFORMAZIONI</b></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="border-color: currentColor currentColor rgb(0, 0, 0); border-style: none none solid; border-width: medium medium 1pt; margin-bottom: 0cm; padding: 0cm 0cm 0.07cm;">
<b>Coordina gli incontri:<br />
Alessandra Montesanto, Vicepresidente dell&#8217;Associazione per i Diritti<br />
Umani, alla presenza di autori ed esperti di materia. </b>
</div>
<p></p>
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</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Gli<br />
alunni possono realizzare un loro lavoro sulle tematiche proposte: un<br />
video, un reportage fotografico, un contributo scritto che:</b></div>
<p></p>
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</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>sarà<br />
pubblicato su </b><u><a href="http://www.peridirittiumani.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><b>www.peridirittiumani.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</b></a></u></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>sarà<br />
presentato durante l&#8217;incontro con gli autori</b></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="border-color: currentColor currentColor rgb(0, 0, 0); border-style: none none solid; border-width: medium medium 1pt; margin-bottom: 0cm; padding: 0cm 0cm 0.07cm;">

</div>
<p></p>
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</div>
<p></p>
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<u><b>COSTI:</b></u></div>
<p></p>
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</div>
<p></p>
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<u><b>Contributo<br />
di 4 euro per alunno partecipante</b></u></div>
<p></p>
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</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<u><b>Eventuali<br />
spese di viaggio per i relatori</b></u></div>
<p></p>
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</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Gli<br />
incontri potranno svolgersi al mattino oppure al pomeriggio, in base<br />
alle esigenze scolastiche. Si terranno direttamente nelle scuole,<br />
anche a classi accorpate.</b></div>
<p></p>
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</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0.35cm;">
<b>Per<br />
ulteriori informazioni e prenotazioni, scrivere a:<br />
peridirittiumani@gmail.com </b></p>
</div>
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