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	<title>cure Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>MSF: a Gaza non ci sono luoghi sicuri per l&#8217;assistenza sanitaria</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jan 2024 10:55:45 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/msf.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1000" height="562" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/msf.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17365" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/msf.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/msf-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/msf-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></figure>



<p></p>



<p><strong>MSF a Gaza</strong>&nbsp;denuncia che negli ultimi tre mesi a causa degli incessanti attacchi delle forze israeliane nella Striscia di Gaza non ci sono più luoghi sicuri dove fornire assistenza sanitaria alle persone.</p>



<p>I continui ordini di evacuazione e gli attacchi alle strutture sanitarie hanno ripetutamente costretto organizzazioni come la nostra ad evacuare gli ospedali e a lasciare indietro i pazienti.</p>



<p>La quantità di&nbsp;<strong>spazi sicuri per le organizzazioni</strong>&nbsp;che forniscono supporto sanitario alle persone è ora&nbsp;<strong>fisicamente inesistente</strong>.</p>



<p>I continui ordini di evacuazione e gli attacchi alle strutture sanitarie hanno ripetutamente costretto organizzazioni come la nostra ad&nbsp;<strong>evacuare gli ospedali e a lasciare indietro i pazienti</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><strong>Lasciare l’ospedale di Al-Aqsa e i nostri pazienti è stata una decisione devastante</strong>&nbsp;e l’ultima cosa che avremmo voluto fare. Gli attacchi dei droni, il fuoco dei cecchini e i bombardamenti nelle immediate vicinanze dell’ospedale hanno reso lo spazio troppo insicuro per lavorarci. Le condizioni di instabilità ci fanno sentire incapaci. Non c’è praticamente<strong>&nbsp;nessuno spazio sicuro</strong>&nbsp;per fornire alle persone un’assistenza medica anche minima”.<strong>Enrico Vallaperta</strong>Referente medico del progetto MSF a Gaza</p></blockquote>



<p>Il 6 gennaio, le&nbsp;<strong>nostre équipe sono state costrette ancora una volta ad evacuare un ospedale</strong>. I team hanno lasciato l’ospedale Al-Aqsa nell’Area di Mezzo di Gaza, dopo che le&nbsp;<strong>forze israeliane hanno emesso ordini di evacuazione</strong>&nbsp;per i quartieri circostanti l’ospedale. Questa evacuazione forzata ha limitato il nostro accesso alle scorte di farmaci, confermando la<strong>&nbsp;difficoltà per le attività mediche</strong>&nbsp;e il deteriorarsi continuo delle condizioni di sicurezza.</p>



<h2>Il sistema sanitario di Gaza è collassato</h2>



<p><strong>Il sistema sanitario di Gaza è praticamente collassato</strong>. L’Organizzazione Mondiale della Sanità riferisce che&nbsp;<strong>solo 13 dei 36 ospedali di Gaza sono ancora parzialmente funzionanti</strong>: 9 nel sud e 4 nel nord. I due ospedali principali nel sud di Gaza stanno operando con una capacità di posti letto tre volte superiore alla loro e stanno esaurendo le forniture di base e il carburante.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Siamo gradualmente messi all’angolo in un perimetro molto restrittivo nel sud di Gaza, a Rafah, con possibilità sempre più limitate di offrire cure mediche, mentre i bisogni aumentano disperatamente. Con l’avanzare dell’assalto a Gaza, abbiamo dovuto evacuare diverse strutture sanitarie nel nord della Striscia e poi nell’Area di Mezzo. Oggi ci limitiamo a lavorare principalmente nel sud, perché non possiamo lavorare altrove.<strong>&nbsp;Stiamo esaurendo gli ospedali e siamo costretti a lasciare indietro i pazienti</strong>“.<strong>Thomas Lauvin</strong>Coordinatore dei progetti di MSF a Gaza</p></blockquote>



<p>Diversi ospedali in cui lavoravamo si sono trovati in questa situazione:&nbsp;<strong>l’Indonesian Hospital</strong>&nbsp;nel nord di Gaza è stato costretto ad essere<strong>&nbsp;evacuato a ottobre</strong>.&nbsp;<strong>L’ospedale Al-Shifa</strong>, il più grande di Gaza, è stato&nbsp;<strong>colpito</strong>&nbsp;e il personale è stato costretto a&nbsp;<strong>evacuare a novembre</strong>. Poi&nbsp;<strong>l’ospedale di Al Awda</strong>, ospedale in cui lavoriamo dal 2018,<strong>&nbsp;è stato colpito e tre medici</strong>, due dei quali facevano parte del nostro staff,&nbsp;<strong>sono stati uccisi</strong>.</p>



<p>Ora,&nbsp;<strong>questo schema si sta ripetendo nel Sud</strong>, che ospita un numero di persone cinque volte superiore a quello di prima della guerra, con meno posti per fornire assistenza sanitaria.</p>



<h2>Il sud di Gaza bombardato</h2>



<p>Il sud di Gaza è stato<strong>&nbsp;bersagliato da intensi bombardamenti</strong>&nbsp;dalla rottura della tregua di novembre e il bisogno di cure d’emergenza, chirurgiche e post-operatorie è enorme nell’area. La mancanza di capacità ospedaliera sta privando i<strong>&nbsp;pazienti di cure adeguate e di condizioni igieniche accettabili</strong>, con il risultato di un numero crescente di ferite infette e di procedure mediche eseguite in condizioni estreme. Molte&nbsp;<strong>donne sottoposte a taglio cesareo vengono dimesse appena sei ore dopo il parto</strong>&nbsp;per fare spazio ad altre donne incinte, mentre alcune vengono semplicemente allontanate e partoriscono nelle tende.</p>



<h2>MSF a Gaza</h2>



<p>Rimaniamo impegnati a<strong>&nbsp;fornire assistenza medica</strong>&nbsp;a Gaza e&nbsp;<strong>chiediamo la protezione degli ospedali</strong>, del personale medico e dei pazienti. Le nostre équipe stanno attualmente&nbsp;<strong>fornendo supporto pre e post parto</strong>&nbsp;presso l’Imarati Maternity Hospital, mentre presso l’Indonesian Hospital di Rafah MSF supporta la popolazione di Gaza con la fisioterapia e le cure post-operatorie. Sempre a Rafah, presso la clinica Al-Shaboura, offriamo&nbsp;<strong>consulenze sanitarie di base,</strong>&nbsp;<strong>medicazioni</strong>&nbsp;di ferite e&nbsp;<strong>consulenze per la salute mentale</strong>. Supportiamo l’European Hospital di Gaza con una&nbsp;<strong>piccola capacità chirurgica</strong>&nbsp;e il team di infermieri assiste i pazienti che necessitano di medicazioni. Ad Al Awda, nel nord di Gaza, e all’ospedale Nasser di Khan Younis, i nostri operatori umanitari lavorano in<strong>&nbsp;condizioni estremamente difficili, anche per la mancanza di cibo e forniture mediche a causa degli attacchi aerei e dei combattimenti</strong>&nbsp;nelle vicinanze.</p>



<p>Ribadiamo il nostro appello per un <strong>cessate il fuoco immediato</strong> che risparmi le vite dei civili, ripristini il flusso di assistenza umanitaria e ristabilisca il sistema sanitario da cui dipende la sopravvivenza della popolazione di Gaza.</p>
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		<title>Un anno di osservazione dal buco della serratura del Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Nov 2023 09:41:19 +0000</pubDate>
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<p>Osservare un Centro di Permanenza per il Rimpatrio equivale a guardare un oggetto&nbsp;<strong>oscuro</strong>&nbsp;e allo stesso tempo&nbsp;<strong>invisibile</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>nascosto</strong>&nbsp;da alte mura impenetrabili. Più che un luogo il CPR è un&nbsp;<strong>non-luogo</strong>, progettato per essere nascosto e nascondere gli&nbsp;<strong>orrori</strong>&nbsp;che contiene. L’osservazione del CPR, complicata da&nbsp;<strong>opacità</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>ostracismo</strong>, ha imposto l’utilizzo di un&nbsp;<strong>metodo flessibile</strong>&nbsp;e di&nbsp;<strong>fonti e interventi diversissimi</strong>. La classica raccolta dati da analizzare si è rivelata impossibile a fronte della sostanziale inesistenza di dati ufficiali disponibili, e del rifiuto delle autorità a fornire quanto richiesto. Analizzare un CPR significa quindi&nbsp;<strong>aggirare ostacoli, ipotizzare, strappare prove&nbsp;</strong>lottando in tribunale e&nbsp;<strong>raccogliendo informazioni&nbsp;</strong>da trattenuti, parenti e loro legali,&nbsp;<strong>diversificare le fonti e metterle a confronto</strong>. È così che abbiamo proceduto.</p>



<p>“<strong>Dati, testimonianze, ricerche, cartelle&nbsp;</strong><strong>cliniche, accessi agli atti, accessi civici generalizzati, sopralluoghi, verifiche&nbsp;</strong>ci hanno permesso di intravedere ciò che avviene in un CPR e che rendiamo oggi pubblico. Abbiamo rilevato&nbsp;<strong>abusi, violenze e discriminazioni&nbsp;</strong>in tutti gli ambiti che abbiamo investigato” affermano le attiviste e gli attivisti del Naga e della Rete Mai più Lager – No ai CPR. “<strong>Le persone che vengono portate in un CPR non hanno commesso reati</strong>, ma solo un&nbsp;<strong>illecito amministrativo</strong>, ovvero essere irregolari sul territorio. Già di per sé il trattenimento,&nbsp;<strong>la limitazione della libertà personale, risulta essere una misura sproporzionata</strong>, ma tutto ciò che ne consegue rende questa misura&nbsp;<strong>intollerabile, inaccettabile e disumana</strong>”.</p>



<p>“Abbiamo raccolto testimonianze che attestano una sistematica&nbsp;<strong>violaz</strong><strong>ione del diritto alle cure</strong>; la visita di idoneità al trattenimento o non è svolta o è svolta senza strumenti diagnostici adeguati; la ‘visita medica’ di formale presa in carico da parte dell’Ente Gestore comprende&nbsp;<strong>umiliazioni e abusi</strong>&nbsp;quali, per esempio, la denudazione delle persone appena arrivate alla presenza del personale medico e di agenti di polizia e l’obbligo di fare flessioni per espellere eventuali oggetti nascosti nell’ano; abbiamo verificato il&nbsp;<strong>trattenimento di persone con malattie gravi e croniche</strong>, come un tumore cerebrale e gravi problemi di salute mentale; frequente è la&nbsp;<strong>mancanza di&nbsp;</strong><strong>personale medico&nbsp;</strong>e la&nbsp;<strong>sommarietà della gestione delle cartelle cliniche</strong>&nbsp;costituisce la regola, come pure costante è una&nbsp;<strong>sovrabbondante elargizione di psicofarmaci senza alcuna prescrizione specialistica</strong>” proseguono dal Naga e dalla Rete Mai più Lager – No ai CPR.</p>



<p>“Abbiamo ricevuto video che attestano la presenza di<strong>&nbsp;vermi nel cibo</strong>. Inoltre, evanescenti sono le figure<strong>&nbsp;che si occupano di mediazione linguistica, interpretariato e assistenza psicologica,</strong>&nbsp;che pure dovrebbero essere presentie, per contro, è&nbsp;<strong>debordante la presenza di agenti</strong>&nbsp;delle forze dell’ordine. Numerosissime sono le testimonianze di diffusi<strong>&nbsp;episodi di autolesionismo</strong>, labbra cucite, lamette ingoiate, tentativi di suicidio – soprattutto per impiccagione – &nbsp;e di percosse.&nbsp;<strong>14 sono i morti, dal 2018 al 2022,</strong>&nbsp;<strong>nei CPR d’Italia, con un</strong><strong>’età media di 33 anni</strong>. Persone nelle mani dello Stato che sono state dichiarate in condizioni di salute compatibili con il trattenimento.&nbsp;<strong>A queste morti abbiamo provato a dare un</strong><strong>’identità, ma 5 deceduti su 14, sono morti senza nome.</strong>&nbsp;Per 4 di loro non si sa nulla, né della loro identità né delle cause e circostanze del decesso.<strong>&nbsp;Inoltre i rimpatri vengono spesso effettuati con modalità violente</strong>&nbsp;(ammanettamento, persone legate alle sedie e spesso stordite dai farmaci) e avvengono anche verso Paesi dove il rimpatriato, nato e sempre vissuto in Italia, non aveva mai messo piede prima” affermano le attiviste e gli attivisti.</p>



<p>“Il tutto accade in un contesto di sostanziale&nbsp;<strong>impraticabilità di una tutela legale effettiva.</strong>&nbsp;Infine, anche all’uscita dal CPR, che si venga rimpatriati o rilasciati sul territorio, continuano gli abusi, considerata la frequentissima<strong>&nbsp;mancata riconsegna, alla fine del trattenimento, di soldi&nbsp;</strong>mandati dai familiari ai trattenuti. Siamo drammaticamente consapevoli che&nbsp;<strong>tutto ciò è solo la punta dell’iceberg</strong>. Sotto si nasconde molto di più. Quello che succede nei CPR non è frutto di una&nbsp;<em>malagestione</em>&nbsp;dei Centri, ma di&nbsp;<strong>chiare scelte politiche</strong>&nbsp;che si traducono in&nbsp;<strong>prassi e pratiche amministrative e di gestione illecite</strong><strong>&nbsp;e disumane, finanziate dai soldi pubblici</strong>. Con questo report abbiamo fatto la nostra parte, abbiamo cercato di far luce su ciò che si vuole nascondere. Facciamo ora appello a tutte e tutti&nbsp;<strong>per un’attivazione volta a reclamare l’abolizione dei CPR e contemporaneamente chiediamo al Governo, al Ministero dell’Interno, alla Prefettura e all’Amministrazione Comunale di contribuire, ciascuno per quanto di competenza, ad attuare l’unica soluzione possibile, realistica e necessaria: chiudere tutti i CPR d’Italia</strong>” concludono le attiviste e gli attivisti del Naga e dalla Rete Mai più Lager – No ai CPR.</p>



<p><strong><a href="https://emcgaze.com/tracking/qaR9ZGtlBQDjBGx0AGH2ZGt0BGt1AvM5qzS4qaR9ZQb2DN?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">SCARICA IL REPORT COMPLETO</a>&nbsp;<a href="https://emcgaze.com/tracking/qaR9ZGtlBQDjBGx0AGH2ZGt0BGt1AvM5qzS4qaR9ZQb3Gt?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">–&nbsp;SCARICA LA SINTESI</a></strong></p>
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		<title>Prof. Foad Aodi: corridoi umanitari e dialogo per la Pace in Terrasanta</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Oct 2023 06:46:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Prof. Foad Aodi (membro della commissione Salute globale Fnomceo e Docente a contratto all&#8217;Università di Tor Vergata) fornisce dati sulla situazione sanitaria &#8211; e non solo &#8211; a Gaza, aggiornata a ieri, 25&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/gaza.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="900" height="600" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/gaza.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17236" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/gaza.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 900w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/gaza-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/gaza-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></figure>



<p><em><br></em></p>



<p>Il Prof. Foad Aodi (membro della commissione Salute globale Fnomceo e Docente a contratto all&#8217;Università di Tor Vergata) fornisce dati sulla situazione sanitaria &#8211; e non solo &#8211;  a Gaza, aggiornata a ieri, 25 ottobre 2023 e lancia il seguente appello: </p>



<p></p>



<p>Ecco il bilancio della situazione sanitaria umanitaria come ci riferiscono i nostri medici dell&#8217;Unione Medica Euromediterranea (UMEM) a Gaza che sono in contatto dal 07.10 con il Presidente Amsi (Associazione Medici di origine straniera in Italia) e Umem (Unione Medica Euromediterranea)<strong><u>: </u></strong>tutti gli ospedali sono fuori uso. Mancano in particolare: la corrente, acqua, farmaci, sangue , medici specialisti e tutto quello che serve per gli ospedali.</p>



<p>Più di 6500 morti di cui più di 2700 bambini,  più di 16.000 mila ferriti di cui il 70% sono bambini e donne. Più di 3700 bambini soffre di malattie infettive, di scabbia, presentano sintomi di patologie gastrointestinali, malattie dermatologiche, diarrea, intossicazioni alimentari per mancanza di acqua e cibo pulito; c&#8217;è, quindi, il rischio di una pandemia di colera.</p>



<p>Più di 7000 feriti negli ospedali che aspettano le cure, mancano anestetici, alcool per curare e operare i feriti. I pazienti stanno per terra e nei corridoi; le patologie più frequenti sono di natura ortopedica, neurochirurgica, di chirurgia generale, ustioni, intossicazioni polmonari; malattie pediatriche, ginecologiche, otorinolaringoiatra, psicologia e chirurgia vascolare, infarti ed ictus. </p>



<p>Più di 1300 pazienti hanno bisogno di dialisi; si utilizza l&#8217;aceto per disinfettare i feriti; più di 200 aborti prematuri.</p>



<p>Oltre 2000 persone sono scomparse sotto le macerie di cui il 50% sono bambini; urge un corridoio sanitario con più di 300 camion al giorno per far rifunzionare gli ospedali, come chiede Aodi,  a nome dei movimenti di cui fa parte, oltre il cessate il fuoco e il dialogo per una conferenza internazionale di pace in Terrasanta.</p>
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		<title>No ai vaccini in farmacia, va valorizzato il ruolo del medico e la collaborazione interprofessionale</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2020 08:20:18 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="516" height="250" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/coronavirus.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14680" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/coronavirus.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 516w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/coronavirus-300x145.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 516px) 100vw, 516px" /></figure></div>



<p>Cosi l&#8217;Associazione medici di origine straniera in Italia <strong>(Amsi)</strong> e L&#8217;Unione medica euro Mediterranea <strong>(UMEM)</strong> con il movimento internazionale  Transculturale interprofessionale <strong>Uniti per Unire</strong> esprimono subito la loro posizione determinata senza ambiguità riguardo i vaccini che vanno fatti esclusivamente dai medici e negli studi medici per salvaguardare la salute dei pazienti e le persone e rispettare il ruolo di ogni professionista della sanità intensificando la collaborazione interprofessionale per combattere l&#8217;emergenza #Coronavirus perchè purtroppo la curva dei contagi è tornata a salire in Itali , in Europa e nel mondo.&#8221;Noi concordiamo con la posizione della <strong>Fnomceo</strong> e difendiamo come sempre sia i pazienti che i medici italiani e di origine straniera e collaborando con tutti i professionisti della sanità a livello internazionale compreso i farmacisti che hanno un ruolo molto importante da sempre nel mosaico sanitario mondiale&#8221;.</p>



<p>Il ruolo del medico va valorizzato di più e non togliere competenze che le compete da secoli, ci sorprende la politica che è passata in pochi mesi da definirci eroi a toglierci competenze. Noi applaudiamo alla politica quando fa il suo dovere e risolve le problematiche ma non possiamo accettare ingiustizie nei nostri confronti che possono scatenare anche scontri interprofessionali e mettere a rischio i pazienti. Per quanto riguarda l&#8217;emergenza Coronavirus è giusto sentire di più i consigli dei medici e applicare il protocollo cura a domicilio specialmente nei primi 5 giorni con quarantena fiduciaria e utilizzare i farmaci già conosciamo e approvate con efficacia senza ripetere gli sbagli di andare al pronto  soccorso di massa senza motivi urgenti e non recarsi  dai medici di famiglia senza appuntamenti .Questo protocollo è stato consigliato da Amsi e Umem in 72 Paesi . Nel mondo abbiamo circa l&#8217;80% dei guariti grazie alla cura a domicilio e al rispetto della quarantena fiduciaria  .<strong>Cosi dichiara Foad Aodi presidente Amsi e UMEM e membro del registro esperti Fnomceo</strong>.</p>
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		<title>Appello per un prigioniero politico kurdo in Turchia, gravemente malato e non curato</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 08:05:34 +0000</pubDate>
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<h4></h4>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><a href="http://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2020/04/Mehmet-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="http://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2020/04/Mehmet-1-273x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-92853"/></a></figure></div>



<p>(da labottegadelbarbieri.org)</p>



<p>Mi chiamo Nazire Bakrak, sono una donna Kurda e mi sono trasferita in Italia nel 2006, per permettere a mio figlio talassemico di poter ricevere cure mediche migliori, visto che la Turchia non offre cure adeguate. Durante questi anni i miei parenti rimasti là hanno sempre avuto ripercussioni sociali per via della nostra etnia, quella Kurda.<br>Mio fratello Mehmet Salih è un giovane ragazzo che da sempre ha avuto a cuore la nostra causa, partecipando attivamente alla vita del partito HDP (Partito degli Attivisti Kurdi). Un giorno durante l’ennesima manifestazione pacifica organizzata dal Partito, lui e altri ragazzi vengono arrestati dalla Polizia Turca. Avendo solo 17 anni venne portato nel Carcere Minorile di Adana Pozanti, dove rimarrà per circa 1 anno; durante questo arco di tempo verrà a conoscenze di un fatto scandaloso: gli addetti alla sicurezza del carcere, con la copertura dei responsabili ai piani alti, conducevano i ragazzi in zone segrete per sottoporli a violenze sessuali e fisiche.<br>Una volta raggiunta da Mehmet la maggiore età, il tribunale di Adana ha emesso la sentenza nei suoi confronti, condannandolo alla pena di 4 anni per sostegno al terrorismo. Dopo l’emissione della sentenza viene trasferito nel Carcere di Antalya. Una volta arrivato nel nuovo carcere decide di riportare per iscritto tutto quello che accadeva nel Carcere Minorile di Adana, descrivendo per filo e per segno le sofferenze che tutti i giovani vivevano una volta arrivati in quell’Inferno. Recapitò questa lettera ad un’Associazione dei Diritti Umani che ha sede a Istanbul. L’associazione, una volta ricevuta la lettera, manda due avvocati per parlare con lui della questione che aveva rivelato.<br>Gli avvocati gli dissero che l’unica possibilità era quella di fare causa alla Prigione Minorile, e automaticamente andare contro il sistema carcerario turco che copriva tutti questi soprusi.<br>Mehmet Salih, che nel cuore ha spazio solo per la giustizia e la democrazia, decise di fare causa, con la consapevolezza di andare incontro ad un suicidio giudiziario.<br>Il processo cominciò con lo Stato turco come colpevole sul banco degli imputati ma grazie ad una serie di imbrogli la situazione venne completamente ribaltata. Infatti, da processo nei confronti dello Stato divenne un processo nei confronti di Mehmet Salih. Vennero imputati a lui altri numerosi reati, come l’aver partecipato a manifestazioni urlando slogan contro il Governo; aver cantato delle canzoni dei Partigiani Kurdi, canzoni molto simili alla classica Bella Ciao italiana, e infine l’accusa più grave, quella di promuovere il terrorismo, e aver convinto altri giovani a seguirlo nella causa Kurda.<br>Il processo si concluderà con una sentenza che dimostra a tutto il mondo, quello che è la Turchia, e quello che è il sistema giudiziario Turco: <strong>una condanna a 18 anni di reclusione</strong>. Per cosa? Per aver semplicemente usato la propria voce come arma contro la Dittatura Turca. Ogni anno che passa vengono tirate fuori altre accuse contro Mehmet, che portano a un nuovo processo nei suoi confronti, facendogli accumulare altri anni di carcere.<br>La storia, lo racconto a malincuore, non termina qua. Mehmet Salih in questi anni si ammala di una grave forma di tumore all’intestino, che lo porta a vivere in condizioni ancora più disumane. Il suo sistema immunitario è praticamente inesistente, e questa forma tumorale ha portato ad altre gravi malattie, come la tubercolosi e l’artrite.<br>Il tumore era tenuto sotto controllo grazie ad un farmaco che veniva distribuito dalla Stato, ovviamente senza una frequenza regolare, ma almeno era distribuito. <strong>Nel marzo 2020 lo Stato ha bloccato la distribuzione di questo farmaco, come di altri farmaci di cui necessitano i prigionieri</strong>. A questo punto Mehmet decide di fare richiesta al carcere di far acquistare il farmaco dall’esterno, dai parenti in Turchia o da noi in Italia. Il tutto gli è stato negato senza alcuna motivazione, in poche parole lo stanno condannando ad una MORTE LENTA E DOLOROSA.<br><strong>La sua vita può finire in qualsiasi momento, senza che nessuno faccia qualcosa per salvarla</strong>.<br>In questo periodo della vicenda Covid-19 lo Stato Turco ha deciso di svuotare le carceri, liberando circa 100.000 prigionieri tra cui criminali comuni, assassini e spacciatori; ad eccezione dei prigionieri politici.<br>Io mi chiedo se nel 2020 uno Stato così vicino all’Unione Europea possa commettere tutte queste ingiustizie contro un giovane ragazzo di soli 24 anni, senza che nessuno faccia qualcosa per fermare questa tirannia.</p>



<p><strong>Chiediamo ad alta voce alle autorità competenti, e a chiunque possa alzare una voce autorevole, di poter far qualcosa per smuovere questa tragica situazione.</strong><br>Nazire Bakrak, 31 marzo 2020<br><em>Appello sottoscritto da Rete Kurdistan Sardegna e ASCE (Associazione Sarda Contro l’Emarginazione) &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</em>per contatti:&nbsp;retekurdistansardegna@riseup.net</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="http://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2020/04/Erdin%C3%A7-Y%C3%BCcel-4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="http://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2020/04/Erdin%C3%A7-Y%C3%BCcel-4-223x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-92855"/></a></figure>



<p><em>Erdinc Yucel</em></p>
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		<title>NO CPR. Le verità che non dovete sapere</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jan 2020 07:57:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Continua l&#8217;importante campagna &#8220;NO CPR&#8221; e la seguiamo con voi. LE VERITÀ CHE NON DOVETE SAPERE: 1◾️ L&#8217;ISOLAMENTO TOTALE Giorni fa, prendendo spunto da una videointervista di una attivista di&#160;LasciateCIEntrare, abbiamo elencato alcune delle verità&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p> Continua l&#8217;importante campagna &#8220;NO CPR&#8221; e  la seguiamo con voi. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="960" height="960" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/42996866_360590267845819_8072384126524588032_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13569" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/42996866_360590267845819_8072384126524588032_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/42996866_360590267845819_8072384126524588032_o-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/42996866_360590267845819_8072384126524588032_o-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/42996866_360590267845819_8072384126524588032_o-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/42996866_360590267845819_8072384126524588032_o-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/42996866_360590267845819_8072384126524588032_o-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></div>



<p></p>



<p>LE VERITÀ CHE NON DOVETE SAPERE: 1<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/25fe.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="◾" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> L&#8217;ISOLAMENTO TOTALE</p>



<p>Giorni fa, prendendo spunto da una videointervista di una attivista di&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/LasciateCIEntrare/?__tn__=K-R&amp;eid=ARC_fCD_sqXb3-S-qTFS2w4w4d7v3A_yEnbxmMP8N_FVA2tKl35QL-Ut7R-99pDWH8KXor8qaIAiTmcB&amp;fref=mentions&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARCf-BcYukShgHHm5aty9CWHLDltL14BMpJO9XD6SugdgnwmkehXiO6QtUE2QURsJkDJnAsjYzIKSsp7Ct4naAwqM6sT2H3ulj078HB5EloE6Apoh2IFwck3AAde7RaNRMGeAU9EsgOvZSmDxsjIn5TxIU0Vnw6DGCKvAAoIR6WheGb_ccKhHuQIsbDpcVeUya14NEDh5xuPHVYkOq-npfYemRNAY6KFCFHs5ylJRX6pCWu-fgEBumZkR_93oAz4rbxjh9HI8wv_zAkUepVIlxYzJyofIrBbsqXJlhE6v2UsjKu6feClwvqviHUirNG7k6kAf1urqYGTRGVRNXj3jLY&utm_source=rss&utm_medium=rss">LasciateCIEntrare</a>, abbiamo elencato alcune delle verità sui Centri di Permanenza per il Rimpatrio che emergevano da quel racconto.<br>Qui trovate elenco e link all&#8217;intervista&nbsp;<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f449.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fbit.ly%2F30K4BeB%3Ffbclid%3DIwAR2tU3hRrNXtP8rzp4HBidulkdy_qqfdPgshHYBkYWKl81k5tEFL7h2h2PE&amp;h=AT1sggIdkd1krQ3ltVP2JWbpYZu2xDI9AgUtJbzP-nfxqIn4N37Rd1ZN5gQ-jVw840m5aAvmZYPW0y9TqDP66CaSYJVS7Vwvy-o5aqksIlk1kpaSFObBY3tASk3FSWaRm3dz-PNwsW5c__q35OsHL87S99KFDDwjuLyFce-pcsj34I8GcdhiyDfYN91mvDiDXsM4XvBTpGpDQCjFf_742MWBwj6fdOfW0nWL8VdY6kK-t85C_UYGwhLeExqHrlRQxFpvOWjMptJutmeOraV2EGdXp8FcvYqIsL9RRv3RGINM8sMz8P4YiFgJBFqsDp0i8T3BdC2ZlVLueG3yyV-CT26oXEP95HVgNQyEblMlrEOhw9qn81JNNBEDB4966127kRB98snL7X_NdZlSbCoSiZBnFVdRS_SdRD2QLcz6iaV-Fne9LcI0_JutoNnYFvjxFvo_qmzGa83gNb3J8Fui3nDUth8NSbRQnZzIVoFzp4VDNCoXDDTfJxN3N7HQnIG-EKy06Uvo5iSezne_VSeJIXTUkCWBF_RzNel-WSrFmyH3UhpSCOrhn9Qv64WFuuPd8-IU386XmESEObHQxnJfGWEPwzZQGOlpiphj34hfvb3jF-ytgNljucYmF09mi-7i_g&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://bit.ly/30K4BeB?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Dai positivi riscontri ricevuti e dalle domande di approfondimento abbiamo dovuto constatare che si tratta di cose ancora troppo poco conosciute.</p>



<p>Qui &#8220;le verità&#8221; sulla gestione dei CPR, che mira all&#8217;isolamento totale delle persone detenute annullandone ogni contatto con l&#8217; esterno.</p>



<p>LE VERITÀ CHE NON DOVETE SAPERE: 2.2<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/25fe.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="◾" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> NESSUNA ASSISTENZA SANITARIA (seconda parte)</p>



<p> Qui il link alla videointervista da cui prendono spunto.<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f449.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><a rel="noreferrer noopener" href="https://bit.ly/30K4BeB?fbclid=IwAR2yu4Y67TodHQ20GI2TOvOBOjcTJB3DIZXv2cl_aRQZmL2dElBWy93dzzY&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://bit.ly/30K4BeB?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Condividerle può contribuire ad accrescere la conoscenza del pericolo incombente anche sulla nostra città, quale sede di un CPR.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="990" height="824" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/82608710_633673140537529_6838698540760301568_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13571" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/82608710_633673140537529_6838698540760301568_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 990w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/82608710_633673140537529_6838698540760301568_o-300x250.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/82608710_633673140537529_6838698540760301568_o-768x639.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 990px) 100vw, 990px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="858" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/82840864_633674020537441_2867597789200646144_o-1024x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13572" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/82840864_633674020537441_2867597789200646144_o-1024x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/82840864_633674020537441_2867597789200646144_o-300x251.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/82840864_633674020537441_2867597789200646144_o-768x644.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/82840864_633674020537441_2867597789200646144_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1880w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="858" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83009250_635244030380440_5256842023851261952_o-1024x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13573" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83009250_635244030380440_5256842023851261952_o-1024x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83009250_635244030380440_5256842023851261952_o-300x251.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83009250_635244030380440_5256842023851261952_o-768x644.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83009250_635244030380440_5256842023851261952_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1880w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="976" height="823" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83175950_633674083870768_7507484073267298304_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13574" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83175950_633674083870768_7507484073267298304_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 976w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83175950_633674083870768_7507484073267298304_o-300x253.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83175950_633674083870768_7507484073267298304_o-768x648.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 976px) 100vw, 976px" /></figure>



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<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="960" height="804" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83251705_633673933870783_6890528668490137600_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13575" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83251705_633673933870783_6890528668490137600_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83251705_633673933870783_6890528668490137600_o-300x251.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83251705_633673933870783_6890528668490137600_o-768x643.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="858" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83418546_635244123713764_4226135402789994496_o-1024x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13576" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83418546_635244123713764_4226135402789994496_o-1024x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83418546_635244123713764_4226135402789994496_o-300x251.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83418546_635244123713764_4226135402789994496_o-768x644.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83418546_635244123713764_4226135402789994496_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1880w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="858" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83885533_635244087047101_798853136688087040_o-1024x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13577" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83885533_635244087047101_798853136688087040_o-1024x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83885533_635244087047101_798853136688087040_o-300x251.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83885533_635244087047101_798853136688087040_o-768x644.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83885533_635244087047101_798853136688087040_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1880w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="858" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83926984_633673253870851_3044406276923588608_o-1024x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13578" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83926984_633673253870851_3044406276923588608_o-1024x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83926984_633673253870851_3044406276923588608_o-300x251.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83926984_633673253870851_3044406276923588608_o-768x644.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83926984_633673253870851_3044406276923588608_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1880w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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<p></p>



<p><a href="https://www.facebook.com/NoaiCPR/photos/pcb.633674113870765/633673047204205/?type=3&amp;__tn__=HH-R&amp;eid=ARAQQpDfeUaCnlSpTuGLgB5opn4QVIA_rqTWTiY6-x2CBeZEIozjha2DzskadPBPI59i6JkflZufYlNV&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARCf-BcYukShgHHm5aty9CWHLDltL14BMpJO9XD6SugdgnwmkehXiO6QtUE2QURsJkDJnAsjYzIKSsp7Ct4naAwqM6sT2H3ulj078HB5EloE6Apoh2IFwck3AAde7RaNRMGeAU9EsgOvZSmDxsjIn5TxIU0Vnw6DGCKvAAoIR6WheGb_ccKhHuQIsbDpcVeUya14NEDh5xuPHVYkOq-npfYemRNAY6KFCFHs5ylJRX6pCWu-fgEBumZkR_93oAz4rbxjh9HI8wv_zAkUepVIlxYzJyofIrBbsqXJlhE6v2UsjKu6feClwvqviHUirNG7k6kAf1urqYGTRGVRNXj3jLY&utm_source=rss&utm_medium=rss"></a><a href="https://www.facebook.com/NoaiCPR/photos/pcb.633674113870765/633673133870863/?type=3&amp;__tn__=HH-R&amp;eid=ARATJK09UY_NkxAnjnuVvQCe-VAlF63qjR8QKPXPxH6xZVouu3n21lY5DQ2RlcsrN8rtxL_M2xEPMCb9&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARCf-BcYukShgHHm5aty9CWHLDltL14BMpJO9XD6SugdgnwmkehXiO6QtUE2QURsJkDJnAsjYzIKSsp7Ct4naAwqM6sT2H3ulj078HB5EloE6Apoh2IFwck3AAde7RaNRMGeAU9EsgOvZSmDxsjIn5TxIU0Vnw6DGCKvAAoIR6WheGb_ccKhHuQIsbDpcVeUya14NEDh5xuPHVYkOq-npfYemRNAY6KFCFHs5ylJRX6pCWu-fgEBumZkR_93oAz4rbxjh9HI8wv_zAkUepVIlxYzJyofIrBbsqXJlhE6v2UsjKu6feClwvqviHUirNG7k6kAf1urqYGTRGVRNXj3jLY&utm_source=rss&utm_medium=rss"></a><a href="https://www.facebook.com/NoaiCPR/photos/pcb.633674113870765/633673250537518/?type=3&amp;__tn__=HH-R&amp;eid=ARCx7FEsb-Tvp3JBtRXKw1i7yrgaAZWUlOFhQmpbsJi54di_N2zylcfPdNrzz2iy5OBZpuEMWLHYvGDp&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARCf-BcYukShgHHm5aty9CWHLDltL14BMpJO9XD6SugdgnwmkehXiO6QtUE2QURsJkDJnAsjYzIKSsp7Ct4naAwqM6sT2H3ulj078HB5EloE6Apoh2IFwck3AAde7RaNRMGeAU9EsgOvZSmDxsjIn5TxIU0Vnw6DGCKvAAoIR6WheGb_ccKhHuQIsbDpcVeUya14NEDh5xuPHVYkOq-npfYemRNAY6KFCFHs5ylJRX6pCWu-fgEBumZkR_93oAz4rbxjh9HI8wv_zAkUepVIlxYzJyofIrBbsqXJlhE6v2UsjKu6feClwvqviHUirNG7k6kAf1urqYGTRGVRNXj3jLY&utm_source=rss&utm_medium=rss"></a><a href="https://www.facebook.com/NoaiCPR/photos/pcb.633674113870765/633673930537450/?type=3&amp;__tn__=HH-R&amp;eid=ARDV6tsg87M-IUtMMmbUs_kT9aHWYA8PA4bvXvzpvoVhujp2o-U7JyLecX4TAVM27yKgTbOvFHVarSi6&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARCf-BcYukShgHHm5aty9CWHLDltL14BMpJO9XD6SugdgnwmkehXiO6QtUE2QURsJkDJnAsjYzIKSsp7Ct4naAwqM6sT2H3ulj078HB5EloE6Apoh2IFwck3AAde7RaNRMGeAU9EsgOvZSmDxsjIn5TxIU0Vnw6DGCKvAAoIR6WheGb_ccKhHuQIsbDpcVeUya14NEDh5xuPHVYkOq-npfYemRNAY6KFCFHs5ylJRX6pCWu-fgEBumZkR_93oAz4rbxjh9HI8wv_zAkUepVIlxYzJyofIrBbsqXJlhE6v2UsjKu6feClwvqviHUirNG7k6kAf1urqYGTRGVRNXj3jLY&utm_source=rss&utm_medium=rss"></a></p>
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		<title>Yemen. Un anno dopo l&#8217;offensiva di Hodeidah MSF continua a ricevere feriti di guerra</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jun 2019 09:06:26 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><a href="https://www.notiziegeopolitiche.net/wp-content/uploads/2019/04/medici-senza-frontiere-yemen.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://www.notiziegeopolitiche.net/wp-content/uploads/2019/04/medici-senza-frontiere-yemen.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></a><figcaption>(Foto: Msf).</figcaption></figure></div>



<p><em>di Francesca Mapelli</em> * – (notiziegeopolitiche.net)</p>



<p>A un anno dal 13 giugno 2018, quando le forze leali al presidente Hadi, appoggiate dalla Coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita ed Emirati (SELC), lanciavano un’offensiva militare su Hodeidah, Medici Senza Frontiere (MSF) continua a ricevere feriti da arma da fuoco, per la maggior parte civili, nell’ospedale Al Salakhanah, a nord-est della città. Vengono portate qui anche le vittime di incidenti stradali, ustioni o fratture, e più in generale chi ha bisogno di un intervento chirurgico di emergenza.<br>Da ottobre 2018, quando MSF ha cominciato a supportare questa struttura, sono stati curati in totale 6.600 pazienti, tra cui 440 feriti di guerra. L’intervento di MSF presso l’ospedale Al Salakhanah è iniziato dalla riabilitazione del pronto soccorso e delle sale operatorie per poter fornire assistenza medica e chirurgica d’urgenza. Un supporto che si è rivelato fondamentale quando, il mese successivo, è stata sferrata una seconda offensiva da parte delle forze sostenute dalla SELC, con pesanti combattimenti e bombardamenti aerei.<br>“Ci sono scontri ogni giorno, soprattutto di notte, vicino all’area di Al Salakhana. I proiettili hanno raggiunto anche l’ospedale e alcune case, diversi bambini restano feriti per le pallottole vaganti” racconta Hisham Al-Dawa, coordinatore dei progetti di MSF a Hodeidah.<br>Gli yemeniti che vivono nelle regioni settentrionali del Paese dipendono dai rifornimenti che transitano dal porto di Hodeidah, un punto strategico sul Mar Rosso. L’affaccio sul mare consente anche a molti abitanti di vivere di pesca, attività per nulla sicura a causa del conflitto. La barca di Yasser Ahmed, pescatore, è stata colpita da un attacco aereo notturno in cui sono morte 7 persone. “Eravamo andati in mare per due giorni. Erano le 3:30 di notte quando un aereo ci ha attaccato. Ho perso due fratelli, un nipote e diversi amici. Siamo pescatori, passiamo tutto il tempo in mare. Non stavamo commettendo alcun crimine, stavamo solo cercando di lavorare per vivere” racconta Ahmed.<br>Dopo quattro anni di guerra, le parti in conflitto e i loro alleati internazionali hanno provocato il collasso del sistema sanitario pubblico nel paese, che non riesce a soddisfare i bisogni di 28 milioni di yemeniti. Per questo sono riemerse malattie come difterite, morbillo e colera. Riguardo quest’ultima, tra il 1° gennaio e il 1° maggio 2019, MSF ha ammesso 10.000 casi sospetti di colera presso le proprie strutture nei governatorati di Amran, Hajjah, Sanaa, Ibb e Taiz, osservando dal mese di aprile una diminuzione dei pazienti in tutti i Centri di trattamento.<br>Lo scorso 16 maggio, a seguito dei bombardamenti su Sanaa da parte della coalizione SELC, MSF ha donato kit medici supplementari al Kwait Hospital che ha ricevuto in pochissimo tempo 48 feriti e 4 morti. L’impatto del conflitto è particolarmente forte anche a Taiz e nella città di Abs, nel governatorato di Hajjah, dove gli scontri continuano a poca distanza da un ospedale supportato da MSF.</p>



<p>Le richieste di MSF.<br>MSF chiede a tutte le parti in conflitto di garantire la protezione dei civili e del personale medico, di permettere a feriti e malati di accedere all’assistenza sanitaria e di allentare le restrizioni alle organizzazioni umanitarie per permettere loro di rispondere in modo tempestivo agli ingenti bisogni della popolazione. MSF invita, infine, le organizzazioni umanitarie internazionali ad incrementare la loro risposta, aumentando il personale esperto nelle aree in cui i bisogni sono maggiori e garantendo una fornitura tempestiva e di qualità degli aiuti.</p>



<p><em>Quello in Yemen è il più grande intervento di MSF in una zona di conflitto. MSF ha aumentato le proprie attività nel paese dall’inasprirsi del conflitto nel 2015. Oggi lavora in 12 ospedali e centri sanitari e fornisce supporto a oltre 20 strutture in 11 governatorati: Abyan, Aden, Amran, Hajjah, Hodeidah, Ibb, Lahj, Saada, Sanaa, Shabwah e Taiz. Da marzo 2015 a dicembre 2018, le équipe di MSF hanno eseguito 81.102 interventi chirurgici, fornito cure a 119.113 feriti di guerra, fatto nascere 68.702 bambini e curato più di 116.687 casi sospetti di colera. MSF impiega in Yemen più di 2.200 operatori internazionali e locali e fornisce incentivi a 700 dipendenti del Ministero della Salute</em>.</p>



<p><em>* Ufficio stampa di Medici Senza Frontiere</em>.</p>
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		<title>Dossier Msf: &#8220;Per la prima volta il governo italiano scrive che la Libia è un porto sicuro. Ma è esattamente il contrario&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2019 06:59:13 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Centro di detenzione di Sabaa, Tripoli, uno dei tanti in cui in Libia sono recluse più di 650.000 migranti arrivati per provare a raggiungere l&#8217;Europa.</p>
<p>Uno sconvolgente rapporto degli operatori di Medici senza frontiere, entrati in questo centro, conferma come le condizioni dei migranti detenuti siano drammatiche con allarmanti livelli di malnutrizione delle persone in carcere, un terzo delle quali sono minori: preoccupano soprattutto le condizioni dei tanti bambini. Gli operatori di Msf hanno scoperto 31 persone chiuse a chiave in una cella di 4 metri per 5 senza spazio per sdraiarsi, senza latrine, costrette ad urinare in bottiglie e secchi di plastica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo grazie all&#8217;accordo vergognoso tra il governo italiano e la Libia.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>L’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) chiede di porre fine alla detenzione arbitraria di rifugiati, richiedenti asilo e migranti in Libia, dopo il drammatico aumento del numero di persone intercettate nel Mediterraneo dalla Guardia Costiera libica, supportata dall’Unione Europea. Almeno 11.800 persone che tentavano di attraversare il Mediterraneo su precari barconi inadatti al mare sono state riportate in Libia solo quest’anno secondo le organizzazioni delle Nazioni Unite, con intercettazioni quasi quotidiane nelle acque internazionali tra Italia, Malta e Libia. Una volta sbarcate, le persone vengono trasferite in centri di detenzione non regolamentati lungo la costa.</p>
<p>Terribili livelli di violenza. “Persone appena scampate a situazioni di vita o di morte in mare non dovrebbero essere trasferite in un pericoloso sistema di detenzione arbitraria” &#8211; ha detto Karline Kleijer, responsabile delle emergenze per MSF &#8211; molti di loro hanno già sofferto terribili livelli di violenza e sfruttamento in Libia e durante gli estenuanti viaggi dai loro paesi d’origine. Ci sono vittime di violenza sessuale, di traffico, torture e maltrattamenti. Tra i vulnerabili ci sono bambini, a volta senza un genitore o un accompagnatore, donne incinte o in fase di allattamento, anziani, persone con disabilità mentali o in gravi condizioni mediche”.</p>
<p>Non si sa cosa accade nei centri di detenzione. Senza un sistema di registrazione formale e reportistica, una volta che una persona è all’interno di un centro di detenzione non c’è modo di tracciare cosa le accade. I detenuti non hanno la possibilità di questionare la legalità della loro detenzione o dei trattamenti che subiscono. I programmi di evacuazione gestiti dall’Agenzia delle Nazioni Unite per le Migrazioni (IOM) e dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) per aiutare rifugiati e migranti a uscire dalla detenzione arbitraria sono stati rafforzati l’anno scorso ma riescono ad aiutare solo una piccola parte della popolazione rifugiata e migrante in Libia. La misura principale, facilitata dall’IOM, consiste nel rafforzare i cosiddetti rimpatri “volontari” dei migranti dai centri di detenzione ai loro paesi di origine, con 15.000 persone già rimpatriate da novembre.</p>
<p>Non c&#8217;è rimpatrio volontario: le persone non hanno alternative. Si tratta di uno sviluppo positivo quando supporta persone bloccate in Libia che vogliono tornare a casa, ma la natura volontaria di questi rimpatri è contestabile perché le persone non hanno altra alternativa formale per uscire dai centri. L’UNHCR ha evacuato poco più di 1.000 dei rifugiati più vulnerabili, ma la maggior parte di loro è stata portata in Niger dove attende urgentemente di essere reinsediata in altri paesi. Come conseguenza dell’aumento delle intercettazioni in mare, le équipe di MSF a Misurata, Khoms e Tripoli riscontrano un netto aumento nel numero di rifugiati, migranti e richiedenti asilo bloccati nei centri di detenzione già sovraffollati.</p>
<p>Quelle persone rinchiuse a Khoms, con bambini piccoli. Recentemente, MSF ha fornito assistenza medica in un solo giorno a 319 persone intercettate in mare e portate in un centro di detenzione a Tripoli, la maggior parte delle quali era stata detenuta dai trafficanti per diversi mesi prima di tentare la traversata del Mediterraneo. Intorno a Misurata e Khoms, MSF fornisce cure a persone con ustioni di secondo grado, scabbia, infezioni respiratorie e disidratazione. In un’occasione, persone intercettate in mare sono state portate al centro di detenzione senza vestiti, perché avevano perso tutto in mare. “A Khoms ci sono oltre 300 persone, tra cui bambini molto piccoli, rinchiuse in un centro di detenzione sovraffollato. Il caldo è asfissiante, non c’è areazione e l’accesso ad acqua potabile pulita è scarso – è acqua salata mista a liquami” dice Anne Bury, vice coordinatore medico di MSF in Libia. “La situazione nei centri di detenzione è insostenibile, il clima è molto teso, le persone sono esposte ad abusi di ogni sorta. Le persone sono disperate, vediamo ferite e fratture. Alcune tentano di fuggire, altre fanno lo sciopero della fame.”</p>
<p>Le conseguenze della politica europea. Questa situazione è il risultato del tentativo dei governi europei di impedire a qualunque costo a rifugiati, migranti e richiedenti asilo di raggiungere l’Europa. Elemento centrale di questa strategia è equipaggiare, formare e supportare la Guardia Costiera libica perché intercetti le persone in mare e le riporti in Libia. Navi non libiche non possono infatti riportare legalmente i migranti in Libia perché il paese non è riconosciuto un posto sicuro. Ma le persone soccorse in acque internazionali nel Mediterraneo non devono essere riportate in Libia: devono essere portate in un porto sicuro, come prescritto dal diritto internazionale e marittimo. “La Libia non può essere considerata una soluzione accettabile per prevenire gli arrivi in Europa” ha detto Kleijer di MSF. “Rifugiati, richiedenti asilo e migranti intercettati in mare non devono essere riportati in Libia e non devono essere detenuti nel paese su basi arbitrarie e in condizioni disumane”.</p>
<p>MSF in Libia. Da circa due anni, MSF fornisce cure mediche a rifugiati e migranti nei centri di detenzione in Libia che rientrano formalmente sotto l’autorità del Ministero dell’Interno del paese e del suo dipartimento per combattere l’immigrazione illegale (DCIM) a Tripoli, Khoms e Misurata. Ai detenuti non viene garantito accesso alle cure mediche – che vengono fornite da una manciata di organizzazioni umanitarie come MSF o da agenzie delle Nazioni Unite, che riescono ad avere una presenza limitata nel paese nonostante la violenza e l’insicurezza diffuse.</p>
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		<title>Cittadinanzattiva: promozione e tutela dei diritti dei cittadini. Intervista ad Antonio Gaudioso sul Tribunale del malato</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/02/15/cittadinanzattiva-promozione-e-tutela-dei-diritti-dei-cittadini-intervista-ad-antonio-gaudioso-sul-tribunale-del-malato/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Feb 2019 07:06:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ha intervistato, per voi, Antonio Gaudioso, Segretario Generale di Cittadinanzattiva, promozione e  tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori, in Italia e in Europa. Ringraziamo tantissimo Antonio Gaudioso. A&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione Per i Diritti umani</strong> </em>ha intervistato, per voi, Antonio Gaudioso, Segretario Generale di <em>Cittadinanzattiva</em>, promozione e  tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori, in Italia e in Europa.</p>
<p>Ringraziamo tantissimo Antonio Gaudioso.<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/BDg5_faO_400x400.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-12100 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/BDg5_faO_400x400.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="176" height="176" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/BDg5_faO_400x400.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 400w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/BDg5_faO_400x400-150x150.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/BDg5_faO_400x400-300x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/BDg5_faO_400x400-160x160.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/BDg5_faO_400x400-320x320.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 176px) 100vw, 176px" /></a></p>
<p>A cura di Alessandra Montesanto</p>
<p>Per chi non lo sapesse, vuole speigarci cosa sono “Cittadinanzattiva” e “Il tribunale del malato”?</p>
<p align="JUSTIFY"><em>Cittadinanzattiva</em> è un’organizzazione, fondata nel 1978, che promuove l’attivismo dei cittadini per<strong><span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i>la tutela dei diritti</i></span></strong><span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i>,</i></span><strong><span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i> la cura dei beni comuni</i></span></strong><span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i>, </i></span><strong><span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i>il sostegno alle persone in condizioni di debolezza.  Cittadinanzattiva si occupa di: salute</i></span></strong><span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i>, </i></span>con il <span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i>Tribunale per i Diritti del Malato e il Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici (CnAMC); </i></span>politiche dei consumatori e servizi di pubblica utilità, con i Procuratori dei cittadini.;giustizia,, con Giustizia per i diritti; scuola, con la Scuola di cittadinanza attiva; cittadinanza europea, con Active Citizenship Network; valutazione della qualità dei servizi dal punto di vista dei cittadini, con l’Agenzia di valutazione civica.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma anche, più in generale, di riforma delle istituzioni, trasparenza delle amministrazioni, lotta alla corruzione e agli sprechi, salute e ambiente, vivibilità e decoro urbano, cittadinanza d’impresa.</p>
<p>Il vostro operato sopperisce a qualche vuoto istituzionale?</p>
<p align="JUSTIFY">La nostra missione fa riferimento all&#8217;<strong><span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i>articolo</i></span></strong><span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i> </i></span><strong><span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i>118</i></span></strong><span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i>, </i></span><strong><span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i>ultimo comma</i></span></strong><span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i>,</i></span><strong><span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i> della Costituzione</i></span></strong><span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i>, </i></span>proposto proprio da noi e recepito nella riforma costituzionale del 2001. L’articolo 118 riconosce<span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i> l&#8217;</i></span><strong><span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i>autonoma iniziativa </i></span></strong>dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di <strong><span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i>interesse generale </i></span></strong> e, sulla base del principio di sussidiarietà, prevede per le istituzioni l’obbligo di favorire i cittadini attivi. La parola d’ordine di Cittadinanzattiva è <strong><span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i>“perché non accada ad altri”</i></span></strong><span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i>: </i></span>il nostro ruolo è denunciare carenze, soprusi, inadempienze, e agire per prevenirne il ripetersi mediante il cambiamento della realtà, dei comportamenti, la promozione di nuove politiche, l’applicazione delle leggi e del diritto. Siamo convinti che <strong><span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i>“fare i cittadini sia il modo migliore di esserlo”</i></span></strong><span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i>, </i></span>cioè che l’azione dei cittadini consapevoli dei propri poteri e delle proprie responsabilità sia un modo per far crescere la nostra democrazia, tutelare i diritti e promuovere la cura quotidiana dei beni comuni.</p>
<p>E&#8217; vero che il SSN è carente e che, spesso, i cittadini si devono rivolgere a strutture private o semiprivate? E per i cittadini meno abbienti, quali sono le prospettive?</p>
<p align="JUSTIFY">Il Servizio sanitario nazionale è un’eccellenza del nostro Paese, che tutti ci invidiano a livello europeo e mondiale. A 40 anni dalla sua istituzione, emergono però importanti criticità alle quali ancora non si riescono a dare risposte sufficienti: liste di attesa troppo lunghe, difficoltà di accesso alle cure per costi insostenibili per le famiglie, sempre più impoverite negli ultimi anni, differenze territoriali nell’accesso ai servizi, carenze sul territorio. Il rischio, che in molti casi è già realtà, è che ci siano cittadini di serie A, perché vivono in territori che rispondono adeguatamente alle loro necessità dal punto di vista socio-sanitario o perché hanno le risorse economiche per curarsi anche in privato, e cittadini di serie B, in gravi difficoltà perché non supportati sul loro territorio di residenza e non in grado di pagarsi le cure di tasca propria. Bisogna lavorare perché a tutti siano garantiti gli stessi diritti e perché il SSN continui a poggiare sui tre principi fondanti dell’universalità, equità e solidarietà.</p>
<p>I pazienti stranieri senza privi del permesso di soggiorno, a chi possono rivolgersi per ottenere le cure necessarie?</p>
<p align="JUSTIFY">I cittadini stranieri non appartenenti all’UE presenti sul territorio nazionale ma privi di titolo di soggiorno hanno diritto ad accedere alle  cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o essenziali presso le strutture pubbliche ed accreditate ed ai programmi di medicina preventiva (Art. 35 D.Lgs 286/98 &#8220;Testo unico sull&#8217;immigrazione&#8221;).</p>
<p align="JUSTIFY">La legge assicura in particolare: la tutela sociale della gravidanza e della maternità; la tutela della salute del minore, le vaccinazioni e gli interventi di profilassi internazionale, la profilassi, la diagnosi e la cura delle malattie infettive. Per accedere a tali cure e servizi è sufficiente richiedere il rilascio della tessera STP (straniero temporaneamente soggiornante), valida per sei mesi e rinnovabile di semestre in semestre se sussiste un bisogno di cure certificato dal medico STP.</p>
<p align="JUSTIFY">La procedura STP si attiva al momento del primo accesso presso un presidio ospedaliero di primo e diretto accesso (ambulatorio dedicato STP, presidio ospedaliero in regime di ricovero, consultorio familiare, centro vaccinale, Sert, pronto soccorso). Il codice STP è valido su tutto il territorio nazionale ed identifica l’assistito per tutte le prestazioni erogabili.  Per il rilascio della tessera basta rivolgersi all&#8217; ufficio anagrafe del Distretto Sanitario, dove è sufficiente dichiarare le proprie generalità, anche senza dover esibire il documento di identità, e sottoscrivere una dichiarazione di indigenza.</p>
<p align="JUSTIFY">E&#8217; importante infine ricordare che l&#8217;accesso alle strutture sanitarie da parte di un cittadino straniero privo di titolo di soggiorno non può comportare alcuna segnalazione all&#8217;autorità, salvo i casi in cui sussista obbligo di referto a parità di condizioni con i cittadini italiani.</p>
<p>Avete redatto anche LE CARTE DEI DIRITTI: ci può fare qualche esempio?</p>
<p align="JUSTIFY">Sicuramente una delle nostre iniziative più importanti è stata la promozione della<span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><a class="western" href="http://www.cittadinanzattiva.it/files/Acn/cartaeuropea.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener"><i> Carta europea dei diritti del malato</i></a></u></span></span><span style="font-family: NewsGoth BT, sans-serif;"><i>. </i></span>Essa è il risultato di un lavoro congiunto tra il Tribunale per i Diritti del Malato  e 15 organizzazioni civiche partner della rete europea di Cittadinanzattiva, Active citizenship network. Elaborata nel 2002, si è basata sia sulla esperienza del Tribunale per i diritti del malato ed in particolare sulle precedenti Carte per i diritti del malato promulgate in Italia, a livello nazionale, regionale e locale, sia sulla Carta Europea dei diritti Fondamentali. La Carta Europea raggruppa i diritti inalienabili del paziente che ogni paese dell’Unione Europea dovrebbe tutelare e garantire.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Da questa discende la promozione di altre importanti Carte da noi promosse: la Carta dei diritti contro il dolore inutile, la Carta della qualità della farmacia, solo per fare alcuni esempi.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Adesso basta alle strumentalizzazioni sulla salute dei migranti per aumentare la paura degli italiani e degli europei nei confronti dei migranti e dei rifugiati</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2019 07:37:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>AMSI e UMEM; Appello a recarsi al #SsnSenzaPaura ,adesso basta alle strumentalizzazioni sulla salute dei migranti per aumentare la paura degli italiani e degli europei nei confronti dei migranti e dei rifugiati . Grande&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto"><b>AMSI e UMEM; Appello a recarsi al #SsnSenzaPaura ,adesso basta alle strumentalizzazioni sulla salute dei migranti per aumentare la paura degli italiani e degli europei nei confronti dei migranti e dei rifugiati .</b></p>
</div>
<div dir="auto"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTO-CONGRESSO-AMSI-2-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11999" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTO-CONGRESSO-AMSI-2-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="720" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTO-CONGRESSO-AMSI-2-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTO-CONGRESSO-AMSI-2-1-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTO-CONGRESSO-AMSI-2-1-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Grande soddisfazione viene espressa dall’ Associazione Medici di Origine straniera in Italia<b><i>( AMSI)</i></b>e dalla Confederazione Internazionale-Unione Medica Euro Mediterranea <i>(</i><b><i>UMEM</i></b><i>) </i>insieme a tutte le associazioni aderenti al movimento Internazionale Uniti per Unire, dopo il recente rapporto curato dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha sancito la totale inconsistenza delle teorie che affermano che “gli immigrati portano in Europa gravi malattie”. Secondo l’OMS , infatti, si tratta di un “falso mito” che non corrisponde alla realtà dei fatti anzi,sempre secondo questo studio, la loro situazione sanitaria tende a peggiorare solo dopo essere entrati sul suolo europeo. Lo studio si è  basato sull’ analisi di  oltre 13mila documenti raccolti nei 54 paesi che fanno parte della regione Europa dell&#8217;Oms. L’AMSI e l’UMEM applaudono a questo minuzioso ed accurato lavoro realizzato dall’ OMS che contiene dati e fatti che da tempo le due associazioni affermano in maniera scientifica , chiara ed inequivocabile<i>. </i><b><i>Il prof. Foad Aodi</i></b><i>, </i>Medico Fisiatra  fondatore delle due associazioni  e consigliere dell&#8217;<b><i>Omceo di Roma</i></b>in cui coordina l&#8217;Area Rapporti  con i Comuni e Affari Esteri,con il polso della situazione sulla salute globale,sulla sanità e sull’immigrazione dice: “sono molto soddisfatto del lavoro dell&#8217;OMS, il quale smentisce il &#8220;falso mito&#8221;  degli immigrati come portatori di malattie. Alcuni politicanti hanno spesso strumentalizzato utilizzando il tema della salute e la situazione dei migranti, aumentando  pregiudizi e  paura nei loro confronti. Noi , sin dal 2000, con gli ambulatori Amsi aperti a tutti gli stranieri ribadiamo che gli immigrati non sono assolutamente portatori di malattie dall&#8217;estero, ma si ammalano spesso dopo l’arrivo in Europa e in Italia, sopratutto gli irregolari per motivi economici, abitativi , per lavori pesanti a cui sono costretti a sottoporsi. Molti di loro giungono in Europa   già affetti da disturbi come l’ansia e la depressione per il tragico tragitto della speranza nel mare oltre violenze e aggressioni dagli scafisti. Il tutto dopo i tanti disagi in cui si trovano durante il  tragitto della speranza -continua Aodi – il quale elenca le richieste di visita più diffuse tra i migranti irregolari : “visite ginecologiche ed ostetriche( frutto di violenze sessuali e conseguenti gravidanze senza controlli  medici); visite ortopediche e fisiatriche (causate da lavori pesanti come lavori edili ,la raccolta di pomodori in nero),visite pediatriche (il 35%delle circoncisioni sono clandestine e il 15% di esse causano complicanze come infezioni, provocando problemi psicologici e depressivi per i genitori) visite oculistiche,di otorinolaringoiatria, odontoiatre ( per la scarsa igiene),visite gastroenterologiche ( causate dall’ingerenza di cibo freddo , dalla malnutrizione , dallo stress e dal freddo)visite cardiologiche e psichiatriche (ipertensione arteriosa e crisi depressive).</div>
<div dir="auto">Infine Aodi ricorda l&#8217;aumento del 35% delle richieste di informazioni riguardo l&#8217;assistenza sanitaria, richieste in forte aumento dopo il decreto sicurezza , dove emerge la paura di recarsi nelle strutture sanitarie pubbliche a causa della scadenza del permesso di soggiorno.</div>
<div dir="auto">Facciamo un appello a tutti gli albi professionali per intensificare l’ informazione ed aderire al nostro appello  rivolto a  tutti gli immigrati regolari e irregolari  di recarsi al #SsnSenzaPaura e ribadiamo #Noinondenunciamo gli immigrati irregolari . Diciamo basta ai morti in mare che nel giro di 15 giorni hanno superato il numero di più di 200 vittime .Secondo i nostri medici locali sono molto di piu quelli che si imbarcano e muoino.  E non si sa spesso più nulla di loro , neanche in base al numero delle persone che partono &#8211; conclude Aodi.</div>
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