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	<title>custodia Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>In piazza per dire NO al decreto Pillon</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Nov 2018 07:25:03 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato scorso, 10 novembre, è stata indetta una manifestazione nazionale, a Roma, per contrastare il decreto Pillon, arrivato in commissione Giustizia del Senato lo scorso 10 settembre 2018.</p>
<div id="Sezione1" dir="LTR">
<p>Il senatore leghista, già noto per le sue prese di posizione contro le unioni civili e l’aborto, ha difeso il disegno di legge perché, a suo parere, avrebbe l’obiettivo di diminuire la conflittualità tra i genitori.</p>
</div>
<div id="Sezione2" dir="LTR">
<p>“Indipendentemente dai rapporti intercorrenti tra i due genitori, il figlio minore, nel proprio esclusivo interesse morale e materiale, ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con il padre e con la madre, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambe le figure genitoriali, con paritetica assunzione di responsabilità e di impegni e con pari opportunità. Ha anche il diritto di trascorrere con ciascuno dei genitori tempi paritetici o equipollenti, salvi i casi di impossibilità materiale”, si legge all’articolo 11. Il giudice deve assicurare il diritto del minore di trascorrere “tempi paritetici in ragione della metà del proprio tempo, compresi i pernottamenti, con ciascuno dei genitori. Salvo diverso accordo tra le parti, deve in ogni caso essere garantita alla prole la permanenza di non meno di dodici giorni al mese, compresi i pernottamenti, presso il padre e presso la madre”, si legge ancora.</p>
<p>Il ddl Pillon si propone, inoltre, di contrastare il fenomeno dell’alienazione genitoriale: “Nelle situazioni di crisi familiare il diritto del minore ad avere entrambi i genitori finisce frequentemente violato con la concreta esclusione di uno dei genitori (il più delle volte il padre) dalla vita dei figli e con il contestuale eccessivo rafforzamento del ruolo dell’altro genitore”, si legge all’articolo 12.</p>
<p>Dal punto di vista economico, la cifra forfettaria stabilita automaticamente, verrebbe sostituita da un assegno calcolato ad hoc sui figli e sul progetto che i genitori hanno su di loro. La cifra stabilita sarà poi divisa equamente tra i genitori, in base a quanto guadagnano. Se una donna è priva di reddito, tutte le spese toccheranno al padre, che pagherà direttamente le spese vive o una cifra a fronte di fattura.</p>
</div>
<div id="Sezione3" dir="LTR">
<p>L&#8217;affermazione di Pillon, secondo noi piuttosto grave, è la seguente:</p>
</div>
<p>“In caso di violenza domestica non ci può essere affido condiviso. Ma le dico di più: vogliamo punire tanto la violenza quanto le false accuse di violenza”, dichiarazione rilasciata in un’intervista a Vanity Fair, riferendosi a quelle accuse che lui definisce strumentali, “usate come minaccia per ottenere la custodia del figlio e alienarlo dal partner”.</p>
<p><em>“Donne che, dopo aver lasciato e denunciato l’ex partner per violenza domestica, si vedono giudicate a loro volta per “false accuse” dagli stessi psicologi e assistenti sociali che nelle loro perizie indicano queste donne non vittime di violenza ma alienanti, ovvero donne che vogliono soltanto (non si sa perché) allontanare i figli dal padre. Qualche mese fa il tribunale di Lucca ha revocato l’allontanamento di un bambino che stava per essere spostato in una casa famiglia perché si rifiutava di vedere il padre, in quanto gli assistenti sociali non avevano minimamente calcolato la violenza subita dalla mamma di cui era stato testimone il piccolo, e anzi per loro era lei che alienava il minore impedendogli di vedere il padre”,</em> si legge sul sito de La27Ora in un articolo di Luisa Betti Dakli. Come risposta, diremmo, alla dichiarazione del senatore.</p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_113755-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11641" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_113755-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="640" height="360" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_113755-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_113755-1-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></span></span></span></p>
<p>Su Change.org è comparsa una petizione online lanciata da Di.Re. Donne in rete contro la violenza che sottolinea proprio questo aspetto. &#8220;Il DDL fa pensare che chi ha redatto il testo sia completamente decontestualizzato e non tenga conto di cosa accade nei tribunali, nei territori e soprattutto tra le mura domestiche&#8221;, accusa l&#8217;associazione, e &#8220;se approvato&#8221; il dispositivo normativo &#8220;comporterebbe quindi per una gran parte delle donne, in particolare per quelle con minori opportunità e risorse economiche, l’impossibilità di fatto a chiedere la separazione e a mettere fine a relazioni violente determinando il permanere in situazioni di pregiudizio e di rischio in aperta contraddizione con l’attenzione alla sicurezza tanto centrale per questo governo&#8221;.</p>
<p>Il ddl rischia di ostacolare anche le separazioni consensuali. Cristina Obber, giornalista e scrittrice esperta di tematiche femminili, sempre su La 27esima Ora del Corriere della Sera ne ha evidenziato i limiti, dalle lungaggini burocratiche ad esempio per cambiamenti nel piano genitoriale nel caso di piccole variazioni quotidiane nella routine del minore, ai rischi per i bambini di finire a fare il pendolari tra una casa e l&#8217;altra dei due genitori per vedersi assicurati quei tempi &#8220;pariteteci&#8221; che magari prima della separazione non erano minimamente garantiti, fino all&#8217;aumento vertiginoso dei costi delle separazioni che metterebbero &#8220;in difficoltà uomini e donne con redditi limitati (soprattutto donne visto che nel nostro paese il gap occupazionale è ancora forte) acuendo le situazioni di povertà, con ricadute anche sui minori&#8221;.</p>
<p>Il ddl è sicuramente un caso politico che vede coinvolti Lega, M5S e le altre parti, ma a noi come sempre, interessano le ripercussioni sulle persone: il disegno di legge non tutela le donne e i minori ed è anche un testo che cancella anni e anni di lotte e di conquiste per la parità di genere oltre – checchè se ne dica – per la tutela della famiglia, di qualsiasi tipologia di nucleo familiare si voglia parlare.</p>
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		<title>&#8220;Galere d&#8217;Italia&#8221;: 12mo rapporto Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Apr 2016 07:38:03 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-280.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5728" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5728" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-280.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (280)" width="498" height="506" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-280.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 498w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-280-295x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 295w" sizes="(max-width: 498px) 100vw, 498px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E&#8217; stato presentato a Roma il <strong>12° Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione “Galere d&#8217;Italia”</strong>. I <strong>dati</strong> che emergono mostrano che, dalla fine dell&#8217;anno al 31 marzo 2016, sono stati registrati 1331 detenuti in più nelle carceri italiane. Il tasso di affollamento è attualmente al 108% e 3950 persone sono prive di un posto regolamentare. Il tasso di detenzione è invece nella media europea. L&#8217;Italia ha circa 90 detenuti ogni 100 mila abitanti. Risulta essere particolarmente alto il numero degli imputati: i detenuti in attesa di sentenza definitiva sono il 34,6% del totale (la media europea è del 20,4%).</p>
<p>I <strong>detenuti stranieri</strong> sono meno, in percentuale, rispetto al 2009. Oggi rappresentano il 33,45% della popolazione detenuta. La media europea è del 21% circa. Essi risultano essere in percentuale più alta rispetto agli italiani in custodia cautelare. Cresce inoltre l&#8217;istituto della messa alla prova e i dati mostrano che le misure alternative alla detenzione e il braccialetto elettronico portano la recidiva a tassi prossimi allo zero. Sono stati inoltre presentati i risultati delle visite dell&#8217;Osservatorio di Antigone nelle sezioni psichiatriche e alcuni dei casi seguiti dal difensore civico dell&#8217;Associazione relativamente ad episodi di morti e presunte violenze.</p>
<p>Infine, il rapporto evidenzia che gli <strong>Stati Generali dell’Esecuzione Penale</strong>, voluti dal Ministero della Giustizia on. Andrea Orlando, sono stati un’importante e innovativa occasione di partecipazione democratica alle scelte istituzionali in materia di esecuzione penale. Gli Stati Generali sono stati un percorso di riflessione e approfondimento durato circa un anno durante il quale 18 tavoli di lavoro, composti da personalità esperte del sistema penitenziario e di diverse discipline, hanno dibattuto e prodotto riflessioni e proposte circa l’esecuzione della pena. Antigone vi ha preso parte attivamente, attraverso alcuni dei suoi componenti. L’esito finale dovrà ora incrociarsi con la discussione parlamentare del disegno di legge delega del Governo per la riforma dell’ordinamento penitenziario, approvato alla Camera e al momento fermo al Senato.</p>
<p><strong>Antigone</strong>, associazione “per i diritti e le garanzie nel sistema penale”, è nata alla fine degli anni ottanta nel solco della omonima rivista contro l’emergenza promossa, tra gli altri, da Massimo Cacciari, Stefano Rodotà e Rossana Rossanda. E’ un’associazione politico-culturale a cui aderiscono prevalentemente magistrati, operatori penitenziari, studiosi, parlamentari, insegnanti e cittadini che a diverso titolo si interessano di giustizia penale. In particolare Antigone promuove elaborazioni e dibattiti sul modello di legalità penale e processuale in Italia e sulla sua evoluzione; raccoglie e divulga informazioni sulla realtà carceraria, sia come lettura costante del rapporto tra norma e attuazione, sia come base informativa per la sensibilizzazione sociale al problema del carcere anche attraverso l&#8217;Osservatorio nazionale sull&#8217;esecuzione penale e le condizioni di detenzione; cura la predisposizione di proposte di legge e la definizione di eventuali linee emendative di proposte in corso di approvazione; promuove campagne di informazione e di sensibilizzazione su temi o aspetti particolari, comunque attinenti all’innalzamento del modello di civiltà giuridica in Italia, anche attraverso la pubblicazione del quadrimestrale Antigone.</p>
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		<title>Le novità del decreto carceri</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Dec 2013 06:59:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Martedì 17 dicembre, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Giustizia, Mariagrazia Cancellieri, ha approvato il decreto legge riguardante le carceri e il disegno di legge sul processo civile. Il Presidente, Giorgio&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p>Martedì<br />
17 dicembre, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro<br />
della Giustizia, Mariagrazia Cancellieri, ha approvato il decreto<br />
legge riguardante le carceri e il disegno di legge sul processo<br />
civile. </p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
Presidente, Giorgio Napolitano, la Corte costituzionale e la Corte<br />
europea dei diritti dell&#8217;Uomo avevano più volte sollecitato il<br />
governo italiano a rafforzare misure, anche alternative al carcere,<br />
per risolvere il problema del sovraffollamento negli istituti<br />
penitenziari, nel rispetto della sicurezza sociale.&nbsp;&nbsp; </p>
<table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/carceri.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/carceri.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="135" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Mauro Scrobogna La Presse</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
decreto sulle carceri, innanzitutto, prevede la nascita del “Garante<br />
nazionale dei diritti dei detenuti”, senza alcun onere per la<br />
finanza pubblica.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Viene,<br />
poi, incentivata la scarcerazione anticipata. In questo caso, ha<br />
affermato il Ministro Cancellieri, resta ferma e fondamentale la<br />
decisione del giudice: non si tratta di una scarcerazione “di<br />
massa” e automatica, ma viene spalmata nel tempo e comunque è<br />
sottoposta alla valutazione del giudice che deve verificare il<br />
corretto comportamento dei detenuti. La Cancellieri ha, inoltre,<br />
voluto sottolineare che non si parla di “indulti o indultini perchè<br />
non c&#8217;è nulla di automatico e tutto viene affidato al giudice il<br />
quale prevede, se lo ritiene, l&#8217;uscita agevolata”. La riforma della<br />
custodia cautelare è, invece, al vaglio del Parlamento.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nasce il<br />
reato di spaccio lieve e viene inserita un&#8217;altra nuova misura: l&#8217;uso<br />
del braccialetto elettronico per i piccoli spacciatori di sostanze<br />
stupefacenti. I soggetti  tossicodipendenti  potranno essere affidati<br />
a comunità di recupero e agli organismi di assistenza sociale per<br />
ottenere le cure di cui necessitano. L&#8217;uso del braccialetto<br />
elettronico riguarda i casi di detenzione domiciliare e garantisce,<br />
secondo le parole dei ministri, “ il mantenimento di adeguati<br />
standard di controllo istituzionale sui detenuti”.&nbsp; </div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/carceri-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/carceri-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="167" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In tema<br />
di detenzione ed espulsione degli stranieri il Guardiasigilli ha<br />
dichiarato: “Sarà più facile l&#8217;espulsione dei detenuti<br />
stranieri”: il ddl prevede , infatti, l&#8217;anticipazione delle<br />
procedure di identificazione al momento dell&#8217;arresto. Tale<br />
anticipazione dovrebbe avvenire grazie ad un&#8217;amministrazioone<br />
congiunta tra Ministero dell&#8217;Interno, Ministero di Giustizia e<br />
consolati e questo eviterebbe il transito degli stranieri verso i<br />
CIE. Una volta espiata la pena, i detenuti stranieri dovrebbero<br />
essere espulsi anche se le espulsioni saranno disposte in base alle<br />
risorse disponibili e secondo la decisione di un magistrato di<br />
sorveglianza.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
quanto riguarda, infine, la giustizia civile, le procedure saranno<br />
più veloci. In caso di cause semplici, il giudice potrà passare a<br />
una riduzione del processo da tre a un anno, avvalendosi anche delle<br />
consulenze tecniche: questo può risultare utile, ad esempio, nei<br />
contenziosi per gli incidenti stradali.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
Premier Letta, al termine della lettura del testo, ha voluto ribadire<br />
che dalle misure sulle carceri “non ci sono in nessun modo elementi<br />
di pericolosità per i cittadini”.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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</div>
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</div>
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