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	<title>Dahab Abdel Hamid Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Dahab e Hurria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2014 06:10:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Monica Macchi Dahab Abdel Hamid, una ragazza di 19 anni è stata arrestata a Shubra, quartiere tra i più poveri del Cairo (dove Yousef Chahine ha ambientato il suo ultimo film Hyya Fauda,&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
di<br />
Monica Macchi
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Dahab<br />
Abdel Hamid, una ragazza di 19 anni è stata<br />
arrestata a Shubra, quartiere tra i più poveri del Cairo (dove<br />
Yousef Chahine ha ambientato il suo ultimo film Hyya Fauda, denuncia<br />
della corruzione della polizia all’epoca di Mubarak) lo scorso 14<br />
gennaio nei tafferugli seguiti ad alcune manifestazioni a sostegno<br />
dell’ex presidente Mohammed Morsi. Dahab è stata arrestata<br />
nonostante fosse incinta all’ottavo mese: da allora è stata<br />
incarcerata nella stazione di polizia di El Amirya, con continui<br />
rinnovi di detenzione per esigenze d’indagine (quindi senza né<br />
processo né condanna): l’accusa è “appartenenza a un gruppo<br />
terroristico”, cioè i Fratelli Musulmani che sono da mesi<br />
ufficialmente fuorilegge, e “partecipazione a protesta non<br />
autorizzata”, nonostante suo marito Ashraf Sayed abbia dichiarato<br />
che Dahab aveva appuntamento dal ginecologo per una visita di<br />
controllo e si sia così trovata per caso coinvolta per caso nelle<br />
retate.&nbsp; </p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/02/hurria.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/02/hurria.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="240" width="320" /></a></div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Due<br />
giorni fa Dahab ha partorito all’ospedale Zaitoun con un taglio<br />
cesareo ammanettata alla barella: l’attivista per i diritti umani<br />
Nermeen Yosri  è andata a trovarla e ha postato in rete alcune foto<br />
che hanno scatenato un’indignazione collettiva tanto più che Dahab<br />
è stata riportata subito in cella e il marito ha denunciato al<br />
canale televisivo Al-Nahar che le viene impedito persino di allattare<br />
o tenere in braccio la figlia perché le manette le vengono tolte<br />
solo per andare in bagno. Per tutta risposta un funzionario<br />
del ministero degli interni ha dichiarato che Dahab sta ricevendo “la<br />
migliore assistenza possibile” aggiungendo che la foto di lei<br />
ammanettata “potrebbe essere stata scattata mentre veniva<br />
trasportata in ospedale”….alquanto improbabile come si può<br />
arguire dalla presenza della neonata per di più già vestita!</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="_GoBack"></a><br />
<br />Il<br />
Consiglio nazionale per i diritti umani e ben sedici organizzazioni<br />
che a vario titolo sostengono e tutelano i diritti umani hanno<br />
chiesto indagini non solo sul caso di Dahab e sulle persone in stato<br />
di detenzione ma anche sull’aumento delle accuse di torture e<br />
molestie sessuali tra cui il “ritorno” dell’obbligo dei test di<br />
verginità per le ragazze arrestate. Del resto,<br />
Abdel-Fattah al-Sisi, accreditato come prossimo presidente,<br />
nell’aprile del 2012, quando era ancora un militare<br />
semisconosciuto, ha difeso e sostenuto i test di verginità come<br />
strumento “per proteggere le ragazze dallo stupro, e i soldati e<br />
gli ufficiali dalle accuse di stupro”. Secondo<br />
Mohammed<br />
Emessiry,<br />
ricercatore di Amnesty<br />
International,<br />
le varie forme di<br />
torture non sono<br />
più riservate solo ai prigionieri politici, ma sono utilizzate per<br />
far passare il messaggio di cosa potrebbe accadere a tutti coloro che<br />
si oppongono al governo.<br />
Il<br />
Ministero<br />
dell&#8217;Interno<br />
ha<br />
rifiutato di<br />
rispondere<br />
alle domande<br />
di vari giornali e siti che hanno rilanciato le accuse sul<br />
trattamento<br />
dei<br />
detenuti in<br />
custodia<br />
egiziana,<br />
ma<br />
ha<br />
rilasciato una dichiarazione<br />
negando<br />
qualsiasi<br />
abuso e<br />
dicendo che<br />
era aperto<br />
e disponibile a<br />
ricevere<br />
denunce da<br />
presunte<br />
vittime.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Oggi,<br />
sotto l’onda delle proteste, soprattutto ma non solo in rete, il<br />
quotidiano egiziano Al-Ahram on line ha dato la notizia che il<br />
Procuratore generale ha ordinato la liberazione di Dahab per “motivi<br />
di salute”.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
PS<br />
Dahab ha deciso di chiamare sua figlia Hurrya, “Libertà”.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
</div>
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