<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>democrazia Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/democrazia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/democrazia/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Sat, 14 Feb 2026 08:38:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>democrazia Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/democrazia/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>World Report 2026: crisi globale dei diritti umani</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2026/02/14/world-report-2026-crisi-globale-dei-diritti-umani/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2026/02/14/world-report-2026-crisi-globale-dei-diritti-umani/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 08:38:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[denunce]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governance]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=18214</guid>

					<description><![CDATA[<p>(da: https://centridiricerca.unicatt.it/) Il World Report 2026, pubblicato da Human Rights Watch nel febbraio 2026, fotografa uno dei momenti più critici per i diritti umani dal dopoguerra a oggi. Il rapporto, giunto alla sua 36ª edizione e basato&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2026/02/14/world-report-2026-crisi-globale-dei-diritti-umani/">World Report 2026: crisi globale dei diritti umani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/02/w.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="950" height="632" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/02/w.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18215" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/02/w.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 950w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/02/w-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/02/w-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" /></a></figure>



<p></p>



<p>(da: https://centridiricerca.unicatt.it/)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p></p>



<p>Il<em> </em><a href="https://www.hrw.org/world-report/2026?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>World Report 2026</em>, pubblicato da <em>Human Rights Watch</em></a> nel febbraio 2026, fotografa uno dei momenti più critici per i diritti umani dal dopoguerra a oggi. Il rapporto, giunto alla sua 36ª edizione e basato su ricerche in oltre cento paesi, non si limita a denunciare violazioni diffuse, ma interpreta tendenze globali che definiscono la traiettoria dei diritti fondamentali nel primo venticinquennio del XXI secolo.</p>



<p>Secondo il direttore esecutivo Philippe Bolopion — che apre il report con un saggio introduttivo — “porre freno all’onda autoritaria che travolge il mondo è la sfida di una generazione”, mettendo in guardia contro la regressione di istituzioni democratiche, libertà civili e stato di diritto.</p>



<p>Questa “recessione democratica”, come molti media internazionali hanno definito i contenuti principali del rapporto, è tanto sistemica quanto trasversale: coinvolge Stati Uniti, Unione Europea, Asia, Africa e Americhe, e riguarda tanto le democrazie consolidate quanto i regimi autoritari.&nbsp;</p>



<p>Un elemento centrale del&nbsp;<em>World Report 2026</em>&nbsp;è il tema dell’erosione delle garanzie democratiche e delle protezioni per i diritti umani. I governi, in diverse regioni del mondo, hanno risposto alle crisi politiche, economiche e sociali con misure restrittive che limitano la libertà di stampa, di associazione e di espressione, e indeboliscono i controlli istituzionali sui poteri esecutivi.&nbsp;</p>



<p>In particolare, il rapporto evidenzia come gli abusi commessi sotto l’amministrazione Trump negli Stati Uniti — tra intimidazioni di oppositori, erosione dell’indipendenza giudiziaria e degrado delle libertà civili — non siano fenomeni isolati, ma parte di una tendenza più ampia che alimenta l’autoritarismo globale.</p>



<p>Bolopion e i ricercatori di HRW sottolineano che senza una risposta concertata delle democrazie rispettose dei diritti umani — come l’Unione Europea, il Regno Unito e il Canada — il sistema internazionale basato sulle regole rischia di sgretolarsi.</p>



<p>Il rapporto analizza la situazione nei paesi dell’Africa meridionale, denunciando gravi abusi e la mancanza di giustizia per le vittime. In Angola e Mozambico le forze di sicurezza hanno risposto alle proteste con uso eccessivo della forza, provocando morti e feriti. In Eswatini non è stata assicurata nessuna responsabilità per la repressione dei movimenti pro-democrazia del 2021. Nel Sudan, la guerra civile continua a mietere vittime tra i civili e a distruggere infrastrutture essenziali. Il rapporto sottolinea che le forze del Rapid Support Forces (RSF) hanno eseguito uccisioni sommarie, detenzioni arbitrarie, saccheggi e violenze sessuali in Darfur, mentre entrambe le parti in conflitto hanno colpito infrastrutture critiche per la sopravvivenza delle comunità civili.</p>



<p>Nell’Unione Europea, malgrado progressi formali su alcuni diritti economici e sociali, persistono gravi rischi legati alla politica migratoria restrittiva, alle discriminazioni razziali e all’influenza di narrazioni di estrema destra nella politica mainstream. La UE affronta così la contraddizione tra un quadro normativo formale di tutela dei diritti e la concreta implementazione, che spesso resta frammentata o insufficiente.</p>



<p>In Nord Corea, le restrizioni legate alla pandemia e il controllo statale continuano a erodere il diritto alla sicurezza alimentare, alla salute e al benessere delle famiglie, con impatti particolarmente significativi sulle donne e sui gruppi più vulnerabili.</p>



<p>Il contesto globale del 2025 è stato segnato da una diffusa mobilitazione sociale, spesso accompagnata da repressioni brutali da parte degli Stati. Un caso emblematico è quello dell’Iran, dove la rivolta popolare iniziata alla fine del 2025 si è tradotta in repressioni di massa nel 2026. Secondo fonti indipendenti e organizzazioni di diritti umani, migliaia di manifestanti sono stati uccisi e arrestati, mentre le autorità hanno adottato misure sistematiche per eliminare il dissenso.</p>



<p>Questa dinamica emerge anche nella narrazione del World Report: i movimenti di protesta, pur segnati da aspirazioni di libertà e giustizia, sono spesso soffocati da forze statali che privilegiano il controllo politico alla protezione dei diritti umani.</p>



<p>Al di là dei singoli casi, il significato più profondo del&nbsp;<em>World Report 2026</em>&nbsp;è nella diagnosi di una crisi istituzionale globale dei diritti umani. Non si tratta solo di conflitti armati o di abusi specifici: è l’erosione delle garanzie democratiche di base e la legittimazione di politiche autoritarie che segnano una svolta preoccupante.&nbsp;</p>



<p>HRW osserva come i governi — anche in contesti democratici — usino strumenti giuridici e tecnologici per sorvegliare, controllare e talvolta criminalizzare l’opposizione e la società civile. Questi trend non sono isolati: sono parte di una narrativa che lega sicurezza, ordine pubblico e potere esecutivo a scapito delle libertà fondamentali.</p>



<p>Il&nbsp;<em>World Report 2026</em>&nbsp;non si limita a denunciare le violazioni, ma lancia un appello chiaro alla cooperazione internazionale e all’impegno delle società civili. Bolopion esorta le democrazie a cooperare più strettamente per difendere lo “ordine internazionale basato sulle regole” e per opporsi alla normalizzazione delle misure autoritarie.&nbsp;</p>



<p>In un mondo dove la maggioranza della popolazione vive sotto regimi autoritari o in transizione verso tali modelli, secondo HRW la difesa dei diritti umani deve essere una priorità non solo retorica, ma operativa. Ciò richiede investimenti nella protezione delle libertà fondamentali, nel sostegno ai difensori dei diritti umani, nella trasparenza istituzionale e nella solidarietà transnazionale delle comunità democratiche.</p>



<p>Il&nbsp;<em>World Report 2026</em>&nbsp;di&nbsp;<em>Human Rights Watch</em>&nbsp;ci consegna un quadro globale segnato da tensioni profonde tra aspirazioni di libertà e pratiche autoritarie, tra norme internazionali e politiche nazionali che ne minano l’efficacia. Pur nelle sue dimensioni geopolitiche diverse, la mappa delle violazioni dei diritti umani rivela un elemento comune: la fragilità delle garanzie democratiche quando questi diritti non sono sostenuti da istituzioni robuste e da una società civile vigile.</p>



<p>Per chi si occupa di politica, istituzioni e diritti umani — come la comunità di Polidemos — il rapporto non è solo una lettura, ma un richiamo all’azione: riflettere sui legami tra governance, libertà civili e giustizia sociale, e promuovere strumenti concreti per difendere i diritti fondamentali nell’arena globale come in quella locale.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2026/02/14/world-report-2026-crisi-globale-dei-diritti-umani/">World Report 2026: crisi globale dei diritti umani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2026/02/14/world-report-2026-crisi-globale-dei-diritti-umani/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Siria: Kobanê, simbolo di speranza, è nuovamente minacciata dagli islamisti – Appello alla protesta pacifica</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2026/01/30/siria-kobane-simbolo-di-speranza-e-nuovamente-minacciata-dagli-islamisti-appello-alla-protesta-pacifica/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2026/01/30/siria-kobane-simbolo-di-speranza-e-nuovamente-minacciata-dagli-islamisti-appello-alla-protesta-pacifica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 11:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[curdi]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[islamismi]]></category>
		<category><![CDATA[Kobane]]></category>
		<category><![CDATA[minoranze]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[Scià]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=18210</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli attacchi genocidi del regime islamista di Damasco contro le zone curde nel nord-est della Siria continuano. Decine di migliaia di curdi sono in fuga. Intere città e regioni sono circondate e isolate dal&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2026/01/30/siria-kobane-simbolo-di-speranza-e-nuovamente-minacciata-dagli-islamisti-appello-alla-protesta-pacifica/">Siria: Kobanê, simbolo di speranza, è nuovamente minacciata dagli islamisti – Appello alla protesta pacifica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/01/l_rojava11510933546431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="700" height="466" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/01/l_rojava11510933546431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18211" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/01/l_rojava11510933546431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/01/l_rojava11510933546431-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></figure>



<p>Gli attacchi genocidi del regime islamista di Damasco contro le zone curde nel nord-est della Siria continuano. Decine di migliaia di curdi sono in fuga. Intere città e regioni sono circondate e isolate dal mondo esterno, senza possibilità di ricevere medicinali, generi alimentari o carburante, riferisce l’Associazione per i popoli minacciati (APM/GfbV).</p>



<p>Nelle zone conquistate si dà la caccia ai curdi. Particolarmente drammatica è la situazione nella leggendaria città curda di Kobanê, che<br>nel 2014 ha resistito allo ”Stato Islamico” (IS). Da lì è partita la liberazione della regione dall’IS. A Kobanê sono state interrotte le forniture di acqua ed elettricità. Anche l’accesso a Internet è stato bloccato. I radicali islamici continuano ad avanzare. L’interruzione<br>intenzionale dei servizi di base sta provocando una crisi umanitaria. I civili, tra cui bambini e anziani, sono intrappolati nell’oscurità e non<br>hanno accesso ai servizi di base.</p>



<p>A quanto pare, il regime siriano vuole vendicarsi di Kobanê perché la città è un simbolo della lotta contro l’IS. Per i curdi – e per il mondo intero – Kobanê è un simbolo di speranza e di resistenza contro l’Islam radicale.</p>



<p>Di fronte ai continui attacchi delle truppe del regime islamista siriano contro la popolazione curda nel nord-est del Paese, centinaia di<br>migliaia di curdi e membri di altre minoranze siriane minacciate scendono in piazza in tutto il mondo per protestare. In questo contesto,<br>l’Associazione per i popoli minacciati fa appello ai curdi, ai drusi, agli alawiti e alle persone solidali in tutta Europa che protestano<br>affinché manifestino esclusivamente in modo pacifico. Anche se il dolore di fronte alle notizie sempre più drammatiche provenienti dalla Siria non conosce limiti, invitiamo tutti i manifestanti a protestare pacificamente. La rabbia per l’inerzia, l’indifferenza e persino il<br>sostegno al regime islamista di Damasco da parte dell’amministrazione Trump, dei governi e leader di partito in Europa è comprensibile. Non lasciatevi provocare da questo e dai siriani che dall’Europa sostengono il regime islamista! Chiediamo ai media di parlare con i membri delle minoranze siriane e di non minimizzare il regime islamista. Gran parte dell’opinione pubblica tedesca ed italiana è dalla parte delle minoranze perseguitate.</p>



<p>Tra i sunniti arabi siriani ci sono molte persone che rifiutano l’Islam radicale e si impegnano per la democrazia nel loro Paese. Molti sunniti arabi siriani attualmente tacciono, forse perché sperano che gli islamisti radicali porteranno la democrazia in Siria. Proprio come molte persone in Iran dopo il 1979, quando il regime di Khomeini salì al potere. Speravano in maggiori libertà per l’Iran dopo la terribile dittatura dello Scià. Ma molto presto questi siriani, proprio come allora gli iraniani, rimarranno delusi. Perché l’Islam radicale – sia sciita che sunnita – non ha portato più libertà in nessun luogo, ma solo più guerra, violenza, terrore e odio tra etnie e comunità religiose.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2026/01/30/siria-kobane-simbolo-di-speranza-e-nuovamente-minacciata-dagli-islamisti-appello-alla-protesta-pacifica/">Siria: Kobanê, simbolo di speranza, è nuovamente minacciata dagli islamisti – Appello alla protesta pacifica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2026/01/30/siria-kobane-simbolo-di-speranza-e-nuovamente-minacciata-dagli-islamisti-appello-alla-protesta-pacifica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;America latina. Diritti negati. Venezuela&#8221;. Un bacio al cecchino</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2025/01/13/america-latina-diritti-negati-venezuela-un-bacio-al-cecchino/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2025/01/13/america-latina-diritti-negati-venezuela-un-bacio-al-cecchino/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 12:30:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Americaltina]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Maduro]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Trump]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
		<category><![CDATA[voti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17866</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi Il Venezuela si trova in un momento cruciale: più di due anni fa, la leader dell&#8217;opposizione Maria Corina Machado aveva dichiarato che questa lotta era lunga e che non sarebbe stato&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/01/13/america-latina-diritti-negati-venezuela-un-bacio-al-cecchino/">&#8220;America latina. Diritti negati. Venezuela&#8221;. Un bacio al cecchino</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/ven.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="753" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/ven-1024x753.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17867" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/ven-1024x753.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/ven-300x221.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/ven-768x565.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/ven.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br></p>



<p>di Tini Codazzi</p>



<p></p>



<p>Il Venezuela si trova in un momento cruciale: più di due anni fa, la leader dell&#8217;opposizione Maria Corina Machado aveva dichiarato che questa lotta era lunga e che non sarebbe stato facile, nonostante questo, il popolo ha creduto in lei, si è fidato al cento per cento e in pochissimo tempo la Machado è diventata non<br>solo una leader politica, bensì una leader spirituale, capace di muovere migliaia di persone. La maggior parte dei venezuelani, dentro e fuori la nazione, ha ascoltato il suo appello per la libertà e la democrazia, ha creduto e ancora crede che il paese possa liberarsi da questo incubo. Il popolo venezuelano ha lottato molto per raggiungere un obbiettivo, senz’altro il più importante degli ultimi 30 anni, che nel 2025 si realizzerà.<br>Giovedì 9 gennaio, il popolo venezuelano è sceso in piazza per ribadire il proprio pensiero, per dire a Nicolás Maduro e alla sua cerchia tirannica e assassina che devono andarsene, che nessuno gli crede più e che nessuno li vuole più.<br>Il presidente eletto González Urrutia ha inaugurato il 2025 facendo un tour in alcuni Paesi dell&#8217;America Latina. Arrivato a Buenos Aires, è stato accolto dal presidente Milei e da una grande comunità di venezuelani che hanno riempito la Plaza de Mayo, dove si trova la Casa Rosada, sede del governo argentino. Immagini incredibili e commoventi. Successivamente, si è recato negli Stati Uniti per incontrare il<br>presidente Biden e una delegazione del presidente eletto Trump, poi ha fatto tappa anche in Uruguay e a Panama, dove i governi di questi Paesi hanno ribadito il loro sostegno. Nel frattempo, il presidente colombiano Petro ha dichiarato che non avrebbe partecipato in qualità di ospite all&#8217;inaugurazione del 10 gennaio, in quanto le elezioni dello scorso anno non si sono svolte democraticamente. Un colpo per Maduro che ha sempre considerato Petro un amico e alleato nella regione.<br>Il narco regime è in agonia e il suo unico strumento è la violenza: armi puntate contro il popolo, gli attivisti, i politici dell&#8217;opposizione e le loro famiglie, sequestri e torture. Tre giorni fa, uomini incappucciati non identificati hanno rapito il genero del presidente. Si tratta di un&#8217;esacerbazione della violenza che i venezuelani conoscono bene, l&#8217;abbiamo già vista più di una volta in questi 25 anni di dittatura, ma ciò che è cambiato è l&#8217;elemento di “nervosismo” di questa violenza. Il 9 gennaio Caracas era militarizzata. Tuttavia, in diverse città del Paese dove la gente è scesa in piazza, la polizia non ha aggredito la folla, non l&#8217;ha repressa o maltrattata, il che indica che il sistema poliziesco e militare non appartiene più al cento per cento al regime, ma si sta gradualmente spostando dalla parte della democrazia e di ciò che è giusto. Non abbiamo ancora vinto la guerra, ma abbiamo vinto battaglie molto importanti. Il 9 gennaio Maria Corina Machado è uscita dalla clandestinità, è scesa in piazza e ha parlato alla folla, che ha risposto con forza, coraggio e determinazione. Cecchini e polizia, agli ordini del regime, circondavano le strade e la piazza dove Maria Corina stava parlando. Con un gesto che passerà alla Storia, Maria Corina ha alzato gli occhi al cielo, ha visto uno dei cecchini sul tetto di un edificio vicino e lo ha salutato con un bacio. Un gesto intelligente, sincero e non di sfida. Subito dopo è stata intercettata dalla polizia del regime mentre lasciava la manifestazione, è stata sequestrata, maltrattata e il conducente della moto che la stava portando via è stato ferito ad una gamba. È stata rilasciata poche ore dopo. Il conducente della moto è stato sequestrato e in questo momento è scomparso. Più di 24 ore dopo, María Corina ha spiegato la dinamica del sequestro express. Per questa ragione, Machado ha suggerito al presidente eletto di non entrare nel Paese, in quanto non c’erano e non ci sono le condizioni di sicurezza perché González Urrutia possa insediarsi come presidente. Così è stato. González Urrutia si trova attualmente nella Repubblica Dominicana.<br>Il piccolo barlume di speranza che avevamo riposto nel 10 gennaio si è spento, ma non siamo affatto sconfitti, non abbiamo perso la fede, né smettiamo di lavorare per la libertà. Tutte le conquiste ottenute negli ultimi anni grazie alla leadership di María Cristina e dei suoi alleati sono enormi e molto importanti.<br>Nicolás Maduro si è insediato come illegittimo presidente in una piccola stanza blindata di Miraflores, il Palazzo del Governo, circondato dai suoi fedeli criminali e alla presenza di soli due “presidenti”, criminali quanto lui: Daniel Ortega, presidente del Nicaragua, e Miguel Díaz Canel, presidente di Cuba. Nel frattempo, Il mondo democratico lo rifiuta apertamente e dichiara che il nuovo presidente è González Urrutia. Da quasi tutta America e da tutta Europa piovono critiche feroci a Maduro. La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha pubblicato sui social: “Restituite il Venezuela al popolo. Maduro dovrebbe affrontare la giustizia, non prestare un giuramento illegittimo. La libertà deve prevalere. Il Venezuela è libero”. Anche le parole dell’Alto rappresentante Ue per Affari esteri e sicurezza Kaja Kallas sono state contundenti: “L’Unione Europea sostiene il popolo venezuelano nella difesa della democrazia: Maduro è privo di ogni legittimità democratica”. Il governo americano ha aumentato la taglia sulla testa di Maduro, adesso vale 25 milioni di dollari, quella di Diosdado Cabello, la mente diabolica di questo regime, vale anch&#8217;essa 25 milioni. È appena entrato in gioco anche il ministro della Difesa, Vladimir P. López, la cui testa ora vale 15 milioni. Tra circa 10 giorni Donald Trump si insedierà alla Casa Bianca e Marco Rubio, il nuovo Segretario di Stato, vecchio nemico di Maduro e conosciuto per le sue posture estreme verso regimi latinoamericani come appunto, quello del Venezuela. Rubio metterà tra le sue priorità la regione latinoamericana. Sono innumerevoli le sue dichiarazioni contro Maduro e le sue proposte di legge al Senato americano per mettere il bastone tra le ruote e togliere ossigeno al regime. Sue sono le seguenti dichiarazioni: “Nell&#8217;interesse della sicurezza nazionale statunitense e della stabilità regionale, Maduro deve essere consegnato alla giustizia per i suoi crimini contro il popolo venezuelano”. (Lettera al procuratore generale degli Stati Uniti Merrick Garland che chiede l&#8217;arresto di Maduro nel giugno 2022). “Diosdado Cabello non è semplicemente un leader politico, è il moderno Pablo Escobar del Venezuela, un trafficante di droga”. (Commento durante un&#8217;audizione al Senato nel luglio 2017) La differenza adesso qual è: Marco Rubio sarà Segretario di Stato degli Stati Uniti di America.<br>Miraflores trema. Miraflores agonizza. Maduro ha perpetrato un colpo di Stato e la comunità internazionale lo sa. Continuiamo a lavorare internamente ed esternamente per raggiungere l&#8217;obiettivo #HastaElFinal.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/01/13/america-latina-diritti-negati-venezuela-un-bacio-al-cecchino/">&#8220;America latina. Diritti negati. Venezuela&#8221;. Un bacio al cecchino</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2025/01/13/america-latina-diritti-negati-venezuela-un-bacio-al-cecchino/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SIRIA LIBERA: il nuovo capitolo di una terra millenaria</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/12/09/siria-libera-il-nuovo-capitolo-di-una-terra-millenaria/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/12/09/siria-libera-il-nuovo-capitolo-di-una-terra-millenaria/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 11:26:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#Assad]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[#Siria]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Medioreiente]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[siriani]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17812</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Barbara Raccuglia Da piazza Fontana, fino al Duomo a Milano, tutta stretta nel mio cappotto per il gelo, decido di andare a prendere la metropolitana, per fare ritorno verso casa.&#8220;Casa&#8221;, che per il&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/12/09/siria-libera-il-nuovo-capitolo-di-una-terra-millenaria/">SIRIA LIBERA: il nuovo capitolo di una terra millenaria</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Barbara Raccuglia </p>



<p>Da piazza Fontana, fino al Duomo a Milano, tutta stretta nel mio cappotto per il gelo, decido di andare a prendere la metropolitana, per fare ritorno verso casa.<br>&#8220;Casa&#8221;, che per il popolo siriano può essere stato, per molto tempo, sinonimo di perdita e di dolore, come mi ha confidato una ragazzina di 16 anni: &#8220;&#8230;è che finalmente sai, possiamo tornare a casa!&#8221;.<br>Dal mio cappuccio, intravedo bandiere in festa. Interrompo il mio tragitto e decido subito di cambiare percorso, attratta da musiche arabe&#8230;<br>Vedo volti felici, di donne e di uomini. Di bambini e di bambine.<br>Si abbracciano. Si baciano. Si stringono. Cantano e ballano, non curandosi dell&#8217;opacità del cielo.<br>Ho visto qualcuno piangere, con una rosa tra le dita e ho domandato perchè. Ho iniziato a fermare le persone &#8230;Cosa è successo ? Chi siete? Cosa state festeggiando?<br>&#8220;Siamo qui perchè abbiamo finito 50 anni di regime, 50 anni di torture, 50 anni di un partito solo&#8230;O voti quello o voti quello. Non avevamo la democrazia. Non potevamo esprimere i nostri consensi per dire che non vogliamo più quel presidente. Siamo qui per una rivoluzione pacifica, durata undici mesi., ma hanno cominciato a bombardar sul nostro Paese, per disperdere le manifestazioni&#8230;E adesso, finalmente, è arrivato il momento di gioire per tutta la popolazione siriana. Per tutte le religioni in Siria. La Siria è sempre stata religiosa e abbiamo sempre vissuto in pace. Vogliamo tornare a vivere in pace come abbiamo vissuto sempre. &#8220;Viva l&#8217;Italia e viva la Siria libera&#8221;: così mi ha risposto Yasser, un uomo siriano.</p>



<p>Tra gelo e bandiere, ubriaca di curiosità, vengo accompagnata da Souer, portavoce dell&#8217;associazione &#8220;Insieme per la Siria&#8221;: &#8220;noi siamo qui, insieme, per la liberazione della Siria, dopo 53 anni di dominio della famiglia di Assad, padre e figlio, che hanno distrutto il Paese e hanno fatto dieci milioni di sfollati. Un milione quasi, di vittime. Hanno aperto le prigioni ieri: migliaia di donne e bambini imprigionati ingiustamente. Noi stiamo festeggiando la Libertà. Questa è una rivoluzione che è iniziata nel 2011 e crediamo che oggi sia proprio una giornata storica per la Siria e per la liberazione da questo tiranno! &#8220;<br>Ieri una “cellula operativa per la liberazione di Damasco” ha dichiarato in televisione la liberazione della città di Damasco,  la caduta del tiranno Bashar al Assad, il rilascio di tutti i prigionieri, ingiustamente detenuti, nelle carceri del regime.<br>La liberazione della Siria: un processo lungo e complesso.<br>La questione della liberazione della Siria è uno dei capitoli più drammatici della storia recente del Medioriente. Il Paese è stato devastato da oltre un decennio di guerra civile, iniziata nel 2011 con proteste pacifiche contro il regime autoritario di Bashar al-Assad e come parte del più ampio movimento delle &#8220;Primavere Arabe&#8221;. La risposta repressiva del governo ha portato a una spirale di violenza, trasformando il conflitto in una guerra regionale e internazionale con l&#8217;intervento anche di potenze come Russia, Stati Uniti, Iran e Turchia.<br>La &#8220;liberazione&#8221; della Siria assume significati diversi a seconda delle prospettive politiche. Per il regime di Assad e i suoi alleati, la riconquista dei territori ribelli rappresenta una vittoria contro il terrorismo e una riaffermazione della sovranità nazionale. Tuttavia, per l&#8217;opposizione siriana e le popolazioni che hanno vissuto sotto il controllo del regime, il termine &#8220;liberazione&#8221; può suonare come un&#8217;ironia amara, dato che molte di queste aree sono state distrutte e i civili hanno subito gravi violazioni dei diritti umani.<br>Un altro aspetto cruciale è il ruolo delle forze curde nel nord-est del paese. Queste hanno combattuto l&#8217;ISIS con l&#8217;appoggio della coalizione internazionale, ma le loro aspirazioni di autonomia si scontrano con l&#8217;opposizione del governo centrale della Turchia. La liberazione delle aree sotto il controllo dell&#8217;ISIS è stata un successo importante, ma ha lasciato in sospeso il futuro politico della regione.<br>L&#8217;area appare frammentata; intere regioni, come Idlib, sono ancora controllate da forze ribelli, mentre l&#8217;influenza di attori esterni continua a complicare l&#8217;ipotesi di una soluzione duratura, ma la ricostruzione e il ritorno dei rifugiati, è oggi, una realtà possibile.<br>La Liberazione della Siria non può essere vista solo come un evento militare, ma come un processo che potrebbe portare alla rinascita di un Paese, senza dimenticare di tenere sempre in alto le bandiere della Pace.<br>A questo proposito, suggerisco la visione di un film: LE NUOTATRICI, disponibile su Netflix, della regista Sally El Hosaini.</p>



<p></p>



<p>A seguire foto e video di testimonianze </p>



<p></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto1-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="594" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto1-1-594x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="17814" data-full-url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto1-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-link="https://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=17814&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-17814" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto1-1-594x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 594w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto1-1-174x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 174w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto1-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w" sizes="(max-width: 594px) 100vw, 594px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="695" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto2-695x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="17815" data-full-url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-link="https://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=17815&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-17815" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto2-695x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 695w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto2-204x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 204w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto2-768x1131.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto2-1043x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1043w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 695px) 100vw, 695px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-54-30.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-54-30-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="17816" data-full-url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-54-30.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-link="https://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=17816&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-17816" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-54-30-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-54-30-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-54-30-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-54-30-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-54-30.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-58-39.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="576" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-58-39-576x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="17817" data-full-url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-58-39.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-link="https://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=17817&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-17817" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-58-39-576x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 576w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-58-39-169x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-58-39-768x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-58-39-864x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 864w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-58-39.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-01-34.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="720" height="404" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-01-34.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="17818" data-full-url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-01-34.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-link="https://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=17818&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-17818" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-01-34.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-01-34-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-03-08.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-03-08-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="17819" data-full-url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-03-08.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-link="https://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=17819&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-17819" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-03-08-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-03-08-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-03-08-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-03-08-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-03-08.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-10-51.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="578" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-10-51-1024x578.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="17820" data-full-url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-10-51.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-link="https://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=17820&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-17820" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-10-51-1024x578.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-10-51-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-10-51-768x434.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-10-51.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1275w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-12-34.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="566" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-12-34-1024x566.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="17822" data-full-url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-12-34.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-link="https://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=17822&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-17822" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-12-34-1024x566.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-12-34-300x166.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-12-34-768x425.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-12-34.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1302w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/VIDEO-2024-12-08-20-53-04.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/VIDEO-2024-12-08-20-53-19.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/VIDEO-2024-12-08-20-53-19_1.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/VIDEO-2024-12-08-20-53-26.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/VIDEO-2024-12-08-20-53-19_2.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/12/09/siria-libera-il-nuovo-capitolo-di-una-terra-millenaria/">SIRIA LIBERA: il nuovo capitolo di una terra millenaria</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/12/09/siria-libera-il-nuovo-capitolo-di-una-terra-millenaria/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/VIDEO-2024-12-08-20-53-04.mp4" length="5431190" type="video/mp4" />
<enclosure url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/VIDEO-2024-12-08-20-53-19.mp4" length="5175559" type="video/mp4" />
<enclosure url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/VIDEO-2024-12-08-20-53-19_1.mp4" length="3911895" type="video/mp4" />
<enclosure url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/VIDEO-2024-12-08-20-53-26.mp4" length="1543707" type="video/mp4" />
<enclosure url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/VIDEO-2024-12-08-20-53-19_2.mp4" length="7555804" type="video/mp4" />

			</item>
		<item>
		<title>Per il Venezuela, per la vera democrazia, per noi tutte/i</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/29/per-il-venezuela-per-la-vera-democrazia-per-noi-tutte-i/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/29/per-il-venezuela-per-la-vera-democrazia-per-noi-tutte-i/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2024 14:11:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[estero]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[libertadiespressione]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieripolitici]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17725</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ieri pomeriggio, ha partecipato alla manifestazione organizzata da PlataformaUnitariaItalia Per tutta l&#8217;estate ha seguito le elezioni nel Paese latinomaericano, elezioni che non sono ancora approdate ad un risultato certo&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/09/29/per-il-venezuela-per-la-vera-democrazia-per-noi-tutte-i/">Per il Venezuela, per la vera democrazia, per noi tutte/i</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="771" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-1024x771.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17726" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-1024x771.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-300x226.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-768x578.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-1536x1156.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Associazione Per i Diritti umani ieri pomeriggio, ha partecipato alla manifestazione organizzata da PlataformaUnitariaItalia </p>



<p>Per tutta l&#8217;estate ha seguito le elezioni nel Paese latinomaericano, elezioni che non sono ancora approdate ad un risultato certo e democratico, così come emerso dai voti della popolazione. A Milano, in piazza San Babila, tante persone si sono riunite per chiedere, a gran voce, che vengano dichiarati e presi in considerazione i veri numeri e non quelli diffusi dalla propaganda di regime. Molti i prigioniri politici, anche giovani; molte le proteste in Venezuela e all&#8217;estero; è ora che la libertà di espressione, così come Verità e Giustizia, si affermino lì, come in altri (troppi) Paesi nel mondo. A tale proposito, durante la manifestazione, Associazione Per i Diriti umani ha letto il seguente comunicato: </p>



<p>Dallo scorso 28 luglio Associazione Per i diritti umani ha seguito le vicende politiche in Venezuela, in occasione delle elezioni all&#8217;interno del Paese latinoamericano. Perchè dare spazio a un Paese così lontano dall&#8217;Italia che si trova addirittura in un altro continente? Perchè la nostra associazione e il nostro giornale online PERIDIRITTIUMANI.COM vogliono essere un osservatorio su ciò che accade in Italia e nel mondo in tema, appunto, di diritti umani e civili.</p>



<p>In Venezuela ormai da troppo tempo vige una dittatura e il regime di Maduro si ostina, ancora oggi, a negare di aver perso; Maduro e i suoi hanno perso perchè i cittadini informati, la maggioranza dei cittadini venezuelani dentro e fuori il Paese, ha votato per l&#8217;avversario Gonzales Urrutìa, un uomo coraggioso che lotta per i diritti di tutte e di tutti, cercando, così, di riformare il Paese in termini di democrazia, giustizia, sanità, economia, istruzione contro un regime che si appoggia, al contrario, alla corruzione e al narcotraffico.</p>



<p>Perchè parlare di tutto questo, in Italia? Perchè oggi manifestare a fianco del Venezuela e dei venezuelani? Perchè quello che accade lì, così come in Iran oppure in Cina o in Egitto, ci riguarda.</p>



<p>Oggi in Venezuela molti cittadini, intellettuali e non, sono prigionieri politici; oggi in Iran le donne e i dissidenti sono vittime di violenze di ogni tipo; ricordiamo i casi di Giulio Regeni e di Patrik Zaki in Egitto? E i cristiani perseguitati dal governo cinese? Molte sono le violazioni e le negazioni dei diritti umani: la libertà di espressione, ad esempio,si esercita tramite un articolo su un giornale, tramite una manifestazione pubblica, tramite un libro, tramite un pensiero espresso sui mass-media, tramite la stesura di una tesi universitaria, tramite un murale dipinto su un muro della città..: ognuno ha il diritto di esprimersi SENZA però ledere la libertà altrui, senza offendere le credenze altrui, senza violenza verbale o fisica. Negare la libertà di espressione, in ogni sua forma, significa imbavagliare il confronto pacifico, il dibattito serio, significa avere PAURA del contraddittorio; e, nel caso delle elezioni in Venezuela, negare la vittoria dell&#8217;opposizione significa tentare di mettere a tacere la voce della maggioranza informata e onesta: quante e quanti di noi, qui in Italia, si sentono informati e onesti? Quanti di noi donne e giovani, in Italia, vogliono esprimere le proprie opinioni su temi dei diritti civili e dei diritti umani, come le donne e i giovani in Iran? Quanti di noi, in Italia, vogliono poter muoversi liberamente tra i diversi Paesi europei ed extraeuropei, senza rischaire la propria vita sulle zattere della morte o senza viveri attraverso i deserti? Quanti di noi, in Italia, vogliono un lavoro pagato e tutelato in termini di sicurezza?<br>Parlare oggi pomeriggio e ogni giorno di diritti umani significa, da una parte, mettersi nei panni di chi NON ha diritti e rischia la vita, la galera o la tortura per affermarli di nuovo nel proprio Paese, e parlare oggi pomeriggio e tutti i giorni di diritti umani significa, dall&#8217;altra parte, capire quanto noi, che forse siamo nati nella parte del mondo un po&#8217; più consapevole, siamo privilegiati perchè viviamo in Paesi che sono Repubbliche democratiche; ma mai come in quest&#8217;epoca dobbiamo chiederci per quanto tempo ancora avremo la possibilità di usufruire di questi diritti civili e umani? E quanto tempo abbiamo impiegato per vederli affermati? E quanti ancora sono da affermare?</p>



<p>NON bisogna MAI dare per scontato un diritto acquisito! Dobbiamo continuare a stare all&#8217;erta e dobbiamo appoggiare le istanze di libertà, di giustizia e di democrazia che ci arrivano dai cittadini degli altri Paesi del mondo: non importa che lingua parliamo, di che colore sia la nostra pelle; non importa che fede professiamo o a quale genere apparteniamo, l&#8217;età che abbiamo: siamo tutte persone !!! Nessuno più deve subire alcun tipo di violenza: NO alla violenza di Stato, No alla violenza personale, No alla violenza psicologica, No a tutte le forme di violenza. Tutte le persone devono poter vivere in serenità e nel rispetto reciproco. Insegnamolo ai nostri bambini, insegnamolo ai nostri giovani perchè loro possono davvero cambiare le cose, loro che sono le future donne, i futuri uomini, i futuri cittadini con diritto di voto, i futuri professionisti che aiuteranno i cittadini comuni che, a loro volta, si aiuteranno a vicenda. Facciamo di noi una COMUNITA&#8217; UMANA. Grazie.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="576" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-576x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17727" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-576x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 576w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-169x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-768x1365.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-864x1536.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 864w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 900w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/09/29/per-il-venezuela-per-la-vera-democrazia-per-noi-tutte-i/">Per il Venezuela, per la vera democrazia, per noi tutte/i</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/29/per-il-venezuela-per-la-vera-democrazia-per-noi-tutte-i/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ddl sicurezza. Antigone: &#8220;il più grande attacco alla libertà di protesta della storia repubblicana. Il Senato lo fermi&#8221;</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/23/ddl-sicurezza-antigone-il-piu-grande-attacco-alla-liberta-di-protesta-della-storia-repubblicana-il-senato-lo-fermi/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/23/ddl-sicurezza-antigone-il-piu-grande-attacco-alla-liberta-di-protesta-della-storia-repubblicana-il-senato-lo-fermi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Sep 2024 08:44:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[antigone]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[ddl]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritticivili]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[senato]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Statodidiritto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17716</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani si unisce all&#8217;appello lanciato da associazione Antigone e da tutte le altre realtà che considerano la Legge n. 1660 un attacco alla democrazia e alla Costituzione italiana. Il ddl&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/09/23/ddl-sicurezza-antigone-il-piu-grande-attacco-alla-liberta-di-protesta-della-storia-repubblicana-il-senato-lo-fermi/">Ddl sicurezza. Antigone: &#8220;il più grande attacco alla libertà di protesta della storia repubblicana. Il Senato lo fermi&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ddl.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="670" height="455" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ddl.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17717" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ddl.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 670w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ddl-300x204.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-left">Associazione Per i Diritti umani si unisce all&#8217;appello lanciato da associazione Antigone e da tutte le altre realtà che considerano la Legge n. 1660 un attacco alla democrazia e alla Costituzione italiana. </p>



<p class="has-text-align-left"></p>



<p class="has-text-align-left">Il ddl sicurezza contiene un attacco al diritto di protesta come mai accaduto nella storia repubblicana, portando all&#8217;introduzione di una serie di nuovi reati con pene draconiane anche laddove le proteste siano pacifiche. Così si colpiranno gli attivisti che protestano per sensibilizzare sul cambiamento climatico, gli studenti che chiederanno condizioni più dignitose per i propri istituti scolastici, lavoratori che protestano contro il proprio licenziamento, persone detenute che in carcere protestano contro il sovraffollamento delle proprie celle. </p>



<p class="has-text-align-left">Se consideriamo anche altri provvedimenti contenuti nel disegno di legge, il carcere per le donne incinte e le madri con figli neonati, la stretta sulla cannabis light, il carcere per chi occupa un&#8217;abitazione, si vede bene come il governo abbia deciso con questo provvedimento di voler gestire numerose questioni sociali nella maniera più illiberale possibile, cioè reprimendole con l&#8217;utilizzo del sistema penale e del carcere anziché aprirsi al dialogo e all&#8217;ascolto, intervenendo al contempo con risorse finanziarie per alleviare le problematiche che attanagliano i cittadini, che è ciò che ci si aspetterebbe in una democrazia con un forte stato di diritto.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-left">Chiediamo alle forze politiche di opposizione e anche a quelle moderate della maggioranza di non assecondare questi propositi e di fermare il disegno di legge nella discussione al Senato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/sic.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="819" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/sic-819x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17718" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/sic-819x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 819w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/sic-240x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 240w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/sic-768x960.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/sic.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></a></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/09/23/ddl-sicurezza-antigone-il-piu-grande-attacco-alla-liberta-di-protesta-della-storia-repubblicana-il-senato-lo-fermi/">Ddl sicurezza. Antigone: &#8220;il più grande attacco alla libertà di protesta della storia repubblicana. Il Senato lo fermi&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/23/ddl-sicurezza-antigone-il-piu-grande-attacco-alla-liberta-di-protesta-della-storia-repubblicana-il-senato-lo-fermi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ASGI: diminuire gli anni per acquisire la cittadinanza italiana sia un inizio e non la meta di una riforma non più prorogabile</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/20/asgi-diminuire-gli-anni-per-acquisire-la-cittadinanza-italiana-sia-un-inizio-e-non-la-meta-di-una-riforma-non-piu-prorogabile/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/20/asgi-diminuire-gli-anni-per-acquisire-la-cittadinanza-italiana-sia-un-inizio-e-non-la-meta-di-una-riforma-non-piu-prorogabile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 08:55:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[ASGI]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ministerodellinterno]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[riforma]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17713</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione appoggia il referendum, che vede come un primo passo verso una riforma dove la cittadinanza non è un premio selettivo ma il risultato di una condivisione di vita,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/09/20/asgi-diminuire-gli-anni-per-acquisire-la-cittadinanza-italiana-sia-un-inizio-e-non-la-meta-di-una-riforma-non-piu-prorogabile/">ASGI: diminuire gli anni per acquisire la cittadinanza italiana sia un inizio e non la meta di una riforma non più prorogabile</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1></h1>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/cittad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/cittad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17714" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/cittad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/cittad-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/cittad-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><em>L’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione appoggia il referendum, che vede come un primo passo verso una riforma dove la cittadinanza non è un premio selettivo ma il risultato di una condivisione di vita, nelle diversità che caratterizzano ogni singola persona a prescindere dalla nazionalità.</em></p>



<p><a href="https://www.attivati.referendumcittadinanza.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Campagna per il Referendum sulla Cittadinanza</a><a href="https://pnri.firmereferendum.giustizia.it/referendum/open?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Firma ora!</a></p>



<p>ASGI sostiene l’iniziativa referendaria promossa dalle organizzazioni delle persone straniere di seconda generazione assieme ad altre realtà associative e politiche per l’abrogazione di una norma della legge n. 91/1992 sulla cittadinanza, con cui si intende ridurre da 10 a 5 anni il periodo di regolare soggiorno per presentare domanda di acquisto della cittadinanza italiana. Abrogazione che riguarda una parte dell’art. 9 di detta legge.</p>



<p>ASGI è consapevole che la modifica che il referendum si propone non cambia l’approccio alla cittadinanza che caratterizza la legge del 1992, lasciando amplissima discrezionalità al Ministero dell’interno sulla base di criteri da esso definiti e non dal legislatore, come invece impone la Costituzione (art. 10, co. 2 Cost.). Tuttavia, l’iniziativa referendaria è certamente un’occasione, non solo per riconoscere diritti alle persone straniere che vivono da tempo nella comunità nazionale (che lavorano a fianco dei lavoratori e della lavoratrici italiani/e , che frequentano le scuole con i ragazzi e le ragazze italiani/e, che vivono nei quartieri abitati da tutti, che frequentano lo sport come tutti e tutte, ecc.), ma anche per riproporre un diverso modo di intendere la cittadinanza, non più come premio selettivo ma come risultato di una condivisione di vita, nelle diversità che caratterizzano ogni singola persona a prescindere dalla nazionalità. La nostra è un’idea di riconoscimento dei diritti, compresa la cittadinanza che una persona straniera sceglie di chiedere, sulla base di una eguaglianza sostanziale (art. 3 Cost.) e di una appartenenza alla vita sociale, culturale e politica italiana.</p>



<p>Per queste ragioni, pur consapevole del limite dell’iniziativa referendaria, ASGI ritiene che essa possa e debba rappresentare un piccolo, ma significativo, passo in avanti nella riforma della legge sulla cittadinanza. Non una meta, ma un inizio.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2024/09/referendum-popolare-abrogativo-in-materia-di-cittadinanza-9-settembre-2024.docx.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">i</a><object data="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2024/09/referendum-popolare-abrogativo-in-materia-di-cittadinanza-9-settembre-2024.docx.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" type="application/pdf"><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2024/09/referendum-popolare-abrogativo-in-materia-di-cittadinanza-9-settembre-2024.docx.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">referendum popolare abrogativo in materia di cittadinanza 9 settembre 2024.docxDownload</a></object></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/09/20/asgi-diminuire-gli-anni-per-acquisire-la-cittadinanza-italiana-sia-un-inizio-e-non-la-meta-di-una-riforma-non-piu-prorogabile/">ASGI: diminuire gli anni per acquisire la cittadinanza italiana sia un inizio e non la meta di una riforma non più prorogabile</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/20/asgi-diminuire-gli-anni-per-acquisire-la-cittadinanza-italiana-sia-un-inizio-e-non-la-meta-di-una-riforma-non-piu-prorogabile/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. González Urrutia: in esilio, ma vivo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/11/america-latina-diritti-negati-gonzalez-urrutia-in-esilio-ma-vivo/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/11/america-latina-diritti-negati-gonzalez-urrutia-in-esilio-ma-vivo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2024 07:54:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[America latina: i diritti negati]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[#MariaCorinaMachado]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Caracas]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diplomazia]]></category>
		<category><![CDATA[esilio]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Madrid]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[presidenteeletto]]></category>
		<category><![CDATA[prioginieripolitici]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[Urrutia]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
		<category><![CDATA[venezuelani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17697</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi Ci sono due correnti di pensiero sulla decisione del presidente eletto del Venezuela, Edmundo González Urrutia, di chiedere asilo e andare in esilio in Spagna.La prima è quella delle persone deluse,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/09/11/america-latina-diritti-negati-gonzalez-urrutia-in-esilio-ma-vivo/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. González Urrutia: in esilio, ma vivo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/urru.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/urru-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17698" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/urru-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/urru-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/urru-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/urru-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/urru.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br></p>



<p>di Tini Codazzi</p>



<p>Ci sono due correnti di pensiero sulla decisione del presidente eletto del Venezuela, Edmundo González Urrutia, di chiedere asilo e andare in esilio in Spagna.<br>La prima è quella delle persone deluse, che pensavano che non avrebbe mai lasciato il Paese o che non avrebbe dovuto lasciarlo, interpretando questa decisione come sinonimo di vigliaccheria, di ricerca della via d&#8217;uscita più facile, pensando che la lotta dall’estero non potrebbe continuare.<br>La seconda scuola di pensiero, che è quella che condivido, è che il presidente eletto ormai non era più protetto in Venezuela e quindi lasciare (attenzione, non abbandonare) il Paese e andare in esilio significa rimanere protetti e vivi. Mi sembra meglio, in queste particolari e gravi circostanze, avere un presidente eletto vivo ma in esilio, che un presidente eletto ingiustamente imprigionato e torturato. In esilio dove può svolgere un lavoro diplomatico in tutto il mondo democratico occidentale, dove può dimostrare realmente e fisicamente di aver vinto le elezioni. Edmundo González Urrutia è un diplomatico di lunga data, un uomo molto rispettato a livello internazionale. Ciò che può fare per il Venezuela in questo momento critico sembrerebbe essere più efficace dall&#8217;estero che non dal Venezuela, dove era nascosto da più di un mese.<br>La goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha portato a questa amara decisione è stato l&#8217;episodio all’ambasciata argentina a Caracas. È di dominio pubblico che nell&#8217;ambasciata argentina, attualmente presidiata dal Brasile, si sono rifugiati 6 membri dell&#8217;opposizione e della squadra di Maria Corina Machado lo scorso marzo. Venerdì scorso, il regime ha revocato il consenso al Brasile per sorvegliare l&#8217;ambasciata argentina, così le forze di sicurezza hanno circondato l’edificio, hanno tolto l&#8217;elettricità, hanno chiuso le strade adiacenti, isolandola completamente. La condanna e il rifiuto totale sono arrevati immediatamente da parte dei governi dei due Paesi coinvolti, Argentina e Brasile, stava per verificarsi un grave incidente diplomatico che avrebbe complicato ancora di più la situazione. Il regime ha inviato un chiaro messaggio all’opposizione e anche all&#8217;ambasciata olandese, luogo in cui si era rifugiato Urrutia insieme alla moglie: qualsiasi sede diplomatica è vulnerabile in Venezuela, dove vige una dittatura e non esiste uno Stato di diritto. Il Ministero degli Esteri venezuelano ha consegnato all&#8217;Incaricato d&#8217;Affari del Regno dei Paesi Bassi, Robert Schuddeboom, una nota di protesta per quello che Maduro definisce “un comportamento illegale e di ingerenza della rappresentanza diplomatica”, nonostante questo il Ministro degli Esteri olandese continua a dichiarare con orgoglio l&#8217;aiuto che il suo Paese ha dato a Urrutia per quasi due mesi. Fin dall&#8217;inizio i Paesi Bassi lo hanno considerato come il presidente eletto. Come già sappiamo, Edmundo González ha lasciato il Paese a bordo di un aereo militare spagnolo. In cambio, si dice che abbia chiesto il rilascio dei prigionieri politici. Tuttavia, dopo due giorni, tutto tace da parte del regime.<br>Machado ha assicurato in conferenza stampa questo scorso lunedì che Edmundo svolgerà le sue funzioni di presidente eletto dall&#8217;esilio, ma ammette che questa nuova fase intensifica il rischio per lei. Mentre lei parlava, il presidente eletto ha rilasciato una dichiarazione dopo essere arrivato a Madrid. Ha detto: “Ho preso questa decisione pensando al Venezuela e al fatto che il nostro destino come Paese non può, non deve, essere quello di un conflitto di dolore e sofferenza (…) Solo la politica del dialogo può riportarci insieme come compatrioti. Solo la democrazia e la realizzazione della volontà popolare possono essere la strada per il nostro futuro come Paese e io continuerò a impegnarmi per questo”.<br>Mentre scriviamo queste righe, la diaspora venezuelana che vive nella capitale spagnola è scesa in piazza per manifestare il proprio sostegno a González Urrutia, radunandosi nella Plaza de las Cortes di Madrid, sede del Parlamento spagnolo, dove si sta discutendo la proposta del Partito Popolare di riconoscere ufficialmente e legalmente González come vincitore delle elezioni. Sarebbe un grande passo a livello internazionale e un punto a favore che aprirebbe alcune porte democratiche dove, come dice Maria Corina, si è già avviata la transizione.</p>



<p>ULTIMA ORA! (delle 17.00, 11 settembre 2024) Una buona notizia: </p>



<p>Con 177 voti a favore e 164 contrari, il Congresso spagnolo riconosce EGU come presidente eletto del Venezuela. Il Partito Popolare ha ricevuto il sostegno del Partito Nazionalista Basco per ottenere la maggioranza. Tuttavia, Pedro Sánchez ha rinviato il riconoscimento di Edmundo González per &#8220;cercare una mediazione in Venezuela&#8221;. &#8220;Fino alla fine dell&#8217;anno dobbiamo mantenere un margine per trovare una via d&#8217;uscita al fine di trasmettere la volontà del popolo venezuelano alle urne&#8221;. Nei prossimi giorni e al suo ritorno dall&#8217;Asia, si troverà faccia a faccia con Edmundo. È lì che scopriremo le restrizioni o la libertà che il presidente eletto venezuelano avrà per continuare la lotta per la sua proclamazione, ora dall&#8217;esilio.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/09/11/america-latina-diritti-negati-gonzalez-urrutia-in-esilio-ma-vivo/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. González Urrutia: in esilio, ma vivo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/11/america-latina-diritti-negati-gonzalez-urrutia-in-esilio-ma-vivo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Venezuela: urliamo LIBERTA!</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/08/20/america-latina-diritti-negati-venezuela-urliamo-liberta/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/08/20/america-latina-diritti-negati-venezuela-urliamo-liberta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Aug 2024 12:19:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Americalatina]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governoitaliano]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[repressione]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17662</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi Il Venezuela e 320 città in tutto il mondo hanno risposto all&#8217;appello di María Corina Machado per il sabato 17 agosto. Al grido di Ha vinto Venezuela, grande protesta per la&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/08/20/america-latina-diritti-negati-venezuela-urliamo-liberta/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Venezuela: urliamo LIBERTA!</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ve.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="693" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ve.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17663" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ve.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ve-300x203.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ve-768x520.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br>di Tini Codazzi </p>



<p></p>



<p>Il Venezuela e 320 città in tutto il mondo hanno risposto all&#8217;appello di María Corina Machado per il sabato 17 agosto. Al grido di Ha vinto Venezuela, grande protesta per la verità, siamo scesi in piazza per dimostrare che non abbiamo paura, per chiedere il rispetto della decisione presa da più di 7 milioni di venezuelani che hanno votato per Edmundo González Urrutia. Durante la manifestazione a Caracas è apparsa María Corina Machado che, con un discorso pieno di speranza, ha detto: “Questo è il momento di raccogliere. Non c&#8217;è<br>nulla che sia al di sopra della voce del popolo sovrano e il sovrano ha parlato il 28 luglio”. Machado ha sottolineato che ciò che è accaduto il 28 e il 29 luglio ha paralizzato il mondo, riferendosi al lavoro di raccolta e pubblicazione di gran parte delle schede elettorali in 24 ore. La leader dell&#8217;opposizione ha affermato che le manifestazioni pacifiche continueranno, ma con “intelligenza, prudenza, resilienza e audacia”. Ha inoltre sottolineato che finora il Consiglio Nazionale Elettorale non ha presentato i risultati<br>elettorali e li ha sfidati a presentare i verbali: “che stampino i verbali falsi, perché così ci daranno la prova della frode; noi abbiamo la prova della vittoria”. In chiusura del suo discorso, ha ribadito il suo impegno per il Venezuela “hasta el final” (fino alla fine).<br>Questa settimana che si è appena conclusa è stata molto importante, sono stati fatti passi incredibili per ottenere ciò che tutti aspettano, la libertà per il popolo venezuelano. Questa libertà è vicina.<br>Il politologo e avvocato venezuelano Orlando Viera Blanco, residente in Canada, informa il mondo di aver consegnato alla Corte penale internazionale dell&#8217;Aia altri 56 casi di crimini contro l&#8217;umanità commessi in Venezuela. Il numero dei casi sale così a 702. Non solo i casi di violazione dei diritti umani, ma anche un rapporto completo e una denuncia della catena di comando del regime di Nicolás Maduro. Dalla presidenza e vicepresidenza della Repubblica, passando per i capi delle autorità pubbliche, i capi militari delle Forze armate fino a tutte le forze di repressione create dal regime, sia da Chávez che di Maduro, cioè tutte quelle istituzioni repressive come la Direzione generale del controspionaggio militare, il temuto SEBIN-Servizio nazionale di intelligence bolivariano (in breve i torturatori e i sequestratori del popolo) e le forze di polizia generali. Nomi e cognomi di tutti sono depositati presso la Corte penale internazionale.<br>L’Organizzazione degli Stati Americani ha firmato per consenso una risoluzione sulle elezioni in Venezuela.<br>Questa dichiarazione è stata firmata da 21 Paesi, oltre all&#8217;importante collaborazione dell&#8217;intera Unione Europea. In sintesi, chiedono al regime il rispetto dei diritti umani in tutte le loro forme, la cessazione della violenza e della repressione, la pubblicazione dei risultati elettorali (verbali elettorali) e l’avviamento delle conversazioni tra le parti affinché ci sia una transizione verso la democrazia in pace e nel rispetto della decisione del popolo venezuelano che si è manifestato il giorno delle elezioni. Si tratta indubbiamente di un<br>duro colpo per Nicolás Maduro, sempre più isolato e nervoso.<br>Quattro presidenti di importanti università americane hanno candidato María Corina Machado al Premio Nobel per la Pace 2025. Si tratta di Madeline Pumariega, Kenneth A. Jessel, David Armstrong e Mike Allen, rispettivamente rettori del Miami Dade College, della Florida International University, della Saint Thomas University e della Barry University. La conferenza stampa si è tenuta presso il Museo della Diaspora Cubana di Miami.<br>Al 18/08 alle 22.44 il numero di arresti arbitrari verificati dal Foro Penal dopo le elezioni è di 1503, di cui 129 adolescenti, 14 indigeni, 18 persone con disabilità e 200 donne. Non dimentichiamolo.<br>Il mondo sa già che la democrazia in Venezuela ha vinto e che questa lotta è #hastaelfinal #GanóVzla</p>



<p></p>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>aderisce al seguente appello:</p>



<p>Le Associazioni Italo-Venezuelane in Italia denunciano la repressione in Venezuela e invocano l&#8217;azione del Governo italiano: appello per il rilascio immediato dei prigionieri politici italiani e venezuelani e per il riconoscimento della verità elettorale.</p>



<p><br>Roma, 19 agosto 2024— Le Associazioni Italo-Venezuelane registrate in Italia esprimono con forza la loro preoccupazione per la drammatica situazione che sta attraversando il Venezuela, dove si sta registrando una tragica escalation di repressione, violazioni dei diritti umani e persecuzione politica.<br>Le recenti elezioni presidenziali del 28 luglio 2024, segnate da gravi irregolarità e denunciate come fraudolente da molti Paesi della comunità internazionale nonché dalle più importanti ONG globali, hanno ulteriormente aggravato la situazione nel Paese. La vittoria attribuita dal Consiglio Nazionale Elettorale a Nicolás Maduro, a causa delle evidenze di brogli elettorali, ha scatenato proteste in tutto<br>il Venezuela; proteste alle quali il regime ha risposto con una brutale repressione.<br>Secondo i dati forniti da diverse organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International e Foro Penal, si contano oltre 1.503 arresti arbitrari (tra cui 129 minorenni e 18 persone portatori di handicap, attualizzazioni sul sito del Foro Penal *https://foropenal.com/)?utm_source=rss&utm_medium=rss mentre le morti tra i manifestanti hanno raggiunto le 24 unità. La strategia di terrore intrapresa con violenza inaudita dalla dittatura chavista è tale per cui addirittura &#8211; caso senza precedenti &#8211; le cifre fornite da Maduro in persona (oltre 2000) sono superiori a quelle indicate dalle organizzazioni non governative. Oltre a ciò, il regime di Maduro è stato inoltre accusato di utilizzare la tortura e la forza per soffocare il dissenso e le proteste pacifiche, in quello che è ormai considerato uno scenario di sistematica<br>violazione dei diritti umani di proporzioni preoccupanti.<br>Tra le vittime di questa ondata repressiva, si annoverano anche cittadini e dirigenti politici con doppia cittadinanza italiana e venezuelana, ingiustamente incarcerati e privati della loro libertà per motivi puramente politici. Tra questi, ricordiamo Enzo Scarano, Williams Dávila, Rita Capriti e Americo De Grazia, ai quali si aggiungono i casi già noti da anni di Hugo Marino, Oreste Alfredo Schiavo e Juan Carlos Marrufo Capozzi; ma in totale, al momento, secondo i dati incrociati forniti dalle diverse ONG che lavorano sul campo e dalle denunce dei familiari, sarebbero un centinaio i cittadini italo- venezuelani detenuti o sequestrati dagli apparati di repressione e tortura del regime chavista. La detenzione di così tanti nostri concittadini rappresenta, per la comunità italo-venezuelana, una ferita<br>aperta di laceranti proporzioni.<br>Alla luce di questa drammatica situazione, le Associazioni Italo-Venezuelane in Italia chiedono con urgenza e determinazione:</p>



<ol><li>Il riconoscimento da parte delle autorità italiane della legittima vittoria elettorale di<br>Edmundo Gonzalez Urrutia, che secondo la Costituzione e la legge della Repubblica del<br>Venezuela è pertanto il Presidente eletto per il termine presidenziale 2025 &#8211; 2031. (come<br>dimostrato dai registri fatti grazie ai testimoni dei seggi in Venezuela e all’estero consultabili sul sito<br>**https://resultadosconvzla.com/)?utm_source=rss&utm_medium=rss</li><li>Il rilascio immediato di tutti i detenuti politici, inclusi i numerosissimi venezuelani con<br>cittadinanza italiana, ingiustamente incarcerati dalle autorità venezuelane in completa<br>violazione dei principi di giustizia e legalità interna e internazionale.</li><li>L&#8217;impegno della comunità internazionale a monitorare attentamente la situazione in<br>Venezuela e a sostenere iniziative volte a ristabilire la democrazia e garantire il rispetto dei<br>diritti umani nel Paese.</li></ol>



<p></p>



<p>Le Associazioni Italo-Venezuelane fanno appello al Governo italiano affinché prenda con decisione<br>il ruolo di capofila in Europa e guidi gli sforzi internazionali per il riconoscimento della verità elettorale<br>e la tutela dei diritti umani in Venezuela. L&#8217;Italia ha la responsabilità storica e morale di sostenere<br>con fermezza la libertà, la giustizia e il rispetto dei diritti fondamentali, valori che sono alla base della<br>nostra democrazia e rappresentano insostituibile garanzia di sicurezza, pace e prosperità nel<br>mondo.<br>Vista l&#8217;assoluta necessità di azione da parte della comunità internazionale, le Associazioni rivolgono<br>anche un appello a tutti coloro che credono nei diritti umani e nella giustizia, affinché non restino<br>indifferenti. La solidarietà internazionale e il sostegno attivo sono cruciali per restituire democrazia,<br>diritti, speranza e dignità al popolo venezuelano.<br>Non è il momento di chiudere gli occhi davanti a queste ingiustizie. È il momento di agire.</p>



<p></p>



<p>Gabriella Castaldo, presidente<br>Casa Italo Venezuelana</p>



<p>Mikela Policastro, presidente<br>Viva Venezuela in Italia</p>



<p>Sandra Bucci, presidente<br>APEVEREIT</p>



<p>Odilia Quattrini, presidente<br>Venezuela Viva ODV</p>



<p>Liz Omaña, presidente<br>Venezuela Italia Mondo</p>



<p>Le Associazioni Italo-Venezuelane fanno appello al Governo italiano affinché prenda con decisione<br>il ruolo di capofila in Europa e guidi gli sforzi internazionali per il riconoscimento della verità elettorale<br>e la tutela dei diritti umani in Venezuela. L&#8217;Italia ha la responsabilità storica e morale di sostenere<br>con fermezza la libertà, la giustizia e il rispetto dei diritti fondamentali, valori che sono alla base della<br>nostra democrazia e rappresentano insostituibile garanzia di sicurezza, pace e prosperità nel<br>mondo.<br>Vista l&#8217;assoluta necessità di azione da parte della comunità internazionale, le Associazioni rivolgono<br>anche un appello a tutti coloro che credono nei diritti umani e nella giustizia, affinché non restino<br>indifferenti. La solidarietà internazionale e il sostegno attivo sono cruciali per restituire democrazia,<br>diritti, speranza e dignità al popolo venezuelano.<br>Non è il momento di chiudere gli occhi davanti a queste ingiustizie. È il momento di agire.</p>



<p>*Per dati attualizzati sulle detenzioni: https://foropenal.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss<br>**Per consultare le schede elettorali dei seggi di votazione: https://resultadosconvzla.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p></p>



<p><br></p>



<p>Mercedes Vásquez, presidente<br>Insieme per il Venezuela</p>



<p>Maria Requena, presidente<br>Venezuela in Piemonte</p>



<p>Mikela Policastro, presidente<br>Viva Venezuela in Italia</p>



<p>Edoardo Leombruni, presidente<br>ALI ONLUS</p>



<p>Gabriella Castaldo, presidente<br>Casa Italo Venezuelana</p>



<p>Marinellys Tremamunno, presidente<br>Venezuela, La Piccola Venezia</p>



<p>Celestina di Pasquale, presidente<br>Asociación Simon Bolivar</p>



<p>Sandra Bucci, presidente<br>APEVEREIT</p>



<p>Odilia Quattrini, presidente<br>Venezuela Viva ODV</p>



<p>Liz Omaña, presidente<br>Venezuela Italia Mondo</p>



<p></p>



<p></p>



<p>*Per dati attualizzati sulle detenzioni: https://foropenal.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss<br>**Per consultare le schede elettorali dei seggi di votazione: https://resultadosconvzla.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/08/20/america-latina-diritti-negati-venezuela-urliamo-liberta/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Venezuela: urliamo LIBERTA!</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/08/20/america-latina-diritti-negati-venezuela-urliamo-liberta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Venezuela: repressione porta a porta</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/08/06/america-latina-diritti-negati-venezuela-repressione-porta-a-porta/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/08/06/america-latina-diritti-negati-venezuela-repressione-porta-a-porta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2024 09:44:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[America latina: i diritti negati]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[#Machado]]></category>
		<category><![CDATA[#Maduro]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[#Venezuela]]></category>
		<category><![CDATA[Americalatina]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzione]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<category><![CDATA[voti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17643</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi Ricordate quando il dittatore disse che se non avesse vinto le elezioni, ci sarebbe stato un bagno di sangue?Ha mantenuto la sua parola e il bagno di sangue è iniziato il&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/08/06/america-latina-diritti-negati-venezuela-repressione-porta-a-porta/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Venezuela: repressione porta a porta</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ansa.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="750" height="422" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ansa.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17644" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ansa.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 750w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ansa-300x169.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Tini Codazzi</p>



<p><br>Ricordate quando il dittatore disse che se non avesse vinto le elezioni, ci sarebbe stato un bagno di sangue?<br>Ha mantenuto la sua parola e il bagno di sangue è iniziato il 29 di luglio. E’ già chiaro per il mondo intero che siamo in presenza di uno Stato criminale, organizzato e repressivo. Sappiamo già cosa è successo dopo il 28 luglio e sappiamo già che sabato 3 agosto la Mesa de la Unidad Democratica, rappresentata da Maria Corina Machado, ha invitato i cittadini a manifestare pacificamente nelle strade del Paese. Il Venezuela non ha più paura, è sceso in piazza per difendere il suo voto. Nonostante le minacce ricevute dal regime<br>criminale, MCM è scesa in piazza con il suo popolo e ha parlato di legalità, coraggio, libertà e democrazia,<br>parole che sembrano scontate, ma in questo momento in Venezuela non lo sono. Il “Foro Penal de Venezuela” conferma che ci sono registrati 1010 detenuti dal 29 di luglio fino ad oggi, di cui 91 adolescenti. Molti cittadini non sono stati registrati dal Foro Penal, soprattutto nell’entroterra del Paese. Il dittatore Maduro nei suoi messaggi isterici al popolo è orgoglioso dei 2000 cittadini catturati per<br>aver manifestato pacificamente o per aver difeso il proprio voto. Massima punizione per i fascisti terroristi che hanno attentato contro il suo governo di pace, urla Maduro… E’ iniziata la caccia alle streghe e la persecuzione ai cittadini che hanno fatto da rappresentanti di lista e che lavoravano e si occupavano di controllare i voti durante le elezioni. Il dittatore ha annunciato in televisione la creazione di due prigioni in stile campo di concentramento per rieducare la popolazione, soprattutto i giovani. Sono già state uccise 22<br>persone, la più giovane aveva 15 anni. Le minacce sono costanti. Vengono rapiti leader politici dell&#8217;opposizione come Freddy Superlano, leader del partito Voluntad Popular. Giornalisti come la fotografa Daysi Peña, accusata di terrorismo, incitamento all&#8217;odio e vandalismo, solo per aver fatto il proprio lavoro durante le manifestazioni. La persecuzione ha come obbiettivo il cittadino comune. L&#8217;unico strumento di cui dispone il dittatore in questo momento è la violenza e la repressione accompagnate dalla tortura e<br>l’impunità. Le incursioni notturne sono il passatempo della polizia e della guardia nazionale. Ora, il grande problema è la forza militare, finché la forza militare sarà dalla sua parte, sarà difficile uscire da questa situazione in tempi brevi.<br>Noi continuiamo a lottare e non resteremo calmi, non ci fermeremo, non staremo zitti perché come dice Maria Corina: “¡Esta lucha es hasta el final!</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/08/06/america-latina-diritti-negati-venezuela-repressione-porta-a-porta/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Venezuela: repressione porta a porta</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/08/06/america-latina-diritti-negati-venezuela-repressione-porta-a-porta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
