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	<title>demografia Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Dossier statistico Immigrazione</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2021 08:07:48 +0000</pubDate>
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<p>Per la prima volta in calo gli immigrati in Italia.</p>



<p><br>Dopo 20 anni di crescita ininterrotta, anche a causa della pandemia si registra una<br>diminuzione della presenza straniera, che non compensa più il saldo demografico<br>naturale del Paese. Si riducono sia i residenti che la forza lavoro, il cui tasso di<br>occupazione diventa inferiore a quello degli italiani.</p>



<p><br>Anticipazione del 31° Dossier Statistico Immigrazione a cura di IDOS,<br>in collaborazione con Confronti e Istituto di Studi Politici “S. Pio V”<br><br>L’Italia, in declino demografico da almeno sei anni, nel 2020 registra, per la prima volta da 20 anni<br>a questa parte, anche il calo più alto della popolazione straniera. In un solo anno il Paese perde in<br>tutto quasi 200mila abitanti e i residenti stranieri diminuiscono di 26.422 unità (-0,5%),<br>attestandosi su 5.013.215. Sembrano quindi superati i tempi in cui la popolazione straniera residente<br>compensava i saldi naturali negativi degli italiani.<br>Il calo dei residenti stranieri è l’esito di diverse voci del bilancio demografico del 2020: iscrizioni<br>all’anagrafe di stranieri arrivati direttamente dall’estero, cancellazioni di stranieri che hanno lasciato<br>l’Italia per l’estero, cancellazioni effettuate d’ufficio per irreperibilità o perdita dei requisiti,<br>acquisizioni di cittadinanza italiana da parte di stranieri, nascite e decessi registrati nell’anno.<br>A causa delle chiusure dovute alle misure di contenimento della pandemia, le iscrizioni dall’estero<br>(177.304) di residenti stranieri calano di un terzo (-33,0%) rispetto al 2019 e di poco meno (-30,6%)<br>rispetto alla media degli ultimi 5 anni. Quasi dimezzati anche gli stranieri cancellati per l’estero<br>(29.682): il 48,4% in meno del 2019. La differenza tra stranieri iscritti dall’estero e stranieri<br>cancellati per l’estero (saldo migratorio estero) è quindi positiva (+147.622), ma più bassa di circa<br>58mila unità rispetto al 2019.<br>Guardando alla differenza tra nati e morti, l’Italia registra, anche a causa della pandemia, un<br>incremento della mortalità che porta a un saldo naturale della popolazione totale negativo per<br>342.042 unità: la componente italiana perde, tra nati e morti, 392.108 persone, mentre quella straniera,<br>grazie alle nascite, aumenta di 50.066. Gli stranieri, per la loro più giovane età, hanno patito meno gli<br>effetti letali della pandemia ma, nonostante ciò, la loro mortalità è cresciuta in un anno del 25,5%<br>(1.892 decessi in più del 2019) e registra l’incremento maggiore nel Nord-Ovest (+36,0%), più<br>colpito dalla diffusione del virus.<br>Seppure il saldo migratorio estero e quello naturale siano anche nel 2020 di segno positivo, i residenti<br>stranieri calano a causa di 118.949 cancellazioni d’ufficio per “altri motivi” (irreperibilità o scadenza<br>del permesso di soggiorno) e di 133mila stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana.<br>Nel caso dei cittadini non comunitari, al blocco delle frontiere si è aggiunto il rallentamento nella<br>gestione delle pratiche amministrative: solo con il rilascio del permesso di soggiorno, infatti, è<br>possibile l’iscrizione anagrafica, che oltretutto avviene dopo una presenza in Italia di una certa durata.<br>Da tutti questi elementi scaturisce la diminuzione registrata nel 2020. In 20 anni, solo nel 2015 e nel<br>2016 si erano registrati lievi cali (rispettivamente -4.203 e -12.409), ma decisamente più bassi e rilevati a posteriori dall’Istat (revisione post censuaria). Invece, il calo del 2020 è il più alto mai avuto<br>e, al netto delle acquisizioni di cittadinanza italiana e delle cancellazioni d’ufficio, è riconducibile<br>alla pandemia (salvo aggiornamenti che l’Istat comunicherà a fine 2021 con i dati definitivi).<br>Nel mercato del lavoro, la pandemia ha prodotto un eccezionale calo dell’occupazione complessiva<br>(in tutto 456mila lavoratori in meno: -2,0%) e, parallelamente, una forte riduzione della<br>disoccupazione (-271mila: -10,5%). Due fenomeni in apparenza contrastanti, ma da leggere insieme<br>all’aumento dell’inattività (ossia di chi non ha e non cerca lavoro): pandemia, restrizioni per il<br>contrasto della diffusione del virus e chiusura di molte attività durante i lockdown, hanno fortemente<br>scoraggiato la ricerca del lavoro anche tra gli stranieri.<br>Il numero degli occupati stranieri, in continua crescita dal 2004, nel 2020 si riduce del 6,4% (-<br>1,4% per gli italiani), la disoccupazione del 12,4% (-10,1% per gli autoctoni), mentre l’inattività<br>cresce del 16,2% (+3,1% per gli italiani). Gli occupati stranieri scendono così a 2.346.000, con una<br>perdita di 159.000 unità (erano 2.505.000 nel 2019). Ciò nonostante, a causa della consistente perdita<br>di occupazione anche tra gli italiani, non cala l’incidenza degli stranieri sul totale (10,2%).<br>Se nel 2004 il tasso di inattività degli stranieri era più basso di 12 punti percentuali rispetto agli<br>italiani, dopo 14 anni il gap si è ridotto a soli 2 punti. E così, per la prima volta nella storia<br>dell’immigrazione in Italia, il tasso di occupazione degli stranieri si attesta su un livello inferiore a<br>quello dei cittadini italiani (57,3% rispetto a 58,2%), essendo diminuito tra i primi in misura molto<br>più intensa (-3,7 contro -0,6 punti percentuali).</p>



<p></p>



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<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Presentazione nazionale del Dossier statistico immigrazione 2021" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/u_3TtxtVrzQ?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Dossier statistico immigrazione 2021" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/Cb7rVugGx3Y?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>19ma edizione Rapporto Immigrazione sull&#8217;immigrazione</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2020 07:45:32 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="620" height="422" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/rapportocaritasmigrantes2020.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14701" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/rapportocaritasmigrantes2020.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 620w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/rapportocaritasmigrantes2020-300x204.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></figure></div>



<p>È stato presentato il 09 ottobre in diretta streaming il <a href="https://inmigration.caritas.it/schede/RICM_2020_Finale.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Rapporto Immigrazione 2020 di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes</strong></a>. </p>



<p>La 19ma  edizione del Rapporto ha come titolo “conoscere per comprendere”, una delle coppie di verbi indicata da Papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Dopo un’analisi del <strong>contesto internazionale</strong>, indaga gli aspetti principali dell’immigrazione in Italia, come <strong>demografia, presenze, lavoro, scuola, economia, salute, giustizia, integrazione e appartenenza religiosa</strong>. A dati e all’analisi di ogni tema, si accompagnano anche diverse <strong>raccomandazioni</strong>. Su <a href="http://www.inmigration.caritas.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.inmigration.caritas.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> e <a href="http://www.migrantes.it/rapportoimmigrazione2020?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.migrantes.it/rapportoimmigrazione2020?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>  sono disponibili i principali dati nazionali e le schede territoriali.</p>



<p><br> “Questa edizione del Rapporto Immigrazione – scrivono gli autori del Rapporto – si colloca in un contesto che riesce solo parzialmente a fotografare gli effetti della pandemia sulla mobilità umana.  Gli spunti che sono emersi dai dati relativi al 2019 sono comunque ricchi di stimoli e di tendenze, che possiamo esaminare in relazione ai diversi ambiti trattati dal Rapporto, compendiandoli con i risultati di vari monitoraggi nel frattempo realizzati dalle nostre reti per stimare proprio l’<strong>impatto del Covid in differenti ambiti</strong>: la povertà, il lavoro, la scuola, la salute dei migranti e delle persone fragili”. Caritas e Migrantes prendono inoltre atto, “con viva soddisfazione”, del recente via libera (6.10.2020), del Consiglio dei Ministri al decreto legge contenente<strong> disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare</strong>, contenente modifiche dei c.d. decreti sicurezza (d.l. 113/2018 e 53/3019), convertiti in l. n. 132/2018 e 138/2019 . “Molte delle raccomandazioni contenute nel Rapporto hanno sottolineato, nei vari temi affrontati, l’<strong>importanza di favorire i percorsi di regolarità</strong> dei cittadini migranti nel nostro Paese, attraverso un ampio riconoscimento della convertibilità in motivi lavorativi del permesso di soggiorno detenuto ad altro titolo, al fine di invertire la tendenza all’approccio securitario da un lato, o assistenzialistico dall’altro, adottando definitivamente una strategia di potenziamento dei percorsi di integrazione, che contemplasse la promozione di interventi normativi volti a sostenere la presenza e l’inserimento socio-economico dei cittadini stranieri. Auspichiamo dunque – concludono – che i decisori politici proseguano in questo percorso di legalità e integrazione, sostenendolo oltre che con l’importante processo di <strong>revisione delle norme</strong>, anche con <strong>politiche attive di supporto</strong>”.   </p>



<p>Scarica<a href="https://inmigration.caritas.it/schede/RICM_2020_Finale.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>XXIX Rapporto Immigrazione 2020 CARITAS E MIGRANTES “Conoscere per comprendere” (Versione integrale)</strong></a></p>



<p><strong><a href="https://inmigration.caritas.it/schede/sintesi_XXIX_RICM.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">XXIX Rapporto Immigrazione 2020 CARITAS E MIGRANTES “Conoscere per comprendere” (Sintesi) </a></strong></p>



<p></p>
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		<title>Le comunità migranti in Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2020 08:40:43 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="690" height="362" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/Stranieri-690x362-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14173" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/Stranieri-690x362-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 690w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/Stranieri-690x362-1-300x157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 690px) 100vw, 690px" /></figure></div>



<p>Ottava edizione dei Rapporti “Le comunità migranti in Italia”, curati annualmente dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e da Anpal, che illustrano le caratteristiche e i processi di integrazione di ciascuna delle 16 principali comunità migranti presenti in Italia (albanese, bangladese, cinese, ecuadoriana, egiziana, filippina, indiana, marocchina, moldava, nigeriana, pakistana, peruviana, senegalese, srilankese, tunisina e ucraina). All’analisi degli aspetti socio-demografici si affianca  un focus sull’inclusione finanziaria.</p>



<p>Tra i temi trattati nei Rapporti ci sono: i minori e le nuove generazioni, il mondo della scuola, il mondo del lavoro, l’imprenditoria, il welfare, la cittadinanza, le rimesse.</p>



<p>Potete leggere i Rapporti sulle comunità migranti, cliccando sul nome del Paese di origine:</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Albania_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Albania</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Bangladesh_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bangladesh</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Cina_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cina</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Attualita/Approfondimenti/Documents/RC2018/ES_Ecuador_2018_DEF.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ecuador</a></td></tr><tr><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Egitto_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Egitto</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Filippine_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Filippine</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20India_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">India</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Marocco_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Marocco</a></td></tr><tr><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Moldova_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Moldova</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Nigeria_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nigeria</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Pakistan_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pakistan</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Per%C3%B9_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Perù</a></td></tr><tr><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Senegal_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Senegal</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Sri%20Lanka_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sri Lanka</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Tunisia_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tunisia</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Ucraina_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ucraina</a></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Un continente che esonda</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jul 2019 08:13:18 +0000</pubDate>
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<p> <strong>U</strong></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="640" height="480" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/mamma-e-figli-13-2.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12787" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/mamma-e-figli-13-2.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/mamma-e-figli-13-2-300x225.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p> </p>



<p>di Veronica Tedeschi</p>



<p>Un lago in mezzo a valli in cui piove continuamente arriverà ad esondare e a coprire di acqua tutto il paesaggio circostante. Gli abitanti dei paesi intorno si adopereranno per contenere l’acqua, faranno riunioni su riunioni per prevenire ulteriori esondazioni fino a che qualcuno, in maniera illuminata, proporrà una prevenzione del lago, attraverso la cura degli argini e la costruzione di un letto più solido.  </p>



<p>
Così
l’Africa, come un lago grande e caldo nel quale continuano a
nascere bambini che arriveranno ad “esondare”.  La popolazione
dell’Africa subsahariana continua a crescere costantemente, a un
ritmo 2,5 volte più rapido rispetto al resto del mondo, grazie
all’aumento dei livelli di fertilità e alle migrazioni
internazionali. 
</p>



<p>
Come
riportato dalla Rivista Africa, tale popolazione dovrebbe aumentare
da 1,06 miliardi nel 2019 a 1,4 miliardi nel 2030 e 2,12 miliardi nel
2050.</p>



<p>
Ed
entro il 2050, mentre la Tanzania sarà tra i nove paesi (inclusa la
Repubblica Democratica del Congo, l’Etiopia e l’Egitto) che si
prevede aggiungerà la maggior parte delle persone nel mondo, la
Nigeria sarà la nazione più popolosa dell’Africa sub-sahariana e
la seconda più popolosa al mondo dopo l’India.</p>



<p>
Come
sottolinea l’agenzia&nbsp;InfoAfrica, la grande regione dell’Africa
subsahariana è cresciuta in media del 2,3% ogni anno a partire dal
2015. La proiezione mostra che i Paesi in maniera combinata
aggiungeranno oltre un miliardo di persone alla popolazione mondiale
e “potrebbero rappresentare oltre la metà della crescita della
popolazione mondiale tra il 2019 e il 2050”. Si prevede che la
popolazione del continente continui a crescere fino alla fine del
secolo.</p>



<p>
Nel
2050 la Nigeria continuerà ad essere il paese più popoloso nel
continente, secondo solo all’India a livello mondiale. &nbsp;Alcuni
altri paesi, tra cui Tanzania, Etiopia, Egitto e Repubblica
democratica del Congo, avranno una crescita superiore alla media.</p>



<p>
Tutto
questo può portare a fare dei ragionamenti più o meno scontati, che
possono inquadrarsi nel conseguente aumento del numero di immigrati
verso l’Europa e nella crescita della povertà. Molti degli Stati
che ravvisano tale incremento sono gli stessi nei quali “presidenti
dinosauri” non consentono una parallela crescita economica e un
ricambio governativo, mantenendo il paese in stallo, sia sotto il
punto di vista economico che, talvolta, culturale. Questo significa
che stanno aumentando le persone ma non i posti di lavoro, la
ricchezza e lo scambio economico. Facile da prevedere uno
spopolamento di villaggi e un aumento dell’immigrazione, a partire
già dal provare a trovare rifugio negli Stati limitrofi (ricordiamo
che il 70% degli immigrati africani si trova proprio in Africa).<br>Per
“arginare il lago” bisognerà, dunque, guardare proprio dentro al
lago, guardare l’Africa per lavorare su quei governi che consentono
alla povertà, alla corruzione e alle ingiustizie di prendere il
sopravvento.</p>
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		<title>Dossier statistico Immigrazione 2018: oltre le mistificazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2018 07:48:59 +0000</pubDate>
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<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/invito-doss-2018_piccolo_fronte1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11584" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/invito-doss-2018_piccolo_fronte1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2539" height="1240" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/invito-doss-2018_piccolo_fronte1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 2539w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/invito-doss-2018_piccolo_fronte1-300x147.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/invito-doss-2018_piccolo_fronte1-768x375.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/invito-doss-2018_piccolo_fronte1-1024x500.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 2539px) 100vw, 2539px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>Sono 5.1 milioni gli straneri che risiedono in Italia alla fine del 2017: l’8% della popolazione totale. Più della metà dei residenti stranieri in Italia provengono da paesi europei mentre solo un quinto del totale viene dall’Africa. Questi dati sono del Centro Studi e Ricerche IDOS che, in partenariato con il centro studi Confronti e con la collaborazione dell’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) ha redatto, grazie anche al sostegno dei fondi Otto per Mille della Tavola Valdese, il Dossier Statistico Immigrazione 2018, presentato il 25 ottobre in varie città d’Italia</p>
<p>Le vittime dei naufragi nel Mar Mediterraneo nei primi nove mesi di quest&#8217; anno sono 1.733 secondo le stime dell’Oim, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, e il Dossier spiega chiaramente come ciò sia accaduto dopo gli accordi stipulati tra Italia e Libia nel 2017; secondo i famigerati accordi, l&#8217;Italia fornisce le risorse economiche che permettono alla Libia di fermare chi, in mancanza di adeguati corridori umanitari, tenta la via del mare.</p>
<p>Il Dossier espone dati chiaramente contrari ai presupposti della teoria dell’invasione: il maggior numero di migranti risiede in Europa (83,8 milioni), ma viene sottolineato che in Europa si parla di migrazioni interne nei due terzi dei casi. Inoltre, a fronte di 68,5 milioni di migranti forzati al mondo, i paesi con i più alti numeri di rifugiati accolti sono la Turchia (3,5 milioni), il Pakistan (1,4 milioni), l’Uganda (1.350mila), il Libano (1 milione) e l’Iran (970mila).</p>
<p>Per quanto riguarda i richiedenti asilo: l’Italia ospita circa 354mila persone, meno di Germania (1,4 milioni) e Francia (400 mila). Mettendo in rapporto il numero di rifugiati e richiedenti asilo con il totale della popolazione del paese ospitante viene rivelato come in Europa così come in Italia essi costituiscano lo 0,6%. In Libano, per fare un paragone, si calcola un rifugiato ogni 6 abitanti. Altro che slogan e propaganda, qui sono le ricerche sul campo a parlare.</p>
<p>Un altro tema importante è quello del lavoro: due terzi degli occupati stranieri in Italia si dedicano a lavori spesso precari e potenzialmente pericolosi, lavori per i quali più di un terzo degli stranieri lavoratori è sottostimato perchè , in realtà, possiede un grado di istruzione più qualificante; le imprese gestite da migranti in Italia sono quasi 590.000.</p>
<p>Il 10% degli alunni nelle scuole è straniero o di nuova generazione, sempre contro ogni mistificazione.</p>
<p>Infine non dimentichiamo che nel 2017 gli immigrati hanno inviato circa 5.075.116 migliaia di euro di rimesse ai propri Paesi d&#8217;origine.</p>
<p>Dunque, gli stranieri sono una risorsa per il nostro Paese sempre più retrogrado e ignorante. E saranno gli stranieri a salvarlo con il loro impegno, con la loro fatica, con la loro forza, con i loro valori.</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>#IostoconRiace. Raccolta popolare di solidarietà</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Aug 2018 07:09:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il Sindaco di Riace, insieme ad alcune operatrici, ha iniziato un digiuno per protestare contro la mancata erogazione dei fondi destinati all’accoglienza dei migranti da parte della Prefettura di Reggio Calabria e del&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/08/09/iostoconriace-raccolta-popolare-di-solidarieta/">#IostoconRiace. Raccolta popolare di solidarietà</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38485798_1927417253968743_4231580794256097280_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11129" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38485798_1927417253968743_4231580794256097280_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="536" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38485798_1927417253968743_4231580794256097280_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38485798_1927417253968743_4231580794256097280_n-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38485798_1927417253968743_4231580794256097280_n-768x429.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p>Il Sindaco di Riace, insieme ad alcune operatrici, ha iniziato un digiuno per protestare contro la mancata erogazione dei fondi destinati all’accoglienza dei migranti da parte della Prefettura di Reggio Calabria e del Ministero degli Interni (SPRAR). Il piccolo comune calabrese ha accumulato un ingente debito con il personale, con i fornitori e con gli stessi rifugiati per ritardi nei pagamenti che variano da un anno e mezzo a due anni<br />
“Stiamo raggiungendo il punto di non ritorno. Se non ci sarà l’assegnazione programmata non solo finirà l’esperienza di Riace ma saranno messi in strada 165 rifugiati tra i quali 50 bambini e 80 operatori perderanno il lavoro” afferma il sindaco. “L&#8217;economia di tutta la comunità, modello di accoglienza e integrazione riconosciuto a livello internazionale crollerà sotto un cumulo di macerie” conclude Lucano.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38085328_1918837041493431_6789622998895689728_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11130" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38085328_1918837041493431_6789622998895689728_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="536" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38085328_1918837041493431_6789622998895689728_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38085328_1918837041493431_6789622998895689728_n-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/38085328_1918837041493431_6789622998895689728_n-768x429.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p><span style="color: #1d2129; font-family: 'inherit','serif'; font-size: 10.5pt;"><br />
</span>La Rete dei Comuni Solidali (RECOSOL) in accordo con le associazioni presenti durante il Riaceinfestival, avvia una raccolta popolare di solidarietà finalizzata a permettere al progetto di Riace di superare questa fase estremamente critica. Fase legata a ingiustificabili ritardi anche voluti da una politica ostile che vuole costringere alla chiusura un progetto di accoglienza divenuto noto in tutta Europa e che ha permesso di invertire il declino sociale, economico e demografico di una delle aree più difficili d&#8217;Italia caratterizzata da profonde infiltrazioni della criminalità organizzata.<br />
Riace rappresenta un modello di accoglienza e di legalità per tutti.<br />
La solidarietà al sindaco Mimmo Lucano è arrivata da tutta Italia anche attraverso i partecipanti a Riace in Festival in corso dal 2 al 5 agosto.<br />
RECOSOL chiede a tutti/e di sostenere il modello Riace partecipando alla raccolta popolare di solidarietà attraverso una donazione unica o periodica (la campagna rimarrà attiva fino a dicembre 2018): <span style="color: #1d2129; font-family: 'inherit','serif'; font-size: 10.5pt;"><br />
</span>RECOSOL, IBAN: IT92R0501801000000000179515, causale Riace.<u></u><u></u></p>
<p><strong>Abbattiamo i muri, garantiamo accoglienza, apriamo i porti</strong></p>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Altre afriche di Andrea De Georgio: è necessario approfondire lo sguardo oltre il binocolo miope che vede solo terrorismo e migrazioni</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/10/21/stay-human-africa-altre-afriche-di-andrea-de-georgio-e-necessario-approfondire-lo-sguardo-oltre-il-binocolo-miope-che-vede-solo-terrorismo-e-migrazioni/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Oct 2017 07:25:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Veronica Tedeschi “Un pezzo di legno può restare in acqua per tanti anni senza trasformarsi in un alligatore” (proverbio africano) Una testimonianza sull’Africa necessaria, un’Africa raccontata dalla carne degli africani. Con queste parole&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">di Veronica Tedeschi</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/Immagine.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9663" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/Immagine.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="486" height="696" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/Immagine.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 486w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/Immagine-209x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 209w" sizes="(max-width: 486px) 100vw, 486px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Un pezzo di legno può restare in acqua per tanti anni senza trasformarsi in un alligatore” (proverbio africano)</i></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Una testimonianza sull’Africa necessaria, un’Africa raccontata dalla carne degli africani. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Con queste parole si apre la serata di presentazione del libro “Altre Afriche” di Andrea De Georgio.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Durante la serata, sono stati toccati temi di geopolitica contemporanea, attraverso l’approfondimento della cultura di alcuni Stati dell’Africa occidentale: Senegal, Mali, Burkina Faso, Niger e Costa d’Avorio. Paesi dei quali Andrea parla nel suo libro, raccontati dalla vita quotidiana dei piccoli gesti di chi li vive.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Paesi ai quali siamo sempre più intrecciati: per ragioni demografiche (siamo un continente di anziani!), per ragioni economiche, per il cambiamento e climatico e, infine, per la disintegrazione geopolitica. Stati africani al collasso con poteri informali e clan mafiosi che prevalgono sulle istituzioni formali stanno rendendo invivibile lo storico continente madre.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Migranti e terrorismo sono i due temi ai quali si riduce una qualsiasi discussione sull’Africa. Per parlare di temi così importanti è forse necessario iniziare a cambiare prospettiva, far parlare in prima persona questi paesi apparentemente tanto lontani ma mai così vicini. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Aiutiamoli a casa loro”, cosa significa realmente? Secondo Andrea, ci sentiamo perennemente in colpa nei confronti dell’Africa a causa della colonizzazione. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">È necessario approfondire lo sguardo oltre il binocolo miope che vede solo terrorismo e migrazioni; “Altre Afriche” ha come obiettivo la decostruzione di alcuni pregiudizi e dicotomie quali centro-periferiche o noi-loro, attraverso i racconti delle persone che vivono in questa zona del mondo, una </span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>geo-poetica dal basso</i></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Per quanto riguarda la mia esperienza africana, sono sempre stato circondato da situazioni impoverite, non povere. Perché? Partiamo dalla moneta presente in tutta l’Africa occidentale, il Franco Sefa CFA – ultima moneta coloniale ancora esistente al mondo – che, ancora oggi, è strettamente collegata all’Euro. Questo rapporto Euro-Sefa aiuta l’economia africana?” </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Si tratta di un formidabile strumento di controllo economico-monetario delle Francia alle sue ex-colonie africane. I locali sentono il peso di questa moneta, vissuta come un freno alle esportazione e una limitazione alla propria sovranità.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Come accaduto con l’Euro in Europa, infatti, anche il Franco Sefa ha avuto una forte svalutazione (circa il 50%) senza un conseguente aggiustamento dei prezzi. A causa di questo, una massiva migrazione senegalese, per citare una nazionalità, è partita verso l’Europa per scappare da un impoverimento via via crescente di tutta la popolazione.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Questo è uno dei tanti motivi per cui la differenza tra rifugiato e migrante economico non serve più, le persone che sono scappate da quei luoghi negli anni della “depressione”, sono dovute partire per cause esterne a loro e come conseguenza ad un impoverimento della loro vita, causato ancora una volta dal buon Occidente.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Si torna a parlare di singole persone, il diritto si incarna nella pelle del singolo. La differenza tra migranti economici e rifugiati è di comodo, eurocentrica.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Inoltre in Europa stiamo assistendo ad un forte problema culturale, l’immagine del migrante è spesso distorta, paragonato al terrorista. “E’ nostro dovere in quanto esseri umani capire che la migrazione è un’opportunità.”</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel mondo di oggi manca l’autenticità, si parla di esperienza vissuta, di vita. L’idea del libro è voler avvicinare questi attori del cambiamento alla realtà, considerarli persone, per quello che sono realmente, eliminando il campo da pregiudizi e paure.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Le testimonianze individuali, per Andrea, sono forse l’unico mezzo per riuscire a parlare di Africa. </span></span></p>
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		<title>Tutto quello che non vi hanno mai detto sull&#8217;immigrazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2016 08:51:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un quadro aggiornatissimo sui flussi migratori e sul loro contributo reale allo sviluppo economico, culturale e sociale del paese. Senza eludere nessuno dei temi scottanti degli ultimi mesi: l&#8217;aumento eponenziale dei richiedenti asilo, l&#8217;impatto&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/12/18/tutto-quello-che-non-vi-hanno-mai-detto-sullimmigrazione/">Tutto quello che non vi hanno mai detto sull&#8217;immigrazione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT">Un quadro aggiornatissimo sui flussi migratori e sul loro contributo reale allo sviluppo economico, culturale e sociale del paese. Senza eludere nessuno dei temi scottanti degli ultimi mesi: l&#8217;aumento eponenziale dei richiedenti asilo, l&#8217;impatto della crisi sulle migrazioni, il contributo degli stranieri all&#8217;economia italiana, i problemi di criminalità, l&#8217;integrazione fra le diverse culture e religioni.</p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/9788858125458_p0_v1_s192x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7673" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/9788858125458_p0_v1_s192x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="9788858125458_p0_v1_s192x300" width="183" height="300" /></a></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT">
<p align="LEFT">Questi gli argomenti del saggio intitolato <em>Tutto quello che non vi hanno mai detto sull&#8217;immigrazione</em>, <span style="color: #1c1c1c;">editori Laterza, scritto da Stefano Allievi e Gianpiero Dalla Zuanna.</span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;"><i><b>Associazione per i Diritti umani</b></i></span><span style="color: #1c1c1c;"> ha rivolto alcune domande a Stefano Allievi e lo ringrazia molto. </span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">Quali sono le cause che portano qualcuno a parlare di “emergenza” migranti?</span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">Innanzitutto i dati che indicano che in Italia c&#8217;è un calo demografico per cui aumentano in maniera esponenziale i pensionati e diminuiscono i lavoratori (e questo rende necessaria la presenza degli stranieri) e, inoltre, ci sono le spinte oggettive (guerre, fame) che spingono molte persone ad uscire dai Paesi d&#8217;origine. Un conto è ragionare sui flussi migratori e sulle politiche di accoglienza, un altro è lavorare anche sui Paesi di provenienza, aprendo prospettive di sviluppo in modo che le persone non siano costrette ad espatriare. </span><span style="color: #1c1c1c;">Detto questo, se non ci fosse l&#8217;immigrazione, in un Paese come l&#8217;Italia, sarebbe una tragedia perchè la prospettiva è quella di avere una società di vecchi. </span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">Il filosofo David Miller sostiene che uno Stato abbia il diritto di porre limiti all&#8217;ingresso di stranieri: come commentare questa affermazione?</span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">E&#8217; quasi insensato porre la questione in termini perchè è un DOVERE degli Stati accogliere gli stranieri e a tal proposito sarebbe bene che ci fosse una politica comune. </span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">Per roversciare alcuni luoghi comuni: qual è il contributo degli immigrati all&#8217;economia italiana?</span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">I migranti sono, per lo più, giovani o di mezza età e, quindi, in età lavorativa; producono più di IVA e consumano, in proporzione, meno stato sociale, a differenza del “peso” economico delle pensioni. </span><span style="color: #1c1c1c;">Poi c&#8217;è un altro aspetto importante che viene sottovalutato: la presenza di culture diverse, di lingue, di tradizioni, etc. può essere un valore in sé economico perchè ha un effetto di moltiplicatore. </span><span style="color: #1c1c1c;">Nel ciclo demografico, inoltre, se non ci fossero gli stranieri che fanno figli, ci sarebbero anche meno posti di lavoro; e, infine, le nuove generazioni sono quelle che studieranno in futuro, non ci sarebbero anche i matrimoni misti e così via&#8230; </span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">E&#8217; vero che le carceri italiane sono sovraffollate a causa degli stranieri?</span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">Dobbiamo “ringraziare” la Bossi-Fini e la Fini-Giovanardi: i colpevoli di certi reati, in altri Paesi europei, non stanno in carcere, ma altrove. Quindi sì, c&#8217;è una forte presenza di immigrati nelle carceri, molto superiore alla percentuale degli immigrati che lavorano (circa tre volte tanto) e questo è un problema. Ma bisogna andare ad analizzare le motivazioni: ad esempio, sono sovrarappresentati i reati contro il patrimonio, mentre sono sottorappresentati i reati più gravi.</span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">Si è poi scoperto che molti immigrati sono dentro in quanto irregolari e che, invece, quando vengono regolarizzati, commettono molto meno reati. In Italia, oltretutto, nei tribunali e nelle carceri ci sono problemi legati alla lingua oppure vengono coinvolti avvocati d&#8217;ufficio con poca esperienza.</span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">Tornando alla legge Bossi-Fini, se la condizione di irregolarità non fosse tale (quando una persona irregaolare viene fermata dalla polizia, scappa, commette reato di resistenza a pubblico ufficiale o di resistenza aggravata) ci sarebbero meno presenze di immigrati negli istituti di pena perchè i reati legati al fatto di non avere i documenti verrebbero a cadere. </span></p>
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		<title>Ventiduesimo Rapporto sulle migrazioni 2016</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2016 16:54:15 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/Copertina_XXII-rapp.gif?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7575" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/Copertina_XXII-rapp.gif?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="copertina_xxii-rapp" width="336" height="461" /></a>Lo scorso 1 dicembre è stato presentato, a Milano, l&#8217;ultimo Rapporto ISMU sulle migrazioni.</p>
<p>La Fondazione ISMU stima che al 1° gennaio 2016 la popolazione straniera in Italia abbia raggiunto <strong>5,9 milioni</strong> (regolari e non), con un aumento di 52mila unità (+0,9%) rispetto all’anno precedente. Un incremento che è dovuto soprattutto alla <strong>componente irregolare</strong> (+31mila), che registra una leggera ripresa: al 1° gennaio 2016 ISMU stima che non sono in possesso di un valido titolo di soggiorno 435mila immigrati (contro i 404mila alla stessa data dell’anno precedente).</p>
<p>Gli stranieri rappresentano il 9,58% di quella che è indicata da Eurostat come popolazione abitualmente residente in Italia. A prima vista quindi l’incremento della popolazione immigrata sembrerebbe modesto. Se però teniamo conto anche delle acquisizioni di cittadinanza avvenute nel 2015, lo scenario cambia e potremo leggere con più realismo i numeri effettivi della crescita. Nel 2015 <strong>i nuovi italiani sono infatti 178mila</strong> (contro i 130mila del 2014 e i 60mila del 2012). Se ai 52mila stranieri presenti conteggiati in più (regolari e non) si aggiungono i 178mila immigrati che hanno acquisito la cittadinanza italiana, l’incremento del numero complessivo dei presenti sale intanto a 230mila, con un aumento complessivo del 3,9%. I dati dunque indicano che la crescita c’è ma non si vede e al tempo stesso sottolineano come gli immigrati in Italia siano in genere più stabili e integrati.</p>
<p>Intanto continua a essere elevato il numero di <strong>migranti e di richiedenti protezione internazionale che arrivano via mare</strong> nel nostro paese. Nel corso degli ultimi cinque anni infatti il numero dei migranti sbarcati sulle nostre coste è quasi triplicato: dai 63mila nel 2011, ai 154mila del 2015, passando per la punta dei 170mila del 2014. Ad anno non ancora concluso l’Italia ha già raggiunto un nuovo record per quanto riguarda gli sbarchi di migranti: sono <strong>171mila</strong> gli arrivi via mare registrati tra il primo gennaio e il 27 novembre del 2016, cifra già superiore quindi a quella raggiunta nell’anno 2014 (170mila arrivi) e a quella del 2015 (154mila).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Europa è stata investita nel 2015 da un’ondata migratoria senza precedenti: <strong>oltre un milione di migranti</strong>, provenienti principalmente dall’Africa e dal Medio Oriente, ha attraversato il Mediterraneo per approdare nel vecchio continente. Di fronte a una crisi umanitaria di tale portata, l’Unione europea ha mostrato segni di fragilità: alcuni Stati membri hanno infatti messo in discussione il trattato di Schengen e il Regno Unito ha addirittura scelto si abbandonare l’Unione.</p>
<p>In questo Ventiduesimo Rapporto la Fondazione Ismu mette in evidenza come i fenomeni migratori e le complesse sfide che essi portano con sé<strong> stiano costituendo un banco di prova</strong>, non solo per le politiche europee di immigrazione e asilo, ma anche <strong>per la tenuta stessa dell’Unione</strong>.</p>
<p>Il volume dedica particolare attenzione anche all’<strong>analisi della popolazione straniera</strong> in Italia che ha raggiunto al 1° gennaio 2016 5,9 milioni di presenze. Oltre alle consuete aree di interesse (demografia, normativa, lavoro, scuola, salute), il Rapporto approfondisce quest’anno alcuni temi di grande attualità come quello dei <strong>minori stranieri non accompagnati</strong> e il fenomeno del <strong>radicalismo islamico</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ricordando il recente passato in Perù per ripensare il Presente</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2016 07:25:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri, sabato 30 luglio, le ragazze e le donne di Alfombra Roja si sono trovate in Piazza dei Mercanti a Milano per ricordare le donne vittime di sterilizzazione forzata negli anni&#8217;90 in Perù: un&#8217;occasione,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri, sabato 30 luglio, le ragazze e le donne di Alfombra Roja si sono trovate in Piazza dei Mercanti a Milano per ricordare le donne vittime di sterilizzazione forzata negli anni&#8217;90 in Perù: un&#8217;occasione, questa, per attirare l&#8217;attenzione su tutte le donne vittime di violenza.</p>
<p>EccoVi un breve video:</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/rpw-PnMMAzA?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-427.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6462" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6462" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-427.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (427)" width="848" height="509" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-427.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 848w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-427-300x180.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-427-768x461.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 848px) 100vw, 848px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-428-e1469949657821.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment 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