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	<title>denutrizione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Venezuela. Nella morsa del veleno</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jul 2019 07:19:50 +0000</pubDate>
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<p>di Tini Codazzi</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="575" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/contenuto-caja-clap-1024x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12843" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/contenuto-caja-clap-1024x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/contenuto-caja-clap-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/contenuto-caja-clap-768x431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/contenuto-caja-clap.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1100w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p> Giorni fa hanno chiamato la mia attenzione un paio di tweets postati da Susana Raffalli, nutrizionista, specialista in sicurezza alimentare, attivista per i diritti umani e consulente della Caritas e della Croce Rossa in Venezuela.  In questi tweet, la Raffalli denunciava che i prodotti alimentari distribuiti attraverso i comitati locali di fornitura e produzione, conosciuti come CLAP (Comités Locales de Abastecimiento y Producción) sono adulterati e di bassa qualità. Questa era una informazione che già si conosceva da un paio di anni, ma adesso stanno venendo tutti i nodi al pettine in modo chiaro e si cominciano a prendere provvedimenti anche a livello internazionale. Ma… cominciamo dall’inizio.  </p>



<p> I CLAP sono nati nel 2016 dalla mano di Nicolás Maduro. Nel bel mezzo della crisi economica, politica e sociale, il regime istallò nelle popolazioni e nelle regioni più povere del paese i comitati CLAP, che sono un sistema de distribuzione di alimenti della dieta basica a prezzi sussidiati. In poche parole, distribuzione di scatole con dentro prodotti come: latte, riso, farina, pasta, zucchero, tonno, cereali, legumi, ecc. Progetto teoricamente molto valido ma nella pratica, nelle mani di un regime corrotto e narcotrafficante, evidentemente non riuscito. Inutile dire che chi usufruisce di questi prodotti sono le persone senza risorse economiche per comprare i prodotti nei comuni supermercati, persone meno istruite, quelle più povere e che si possono manipolare molto facilmente. Nonostante ciò, molti mesi fa tante persone avevano iniziato a raccontare che i prodotti non erano buoni, alcuni avevano cattivi odori, altri erano scaduti e altri addirittura marci. Attraverso i Social Network abbiamo iniziato a trovare immagini di questi alimenti, abbiamo sentito commenti e abbiamo letto molte denunce, ma come si sa, in un regime come questo la denuncia e il diritto del cittadino vale meno di 0.   </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="225" height="225" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/caricatura-clap-di-Rayma.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12844" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/caricatura-clap-di-Rayma.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/caricatura-clap-di-Rayma-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/caricatura-clap-di-Rayma-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></figure></div>



<p> Cos’è cambiato adesso? Che le denunce sono state fatte da organismi come l’Istituto di Scienza e Tecnologia dell’Universidad Central de Venezuela, la piattaforma di inchiesta giornalistica Armando.info, la Procura Generale della Repubblica di Messico e l’Associazione Federale di protezione del Consumatore, anche del Messico. Dopo ricerche, analisi e investigazioni è venuto fuori che il latte in polvere distribuito nella scatola CLAP è una frode. Venezuela aveva un latte molto buono, ma adesso viene dal Messico. Le linee guida dell’Istituto Nazionale di Nutrizione (INN) dicono che il latte dovrebbe contenere 26 gr. di proteine, 38 gr. di carboidrati e 949 mg. di calcio per una porzione di 100 gr. di prodotto. L’Istituto di Scienza e Tecnologia ha analizzato 14 marche di latte messicano distribuito nelle scatole tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 e tale analisi ha dimostrato, attraverso un campione, che il latte contiene soltanto 8,79 gr. di proteine, 80 gr. di carboidrati e 70 mg. di calcio e che il contenuto di sodio duplica lo standard dell’INN, è per questa ragione che le persone continuavano a dire che questo latte era cattivo di sapore, salato e addirittura che faceva male allo stomaco. Quindi, queste legende metropolitane apparse in Internet sono diventate reali. Le analisi confermano quanto detto dalla popolazione. Adesso possiamo capire come un altissimo numero di bambini nella prima e seconda infanzia negli ultimi due anni sono arrivati ai controlli pediatrici in uno stato di denutrizione, mancanza di calcio e debolezza inspiegabile, visto che le loro madri davano il latte messicano ai figli, ma erano inconsapevoli che stavano dandogli un latte adulterato.  </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="258" height="195" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/consegna-clap.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12845"/></figure></div>



<p>
Un
altro prodotto nell’occhio del ciclone è la scatoletta di tonno.
Questa volta è stata la Procura Federale del Consumatore di Messico
(Profeco) a fare uno studio analizzando il contenuto di 27 marche
messicane di tonno, 14 di queste evidenziarono una quantità
esagerata di soia al suo interno, fino al 60%, questo vuol dire che
la soia praticamente sostituiva il pesce, teoricamente vuol dire che
non fa male, ma il consumatore non sta mangiando le proteine che
pensa di mangiare. La soia è una proteina vegetale che il corpo
assorbe in modo più lento e contiene carboidrati, invece il tonno
non ne ha, anche se il giornale venezuelano <em>Diario
2001</em>, a maggio del 2017
pubblicava in prima pagina il seguente titolo: “Tonno avariato
causa la morte di due piccoli bambini”. Non solo sui giornali, la
popolazione ha anche postato sui social network, come per il latte,
immagini e commenti riguardo il sapore, la consistenza e l’aspetto
del tonno. 
</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="800" height="533" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/tonno-clap.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12846" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/tonno-clap.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/tonno-clap-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/tonno-clap-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>
Questi
prodotti, insieme a tanti altri, sono arrivati alle case dei
venezuelani dal 2016 in poi. Cifre ufficiali indicano che tra il 2016
e il 2018 sono state consegnate 231 milioni di scatole CLAP con
prodotti di bassissima qualità e addirittura andati a male o
scaduti. Ci si può immaginare il danno fatto a questa popolazione
già stremata dalla fame e dalle malattie? E possiamo anche credere
che non solo il latte e il tonno sono adulterati, ma anche altri
prodotti del paniere messi dentro della scatola CLAP. 
</p>



<p>
L’anno
scorso, le autorità messicane hanno scoperto una enorme rete
fraudolenta tra gli intermediari del regime e le aziende messicane
dove si commercializzano prodotti di bassissima qualità con un
sovraprezzo di più del 100%. Sembra che il Messico sia un paese che
ha la consuetudine di produrre alimenti adulterati. 
</p>



<p>
Come
funzionava questa rete? Gli intermediari venezuelani andavano in
Messico per chiedere alle aziende i prodotti più economici senza
badare alla qualità. Per il latte avevano trovato l’escamotage di
diminuire di tre volte tanto la proteina e per il tonno che avrebbero
messo più quantità di soia che di pesce. Al governo venezuelano
interessava soltanto risparmiare tra 2 e 4 $ per confezione. È stato
già dimostrato che le aziende messicane hanno dichiarato nelle
etichette di questi prodotti informazione falsa. 
</p>



<p>
Un
imprenditore messicano ha dichiarato: “In Messico sono state fatte
fino a 2.000 scatole al giorno. Se si risparmiavano 2 $ per scatola,
il risultato era un complessivo di 4.000 $ al giorno, se invece il
risparmio era di 4 $, si raddoppiava il risultato complessivo”.
Quindi, il risultato di tutto questo affare sporco era pagare poco,
ottenere poca qualità, arricchire gli intermediari e ingannare il
popolo. 
</p>



<p>
Tutto
questo è diabolico, la mente di queste persone definitivamente è
diabolica. Anche se sono a conoscenza della crisi umanitaria che c’è
nel paese da diversi anni, anche se già nel 2016 si conoscevano gli
alti indici di denutrizione, di mancanza di alimenti, di povertà,
del bassissimo potere di acquisto, questo marciume di gente formato
dal regime di Maduro creò a sangue freddo la rete di intermediari e
aziende in tutto il mondo (Panama, Messico, Cina, Ecuador, Spagna,
Hong Kong, Emirati Arabi…) per fare prodotti di bassa qualità che
sarebbero stati dati alle popolazioni più povere del paese e che
avevano la speranza messa su questi prodotti promessi dal regime per
poter sopravvivere. 
</p>



<p>
La
professionista della salute e sostenitrice dei cibi crudi Anne
Wigmore diceva: “Il cibo che mangi può essere o la più sana e
potente forma di medicina o la più lenta forma di veleno”. Mi pare
che questa affermazione sia molto azzeccata nel caso dei criminali
del regime venezuelano. 
</p>



<p></p>
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			</item>
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		<title>Le sette piaghe del Venezuela</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Nov 2017 09:43:57 +0000</pubDate>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">di Tini Codazzi</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/Médicos.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9741" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/Médicos.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="630" height="300" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/Médicos.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 630w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/Médicos-300x143.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></a></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Denunciare la situazione della malasanità in Venezuela rappresenta dolore e una grande impotenza e frustrazione. Ho sempre pensato che non avrei avuto il coraggio di affrontare un tema così grave e complesso, ma la verità è che non si può nascondere il sole con un dito e la recente proliferazione di alcune malattie infettive in Venezuela mi ha dato il coraggio per parlarne. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Nell’assoluto silenzio del governo, negli ultimi tempi sono riapparse 3 malattie infettive che erano scomparse da decenni: la difterite, il morbillo e la tubercolosi. La colpa è della situazione sociale e politica del paese, la salute pubblica è gestita male e in modo irresponsabile da 18 anni e queste sono le conseguenze. </span></span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/images.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-9739 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/images.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Questi infiniti anni di cattiva gestione hanno portato ad una quasi nulla copertura di campagne di vaccinazioni, sebbene in alcune regioni del paese ci siano, queste non possono essere usate perché non sono state conservate in modo adeguato e non hanno rispettato la catena del freddo, quindi sono da buttare, due ragioni per cui il morbillo è riapparso. Nel 2016 dopo 15 anni si sono verificati 38 casi accertati di bambini colpiti da questa malattia che facilmente si potrebbe controllare con un semplice vaccino. In ogni caso, un vaccino come quello del morbillo dev’essere fatto ad un bambino sano, in normali condizioni fisiche, se questo bambino è severamente denutrito il vaccino potrebbe fare un effetto contrario. In altre parole, se un bambino contrae il morbillo e ha bisogno di antibiotici, ma è severamente denutrito compromettendo alcuni organi, l’antibiotico e il vaccino non possono essere somministrati e il bambino alla fine muore. Questo sta accadendo in Venezuela mentre voi leggete queste righe. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Da più di 20 anni non si vedeva un malato di difterite in Venezuela. Adesso c’è un’epidemia in 5 regioni del paese, da nord a sud e da est a ovest. Un anno fa, la società venezuelana di salute pubblica attraverso la rete “difendiamo la epidemiologia” aveva denunciato l’apparizione della malattia, in un anno il ministero della salute non si è mai pronunciato ufficialmente. L’Organizzazione Panamericana della Salute ha dichiarato che fino a giugno 2017 ci sono stati 447 casi sospetti. Gli ospedali non hanno in dotazione l’antitossina e la penicillina, le due medicine fondamentali per curarla. La gente arriva in ospedale senza sapere che malattia ha contratto, ormai in condizioni critiche e muore sotto gli occhi di medici e infermieri, riconfermando che anche in questo caso la malattia si poteva evitare con un semplice vaccino. </span></span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/images-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-9740 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/images-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="311" height="162" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/images-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 311w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/images-2-300x156.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 311px) 100vw, 311px" /></a></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">La tubercolosi si è propagata soprattutto negli ultimi 3-4 anni dalla regione Bolivar, a sud del paese, fino a regioni vicine, perché lì esistono delle ampie zone illegali di estrazione mineraria, i contagiati sono lavoratori illegali che vivono e lavorano in zone insalubri, in condizioni precarie, senza attenzione medica, quindi ci vuole poco per creare l’epidemia. L’Osservatorio Venezuelano della Salute ha dichiarato 23,5 casi per 100.000 abitanti. L’Organismo dichiara anche che la malattia si può curare con un vaccino che ovviamente scarseggia. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Un&#8217;altra situazione è quella che si vive a causa delle 4 malattie infettive trasmesse dalle zanzare: malaria, zika, chikungunya e febbre dengue. Malattie che si propagano di più in zone sporche, inadatte per vivere e sovraffollate e per la mancanza di campagne d’informazione e di prevenzione da parte degli enti competenti. Con efficaci campagne e prevenzione queste malattie possono essere controllate e non diventare una epidemia come sta succedendo in Venezuela. Il popolo è completamente disinformato. Il personale medico può fare poco o niente a causa della mancanza di medicine per prevenirle e curarle. Tra il 2000 e il 2016 la malaria ha superato il 525%, in una sola regione ci sono stati in questi anni 206.000 casi. La malaria era quasi scomparsa in tutta America Latina nei primissimi anni di questo secolo, in Venezuela invece di scomparire è riapparsa in modo esponenziale. Nel 2016 nella regione di Anzoategui, a nordest del paese, ci sono stati 10.000 casi, il governo ne ha denunciati soltanto 3.000.</span></span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/DIFTERIA-550x274.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9742" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/DIFTERIA-550x274.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="550" height="274" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/DIFTERIA-550x274.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 550w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/DIFTERIA-550x274-300x149.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Poco tempo fa abbiamo conosciuto la zika grazie all’epidemia in Brasile. E’ arrivata anche in Venezuela ovviamente, solo che, anche in questo caso, impera la disinformazione e i medici non riescono ad individuare velocemente la malattia e fare la diagnosi in tempo. Se una donna incinta viene colpita da zika, le probabilità che il figlio nasca con microcefalia sono molto alte. Nel 2016 sono stati individuati 1.400 casi di bambini a rischio e ora non si sa cos’è successo con questi 1.400 bambini che dovrebbero essere già nati, impera il più assoluto caos e la disinformazione da parte del ministero della salute. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">In quasi tutti i paesi civilizzati esiste un bollettino epidemiologico che mette in allerta ospedali, centri di salute e personale sanitario. In Venezuela non si pubblica dal 2014, quindi le cifre ufficiali sono inaccessibili. Lo scorso maggio la ministra della salute ha pubblicato le seguenti cifre: 324 casi di difterite, 240.000 di malaria, tutti nel 2016. Pochi giorni dopo la ministra è stata destituita. Non sono mai arrivate delle spiegazioni, né dal ministero della salute né dai distretti socio sanitari. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Altro fattore importante in questi casi è l’inesperienza del personale ospedaliero, ci sono tanti giovani medici e infermieri che non hanno mai visto queste malattie perché erano quasi estinte, per cui non riescono a fare delle diagnosi, non esiste la ricerca scientifica e i laboratori sono quasi inesistenti, per cui il personale medico non si aggiorna, è un personale in costante emergenza da pronto soccorso. Gli ospedali pubblici non hanno medicine e nemmeno forniture mediche e sono in condizioni vergognose: macchinari guasti, infiltrazioni di tutti i tipi, sporcizia ovunque, bagni e servizi igienici fuori uso, infrastrutture che cadono a pezzi sulle teste dei pazienti, sale operatorie chiuse per mancanza di manutenzione… </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Niente di tutto ciò è stato riconosciuto dal governo, tutto succede nel più assoluto e vergognoso silenzio. Ogni tanto qualche conferenza stampa per smentire le voci e dire che il Venezuela è un paese “felice” e che è soltanto terrorismo psicologico. Solo i social network aiutano a capire un po’cosa sta succedendo, sempre in modo ufficioso, solo che questa informazione non arriva mai al popolo che veramente avrebbe bisogno di sapere.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Queste sono le 7 piaghe del Venezuela. Il riferimento biblico non è casuale, sembrano le punizioni che il governo infligge al popolo venezuelano. Arriverà prima o poi il nostro Mosè per liberarci da Nicolas Maduro e il suo entourage?</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Evidentemente, il diritto alla salute non è una priorità per il governo. Sinceramente penso che una persona dev’essere veramente marcia dentro per vedere gente di tutte le età morire come mosche, avere la possibilità e i soldi per fare qualcosa, voltare la testa dall’altra parte e non farlo. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">¡</span></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Hasta cuándo! </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">¡</span></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Basta ya!</span></span></p>
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