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	<title>detenute Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Quelle telefonate che ti &#8220;riattacano&#8221; alla vita</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Apr 2023 08:06:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani sottoscrive e divulga il seguente appello lanciato da Sbarre di zucchero Lettera aperta ai direttori penitenziari e, per conoscenza, al Capo DAP, dottor Giovanni Russo Al Direttore della Direzione&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/tel.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="300" height="300" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/tel.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16942" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/tel.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/tel-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/tel-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></figure></div>



<p></p>



<p>Associazione Per i Diritti umani sottoscrive e divulga il seguente appello lanciato da Sbarre di zucchero</p>



<p></p>



<p>Lettera aperta ai direttori penitenziari</p>



<p>e, per conoscenza, al Capo DAP, dottor Giovanni Russo</p>



<p>Al Direttore della Direzione Generale Detenuti e Trattamento, dottor Gianfranco De Gesu</p>



<p>Quelle telefonate che ti “riattaccano alla vita”</p>



<p>In un Paese in perenne emergenza, le uniche emergenze che quasi nessuno vuole vedere sono quelle che riguardano il carcere. Eppure è appena finito l’anno dei record, 84 suicidi, mai così tanti, e questa è una emergenza vera perché la gente sta morendo in carcere.</p>



<p>Sostiene uno dei massimi esperti di suicidi, lo psichiatra Diego De Leo, che certo prevenire i suicidi è molto difficile, ma almeno si può cercare di creare una forma di protezione: “Aumentare le opportunità di comunicazione e le connessioni con il mondo ‘di fuori’ non solo renderebbe più tollerabile la vita all’interno dell’istituto di detenzione, ma sicuramente aiuterebbe nel prevenire almeno alcuni dei troppi suicidi che avvengono ancora nelle carceri italiane”.</p>



<p>Quelle telefonate che sono un’accelerata agli affetti delle persone in carcere.</p>



<p>Scrive un detenuto: “Poter telefonare ogni giorno a casa aveva aiutato la mia famiglia a ritrovarsi. Ora ritornare da una telefonata al giorno a una telefonata a settimana di dieci minuti significa riperdersi. Questo periodo lo ricorderemo con i miei cari per esserci persi di nuovo”.<br>Secondo l’articolo 15 dell’Ordinamento penitenziario il trattamento del condannato e dell&#8217;internato è svolto anche “agevolando opportuni contatti con il mondo esterno e i rapporti con la famiglia”. Ma quei contatti sono invece una miseria: 10 minuti di telefonata a settimana e 6 ore di colloquio al mese, che vuol dire che un genitore detenuto può dedicare al figlio al massimo tre giorni all’anno.</p>



<p>Il Covid ha portato ulteriore isolamento e sofferenza, e anche le prime rivolte, i morti, la paura. Ma per fortuna qualcuno ha capito che non era la criminalità organizzata a far esplodere le carceri, ma l’angoscia e la rabbia delle persone detenute, spaventate di essere lasciate sole e di non sapere nulla del destino dei loro cari. E si è trovata l’unica soluzione accettabile, dare un’accelerata agli affetti delle persone in carcere introducendo “il miracolo” delle videochiamate e la forza che ti viene dalle telefonate quotidiane. E così le persone si sono ritrovate a chiamare casa molto più spesso, in alcune carceri anche ogni giorno, e a rivedere le loro case e le famiglie lontane con le videochiamate.</p>



<p>Gentili direttori, non è motivo “di particolare rilevanza” l’aver chiuso il 2022 con 84 suicidi?</p>



<p>“Radio carcere” dice che le telefonate a breve potrebbero non essere più quotidiane o comunque molto frequenti, ma noi non ci crediamo. Non vogliamo credere che i direttori, che hanno la possibilità di concedere più telefonate per motivi “di particolare rilevanza”, rinuncino a un potere, che per una volta è davvero un “potere buono”, di far star meglio le persone detenute, e soprattutto le loro famiglie. Certo, per chi ha figli minori dovrebbe restare in ogni caso la telefonata quotidiana, prevista dalla legge, ma tutti quei figli maggiorenni che per anni hanno avuto a disposizione solo dieci miserabili minuti settimanali per parlare con un genitore detenuto, perché devono essere di nuovo penalizzati dopo aver faticosamente ricostruito delle relazioni famigliari decenti con la chiamata quotidiana (o comunque molto frequente)?<br>Gentili direttori, non fateci tornare al peggio del passato, usate il vostro “potere” per prevenire i suicidi con quello straordinario strumento che può essere sentire una voce famigliare nel momento della sofferenza e della voglia di farla finita. Oltre alle videochiamate sostitutive dei colloqui e in numero non inferiore, lasciate le telefonate in più, in nome dell’emergenza suicidi, e anche per dare continuità a quella che la Corte Costituzionale nell’ordinanza N.162/2010 definisce la “progressività che ispira il percorso rieducativo del detenuto e che è tutelata e garantita dall’art. 27 della Costituzione, attraverso la previsione della finalità rieducativa della pena”.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1019" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det1-1019x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16940" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det1-1019x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1019w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det1-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det1-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det1-768x772.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det1-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 1019px) 100vw, 1019px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="666" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det2-666x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16941" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det2-666x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 666w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det2-195x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 195w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det2-768x1180.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det2-999x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 999w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1041w" sizes="(max-width: 666px) 100vw, 666px" /></a></figure>



<p>Ornella Favero<br>Ristretti Orizzonti<br>Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia<br>Sbarre di zucchero<br>Gustavo Imbellone<br>Associazione A Roma Insieme &#8211; Leda Colombini<br>Associazione Per I Diritti Umani<br>Associazione Recidiva Zero<br>Francesco Pulpito<br>Licia Rita Roselli<br>Micaela Tosato<br>Associazione Loscarcere<br>Grazia Grena<br>Franca Garreffa<br>Donatella Corleo<br>Massimiliano Menozzi<br>Avv. Carlotta Toschi<br>Marco Costantini<br>Claudio Leone<br>Maria Teresa Caccavale<br>Associazione Happy Bridge<br>Ivano Bianco<br>Stefano Petrella<br>Antonio Sauchella<br>Moreno Zoli<br>Carla Benfenati<br>Associazione Lacasadellalbero<br>Giampaolo Zampieri<br>Arrigo Cavallina<br>Associazione Il Carcere Possibile Onlus<br>Tonino Di Toro<br>Monica Oliviero<br>Associazione Areyoureading?<br>Associazione Un Filo Rosso<br>Associazione Station to Station<br>Stefania Ghezza<br>Stefania Putelli<br>Nicola Dettori<br>Avv. Franco Villa Osservatorio Carcere UCP<br>Franco Greco<br>Associazione Catena in Movimento Onlus<br>Cooperativa Catena in Movimento 2.0<br>Imam Monhsen<br>Mauro Bini<br>Mirko Zorzi<br>Giampaolo Manca<br>Associazione Insieme Per Ricominciare Odv<br>Eleonora Rodella<br>Antonella Guastini<br>Sonia Paolini<br>Michele Nardi<br>Giovanni Arcuri<br>Gioacchino Onorati<br>Luigi Fontana<br>Altea Vaccaro<br>Francesco Crema<br>Stefania Anarkikka Spanò<br>Anarkikka<br>Associazione Diritti D&#8217;autore<br>Riccardo Sindoca<br>Quintino Duma<br>Nadia Palombi<br>Gruppo Padre Pio volontari a Rebibbia Reclusione<br>Assunta Onorato<br>Angela Castellino<br>Luca Zambon<br>Federico Osman<br>Monica Bizaj<br>Maurizio Mazzi<br>CRVG del Veneto<br>Piera Marziali<br>Avv. Enrica Giordano<br>Carmela Cioffi<br>MariaPia Giuffrida<br>Anna Maria Repichini<br>Susanna Ronconi<br>Associazione Sapere Plurale Torino<br>Marco Mareschini<br>Cecilia Scolari<br>Ahmed Abdelrahman<br>Grazia Zuffa<br>Società della Ragione Onlus<br>Emanuela Amato<br>Cosp Coordinamento Sindacale Penitenziario Cosp Bari<br>Emanuela Belcuore Garante delle persone private della libertà personale Città di Caserta<br>Samuele Ciambriello Garante delle persone private della libertà personale Regione Campania<br>Carmelo Musumeci<br>Annarosa Lorenz<br>Dialdim Abdelrahman<br>Avv. Enrico Marignani<br>Cinzia Cerullo<br>Carla Cecchi<br>Angela Verde<br>Bianca Verde delegata di Sinistra Italiana alle politiche sociali e pari opportunità Napoli<br>Associazione Damm<br>Associazione Sgarruppato<br>Associazione Spartak San Gennaro<br>Ida Petricci<br>Marcella De Girolamo<br>Luisa Ravagnani Garante delle persone private della libertà personale Città di Brescia<br>Padre Vittorio Trani Cappellano Carcere di Regina Coeli Roma<br>Associazione&nbsp;<a href="http://vo.re.co/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vo.Re.Co</a>&nbsp;Roma<br>Don David Maria Riboldi Cappellano Casa Circondariale di Busto Arsizio<br>La Valle di Ezechiele Cooperativa sociale<br>Fabrizio Maiello<br>Marie Verducci</p>



<p>Per sottoscrivere come singole persone o associazioni inviare adesione via mail a&nbsp;<a href="mailto:sbarredizucchero@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sbarredizucchero@gmail.com</a></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/15.0/1f534/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="&#x1f534;"/></figure>



<p>La lettera verrà inviata via PEC a tutte le direzioni degli Istituti Penitenziari italiani<br>Al Presidente della Repubblica italiana Mattarella<br>Al Ministro della Giustizia Nordio</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Sbarre di zucchero. Il carcere: una fine o un nuovo inizio?</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2023 08:01:26 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/sbarr.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="960" height="541" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/sbarr.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16829" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/sbarr.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/sbarr-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/sbarr-768x433.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></figure>



<p>Oggi vogliamo parlarvi di un progetto che ci interessa molto: Sbarre di Zucchero, All’inizio era un gruppo su Facebook creato dalle amiche di <strong>Donatella Hodo</strong>, morta suicida in carcere a 27 anni nella terribile estate del 2022. Ma ben presto è diventato molto di più: Sbarre di Zucchero è <strong>un megafono che riporta al centro il tema del carcere</strong>, soprattutto al femminile. “Quando il carcere è donna in un mondo di uomini”, recita il sottotitolo del gruppo nato fisicamente a <strong>Verona</strong> ma che in poco tempo di attività ha raccolto partecipanti in tutta Italia: ex detenuti, familiari di detenuti, attivisti, avvocati, volontari, garanti, giornalisti e tutti quanti gravitano intorno al mondo del carcere, ancora troppo spesso relegato ai margini. </p>



<p>Ben presto da gruppo online è diventato fisico. In soli 4 mesi le ragazze (e anche i ragazzi che via via si sono aggregati) che hanno dato vita al gruppo hanno organizzato <strong>convegni a Verona, raccolta di abiti e generi di prima necessità per l’igiene personale a favore di detenute e detenuti in difficoltà e collaborazioni con i media</strong> raccogliendo interesse e partecipazione in tutta Italia. E così che<strong> il gruppo ha deciso di aprire altri due distaccamenti: uno a Roma e l’altro a Napoli.</strong> Un modo per fare rete e parlare di carcere, di quello che non va e anche delle buone pratiche da promuovere. <strong>Mettere insieme le forze per dare supporto ai detenuti e alle loro famiglie</strong> che ancora soffrono per le condizioni disumane delle carceri.</p>



<p></p>



<p><strong>LA RETE, IL PROGETTO</strong></p>



<p><em>Il Carcere: una fine o un nuovo inizio?</em></p>



<p>Non ci sono venti favorevoli per il marinaio che non sa dove andare (Seneca)</p>



<p>Donatella Hodo era soltanto una giovane mamma, e come tante altre donne stava scontando i suoi errori in un carcere italiano. Questa esperienza che seguiva quella di una vita difficile di emarginazione e tossicodipendenza, l’hanno portata a pensare che per lei non ci sarebbe stato un futuro. Donatella si è suicidata nella notte tra l’uno e il due agosto dello scorso anno, e molti altri hanno fatto lo stesso mentre stavano scontando una pena in carcere. <strong>Micaela, Monica, Maurizio ed altre compagne di Donatella, hanno voluto trasformare il dolore in un’azione positiva</strong>, che portasse all’attenzione di tutti la difficilissima situazione delle carceri italiane, dove non solo mancano i servizi più essenziali, ma dove le persone non hanno spesso nessuna prospettiva di vita, dal momento che non molte carceri italiane offrono possibilità di educazione e di lavoro.</p>



<p>Secondo la Costituzione italiana, art. 27 “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Quando si parla di certezza della pena si deve quindi far riferimento ad un periodo di privazione della libertà che sia certo, ma finalizzato a riportare il condannato nella comunità, e non cioè ad escluderlo definitivamente da essa. Nella situazione attuale invece, <strong>le carceri italiane non solo sono spesso luoghi che generano o favoriscono trattamenti contrari all’umanità, ma anche ambienti inadatti a creare condizioni per un reinserimento nella comunità, nella famiglia, nel percorso formativo e nel lavoro</strong>. </p>



<p><strong>Il mondo femminile</strong> rappresenta certamente una piccola parte delle carceri italiane, ma esiste una dimensione che vede questo mondo <strong>ancora più discriminato, perché le carceri sono ancora strutturate per la componente maschile</strong> (ambienti, palestre, ecc.). Inoltre le donne si confrontano con <strong>il problema dei figli nelle carceri</strong>: bambini costretti a vivere una realtà della quale non hanno nessuna colpa e che vengono allontanati dalle madri al raggiungimento dei tre anni di età. Come moltissime altre situazioni della vita, il carcere è un ambiente che rappresenta un’ulteriore discriminazione e trascuratezza verso il mondo femminile. Per fortuna però, a favore delle persone nelle carceri, svolgono attività di sostegno e di assistenza moltissime associazioni, fondazioni, e organizzazioni non governative, che operano per il lavoro nelle carceri, per il sostegno alle donne con bambini, per l’assistenza sanitaria e psicologica.</p>



<p><strong>Micaela, Monica e le loro compagne hanno voluto creare una grande rete per le donne nelle carceri, per le loro famiglie e per coloro che muovono i primi passi per il ritorno nella comunità, e l’hanno battezzata Sbarre di Zucchero</strong>, per far emergere lo specifico del mondo femminile nel difficile momento della carcerazione. <strong>Questa rete</strong>, che si sta sviluppando e che conta ormai moltissimi rappresentanti della società civile, politici, giuristi, esperti e comuni cittadini, <strong>non intende prendere il posto o sovrapporsi alle moltissime iniziative delle numerose organizzazioni</strong> e istituzioni che svolgono un fondamentale lavoro, sostituendo e integrando quello dello stato, o quello che spetterebbe allo stato. È vero che il sistema carcerario italiano avrebbe bisogno di miglioramenti legislativi e regolamentari, ma anche e soprattutto di maggiori risorse e di un miglioramento delle procedure amministrative e della burocrazia, ma l’attenzione delle forze politiche e dell’apparato amministrativo in uno stato democratico, discende direttamente dalla sensibilità della società verso questo, come verso i suoi altri grandi problemi attuali. Occorre soprattutto in primo luogo <strong>informare e sensibilizzare tutta la società italiana sull’importanza del reinserimento</strong> di coloro che hanno violato la legge e siano stati condannati ad una pena. Ciò è essenziale non soltanto per un’esigenza di etica e di rispetto della costituzione, ma perché occorre evitare il rischio che, senza un futuro, queste persone siano indotte o costrette a continuare la vita in una dimensione di illegalità e criminalità. La reiterazione dei reati è spesso la conseguenza dell’incapacità della società di raccogliere coloro che se ne fossero allontanati.</p>



<p><strong>La prima esigenza di Sbarre di Zucchero è quindi quella di creare informazione e contatto fra le persone nelle carceri e la cittadinanza nel suo insieme</strong>, per modo che tutti possano rendersi conto di quanto il reinserimento sia non solo possibile, ma anche estremamente importante. Sostenere le persone private della loro libertà, per quanto riguarda i loro bisogni più essenziali, come cibo, cure, assistenza legale, è già oggetto di molte associazioni della società civile e <strong>Sbarre di Zucchero si propone soltanto di essere di supporto e di aiuto a questi soggetti, incrementandone la capacità operativa e progettuale.</strong> Infine e non certo da ultimo, è essenziale osservare che il suicidio, ed ogni altra forma di disperazione, riguardano la incapacità degli individui, in alcuni momenti della vita &#8211; e in particolare nel carcere &#8211; di immaginare e perseguire il ritorno alla vita nella società. Privare della libertà persone che abbiano compiuto reati non deve significare escluderle dalla partecipazione ai problemi e alle sfide della società. La grande intellettuale americana Angela Davis, l’attivista afro-americana dei diritti civili, ha dedicato moltissimi studi, libri e forme di attivismo alla situazione delle carceri. I suoi lavori mostrano l’incredibile importanza della education nell’ottica di una giustizia ristrutturativa, volta cioè al reinserimento nella comunità. L’education racchiude in sé la dimensione dell’istruzione, scolastica ed universitaria, ma anche quella della formazione della autocoscienza, dell’identità delle persone in carcere, che permetta loro di ricostruirsi un percorso di vita al termine della pena. </p>



<p><strong>Sbarre di Zucchero ritiene che questo percorso di education sia di una importanza essenziale per mantenere persone che vivono una difficilissima situazione di abbandono e trascuratezza, in costante contatto con la realtà della società italiana e i suoi grandissimi attuali problemi</strong>. Essere all’interno di un carcere non significa vivere in un acquario senza porte e finestre verso l’esterno. Anzi il periodo di privazione della libertà può offrire una grande opportunità di informazione, riflessione e formazione di una cultura partecipativa che rappresenta il primo scalino per qualsiasi reinserimento.</p>
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		<title>Uno Stato forte ascolta e concede con ragionevolezza</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2022 12:00:50 +0000</pubDate>
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<p>di Patrizio Gonnella (da antigone.it)</p>



<p>La vicenda dell’anarchico Alfredo Cospito, in sciopero della fame contro il carcere duro del 41 bis, ci aiuta a fare alcune considerazioni intorno a ciò che dovrebbe essere la pena in una società democratica e ci porta ad affrontare questioni di grande rilievo giuridico ed etico. </p>



<p>In primo luogo si pone il tema delle modalità di esecuzione della sanzione carceraria nei confronti di una certa tipologia di detenuti. I regimi differenziati – come ad esempio il 41-bis – incidono significativamente sulla vita e i diritti delle persone recluse. Riducono notevolmente le occasioni di socializzazione, le possibilità di partecipazione alle attività interne all’istituto penitenziario nonché le relazioni con il mondo esterno. Sostanzialmente intervengono eliminando ogni opportunità di aderire a progetti di reintegrazione sociale.&nbsp;</p>



<p>La Corte Costituzionale, nella nota sentenza numero 376 del 1997, ha ben spiegato come anche nel caso del regime di cui all’art. 41-bis, pensato per contrastare la criminalità organizzata, sia necessario sempre tenere in adeguata considerazione l’articolo 27 della Costituzione, con i suoi riferimenti alla dignità umana e alla rieducazione del condannato. Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura, nel suo rapporto rivolto alle autorità italiane relativo a una visita effettuata nel 2019, raccomandò alle stesse di effettuare sempre «una valutazione del rischio individuale che fornisca ragioni oggettive per la continuazione della misura». Il cosiddetto risk assessment deve essere fondato «non solo sull’assenza di informazioni che dimostrino che la persona in questione non è più legata a una determinata organizzazione».</p>



<p>Nel caso di Alfredo Cospito il trasferimento in un istituto con regime differenziato sopraggiunge dopo circa 10 anni di pena scontati in un diverso e meno gravoso trattamento penitenziario. Il Comitato di Strasburgo invece sollecita che vi sia sempre una valutazione estremamente rigorosa del caso individuale evitando standardizzazioni nel trattamento solo sulla base del titolo di reato. E proprio intorno a una accurata valutazione del rischio si sofferma anche la Raccomandazione del 2014 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa rivolta ai Paesi membri sul trattamento dei detenuti ritenuti pericolosi.&nbsp;</p>



<p>Altro tema è quello dello sciopero della fame che il detenuto sta portando avanti mettendo a rischio la propria salute. Qua si pongono dilemmi etici che vanno risolti nel senso di assicurare al detenuto pieno rispetto alla scelta di autodeterminarsi intorno alle modalità di espressione del proprio dissenso, finanche astenendosi dal cibo. Uno Stato forte deve monitorare la salute della persona reclusa, offrire tutto il sostegno psico-sociale e medico possibile, ma sempre rispettando la sua volontà e ascoltando le sue ragioni. Uno Stato forte non deve temere di cambiare una propria decisione, se questo cambiamento produce una riduzione del tasso di sofferenza o comunque riporta un caso dentro un’area di ragionevolezza giuridica.</p>
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		<title>Il carcere visto da dentro. XVIII rapporto dell&#8217;associazione Antigone</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2022 07:59:12 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Antigone2022_sbarre.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="876" height="780" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Antigone2022_sbarre.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16343" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Antigone2022_sbarre.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 876w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Antigone2022_sbarre-300x267.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Antigone2022_sbarre-768x684.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 876px) 100vw, 876px" /></a></figure>



<p>&#8220;E&#8217; il momento delle riforme&#8221;. Lo ha detto Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, in apertura della conferenza stampa di presentazione del XVIII rapporto dell&#8217;associazione sulle condizioni di detenzione.&nbsp;</p>



<p>Sono oltre 2.000 le visite tenute dall&#8217;osservatorio di Antigone nelle carceri italiane dal 1998 ad oggi. Un monitoraggio costante che ha permesso all&#8217;associazione di fotografare lo stato del sistema penitenziario nella sua complessità, analizzandolo, come ha ricordato Gonnella, con spirito critico ma anche costruttivo.&nbsp;</p>



<p>&#8220;La pandemia ci ha mostrato tutti i limiti di un mondo penitenziario bloccato e in ritardo su tante questioni&#8221; ha sottolineato il presidente di Antigone. &#8220;I tassi di recidiva ci raccontano di un modello che non funziona e ha bisogno di importanti interventi, aprendosi al mondo esterno, puntando sulle attività lavorative, scolastiche, ricreative e abbandonando la sua impronta securitaria&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Nel rapporto dell&#8217;associazione si evidenzia come in media vi sia una percentuale pari a 2,37 reati per detenuto. Al 31 dicembre 2008 il numero di reati per detenuto era più basso di 1,97. Dunque diminuiscono i reati in generale, diminuiscono i detenuti in termini assoluti ma aumenta il numero medio di reati per persona. Al 31 dicembre 2021, dei detenuti presenti nelle carceri italiane, solo il 38% era alla prima carcerazione. Il restante 62% in carcere c’era già stato almeno un’altra volta. Il 18% c’era già stato in precedenza 5 o più volte. Tassi di recidiva dunque alti, su cui sarebbe utile che il ministero raccogliesse dati certi.&nbsp;</p>



<p>&#8220;E&#8217; anche fondamentale che il carcere diventi realmente l&#8217;extrema ratio a cui ricorrere solo in casi dove ce ne sia la reale necessità&#8221; ha ricordato il Patrizio Gonnella, citando la Ministra della Giustizia Cartabia. Al 31 dicembre 2021 ben 19.478 detenuti (poco meno del 40% del totale dei reclusi), dovevano scontare una pena residua pari o inferiore a 3 anni. Una gran parte di loro potrebbe usufruire di misure alternative. Un aumento di queste ultime permetterebbe di porre rimedio anche al cronico sovraffollamento delle carceri italiane. Il tasso di affollamento è attualmente del 107%, contando i posti ufficiali conteggiati dal ministero. Tuttavia, se si considerano i posti realmente disponibili, a fronte di reparti e sezioni chiuse o celle inagibili, il tasso supera il 115%. Un dato su cui pesano sempre meno gli stranieri che al 31 marzo 2022 sono il 31,3% sul totale della popolazione detenuta, con un calo del 5,8% rispetto al 2011. Il loro tasso di detenzione (calcolato nel rapporto tra popolazione straniera residente in Italia e stranieri presenti nelle carceri) ha visto una decisiva diminuzione, passando dallo 0,71% del 2008allo 0,33% del 2021.&nbsp;</p>



<p>&#8220;A dicembre 2021 &#8211; ha ricordato il presidente di Antigone &#8211; la Commissione per l&#8217;innovazione del sistema penitenziario nominata dalla Ministra Cartabia e presieduta dal prof. Marco Ruotolo, ha elaborato e consegnato un documento con tutta una serie di riforme che si potrebbero fare in maniera piuttosto rapida. Inoltre la recente nomina di Carlo Renoldi alla guida del Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria apre una prospettiva importante da questo punto di vista. Ci auguriamo che si sappia cogliere quest&#8217;occasione e si portino avanti tutte le riforme di cui il carcere italiano ha urgente bisogno&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Nella cartella stampa,&nbsp;<a href="https://www.antigone.it/upload2/uploads/docs/CartellastampaXVIIIRapporto.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">a questo link</a>, tutti i dati presenti nel rapporto e le proposte di riforma avanzate da Antigone.&nbsp;</p>



<p><a href="https://www.rapportoantigone.it/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione/?utm_source=rss&utm_medium=rss">A questo link</a>, invece, il rapporto completo.</p>
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		<title>Prendiamoci la libertà. Una guida per chi sta per uscire dal carcere</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 07:35:03 +0000</pubDate>
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<h2></h2>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.antigone.it/images/articoli/prendiamoci_la_libert%C3%A0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="prendiamoci la libertà"/></figure>



<p>&#8220;Prendiamoci la Libertà. Cosa fare quando si esce dal carcere&#8221; è una mini guida che Antigone, grazie al supporto dell&#8217;Ambasciata degli Stati Uniti d&#8217;America a Roma, ha realizzato per i detenuti e le detenute che sono prossimi a fare il loro ritorno in libertà.</p>



<p>Il momento del fine pena rappresenta per molti ex detenuti una fase di disorientamento e questa piccola guida si pone l&#8217;intento di fornire informazioni semplici e di aiuto immediato.</p>



<p>La guida si occupa anche di problemi burocratici legati al mondo del lavoro, al sussidio in caso di disoccupazione e agli eventuali strascichi che una detenzione si porta con sé. Due sezioni sono dedicate alle questioni aperte con carcere e giustizia, dalle spese di mantenimento alla richiesta, nella maggior parte dei casi trascorsi tre anni dalla fine della pena, della riabilitazione penale. Inoltre vi sono contenute informazioni utili per ottenere documenti di identità, certificati anagrafici e anche per trovare un medico di famiglia&#8221;.<br>Infine, soprattutto per quanto riguarda la città di Roma, sono riportati degli indirizzi utili in caso di necessità primarie, come un pasto caldo, un posto per dormire o un centro che possa affrontare il problema della dipendenza da sostanze.</p>



<p><a href="https://www.antigone.it/upload2/uploads/docs/Prendiamocilalibertaguida.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>LEGGI E SCARICA LA GUIDA</strong></a></p>
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		<title>Carceri italiane e diritti umani</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2020 09:14:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco, per voi, il webinar con Patrizio GONNELLA, presidente Antigone Onlus, sulla situazione delle carceri italiane e&#8230;una notizia fresca fresca. Associazione Per i Diritti umani organizza questi incontri virtuali per divulgare la cultura dei&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="500" height="384" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/cccccccccccccccccccccccccccccccccccccccc.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14232" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/cccccccccccccccccccccccccccccccccccccccc.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/cccccccccccccccccccccccccccccccccccccccc-300x230.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure></div>



<p>Ecco, per voi, il webinar con <strong>Patrizio GONNELLA</strong>, presidente Antigone Onlus, sulla situazione delle <strong>carceri </strong>italiane e&#8230;una notizia fresca fresca.</p>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>organizza questi incontri virtuali per divulgare la cultura dei diritti umani, per monitorarli, per fare istanze che migliorino la <strong>qualità della vita di tutte e di tutti</strong>, a scopo di studio e informativo, per sensibilizzare&#8230;Seguiteci!</p>



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<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="In lockdown: fuori e dentro il carcere" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/H6urz2m8jM8?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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<p></p>
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		<title>Coronavirus/Carceri. Antigone: &#8220;dopo decreto governo che apre a nostre proposte ci appelliamo a direttori e magistrati perché le attuino da oggi e in modo ampio&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2020 08:19:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C Coronavirus, esplodono le carceri: rivolta a San Vittore, Regina Coeli e Modena. Evasione di massa a Foggia Protesta contro le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria: a Modena 6 detenuti sono morti dopo la rivolta&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="800" height="531" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/Carcere_italiano_chiave.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13698" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/Carcere_italiano_chiave.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/Carcere_italiano_chiave-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/Carcere_italiano_chiave-768x510.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure></div>



<h2><a href="https://www.antigone.it/news/antigone-news/3281-coronavirus-carceri-antigone-dopo-decreto-governo-che-apre-a-nostre-proposte-ci-appelliamo-a-direttori-e-magistrati-perche-le-attuino-da-oggi-e-in-modo-ampio?utm_source=rss&utm_medium=rss">C</a></h2>



<ul><li></li></ul>



<h1>Coronavirus, esplodono le carceri: rivolta a San Vittore, Regina Coeli e Modena. Evasione di massa a Foggia</h1>



<h2>Protesta contro le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria: a Modena 6 detenuti sono morti dopo la rivolta nel carcere di Sant’Anna. A Foggia fuggono in 50, interviene anche l’esercito. Bonafede: «Dialogo costante, violenza da condannare»</h2>



<p><a href="javascript:void(0)">di Michelangelo Borrillo</a></p>



<p>(da www.corriere.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss </p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://images2.corriereobjects.it/methode_image/2020/03/09/Interni/Foto%20Interni%20-%20Trattate/7350f59cd2dd64cbc184c3a197e9c9ae[1]-U431301008320562nEG-U31701096457890kBB-656x492@Corriere-Web-Sezioni.jpg?v=20200309204806&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Coronavirus, esplodono le carceri: rivolta a  San Vittore, Regina Coeli e Modena. Evasione di massa a Foggia"/></figure>



<p><br><a href="javascript:void(0);"></a></p>



<p>Fumo anche da Regina Coeli a Roma, dove sono accorsi gli agenti. Ormai dilaga in tutta Italia la rivolta nelle carceri. Da una parte della cancellata i detenuti che protestano. E alcuni che riescono anche ad evadere (come accaduto a Foggia). Dall’altra i parenti dei detenuti accorsi all’esterno del carcere. In mezza Italia, si contano almeno 28 proteste, è partita la rivolta nelle carceri,<a href="https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cronaca/20_marzo_09/coronavirus-emilia-romagna-sei-morti-rivolta-carcere-modena-f2c9dcce-61e5-11ea-82aa-d3821fde97d4.shtml?utm_source=rss&utm_medium=rss">&nbsp;dopo quella di domenica di Modena,</a>&nbsp;con i detenuti che protestano contro le restrizioni dovute all’emergenza coronavirus e la sospensione delle visite:&nbsp;<a href="https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/20_marzo_09/coronavirus-milano-rivolta-carcere-san-vittore-detenuti-tetto-0d721e9a-61ed-11ea-9897-5c6f48cf812d.shtml?utm_source=rss&utm_medium=rss">oggi è accaduto a San Vittore a Milano</a>, e poi a Foggia, a&nbsp;<a href="https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/20_marzo_09/carcere-poggioreale-la-rivolta-danni-milioni-euro-eca0e9ce-61df-11ea-82aa-d3821fde97d4.shtml?utm_source=rss&utm_medium=rss">Napoli</a>, a Frosinone, a Roma e a&nbsp;<a href="https://www.corriere.it/cronache/20_marzo_09/coronavirus-rivolta-carceri-modena-foggia-san-vittore-a7586076-61ef-11ea-9897-5c6f48cf812d.shtml?utm_source=rss&utm_medium=rss">Palermo.</a></p>



<figure><iframe loading="lazy" width="540" height="400" allowfullscreen="true" src="https://video.corriere.it/video-embed/0e1b12c0-61f2-11ea-9897-5c6f48cf812d?playerType=article&amp;autoPlay=false&utm_source=rss&utm_medium=rss"></iframe></figure>



<h5>A Modena sette morti</h5>



<p>A Modena la situazione più grave: sono complessivamente sette i detenuti morti provenienti dal penitenziario modenese, tre a Modena ed altri tre dopo i trasferimenti in altre strutture carcerarie, a Parma, Alessandria e Verona. La procura di Modena ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, al momento contro ignoti. E altri detenuti sono stati portati in ospedale, in prognosi riservata e terapia intensiva, come spiega l’Ausl di Modena in un bollettino. In tutto sono 18 i pazienti trattati, in gran parte per intossicazione. Ferite lievi anche per tre guardie e sette operatori sanitari. A San Vittore, invece, la protesta è scattata verso le 8 del mattino, nel terzo raggio, detto «La Nave», quando alcuni carcerati hanno danneggiato gli ambulatori mentre altri, raggiunto il tetto, hanno iniziato a bruciare oggetti gridando «Libertà». Sul posto gli agenti di polizia in assetto antisommossa&nbsp;<a href="https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/20_marzo_09/coronavirus-pavia-detenuti-saliti-tetti-rientrano-celle-01e9a052-61cf-11ea-9897-5c6f48cf812d.shtml?utm_source=rss&utm_medium=rss">(è rientrata invece la situazione al carcere di Pavia).</a></p>



<ul><li></li></ul>



<p>&#8220;Il nuovo decreto legge del governo per rispondere all&#8217;emergenza coronavirus contiene, nella parte relativa alla gestione degli istituti penitenziari, l&#8217;apertura a delle misure che avevamo sollecitato nei giorni scorsi riguardante l&#8217;aumento della durata delle telefonate e l&#8217;incentivo ad adottare misure alternative e di detenzione domiciliare&#8221;. A dirlo è Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. &#8220;Ci appelliamo dunque &#8211; prosegue Gonnella &#8211; a tutti i direttori delle carceri e a tutti i magistrati di sorveglianza affinché assicurino un contatto telefonico quotidiano dei detenuti con i propri famigliari e affinché più gente possibile, che sta scontando una parte finale della propria pena, possa accedere alle suddette misure alternative alla detenzione. E&#8217; un grande sforzo &#8211; sottolinea il presidente di Antigone &#8211; che va fatto immediatamente, anche per allentare la tensione che sta crescendo negli istituti di pena, oltre che per riconoscere i diritti fondamentali&#8221;.</p>



<p>&#8220;Gli strumenti normativi ci sono &#8211; ricorda Patrizio Gonnella. I direttori hanno come strumento sia il consiglio di disciplina che può proporre come premio l&#8217;accesso alla misura alternativa, sia gruppi di osservazione e trattamento allargato che possano proporre cumulativamente, per tutti i detenuti che hanno le caratteristiche per usufruirne, queste misure&#8221;.&nbsp;</p>



<p>&#8220;Ci rivolgiamo ancora poi a tutti i magistrati di sorveglianza, anche attraverso le loro rappresentanze, affinché capiscano la situazione drammatica di questo momento e facciano uno sforzo nella concessione di misure di questo genere. Evitiamo che le carceri diventino luoghi di tensione e di sofferenza estrema, facciamolo nel nome dei diritti dei detenuti, dei loro parenti, ma anche del personale penitenziario&#8221; conclude Gonnella.</p>
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		<title>NO CPR. Le verità che non dovete sapere</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jan 2020 07:57:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Continua l&#8217;importante campagna &#8220;NO CPR&#8221; e la seguiamo con voi. LE VERITÀ CHE NON DOVETE SAPERE: 1◾️ L&#8217;ISOLAMENTO TOTALE Giorni fa, prendendo spunto da una videointervista di una attivista di&#160;LasciateCIEntrare, abbiamo elencato alcune delle verità&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p> Continua l&#8217;importante campagna &#8220;NO CPR&#8221; e  la seguiamo con voi. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="960" height="960" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/42996866_360590267845819_8072384126524588032_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13569" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/42996866_360590267845819_8072384126524588032_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/42996866_360590267845819_8072384126524588032_o-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/42996866_360590267845819_8072384126524588032_o-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/42996866_360590267845819_8072384126524588032_o-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/42996866_360590267845819_8072384126524588032_o-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/42996866_360590267845819_8072384126524588032_o-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></div>



<p></p>



<p>LE VERITÀ CHE NON DOVETE SAPERE: 1<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/25fe.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="◾" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> L&#8217;ISOLAMENTO TOTALE</p>



<p>Giorni fa, prendendo spunto da una videointervista di una attivista di&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/LasciateCIEntrare/?__tn__=K-R&amp;eid=ARC_fCD_sqXb3-S-qTFS2w4w4d7v3A_yEnbxmMP8N_FVA2tKl35QL-Ut7R-99pDWH8KXor8qaIAiTmcB&amp;fref=mentions&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARCf-BcYukShgHHm5aty9CWHLDltL14BMpJO9XD6SugdgnwmkehXiO6QtUE2QURsJkDJnAsjYzIKSsp7Ct4naAwqM6sT2H3ulj078HB5EloE6Apoh2IFwck3AAde7RaNRMGeAU9EsgOvZSmDxsjIn5TxIU0Vnw6DGCKvAAoIR6WheGb_ccKhHuQIsbDpcVeUya14NEDh5xuPHVYkOq-npfYemRNAY6KFCFHs5ylJRX6pCWu-fgEBumZkR_93oAz4rbxjh9HI8wv_zAkUepVIlxYzJyofIrBbsqXJlhE6v2UsjKu6feClwvqviHUirNG7k6kAf1urqYGTRGVRNXj3jLY&utm_source=rss&utm_medium=rss">LasciateCIEntrare</a>, abbiamo elencato alcune delle verità sui Centri di Permanenza per il Rimpatrio che emergevano da quel racconto.<br>Qui trovate elenco e link all&#8217;intervista&nbsp;<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f449.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fbit.ly%2F30K4BeB%3Ffbclid%3DIwAR2tU3hRrNXtP8rzp4HBidulkdy_qqfdPgshHYBkYWKl81k5tEFL7h2h2PE&amp;h=AT1sggIdkd1krQ3ltVP2JWbpYZu2xDI9AgUtJbzP-nfxqIn4N37Rd1ZN5gQ-jVw840m5aAvmZYPW0y9TqDP66CaSYJVS7Vwvy-o5aqksIlk1kpaSFObBY3tASk3FSWaRm3dz-PNwsW5c__q35OsHL87S99KFDDwjuLyFce-pcsj34I8GcdhiyDfYN91mvDiDXsM4XvBTpGpDQCjFf_742MWBwj6fdOfW0nWL8VdY6kK-t85C_UYGwhLeExqHrlRQxFpvOWjMptJutmeOraV2EGdXp8FcvYqIsL9RRv3RGINM8sMz8P4YiFgJBFqsDp0i8T3BdC2ZlVLueG3yyV-CT26oXEP95HVgNQyEblMlrEOhw9qn81JNNBEDB4966127kRB98snL7X_NdZlSbCoSiZBnFVdRS_SdRD2QLcz6iaV-Fne9LcI0_JutoNnYFvjxFvo_qmzGa83gNb3J8Fui3nDUth8NSbRQnZzIVoFzp4VDNCoXDDTfJxN3N7HQnIG-EKy06Uvo5iSezne_VSeJIXTUkCWBF_RzNel-WSrFmyH3UhpSCOrhn9Qv64WFuuPd8-IU386XmESEObHQxnJfGWEPwzZQGOlpiphj34hfvb3jF-ytgNljucYmF09mi-7i_g&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://bit.ly/30K4BeB?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Dai positivi riscontri ricevuti e dalle domande di approfondimento abbiamo dovuto constatare che si tratta di cose ancora troppo poco conosciute.</p>



<p>Qui &#8220;le verità&#8221; sulla gestione dei CPR, che mira all&#8217;isolamento totale delle persone detenute annullandone ogni contatto con l&#8217; esterno.</p>



<p>LE VERITÀ CHE NON DOVETE SAPERE: 2.2<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/25fe.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="◾" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> NESSUNA ASSISTENZA SANITARIA (seconda parte)</p>



<p> Qui il link alla videointervista da cui prendono spunto.<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f449.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><a rel="noreferrer noopener" href="https://bit.ly/30K4BeB?fbclid=IwAR2yu4Y67TodHQ20GI2TOvOBOjcTJB3DIZXv2cl_aRQZmL2dElBWy93dzzY&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://bit.ly/30K4BeB?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Condividerle può contribuire ad accrescere la conoscenza del pericolo incombente anche sulla nostra città, quale sede di un CPR.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="990" height="824" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/82608710_633673140537529_6838698540760301568_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13571" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/82608710_633673140537529_6838698540760301568_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 990w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/82608710_633673140537529_6838698540760301568_o-300x250.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/82608710_633673140537529_6838698540760301568_o-768x639.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 990px) 100vw, 990px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="858" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/82840864_633674020537441_2867597789200646144_o-1024x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13572" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/82840864_633674020537441_2867597789200646144_o-1024x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/82840864_633674020537441_2867597789200646144_o-300x251.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/82840864_633674020537441_2867597789200646144_o-768x644.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/82840864_633674020537441_2867597789200646144_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1880w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="858" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83009250_635244030380440_5256842023851261952_o-1024x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13573" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83009250_635244030380440_5256842023851261952_o-1024x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83009250_635244030380440_5256842023851261952_o-300x251.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83009250_635244030380440_5256842023851261952_o-768x644.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83009250_635244030380440_5256842023851261952_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1880w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="976" height="823" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83175950_633674083870768_7507484073267298304_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13574" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83175950_633674083870768_7507484073267298304_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 976w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83175950_633674083870768_7507484073267298304_o-300x253.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83175950_633674083870768_7507484073267298304_o-768x648.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 976px) 100vw, 976px" /></figure>



<p><br></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="960" height="804" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83251705_633673933870783_6890528668490137600_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13575" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83251705_633673933870783_6890528668490137600_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83251705_633673933870783_6890528668490137600_o-300x251.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83251705_633673933870783_6890528668490137600_o-768x643.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="858" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83418546_635244123713764_4226135402789994496_o-1024x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13576" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83418546_635244123713764_4226135402789994496_o-1024x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83418546_635244123713764_4226135402789994496_o-300x251.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83418546_635244123713764_4226135402789994496_o-768x644.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83418546_635244123713764_4226135402789994496_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1880w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="858" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83885533_635244087047101_798853136688087040_o-1024x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13577" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83885533_635244087047101_798853136688087040_o-1024x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83885533_635244087047101_798853136688087040_o-300x251.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83885533_635244087047101_798853136688087040_o-768x644.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83885533_635244087047101_798853136688087040_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1880w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="858" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83926984_633673253870851_3044406276923588608_o-1024x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13578" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83926984_633673253870851_3044406276923588608_o-1024x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83926984_633673253870851_3044406276923588608_o-300x251.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83926984_633673253870851_3044406276923588608_o-768x644.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/83926984_633673253870851_3044406276923588608_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1880w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p><a href="https://www.facebook.com/NoaiCPR/photos/pcb.633674113870765/633673047204205/?type=3&amp;__tn__=HH-R&amp;eid=ARAQQpDfeUaCnlSpTuGLgB5opn4QVIA_rqTWTiY6-x2CBeZEIozjha2DzskadPBPI59i6JkflZufYlNV&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARCf-BcYukShgHHm5aty9CWHLDltL14BMpJO9XD6SugdgnwmkehXiO6QtUE2QURsJkDJnAsjYzIKSsp7Ct4naAwqM6sT2H3ulj078HB5EloE6Apoh2IFwck3AAde7RaNRMGeAU9EsgOvZSmDxsjIn5TxIU0Vnw6DGCKvAAoIR6WheGb_ccKhHuQIsbDpcVeUya14NEDh5xuPHVYkOq-npfYemRNAY6KFCFHs5ylJRX6pCWu-fgEBumZkR_93oAz4rbxjh9HI8wv_zAkUepVIlxYzJyofIrBbsqXJlhE6v2UsjKu6feClwvqviHUirNG7k6kAf1urqYGTRGVRNXj3jLY&utm_source=rss&utm_medium=rss"></a><a href="https://www.facebook.com/NoaiCPR/photos/pcb.633674113870765/633673133870863/?type=3&amp;__tn__=HH-R&amp;eid=ARATJK09UY_NkxAnjnuVvQCe-VAlF63qjR8QKPXPxH6xZVouu3n21lY5DQ2RlcsrN8rtxL_M2xEPMCb9&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARCf-BcYukShgHHm5aty9CWHLDltL14BMpJO9XD6SugdgnwmkehXiO6QtUE2QURsJkDJnAsjYzIKSsp7Ct4naAwqM6sT2H3ulj078HB5EloE6Apoh2IFwck3AAde7RaNRMGeAU9EsgOvZSmDxsjIn5TxIU0Vnw6DGCKvAAoIR6WheGb_ccKhHuQIsbDpcVeUya14NEDh5xuPHVYkOq-npfYemRNAY6KFCFHs5ylJRX6pCWu-fgEBumZkR_93oAz4rbxjh9HI8wv_zAkUepVIlxYzJyofIrBbsqXJlhE6v2UsjKu6feClwvqviHUirNG7k6kAf1urqYGTRGVRNXj3jLY&utm_source=rss&utm_medium=rss"></a><a href="https://www.facebook.com/NoaiCPR/photos/pcb.633674113870765/633673250537518/?type=3&amp;__tn__=HH-R&amp;eid=ARCx7FEsb-Tvp3JBtRXKw1i7yrgaAZWUlOFhQmpbsJi54di_N2zylcfPdNrzz2iy5OBZpuEMWLHYvGDp&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARCf-BcYukShgHHm5aty9CWHLDltL14BMpJO9XD6SugdgnwmkehXiO6QtUE2QURsJkDJnAsjYzIKSsp7Ct4naAwqM6sT2H3ulj078HB5EloE6Apoh2IFwck3AAde7RaNRMGeAU9EsgOvZSmDxsjIn5TxIU0Vnw6DGCKvAAoIR6WheGb_ccKhHuQIsbDpcVeUya14NEDh5xuPHVYkOq-npfYemRNAY6KFCFHs5ylJRX6pCWu-fgEBumZkR_93oAz4rbxjh9HI8wv_zAkUepVIlxYzJyofIrBbsqXJlhE6v2UsjKu6feClwvqviHUirNG7k6kAf1urqYGTRGVRNXj3jLY&utm_source=rss&utm_medium=rss"></a><a href="https://www.facebook.com/NoaiCPR/photos/pcb.633674113870765/633673930537450/?type=3&amp;__tn__=HH-R&amp;eid=ARDV6tsg87M-IUtMMmbUs_kT9aHWYA8PA4bvXvzpvoVhujp2o-U7JyLecX4TAVM27yKgTbOvFHVarSi6&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARCf-BcYukShgHHm5aty9CWHLDltL14BMpJO9XD6SugdgnwmkehXiO6QtUE2QURsJkDJnAsjYzIKSsp7Ct4naAwqM6sT2H3ulj078HB5EloE6Apoh2IFwck3AAde7RaNRMGeAU9EsgOvZSmDxsjIn5TxIU0Vnw6DGCKvAAoIR6WheGb_ccKhHuQIsbDpcVeUya14NEDh5xuPHVYkOq-npfYemRNAY6KFCFHs5ylJRX6pCWu-fgEBumZkR_93oAz4rbxjh9HI8wv_zAkUepVIlxYzJyofIrBbsqXJlhE6v2UsjKu6feClwvqviHUirNG7k6kAf1urqYGTRGVRNXj3jLY&utm_source=rss&utm_medium=rss"></a></p>
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		<title>Ass. Antigone: xv rapporto sulle condizioni di detenzione</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Dec 2019 07:37:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Editoriale di Patrizio Gonnella Nessuno deve marcire in galera Non c’è parola più polisemica di pena. Una parola che, nonostante i suoi tanti significati, non rimanda a nulla che ispiri fiducia o buoni sentimenti.&#46;&#46;&#46;</p>
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<h4></h4>



<p></p>



<p>Editoriale di Patrizio Gonnella</p>



<h4>Nessuno deve marcire in galera</h4>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="671" height="730" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/italia.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13337" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/italia.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 671w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/italia-276x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 276w" sizes="(max-width: 671px) 100vw, 671px" /></figure></div>



<p>Non c’è parola più polisemica di pena. Una parola che, nonostante i suoi tanti significati, non rimanda a nulla che ispiri fiducia o buoni sentimenti. Il carcere è una pena, non c’è dubbio che sia una pena. È, purtroppo, la pena per eccellenza. Nel nostro sistema, nonostante le illusioni normative di studiosi e giuristi, è proprio al carcere come pena che vengono affidate le sorti incerte di una società in crisi di valori e identità.</p>



<p>Il carcere è considerato da buona parte dei decisori politici come l’unica punizione ‘vera’. Tutto il resto è ritenuto un&nbsp;<em>escamotage&nbsp;</em>per evitare la pena della prigione.</p>



<p>Il primo significato di pena è per l’appunto punizione, castigo. Ed è questo che l’opinione pubblica prevalente chiede al carcere, ossia che esso non sia altro che una punizione, un castigo che produca afflizione. Al carcere dunque la società affida la propria sicurezza. Chi sbaglia paga, si dice. Nella retorica della ‘certezza della pena’ c’è la regressione esplicita al passato pre-moderno, a un’idea di punizione esemplare come vendetta pubblica e non più privata. Il dolore che il reo subirà a causa della punizione si pretende che si trasformi in qualcosa di catartico per la società intera, sperando, in modo fideistico e quasi magico, che essa diventi a seguire più sicura, più coesa.</p>



<p>La parola pena è anche sinonimo di sofferenza, dolore, patimento, sganciati da qualsiasi colpa. Il carcere è una pena che deve produrre pena. Che pena è mai una pena dove addirittura una persona sorride, gioca, esce all’aria aperta, incontra i figli, studia, fa teatro, va a scuola fuori dalle mura, lavora e viene pure pagato? Che pena è se addirittura un carcerato può incontrare la moglie, il marito, la fidanzata, il fidanzato, l’amica, l’amico al riparo da sguardi esterni? La pena deve essere afflizione, deve far male al fisico e alla psiche.</p>



<p>Pena significa anche compassione. È questo il sentimento che i prigionieri provocano. Ma la compassione, seppur sana e umana, non produce mai trasformazione sociale.</p>



<p>Infine pena significa ansia, preoccupazione, fatica. La pena del carcere è una grande fatica per chi la vive. Ed è anche grande fatica per chi ci lavora, mettendoci passione e impegno.</p>



<p>Negli ultimi tempi forte è riemersa la tentazione di tornare a un primitivo significato di pena, tagliando alla radice ogni illusione riformatrice o progressista. Nonostante l’impegno e le parole di gran parte degli operatori del diritto, nonostante il lavoro quotidiano umanocentrico e garantista di una moltitudine di poliziotti, educatori, assistenti sociali direttori, magistrati, avvocati, esperti, studiosi, nonostante il susseguirsi di sentenze delle Corti che hanno posto limiti all’esercizio illimitato del potere di punire, nonostante i discorsi alti e densi provenienti da autorità morali indiscusse, enorme è il rischio di un declino che porti ad affermare che l’articolo 27 della Costituzione sia un orpello formale di cui liberarsi.</p>



<p>E’ invece proprio dall’articolo 27 della Costituzione che Antigone vuole ripartire, dal suo affidarsi a tre concetti fondamentali: 1) la non coincidenza della pena con il carcere; 2) il &nbsp;divieto assoluto di inflizione di pene disumane e degradanti; 3) la costruzione di una pena che abbia un senso di inclusione sociale.</p>



<p>Sul finire del 2018 è stata approvata una riforma, più che dimezzata rispetto alle attese, dell’ordinamento penitenziario. Tra i principi scritti nel nuovo articolo 1 della legge penitenziaria sono stati ribaditi quelli di ‘responsabilità’, ‘integrazione’, ‘autonomia’, ‘socializzazione’. Belle parole, importanti, ma opposte a chi le violenta usando espressioni come ‘…deve marcire in galera’. Una norma la conoscono in pochi, di solito quelli che la devono applicare. Un&nbsp;<em>tweet</em>&nbsp;o un post lo leggono finanche milioni di persone. È in questa lotta impari tra un’idea costituzionale e legale di pena e una proposta politica diretta alle masse moralmente violenta nonché palesemente incostituzionale che si inserisce il rapporto di Antigone del 2019.</p>



<p>Mettiamo le nostre elaborazioni, le nostre osservazioni, le nostre immagini, le nostre riflessioni, i nostri corpi e le nostre analisi al servizio della nostra Costituzione e dell’intuizione democratica e progressista dei nostri costituenti, i quali avevano conosciuto in prima persona la disumanità e la sofferenza prodotta dalla pena del carcere.</p>



<p>Il nostro è un racconto di parte. Siamo infatti dalla parte della Costituzione.</p>



<p>Questo Rapporto non potrebbe esistere senza l’<a href="https://www.antigone.it/osservatorio_detenzione/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Osservatorio sulle condizioni di detenzione di Antigone</a>, che dal 1998 entra nelle oltre duecento carceri italiane ed è strumento di conoscenza per chiunque si avvicini alla realtà penitenziaria: media, studenti, esperti, forze politiche.<br>Ringraziamo dunque l’impegno volontario di tutti i nostri Osservatori:<br>Francesco Alessandria, Perla Arianna Allegri, Rosalba Altopiedi, Andrea Andreoli, Sofia Antonelli, Carolina Antonucci, Pino Apprendi, Alessandra Ballerini, Mario Barone, Hassan Bassi, Sara Bauli, Sergio Besi, Paola Bevere, Giulia Boldi, Martina Bondone, Maria Giovanna Bonu, Lucia Borghi, Federica Brioschi, Sara Brunori, Antonella Calcaterra, Valentina Calderone, Monica Callegher, Francesca Cancellaro, Carolina Canziani, Daniela Carboni, Manuela Cardone, Carlotta Cherchi, Filomena Chiarelli, Brunella Chiarello, Laura Crescentini, Alberto Cusumano, Francesca Darpetti, Emanuela De Amicis, Giada De Bonis, Elia De Caro, Elisa De Nardo, Sarah D’Errico, Alessio Di Marco, Valentina Diamante Tosti, Giulia Fabini, Francesca Fanti, Gian Mario Fazzini, Mauro Foglia, Alice Franchina, Alfiero Gennaretti, Mariachiara Gentile, Patrizio Gonnella, Federica Graziani, Giovanni Jocteau, Antonella Licheri, Corallina Lopez Curzi, Jessica Lorenzon, Barbara Mancino, Susanna Marietti, Simona Materia, Michele Miravalle, Giuseppe Mosconi, Andrea Oleandri, Paolo Orabona, Sharon Orlandi, Sara Pantoni, Grazia Parisi, Claudio Paterniti Martello, Benedetta Perego, Caterina Peroni, Ilaria Piccinno, Graziano Pintori, Valentina Pizzolitto, Daniele Pulino, Alberto Rizzerio, Luigi Romano, Daniela Ronco, Nicola Rossi, Angelo Salento, Luciana Sammarco, Francesco Santin, Simone Santorso, Alvise Sbraccia, Vincenzo Scalia, Alessio Scandurra, Maria Pia Scarciglia, Daniele Scarscelli, Cristina Sodi, Michele Spallino, Luca Sterchele, Lorenzo Tardella, Flavia Trabalzini, Valeria Verdolini, Ilaria Verratti, Francesca Vianello, Francesco Volpi.</p>



<p>Dal 1998 il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ci autorizza a visitare gli istituti di pena. Fu Alessandro Margara a darci la prima autorizzazione e lo ricordiamo con immenso affetto e gratitudine. Ringraziamo il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Francesco Basentini, e Gemma Tuccillo, capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, per averci consentito di svolgere in piena trasparenza il nostro lavoro di osservazione.</p>



<p></p>



<p>Per consultare lo studio:  <br><a href="https://www.antigone.it/quindicesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione/editoriale/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.antigone.it/quindicesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione/editoriale/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> </p>
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		<title>Antigone onlus presenta il rapporto di metà anno: numeri e criticità delle carceri italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2019 08:26:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato il rapporto di metà anno: numeri e criticità delle carceri italiane da www.antigone.it Lo sorso 25 luglio è stato presentato un rapporto attraverso il quale abbiamo voluto fotografare il sistema penitenziario italiano in&#46;&#46;&#46;</p>
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<h2><a href="https://www.antigone.it/news/antigone-news/3238-numeri-e-criticita-delle-carceri-italiane-nell-estate-2019?utm_source=rss&utm_medium=rss">Presentato il rapporto di metà anno: numeri e criticità delle carceri italiane</a></h2>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="594" height="350" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/carceri-italiane.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12805" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/carceri-italiane.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 594w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/carceri-italiane-300x177.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 594px) 100vw, 594px" /></figure>



<p>da <a href="http://www.antigone.it?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.antigone.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Lo sorso 25 luglio è stato presentato un rapporto attraverso il quale abbiamo voluto fotografare il sistema penitenziario italiano in questi primi mesi del 2019. Ciò che emerge è il perdurare dello stato di sovraffollamento. Al 30 giugno 2019 i detenuti ristretti nelle 190 carceri italiane erano 60.522. Negli ultimi sei mesi sono cresciuti di 867 unità e di 1.763 nell’ ultimo anno. Il tasso di sovraffollamento è pari al 119,8%, ossia il più alto nell’area dell’Unione Europea, seguito da quello in Ungheria e Francia. Il Ministero della Giustizia precisa che i posti disponibili nelle carceri italiane sono 50.496, un dato che non tiene conto delle sezioni chiuse. Ce ne sono ad Alba, a Nuoro, a Fossombrone e in tantissimi altri istituti. Il carcere di Camerino è vuoto dal terremoto del 2016 ma tutti i posti virtualmente disponibili sono conteggiati. Secondo il Garante nazionale delle persone private della libertà alla capienza attuale del sistema penitenziario italiano vanno dunque sottratti almeno 3.000 posti non agibili. A Como, Brescia, Larino, Taranto siamo intorno a un tasso di affollamento del 200%, ossia vivono due detenuti dove c’è posto per uno solo. Nel 30% degli istituti visitati dalla nostra associazione in questi primi mesi dell&#8217;anno sono state riscontrate celle dove non era rispettato il parametro minimo dei 3 mq. per detenuto, al di sotto del quale si configura per la giurisprudenza europea il trattamento inumano e degradante.</p>



<p>Questo aumento del sovraffollamento, al di là dei luoghi comuni agitati da alcune parti politiche, non è dovuto ad un aumento della criminalità, in particolare quella straniera. Infatti, da una parte, il numero di reati è in costante calo e anche gli ingressi in carcere sono in conseguente diminuzione. Il numero più alto di detenuti si spiega con l&#8217;aumento delle durata delle pene, frutto anche delle politiche legislative degli ultimi anni. Gli stranieri in carcere poi, negli ultimi 10 anni, sono diminuiti del 3,68%. Se nel 2003 ogni 100 stranieri residenti regolarmente in Italia l’1,16% degli stessi finiva in carcere, oggi la percentuale è scesa allo 0,36%.</p>



<p>Dalla nostra osservazione si evidenzia come la vita in carcere stia peggiorando. Questa è fatta di momenti di socialità, di occasioni di dialogo e di crescita culturale, di rapporti con i familiari e con l’esterno. Nonostante questo nel 30% delle carceri visitate non risultano spazi verdi dove incontrare i propri cari e i propri figli. Solo nell’1,8% delle carceri vi sono lavorazioni alle dipendenze di soggetti privati. Nel 65,6% delle carceri non è possibile avere contatti con i familiari via skype, nonostante la stessa amministrazione e la legge lo prevedano. Nell’81,3% delle carceri non è mai possibile collegarsi a internet. Inoltre alcune recenti circolari hanno previsto dei cambiamenti in peggio poco giustificabili soprattutto nella stagione estiva, quale ad esempio l’obbligo di tenere spenta la televisione dopo la mezzanotte. Non permettere ai detenuti di guardare la tv quando fa caldo, si fatica a prendere sonno e durante il giorno si è sempre stati nella cella a oziare significa contribuire a innervosire il clima generale. In alcuni istituti penitenziari inoltre stanno chiudendo i corsi scolastici e per molti detenuti non sarà possibile frequentarne dal prossimo anno scolastico.</p>



<p>Il peggioramento della qualità della vita si ripercuote anche sul numero dei suicidi. Il 2018 fu un anno drammatico e nel 2019, quelli che si sono verificati negli istituti di pena italiani, sono già 27.</p>



<p>La soluzione dinanzi a questa situazione di affollamento &#8211; e a tutto ciò che questa comporta &#8211; non può essere rintracciata nella costruzione di nuovi istituti. Primo perché sarebbe una soluzione a lungo periodo, secondo perché i costi sarebbero elevatissimi e, almeno ad oggi, non sembrano esserci le necessarie coperture finanziarie.&nbsp;Da una analisi di Antigone emerge infatti che, a copertura delle disposizioni dell’art. 7 del Decreto Semplificazione, ci sarebbero circa 20 milioni derivanti dalla legge di Bilancio del 2019 e una quota non specificata di 10 milioni derivanti dal Fondo per l’attuazione della riforma dell’ordinamento penitenziario. Se si considera che il Piano Carceri del 2010 aveva uno stanziamento di circa 460 milioni di euro e che alla fine del 2014 ne sono stati spesi circa 52 per la realizzazione di 4.400 posti, è facile capire come meno di 30 milioni di euro in due anni non sarebbero lontanamente sufficienti. Inoltre nuove carceri significa rafforzare il personale e le opportunità trattamentali senza le quali questi posti in più servirebbero solo a “stoccare” più detenuti. Anche in questo caso dunque bisognerebbe prevedere ingenti risorse aggiuntive al bilancio dell&#8217;amministrazione penitenziaria che, già oggi, è di circa 3 miliardi di euro all&#8217;anno.</p>



<p>Bisognerebbe dunque investire sulle alternative alla detenzione e nel rendere la custodia cautelare un istituto utilizzato solo nei casi dove essa è realmente necessaria. Sotto questo punto di vista la buona notizia è che rispetto allo scorso anno il tasso di persone presenti in carcere in attesa di condanna definitiva è diminuito di quasi due punti, attestandosi al 31,5%. Un dato però ancora lontano dalla media Europa del 21% circa.</p>



<p>Molti altri dati sono riportati nel nostro rapporto di metà anno consultabile&nbsp;<a href="https://www.antigone.it/upload2/uploads/docs/PreRapporto2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">a questo link</a>.</p>
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