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	<title>didattica Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Il giardino delle meraviglie? E&#8217; a Milano, quartiere Corvetto</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2020 08:08:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Associazione Per i Diritti umani ha intervistato Aliou Diop, dell&#8217;associazione Sunugal sul nuovo progetto in atto presso il C.I.Q. &#8211; Centro Internazionale di Quartiere: il Giardino delle meraviglie. Che cos&#8217;è il&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="966" height="640" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/sunu-5-min.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14779" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/sunu-5-min.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 966w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/sunu-5-min-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/sunu-5-min-768x509.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 966px) 100vw, 966px" /></figure>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p><em><strong>Associazione Per i Diritti umani </strong></em>ha intervistato Aliou Diop, dell&#8217;associazione Sunugal sul nuovo progetto in atto presso il C.I.Q. &#8211; Centro Internazionale di Quartiere: il Giardino delle meraviglie.</p>



<p>Che cos&#8217;è il C.I.Q. Centro Internazionale di Quartiere?</p>



<p>E&#8217; un progetto nato tre anni fa; come associazione Sunugal abbamo lavorato – per 15 anni presso la Fabbrica del vapore a Milano – sui temi che riguardano la Cultura. Abbiamo, poi, saputo di un bando del Comune di Milano, abbiamo partecipato e lo abbiamo vinto. Ci siamo ritrovati uno spazio di circa 1000mq, messo abbastanza male e ci siamo impegnati a sistemarlo.</p>



<p>Grazie a tante realtà lo abbiamo ristrutturato ed è partito come luogo di incontro, di scambio di idee; siamo nel quartiere Corvetto e il nostro obiettivo è quello di creare un luogo che sia un punto di riferimento per le famiglie, per gli abitanti, per gli artisti, per i giovani, per tutti. Le nostre attività vanno dai laboratori per bambini fino alle presentazioni di libri, film, danza, teatro, etc. E&#8217; un luogo aperto alla cittadinanza.</p>



<p>Durante il primo lockdown come vi siete organizzati?</p>



<p>Abbiamo iniziato a fare pulizie perchè, dietro allo spazio, c&#8217;era un&#8217;area, una discarica; durante il lockdow, quindi, abbiamo iniziato a bonificarla e a sistemarla. Più andavamo avanti nel lavoro e più l&#8217;abbiamo arredata, anche con piante ed è diventata un bel giardino.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/ciq_2_mpiACvb-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14780" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/ciq_2_mpiACvb-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/ciq_2_mpiACvb-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/ciq_2_mpiACvb-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/ciq_2_mpiACvb-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/ciq_2_mpiACvb.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Gli abitanti del quartiere vi hanno aiutato?</p>



<p>Prima e dopo il lockdown sì. Durante, tramite corrierei, sono arrivate alcune piante e anche con l&#8217;associazione DARE &#8211; che ha sede qui da noi – continuiamo a sistemare e a organizzare attività: poche settimane fa abbiamo ricevuto il WWF, abbiamo pintato arbusti autoctoni lombardi, un signore ci porta ogni giorno i prodotti del suo orto e ci dà consigli su come coltivare la terra&#8230;</p>



<p>Dopo il lockdown, le famiglie del quartiere con cui collaboriamo sono tornate a fare grigialte, cene. A socializzare.</p>



<p>Cosa vorreste diventasse questo giardino delle meraviglie?</p>



<p>Il giardino vuole essere un ulteriore spazio a disposizione della cittadinanza. E&#8217; vero che lo spazio all&#8217;interno è grande, ci sono varie sale, ma più si va avanti con le attività e più ti rendi conto che a Milano mancano gli spazi e averne uno in più diventa fondamentale.</p>



<p>Il giardino vuole essere un luogo in cui si possono fare iniziative d&#8217;estate, dove i bambini possono giocare, fare i compiti, fare laboratori. Anche l&#8217;orto sarà didattico, sull&#8217;esperienza del giardinaggio.</p>



<p>In che modo state cercando le risorse per organizzare altri progetti interessanti?</p>



<p>Abbiamo lanciato la campagna di raccolta fondi MERAVIGLIAMOCI (<a href="https://www.produzionidalbasso.com/project/meravigliamoc-i-q-coltiviamo-idee-nel-giardino-delle-meraviglie/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.produzionidalbasso.com/project/meravigliamoc-i-q-coltiviamo-idee-nel-giardino-delle-meraviglie/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>) perchè il giardino è vivibile, ma non è ancora finito: ad esempio, bisogna sistemare la parte elettrica, il sistema di irrigazione, bisogna sistemare l&#8217;ingresso.</p>



<p>Se i DPCM ce lo permetteranno, tutte le domeniche siamo nel giardino a lavorare&#8230;Se qualcuno volesse regalarci piante o venire ad aiutarci, ne saremmo contenti.</p>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa. Riciclare per vivere&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jun 2019 07:04:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Veronica Tedeschi Gli esseri umani sono condizionati, periodicamente, da problemi differenti che influiscono sulle abitudini e sulle paure di ognuno. Fino a pochi mesi fa era il terrorismo ad imperversare nei nostri incubi,&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/Cifa-onlus-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12633" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/Cifa-onlus-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/Cifa-onlus-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/Cifa-onlus-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/Cifa-onlus.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1400w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>di Veronica Tedeschi</p>



<p>Gli
esseri umani sono condizionati, periodicamente, da problemi
differenti che influiscono sulle abitudini e sulle paure di ognuno.</p>



<p>Fino
a pochi mesi fa era il terrorismo ad imperversare nei nostri incubi,
tanto che le persone iniziarono quasi ad avere paura di girare sui
mezzi pubblici; oggi questa problematica sembra passata in secondo
piano ma, inutile dirlo, il rischio di attacchi terroristici è
ancora presente. Prima ancora la mucca pazza, poi il terremoto e oggi
il rischio ambientale.</p>



<p>Un
tema sulle bocche di associazioni ambientaliste e di qualche governo
(pochi, a dir la verità) già da diversi anni ma che noi,
sottovalutando il problema, non abbiamo mai voluto affrontare.</p>



<p>Eccoci,
siamo nell’era del rischio ambientale, dello scioglimento dei
ghiacciai e del “non esistono più le mezze stagioni”. In
televisione viene ribadito a più voci che è necessario un impegno
comune per fronteggiare questi cambiamenti climatici. Qualche Stato
si sta muovendo in questo senso e sta adottando misure di
sensibilizzazione ai cittadini per evitare sprechi e inquinamento.</p>



<p>In Africa che succede? Nessun paradosso, molti Stati africani stanno lavorando per difendere l’ambiente, a partire dal Kenya dove la plastica riciclata ha costruito il primo dhow, una piccola imbarcazione tradizionale a vela araba triangolare, fatta interamente di plastica riciclata. Unitamente alla plastica, la struttura del dhow è costituita da 30 mila infradito raccolte lungo le strade di Nairobi e Malindi. Assemblate con tavole colorate gialle, rosse e blu questo piccolo veliero vanta una bellissima struttura colorata e l’importanza di rappresentare una speranza, la prima vera volontà di impegnarsi nel riciclo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="275" height="183" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/dhow.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12634"/></figure></div>



<p>Spostandoci
un po’ più a nord finiamo in Burkina Faso dove ad Ougadougou,
trenta donne trasformano la plastica in oggetti nuovi da vendere e
riutilizzare, provando così a contrastare due grandi problemi: la
tutela dell’ambiente e la povertà, potendo rappresentare questa
iniziativa anche una fonte di reddito.</p>



<p>Infine,
dirigendoci verso l’Etiopia, troviamo un quantitativo di plastica
molto alto che è riuscito addirittura a ricoprire un grande lago
vulcanico che rappresentava la casa di ippopotami e pesci, ad oggi
costretti a nuotare tra le bottiglie. Per provare a contrastare
questo problema qualche associazione sta muovendo le prime proposte,
come Cifa Onlus che ha proposto il progetto “Cento per cento
platica”.</p>



<p>Un
progetto importante, nato ad Hawassa, una città a sud della
capitale, che ha come obiettivo avviare la raccolta differenziata
della plastica. In questo modo le famiglie del luogo sono diventate
dei veri e propri collezionisti di bottiglie usate.  Tale progetto è
stato appoggiato da scuole e Università che, anche attraverso
laboratori didattici, hanno sensibilizzato sul tema, mettendo in
scena spettacoli sulla plastica e coinvolgendo circa 4000 bambini.</p>



<p>“<em>Dall&#8217;Africa
c&#8217;è sempre qualcosa di nuovo” &#8211;</em>&nbsp;
Plinio il Vecchio</p>
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		<title>Scuola senza barriere: la soluzione “made in Pakistan” per i sordi</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Aug 2018 12:14:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Laura Notaro Insegnare ai sordi usando la tecnologia: l’iniziativa “technology based” lanciata e sviluppata dalla ong pakistana FESF, vince il prestigioso premio WISE della Qatar Foundation L’istruzione di qualità, accessibile ai più svantaggiati&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: x-large;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_02.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11105" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_02.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4943" height="3249" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_02.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4943w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_02-300x197.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_02-768x505.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_02-1024x673.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4943px) 100vw, 4943px" /></a></b></span></span></p>
<p>di Laura Notaro</p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><i><b>Insegnare ai sordi usando la tecnologia: l’iniziativa “technology based” lanciata e sviluppata dalla ong pakistana FESF, vince il prestigioso premio WISE della Qatar Foundation</b></i></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">L’istruzione di qualità, accessibile ai più svantaggiati (tra cui le bambine), nelle aree a più basso reddito e in particolare a chi ha “bisogni speciali” (come i sordi), è al centro dell’impegno di diverse ONG in Pakistan. Organizzazioni pakistane, nate dall’impegno di uomini e donne di questo “complesso e difficile” Paese, che hanno deciso di impegnarsi per trovare una soluzione, laddove lo Stato da solo non ce la fa (o non sa come intervenire). Partendo dagli ultimi.</p>
<p align="JUSTIFY">Una di queste ONG pakistane si chiama “Family Educational Services Foundation” (FESF), e da anni ha lanciato un programma educativo rivolto proprio ai bambini non udenti delle aree più povere del Paese, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’istruzione.</p>
<p align="JUSTIFY">Un programma che oggi (2018) viene premiato a livello internazionale, con il premio World Innovation Summit for Education (WISE), promosso dalla Qatar Foundation (QF). Ogni anno, con il premio WISE, QF riconosce e promuove sei tra i progetti più innovativi che a livello mondiale affrontano le sfide globali dell’istruzione.</p>
<p align="JUSTIFY">Il programma, “tech-based”, lanciato da FESF permette a tutte le scuole e alle comunità che lavorano con bambini sordi di usufruire gratuitamente di strumenti e materiali didattici &#8211; interamente digitalizzati &#8211; appositamente creati nella Lingua Pakistana dei Segni (Pakistan Sign Language &#8211; PSL). Questa enorme risorsa didattica include il primo dizionario in assoluto in PSL, di 5.000 lemmi, insieme a numerosi tutorial e supporti didattici per l’alfabetizzazione rivolti a docenti e alunni. Questa enorme risorsa è infatti disponibile in diversi formati e device, come la APP scaricabile (un ottimo modo anche per gli udenti, e anche italiani, di imparare ben tre lingue: inglese, urdu e PSL!), la piattaforma on line e anche quelli offline come i DVD &#8211; che in assenza di connessione hanno oggi ancora un ruolo importante. (per scoprire di più <a href="http://psl.org.pk/?utm_source=rss&utm_medium=rss">visita il sito PSL</a>)</p>
<p align="JUSTIFY">Richard Geary, Founder e CEO del “Deaf Reach Program”, spiega perché sia così urgente questo tipo di programma e di intervento: “Per i bambini sordi del Pakistan, una minoranza silenziosa e trascurata, le risorse didattiche nella lingua dei segni PSL, ideate e realizzate su misura per i loro bisogni di apprendimento, sono di cruciale importanza per il loro sviluppo<span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;">.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">Meno del 5% dei bambini sordi in Pakistan frequenta una scuola e impara a leggere e scrivere, e la percentuale diminuisce ancora di più tra le bambine sorde. Molti sono socialmente marginalizzati, e non sviluppano capacità sufficienti per poter lavorare, né hanno accesso a formazione professionale per migliorare le proprie condizioni e qualità della vita.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_01.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11106" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_01.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4764" height="3248" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_01.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4764w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_01-300x205.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_01-768x524.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_01-1024x698.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4764px) 100vw, 4764px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">La cerimonia di premiazione si terrà a New York City il 22 settembre. I criteri di attribuzione del premio sono molto rigidi: si basano su solidità, innovazione e impatto del programma, che deve dimostrare di avere una ricaduta in termini di trasformazione del singolo, delle comunità e della società nei rispettivi contesti. Devono inoltre avere una stabilità finanziaria, disporre di un piano di sviluppo prestabilito, essere scalabile e replicabile.</p>
<p align="JUSTIFY">Questi stessi principi caratterizzano anche il lavoro di <span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><b>The Citizens Foundation (TCF)</b></span></span><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;">, </span></span>che a sua volta nel 2010 ha ricevuto lo stesso riconoscimento. Garantire un impatto e un cambiamento positivo della comunità e della società partendo dallo sviluppo delle capacità del singolo, affinché attraverso l’istruzione diventi un “agent of positive change”. Un cambiamento positivo che riguarda tutti, bambini e bambine in primis, e delle loro famiglie e comunità di conseguenza.</p>
<p align="JUSTIFY">Superare le barriere della disabilità, quelle di censo e culturali, portando e garantendo un’istruzione di qualità dove più è necessaria e cruciale: questo l’obiettivo di FESF e di TCF come di molte altre ONG pakistane impegnate da decenni oramai a costruire un cambiamento possibile.</p>
<p align="JUSTIFY">La soluzione “tech-based” made in Pakistan fa di certo scuola per noi in Italia, dove siamo ancora lontani dal vedere integrati e digitalizzati programmi didattici specifici per i sordi nella scuola pubblica.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><b>Link utili</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.fesf.org.pk/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.fesf.org.pk/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span><a href="http://www.deafreach.com/project/psl/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.deafreach.com/project/psl/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span><a href="http://psl.org.pk/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://psl.org.pk/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span><a href="https://www.wise-qatar.org/wise-awards-2018?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.wise-qatar.org/wise-awards-2018?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span><a href="https://www.tcf.org.pk/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.tcf.org.pk/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span><a href="https://italianfriends-tcf.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://italianfriends-tcf.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"></p>
<p></span></span></span><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;">#education</span></span></span> <span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;">#qualityeducation</span></span><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"> #pakistan #WISEawards #deafreachprogram #FESF </span></span></span></p>
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		<title>&#8220;Scritture al sociale&#8221;. Docenti indecenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 09:54:01 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/prof.gif?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9838" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/prof.gif?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="297" height="250" /></a></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Patrizia Angelozzi</p>
<p>Milano, scuola media. Una studentessa di 11 anni malata di cancro tentenna alla richiesta del Professore di musica di suonare uno strumento. <b>Non ha la possibilità di usare in modo normale il braccio destro per una forma di tumore al cervello…<br />
</b>La risposta del docente di fronte alla sua difficoltà: “<i><b>Hai le mestruazioni? Allora sei in età fertile. Se fossi mia figlia ti darei un calcio in c., …</b></i>”. Su tutte le testate nazionali, la storia di questa ragazzina che piangendo esce dall’aula con la necessità di aumentare in modo importante il sostegno psicologico, poiché già seguita da professionisti a causa della patologia che l’ha colpita duramente.<br />
La sentenza del giudice, Anna Maria Zamagni riporta così: <b>“parole volgari ed espressioni di una particolare aggressività nei confronti della ragazza</b>” che nelle sue condizioni di non abilità “andava accolta e non schernita, a prescindere dalle motivazioni riferite al richiamo, mettendo al corrente l’intera classe e obbligandola a spiegazioni per giustificarsi”.</p>
<p>Il Tribunale decide: 2 mesi per abuso dei mezzi di correzione e 5mila euro di risarcimento, di seguito con la sospensione dei 2 mesi per le avvenute scuse da parte del Professore alla studentessa; tuttavia censurato in via disciplinare dalla scuola.</p>
<p>Questo episodio, pieno di superficialità e mancanza di umanità, mette in risalto la figura del docente, troppo spesso non in grado di rivestire un ruolo che implica molti aspetti oltre quello didattico.<br />
In una società della cultura verso l’altro, <b>qui l’altro viene non solo dimenticato, ma calpestato proprio sulle sue fragilità. A dimostrazione che non tutti i docenti sono decenti.</b></p>
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		<title>HERSTORY: Storie di donne della rivoluzione egiziana all&#8217;Università Bicocca di Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 May 2017 07:45:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani è lieta di riproporre: HERSTORY: Storie di donne della rivoluzione egiziana &#160; &#160; Proiezione del documentario del regista libanese Leil Zahra Mortada Letture con PACTA dei Teatri Mercoledì 31/05/2017,&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> è lieta di riproporre:</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><strong>HERSTORY: Storie di donne della rivoluzione egiziana</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/untitled-864-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8410" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/untitled-864-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="720" height="266" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/untitled-864-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/untitled-864-1-300x111.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Proiezione del documentario del regista libanese<br />
Leil Zahra Mortada<br />
Letture con PACTA dei Teatri</p>
<p>Mercoledì 31/05/2017, 15.00</p>
<p>Edificio U12<br />
AUDITORIUM G. MARTINOTTI<br />
via Vizzola, 5 &#8211; Milano</p>
<p>Seguirà discussione con:</p>
<p>la curatrice del progetto <strong>Monica MACCHI</strong> (Peridirittiumani), l’attrice <strong>Annig RAIMONDI</strong> (PACTA dei Teatri),</p>
<p>la voce narrante <strong>Ivana TREVISANI</strong> (autrice di Ferite di Parole), <strong>Carmen LECCARDI</strong> (Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale) e <strong>Tatjana SEKULIć</strong> (Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="http://www.sociologia.unimib.it/DATA/bacheca/file/DIP_SOC_eventi_HERSTORY_31_05_2017_comunicato.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">&#8211; comunicato &#8211;</a></strong></p>
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		<title>DDL sul cyberbullismo: una sfida partita dal 2013</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/08/31/ddl-sul-cyberbullismo-una-sfida-partita-dal-2013/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Aug 2016 09:04:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; L&#8217;Associazione per i Diritti umani ha chiesto alla senatrice PD Elena Ferrara un articolo sulla legge riguardante il cyberbullismo. Eccolo, per voi! Ringraziamo tantissimo Elena Ferrara per questo suo contributo. &#160; di Elena&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/th-76.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6723" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6723" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/th-76.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (76)" width="239" height="155" /></a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;Associazione per i Diritti umani ha chiesto alla senatrice PD Elena Ferrara un articolo sulla legge riguardante il cyberbullismo. Eccolo, per voi! Ringraziamo tantissimo Elena Ferrara per questo suo contributo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Elena Ferrara</p>
<p>La morte di Carolina Picchio, prima vittima acclarata di cyberbullismo, fu un fatto tragico, che scosse tutta la comunità e l’opinione pubblica. Un episodio che spinse il padre Paolo Picchio ad impegnarsi per raccogliere il messaggio lasciato dalla figlia: “le parole fanno più male delle botte”. Proprio Carolina, allora 14enne, nella sua lettera d’addio il 5 gennaio 2013, auspicò che più nessuno potesse subire ciò che aveva coinvolto lei. Il web, d’altronde non ha coscienza. Dobbiamo essere noi, in quanto comunità, a costruirla assieme. Da oltre tre anni, dunque, è partita una sfida che mi ha vista in prima linea, anche in quanto insegnante di musica di Carolina durante l’intero triennio della secondaria di primo grado frequentata ad Oleggio. Non appena eletta in Senato ho portato la tematica all’attenzione della Commissione Diritti Umani ottenendo dal Presidente Luigi Manconi un incarico di referente condiviso con il senatore Mazzoni per un’apposita indagine conoscitiva sul fenomeno del cyberbullismo che in quel momento non era certo percepito come lo è attualmente.</p>
<p>Il disegno di legge</p>
<p>Dal lavoro svolto in Commissione Diritti Umani è nato un disegno di legge a prevenzione e contrasto del cyberbullismo, di cui sono prima firmataria, già approvato all’unanimità in Senato. Il ddl non è contro la Rete, ma pone le basi per costruire un nuovo principio di cittadinanza digitale. La proposta di legge, infatti, non ha carattere repressivo, bensì educativo e inclusivo. Il mio impegno è stato quello di partire dalle scuole e soprattutto dai ragazzi in tutto il territorio nazionale forte del contributo di tutti i soggetti preposti, a partire dal MIUR, dalla Polizia postale, dai Garanti privacy e Infanzia e adolescenza, dalle associazioni che lavorano da anni sul campo, di Agicom e dalle stesse aziende new media. Proprio queste ultime, per la prima volta e in maniera decisa, hanno dato tutto il proprio supporto: un impegno che risulta fondamentale per l’attuazione del disegno di legge. In tutti gli incontri con gli esperti, le procure minorili, autorità garanti e rappresentanti istituzionali e terzo settore è sempre emersa la necessità di mettere a sistema una formazione continua a partire dalla scuola e di riorganizzare le tante attività educative che ho riscontrato in oltre 70 incontri sui territori. “Aiutiamo i nostri ragazzi a non farsi del male tra loro e a capire che Internet è luogo di umanità, prima ancora che comunità. Un luogo che genera emozioni vere, anche nelle amicizie virtuali. Sarà infatti non tanto la scienza, ma l’etica ad insegnarci ad usare bene la tecnologia ed essere cittadini in una società immateriale”. La gravità del fenomeno che dal 2013 ha registrato altri episodi di suicidio ed ha aperto una breccia sul sommerso, richiede la massima urgenza al Parlamento. Il Senato approva, dopo un iter in prima commissione, relatore Francesco Palermo, il 20 maggio 2015 all’unanimità il ddl 1261.</p>
<p>Le azioni del MIUR</p>
<p>Va evidenziato che nell’aprile del 2015 il Ministero Istruzione, Università e Ricerca ha emanato le Linee di orientamento di prevenzione e contrasto al bullismo e al cyberbullismo ed ha anticipato alcune azioni previste dalla norma in attesa della sua definitiva approvazione. Anche in collegamento con attività respiro europeo il Miur da diversi anni ha costituito il Safer Internet Centre e progettato Generazioni connesse con azioni di prevenzione, di sostegno alle vittime e di indagine sul fenomeno. Senza dimenticare che nel luglio del 2015 la legge di riforma della scuola ha introdotto al comma 7 la lettera h) sviluppo delle competenze digitali degli studenti, con</p>
<p>particolare riguardo al pensiero computazionale, all&#8217;utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media nonché alla produzione e ai legami con il mondo del lavoro;</p>
<p>Nell’ottobre del 2015, inoltre, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano, primo ospedale d’Italia per bambini dopo la riforma di Regione Lombardia, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per attivare il primo “presidio operativo nazionale” per arginare i fenomeni illegali sul web. Un centro a coordinamento di una rete nazionale per trattare i casi in una logica di prossimità. Un passaggio importante a tutela delle persone in età evolutiva che tenta di dare una risposta alle continue sollecitazioni che giungono dai territori, inserendosi in un contesto di attenzione crescente delle Istituzioni per la promozione di un uso sicuro e consapevole del web da parte dei minori. I dati che il Centro porta all’attenzione sono confermano il costante aumento del disagio che colpisce bulli e vittime, così come crescono le denunce. Un centro che aspetta di partire e che vede il coinvolgimento attivo di Paolo Picchio: la nuova struttura, infatti, sarà intitolata proprio a Carolina.</p>
<p>I dati più recenti relativi al fenomeno:</p>
<p>·       Circa 4 ragazzi su 10 sono connessi oltre 6 ore al giorno. (i numeri di <a href="http://skuola.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Skuola.net</a> per Generazioni Connesse, il Safer Internet Centre italiano)</p>
<p>·       Il 6% degli adolescenti e pre-adolescenti è vittima di cyberbullismo (ma è evidente che vi sia ancora tanto sommerso). Di questi l’11% ha tentato il suicidio; il 50% pratica autolesionismo o ha pensato al suicidio; il 77% si dichiara depresso o triste. (la ricerca di <a href="http://skuola.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Skuola.net</a>)</p>
<p>·       Secondo il 77% dei presidi ritiene che “Internet è l’ambiente dove più frequentemente si verificano casi di bullismo”; l’89% ritiene che sia “più difficile da intercettare rispetto al bullismo tradizionale” del quale risulterebbe “anche più doloroso”. Infine il 93% dei presidi ritiene che “l’esempio dei genitori influenzi molto i cyberbulli”. Non solo: l’81% dei presidi ritiene che i genitori minimizzino il problema del bullismo digitale. (la ricerca del Censis in collaborazione con la Polizia Postale)</p>
<p>·       Il 95% dei ragazzi possiede uno smartphone. (lo studio dell’Università di Firenze e <a href="http://skuola.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Skuola.net</a> per il Safer Internet Centre)</p>
<p>·       Il 98% dei ragazzi ha almeno un social network. L’83% degli adolescenti conosce un under 13 che ha aperto un profilo Facebook. Il 35% si dà appuntamento con qualcuno conosciuto sul web. 452.000 ragazzi (12%), contemporaneamente, non hanno accesso alla Rete. (i dati dallo studio Ipsos per Save The Children)</p>
<p>·       Il 13% dei ragazzi dichiara di aver inviato foto intime. (indagine del centro CREMIT dell’Università Cattolica di Milano)</p>
<p>·       Il 50% ha ricevuto immagini sessualmente esplicite da amici (studio Pepita Onlus)</p>
<p>·       L’85% dei ragazzi vuole corsi a scuola sull’uso dei social network (ricerca <a href="http://skuola.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Skuola.net</a> per la Polizia di Stato)</p>
<p>·       Il 25% dei ragazzi pratica vamping, ovvero ha l’abitudine di restare svegli la notte a chattare e navigare su internet. (i numeri di Telefono Azzurro e Doxa Kids)</p>
<p>I contenuti del ddl 1261</p>
<p>Il testo di legge approvato in Senato è rivolto ai minori, ovvero ai soggetti in età evolutiva e ha come finalità la tutela della loro dignità sia in qualità di vittime sia responsabili. Ecco i punti salienti:</p>
<p>– Definizione del fenomeno del cyberbullismo: non è di per sé un reato, ma tali atteggiamenti si configurano in casi di stalking, minacce, diffamazione, molestie, diffusione materiale pedo pornografico, furto d’identità, che, invece, violano la normativa e sono perseguibili anche penalmente.</p>
<p>– Rimozione contenuti offensivi dalla rete e dai social: previa segnalazione il materiale lesivo sarà direttamente rimosso dai gestori, intesi come prestatori di servizi della società dell’informazione, l’indicazione potrà pervenire direttamente dagli utenti dai quattordici anni in su, al di sotto di questa età sarà necessario il coinvolgimento da parte di un genitore.</p>
<p>– Segnalazione al garante della privacy: qualora entro le 24 ore successive al ricevimento dell’istanza il gestore non provvedesse alla rimozione si prevede l’intervento del Garante della Privacy il quale entro 48 ore dal ricevimento dell’atto ha facoltà di intervento.</p>
<p>– Procedura di ammonimento: in caso di reati compiuti da minorenni con età superiore ai 14 anni nei confronti di un altro minorenne è prevista applicazione procedura di ammonimento. Il Questore convoca il minore unitamente ad almeno un genitore. La sanzione in assenza di reiterazione cessa di avere conseguenze al compimento della maggiore età, nella logica di educare e responsabilizzare i giovani che anche solo inconsapevolmente si rendono attori di comportamenti penalmente perseguibili.</p>
<p>– Un referente per ogni autonomia scolastica: corsi di formazione per personale scolastico che dovranno garantire l’acquisizione di idonee competenze nell’ambito di azioni preventive a sostegno del minore.</p>
<p>– Educazione continua: l’educazione all’uso consapevole della rete trova continuità nel piano dell’offerta formativa in ogni ordine di scuola.</p>
<p>– Risorse formazione Polizia postale: nell’ambito di ciascun programma operativo nazionale sono stanziate idonee risorse alla formazione del personale specializzato alla tutela dei minori sul web. I fondi certi per la Polizia Postale sono per l’aggiornamento ai docenti, nella chiave di individuare un referente cyberbullismo per ogni autonomia scolastica e dare luogo alla formazione continua dedicata agli studenti.</p>
<p>– Tavolo interministeriale permanente: costituzione di un tavolo tecnico per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno. Il tavolo coordinato dal Miur include i Ministeri dell’Interno, Lavoro e Politiche sociali, Giustizia, Sviluppo Economico e della Salute; Anci, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Garante Privacy, Comitato di applicazione del codice di autoregolamentazione media e minori, organizzazioni già coinvolte nel programma nazionale del Safer Internet Centre, nonché una rappresentanza delle associazioni studentesche e dei genitori.</p>
<p>– Marchio di qualità: adozione di un marchio da riconoscere ai fornitori di servizi di comunicazione aderenti ai progetti elaborati dal tavolo interministeriale.</p>
<p>In questo momento la norma è alla Camera (A.C. 3139) ed è stata abbinata ad altre proposte di legge già depositate. Nel passaggio in commissioni congiunte II e XII ha subito pesanti modifiche e, con la ripresa dei lavori parlamentari, si aprirà la discussione in aula.</p>
<p>Nel testo emendato si riscontrano elementi migliorativi e un aggiornamento rispetto alle norme nel frattempo intervenute soprattutto in ambito di riforma della scuola.</p>
<p>Senza volermi addentrare in dettagli temo però che si sia aperta una frattura rispetto allo spirito originario della norma che era incentrata sui minori e non aveva carattere sanzionatorio né di censura nei confronti del web. Il ricorso all’aggravante di pena con modifica dell’art. 612/b del Codice penale rappresenta in tal senso un’incoerenza che spero possa essere sanata nella prosecuzione della discussione.</p>
<p>Il problema nel frattempo si fa sempre più urgente e la politica è chiamata a dare la miglior risposta. In queste ultime settimane è intervenuto anche Papa Francesco che ha voluto incontrare il padre di Carolina Picchio<span style="color: #646464;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;">.</span></span></span> Il Santo Padre più volte si è interessato ai temi della sicurezza in Rete: “internet è un dono di Dio, in grado di offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti. Ma se da un lato la Rete – continua il Papa – con nuovi servizi e strumenti tecnologici dovrebbe semplificare e migliorare la qualità della vita, talvolta distoglie l’attenzione da quello che è veramente importante”. Alla Messa del Giubileo dei ragazzi Francesco lo ha ricordato nuovamente, sottolineando l’importanza delle emozioni e di come nessuno strumento possa sostituire il valore dell’empatia: “La vostra felicità non ha prezzo e non si commercia; non è un’app che si scarica sul telefonino: nemmeno la versione più aggiornata potrà aiutarvi a diventare liberi e grandi nell’amore”</p>
<p>Non abbiamo bisogno di reati che ci sono già, ma di interventi educativi per i nostri ragazzi perché possano accrescere la propria inclusione digitale!</p>
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		<title>21-27 aprile 2013: una settimana all&#8217;insegna dell&#8217; “Educazione per tutti&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 05:14:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In tutte le sedi mondiali dell&#8217; UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217; Educazione, la Scienza e la Cultura), dal 21 al 27 aprile 2013, vengono organizzati eventi &#8211; seminari, conferenze, mostre, dibattiti &#8211;&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/UNESCO-e-diritti-umani.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/UNESCO-e-diritti-umani.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In tutte<br />
le sedi mondiali dell&#8217; UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per<br />
l&#8217; Educazione, la Scienza e la Cultura), dal 21 al 27 aprile 2013,<br />
vengono organizzati eventi &#8211; seminari, conferenze, mostre, dibattiti<br />
&#8211; per sensibilizzare tutte le società civili e i governi sul tema<br />
dell&#8217;educazione e dell&#8217;istruzione: la settimana è promossa dalla<br />
Campagna globale per l&#8217;educazione (GCE) e lo slogan, scelto per<br />
questa edizione, è: “Ogni bambino ha bisogno di un insegnante”. </p>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La GCE è<br />
un network di organizzazioni non-governative, associazioni di<br />
attivisti e di insegnanti, nata nel 1999 che, già in occasione del<br />
Forum Mondiale sull&#8217;Educazione &#8211; tenutosi a Dakar, in Senegal, nel<br />
2000 &#8211; aveva proposto i sei obiettivi che vanno a formare la campagna<br />
intitolata “Education for all”, campagna prevista fino al 2015 e<br />
che si pone l&#8217;obiettivo di garantire il diritto all&#8217;istruzione e la<br />
qualità didattica a tutti i bambini della terra.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Le sfide<br />
a lungo termine sono: la garanzia dell&#8217;istruzione primaria e la<br />
riduzione massiccia dell&#8217;analfabetismo.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
All&#8217;interno<br />
della manifestazione, si segnala, in particolare, la giornata del  23<br />
aprile,   chiamata “ La più grande lezione del mondo” durante la<br />
quale le scuole hanno avuto l&#8217;occasione di invitare un esponente<br />
della politica e inviare, anche tramite gli organi di stampa,<br />
messaggi sul tema dell&#8217;istruzione ai membri delle istituzioni.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Gli<br />
organizzatori della settimana dedicata all&#8217;educazione si rivolgono,<br />
soprattutto, alle persone più povere e svantaggiate: ai bambini e ai<br />
giovani che vivono in zone rurali o che appartengono a minoranze<br />
etniche e linguistiche; e si vogliono occupare, ovviamente, anche di<br />
tutti coloro che sono colpiti da disastri naturali, da conflitti e da<br />
malattie psico-fisiche nella difesa di una cultura di pace, della<br />
diversità e dei diritti umani.
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/04/27/21-27-aprile-2013-una-settimana/">21-27 aprile 2013: una settimana all&#8217;insegna dell&#8217; “Educazione per tutti&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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