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	<title>diffusione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;Imprese e diritti umani&#8221;. Le interferenze con il diritto alla privacy durante l’emergenza COVID-19: un delicato bilanciamento tra diritti﻿</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2020 08:46:46 +0000</pubDate>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L</strong></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="870" height="288" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ddddddddddddddddddddddddddddddddddd.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13891" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ddddddddddddddddddddddddddddddddddd.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 870w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ddddddddddddddddddddddddddddddddddd-300x99.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ddddddddddddddddddddddddddddddddddd-768x254.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></figure>



<p>di
Fabiana Brigante</p>



<p>La
profonda crisi sanitaria che stiamo vivendo non verrà di certo
dimenticata. La rapidità di diffusione del Covid-19 in tutto il
mondo ha condotto l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a
dichiarare, l’11 marzo, lo stato di pandemia; la preoccupazione per
i dati allarmanti circa la sua diffusione e gravità ha spinto i
governi ad adottare misure di contenimento per contrastare la
diffusione del virus.</p>



<p>Il
dato certo è che il Covid-19 ha e continuerà, purtroppo, ad avere
un forte impatto su individui e società. I sistemi sanitari sono
sottoposti a pressioni crescenti; l’aumento costante del numero dei
contagi solleva importanti sfide che gli stati si trovano ad
affrontare, e le decisioni vengono adottate in un contesto di
scarsità di risorse ed incertezza dei risultati. 
</p>



<p>Nello
sforzo di contenere il numero dei contagi, gli stati colpiti hanno
fatto ricorso a misure straordinarie, dichiarando, in molti casi, lo
stato di emergenza. Le azioni intraprese hanno inevitabilmente
limitato numerose libertà dei cittadini, prima fra tutti la libertà
di circolazione. 
</p>



<p>Non
tutti i diritti e libertà che fanno parte della categoria
comunemente conosciuta come ‘diritti umani’ sono da considerarsi
assoluti ed inviolabili. Ad esempio, tra i diritti sanciti dalla
Convenzione Europea dei Diritti Umani, alcuni non consentono deroghe
– si pensi al divieto di tortura e di trattamenti inumani o
degradanti (Articolo 3) o al principio <em>nulla
poena sine lege</em>
(Articolo 7), mentre altri consentono, a determinate condizioni, una
interferenza degli stati nel loro godimento – si pensi agli
articoli 8-11 della Convenzione, che, oltre ad elencare diritti,
prevedono delle eccezioni qualificate agli stessi –. La
giustificazione per queste limitazioni si fonda sulla necessità di
bilanciare gli interessi della comunità con gli interessi dei
singoli individui; tra i primi figura, senz’altro, la tutela della
salute. Inoltre, l’Articolo 15 della Convenzione, rubricato “deroga
in stato di emergenza”, prevede in tali circostanze la possibilità
per gli stati contraenti di “adottare delle misure in deroga agli
obblighi previsti dalla presente Convenzione, nella stretta misura in
cui la situazione lo richieda e a condizione che tali misure non
siano in conflitto con gli altri obblighi derivanti dal diritto
internazionale”.</p>



<p>La possibilità di comprimere il godimento dei diritti umani oscilla tra un ampio ‘margine di apprezzamento’ lasciato agli stati e l’indicazione di criteri rigorosi da seguire per evitare illegittime interferenze. La scelta di riservare agli Stati <em>room for manoeuvre</em> deriva dalla circostanza che il contatto diretto e continuo con le esigenze urgenti del momento permette alle singole autorità nazionali di valutare la situazione di fatto e di decidere come intervenire meglio di quanto potrebbe fare un organismo internazionale. Tuttavia, qualsiasi deroga deve avere una chiara base nel diritto interno al fine di limitare la possibilità di scelte arbitrarie e deve essere strettamente necessaria e proporzionale rispetto al fine perseguito. In caso di stato di emergenza, i poteri straordinari conferiti ai governi devono senz’altro essere limitati nel tempo, in quanto lo scopo principale di tale regime è quello di contenere la crisi e ritornare, il più rapidamente possibile, alla normalità.</p>



<p>Dunque,
la principale sfida sociale, politica e legale che si pone è quella
di rispondere efficacemente alla crisi garantendo al contempo che non
siano minati i valori fondanti della democrazia, e garantendo la
tutela dello stato di diritto e dei diritti umani. 
</p>



<p>Operare
un bilanciamento tra diritti non è semplice, specialmente quando si
tratta di tutelare la salute degli individui. Numerosi sono gli
strumenti internazionali che proteggono il diritto alla vita:
L’Articolo 6 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici
dispone che “il diritto alla vita è inerente alla persona umana”
e che tale diritto “deve essere protetto dalla legge”. Ancora,
l’Articolo 2 della Convenzione Europea dei Diritti Umani è
dedicato alla tutela del diritto alla vita: non solo gli stati devono
astenersi dal compiere atti che possano causare intenzionalmente la
morte delle persone, ma hanno anche l’obbligo positivo di adottare
tutte le misure necessarie, volte a rendere concreti ed effettivi i
valori che l’art. 2 mira a tutelare. 
</p>



<p>La
preoccupazione è che questa crisi sanitaria possa diventare una
opportunità per i governi di celare, dietro l’adozione di
strumenti per proteggere la vita dei cittadini, meccanismi di
sorveglianza di massa che rimarranno in vigore anche dopo che
l’emergenza sarà finita. 
</p>



<p>In
Cina, primo paese gravemente colpito dal virus, le agenzie
governative del Consiglio di Stato della Repubblica popolare cinese,
in collaborazione con <em>China
Electronics Technology Group Corporation</em>,
si sono serviti di <em>AliPay
</em>-uno
dei servizi di <em>digital
payment</em>
più diffusi in Cina – per controllare gli spostamenti degli
utenti. Dopo aver compilato i vari campi indicando i viaggi recenti,
la temperatura corporea e la presenza o meno di alcuni sintomi, il
sistema produce un codice QR da esibire alle autorità, e che
consente a queste ultime di limitare l’accesso dei cittadini alle
metropolitane, ai centri commerciali e ai luoghi pubblici. 
</p>



<p>Inoltre,
video rilasciati dai <em>media</em>
cinesi riprendono droni gestiti dalla polizia che monitorano gli
spostamenti dei cittadini in pubblico; il&nbsp;<em>South
China Morning Post</em>&nbsp;riporta
che il colosso <em>Baidu</em>,
principale motore di ricerca in lingua cinese, ha pubblicato una
mappa epidemica che mostra la posizione dei casi confermati e
sospetti in tempo reale in modo che le persone possano evitare di
recarsi negli stessi luoghi. 
</p>



<p>In
Corea del Sud, le agenzie governative stanno sfruttando i filmati
delle telecamere di sorveglianza, i dati sulla posizione degli
<em>smartphone</em>
dei cittadini e i registri degli acquisti delle carte di credito per
rintracciare i recenti movimenti dei pazienti affetti da Covid-19 e
risalire alle catene di trasmissione.</p>



<p>A
Singapore, il Ministero della Salute ha pubblicato informazioni
particolareggiate relative a ciascuna persona contagiata, comprese le
relazioni con altri pazienti. Stando a quanto dichiarato dalle
autorità, scopo sotteso a tali azioni è quello di ‘avvertire’
le persone che potrebbero aver incrociato le persone affette dal
virus. È stata inoltre introdotta una <em>app</em>
per permettere l’individuazione delle persone che potrebbero essere
state esposte al virus: l’<em>app</em>,
chiamata <em>TraceTogether</em>,
si serve dei segnali <em>Bluetooth</em>
per rilevare i telefoni cellulari nelle vicinanze. Se uno degli
utenti che la utilizzano dovesse risultare positivo al virus, le
autorità sanitarie potranno accedere ai dati registrati da
<em>TraceTogether</em>
per individuare le persone che hanno frequentato i suoi stessi luoghi
nei giorni precedenti. 
</p>



<p>L’uso
che questi paesi hanno fatto della tecnologia di sorveglianza nella
lotta contro la diffusione del virus ha sollevato numerose polemiche.
 L’opinione pubblica si è divisa tra chi ha accolto con favore
l’utilizzo della tecnologia al servizio del diritto alla salute e
chi ha richiesto maggiore trasparenza sui metodi di raccolta,
utilizzo e conservazione dei dati. 
</p>



<p>L’Organizzazione
Mondiale della Sanità, in un rapporto pubblicato il 28 febbraio, ha
evidenziato la portata dell’efficacia delle misure attuate in Cina,
che avrebbe “cambiato il corso di una epidemia in rapida crescita”.
 L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani
Michelle Bachelet ha dichiarato lo scorso 6 marzo che il Covid-19 è
un test per le nostre società: “stiamo tutti imparando e ci stiamo
adattando mentre rispondiamo al virus. La dignità e i diritti umani
devono essere al centro in questo sforzo. Essere aperti e trasparenti
è la chiave per responsabilizzare e incoraggiare le persone a
partecipare a misure volte a proteggere la propria salute e quella
della popolazione più ampia, specialmente quando la fiducia nelle
autorità è stata erosa”. 
</p>



<p>Anche
tra i membri della comunità scientifica ci sono numerose voci
discordi. Liaoyuan Zeng, professore alla Università di Scienza e
Tecnologia Elettronica della Cina, ha raccontato in una intervista di
aver fornito alle autorità tutte le informazioni riguardanti i
propri spostamenti nonché la sua famiglia, ritenendo tale raccolta
di dati ragionevole visto lo stato di emergenza. Il direttore
politico per l’Asia di <em>Access
Now &#8211; </em>organizzazione
<em>no
profit</em>
sui diritti digitali &#8211; Raman Jit Singh Chima ha invece sottolineato
la potenziale pericolosità di questi strumenti, mettendo in luce che
queste misure potrebbero restare in vigore anche una volta che sarà
passata l’emergenza. D’altronde è ciò che è accaduto in
America dopo l’attentato alle <em>Twin
Towers</em>
nel settembre del 2001 che ha favorito l’approvazione del <em>Patriot
Acts</em>,
legge federale che ha rinforzato il potere dei corpi di polizia e di
spionaggio statunitensi con lo scopo, dichiarato, di ridurre il
rischio di attacchi&nbsp;terroristici&nbsp;negli Stati Uniti,
intaccando di conseguenza la&nbsp;<em>privacy</em>
dei cittadini.</p>



<p>Per
quel che concerne l’attività di raccolta, utilizzo e conservazione
dei dati, i governi si servono di società telefoniche, <em>Internet
Service Providers</em>
(ISPs), sviluppatori di app. Il processo non è di certo nuovo, e
coinvolge ovviamente anche gli stati europei: in effetti, l’archetipo
delle <em>app</em>
sopra menzionate può essere ravvisato in <em>FluPhone</em>,
programma ideato nel 2011 da due ricercatori della Università di
Cambridge quale metodo per misurare e tracciare la diffusione
dell’influenza stagionale. L’applicazione si serviva della
tecnologia <em>Bluetooth</em>
per rilevare quando un utilizzatore fosse entrato in contatto con una
persona che si era ammalata; tuttavia, solo l’1% della popolazione
l’aveva utilizzata. Subentra dunque un ulteriore aspetto che desta
qualche timore: molti esperti ritengono che le <em>app</em>
di tracciamento dei contatti siano efficaci solo se adottate dal 60%
della popolazione, rischiando, altrimenti, di raccogliere dati che
non saranno efficaci nell’arginare i contagi. 
</p>



<p>Insomma,
la sorveglianza non è la soluzione. Rachel Coldicutt, esperta
britannica di tecnologia ed ex amministratore delegato di <em>Doteveryone</em>
&#8211;  <em>think
tank</em>
di tecnologia responsabile nel Regno Unito – ha insistito sulla
necessità di porre dei limiti alla raccolta di dati. In alcune
dichiarazioni rilasciate in una intervista a <em>World
Politics Review</em>,
ha sottolineato l’importanza della trasparenza: secondo l’esperta,
i programmi di tracciamento dei contatti non possono essere
utilizzate come scorciatoie per ridurre i tassi di infezione. Al
contrario, possono essere efficaci solo se integrati nella più ampia
strategia di contrasto al Covid-19 dell’OMS ‘trova, isola, testa
e tratta’. Coldicutt ha spiegato che in paesi come la Corea del
Sud, dove i funzionari sanitari tracciano i movimenti dei residenti
utilizzando i dati GPS del cellulare, i filmati delle telecamere di
sicurezza e le attività delle carte di credito, il rilevamento della
posizione è solo una parte del sistema di risposta al controllo dei
contagi. “Il tracciamento viene messo in relazione con i risultati
dei test: tutti vengono testati. C’è la reale certezza di chi sia
o meno un portatore del virus”.</p>



<p>Dunque,l’utilizzo
dei dati degli utenti pone non poche sfide pratiche, prima fra tutti
la possibilità di renderli anonimi. Sebbene molte aziende
rassicurino gli utenti sul punto, alcuni esperti hanno sottolineato
che il procedimento è tutt’altro che semplice. Alexandrine Pirlot
de Corbion, membro di <em>Privacy
International, </em>ha
spiegato che rendere anonimi i dati richiede molto di più che
rimuovere semplicemente gli identificatori ovvi &#8211; ad esempio un nome
o un numero di telefono -, perché le tracce della posizione sono
altamente uniche e possono essere ricollegate a una persona. Secondo
Pirlot de Corbion, chiunque abbia accesso ai dati anonimizzati,
potrebbe, ad esempio, individuare un determinato telefono che
registra i dati sulla posizione ogni notte a un indirizzo specifico,
potendo dunque collegare i dati anonimi della posizione ad una
specifica identità.</p>



<p>Numerose
sono le aziende che si stanno mobilitando, concludendo accordi con
governi e terze parti per la condivisione dei  dati raccolti
nell’espletamento delle loro attività commerciali. 
</p>



<p>Il
10 aprile, <em>Apple</em>
e <em>Google</em>
hanno annunciato il lancio di interfacce di programmazione di
applicazioni (API) per favorire l’attivazione del tracciamento dei
contatti. In una prima fase, prevista per maggio, le due aziende
rilasceranno API per consentire l’interoperabilità fra i
dispositivi <em>Android</em>
e <em>iOS</em>
delle <em>app</em>
sviluppate dalle autorità sanitarie, che potranno essere scaricate
dagli utenti. Nella seconda fase, le due aziende lavoreranno per
rendere disponibile una più ampia piattaforma di tracciamento dei
contatti basata su <em>Bluetooth</em>,
integrando questa funzionalità nei sistemi operativi.&nbsp;</p>



<p>Ogni
<em>smartphone</em>
invierà costantemente tramite <em>Bluetooth</em>
il proprio codice identificativo agli altri dispositivi con cui è
entrato in contatto nel corso della giornata, entro il raggio di
alcuni metri. Tale  codice verrebbe modificato ogni 15 minuti, e
deriverebbe da un ulteriore codice giornaliero il quale a sua volta
deriverebbe da una chiave privata registrata nel dispositivo
cellulare. Tale catena crittografica è stata pensata per proteggere
la <em>privacy</em>
degli utenti, consentendo di risalire ai singoli codici temporanei,
ma impedendo il processo inverso.</p>



<p>Nel
caso in cui una persona risultasse positiva al Covid-19, il suo
<em>smartphone</em>
potrà inviare ad un registro centralizzato la lista dei suoi codici
quotidiani, così da formare un elenco pubblico – ma anonimo &#8211; dei
contagiati. Gli utilizzatori del programma potrebbero così
confrontare i codici degli utenti contagiati con i codici che i
propri dispositivi hanno registrato, per sapere se siano entrati o
meno in contatto con persone positive al virus. 
</p>



<p>Seppure
in molti abbiano giudicato tale sistema sicuro, non mancano gli
interrogativi: fino a che punto la <em>privacy</em>
è assicurata? Come spiegato dal noto crittografo Moxie Marlinspike,
un sistema così pensato garantisce la riservatezza fino al momento
in cui si diventa positivi. Da quel momento in poi, i codici prodotti
dall’utente contagiato diventerebbero collegabili tra loro, e
confrontati con ulteriori dati potrebbero condurre alla identità del
singolo individuo. Inoltre, vi sono alcuni dubbi circa l’affidabilità
dei segnali <em>Bluetooth</em>,
la cui intensità può variare da un dispositivo ad un altro, e che
potrebbero dunque fornire dati asimmetrici. 
</p>



<p>La
preoccupazione riguarda anche imprese non coinvolte nella produzione
di <em>software</em>:
ad esempio, <em>Kisna
Inc.</em>,
azienda di tecnologia sanitaria e che produce termometri <em>smart</em>,
colleziona dati sui sintomi e sulle temperature dei consumatori ed ha
creato una mappa dei contagi negli Stati Uniti. Il <em>New
York Times</em>
ha riferito che i termometri <em>Kisna</em>
caricano le letture della temperatura del singolo utente su un
<em>database</em>
centralizzato. 
</p>



<p>Come
è stato osservato in precedenza, la
raccolta dei datirappresenta
di certo una risorsa strategica nella lotta al Covid-19, ma non
bisogna sottovalutare i rischi che possono derivare per i diritti e
le libertà degli individui. 
</p>



<p>È
necessario tracciare una linea di confine tra le iniziative che si
rivelino efficaci come misure di contenimento della diffusione del
virus e quelle che invece esulano da questo obiettivo, e che sono
finalizzate ad un accumulo di dati per scopi di promozione
commerciale o di sorveglianza. 
</p>



<p>Le
misure che saranno adottate dovranno trovare una giustificazione
chiara nella legge, rispettando i diritti umani e le normative sulla
protezione dei dati. Ciò include senz’altro la considerazione
della necessità e della proporzionalità di qualsiasi misura; tra le
possibili alternative fruibili, deve essere scelta quella che meno
interferisca con i diritti degli individui, in accordo con il
principio di proporzionalità. Le aziende e le amministrazioni sono
chiamate alla trasparenza: deve essere chiaro a tutti quali sono i
dati raccolti e come, con chi saranno condivisi e su quali basi, come
verranno utilizzati e per quali scopi precisi. È importante la
minimizzazione dei dati – devono cioè essere raccolti solo i dati
necessari al raggiungimento degli scopi perseguiti – nonché
garantire che siano protetti ed il loro accesso limitato, e che terze
parti con le quali i dati sono condivisi adottino misure equivalenti.
Qualsiasi iniziativa deve necessariamente includere garanzie contro
gli abusi, e non dovrà prescindere dalla libera scelta dei cittadini
di aderirvi o meno, includendo mezzi per la partecipazione libera,
attiva e significativa delle parti interessate.</p>
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		<item>
		<title>Traduzioni decalogo del Ministero per il coronavirus: English, español, français, 中国,românesc, العربية</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/02/25/traduzioni-decalogo-del-ministero-per-il-coronavirus-english-espanol-francais-%e4%b8%ad%e5%9b%bdromanesc-%d8%a7%d9%84%d8%b9%d8%b1%d8%a8%d9%8a%d8%a9/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2020 08:55:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da www.naga.it) NEW CORONAVIRUS – 10 TIPS TO FOLLOWThese are the official tips of the Italian Ministry of Health: 1) Wash your hands often2) Avoid to get close to people affected by acute respiratory&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/02/25/traduzioni-decalogo-del-ministero-per-il-coronavirus-english-espanol-francais-%e4%b8%ad%e5%9b%bdromanesc-%d8%a7%d9%84%d8%b9%d8%b1%d8%a8%d9%8a%d8%a9/">Traduzioni decalogo del Ministero per il coronavirus: English, español, français, 中国,românesc, العربية</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
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<figure class="wp-block-image"><img src="https://i2.wp.com/naga.it/wp-content/uploads/2020/02/coronavirus.jpg?fit=1914%2C405&amp;ssl=1&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></figure>



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<p>NEW CORONAVIRUS – 10 TIPS TO FOLLOW<br>These are the official tips of the Italian Ministry of Health:</p>



<p>1) Wash your hands often<br>2) Avoid to get close to people affected by acute respiratory infections<br>3) Don’t touch your eyes, nose, and mouth with your hands<br>4) If you sneeze or cough, cover your mouth and nose<br>5) Don’t take antiviral or antibiotic drugs unless prescribed by a doctor<br>6) Clean surfaces with disinfectants based on chlorine or alcohol<br>7) Use a mask only if you suspect to be ill or if you look after someone who is ill<br>8 ) Products made in China and parcels from China are not dangerous<br>9) If you have fever or cough or are back from China for less than 14 days, call the free number 1500 (only in Lombardy also 800894545)<br>10) Pets don’t spread the new coronavirus</p>



<p>NUEVO CORONAVIRUS – 10 RECOMENDACIONES DE SEGUIR<br>A continuación las recomendaciones del Ministerio de la Salud Italiano:</p>



<p>1) Lávate las manos con frecuencia<br>2) Evita el contacto cercano con personas que sufren infecciones respiratorias agudas<br>3) No toques los ojos, la nariz y la boca con las manos<br>4) Cúbrete la boca y la nariz si estornudas o toses<br>5) No tomes medicamentos antivirales o antibióticos a menos que te los recete su médico.<br>6) Limpia las superficies con desinfectantes a base de cloro o alcohol.<br>7) Usa la máscara de protección solo si sospechas que estás enfermo o si ayudas a personas enfermas<br>8) Los productos Made in China o los paquetes recebidos de China no son peligrosos.<br>9 ) Contacta el número verde 1500 (en Lombardia también 800894545) si tienes fiebre o tos o regrasaste de China desde menos de 14 días.<br>10) Las mascotas no transmiten el nuevo coronavirus</p>



<p>NOUVEAU CORONAVIRUS – 10 CONSEILS A SUIVRE<br>Ceux sont les conseils officiels du Ministère de la Santé Italien:</p>



<p>1) Lave souvent tes mains<br>2) Évite les contacts étroits avec les personnes qui souffrent d’infections respiratoires aiguës<br>3) Ne touche pas avec les mains tes yeux, ton nez et ta bouche<br>4) Couvre ta bouche et ton nez quand tu dois éternuer ou tousser<br>5) Ne prends pas des médicaments antivirales ou antibiotiques sauf sur prescription d’un médecin<br>6) Nettoie les surfaces avec des désinfectants à base de chlore ou d’alcool<br>7) Porte un masque seulement si tu suspectes d’être malade ou si tu prends soin de personnes malades<br>8 ) Les produits fabriqués en Chine et les paquets en provenance de Chine ne sont pas dangereux<br>9) Appelle le numéro gratuit 1500 (seulement en Lombardie même 800894545) si tu as la fièvre ou la toux ou si tu viens de rentrer de la Chine depuis moins de 14 jours<br>10) Les animaux domestiques ne répandent pas le nouveau coronavirus</p>



<p>為了面對冠狀病毒:<br>1。多洗手<br>2。別跟傷病的人在一起<br>3。手別接觸眼睛與<br>4。如果感冒就用口罩<br>5。吃抗生素之前先問醫生<br>6。用乙醇洗滌劑以洗家<br>7。如果您覺得自己生病或拰會幫生病的人就用口罩，不然不需要用<br>8。中國商品與從中國來的東西一定是安全的<br>9。如果感冒與發燒或您剛剛從中國回來了就給1500號碼打電話(如果您住在lombardia省，也可以給800894545打電話)<br>10。家裡的寵物不會生病，別怕</p>



<p>1) Spala-te des pe maini<br>2) Evitați contactul strâns cu persoanele care suferă de infecții respiratorii acute<br>3) Nu vă atingeți ochii, nasul și gura cu mâinile<br>4) Acoperiți gura și nasul dacă strângeți sau tuseți<br>5) Nu luați medicamente antivirale sau antibiotice decât dacă este prescris de medicul dumneavoastră<br>6) Curățați suprafețele cu dezinfectanți clorici sau alcool<br>7) Folosiți masca numai dacă bănuiți că sunteți bolnav sau ajutați bolnavul<br>8 ) Produsele fabricate în China și pachetele primite din China nu sunt periculoase<br>9) Contactați numărul gratuit 1500 dacă aveți febră sau tuse și v-ați întors din China mai puțin de 14 zile<br>10) Animalele de companie nu răspândesc noul coronavirus</p>



<p>.مرض كورونا فيروس المتجددل<br>.١٠ نصائح يجب اتباعها، هذه النصائح رسمية موصى بها من وزارة الصحة الايطالية<br>.١ – اغسل يديك بشكل متكرر<br>.٢- تجنب ملامسة الأشخاص الذين يعانون من التهابات الجهاز التنفسي.<br>.٣- لا تلمس بيدك العينين والفم والانف<br>.٤- غطِّ الفم والأنف في حال العطاس او السعال<br>.٥- لا تأخذ أدوية مضادة للفيروسات او مضادات حيوية من دون وصفة من الطبيب<br>. ٦- نظف الأسطح (الطاولات – أسطح المطبخ) بمطهرات من الكلور او الكحول<br>.٧- استخدم القناع فقط في حال شعرت بالمرض او مساعدتك لشخص مريض<br>٩- اتصل بالرقم الاخضر المجاني 1500 ( في محافظة لومبارديا 800894545 ) اذا كنت تعاني من الحمى أو السعال او ان كنت قد عدت من الصين منذ مدة اقل من ١٤ يوم<br>١٠- الحيوانات الأليفة لا تنقل العدوى لمرض فيروس كورونا.<a href="https://naga.it/#facebook?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank"><br>

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