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	<title>Difret Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Difret: il film che omaggia le donne etiopi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2015 07:41:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 22 gennaio nelle sale cinematografiche italiane, Difret – Il coraggio di cambiare parla di diritti e di donne, di forza e di violenza. Hirut è una ragazza di quattordici anni, una studentessa che&#46;&#46;&#46;</p>
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</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dal 22<br />
gennaio nelle sale cinematografiche italiane, <i>Difret<br />
– Il coraggio di cambiare</i><br />
parla di diritti e di donne, di forza e di violenza.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Hirut è<br />
una ragazza di quattordici anni, una studentessa che vive in un<br />
villaggio alle porte di Addis Abeba ed è la seconda di tre sorelle.<br />
All&#8217;uscita da scuola, un giorno come un altro, viene aggredita da un<br />
gruppo di uomini a cavallo: uno di loro la violenta perchè ha deciso<br />
di prenderla in moglie.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Hirut,<br />
nonostante la violenza, afferra un fucile e spara, uccidendo Tadele,<br />
l&#8217;uomo che ha abusato di lei. Il destino di Hirut si sovrappone a<br />
quello della sorella maggiore rimasta vittima, in passato, di<br />
un&#8217;atroce tradizione, quella della “telefa”, il sequestro di una<br />
giovane donna come rituale per il matrimonio forzato.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ma la<br />
sofferenza della protagonista (la parte è recitata da una ragazza<br />
del posto che ha seguito un workshop di preparazione per le riprese<br />
del film) non termina con l&#8217;uccisione del suo aggressore, anzi: verrà<br />
portata davanti a un tribunale con il rischio di essere condannata a<br />
morte per il reato compiuto.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questa<br />
la trama del racconto filmico. Ma il racconto è tratto da una storia<br />
realmente accaduta nel 1996: il regista, Zeresenay Berhane Mehari, ha<br />
scelto di portarla sul grande schermo per porre al centro<br />
dell&#8217;interesse pubblico la questione delle tradizioni tribali, della<br />
violenza di una cultura patriarcale, della mancanza di una cultura e<br />
di una educazione sanitaria e della coscienza di sé da parte<br />
femminile in alcuni Paesi del mondo. Mehari ha studiato cinema negli<br />
Stati Uniti, ma è nato e cresciuto in Etiopia; il suo, quindi, è<br />
uno sguardo “da dentro”, non superficiale e che rende il<br />
risultato cinematografico realistico e sincero. Pensiamo, ad esempio,<br />
alla sequenza di apertura: si parla di un caso di violenza domestica,<br />
per entrare subito in argomento. Una donna, Meaza, si trova in prima<br />
linea per difendere i diritti di un&#8217;altra donna che ha deciso di<br />
sporgere denuncia contro il marito. Il regista segue la vittima fin<br />
sul luogo di lavoro del coniuge, dove lo affronta, circondata da<br />
altri uomini, con coraggio e fierezza. Interessante anche il<br />
personaggio dell&#8217;avvocatessa: Meaza Ashenafi non è solo un<br />
personaggio di finzione, ma è un legale di Addis Abeba che ha creato<br />
una rete di sostegno per donne e bambine maltrattate e che<br />
necessitano di assistenza gratuita. Con la sua associazione, ANDENET,<br />
si batte ogni giorno per difendere i diritti dei più deboli.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
regista e l&#8217;avvocatessa realizzano un&#8217;opera genuina, attenta ai volti<br />
delle persone inquadrate, testimoni e vittime di forti ingiustizie,<br />
spesso lacerate dalla dicotomia tra rispetto per la tradizione e<br />
diritto alla vita. Ma l&#8217;epilogo regala una speranza seppur amara:<br />
Hirut, protetta fino a quel momento all&#8217;interno di un istituto per<br />
ragazzi abbandonati, scende da un&#8217;auto e fa ritorno alle proprie<br />
radici, ripresa di spalle e in mezzo alla folla, mentre una barca sta<br />
affondando&#8230;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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