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	<title>dignità Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Uno Stato forte ascolta e concede con ragionevolezza</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2022 12:00:50 +0000</pubDate>
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<p>di Patrizio Gonnella (da antigone.it)</p>



<p>La vicenda dell’anarchico Alfredo Cospito, in sciopero della fame contro il carcere duro del 41 bis, ci aiuta a fare alcune considerazioni intorno a ciò che dovrebbe essere la pena in una società democratica e ci porta ad affrontare questioni di grande rilievo giuridico ed etico. </p>



<p>In primo luogo si pone il tema delle modalità di esecuzione della sanzione carceraria nei confronti di una certa tipologia di detenuti. I regimi differenziati – come ad esempio il 41-bis – incidono significativamente sulla vita e i diritti delle persone recluse. Riducono notevolmente le occasioni di socializzazione, le possibilità di partecipazione alle attività interne all’istituto penitenziario nonché le relazioni con il mondo esterno. Sostanzialmente intervengono eliminando ogni opportunità di aderire a progetti di reintegrazione sociale.&nbsp;</p>



<p>La Corte Costituzionale, nella nota sentenza numero 376 del 1997, ha ben spiegato come anche nel caso del regime di cui all’art. 41-bis, pensato per contrastare la criminalità organizzata, sia necessario sempre tenere in adeguata considerazione l’articolo 27 della Costituzione, con i suoi riferimenti alla dignità umana e alla rieducazione del condannato. Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura, nel suo rapporto rivolto alle autorità italiane relativo a una visita effettuata nel 2019, raccomandò alle stesse di effettuare sempre «una valutazione del rischio individuale che fornisca ragioni oggettive per la continuazione della misura». Il cosiddetto risk assessment deve essere fondato «non solo sull’assenza di informazioni che dimostrino che la persona in questione non è più legata a una determinata organizzazione».</p>



<p>Nel caso di Alfredo Cospito il trasferimento in un istituto con regime differenziato sopraggiunge dopo circa 10 anni di pena scontati in un diverso e meno gravoso trattamento penitenziario. Il Comitato di Strasburgo invece sollecita che vi sia sempre una valutazione estremamente rigorosa del caso individuale evitando standardizzazioni nel trattamento solo sulla base del titolo di reato. E proprio intorno a una accurata valutazione del rischio si sofferma anche la Raccomandazione del 2014 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa rivolta ai Paesi membri sul trattamento dei detenuti ritenuti pericolosi.&nbsp;</p>



<p>Altro tema è quello dello sciopero della fame che il detenuto sta portando avanti mettendo a rischio la propria salute. Qua si pongono dilemmi etici che vanno risolti nel senso di assicurare al detenuto pieno rispetto alla scelta di autodeterminarsi intorno alle modalità di espressione del proprio dissenso, finanche astenendosi dal cibo. Uno Stato forte deve monitorare la salute della persona reclusa, offrire tutto il sostegno psico-sociale e medico possibile, ma sempre rispettando la sua volontà e ascoltando le sue ragioni. Uno Stato forte non deve temere di cambiare una propria decisione, se questo cambiamento produce una riduzione del tasso di sofferenza o comunque riporta un caso dentro un’area di ragionevolezza giuridica.</p>
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		<title>Oltre i limiti della dignità (sempre più)</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2022 07:34:27 +0000</pubDate>
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<p>(da &lt;newsletter-nocpr@googlegroups.com>)</p>



<p>Si è giunti ormai ben oltre i limiti del rispetto della dignità umana nella fortezza inaccessibile dove sono negati i diritti fondamentali della persona, nella città che si propone come modello di avanguardia anche nell&#8217;accoglienza.<br>In via Corelli, Milano perde essa stessa la propria dignità, e con lei chi ora, davanti a denunce, dossier e foto, non ha più alibi per dire &#8220;non sapevo&#8221;.<br>Con l&#8217;approssimarsi della fine del mandato del gestore Martinina S.r.l., vicino alla scadenza dell&#8217;appalto, questi sembra aver perso ogni vergogna e ogni interesse a fornire sopra la soglia della decenza i servizi per cui è profumatamente pagato: l&#8217;immondizia inonda le stanze, il cortile e la stessa sala mensa; i bagni sono delle cloache ributtanti; gli stessi pasti precotti, in quantità da fame in vaschette plasticate, vengono serviti anche tre volte di seguito e sono sempre maleodoranti; malati giacciono per terra lamentandosi dal dolore per ore prima di ricevere un qualche aiuto dal personale, più per porre fine al fastidio del pianto che per pietà.<br>Qualcuno dice che spesso sia più il personale amministrativo del centro, piuttosto che i dottori, a decidere, per più irrequieti che si ribellano a quello stato di prigionia senza senso e senza legge, la dose di tranquillanti che deve essere loro somministrata. E con troppa facilità si oltrepassano di gran lunga i limiti massimi prescritti nel dosaggio, praticando mini-TSO fai da te, così facendo di una prassi disumana, prima ancora che illegale, da lager nazista, una modalità vera e propria di gestione del centro.<br>Per il resto, dovendo anticipare anche il denaro per i medicinali, per i quali riceve solo un parziale rimborso dalla Prefettura, il gestore risparmia anche su quelli: tossicodipendenti in crisi di astinenza, ipertesi con continui svenimenti per l&#8217;ansia, soggetti con fragilità psichiche che esplodono con autolesionismo di ogni grado, fino ai tentativi di suicidio quotidiani, in quel contesto di alienazione e conflitto costante. Tutte patologie che non solo avrebbero dovuto essere considerate impeditive del trattenimento, ma che quantomeno avrebbero dovuto essere prese in carico.<br>Invece la regola è quella della degenerazione assoluta, come se il CPR servisse apposta per quello: privare della libertà personale, torturare nella carne e nella psiche, e poi sputare fuori: sulla strada, per i più &#8220;fortunati&#8221;, su un aereo, legati e sedati verso un paese dal quale si era fuggiti, per gli altri.<br>Ad appesantire il carico, il grave episodio del suicidio di un agente &#8211; uno tra i più gentili con i trattenuti -, sparatosi con un&#8217;arma rinvenuta nell&#8217;armeria che avrebbe dovuto essere chiusa e invece non lo era, che da un lato dimostra come il contesto del CPR non sia certo dei più leggeri, e dall&#8217;altro comprova l&#8217;assoluta insufficienza delle misure di sicurezza della struttura.<br>Dinanzi a tutto questo, la Prefettura, il soggetto appaltante cui fa capo il centro, non è vero che non monitora l&#8217;esecuzione dell&#8217;appalto: monitora, e lascia correre. Le sta bene così, è così che deve funzionare, per calpestare la dignità umana, a perenne monito per chi osa bussare alle porte dell&#8217;Europa per reclamare il maltolto da secoli di sfruttamento.<br><img alt="&#x26a1;" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/14.0/26a1/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Così è stato finora sotto Ministri dell&#8217;Interno pretesamente &#8220;democratici&#8221;, e meglio non sarà sotto la direzione di un governo fascista.</p>



<p><br><img alt="&#x1f4a5;" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/14.0/1f4a5/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Milano in via Corelli uccide la propria dignità, oltre a quella di migliaia di uomini.<br>Leggi i post e vedi le tante immagini inviateci dai trattenuti, ai seguenti link:</p>



<p><br><a href="https://www.facebook.com/360195841218595/posts/1277702799467890/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">OLTRE I LIMITI DELLA DIGNITA&#8217;</a><br><a href="https://www.facebook.com/360195841218595/posts/1280227945882042/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">OLTRE I LIMITI DELLA DIGNITA&#8217; (sempre più)</a></p>
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		<title>59 suicidi, l’allarme inascoltato dell’estate tragica</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2022 07:41:12 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/carcere_sbarreaperte_fg_1-0-535927566.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="750" height="501" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/carcere_sbarreaperte_fg_1-0-535927566.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16622" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/carcere_sbarreaperte_fg_1-0-535927566.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 750w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/carcere_sbarreaperte_fg_1-0-535927566-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></figure>



<p>(da Antigone.it)</p>



<p>«Hanno tolto il disturbo 57 detenuti, 57 persone, tutti principini e onesti italiani, hanno tolto il disturbo …finalmente una buona notizia…porca mad.. dal Friuli che non è Italia». Questo è il contenuto di una mail che abbiamo ricevuto qualche giorno fa, a commento del nostro racconto di una tragica estate carceraria italiana.&nbsp;</p>



<p>Il bestemmiatore (per rispetto nei confronti di chi si potrebbe sentire offeso ho tagliato la sua espressione) è felice per i 57 detenuti morti. Forse lo sarebbe ancora di più oggi visto che il numero delle persone che si è tolta la vita in galera è salito a 59.&nbsp; Un numero mai così alto negli ultimi decenni, segno di una disperazione che da individuale è diventata collettiva.&nbsp;</p>



<p>Nel solo mese di agosto ogni due giorni si è suicidata una persona in carcere. Una percentuale che, se proiettata nella società libera, farebbe tremare i polsi, facendo pensare a forme prossime al suicidio di massa. Non è facile dare una spiegazione unitaria a gesti compiuti nella solitudine individuale. Sarebbe quasi irriguardoso delle loro vite, purtroppo oramai spente.&nbsp;</p>



<p>Possiamo solo dire che quella disperazione individuale non è stata intercettata al punto da evitare che il suicidio fosse portato a compimento. Il signore friulano che, nel nome degli italiani onesti, gioisce di fronte all’altrui morte dovrebbe sapere che il suo odio verso i detenuti non migliora la qualità della sua vita, che la sua violenza verbale non è meno grave e offensiva del furto di 180 euro o di una pecora che avevano portato in prigione due delle persone che hanno deciso di farla finita.&nbsp;</p>



<p>La sua gioia è lo specchio di una parte di Italia incattivita, senz’anima, indifferente al dolore e alle pene altrui, che è stata alimentata a pane e odio da opinionisti social e politici. Alla sua gioia si contrappone il dolore infinito di mamme, fratelli, compagne, figli, amiche, conoscenti lasciati soli nel gestire le scarne notizie sul suicidio della persona loro cara.&nbsp;</p>



<p>Nel nome di questa sofferenza, e per rispondere alla gioia del bestemmiatore dal Friuli, tutti dovrebbero dire una parola di rispetto per chi è in carcere e di gratitudine per chi lavora negli istituti penitenziari per assicurare dignità e speranze di riscatto.</p>



<p>Siamo alla fine della legislatura e non ha più senso chiedere l’adozione di provvedimenti che avrebbero dovuto essere assunti negli scorsi mesi.&nbsp;</p>



<p>Ha senso, però, chiedere a tutti coloro che sono coinvolti da protagonisti nella campagna elettorale di impegnarsi per dare un senso alla pena, per renderla meno afflittiva, per ridurre la pressione data del sovraffollamento che riduce gli esseri umani da persone a numeri di matricola.&nbsp;</p>



<p>Non denunciamo il gaudente signore friulano perché contro il suo odio vorremmo una reazione culturale, sociale, politica e non meramente giudiziaria. Usiamo la sua cattiveria affinchè lui e tutti gli odiatori, alimentati da retoriche populiste, siano sommersi da prese di posizione, parole, gesti che vadano nella direzione opposta.</p>



<p>Affido le conclusioni di questo articolo a Cosimo Rega, ex ergastolano, attore, poeta, che ci ha lasciato qualche giorno fa, a pochi giorni dalla libertà conquistata: «Quando ho chiesto la mano ho trovato la disponibilità di alcune persone. Il percorso è stato difficile, come direbbe Dante». Lui ce l’ha fatta a riscattarsi, a concludere la sua esistenza da uomo di teatro. Non tutti trovano la stessa disponibilità, non tutti hanno una Gelsomina che li aspetta.&nbsp;</p>



<p>Nessuno dovrebbe essere lasciato solo con la sua pena. Una comunità forte è quella che non genera senso di abbandono e disperazione. Uno Stato è forte quando isola coloro che gioiscono di fronte all’altrui morte.</p>
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		<title>DiverCityinsieme: una festa per l&#8217;inclusione sociale</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2022 09:13:35 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/DiverciTynsieme.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/DiverciTynsieme-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16209" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/DiverciTynsieme-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/DiverciTynsieme-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/DiverciTynsieme-768x1086.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/DiverciTynsieme-1086x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/DiverciTynsieme.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1131w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>



<p>DIVERCITYINSIEME !!! Un nuovo evento in presenza organizzato da Associazione Per i Diritti umani (<a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.peridirittiumani.com%2F%3Ffbclid%3DIwAR31eRMAAikAZ_1w0ZL39YCVN36xoqqUesOFseJHhb77-g9LcKAKDT4uIts&amp;h=AT3j00MytOkJNnOK6ToBnQdaU4LnUVAgvu1KkPXxfBpEZn--J-PH6cZ1ubQfoPbQEUmQ41LGr7--iCp_JkYfn7XMeJbTixHcRciwj2V7FS3nN6iK7jF6d_sbH-5plOAqYA&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT3STg1213CtvJXW4bqiC2_zhpSewmcfr5JRc074nBnn1ir35zn4IvGq8Fyr3sPrRC49w-zbS3oihFLCJ8HIfNk7Jf8Q4e2amHSvRwmP48UoGeVUV8ox745FIXz1QU2dXCSu96dorJi964oYEnr4i_hKEvft7VHQLLgeAMScD-zamGOE&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">www.peridirittiumani.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>). con il patrocinio di Agedo, del Comune di Milano e del Municipio 5 di Milano. </p>



<p>Molte attività ludico-creative, incontri interessanti, amicizie nuove e confronti. </p>



<p>Associazione Per i Diritti umani ringrazia di cuore Martina Foglia e Filippo Cinquemani per l&#8217;organizzazione e coloro che ci aiutano e ci sosterranno. </p>



<p>DOMENICA 10 APRILE a partire dalle ore 14 attività, musica e incontri per l&#8217;INCLUSIONE SOCIALE</p>



<p>Presso: Biblioteca chiesa rossa (MM2 Abbiategrasso, Milano)</p>



<p>Vi chiediamo un piccolo sostegno per questo evento e per i prossimi.</p>



<p>Venite a conoscerci e/o aiutateci!!! DAI!!! Con un immenso Grazie per chi vorrà donare e sostenere il nostro lavoro!!!Potete donare su: gofundme (Associazione Per i diritti umani). La piattaforma è supersicura, ve lo possiamo garantire. </p>



<p>Oppure al seguente IBAN: IT86 K030 6909 6061 0000 0074 882</p>
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		<title>&#8220;Luoghi idonei&#8221; a violare la dignità e deportazioni a mani legate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2021 08:12:38 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>(da nocpr.it)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="945" height="937" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/luo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15779" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/luo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 945w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/luo-300x297.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/luo-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/luo-768x761.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/luo-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w" sizes="(max-width: 945px) 100vw, 945px" /></figure>



<p></p>



<p>&#8220;LUOGHI IDONEI&#8221; A VIOLARE LA DIGNITA&#8217; E DEPORTAZIONI A MANI LEGATE</p>



<p>E&#8217; stato reso pubblico sul sito del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale il &#8220;Rapporto tematico sulle visite alle strutture diverse e idonee utilizzate dall&#8217;autorità di pubblica sicurezza per il trattenimento della persona straniera ai sensi dell&#8217;articolo 13, comma 5 bis TUI&#8221;.<br><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f447;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t4f/1/16/1f447.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><br><a href="https://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/gnpl/it/dettaglio_contenuto.page?contentId=CNG12254&amp;modelId=10019&amp;fbclid=IwAR1fBhIq6dYxeMpbM2rtbq_NIZtw_NQmHqOiPLvkUvr-JZSmMfOtV_-pHsU&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">https://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/&#8230;/dettagl&#8230;?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f4a5;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t40/1/16/1f4a5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Perché sì, se esiste in Italia, per chi viene trovato privo del permesso di soggiorno, qualcosa di peggio che i CPR, allora sono i &#8220;luoghi idonei&#8221;: luoghi &#8220;dematerializzati&#8221;, in cui allo stato qualcuno decide discrezionalmente che essi possano essere rinchiusi, in alternativa al CPR. Luoghi in totale balia delle forze dell&#8217;ordine e senza controllo e possibilità di monitoraggio, perché neppure si sa dove siano.&nbsp;<img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f4a5;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t40/1/16/1f4a5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Sono stati introdotti dal c.d. &#8220;decreto sicurezza Salvini&#8221; che anche su questo punto non è stato modificato dalla attuale ministra.</p>



<p>Il Garante ne ha visitati in tre questure diverse (Parma, Bologna e Trieste), ed il risultato è quel che si temeva, che in sintesi vi riportiamo di seguito.</p>



<p>A questo rapporto ha risposto il Ministero dell&#8217;Interno con una relazione che trovate alla stessa pagina, con rassicurazioni di circostanza, approfittando anche per rispondere a (meglio dire &#8220;cercare di giustificare senza riuscirci&#8221;, se non &#8220;ammettere&#8221;) i rilievi di altro rapporto del Garante relativo alle criticità emerse nel corso delle operazioni di rimpatrio, per l&#8217;abuso delle modalità coercitive (si ricorda che oltretutto si tratta di persone che non hanno commesso reati).</p>



<p>Anche di questa risposta riportiamo più avanti i punti salienti.</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f534;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t6e/1/16/1f534.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">&nbsp;I &#8220;non luoghi&#8221;, i porti franchi dal diritto, i posti dove si fa eccezione ai diritti fondamentali, sono molti più di quelli che si possa pensare (oltre ai &#8220;luoghi idonei&#8221;: hotspot, navi quarantena, zone sterili degli aeroporti) ed i CPR ne costituiscono solo &#8220;la punta dell&#8217;iceberg&#8221;, la parte più evidente, benché restino inaccessibili.<img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f4a5;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t40/1/16/1f4a5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">E&#8217; una questione di inammissibili &#8220;deroghe&#8221; sui diritti umani che riguarda tutte e tutti e non solo le persone migranti!</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f536;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t70/1/16/1f536.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">&nbsp;IL RAPPORTO DEL GARANTE SUI &#8220;LUOGHI IDONEI&#8221;</p>



<p>&#8220;La possibilità di utilizzare «strutture diverse [dai Centri di cui all’articolo 14] e idonee nella<br>disponibilità dell&#8217;Autorità di pubblica sicurezza e locali idonei presso l’ufficio di frontiera interessato» per trattenere temporaneamente lo straniero espulso destinatario di un provvedimento di accompagnamento alla frontiera è stata introdotta con il decreto-legge 4 ottobre 2018 n. 1131.</p>



<p>Fin da subito il Garante nazionale, con il parere espresso nell’ambito dell’iter di conversione dell’atto governativo, ha rilevato che la fattispecie detentiva sollevava numerosi profili di criticità relativi, in particolare, all’assenza esplicita di una disciplina delle condizioni di trattenimento e alla formulazione eccessivamente generica della norma, che oltre a non individuare in maniera puntuale i nuovi luoghi di privazione della libertà, rinvia a una vaga nozione di ‘idoneità’ per la loro determinazione. (&#8230;)</p>



<p>Si fa diretto riferimento alle strutture diverse e idonee utilizzabili dall’Autorità di Pubblica<br>sicurezza per il trattenimento del cittadino straniero fino all’udienza di convalida, ma le considerazioni espresse sono<br>ugualmente riferibili, ove compatibili, ai locali idonei presso l&#8217;Ufficio di frontiera ove, sempre ai sensi dell’articolo 13, comma 5-bis T.U. Imm., la persona straniera può essere trattenuta sino all&#8217;esecuzione dell&#8217;effettivo allontanamento e<br>comunque non oltre le quarantotto ore successive all&#8217;udienza di convalida. (&#8230;)</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">I locali individuati dalle Questure di Parma e Bologna consistono in due ampie stanze situate al pianterreno simili tra loro e sotto molteplici aspetti non conformi alla normativa e agli standard di settore. (&#8230;)</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Gli ambienti sono completamente vuoti e come unico elemento di arredo hanno una panca in muratura (Parma) o metallo (Bologna) lungo una delle pareti, che funge sia da seduta che da giaciglio per il riposo notturno. Anche solo valutando tale aspetto, appare difficile considerare tali locali come rispondenti ad «adeguati requisiti igienico-sanitari e abitativi», anche in considerazione dello stato di ammaloramento e di<br>sporcizia delle pareti. Fatte salve le coperte, nessun ulteriore materiale, come effetti letterecci e materasso, viene fornito per il pernottamento. Tale parametro deve, peraltro, essere considerato anche a tutela delle persone fermate a fini identificativi nei casi in cui siano costrette a trascorrere la notte in Questura.</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Risultano, altresì, completamente assenti tavoli e sedute per la consumazione dei pasti; i bagni (privi di doccia) sono esterni, fruibili pertanto solo con l’intervento del personale di Polizia.</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Un ulteriore disallineamento dagli standard internazionali è rappresentato dall’assenza di un pulsante di chiamata azionabile dall’interno per eventuali necessità.</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">I locali sono, tuttavia, videosorvegliati sia attraverso telecamere interne ai locali, sia tramite una telecamera posta in corridoio. Nei locali della Questura di Bologna, inoltre, le persone sono sottoposte a una continua sorveglianza a vista<br>da parte del personale situato nel locale adiacente: le stanze hanno infatti una parete a vetro che consente una visione completa dell’ambiente da parte di chi si trovi nella sala di controllo contigua posta tra le due stanze. Nel caso di contestuale utilizzo dei due locali disponibili, una simile configurazione determina, pertanto, una violazione della privacy delle persone trattenute, particolarmente grave nel caso di permanenza di cittadini stranieri di sesso diverso, che possono vedersi attraverso le pareti divisorie in vetro.</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Secondo quanto riferito, la capienza massima per stanza è pari a due persone, ma dalla disamina dei registri è emersa in qualche caso la presenza complessiva contemporanea, tra i due locali, di cinque persone.</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Nello specifico, a Parma e Bologna particolarmente critica è apparsa la prassi di trattenere all’ingresso il telefono personale della persona interessata. All’interno dei locali di trattenimento il cittadino straniero non<br>ha pertanto alcuna possibilità di esercizio della libertà di corrispondenza telefonica con l’esterno prevista dalla legge. A Bologna è stato assicurato che, in caso di richiesta, il dispositivo personale viene riconsegnato per il temporaneo utilizzo, anche se, come è stato fatto notare nel corso della visita, la mancanza di una specifica informativa rispetto a tale possibilità ne vanifica di fatto l’esercizio. (&#8230;)</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Trattandosi di stanze multifunzionali, utilizzate sia in caso di fermo identificativo che di esecuzione di<br>espulsione, non tutte le collocazioni sono sottoposte a convalida dell’Autorità giudiziaria..<br>Anche nell’ipotesi di trattenimento a fini espulsivi il vaglio dell’Autorità giudiziaria nel corso delle visite è risultato, tuttavia, talvolta omesso (&#8230;) Quand’anche presente, comunque, il vaglio del Giudice della convalida negli atti consultati è apparso essenzialmente ristretto a un’attività meramente cartolare, priva di iniziativa istruttoria. (&#8230; )I casi esaminati rilevano come lo strumento sia utilizzato con estrema flessibilità dall’Autorità di Pubblica Sicurezza per rispondere a esigenze restrittive determinate da necessità di carattere organizzativo e come talvolta il coinvolgimento dell’Autorità giudiziaria sia particolarmente carente. (&#8230;)&#8221;<br><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f447;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t4f/1/16/1f447.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><br><a href="https://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/gnpl/resources/cms/documents/7bee01431139e97f902fe931e0fdb355.pdf?fbclid=IwAR3MRILplwfbMvj9Jmg6ib9uIMnEn2pSDrk-k8DRx_i1hFDlgiw9tkFlpCM&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">https://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/&#8230;/7bee014&#8230;?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Il ministero dell&#8217;interno scopre il disagio psichico nei CPR</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2021 07:41:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Chissà se si riferisce anche al sopralluogo oggetto di &#8220;Delle pene senza delitti&#8221; quando, con la circolare di qualche giorno fa il Direttore del Dipartimento per le libertà civili e l&#8217;immigrazione del Ministero dell&#8217;Interno&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/cpr.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15735" width="778" height="778" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/cpr.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 945w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/cpr-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/cpr-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/cpr-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/cpr-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/cpr-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 778px) 100vw, 778px" /></figure>



<p>Chissà se si riferisce anche al sopralluogo oggetto di &#8220;Delle pene senza delitti&#8221; quando, con la circolare di qualche giorno fa il Direttore del Dipartimento per le libertà civili e l&#8217;immigrazione del Ministero dell&#8217;Interno parla di &#8220;rapporti relativi alla visite nei CPR, redatti dal Garante nazionale delle persone private della libertà personale nonché da altri soggetti che a vario titolo hanno avuto accesso a tali Centri&#8221;, che avrebbero rappresentato &#8220;talune carenze nell&#8217;assistenza di natura socio-psicologica a favore dei trattenuti&#8221;.</p>



<p>Quella che ci ha coinvolto ha originato in verità anche un esposto penale con richiesta di sequestro della struttura proprio in ragione della carenza di ogni assistenza medica, a danno soprattutto dei tantissimi in condizioni di estrema fragilità psicologica.</p>



<p>Fatto sta che, subito dopo la notizia del nostro esposto, dieci giorni dopo in pieno agosto, la Prefettura di Milano e l&#8217;ATS pare abbiano stipulato un protocollo sulla cui applicazione saremo a vigilare (sicuri che, se davvero è stato firmato, resterà solo un pezzo di carta generalgenerico per evitare il sequestro), mentre ora compare questa circolare in cui improvvisamente il Ministero dell&#8217;Interno si accorge della situazione sanitaria &#8211; degenerata ormai da decenni &#8211; nei CPR e invita tutti i centri a stipulare tali protocolli con le ASL di riferimento.</p>



<p>Non manca poi il consueto richiamo ad &#8220;accordi di collaborazione con enti, associazioni di volontariato e cooperative di solidarietà sociale, anche al fine di favorire lo svolgimento di attività ricreative all&#8217;interno dei Centri&#8221;,&nbsp;chiamando così ancora una volta il terzo settore e il volontariato a togliere le castagne dal fuoco e a legittimare in qualche modo, con la propria presenza, questi luoghi che vanno invece categoricamente boicottati fino a che non riusciranno più a funzionare e dovranno chiudere.</p>



<p>Non manca neppure la chiusa retorica, che finge di confidare che la sentita esortazione di facciata sia davvero volta ad essere raccolta nei fatti:</p>



<p>&#8220;nell&#8217;evidenziare, in linea generale, l&#8217;importanza di attivare ogni utile iniziativa volta al miglioramento complessivo dei servizi a favore delle persone trattenute, nell&#8217;ottica di alleviare l&#8217;afflittività della permanenza nei centri e di assicurare il pieno rispetto dei diritti delle persone trattenute e della loro dignità, si resta in attesa di conoscere le iniziative assunte&#8221;.</p>



<p>Noi restiamo convinti e convinte che non sia tollerabile mettere in condizioni di &#8220;afflittività&#8221;, privare della libertà personale e della dignità, e quindi deportare persone che non possono non commettere l&#8217;illecito di non possedere un permesso che il nostro ordinamento non permette di acquisire. Il tutto in un sistema in cui allo stesso tempo sotto vari profili fa comodo a troppi che esistano sacche di persone ricattabili e sfruttabili, meglio se possano fungere anche da &#8220;bau bau&#8221; per lavorare su paure ataviche a scopi elettorali.</p>



<p>Con la vita e la dignità delle persone, specie se innocenti (ma anche se colpevoli di reato) non si possono fare i propri calcoli elettorali o giochi di deterrenza o le proprie prove di fedeltà ad una UE sempre più rinchiusa nella propria fortezza a preservare le ricchezze saccheggiate per secoli a chi ora bussa alla porta.</p>



<p>I CPR vanno chiusi e riviste tutte le politiche che sono alla loro base, senza ipocrisie e retoriche da circolare, più provocatorie che altro.</p>



<p>Ad ogni modo, ben venga, nel frattempo, la sostanziale ammissione di una situazione di gravità, se faranno davvero seguito provvedimenti concreti a breve.</p>
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		<title>Appello ai giornalisti: entriamo tutti nei CPR</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2021 10:17:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(da pressenza.it &#8211; Redazione Italia) Associazione Per i Diritti umani aderisce e divulga l&#8217;appello e la campagna. Negli ultimi tempi varie Prefetture hanno negato a diversi giornalisti la possibilità di entrare in visita nei&#46;&#46;&#46;</p>
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<p> (da pressenza.it &#8211; <a href="https://www.pressenza.com/it/author/redazione-italia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Redazione Italia</a>)</p>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> aderisce e divulga l&#8217;appello e la campagna. </p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2020/02/Cpr-1-720x406.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="CPR"/><figcaption>(Foto di LasciateCIEntrare &#8211; https://www.lasciatecientrare.it/)?utm_source=rss&utm_medium=rss</figcaption></figure>



<p>Negli ultimi tempi varie Prefetture hanno negato a diversi giornalisti la possibilità di entrare in visita nei CPR; questi dinieghi hanno anche interessato il redattore milanese di Pressenza Andrea de Lotto, ma si tratta di un dettaglio.</p>



<p>La verità è che, senza motivazioni di alcun genere, si impedisce ai giornalisti di fare il loro mestiere, che è quello di raccontare tutti gli aspetti della vita sociale. E dunque anche quell’aspetto chiamato “immigrazione”, che genera così tanti conflitti e così tanti morti, oltre a violazioni palesi dei diritti umani, sofferenza, illegalità e ingiustizia.</p>



<p>Invitiamo i colleghi giornalisti di tutte le testate a chiedere di entrare nel CPR più vicino a casa loro – che sia a Milano, Torino, Gradisca di Isonzo (Gorizia), Roma, Brindisi, Bari, Caltanissetta, Macomer (Nuoro), Trapani e Palazzo San Gervasio (Potenza) – per constatare se i diritti umani vengono rispettati, le leggi applicate, le persone trattate con quella dignità a cui ha diritto ogni essere umano, semplicemente per il fatto di vivere.</p>



<p><strong>Chi aderisce alla campagna dovrebbe comunicarlo alla mail&nbsp;<a href="mailto:redazioneitalia@pressenza.com">redazioneitalia@pressenza.com</a>&nbsp;e fare al più presto richiesta all’Ufficio di Gabinetto della Prefettura di competenza per entrare nel CPR che ritiene più idoneo il 15 settembre.</strong></p>



<p>Prime adesioni (associazioni e giornalisti):</p>



<p>Daniele Barbieri – La Bottega del Barbieri</p>



<p>Alessandro Graziadei – Unimondo</p>



<p>Alessandra Montesanto – Associazione per i diritti umani</p>



<p>Stefano Galieni – Left</p>



<p>Patrizia Cecconi – Oltre il mare</p>



<p>Stefano Corradino – Articolo 21</p>



<p>Rete Antirazzista di Firenze</p>



<p>Roberta Ferruti – Rete dei Comuni Solidali</p>



<p>Gianluca Carmosino – Comune-info</p>



<p>Stephen Ogongo – Cara Italia</p>



<p>La Città invisibile, perunaltracittà – Firenze</p>



<p>Rodrigo Andrea Rivas, giornalista in pensione</p>



<p>Maria Teresa Messidoro – Associazione Lisangà culture in movimento, Val Susa</p>



<p>Anna Mieli – Cospe</p>



<p>Checchino Antonini – Popoff</p>



<p>Yasmine Accardo – LasciateCIEntrare</p>



<p>Giansandro Merli – Il Manifesto</p>



<p>Alfonso Di Stefano – Rete antirazzista catanese</p>



<p>Patrick Boylan – Peacelink, Roma</p>



<p>Stefano Bleggi – Progetto Melting Pot Europa</p>



<p>Cecilia Capanna – Roma</p>



<p>Angela Caponnetto, giornalista – Roma</p>



<p>Alessandra Ballerini – Genova</p>



<p>Riccardo Alfonso – Fidest</p>
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		<title>Sopralluogo nel cpr di via Corelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2021 12:59:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/06/11/sopralluogo-nel-cpr-di-via-corelli/">Sopralluogo nel cpr di via Corelli</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<p><img loading="lazy" alt="sopralluogo in via corelli.jpg" width="534px" height="526px" src="https://mail.google.com/mail/u/0?ui=2&amp;ik=cb3878bb60&amp;attid=0.2&amp;permmsgid=msg-f:1701951311793609339&amp;th=179e8bb36477da7b&amp;view=fimg&amp;sz=s0-l75-ft&amp;attbid=ANGjdJ-LU1ybGnKXuSOFKXLMa1iwVeCr3dAyyzl_xH2Ci_TC0C5U-Ppdom5JZaPZXAkQ0hRYB_qMZBTDRLFza0JTMA3IcL-dqfQ3lZh5HBANazZpPRPIdy93xWfVgFs&amp;disp=emb&amp;realattid=bc07c4a1-4a15-4a88-b707-b7e6b5e6fa1d&utm_source=rss&utm_medium=rss"></p>



<p>L&#8217;isolamento, l&#8217;abbandono, l&#8217;assenza di informazione legale, di assistenza medica e psicologica, la superficialità mista a discrezionalità assoluta nella gestione dei diritti e l&#8217;abbrutimento dell&#8217;esasperazione per la chiusura in una gabbia senza senso da mesi: tutto quello che fin qui abbiamo raccontato grazie alle voci che ci giungevano da via Corelli abbiamo potuto toccarlo con mano, ed è stata solo una orribile conferma, per quella piccola parte di verità che ci è stato consentito di vedere.</p>



<p>Nei giorni 5 e 6 giugno (complessivamente per circa 15 ore) il senatore Gregorio De Falco &#8211; e la senatrice Simona Nocerino solo per la prima giornata -, che in quanto parlamentari hanno diritto di accesso ai CPR senza necessità di autorizzazione, hanno effettuato un sopralluogo nel centro di permanenza per il rimpatrio di via Corelli con loro collaboratrici legate alla nostra rete.</p>



<p>Nei prossimi giorni, metabolizzata l&#8217;esperienza, messi in ordine gli appunti, elaborate le immagini scioccanti, vi forniremo maggiori particolari, fermo che di quanto raccolto faremo segnalazioni alla stampa e a chi di dovere.</p>



<p>Dopo venti anni di silenzio e di morti di Stato, è infatti giunto il momento che l&#8217;opinione pubblica prenda coscienza e che le istituzioni vengano messe di fronte alle loro precise responsabilità, e alla verità del fatto che non è questione di situazioni contingenti o di modalità di gestione del singolo centro.</p>



<p>Infatti, a Torino dove giorni fa è morto Musa Balde, come a Milano e negli altri CPR d&#8217;Italia, l&#8217;umiliazione della dignità umana fino ad indurre all&#8217;autolesionismo e la quotidiana violazione dei diritti di difesa, alla salute, alla comunicazione (e prima ancora della libertà personale), sono la conseguenza inevitabile dell&#8217;istituto della detenzione amministrativa delle persone migranti prive di titolo di soggiorno, solo in quanto tali, e della funzione stessa dei centri di permanenza per il rimpatrio.<br><a href="https://www.facebook.com/NoaiCPR/photos/a.360214287883417/959725031265670/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SOPRALLUOGO NEL CPR DI VIA CORELLI &#8211; L&#8217;ALIENAZIONE, L&#8217;ABBANDONO, GLI ABUSI DI STATO ED I SILENZI.</a><br><strong><br></strong><strong><br></strong><strong>/// Le ammissioni shock del gestore</strong><strong></strong></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://mail.google.com/mail/u/0?ui=2&amp;ik=cb3878bb60&amp;attid=0.1&amp;permmsgid=msg-f:1701951311793609339&amp;th=179e8bb36477da7b&amp;view=fimg&amp;sz=s0-l75-ft&amp;attbid=ANGjdJ9RfUFSppAmmgdGphdVjGa9bTSZAxim9FKYpsEFLyIH_ivWp06eUR-hRx1zu86bikLkFVFEWLi9zz-u9Dbpv7YtaSL7vJ_2J_HaUXzKyESYpTxAOvW-KmlGF6k&amp;disp=emb&amp;realattid=474c240c-ed0b-4147-965b-6d5d45c0a455&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="le ammissioni shock.jpg"/></figure>



<p><strong><br></strong><br>Si è interrotto l&#8217;idillio tra Prefettura ed i gestori del CPR di Milano, ora che dopo soli otto mesi dall&#8217;inaugurazione sono tanti e tanto gravi gli abusi e le violazioni di legge, e della stessa dignità umana, che si sono registrati.</p>



<p>E&#8217; infatti l&#8217;ora dello scaricabarile e del gettarsi la croce addosso reciprocamente, ora che la Prefettura (fin dalle premesse del nuovo bando 2021-22) ha dichiarato di non volersi avvalere della facoltà di conferma dell&#8217;attuale cooperativa per un altro anno e ora che per contro quest&#8217;ultima ha dichiarato che non si ricandiderà per il prossimo anno.</p>



<p>Ed ecco che nel momento delle accuse reciproche e in cui volano gli strali, arrivano ancora una volta le conferme di quanto da tempo andiamo denunciando, come già avvenuto con una eclatante intervista video del direttore del CPR, che vi abbiamo già proposto lo scorso 18 maggio, in cui quest&#8217;ultimo, anche psicologo, denunciava il dilagare di disturbi psichiatrici per la persistenza prolungata della detenzione da innocenti in un luogo così:&nbsp;<a href="https://bit.ly/3oFdhit?fbclid=IwAR1OHQcrN8c6DyDYlE7QI_t_1kO3vmbJURNSBi_cRHlud_6LFKRSmrp4kX4&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bit.ly/3oFdhit</a>.</p>



<p>Già il 4 maggio, nel replicare ad un nostro post, il gestore aveva fatto altre gravi ammissioni in merito alla situazione interna e alla condizione dei trattenuti, ed in particolare dei tanti in situazione di particolare fragilità:&nbsp;<a href="https://bit.ly/3idQRU6?fbclid=IwAR0hv-bd0dYo6RoYDpxqutuyd0_bDXDvRg0ABt6Oir5BV2dJNLCJI4g-1N0&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bit.ly/3idQRU6</a></p>



<p>Ebbene, questa volta non abbiamo creduto ai nostri occhi quando ci siamo imbattuti in un altro post della pagina di&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/versoproboscs/?__cft__[0]=AZV42YsO1fpBcOYecQzVyNc9OSddikwb8QUHOc6eDz2HIHcUV0cbDWVB82v-1L70ppykfaBfBYglnhQa3GFd9GHOBZ-etevg9MZGU7n2G4eZE7s3iIhXeHhM2lKGmVlSDKBsbUPdjRA5C1sLUA3pAfAe_9v9nq09p6mtEzRBIc3Ifx_Ejn-L_pv-NV7TW9xzHgI&amp;__tn__=kK*F&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Versoprobo Scs</a>, non a caso risalente al 25 maggio, ovvero il giorno dopo la diffusione della notizia della morte di Musa Balde, e il giorno stesso in cui nel CPR di Milano si sono verificati gravi pestaggi da parte delle forze dell&#8217;ordine in tenuta antisommossa a danno di alcuni dei trattenuti, dopo averli trascinati nei locali del centro in cui non c&#8217;erano telecamere che potessero riprenderli: giorni caldi, in cui tanti erano stati i ricoveri, gli atti di autolesionismo e anche i tentativi di suicidio, anche ripetuti da parte delle stesse persone, dei quali vi abbiamo pure riferito. E giorni che sono ancora tali, caldi anzi incandescenti, in quella che ha tutta l&#8217;aria di essere una escalation verso il peggio.<br>Leggi su:&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/NoaiCPR/photos/a.360214287883417/956924271545746/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">LE AMMISSIONI SHOCK DEL GESTORE DEL CPR DI MILANO: &#8220;TRATTENIMENTO SENZA SCOPO, IN VIOLAZIONE DELLA COSTITUZIONE, CON RIPERCUSSIONI SULLA SALUTE MENTALE&#8221;</a><br>E ancora:&nbsp;<br><a href="https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=959738421264331&amp;id=360195841218595&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;PEGGIO DI UN CARCERE, SENZA TUTELE PER LE PERSONE. COME FACCIAMO A DIRCI UN PAESE CIVILE? NOI CRITICHIAMO L&#8217;EGITTO MA FACCIAMO LA STESSA COSA IN TUTTI I CPR&#8221;</a></p>



<p>“Peggio di un carcere, senza tutele e regole per le persone”. Così due senatori della Repubblica hanno definito il Centro di permanenza per il rimpatrio di Milano. Gregorio De Falco del gruppo Misto e Simona Nocerino del M5S hanno visitato questo pomeriggio il Cpr di via Corelli. Hanno trovato al suo interno una situazione di abbandono, mala gestione e assenza di tutele nei confronti delle persone, stranieri e migranti, che vi sono ospitate.<br>Qui il racconto del senatore Gregorio De Falco ai microfoni di RadioPopolare:<br><a href="https://www.radiopopolare.it/la-politica-si-accorge-della-disumanita-dei-cpr-il-violento-attentato-jihadista-in-burkina-faso-e-le-altre-notizie-della-giornata/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.radiopopolare.it/la-politica-si-accorge-della-disumanita-dei-cpr-il-violento-attentato-jihadista-in-burkina-faso-e-le-altre-notizie-della-giornata/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br>&#8220;<em>E&#8217; peggio di un carcere: in un carcere ci sono delle regole.(&#8230;) Non c&#8217;è tutela per le persone. Come facciamo a dirci un paese civile?</em><em>Noi critichiamo l&#8217;Egitto quando reitera i maniera in definita la carcerazione di Patrick Zaki. Bene, noi facciamo la stessa cosa in tutti i CPR!&#8221;</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/06/11/sopralluogo-nel-cpr-di-via-corelli/">Sopralluogo nel cpr di via Corelli</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<item>
		<title>Donna, Rom e il partito Mistipè: dare dignità al popolo rom e sinto</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2021 07:17:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ha intervistato Giulia Di Rocco e la ringrazia molto per la sua disponibilità. A cura di Alessandra Montesanto Giulia Di Rocco romanì Italiana, attivista per i diritti umani e&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> ha intervistato Giulia Di Rocco e la ringrazia molto per la sua disponibilità.</p>



<p></p>



<p>A cura di Alessandra Montesanto </p>



<p>Giulia Di Rocco romanì Italiana, attivista per i diritti umani e assistente legale è laureanda in legge e collabora con 4 uffici legali in Italia contro la discriminazione dei rom, con CIDU Italia ( Corte Internazionale per i diritti umani) con ERRC (European Roma Rights Centre); è membro del Forum RSC (Rom, Sinti e Camminanti ) istituito dall&#8217; UNAR &#8211; Ufficio anti discriminazione razzale presso il Ministero delle Pari Opportunità del Governo Italiano; membro IRU ( International Roma Union ) nominata Commissario per la Democrazia e la Politica; membro del IRU – DONNE sezione Legalità e contro la violenza sulle donne . Membro del direttivo dell’UCRI &#8211; Unione delle Comunità Romanes in Italia . Presidente dell’associazione Amici di Zefferino e dell’associazione ROMANI KRISS. Mediatrice culturale presso gli istituti scolastici e università, ideatrice del movimento italiano femminile rom ROMANI PINA- Sorelle Rom . Protagonista del film cortometraggio “GIULIA” che parla della discriminazione della donna rom a scuola . Unica romanì Italiana a rappresentare i rom per 3 anni consecutivi per il giorno della Memoria presso il Governo Italiano , unica romanì Italiana a donare la bandiera romani al Presidente della repubblica Italiana , unica romanì Iitaliana a donare la bandiera romani al Papa. Rappresentante rom italiana per il Ministero delle Pari Opportunità e Ministero dell’Istruzione in Polonia per il 2 Agosto ad Auschwitz-Birkenau. Collabora con Avokato Rromano in Francia. Presidente del Primo Partito Nazionale Rom e Sinti in Italia “Mistipè”</p>



<p>Unica romanì italiana abruzzese a scrivere poesie in lingua romanì.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="650" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/ROM-650x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15362" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/ROM-650x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 650w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/ROM-191x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 191w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/ROM-768x1209.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/ROM-975x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 975w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/ROM.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1016w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></figure>



<p>Cosa significa, per lei, essere attivista?</p>



<p>Per me essere un attivista significa lottare per i propri diritti e la discriminazione che attanaglia la mia etnia.</p>



<p>Siete tre donne rom e avete fondato il partito Mistipè: innazitutto qual è il significato della parola “mistipè”? Inoltre: un partito fondato da donne&#8230;</p>



<p>Mistipè nella lingua romanì è la parola più bella che noi abbiamo per esprimere pace, amore e rispetto reciproco. Lo abbiamo scelto. Mistipè non è un partito di sole donne, ma è un partito che prevede la partecipazione anche di uomini e di donne sia rom / sinti che caggè ( non rom ) è il primo Partito Nazionale dei rom e sinti in Italia, ed era ora che anche i rom lo avessero dopo più di 700 anni dalla presenza dei rom in Italia. La differenza è che a capo ci sono tre donne rom. (una vera e proprio rivoluzione visto che la donna rom è doppiamente discriminata: una volta come donna e una volta come rom) .</p>



<p>Mistipè è un partito che rappresenta rom e sinti: può spiegarci le differenze tra le due etnie?</p>



<p>In realtà non sono due etnie diverse, ma fanno parte dello stesso ceppo culturale: la popolazione romanì è costituita da cinque grandi gruppi, che a loro volta si suddividono in tanti sottogruppi. &#8211; Rom: in Europa, soprattutto nelle regioni balcaniche e in Europa Centro-Orientale. &#8211; Sinti: regioni settentrionali dell’Europa Occidentale, Francia, Italia Settentrionale. &#8211; Kale o Cale: significa “nero”, vari gruppi in Finlandia, Galles, Spagna, Portogallo, Brasile, Algeria, Iraq. &#8211; Manouches: Francia, Italia (Sinti Piemontesi). &#8211; Romanichals o Romaniche: Inghilterra, Nord America, Australia.</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><br></td></tr><tr><td></td></tr><tr><td><br></td></tr></tbody></table></figure>



<p>Una risposta, la vostra, che vuole essere politica perchè il problema dell&#8217;inclusione dei rom, sinti e caminanti è sì un problema sociale, culturale, ma ora è necessario che se ne prendano carico anche le istituzioni&#8230;Quali sono i vostri obiettivi principali?</p>



<p>In Primis Mistipè nasce per dare DIGNITA&#8217; al popolo Rom e Sinto, considerato straniero a casa propria. I punti principali del programma sono: </p>



<p>1) Rappresentare i Rom e Sinti nel panorama politico</p>



<p>2) Riconoscimento del popolo Rom e Sinto come minoranza linguistica</p>



<p>3) Azioni mirate per incrementare l’inclusione sociale e scolastica dei Rom e Sinti</p>



<p>4) Azioni mirate per la parità di uomo e donna</p>



<p>5) Combattere la discriminazione e l’odio nei confronti dei Rom e Sinti</p>
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		<title>Sdegno dal mondo arabo per il comportamento inaccettabile e vergognoso nei confronti della von der Leyen</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2021 06:52:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Co-mai ,Amsi e Umem; mai più offese alle donne. Erdogan e Charles Michel chiedete scusa. Lanciamo il &#8220;Osservatorio #NoMaschilismo&#8221; contro le donne che non ha né colore né cultura e religione ma figlio dell&#8217;ignoranza personale. L&#8217;incidente&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Co-mai ,Amsi e Umem; mai più offese alle donne. Erdogan e Charles Michel chiedete scusa. Lanciamo il &#8220;Osservatorio #NoMaschilismo&#8221; contro le donne che non ha né colore né cultura e religione ma figlio dell&#8217;ignoranza personale.</p>



<p>L&#8217;incidente di protocollo, ribattezzato &#8220;sofagate&#8221;, durante la visita dei leader Ue in Turchia diventa un caso diplomatico. Martedì il presidente turco <strong>Erdogan </strong>ha prima lasciato in piedi poi fatto accomodare su un divano la presidente della Commissione europea, <strong>Ursula von der Leyen</strong>, mentre lui e il presidente del Consiglio Ue, <strong>Charles Michel,</strong> prendevano posto su due poltrone con le rispettive bandiere alle spalle.</p>



<p>Per questa volta la Commissione “ha preferito dare priorità alle questioni di sostanza rispetto al protocollo”, ma assicura che “saranno presi contatti di tutte le parti coinvolte perché non si ripeta in futuro“. La visita di Ursula von der Leyen e Charles Michel ad Ankara, dove hanno incontrato il presidente Recep Tayyip Erdoğan al palazzo presidenziale, è diventato un caso diplomatico; il comportamento dell’organizzazione turca al palazzo presidenziale dove è avvenuto l’incontro, che ha fatto trovare solo due sedie, una per il capo di Stato e l’altra per il presidente del Consiglio Ue, lasciando la presidente della commissione europea in disparte, ha imbarazzato il mondo, lasciando “sorpresa” la Von der Leyen, come ha spiegato il portavoce di Palazzo Berlaymont.</p>



<p>&#8220;Abbiamo aspettato 24 ore per esprimere il nostro sdegno da una parte e la solidarietà alla <strong>von der Leyen</strong> dall&#8217;altra parte sperando che arrivassero le scuse di Erdogan e Charles Michel. Purtroppo nessuno dei due ha preso una posizione forte contro questo comportamento inaccettabile sia durante (Era doveroso da parte di Michel ribellarsi subito durante la visita e non giustificarsi nel rispetto del protocollo) che dopo l&#8217;accaduto che ha registrato una gravissima mancanza di rispetto verso le donne nel mondo. Chiediamo adesso che facciano le loro scuse pubbliche e non si ripeta più e purtroppo il maschilismo sta espandendo nel mondo contro le donne e non ha colore ,religioni e culture ma una ignoranza personale .Cosi Dichiara il Presidente <strong>Foad Aodi</strong> a nome della Comunità del mondo arabo in Italia<strong>(Co-mai) </strong>,l&#8217;associazione medici di origine straniera <strong>(AMSI)</strong> ,Unione medica euro mediterranea<strong> (UMEM)</strong> e il movimento internazionale transculturale interprofessionale <strong>Uniti per Unire che</strong> annuncia oltre il dipartimento contro la violenza sulle donne lanciamo il &#8220;Osservatorio <strong>#NoMaschilismo&#8221; </strong>contro le donne nel mondo del Movimento Uniti per Unire insieme alle associazioni e comunità aderenti  per ribadire il rispetto reciproco ,il rispetto dei diritti e doveri e nessuno può parlare o comportarsi in modo  scorretto a nome nostra offendendo le donne, le culture e le religioni.</p>
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