<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Dire Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/dire/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/dire/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Tue, 23 Feb 2021 08:24:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>Dire Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/dire/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Attentato nel Nord Kivu: le testimonianze raccolte dalla Dire</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/02/23/attentato-nel-nord-kivu-le-testimonianze-raccolte-dalla-dire/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/02/23/attentato-nel-nord-kivu-le-testimonianze-raccolte-dalla-dire/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 08:24:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Ambasciata]]></category>
		<category><![CDATA[ambasciatore]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Congo]]></category>
		<category><![CDATA[diplomazia]]></category>
		<category><![CDATA[Dire]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[esercito]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[governatore]]></category>
		<category><![CDATA[imboscata]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[miliziani]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Kivu]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[redazione]]></category>
		<category><![CDATA[ribelli]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15113</guid>

					<description><![CDATA[<p>(da pressenza.com) Riportiamo integralmente alcuni dispacci della redazione esteri dell’Agenzia Dire sull’attentato in cui ha perso la vita l’ambasciatore italiano, il suo autista e la sua scorta. “L’agguato al convoglio è stato molto probabilmente&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/02/23/attentato-nel-nord-kivu-le-testimonianze-raccolte-dalla-dire/">Attentato nel Nord Kivu: le testimonianze raccolte dalla Dire</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2021/02/nord-kivu-nigrizia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Attentato nel Nord Kivu: le testimonianze raccolte dalla Dire"/><figcaption>(Foto di Nigrizia)</figcaption></figure>



<p>(da pressenza.com) </p>



<p><em>Riportiamo integralmente alcuni dispacci della redazione esteri dell’Agenzia Dire sull’attentato in cui ha perso la vita l’ambasciatore italiano, il suo autista e la sua scorta.</em></p>



<p>“L’agguato al convoglio è stato molto probabilmente condotto da miliziani delle Forces democratiques de liberation du Rwanda, le Fdlr”. Così all’agenzia Dire il governatore del Nord Kivu, Carly Nzanzu Kasivita, che punta il dito contro forze ruandesi in campo già durante il conflitto di fine anni Novanta.</p>



<p>“E’ la tesi più probabile”, insiste l’amministratore, sottolineando che i miliziani hanno rifugi nella zona del Parco nazionale del Virunga.<br>&nbsp; &nbsp;</p>



<p>Il governatore esprime “profonda tristezza” per la morte dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, rimasti uccisi insieme a Mustapha Milambo, l’autista del Word Food Programme (Wfp). La delegazione doveva visitare una missione umanitaria dell’Onu nel Nord Kivu.<br>&nbsp; &nbsp;</p>



<p>Il governatore, che nella mattinata ha parlato con i sopravvissuti all’imboscata, ricostruisce l’accaduto: “I veicoli sono stati assaltati lungo la strada nazionale che da Goma porta a Beni da uomini armati che hanno aperto il fuoco colpendo le due autovetture. Dopo averli fermati, i miliziani hanno costretto tutti a seguirli: il loro obiettivo probabilmente era portare l’intera delegazione nel cuore della foresta. Chiedevano di camminare in fretta”.<br>&nbsp; &nbsp;</p>



<p>Durante il cammino, tuttavia, il gruppo sarebbe stato intercettato da una pattuglia dei ranger del Virunga, dispiegati sia per contrastare i gruppi armati che popolano il parco nazionale, il più grande del Congo, sia per contrastare il traffico illecito di merci e il bracconaggio.<br>&nbsp; &nbsp;</p>



<p>Secondo Kasivita, i ranger erano stati allertati in seguito all’assalto al convoglio e con loro erano giunti a dare sostegno anche militari dell’esercito. Ne sarebbe seguito uno scambio a fuoco. Gli assalitori, però, riferisce il governatore, “hanno preferito sparare anche contro gli ostaggi”.<br>&nbsp; &nbsp;</p>



<p>Kasivita conclude: “Le guardie forestali sono riuscite a liberare gli altri, portando d’urgenza i feriti in ospedale dove però, appena giunto, l’ambasciatore è deceduto”.</p>



<p>“Lungo la strada operano gruppi ribelli, come le ex Fdlr ruandesi, ma anche combattenti congolesi come i Mai mai e soprattutto banditi comuni, che colpiscono solo per rapinare; in più tratti, prima e dopo il settore di Kanya Bayonga, la scorta è essenziale”: così all’agenzia Dire Etienne Kambale, direttore dell’ong Fondation Point de vue de Jeunes Africains pour le Developpement.</p>



<p>La sua voce arriva da Goma, il capoluogo del Nord Kivu dove stamane sono morti in seguito a un agguato l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, 44 anni, origini lombarde, e il carabiniere Vittorio Iacovacci, 30 anni, nato in provincia di Latina.</p>



<p>Secondo ricostruzioni condivise con la Dire, l’episodio si è verificato nel settore di Kilimanyoko, a una ventina di chilometri da Goma, lungo l’asse che porta verso nord in direzione del territorio di Beni.</p>



<p>“Sulla strada ci sono aree considerate più sicure, dove ribelli e banditi non si spingono anche perché ci sono posti di blocco delle Fardc, le Forze armate congolesi” sottolinea Kambala. Convinto che però le zone offlimits o ad alto rischio siano diverse. “Una delle aree più pericolose – dice -è quella di Kanya Bayonga, nella direzione del Parco nazionale della Virunga”.</p>



<p>Secondo Kambale, ad alimentare l’insicurezza sono spezzoni delle Fdlr, le Forces democratiques de liberation du Rwanda, un gruppo composto perlopiù da ribelli hutu, già comandato dal generale Sylvestre Mudacumura, ucciso da forze congolesi nel 2019. Sono però attivi anche Mai mai, milizie nate su base comunitaria, inizialmente per difendere i villaggi dalle incursioni dei ribelli, in particolare con basi in Ruanda.</p>



<p>Secondo il direttore della Fondation, però, questa matrice si intreccia spesso ad altre dinamiche. “Episodi come quello di oggi – dice Kambale – potrebbero non essere legati né a politica né a ideologia ma solo a tentativi di estorsione ed esigenze di finanziamento”.</p>



<p>“Il sacrificio dell’ambasciatore e del carabiniere italiano risvegli la coscienza della comunità internazionale sul dramma del Congo”: così padre Gaspare Di Vincenzo, missionario, in un’intervista con l’agenzia Dire nella quale evidenzia però anche lo “stupore” per misure di sicurezza che non sarebbero state adeguate.</p>



<p>Il religioso, comboniano originario di Agrigento, vive da otto anni nella provincia del Nord Kivu, quella dove si è verificato l’agguato di stamane. “Stupisce il fatto che l’ambasciatore Luca Attanasio viaggiasse in una macchina non blindata, in una zona insicura come il territorio di Rutshuru” la premessa. “Secondo le prime informazioni condivise dai giornalisti locali, il convoglio era accompagnato da caschi blu della missione di pace dell’Onu, la Minusco, ma si tratta di un fatto per certi versi scontato perché in quest’area nessun’auto privata può viaggiare da sola”.</p>



<p>Secondo padre Di Vincenzo, raggiunto al telefono nella città di Butembo, a nord rispetto a Goma e al luogo dell’agguato, in buona parte del Kivu c’è “un’insicurezza totale” a causa delle incursioni sia di gruppi ribelli che di bande armate. “I peggiori massacri sono avvenuti davanti a basi della Monusco” dice il missionario: “L’agguato di oggi, che sembra avere quasi un carattere intimidatorio, quasi a beffare le forze di sicurezza, non dovrebbe meravigliare”.</p>



<p>Fotografie condivise da giornalisti locali mostrano il vetro infranto di un mezzo con le insegne del World Food Programme (Wfp/Pam), organizzatore della missione alla quale partecipava Attanasio, partito da Goma come pure la seconda vittima italiana, il carabiniere Vittorio Iacovacci.</p>



<p>In un altro scatto è riconoscibile il diplomatico sorretto dopo essere stato colpito, a bordo di un mezzo scoperto.</p>



<p>“Potrebbe essere un veicolo delle Fardc, l’esercito congolese” dice padre Di Vincenzo. “Non è chiaro se nell’area siano intervenuti anche soldati”.</p>



<p>“Dalle informazioni che stiamo ricevendo dai nostri contatti a Beni, l’ambasciatore italiano Luca Attanasio viaggiava a bordo di un veicolo che non era blindato.</p>



<p>Le fotografie mostrano vetri infranti, forse a causa dello scambio di colpi d’arma da fuoco seguito all’attacco dei miliziani dopo l’imboscata. Sarebbe molto grave: bisognerà verificare le responsabilità di tutti gli attori coinvolti”.</p>



<p>Così all’agenzia Dire Sam Kalambay, analista politico.</p>



<p>Il commento giunge in seguito all’agguato di stamane a un convoglio di delegati del Programma alimentare mondiale (World Food Programme, Pam-Wfp) e dell’ambasciata d’Italia, nel quale lungo la strada nazionale che conduce a Beni, sono stati uccisi il diplomatico, un carabiniere e un autista del Wfp. La strada attraversa il parco nazionale di Virunga, dove hanno basi gruppi armati, disertori e banditi comuni.</p>



<p>Kalambay chiama in causa presunte “leggerezze” e sostiene che vadano verificate le responsabilità dell’amministrazione locale, ma anche dell’ambasciata e dell’organismo Onu nel provvedere alla sicurezza dei delegazione. “In quelle zone non si può avere una sola guardia del corpo e con un veicolo che non sia blindato” dice l’analista. Critiche che si sommano a voci che circolano tra i giornalisti locali secondo cui il governatore Carly Nzanzu Kasivita non fosse stato informato del viaggio.</p>



<p>Una situazione che conferma l’insicurezza nel Nord Kivu e che, secondo Kalambay, non sarebbe sufficientemente raccontato dai media internazionali. “Oggi hanno perso la vita due europei e allora il mondo si è accorto di quanto pericolosa sia la crisi in Nord Kivu” dice l’analista.<br>“Ogni giorno però qui muoiono congolesi; i media non possono fare due pesi e due misure, perché le vite umane hanno lo stesso valore”.</p>



<p>L’esperto continua. “A volte i media internazionali ci danno notizie a cui le nostre testate locali non arrivano- dice- ma devono fare di più per premere sulle autorità affinché sia riportata la pace”.</p>



<p>Sempre all’agenzia Dire il corrispondente di Voice Of America, Austere Malivika, ha riferito che a garantire la sicurezza nel Parco del Virunga pensano ranger, o “ecogards”, come vengono chiamate in francese. “L’esercito non c’è” dice il cronista, riferendo che stamane i primi a prestare soccorso dopo l’assalto sono state proprio le guardie forestali. “Da almeno 20 anni la situazione securitaria nel Nord Kivu è precipitata” continua Malivika. “Da tante voci della società civile giungono continui appelli affinché la regione sia liberata dai gruppi armati”.</p>



<p>Secondo Kalambay, la strada dell’imboscata “è un tragitto obbligato per chi deve raggiungere grandi città come Goma, Beni o Butembo e i veicoli civili devono sempre viaggiare scortati perché uccisioni, sequestri e ferimenti sono all’ordine del giorno”.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/02/23/attentato-nel-nord-kivu-le-testimonianze-raccolte-dalla-dire/">Attentato nel Nord Kivu: le testimonianze raccolte dalla Dire</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/02/23/attentato-nel-nord-kivu-le-testimonianze-raccolte-dalla-dire/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Zaky e l&#8217;Egitto delle torture</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/02/10/zaky-e-legitto-delle-torture/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/02/10/zaky-e-legitto-delle-torture/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2020 05:42:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[abuso]]></category>
		<category><![CDATA[accusa]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivista]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[comunicato]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[Dire]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[genere]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[perseuzione]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[repressione]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[Zaky]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=13619</guid>

					<description><![CDATA[<p>Attivista arrestato in Egitto per terrorismo. L’ong di Patrick Zaky: “Torturato, anche con l’elettroshock” di Alessandra Fabbretti (agenziadire.com) “Patrick George Zaky è stato picchiato, sottoposto a elettroshock, minacciato e interrogato in merito al suo lavoro&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/02/10/zaky-e-legitto-delle-torture/">Zaky e l&#8217;Egitto delle torture</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<h2>Attivista arrestato in Egitto per terrorismo. L’ong di Patrick Zaky: “Torturato, anche con l’elettroshock”</h2>



<p></p>



<p>di Alessandra Fabbretti (agenziadire.com)</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="816" height="665" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/zacky-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13620" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/zacky-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 816w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/zacky-1-300x244.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/zacky-1-768x626.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 816px) 100vw, 816px" /></figure></div>



<p>“<strong>Patrick George Zaky</strong> <strong>è stato picchiato, sottoposto a elettroshock, minacciato e interrogato in merito al suo lavoro e al suo attivismo</strong>. I legali ci hanno assicurato che sul corpo mostra segni visibili delle violenze”. Lo ha riferito all’agenzia Dire l’Egyptian initiative for personal rights (Eifr), l’ong per cui il ricercatore egiziano collabora. Zaky, attivista per i diritti umani e di genere, è stato arrestato all’aeroporto internazionale del Cairo nella notte tra giovedì e venerdì, di rientro dall’Italia, dove è iscritto al master in Gender studies dell’Università di Bologna. In una nota diffusa ne pomeriggio, l’associazione, in contatto con gli avvocati del ricercatore, fa sapere che il pubblico ministero di Mansoura ha contestato a Zaky “la pubblicazione di false voci e false notizie che mirano a turbare la pace sociale e seminare il caos; l’istigazione alla protesta senza l’autorizzazione delle autorità competenti allo scopo di minare l’autorità statale; istigazione al rovesciamento dello Stato; la gestione di un account di social media che ha lo scopo di minare l’ordine sociale e la sicurezza pubblica; l’istigazione a commettere violenze e crimini terroristici”.</p>



<p><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>



<p><a href="https://www.dire.it/08-02-2020/419721-egitto-patrick-zaki-accusato-di-terrorismo/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Egitto, un amico di Patrick Zaky: “È accusato di terrorismo”</a></p>



<p>L’associazione egiziana conclude sollecitando “l’immediata liberazione di Patrick George Zaky” e chiede più in generale “la fine degli abusi e della detenzione arbitraria da parte delle istituzioni egiziane nei confronti dei difensori dei diritti umani, di esponenti della società civile e dei giornalisti”. Dall’ottobre 2019, “sei membri di Eipr sono stati temporaneamente trattenuti e interrogati – in un caso anche per due giorni”. Si denuncia infine “arresti e inchieste arbitrarie e completamente illegali, che punterebbero a prendere di mira individui percepiti come politicamente attivi”.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="600" height="600" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/egitto-report-600x600.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13621" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/egitto-report-600x600.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/egitto-report-600x600-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/egitto-report-600x600-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/egitto-report-600x600-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/egitto-report-600x600-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></div>



<p><strong>Il comunicato di Amnesty International</strong></p>



<p><strong>Patrick George Zaky</strong>, attivista e ricercatore egiziano di 27 anni, resterà in stato di&nbsp;<strong>detenzione preventiva per almeno 15 giorni</strong>.</p>



<p>Con una&nbsp;<strong>lettera all’ambasciatore egiziano a Roma</strong>&nbsp;abbiamo subito espresso le nostre preoccupazioni per la situazione dello studente egiziano.</p>



<p>Zaky era partito da&nbsp;<strong>Bologna</strong>, dove vive per motivi di studio, per trascorrere un periodo di vacanza nella sua città natale, Mansoura, in&nbsp;<strong>Egitto</strong>. Una volta atterrato all’aeroporto è&nbsp;<strong>scomparso per 24 ore</strong>. Nessuno, compresi i suoi genitori, è stato inizialmente informato del suo arresto.</p>



<p>La sensazione è che si tratti dell’ennesima&nbsp;<strong>persecuzione verso un attivista politico</strong>: ce lo dice la storia di Zaky e la storia dell’Egitto sotto Al Sisi. In questa situazione di detenzione prolungata, con la scusa di condurre indagini, il&nbsp;<strong>rischio di tortura è elevato</strong>.</p>



<p>Patrick George Zaky collabora con l’associazione egiziana&nbsp;<em>Iniziativa egiziana per i diritti della persona</em>, che in una nota stampa ha elencato una lunga lista di capi d’imputazione che sarebbero stati attribuiti all’attivista, tra i quali: “diffusione di false notizie che disturbano l’ordine sociale”, “incitamento a protestare per minare l’autorità dello Stato”, “incitamento alla destituzione del governo”.</p>



<p>Come in altri casi, il rischio è che i reati imputati a Zaky si riferiscano in realtà a&nbsp;<strong>legittime attività di denuncia</strong>, di informazione, di commento pubblico o critica: alibi per legittimare una&nbsp;<strong>procedura del tutto illegale</strong>.</p>



<p>Continueremo a seguire da vicino il caso, attivando tutte le iniziative utili.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/02/10/zaky-e-legitto-delle-torture/">Zaky e l&#8217;Egitto delle torture</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/02/10/zaky-e-legitto-delle-torture/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
