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	<title>diritto internazionale Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>diritto internazionale Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<item>
		<title>Il Diritto Internazionale Umanitario e dei Diritti Umani: un approccio variegato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jul 2019 07:28:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Nicole Fraccaroli Il seguente documento di ricerca è stato realizzato in nome dell&#8217;interesse dell&#8217;autore per studiare meglio le caratteristiche dell&#8217;intreccio insito tra il Diritto Internazionale Umanitario (IHL) e dei Diritti Umani (IHRL). I&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/07/23/il-diritto-internazionale-umanitario-e-dei-diritti-umani-un-approccio-variegato/">Il Diritto Internazionale Umanitario e dei Diritti Umani: un approccio variegato</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="330" height="153" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/int.-law.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12799" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/int.-law.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 330w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/int.-law-300x139.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 330px) 100vw, 330px" /></figure></div>



<p>Il
seguente documento di ricerca è stato realizzato in nome
dell&#8217;interesse dell&#8217;autore per studiare meglio le caratteristiche
dell&#8217;intreccio insito tra il Diritto Internazionale Umanitario (IHL)
e dei Diritti Umani (IHRL).</p>



<p>I
diritti umani sono per lo più riconosciuti per essere di
applicabilità universale indipendentemente dal &#8220;dove&#8221; e
&#8220;chi&#8221;; mentre il diritto umanitario è un corpo di norme
applicabili e progettate per una particolare circostanza, quella dei
conflitti armati. Tuttavia, c&#8217;è un punto in cui le due discipline si
incontrano, non si fondono, ma interagiscono e producono un approccio
variegato e interessante.</p>



<p>Questi
due rami del diritto internazionale sono di primaria importanza, ma
l&#8217;autore ne comprende meglio la praticità una volta essere stati
analizzati come interrelati e provocati dalle disposizioni e dai
principi fondamentali dell&#8217;altro. L&#8217;autore riconosce il loro valore
aggiunto purché questi corpi siano osservati alla luce della
complementarità: distinti ma sovrapposti.</p>



<p>Per
dare voce alla loro forza, di seguito vi è un evidente ricorso a
diversi casi-studio pratici e considerazioni legali, che
simultaneamente hanno permesso di sfidare la domanda di ricerca.</p>



<p>&#8220;La
legge sui diritti umani è incentrata sulla concessione di diritti
all&#8217;individuo, mentre il diritto umanitario si concentra
sull&#8217;imposizione diretta di obblighi nei confronti dell&#8217;individuo&#8221;.
&nbsp;Questa opinione secondo la quale il diritto internazionale
umanitario riguardi gli obblighi e la legge internazionale sui
diritti umani verta sui diritti, è ancora ampiamente usata come
argomento contro la loro complementarità. Lo studio di René Provost
sul rapporto tra i due rami del diritto internazionale, nel suo libro
&#8220;International Human Rights and Humanitarian Law&#8221;, dedica
un&#8217;ampia parte alla differenza tra diritti umani e obblighi
umanitari. Secondo lui la principale differenza sta nella capacità
procedurale di rivendicare i diritti in contrasto con gli obblighi
degli Stati di agire in determinati modi. Allo stesso tempo, questa
affermazione non può essere utilizzata per affermare che
l&#8217;applicazione complementare tra i due rami nei conflitti armati è
completamente impossibile.</p>



<p>In
realtà, i diritti umani sono diritti individuali che sono
rispecchiati dall&#8217;obbligo degli Stati di rispettare, proteggere e
soddisfare i diritti umani nei confronti delle persone sotto la loro
giurisdizione. E, proprio come i diritti umani non riguardano solo i
&#8220;diritti&#8221;, il diritto umanitario non concerne solo gli
&#8220;obblighi&#8221;.</p>



<p>La
definizione del diritto umanitario come obbligo degli Stati nei
trattati umanitari riflette innanzitutto la storia della legge:
quando il diritto internazionale umanitario è stato codificato 150
anni fa, dal primo tentativo di assicurare le preoccupazioni
umanitarie, l&#8217;unica struttura disponibile era quella del diritto
internazionale così come era in vigore. Mentre l&#8217;IHL &#8220;tradizionale&#8221;
conteneva diritti e doveri inter-statali, l&#8217;IHL contemporaneo
riconosce anche i diritti individuali. 
</p>



<p>La
parte seguente intende analizzare alcune disposizioni giuridiche al
fine di dimostrare il possibile parallelismo che può essere
tracciato tra i due rami. I risultati sono rappresentativi di un
grado di complementarità, che non risulta in una fusione, ma assume
piuttosto la forma di un&#8217;applicazione inclusiva l&#8217;uno dell&#8217;altro.
Questo è ciò che l&#8217;autore definisce: un approccio variegato.</p>



<p>Ma
prima verrà mostrato, sfruttando alcuni casi chiave, che tale
apertura è stata riconosciuta a livello internazionale. Difatti,
l&#8217;applicabilità parallela di IHL e IHRL
è diventata recentemente parte dell&#8217;ortodossia legale nel diritto
internazionale. 
</p>



<p>In
modo evidente, il Tribunale Internazionale per l&#8217;Ex Jugoslavia ha
riconosciuto anche la complementarità tra i due rami del diritto
interessato; partendo dal presupposto che, a causa della somiglianza
dei due corpi giuridici, &#8220;in termini di obiettivi, valori e
terminologia&#8221;, il ricorso al diritto dei diritti umani &#8220;è
generalmente un&#8217;assistenza gradita per determinare il contenuto del
diritto internazionale consuetudinario nel campo del diritto
umanitario”. Inoltre, numerosi tribunali per i diritti umani hanno
rivendicato la giurisdizione sui conflitti armati. La decisione della
Commissione Interamericana sui diritti umani nel caso Abella è
significativa. La Commissione ha infatti riconosciuto la competenza
per applicare il diritto umanitario e ha osservato che &#8220;le
disposizioni del diritto internazionale convenzionale e
consuetudinario generalmente offrono alle vittime di conflitti armati
tutele più specifiche di quelle generali nella Convenzione Americana
e in altri strumenti sui diritti umani&#8221;. 
</p>



<p>I
fautori dell&#8217;idea di complementarità dei diritti umani e del diritto
umanitario sostengono che i due sono, come osservato attraverso il
caso precedente, distinti ma sovrapposti. È per esempio il punto di
vista applicato dal Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite
e dal Comitato Internazionale della Croce Rossa. La complementarità
è un approccio variegato e le opinioni a riguardo divergono.
Ovviamente si rifiuta la posizione separatista, ma non viene
sostenuta nemmeno la fusione di IHL e IHRL. Ciò implica
semplicemente il parallelismo tra i diritti umani e il diritto
umanitario come due categorie di norme applicabili, ma isolate che
non sono interessate al risultato della loro co-applicazione e non
sono orientate verso sforzi di reciproco sostegno. In contrasto con
il principio di <em>lex specialis</em>,
l&#8217;approccio di complementarità mira a raggiungere una coerenza
sistemica alla luce dei principi di base condivisi.</p>



<p>Ci
sono esempi sufficienti che dimostrano la praticabilità di questo
approccio.</p>



<p>Il
diritto ad un equo e giusto processo viene regolato e riconosciuto
sia dai diritti umani sia dal diritto umanitario. Ad esempio, questi
diritti sono incorporati nell&#8217;articolo 14 del Trattato Internazionale
sui Diritti Civili e Politici (ICCPR), negli articoli 105 e 106 della
terza convenzione di Ginevra (sul trattamento dei prigionieri di
guerra) e nell&#8217;articolo 75 del primo protocollo aggiuntivo. Nel campo
dei diritti umani ciò che è evidenziato è l&#8217;uguaglianza delle
persone davanti alle corti e ai tribunali; mentre nell&#8217;area del
diritto umanitario vengono enfatizzati i doveri nei confronti dei
prigionieri di guerra. 
</p>



<p>Il
divieto di tortura, per esempio, richiede l&#8217;analisi incrociata di IHL
e IHRL; in effetti, in questo campo, l&#8217;IHRL funge efficacemente da
guida interpretativa degli aspetti rilevanti del diritto umanitario.
Comprensibilmente, in diversi casi il Tribunale Internazionale per
l&#8217;Ex Jugoslavia ha eseguito un&#8217;analisi comparata dei due corpi di
legge per chiarire il contenuto del divieto di tortura, a causa della
mancanza di tale definizione nel diritto internazionale umanitario.
La definizione di tortura ai sensi della Convenzione delle Nazioni
Unite del 1984 contro la tortura; la Dichiarazione delle Nazioni
Unite del 1975 contro la tortura o la Convenzione Interamericana
degli Stati Uniti contro la tortura, sono rappresentative del diritto
internazionale consuetudinario. 
</p>



<p>Il
nesso stretto e la crescente convergenza dei diritti culturali in IHL
e IHRL emergono per quanto riguarda la protezione del patrimonio
culturale nel corso di conflitti armati. In particolare, è stato
sostenuto che un&#8217;analisi delle rispettive norme del diritto
internazionale umanitario, ad esempio all&#8217;articolo 53 del primo
protocollo aggiuntivo di Ginevra (per il miglioramento delle
condizioni dei feriti e dei malati delle Forze armate sul campo) e
all&#8217;articolo 16 del secondo protocollo aggiuntivo (per il
miglioramento delle condizioni dei feriti, dei malati e dei naufraghi
delle Forze armate sul mare) relativo alla protezione dei beni
culturali e dei luoghi di culto, dimostra che tale protezione non è
solo garantita a rappresentazioni materiali del patrimonio culturale,
ma è intesa a garantire il godimento e l&#8217;accesso al patrimonio
culturale come diritto umano. D&#8217;altra parte, il diritto a prendere
parte alla vita culturale, come ad esempio nell&#8217;articolo 15 del Patto
Internazionale sui Diritti Economici-Sociali-Culturali (ICESCR), non
implica unicamente il dovere di preservare la proprietà culturale,
ma anche il divieto della loro volontaria distruzione con l’uso
della forza. 
</p>



<p>
Diventa
visibile il cosiddetto approccio variegato: da una parte i due ambiti
di diritto internazionale si incontrano, ma dall&#8217;altra parte lo fanno
a prescindere da ogni sforzo reciproco di sostegno. 
</p>



<p>Lo
scopo ultimo delle due aree del diritto internazionale può essere la
protezione dell&#8217;individuo, ma sono fatti per raggiungere questo
obiettivo in modi diversi. Ed è proprio per questa ultima ragione
che, secondo l&#8217;autore, una fusione tra le disposizioni dei due corpi
non è possibile.</p>



<p>Nondimeno,
come è stato mostrato, questa differenza non preclude una
costruttiva impollinazione incrociata a livello dei loro quadri
normativi: sempre più tribunali penali internazionali e corti di
diritti umani si riferiscono al diritto umanitario; così come l’IHL
ha acquisito negli anni un gusto più umano. Ciò consente al Diritto
Internazionale Umanitario e dei Diritti Umani di colmare lacune,
mentre coesistono temporalmente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fame di diritti &#8211;  di Christian Elia, giornalista, esperto di Mediterraneo, Balcani e Medio Oriente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 09:31:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; L’autopsia non è giunta ad alcuna conclusione. L’inchiesta israeliana non ha rilevato segni di tortura. Saber Aloul, medico palestinese nominato dall’Autorità Nazionale Palestinese come perito di parte, si dice certo che la morte&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/02/25/fame-di-diritti-di-christian-elia/">Fame di diritti &#8211;  di Christian Elia, giornalista, esperto di Mediterraneo, Balcani e Medio Oriente</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/02/JARADAT-ARAFAT.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/02/JARADAT-ARAFAT.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;">
</div>
<div style="text-align: center;">
&nbsp;
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L’autopsia<br />
non è giunta ad alcuna conclusione. L’inchiesta israeliana non ha<br />
rilevato segni di tortura. Saber Aloul, medico palestinese nominato<br />
dall’Autorità Nazionale Palestinese come perito di parte, si dice<br />
certo che la morte sia avvenuta a causa delle sevizie subite. Un<br />
sudario di impunità pare avvolgere il corpo di Arafat Jaradat, 35<br />
anni, detenuto palestinese morto in cella – nel carcere di Megiddo<br />
– sabato 23 febbraio.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=8424209312067535033&utm_source=rss&utm_medium=rss" name="_GoBack"></a>Era<br />
stato arrestato lunedì scorso, a Hebron, in Cisgiordania, mentre<br />
protestava contro l’edificazione di case per i coloni che, in<br />
violazione del diritto internazionale, continuano a prendere la terra<br />
dei palestinesi. Oggi, lunedì 25 febbraio, sono attesi i funerali di<br />
Arafat e si temono scontri. Alcuni parlano di Terza Intifada, ma in<br />
realtà la forma d protesta che ormai dilaga tra i detenuti<br />
palestinesi è lo sciopero della fame. Ieri non meno di 4mila<br />
prigionieri palestinesi hanno rifiutato il cibo, mentre in tutta la<br />
Cisgiordania si moltiplicano le manifestazioni di solidarietà a<br />
Samer Issawi e ad altri quattro detenuti che da giorni praticano lo<br />
sciopero della fame.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Torna<br />
alla mente uno dei film più toccanti degli ultimi anni, che forse<br />
avrebbe meritato una riflessione più accurata: <i>Hunger</i>, di<br />
Steve McQueen, interpretato magistralmente da Michael Fassbender. La<br />
storia è quella di Bobby Sands, dell’Ira e dell’Irlanda. Ma non<br />
è importante il dove quanto il tema, che spiega più di mille<br />
dibattiti sugli attentati suicidi. Quando il corpo è l’arma,<br />
quando la vita non ha più valore, si è arrivati a un punto del<br />
conflitto che ha superato il più rischioso dei confini: quello dove<br />
le parti in causa, reciprocamente, si disconoscono l’umanità.<br />
Quello dove le parti, dentro di loro, non sentono più la vita come<br />
degna di essere vissuta. La crisi economica e le rivolte arabe hanno<br />
totalmente spento i riflettori sulla questione palestinese. La fame e<br />
la morte, in quella terra, parlano a tutti noi, senza concedere il<br />
lusso di guardare altrove.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/02/Nuova-immagine-CHRISTIAN.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/02/Nuova-immagine-CHRISTIAN.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p>Christian Elia&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/02/25/fame-di-diritti-di-christian-elia/">Fame di diritti &#8211;  di Christian Elia, giornalista, esperto di Mediterraneo, Balcani e Medio Oriente</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;illogicità degli approcci assistenzialisti ed emergenziali per le minoranze.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2013 06:51:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[diritto internazionale]]></category>
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		<category><![CDATA[pregiudizi]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>
		<category><![CDATA[Sinti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A cura del NAGA , associazione di volontariato laica e apartitica che si è costituita a Milano nel 1987 allo scopo di promuovere e di tutelare i diritti di tutti i cittadini stranieri, rom&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/02/01/lillogicita-degli-approcci/">L&#8217;illogicità degli approcci assistenzialisti ed emergenziali per le minoranze.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
A cura del NAGA , associazione di volontariato laica e apartitica che si è costituita a Milano nel 1987 allo scopo di promuovere e di tutelare i diritti di tutti i cittadini stranieri, rom e sinti senza discriminazione alcuna</p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
<p>Al di<br />
là di tutti i pregiudizi che circondano tale minoranza, la<br />
connotazione di “nomade”, è un termine non solo inappropriato<br />
dal punto di vista linguistico e culturale, ma è del tutto<br />
inadeguato  a fotografare la situazione attuale di questa minoranza.<br />
Le stime indicano che i Rom e i Sinti presenti nel territorio europeo<br />
siano 10-12 milioni di persone, mentre in Italia sono stanziati circa<br />
170-180 mila Rom. Tuttavia, il dato numerico reale delle comunità<br />
effettivamente presenti in Europa e in Italia non è univoco né<br />
tanto meno definitivo.
</p></div>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
Queste<br />
premesse sono necessarie per comprendere a pieno l&#8217;assoluta<br />
illogicità del approccio assistenzialista e/o emergenziale, tenuto<br />
non solo dalle autorità italiane ma anche europee. La più grande<br />
minoranza europea rimane costantemente ai margini della società e<br />
viene utilizzata come capro espiatorio quando le cose vanno male e la<br />
popolazione locale non è disposta ad assumersene la responsabilità<br />
(il caso italiano e quello francese sono lo specchio di tutti i<br />
pregiudizi e abusi che si perpetuano su questa minoranza).</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
Tutto<br />
questo avviene in totale sfregio del diritto internazionale, in<br />
particolare del principio di non discriminazione, che costituisce il<br />
pilastro fondamentale del sistema di tutela internazionale dei<br />
diritti umani, e dunque, anche la base dei principi di protezione<br />
delle minoranze.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
In<br />
tempi di crisi economica, la tendenza a indirizzare le frustrazioni<br />
contro capri espiatori aumenta e i rom sono apparentemente tra i<br />
bersagli più facili di tali sentimenti. I leader politici dovrebbero<br />
comprendere per primi che la ripresa economica passa anche attraverso<br />
la difesa e la diffusione dei principi di non discriminazione e del<br />
rispetto delle persone provenienti da gruppi con origini etniche e<br />
culturali diverse, nella speranza che nell&#8217;attuale campagna<br />
elettorale non si riproponga più la retorica incresciosa delle<br />
precedenti consultazioni che hanno avuto come risultato altrettanti<br />
ignobili episodi di violenza.</div>
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Fotografia di: Sara Guglielmi</div>
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