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	<title>diritto Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>ASA: 40 anni di lotta contro l&#8217;HIV</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 09:07:44 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p><br>Oggi è la giornata mondiale contro l&#8217;Hiv e cosí ho di deciso di presentarvi ASA (Associazione Solidarietà Hiv). Sono venuto in contatto con questa realtà grazie al mio padre putativo Gianni e insieme abbiamo collaborato al mercatino dell&#8217;associazione per un po&#8217; di tempo. ASA opera sul territorio milanese da 1985 e alcune delle sue principali attività sono:</p>



<ul><li>Centralino informativo </li><li>Counseling telefonico e vis-à-vis</li><li>Assistenza psicologica specialistica e individuale </li><li>Hiv a quattrocchi: serate informative per persone con hiv, tenute da persone con hiv</li><li>Mercatino (BASAr) a cadenza mensile di raccolta fondi</li><li>Corsi di yoga</li><li>Omniateca: centro multimediale di documentazione (riviste italiane e straniere, opuscoli, manifesti e foto).<br>Tra le attività ci sono anche giornate di test rapidi hivy, sifilide, epatite C, in sede e all&#8217;esterno (locali, luoghi di aggregazione).<br>Intervisto ora, il presidente dell&#8217;associazione, ovvero l&#8217;infettivologo Massimo Cernuschi. <br>Puoi dirci qualcosa circa la diffusione del virus ad oggi?<br>L&#8217;amministrazione Trump col taglio dei finanziamenti al Welfare ha portato ad un blocco delle di  politiche di sostegno al trattamento e alla prevenzione del virus  soprattutto nell&#8217;Africa subsariana e nell&#8217;Europa dell&#8217;Est. <br>Il dato più preoccupante, per quanto riguarda l&#8217;Italia, riguarda il continuo aumento delle persone a cui viene diagnosticata tardivamente l’infezione da HIV (con bassi CD4 o in AIDS), nel caso specifico, si tratta soprattutto di maschi eterosessuali.<br>Parlaci della Prep…<br>In Italia la Prep è solo in compresse, esistono da poco ma non ancora registrate le soluzioni iniettabili da prendere ogni 2/6 mesi. La prep è più efficace del profilattico, l&#8217;unico rischio è rappresentato dal non seguire le incazioni dei medici per questo le iniezioni sarebbero una soluzione migliore. <br>Estiste anche la Doxy Pep per le infezioni batteriche a trasmissione sessuale che consiste in un  antibiotico da prendere entro 72 ore dal rapporto a rischio. <br>Come trattano i media il tema dell&#8217;Hiv?<br>Si scrive solamente dei casi eclatanti; per esempio di coloro che vengono denunciati per non aver informato della propria  positività, spesso dimenticandosi di specificare che si tratta di persone in cura, da anni, con farmaci antiretrovirali.<br>ASA ha seguito un progetto dell&#8217;oms per formazione dei giornalisti che si è rivelato un insuccesso in quanto a partecipazione. Generalmente in occasione della giornata contro l&#8217;Hiv i giornali cercano sempre storie strappalacrime, quindi non si vuole davvero informare le persone sul questo tema.<br>Aggiungo che purtroppo non si fa campagna sul tema U=U perciò lo stigma verso le persone sieropositive resta, così come la paura del contagio. Le istituzioni per prime, tramite gli organi di stampa, non fanno passare il messaggio che attualmente chi ha il virus dell&#8217;hiv prende semplicemente una pillola al giorno.<br>Che impatto emotivo ha oggi lo scoprire di aver contratto il viris?<br>Lo stigma è ancora fortemente presente soprattutto nelle piccole realtà di provincia e questa spaventa e condiziona ancora molto soprattutto i persone con hiv. Ringrazio Massimo della disponibilità e vi invito ad a dare un occhio al sito di ASA anche per avere risposta alle varie domande sull&#8217;argomento trattato e per conoscere di più sull&#8217;associazione. </li><li>ASA ONLUS MILANO &#8211; Home Asa</li></ul>
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		<title>Luce intera</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2025 07:18:35 +0000</pubDate>
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<p><br>di Jorida Dervishi Mbroci </p>



<p>Il cielo non aveva più ombre, solo linee sottili che si aprivano come finestre luminose. Azzurra camminava piano, ma non c’era più esitazione nei suoi passi. Ogni gesto sembrava portare un riflesso nuovo, come se la sua pelle, i suoi occhi, perfino il suo respiro avessero imparato a custodire un segreto prezioso: quello di esserci ancora, e di esserci intera.<br>Non era soltanto la maternità a raccontarla, né solo la fatica superata. Era un insieme di battiti: la sua bambina che la teneva ancorata, le mani che l’avevano sostenuta lungo il cammino, il silenzio che si era fatto maestro, la fede che aveva trovato riparo in lei. Tutto l’universo sembrava averle restituito una forma nuova, più fragile eppure più luminosa.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/j2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/j2-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18155" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/j2-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/j2-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/j2-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/j2-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/j2-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/j2-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/j2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br>Ma Azzurra sapeva che non tutte le donne ricevono la stessa possibilità. C’erano storie spezzate, corpi non ascoltati, parole mai dette, ferite che il mondo preferisce non guardare. E questo non poteva restare invisibile.Perché ciò che accade a una donna non è mai soltanto suo: appartiene anche agli sguardi che la circondano, alle mani che la toccano, alle scelte che la società compie o evita di compiere.<br>Azzurra non chiedeva nulla per sé. Guardava la sua bambina e sapeva che la vita le aveva consegnato un dono immenso, ma la gratitudine non cancellava la consapevolezza.Essere rinata significava anche ricordare le ferite e trasformarle in luce.<br>“Ogni gesto che compiamo,” pensava, “ha un peso che non si ferma in noi. Tocca altri corpi, altri destini, altri futuri.”<br>E mentre il vento le accarezzava il volto, Azzurra non aveva bisogno di parole solenni: la sua stessa presenza era un invito a guardare con occhi più attenti, a camminare con passi più gentili, a scegliere con coscienza. Perché la vita, quella vera, non chiede perfezione: chiede responsabilità. E in quella responsabilità, ognuno di noi &#8211; persona, società, universo &#8211; ha il potere di generare o di spegnere la luce.<br>E in quel silenzio pieno di luce, Azzurra sentì solo il bisogno di dire grazie.A se stessa, per aver resistito. A chi l’aveva accompagnata, senza chiedere nulla in cambio. All’universo, per averle ricordato che ogni caduta può trasformarsi in inizio. E a quella bambina che, con il suo respiro, le aveva insegnato che la vita non smette mai di rinascere.<br>Il cerchio era chiuso, ma non c’era fine: c’era solo un nuovo cammino, fatto di gratitudine e di luce intera.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/j5-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="420" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/j5-1-420x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18153" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/j5-1-420x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 420w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/j5-1-123x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 123w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/j5-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 691w" sizes="(max-width: 420px) 100vw, 420px" /></a></figure>



<p><br>Content creator: Boris Maretto</p>
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		<title>Azzurra cammina piano</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2025 10:10:30 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Jorida Dervishi Mbroci</p>



<p></p>



<p>Azzurra cammina piano, con sua figlia tra le braccia. La casa dorme ancora. La luce dell’alba passa dalle tende come un pensiero leggero. Ha imparato a riconoscere quel momento preciso: il mondo sembra fermo, nessuno la chiama, nemmeno lei stessa. È l’unico tempo in cui si sente intera. Anche se stanca. Anche se fragile.</p>



<p><br>Va a piedi nudi, sente il legno scricchiolare sotto i piedi. La bambina respira piano, abbandonata al sonno, con le dita chiuse a pugno. Ogni sera, prima di dormire, le sfiora la fronte con le dita, come se volesse imprimere un segreto. Azzurra la guarda e pensa se anche lei, da piccola, dormiva così. Se qualcuno la guardava con quello stesso silenzioso stupore.</p>



<p><br>C’è un tempo che torna &#8211; non quello degli orologi, ma quello che pulsa dentro, tra ossa e parole non dette. È il tempo che resta.Quello che non si è consumato nel dolore o nei rimpianti. È il tempo che finalmente ha il coraggio di esistere.</p>



<p><br>Azzurra non ha dimenticato. Ci sono notti in cui, nel silenzio dopo l’ultima poppata, quando sembra tutto calmo ma dentro è pieno di voci, sente tornare le parti di sé che aveva lasciato indietro. Le fughe.Le colpe che non erano tutte sue ma se le è portate addosso lo stesso. I no che non ha detto, i sì dati per paura di restare sola. Ma adesso non scappa più. Non ha bisogno di salvarsi. Non perché qualcuno l’abbia salvata &#8211; ma perché ha imparato a restare.</p>



<p><br>Essere madre l’ha resa più fragile. Piange spesso. A volte senza motivo. Basta un odore, una musica, una voce lontana. Prima avrebbe nascosto quelle lacrime. Ora le lascia cadere. Non sono debolezza. Sono acqua che pulisce, che scava, che fa spazio.<br>La forza di Azzurra non sta nei muscoli o nella resistenza. Sta nella scelta di esserci. Anche quando è dura. Anche senza risposte. Anche quando pensa di non avere più niente da dare. E lo fa lo stesso. Con la dolce tenacia di chi ha toccato il fondo e ha deciso di non restarci.</p>



<p><br>Ha smesso di cercare la perfezione. Non vuole più essere giusta per tutti. Ha capito che basta esserlo per sua figlia, per quel pezzetto di mondo che cresce tra le sue braccia, con i suoi gesti imperfetti ma veri. E ha capito anche che non serve guarire tutto. Ci sono dolori che restano. Non fanno più male come prima, ma bussano ogni tanto.E lei li lascia entrare. Li ascolta. Poi li accompagna alla porta, senza combatterli più.</p>



<p><br>Ha smesso di volere risposte a ogni costo. Ha iniziato a farsi domande diverse:“Cosa rimane?”“Cosa voglio custodire?”“Cosa posso insegnare a mia figlia?”</p>



<p><br>Nel tempo che resta, Azzurra non corre più. Cerca la lentezza. Cerca la presenza. Una colazione senza telefono. Una carezza senza fretta. Una risata vera, anche breve. Scrive biglietti sparsi. Frasi sue, che non mostra a nessuno. Le servono per non perdersi.<br>Non ha perso amici. Ma ha preso strade diverse da qualcuno. Ha imparato a non temere il silenzio che resta con chi si è allontanato. Non c’è rancore. Solo vita che va avanti.</p>



<p><br>Nel tempo che resta, ha smesso di voler controllare tutto. A volte inciampa. Si ferma. Respira. E riparte.<br>Non è un lieto fine. Non è nemmeno una fine. È una donna che ha imparato a camminare senza sapere sempre dove va. Che ha lasciato l’ansia di essere giusta, forte, pronta. E ogni giorno sceglie di esserci. Anche così, a metà. Ma presente.<br>Nel tempo che resta, Azzurra vive. A modo suo. In silenzio. Con amore.</p>



<p>Content creator: Boris Maretto</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/az2.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/az2-683x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18128" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/az2-683x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 683w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/az2-200x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/az2-768x1152.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/az2.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></a></figure>
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		<title>Il Rapporto annuale 2024 sulla repressione e persecuzione della Chiesa di Dio Onnipotente da parte del Partito comunista cinese</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Apr 2025 16:24:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Chiesa di Dio Onnipotente (CDO) ha pubblicato il Rapporto annuale 2024 sulla repressione e persecuzione della Chiesa di Dio Onnipotente (CDO) da parte del Partito Comunista Cinese (PCC).Nel 2024, almeno 19.053 cristiani della&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/cina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="618" height="340" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/cina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17948" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/cina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 618w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/cina-300x165.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 618px) 100vw, 618px" /></a></figure></div>



<p><br>La Chiesa di Dio Onnipotente (CDO) ha pubblicato il Rapporto annuale 2024 sulla repressione e persecuzione della Chiesa di Dio Onnipotente (CDO) da parte del Partito Comunista Cinese (PCC).<br>Nel 2024, almeno 19.053 cristiani della CDO sono stati arrestati, 2.175 sono stati condannati, 9.762 sono stati sottoposti a torture o indottrinamento forzato e 24 sono stati perseguitati a morte. Il numero di arresti, di condanne pesanti e di casi di tortura o indottrinamento forzato ha nuovamente stabilito un nuovo record dal primo rapporto annuale pubblicato nel 2017.</p>



<p>Il rapporto rivela che il PCC ha emanato direttive segrete per lanciare una “Dura battaglia di tre anni” per sradicare completamente la Chiesa di Dio Onnipotente (CDO), con il 2024 come primo anno. Le autorità di tutta la Cina hanno utilizzato dati e informazioni provenienti da “tracciamenti di videosorveglianza, riconoscimento facciale, registrazioni di comunicazioni e visite mediche”,<br>insieme a metodi come “il posizionamento satellitare e la segnalazione pubblica”, per condurre indagini su larga scala, perquisizioni e arresti di cristiani della CDO. A partire da giugno, le operazioni di arresto di massa a livello nazionale sono proseguite senza sosta, portando a un forte aumento degli arresti del 53% rispetto al 2023.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/locandino.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="577" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/locandino-1024x577.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17947" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/locandino-1024x577.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/locandino-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/locandino-768x433.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/locandino.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br>Il rapporto afferma che da giugno a dicembre sono stati arrestati 1.065 membri della CDO nella provincia di Zhejiang, pari al 98% del totale annuale. Nella provincia di Henan, nello stesso periodo, sono stati arrestati 2.365 membri della chiesa, mentre nella provincia di Shandong ne sono stati arrestati 2.145 nella seconda metà dell’anno, entrambi pari all’88% dei rispettivi totali annuali.<br>Come città pilota per la repressione della “Dura battaglia di tre anni”, quasi tutti i membri della CDO nella città di Changzhi, nella provincia di Shanxi, sono stati arrestati, e molti casi risultano non rintracciabili. Nella provincia di Anhui sono stati registrati almeno 3.925 arresti nel corso dell’anno, segnando il più alto numero di arresti a livello nazionale per quattro anni consecutivi, con un aumento medio annuo del 34,8%.<br>I cristiani della CDO arrestati sono stati ampiamente sottoposti a torture. Per raggiungere le quote di arresti, le autorità di tutto il Paese hanno usato brutali tattiche di “trasformazione” e interrogatori violenti, come l’impiccagione con le manette, le scosse elettriche, la privazione del sonno (nota come “Esaurire un’aquila”), digiuno forzato, la posizione eretta prolungata, l’indecenza e abuso sessuale. Alcuni hanno subito torture che hanno provocato disabilità permanenti, crolli mentali, perdita della capacità di cura di sé e persino il suicidio per impiccagione. Nello Henan, una cristiana della CDO ha subito 30 giorni di violento indottrinamento, durante i quali la polizia l’ha privata del sonno e picchiata, rompendole due costole. Nell’Anhui, un cristiano della CDO di 17 anni è stato sottoposto a sette giorni e notti di privazione del sonno, nota come tortura “Esaurire un’aquila”.<br>Nell’ottobre 2024, due cristiani della CDO a Changchun, nella provincia di Jilin, sono morti nel giro di quattro giorni a causa della brutale persecuzione.<br>Il rapporto rivela un forte aumento del numero di sentenze severe per i cristiani della CDO nel 2024.</p>



<p>Un totale di 168 persone sono state condannate a sette o più anni, segnando un aumento del 35,5% rispetto ai 124 casi del 2023. La condanna più lunga registrata è stata di 14 anni. La provincia del Guangdong ha guidato la nazione nella percentuale di condanne a sette o più anni per due anni consecutivi, con questi casi nel 2024 che hanno rappresentato il 16% delle condanne totali a livello nazionale. Tra questi, sei persone sono state condannate a 11 anni, nove a 10 anni e una persona è stata multata fino a 180.000 RMB. Il 10 dicembre 2024, il Tribunale popolare del distretto di Laiwu a Jinan, nella provincia di Shandong, ha condannato 23 cristiani della CDO in un processo di gruppo. Tra questi, tre leader della chiesa di alto livello sono stati condannati a 12 anni e multe di 120.000 RMB ciascuno, mentre un cristiano comune è stato condannato a 10 anni con una multa di 100.000 RMB.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/g2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="512" height="324" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/g2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17949" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/g2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 512w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/g2-300x190.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></a></figure>



<p><br>Il rapporto sottolinea in particolare un altro aspetto chiave della “Dura battaglia di tre anni”: la repressione transnazionale della CDO da parte del PCC. La direttiva chiede di “rafforzare la raccolta di informazioni”, di monitorare da vicino “le residenze e gli spostamenti” dei membri chiave della chiesa all’estero, di condurre operazioni per “colpire e smantellare” le comunità della<br>CDO fuori dalla Cina e di impedire la crescita della chiesa all’estero. Il rapporto descrive in dettaglio i recenti sforzi di repressione transnazionale del PCC a Hong Kong, Taiwan, Corea del Sud e in diversi Paesi occidentali. Queste azioni includono la raccolta di informazioni personali sui credenti della CDO, molestie e coercizioni dei loro parenti e amici nella Cina continentale per costringerli a tornare in Cina, e il dispiegamento di agenti e operatori all’estero per diffondere una propaganda negativa, restringendo lo spazio vitale dei cristiani all&#8217;estero, raggiungendo infine l’obiettivo malvagio di costringere i cristiani della CDO a tornare in Cina.<br>Nel 1991, Dio Onnipotente, il Cristo degli ultimi giorni, è apparso e ha iniziato la sua opera, esprimendo parole che hanno portato alla fondazione della CDO. La maggior parte delle parole di Dio Onnipotente sono state raccolte nel libro La Parola appare nella carne, che attualmente è composto da sette volumi e serve come fondamento dottrinale della chiesa. Essendo la chiesa domestica più duramente perseguitata in Cina, almeno 293 membri della CDO sono stati perseguitati a morte dalla sua fondazione. Statistiche incomplete indicano che dal 2011 sono stati arrestati quasi 480.000 cristiani della CDO. Nel 2024, la Cina ha dovuto affrontare disastri naturali e provocati dall’uomo, il collasso economico e le crescenti crisi interne ed esterne. Tuttavia, invece di affrontare queste crisi. Il PCC ha ignorato le condizioni di vita della popolazione, intensificando invece la soppressione della fede religiosa con ancora maggiore spietatezza. Le sue atrocità hanno suscitato una forte condanna da parte di governi stranieri, studiosi religiosi e sostenitori dei diritti<br>umani. Anche numerosi media internazionali hanno riferito di queste atrocità.<br>A causa della persecuzione sempre più brutale dei cristiani della CDO da parte del PCC e dell’uso di mezzi spregiudicati per nascondere la verità, raccogliere e verificare dati e casi di persecuzione è diventato estremamente difficile. Di conseguenza, molti casi di persecuzione rimangono sconosciuti. Questo rapporto annuale è stato redatto esclusivamente sulla base dei dati e dei materiali disponibili sulle persecuzioni e dei documenti ufficiali del PCC, e costituisce una prova critica della persecuzione della fede religiosa da parte del PCC.</p>



<p><br><a href="http://Il?utm_source=rss&utm_medium=rss Rapporto annuale 2024 sulla repressione e persecuzione della Chiesa di Dio Onnipotente da parte del Partito comunista cinese La Chiesa di Dio Onnipotente (CDO) ha pubblicato il Rapporto annuale 2024 sulla repressione e persecuzione della Chiesa di Dio Onnipotente (CDO) da parte del Partito Comunista Cinese (PCC). Nel 2024, almeno 19.053 cristiani della CDO sono stati arrestati, 2.175 sono stati condannati, 9.762 sono stati sottoposti a torture o indottrinamento forzato e 24 sono stati perseguitati a morte. Il numero di arresti, di condanne pesanti e di casi di tortura o indottrinamento forzato ha nuovamente stabilito un nuovo record dal primo rapporto annuale pubblicato nel 2017.  Il rapporto rivela che il PCC ha emanato direttive segrete per lanciare una “Dura battaglia di tre anni” per sradicare completamente la Chiesa di Dio Onnipotente (CDO), con il 2024 come primo anno. Le autorità di tutta la Cina hanno utilizzato dati e informazioni provenienti da “tracciamenti di videosorveglianza, riconoscimento facciale, registrazioni di comunicazioni e visite mediche”, insieme a metodi come “il posizionamento satellitare e la segnalazione pubblica”, per condurre indagini su larga scala, perquisizioni e arresti di cristiani della CDO. A partire da giugno, le operazioni di arresto di massa a livello nazionale sono proseguite senza sosta, portando a un forte aumento degli arresti del 53% rispetto al 2023.  Grafico 1: Confronto degli arresti dal 2019 al 2024 Il rapporto afferma che da giugno a dicembre sono stati arrestati 1.065 membri della CDO nella provincia di Zhejiang, pari al 98% del totale annuale. Nella provincia di Henan, nello stesso  periodo, sono stati arrestati 2.365 membri della chiesa, mentre nella provincia di Shandong ne sono stati arrestati 2.145 nella seconda metà dell’anno, entrambi pari all’88% dei rispettivi totali annuali. Come città pilota per la repressione della “Dura battaglia di tre anni”, quasi tutti i membri della CDO nella città di Changzhi, nella provincia di Shanxi, sono stati arrestati, e molti casi risultano non rintracciabili. Nella provincia di Anhui sono stati registrati almeno 3.925 arresti nel corso dell’anno, segnando il più alto numero di arresti a livello nazionale per quattro anni consecutivi, con un aumento medio annuo del 34,8%. I cristiani della CDO arrestati sono stati ampiamente sottoposti a torture. Per raggiungere le quote di arresti, le autorità di tutto il Paese hanno usato brutali tattiche di “trasformazione” e interrogatori violenti, come l’impiccagione con le manette, le scosse elettriche, la privazione del sonno (nota come “Esaurire un’aquila”), digiuno forzato, la posizione eretta prolungata, l’indecenza e abuso sessuale. Alcuni hanno subito torture che hanno provocato disabilità permanenti, crolli mentali, perdita della capacità di cura di sé e persino il suicidio per impiccagione. Nello Henan, una cristiana della CDO ha subito 30 giorni di violento indottrinamento, durante i quali la polizia l’ha privata del sonno e picchiata, rompendole due costole. Nell’Anhui, un cristiano della CDO di 17 anni è stato sottoposto a sette giorni e notti di privazione del sonno, nota come tortura “Esaurire un’aquila”. Nell’ottobre 2024, due cristiani della CDO a Changchun, nella provincia di Jilin, sono morti nel giro di quattro giorni a causa della brutale persecuzione. Il rapporto rivela un forte aumento del numero di sentenze severe per i cristiani della CDO nel 2024. Un totale di 168 persone sono state condannate a sette o più anni, segnando un aumento del 35,5% rispetto ai 124 casi del 2023. La condanna più lunga registrata è stata di 14 anni. La provincia del Guangdong ha guidato la nazione nella percentuale di condanne a sette o più anni per due anni consecutivi, con questi casi nel 2024 che hanno rappresentato il 16% delle condanne totali a livello nazionale. Tra questi, sei persone sono state condannate a 11 anni, nove a 10 anni e una persona è stata multata fino a 180.000 RMB. Il 10 dicembre 2024, il Tribunale popolare del distretto di Laiwu a Jinan, nella provincia di Shandong, ha condannato 23 cristiani della CDO in un processo di gruppo. Tra questi, tre leader della chiesa di alto livello sono stati condannati a 12 anni e multe di 120.000 RMB ciascuno, mentre un cristiano comune è stato condannato a 10 anni con una multa di 100.000 RMB.  Grafico 2: Numero di persone condannate a sette anni o più (2019-2024) Il rapporto sottolinea in particolare un altro aspetto chiave della “Dura battaglia di tre anni”: la repressione transnazionale della CDO da parte del PCC. La direttiva chiede di “rafforzare la raccolta di informazioni”, di monitorare da vicino “le residenze e gli spostamenti” dei membri chiave della chiesa all’estero, di condurre operazioni per “colpire e smantellare” le comunità della CDO fuori dalla Cina e di impedire la crescita della chiesa all’estero. Il rapporto descrive in dettaglio i recenti sforzi di repressione transnazionale del PCC a Hong Kong, Taiwan, Corea del Sud e in diversi Paesi occidentali. Queste azioni includono la raccolta di informazioni personali sui credenti della CDO, molestie e coercizioni dei loro parenti e amici nella Cina continentale per costringerli a tornare in Cina, e il dispiegamento di agenti e operatori all’estero per diffondere una propaganda negativa, restringendo lo spazio vitale dei cristiani all'estero, raggiungendo infine  l’obiettivo malvagio di costringere i cristiani della CDO a tornare in Cina. Nel 1991, Dio Onnipotente, il Cristo degli ultimi giorni, è apparso e ha iniziato la sua opera, esprimendo parole che hanno portato alla fondazione della CDO. La maggior parte delle parole di Dio Onnipotente sono state raccolte nel libro La Parola appare nella carne, che attualmente è composto da sette volumi e serve come fondamento dottrinale della chiesa. Essendo la chiesa domestica più duramente perseguitata in Cina, almeno 293 membri della CDO sono stati perseguitati a morte dalla sua fondazione. Statistiche incomplete indicano che dal 2011 sono stati arrestati quasi 480.000 cristiani della CDO. Nel 2024, la Cina ha dovuto affrontare disastri naturali e provocati dall’uomo, il collasso economico e le crescenti crisi interne ed esterne. Tuttavia, invece di affrontare queste crisi. Il PCC ha ignorato le condizioni di vita della popolazione, intensificando invece la soppressione della fede religiosa con ancora maggiore spietatezza. Le sue atrocità hanno suscitato una forte condanna da parte di governi stranieri, studiosi religiosi e sostenitori dei diritti umani. Anche numerosi media internazionali hanno riferito di queste atrocità. A causa della persecuzione sempre più brutale dei cristiani della CDO da parte del PCC e dell’uso di mezzi spregiudicati per nascondere la verità, raccogliere e verificare dati e casi di persecuzione è diventato estremamente difficile. Di conseguenza, molti casi di persecuzione rimangono sconosciuti. Questo rapporto annuale è stato redatto esclusivamente sulla base dei dati e dei materiali disponibili sulle persecuzioni e dei documenti ufficiali del PCC, e costituisce una prova critica della persecuzione della fede religiosa da parte del PCC. Per leggere il Rapporto annuale 2024, clicca qui. https://it.godfootsteps.org/persecution/annual-report-2024.html?utm_source=rss&utm_medium=rss"><br>Per leggere il Rapporto annuale 2024, clicca qui: <br>https://it.godfootsteps.org/persecution/annual-report-2024.html?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Cos&#8217;è il Ramadan</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 09:44:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Filippo Cinquemani Il primo di marzo è iniziato il Ramadan per i musulmani. Di che cosa si tratta? Secondo la tradizione islamica è il mese in cui Maometto ricevette la rivelazione del Corano&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/ra.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/ra-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17939" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/ra-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/ra-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/ra-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/ra.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1083w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p>Il primo di marzo è iniziato il Ramadan per i musulmani. Di che cosa si tratta? Secondo la tradizione islamica è il mese in cui Maometto ricevette la rivelazione del Corano &#8220;come guida per gli uomini di retta direzione e salvezza&#8221; (Sura II, v. 185). Il nome deriva dalla radice &#8220;ar-ramad&#8221;, ovvero “calore cocente”. Questo mese sacro prevede il digiuno fino al tramonto, ma anche preghiera, meditazione e autodisciplina. Nell&#8217;Islam è molto importante l&#8217;intenzione: la partecipazione al Ramadan deve dunque essere perpetrata con serietà e consapevolezza. L’obiettivo del fedele musulmano è crescere spiritualmente e avvicinarsi ad Allah. Il digiuno è un obbligo per tutti i musulmani praticanti adulti e sani che, dalle prime luci dell&#8217;alba fino al tramonto, non possono mangiare, bere, fumare e praticare sesso.<br>Il digiuno si interrompe al tramonto con un dattero o un bicchiere d&#8217;acqua e segue poi il passo serale, detto &#8220;iftar&#8221;.<br>L&#8217;esonero dal digiuno è previsto per donne incinte, viaggiatori, anziani e donne durante il ciclo mestruale. Il mancato digiuno si può recuperare durante l’anno.<br>Il digiuno (sawn) è solo uno dei cinque doveri della fede islamica. Gli altri sono la professione di fede (kalima), la recita quotidiana delle cinque preghiere (salat), l&#8217;elargizione delle elemosine (zakat) e il compimento, almeno una volta nella vita, del pellegrinaggio (hagg) a La Mecca (Arabia Saudita).<br>La mancata osservanza di questi precetti, nelle comunità più osservanti, può portare all&#8217;imputazione del reato di apostasia. Il Ramadan è il mese più sacro dei musulmani &#8211; che sono circa 1,6 miliardi in tutto il mondo &#8211; e il periodo dell&#8217;anno in cui si celebra è lo stesso in tutti i Paesi islamici.<br>Non cade sempre nello stesso periodo del calendario gregoriano, perché quello degli islamici è un calendario lunare (l&#8217;anno lunare dura circa 11 giorni meno di quello solare), e la numerazione dell&#8217;anno non coincide perché i musulmani iniziano a contare dal nostro 622 d. C., quando Maometto lascò la Mecca per recarsi a Medina.<br>Ci sono cibi che si possono mangiare quando cala il sole. Ogni Paese ha le sue tradizioni: per esempio, in Tunisia, Algeria e Marocco viene preparato un cous-cous solo con agnello (non il pollo o il montone) e aggiunta di uvetta; in Siria e in Giordania invece si mangiano i &#8220;katai&#8221;, dolci con ripieno di cocco, nocciole tritate e zucchero.<br>Durante il Ramadan si bevono succhi di frutta, e nei Paesi del Maghreb quello di liquirizia, che alza la pressione sanguigna, perché chi digiuna ce l&#8217;ha più bassa del solito.<br>Ovunque, il Ramadan è un momento di condivisione e di unione. È usanza invitare i propri vicini e amici a condividere tutti insieme il pranzo serale e a recitare particolari preghiere dette &#8220;tarawih&#8221;. Il Ramadan termina dopo 29 o 30 giorni con una festa chiamata &#8220;&#8216;id al-fitr&#8221;, ovvero &#8220;la piccola festa&#8221;, durante la quale, oltre ad un pasto rituale, si fanno offerte per i più poveri della comunità.<br>Buon Ramadan a tutti!</p>



<p><br>Si ringraziano Focus e National Geographic</p>
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		<title>Ddl sicurezza. Antigone: &#8220;il più grande attacco alla libertà di protesta della storia repubblicana. Il Senato lo fermi&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Sep 2024 08:44:19 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ddl.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="670" height="455" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ddl.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17717" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ddl.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 670w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ddl-300x204.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-left">Associazione Per i Diritti umani si unisce all&#8217;appello lanciato da associazione Antigone e da tutte le altre realtà che considerano la Legge n. 1660 un attacco alla democrazia e alla Costituzione italiana. </p>



<p class="has-text-align-left"></p>



<p class="has-text-align-left">Il ddl sicurezza contiene un attacco al diritto di protesta come mai accaduto nella storia repubblicana, portando all&#8217;introduzione di una serie di nuovi reati con pene draconiane anche laddove le proteste siano pacifiche. Così si colpiranno gli attivisti che protestano per sensibilizzare sul cambiamento climatico, gli studenti che chiederanno condizioni più dignitose per i propri istituti scolastici, lavoratori che protestano contro il proprio licenziamento, persone detenute che in carcere protestano contro il sovraffollamento delle proprie celle. </p>



<p class="has-text-align-left">Se consideriamo anche altri provvedimenti contenuti nel disegno di legge, il carcere per le donne incinte e le madri con figli neonati, la stretta sulla cannabis light, il carcere per chi occupa un&#8217;abitazione, si vede bene come il governo abbia deciso con questo provvedimento di voler gestire numerose questioni sociali nella maniera più illiberale possibile, cioè reprimendole con l&#8217;utilizzo del sistema penale e del carcere anziché aprirsi al dialogo e all&#8217;ascolto, intervenendo al contempo con risorse finanziarie per alleviare le problematiche che attanagliano i cittadini, che è ciò che ci si aspetterebbe in una democrazia con un forte stato di diritto.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-left">Chiediamo alle forze politiche di opposizione e anche a quelle moderate della maggioranza di non assecondare questi propositi e di fermare il disegno di legge nella discussione al Senato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/sic.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="819" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/sic-819x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17718" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/sic-819x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 819w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/sic-240x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 240w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/sic-768x960.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/sic.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></a></figure>
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		<title>&#8220;Buone notizie&#8221;. Don&#8217;t worry, be Happy: lo sport come diritto ACCESSIBILE per tutt*</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Sep 2024 07:39:03 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/09/03/buone-notizie-dont-worry-be-happy-lo-sport-come-diritto-accessibile-per-tutt/">&#8220;Buone notizie&#8221;. Don&#8217;t worry, be Happy: lo sport come diritto ACCESSIBILE per tutt*</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<p></p>



<p>di Martina Foglia </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="429" height="430" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17686" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 429w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 429px) 100vw, 429px" /></a></figure></div>



<p></p>



<p>Come molti di voi sapranno in questi giorni si stanno svolgendo le Paralimpiadi a Parigi, una bellissima occasione per parlare di Diritto allo sport e di sport accessibile. Lo faremo attraverso questa testimonianza/intervista ad Allegra Magenta una ragazza con disabilità motoria acquisita che ha trovato nello sport accessibile un modo per autodeterminarsi e per accrescere l&#8217;autonomia continuando a seguire le proprie passioni.</p>



<p>Vuoi presentarti?<br>Mio papà ha scelto di chiamarmi Allegra dopo avermi visto nascere, pare che già ridessi molto e devo dire che è un nome che mi piace e che mi si addice. Nel mondo sportivo mi chiamano tutti &#8220;Happy&#8221; perché le straniere australiane e americane non riuscivano a pronunciare bene il mio nome. Ho da sempre praticato sport e avendo due fratelli maschi sono sempre stata molto competitiva e grazie allo sport paraolimpico, anche dopo un grave incidente, ho potuto riprovare l’adrenalina competitiva.</p>



<p>Come è nata la tua passione per lo sport?<br>È nata grazie alla possibilità avuta da piccola di provarne molti tra cui: nuoto, judo, tennis per poi innamorarmi del softball (baseball femminile) e poi post incidente: scherma e del tennistavolo.<br>Credo proprio di potermi appassionare di qualunque sport, ricordo che appena dopo il mio incidente potevo solo muovere la testa e con collare e corsetto in carrozzina mi sono allenata con la cerbottana ed ero felice.</p>



<p>C&#8217;è stato qualcuno (tra i familiari, o qualche associazione sportiva) che ti ha sostenuto in questa tua passione?<br>Nel mondo del softball sicuramente il BSC Legnano dove ho giocato e nel 2007 vinto con la mia squadra lo scudetto italiano, la Coppa Italia e la Coppa delle coppe. Post incidente sicuramente la società di scherma a Niguarda creata dalla maestra Carolina Gambirasio e poi la mia attuale società di tennistavolo Nerviano.</p>



<p>Ricordi il momento in cui hai deciso di fare sport a livello agonistico e quali sono state le motivazioni ?<br>Inizialmente hanno creduto in me e mi hanno selezionato gli allenatori di softball, ma già all ascuola elementare,quando praticavo judo, il mio maestro voleva farmi gareggiare perché notava lo spirito agonistico. Ammetto che per la mia ottica fare sport ha senso per prepararsi al meglio e poi gareggiare; solo in gara infatti si valuta il livello di preparazione fisica e mentale e ci si confronta con avversari: sia vincendo sia perdendo si impara e si cresce sempre.</p>



<p>So che ti sei cimentata in più di uno sport, puoi raccontare le tue scelte?<br>Prima di tutto ho scelto la scherma perché durante il mio ricovero presso l’Unità spinale di Niguarda c’era la possibilità di provare e già da ricoverata andavo a curiosare in palestra. Dopo cinque anni ho capito che, anche se molto affascinante e divertente, è anche tanto asimmetrico dato che gli affondi vengono fatti lateralmente e per il mio fisico iniziava ad essere faticoso e sconsigliato. La seconda e per ora definitiva scelta è andata sul tennistavolo: è uno sport più corretto per il mio fisico (lesione midollare alta e amputazione al braccio destro) e mi permette di allenarmi più ore e performare con più facilità e poi si può gareggiare nel campionato dei normodotati perchè le regole e i materiali sono gli stessi: quindi la sfida è ancora più stimolante!</p>



<p>Che rapporto hai con la competizione?<br>Di dipendenza direi. Mi piace essenzialmente la sensazione di mettermi alla prova e imparare e quindi conoscere meglio il mio corpo e la mia mente per migliorarmi.</p>



<p>Puoi raccontarci cosa ti ha portato a partecipare alle Olimpiadi di Rio come volontaria?<br>È stata un’esperienza unica, sono molto felice di aver partecipato anche perché credo che fossi l’unica volontaria con disabilità che ha attraversato l’oceano per fare servizio all’interno del villaggio olimpico. Sembrava di essere in un sogno ogni giorno. Lo consiglio a chiunque di fare domanda e provare questa esperienza; inoltre farlo in Brasile con lo spirito carioca è stato esaltante! Tra le esperienze più belle.</p>



<p>Cosa ricordi di quella meravigliosa esperienza, che emozioni e sensazioni hai provato e cosa ti ha insegnato?</p>



<p>Ricordo con i cuoricini agli occhi il gruppo di volontari con cui ho lavorato composto da una cinese, un americano, un inglese, un brasiliano e il responsabile dello Zimbabwe. Insomma un&#8217;esperienza internazionale e tanto stimolante.</p>



<p>Quale è secondo te il valore più importante che lo sport trasmette?</p>



<p>Rispetto nei confronti di avversari, arbitri,  e delle regole del gioco.</p>



<p>Il tuo motto? Se ne hai uno&#8230;</p>



<p>Beh, &#8220;Don’t worry be Happy&#8221; mi piace molto ed è coerente con il mio soprannome da atleta.</p>



<p>Cosa ti aspetti per il tuo futuro sportivo?</p>



<p>Di trovare il modo di allenarmi in modo costante, fare più gare possibili e mettere un po’ di soldi da parte per poter iscrivermi a tanti tornei internazionali e scalare il ranking mondiale. Il mio sogno è sicuramente quello di esserci come atleta italiana nelle prossime paraolimpiadi.</p>



<p>Quest&#8217; intervista ci dimostra che, credendo nelle proprie capacità, con costanza e determinazione, si può trovare sempre un&#8217;alternativa, una possibilità per continuare a coltivare le proprie aspirazioni!</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="640" height="640" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17687" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>
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		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Venezuela: repressione porta a porta</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Aug 2024 09:44:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi Ricordate quando il dittatore disse che se non avesse vinto le elezioni, ci sarebbe stato un bagno di sangue?Ha mantenuto la sua parola e il bagno di sangue è iniziato il&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>di Tini Codazzi</p>



<p><br>Ricordate quando il dittatore disse che se non avesse vinto le elezioni, ci sarebbe stato un bagno di sangue?<br>Ha mantenuto la sua parola e il bagno di sangue è iniziato il 29 di luglio. E’ già chiaro per il mondo intero che siamo in presenza di uno Stato criminale, organizzato e repressivo. Sappiamo già cosa è successo dopo il 28 luglio e sappiamo già che sabato 3 agosto la Mesa de la Unidad Democratica, rappresentata da Maria Corina Machado, ha invitato i cittadini a manifestare pacificamente nelle strade del Paese. Il Venezuela non ha più paura, è sceso in piazza per difendere il suo voto. Nonostante le minacce ricevute dal regime<br>criminale, MCM è scesa in piazza con il suo popolo e ha parlato di legalità, coraggio, libertà e democrazia,<br>parole che sembrano scontate, ma in questo momento in Venezuela non lo sono. Il “Foro Penal de Venezuela” conferma che ci sono registrati 1010 detenuti dal 29 di luglio fino ad oggi, di cui 91 adolescenti. Molti cittadini non sono stati registrati dal Foro Penal, soprattutto nell’entroterra del Paese. Il dittatore Maduro nei suoi messaggi isterici al popolo è orgoglioso dei 2000 cittadini catturati per<br>aver manifestato pacificamente o per aver difeso il proprio voto. Massima punizione per i fascisti terroristi che hanno attentato contro il suo governo di pace, urla Maduro… E’ iniziata la caccia alle streghe e la persecuzione ai cittadini che hanno fatto da rappresentanti di lista e che lavoravano e si occupavano di controllare i voti durante le elezioni. Il dittatore ha annunciato in televisione la creazione di due prigioni in stile campo di concentramento per rieducare la popolazione, soprattutto i giovani. Sono già state uccise 22<br>persone, la più giovane aveva 15 anni. Le minacce sono costanti. Vengono rapiti leader politici dell&#8217;opposizione come Freddy Superlano, leader del partito Voluntad Popular. Giornalisti come la fotografa Daysi Peña, accusata di terrorismo, incitamento all&#8217;odio e vandalismo, solo per aver fatto il proprio lavoro durante le manifestazioni. La persecuzione ha come obbiettivo il cittadino comune. L&#8217;unico strumento di cui dispone il dittatore in questo momento è la violenza e la repressione accompagnate dalla tortura e<br>l’impunità. Le incursioni notturne sono il passatempo della polizia e della guardia nazionale. Ora, il grande problema è la forza militare, finché la forza militare sarà dalla sua parte, sarà difficile uscire da questa situazione in tempi brevi.<br>Noi continuiamo a lottare e non resteremo calmi, non ci fermeremo, non staremo zitti perché come dice Maria Corina: “¡Esta lucha es hasta el final!</p>
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		<title>10. anniversario del genocidio contro gli Yazidi in Iraq (3 agosto 2014)</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Aug 2024 09:27:36 +0000</pubDate>
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<p><br>Garantire sicurezza ai sopravvissuti!</p>



<p></p>



<p>Dieci anni dopo il genocidio contro la popolazione yazidi nel nord dell’Iraq, non c’è ancora alcuna prospettiva di un futuro sicuro per i<br>sopravvissuti, né in Iraq né in esilio in Europa, critica l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM). Vista la consistente presenza di Yazidi<br>accolti in esilio in Germania, ieri l’organizzazione per i diritti umani ha esortato la Ministra degli Interni Nancy Faeser a concedere una<br>protezione permanente ai 5.000-10.000 membri di questa comunità religiosa in Germania e a proteggerli dall’imminente deportazione. Il 3 agosto 2014, il cosiddetto Stato Islamico (IS) ha attaccato la comunità yazidi di Sinjar, nel nord dell’Iraq, uccidendone almeno 5.000. Circa 7.000 donne e ragazze sono state rapite e ridotte in schiavitù. 2.000 di loro sono ancora oggi disperse.</p>



<p>Il 19 gennaio 2023, il Bundestag tedesco non solo ha riconosciuto il genocidio contro gli yazidi, ma ha anche esplicitamente sottolineato che la situazione in Iraq è troppo pericolosa per un ritorno e quindi senza speranza, ha ricordato l’APM alla ministra. Dopo i terribili crimini commessi dall’IS contro questa comunità, dovrebbe essere ovvio dare ai sopravvissuti che cercano rifugio all’estero l’opportunità di fare i conti con i loro terribili traumi in sicurezza e di ritrovare la strada per una vita quotidiana stabile.</p>



<p>Il riconoscimento del genocidio diventa un vergognoso gesto simbolico se non è accompagnato dalla promessa di proteggere le persone colpite da situazioni pericolose per la loro vita in futuro e di evitare che siano nuovamente traumatizzate. In questo decimo anniversario del crimine, commemoriamo le vittime di questo genocidio e siamo solidali con la comunità yazidi, che deve ancora lottare per la giustizia e contro la discriminazione transnazionale, soprattutto da parte di altri gruppi di migranti, nello specifico in Germania. La protezione che la comunità yazidi in esilio dovrebbe ricevere attraverso il riconoscimento del genocidio in Germania non deve più trasformarsi in paura di deportazione e perdita di fiducia nella politica tedesca.</p>
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		<title>La festa che non è una passeggiata</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2024 10:02:34 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/25-aprile-Festa-della-Liberazione-34.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="800" height="446" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/25-aprile-Festa-della-Liberazione-34.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17530" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/25-aprile-Festa-della-Liberazione-34.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/25-aprile-Festa-della-Liberazione-34-300x167.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/25-aprile-Festa-della-Liberazione-34-768x428.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>



<p>(da ilmanifesto.it)</p>



<p><strong>25 APRILE, UNA DATA ESIGENTE.&nbsp;</strong>«Vogliamo che sfili una grande manifestazione, più grande del solito» scrivevamo un mese fa nell’appello che invitava a tornare a Milano questo 25 aprile. Siamo ottimisti, pensiamo che andrà così, […]</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://ilmanifesto.it/cdn-cgi/image/width=1400,format=auto,quality=85/https://static.ilmanifesto.it/2024/04/25aprile-1994-foto-archio-manifesto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="25 Aprile 1994. Dall'archivio del Manifesto"/></figure>



<p>25 Aprile 1994&nbsp;&#8211;&nbsp;Dall&#8217;archivio del ManifestoNuovo!<a href="https://ilmanifesto.it/archivio?autore=Andrea%20Fabozzi&utm_source=rss&utm_medium=rss">Andrea Fabozzi</a></p>



<p>«Vogliamo che sfili una grande manifestazione, più grande del solito»&nbsp;<a href="https://ilmanifesto.it/si-potrebbe-tornare-a-milano-il-25-aprile?utm_source=rss&utm_medium=rss">scrivevamo un mese fa nell’appello</a>&nbsp;che invitava a tornare a Milano questo 25 aprile. Siamo ottimisti, pensiamo che andrà così, il corteo sarà pienissimo.</p>



<p>Ce lo dicono le tante adesioni, collettive e individuali, l’impegno degli organizzatori, la sensazione di aver intercettato e dato voce a un desiderio diffuso. Persino cresciuto nelle ultime settimane, al crescere delle motivazioni per fare di questa Liberazione una liberazione speciale.</p>



<p>Al centro del nostro 25 aprile c’è l’urgente mobilitazione contro le destre estreme in Italia e in Europa, che ormai mettono in discussione o cancellano principi e diritti che parevano acquisiti. E c’è l’opposizione popolare alla guerra, ormai trattata come un punto di programma dalle massime istituzioni Ue.</p>



<p>Cessate il fuoco e no al riarmo sono le parole d’ordine per l’unica opzione che ci resta: la pace.</p>



<p>In piena coerenza con l’eredità della Resistenza, combattuta anche per scacciare la guerra dal destino dell’Europa, quella di oggi sarà anche la grande manifestazione pacifista che aspettavamo da tempo. Per una soluzione negoziale del conflitto in Ucraina a più di due anni dall’aggressione russa. E per chiedere all’Unione e agli stati europei di agire per fermare la carneficina di Israele a Gaza. Smettendola con l’avallare – di fatto – l’azione di Netanyhau, capace di annientare l’istintiva solidarietà che il 7 ottobre aveva portato a Israele, seppellendola sotto una montagna di macerie e cadaveri palestinesi.</p>



<p>Poi c’è il governo Meloni che quotidianamente porta argomenti e attualità all’antifascismo. Disprezzo dei migranti, accanimento contro i poveri e gli ultimi, manganellate agli studenti, riduzione degli spazi di pluralismo, attacco ai diritti delle donne.</p>



<p>La lista è lunga e disegna un modello di governo e un sistema di potere che non è certo una riedizione del fascismo ma che ha nel cuore una troppo simile pulsione autoritaria.</p>



<p>Pensare che questa «matrice» possa essere cancellata con una dichiarazione della presidente del Consiglio o di qualcuno dei suoi per la festa della Liberazione è quantomeno ingenuo.</p>



<p>L’impresentabilità della nostra destra non è un problema che si risolve con una mano di buone maniere e qualche parola scelta con cura nelle feste comandate. Il 25 aprile la nostra destra sarà sempre a disagio e non per ragioni episodiche, legate alle tattiche del momento di questa o quel dirigente di Fratelli d’Italia.</p>



<h3><a href="https://ilmanifesto.it/25-aprile?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Tutte le informazioni sul 25 aprile a Milano</strong></a></h3>



<p>Perché il nostro è il paese che il fascismo lo ha inventato e proposto al mondo. È il paese dove il collateralismo alla dittatura ha resistito al suo crollo, prendendo le armi al fianco dell’invasore nazista in una guerra civile.</p>



<p>È il paese della continuità tra regime e repubblica, dove i vertici dell’amministrazione fascista sono rimasti al loro posto senza un graffio, come la stele dedicata al duce.</p>



<p>È il paese dove il reducismo di un partito di nostalgici ha giocato un ruolo nelle vicende ufficiali della democrazia, a partire dall’immediato dopoguerra, e ancor di più ha condizionato decenni di trame occulte ed eversive.</p>



<p>Dunque c’è una storia lunga che precede quella dei nipotini di Almirante oggi al potere e ne ha guidato la formazione. La fiamma tricolore che arde a palazzo Chigi non si è accesa per caso né all’improvviso. Lo sottovalutano quanti chiedono di continuo abiure alla presidente del Consiglio e ai suoi meno composti commilitoni, rapidamente piazzati ovunque nel governo e nel sottogoverno. Abiure verbali che servirebbero tutt’al più a confondere.</p>



<p>Se una tappa della sua ascesa dovesse consigliare a Meloni di dirsi antifascista (cosa che tendiamo a escludere) non per questo lei lo diventerebbe.</p>



<p>Non è facile dunque il compito di chi le si oppone. Perché l’opposizione non va fatta a un’etichetta che non cambia e a una presa di distanza che non arriva, ma contro una sostanza politica che questo governo afferma e rivendica quotidianamente.</p>



<p>L’opposizione va fatta dunque alle torture legalizzate nei centri di detenzione amministrativa, alle condizioni infernali delle carceri dove la violenza è la regola, alle strette di mano e ai passaggi di denaro con i peggiori autocrati in nome del blocco dei profughi, all’austerità di bilancio accettata nella sostanza anche se denunciata nella propaganda, allo smantellamento dei servizi pubblici essenziali a cominciare da scuola e sanità, alla lotta al dissenso, all’impoverimento e alla precarizzazione del lavoro, all’esaltazione dell’egoismo delle regioni ricche contro quelle povere e ai tentativi di cambiare anche la forma oltre che la sostanza della Costituzione.</p>



<p>Dunque non è l’opposizione alla memoria del fascismo e a una fiamma che non si spegne (e si allarga persino nel simbolo per le europee) che serve, ma quella a un linea politica che non può dirsi, purtroppo, in totale discontinuità con quella di altre e precedenti maggioranze.</p>



<p>Per questo il 25 aprile con il suo alto valore non è una ricorrenza ma una chiamata all’impegno, una sfida, un richiamo alla coerenza di chi oggi scende in piazza, e saremo in tanti. È una data esigente. La Liberazione è una festa, non una passeggiata.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/04/25/la-festa-che-non-e-una-passeggiata/">La festa che non è una passeggiata</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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