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	<title>dirittto Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Domotica: un grande passo verso l&#8217;autonomia</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2022 11:06:09 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/casa-domotica-iot-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="600" height="400" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/casa-domotica-iot-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16592" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/casa-domotica-iot-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/casa-domotica-iot-1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></figure>



<p>Di Martina Foglia </p>



<p><br>Ciao a todes,<br>Sono Martina, una donna con una grave disabilità motoria in carrozzina. Sono dipendente dai miei genitori in tutto e per tutto, nel vestirmi nel lavarmi nel mangiare e per quanto riguarda gli spostamenti. La mia è una disabilità senza possibilità di regressione questo significa che il peso della dipendenza dagli altri è un fardello che per tante cose dovrò portare a vita. Questo significa avere anche un rotolamento di zebedei non indifferente e a volte anche esplosioni di rabbia verso un mondo che, ad oggi in molti contesti, vede la disabilità come un disvalore e le persone disabili come un peso sociale.<br>Ritorniamo ora alla mia esperienza e alla mia dipendenza dagli altri: io sono una persona che cerca sempre di trovare delle soluzioni dei rimedi per poter essere il più possibile indipendente considerando le mie capacità.<br>Un giorno mi sono detta Che cosa posso fare io nel mio piccolo per rendermi più autonoma? Mi sono anche detta deve essere qualcosa che mi permetta di farlo senza utilizzare il movimento. Chissà se esisterà uno strumento informatico capace di essere gestito solo con la voce, solo con il parlato? A queste mie domande ho trovato risposta grazie a un gruppo di amici anche loro &#8220;rotellati&#8221;, che mi hanno fatto conoscere uno strumento che ad oggi ha aumentato la mia autonomia cosicché su alcune cose io non debba più chiedere aiuto.<br>È uno strumento che fa parte dei cosiddetti strumenti di domotica. La domotica è quell&#8217;insieme di strumenti tecnologici per la casa che permettono di comandare alcuni apparecchi presenti in casa (televisione , tapparelle elettriche , luci , condizionatore, etc.) attraverso il solo utilizzo della voce . Per me è stata la svolta, perché mi sono sentita in grado finalmente di fare qualcosa in completa autonomia e vi posso garantire che ho provato una sensazione di libertà mai provata prima. Che sollievo il non dover più chiedere &#8221; mamma mi accendi la televisione oppure mamma mi metti la musica&#8221; Che sollievo il potere pensare e dire &#8220;a questo ci posso pensare da sola &#8220;Che bello poter dire che per alcune cose sono indipendente adesso ed è bello poter vedere che anche chi mi sta vicino non è più &#8220;schiavo&#8221; di alcune mie esigenze. Certo su tanto altro avrò sempre bisogno di qualcuno che mi aiuti ma almeno adesso posso dire che ho raggiunto il mio grado di libertà di azione su alcune azioni che prima non potevo neanche pensare di fare . Tante volte si condanna la tecnologia perchè a seconda dell&#8217;uso che se ne fa, si possono perdere funzioni importanti dal punto di vista sociale come quella della relazione con l&#8217;altro <em>One to one</em>.<br>Beh su questo mi trovate completamente d&#8217;accordo, ma vi devo anche dire che io devo molto alla tecnologia E soprattutto alla domotica perché mi rende indipendente e più io mi rendo indipendente più la mia autostima e il mio apprezzamento verso me stessa aumenta. Ora forse dirò un&#8217;affermazione forte: ci sono momenti in cui accetto la mia disabilità con più &#8220;leggerezza&#8221; proprio perché ora so che esistono degli strumenti che si possono sostituire a me, nel compiere azioni che altrimenti non potrei svolgere. C&#8217;è però da considerare che questa tecnologia ha un costo rilevante e non tutto viene concesso dalle istituzioni, siamo nuovamente di fronte alla difficoltà di accesso da parte di tutti a questo tipo di tecnologia, c&#8217;è sempre quindi una disparità un&#8217;emarginazione di tutta una fascia di popolazione che per questioni di reddito non possono usufruirne. Ci vorrebbe un intervento statale che permetta a tutte le persone che ne hanno bisogno di accedere alla domotica. Per altro esiste un articolo della Costituzione italiana, l&#8217;articolo 3 che sancisce: &#8220;&#8230;È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e l&#8217;uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana&#8230;&#8221;<br>Cerchiamo di fare applicare questo fondamentale articolo della Costituzione.<br>Essere il più possibile indipendente in una condizione di disabilità non solo è necessario ma oggi anche possibile: quindi viva la domotica e ogni strumento che abbia questa finalità.</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/VID-20220906-WA0025.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>
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		<title>Rapporto RSF 2020: 50 giornalisti uccisi, più di due terzi assassinati in paesi pacifici</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2021 07:44:22 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://rsf.org/sites/default/files/styles/rsf_full/public/cp_bilan_tues.png?itok=9hhrp8yp&amp;timestamp=1609160989&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" title=""/></figure>



<p>ORGANIZZAZIONE Reporter Senza Frontiere (RSF) pubblica la seconda parte del suo rapporto annuale sugli abusi commessi contro i giornalisti di tutto il mondo. Nel 2020 sono stati uccisi 50 giornalisti. Mentre il numero di giornalisti uccisi nei campi di guerra continua a diminuire, sempre di più vengono uccisi in paesi pacifici.<br><br><a rel="noreferrer noopener" href="https://rsf.org/sites/default/files/bilan_2020_fr-tues_1.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">LEGGI IL REPORT</a></p>



<p>RSF ha identificato 50 giornalisti uccisi nel corso della loro professione &#8211; tra il 1 gennaio e il 15 dicembre 2020. Questo dato rimane stabile rispetto all&#8217;anno precedente (53 morti nel 2019) nonostante la riduzione delle segnalazioni a causa dell&#8217;epidemia di Covid-19.&nbsp;Inoltre, un numero crescente di giornalisti viene ucciso nei cosiddetti paesi &#8220;pacifici&#8221;.&nbsp;Nel 2016, il 58% è stato ucciso nelle zone di conflitto.&nbsp;Oggi, la percentuale di giornalisti uccisi in aree dilaniate dalla guerra (Siria, Yemen) o minate da conflitti di bassa o media intensità (Afghanistan, Iraq) è del 32%.&nbsp;In altre parole, il 68% (più di due terzi) dei giornalisti uccisi si trova in paesi pacifici, in particolare in Messico (8 uccisi), India (4), Pakistan (4), Filippine (3) e Honduras. (3).<br></p>



<p>Di tutti i giornalisti uccisi nel 2020, l&#8217;84% è stato consapevolmente preso di mira e deliberatamente eliminato, rispetto al 63% nel 2019. Alcuni sono stati uccisi in condizioni particolarmente barbare.</p>



<p>In Messico, il giornalista del quotidiano El Mundo Julio Valdivia Rodríguez, è stato trovato decapitato nello stato di Veracruz, il suo collega Víctor Fernando Álvarez Chávez, redattore capo del sito di notizie locale Punto x Punto Noticias, è stato tagliato in pezzi nella città di Acapulco.&nbsp;In India, il giornalista del quotidiano Rashtriya Swaroop, Rakesh Singh &#8220;Nirbhik&#8221; è stato bruciato vivo dopo essere stato spruzzato con gel idroalcolico altamente infiammabile, mentre il giornalista, Isravel Moses, corrispondente di una stazione televisiva del Tamil Nadu , è stato ucciso con i machete.</p>



<p>In Iran, è lo Stato che è stato il carnefice: l&#8217;amministratore del canale Telegram Amadnews, Rouhollah Zam, condannato a morte dopo un processo iniquo, è stato giustiziato per impiccagione.&nbsp;Anche in questo Paese che pratica ancora la pena capitale, nessun giornalista è stato vittima di questa punizione arcaica e barbara per 30 anni.</p>



<p><em>“La violenza del mondo continua a colpire i giornalisti,</em>&nbsp;deplora il segretario generale di RSF, Christophe Deloire.&nbsp;<em>Una parte dell&#8217;opinione pubblica ritiene che i giornalisti siano vittime dei rischi della professione, anche se sono sempre più attaccati quando indagano o riportano su argomenti sensibili.&nbsp;Ciò che viene indebolito è il diritto all&#8217;informazione, che è un diritto per tutti gli esseri umani &#8220;.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://rsf.org/sites/default/files/Capture%20d%E2%80%99e%CC%81cran%202020-12-28%20a%CC%80%2019.54.46.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></figure>



<p>I temi più pericolosi da coprire rimangono tradizionalmente le indagini sui casi di corruzione locale e appropriazione indebita di fondi pubblici (10 uccisi nel 2020) o su mafia e criminalità organizzata (4 uccisi).&nbsp;Novità nel 2020: 7 giornalisti sono stati uccisi mentre coprivano le proteste.&nbsp;In Iraq è sempre lo stesso modus operandi: 3 giornalisti sono stati colpiti alla testa da uomini armati non identificati durante i comizi, un quarto è morto in Kurdistan mentre cercava di sfuggire agli scontri tra le forze. ordine e manifestanti.&nbsp;In Nigeria, anche 2 giornalisti sono stati vittime del clima di violenza in cui si svolgono i movimenti di protesta, che denunciano in particolare la brutalità di un&#8217;unità di polizia incaricata della lotta alla criminalità.&nbsp;In Colombia,&nbsp;1 giornalista di un media comunitario è stato ucciso a colpi d&#8217;arma da fuoco mentre seguiva una manifestazione delle comunità indigene che protestavano contro la privatizzazione della terra nella loro regione.&nbsp;Anche in questo caso la manifestazione è stata violentemente dispersa dalla polizia, dall&#8217;esercito e dai controlli antisommossa.</p>



<p>Nella sua&nbsp;<a href="https://rsf.org/fr/actualites/bilan-rsf-2020-une-augmentation-de-35-du-nombre-de-femmes-journalistes-en-detention-arbitraire?utm_source=rss&utm_medium=rss">Rivista annuale 2020 dei giornalisti detenuti, ostaggi e scomparsi,</a>&nbsp;pubblicata il 14 dicembre, RSF ha elencato 387 giornalisti incarcerati per aver esercitato la loro professione dell&#8217;informazione, un numero storicamente elevato di giornalisti detenuti.&nbsp;L&#8217;anno 2020 è stato anche caratterizzato da un aumento del 35% del numero di donne detenute arbitrariamente e da un aumento di quattro volte del numero di arresti all&#8217;inizio della diffusione del virus nel mondo.&nbsp;Allo stesso modo, 14 giornalisti, arrestati in relazione alla loro copertura dell&#8217;epidemia di Covid-19, sono ancora dietro le sbarre fino ad oggi.&nbsp;</p>
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