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	<title>disagio Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>&#8220;Buone notizie&#8221;. Seconda chance!</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Aug 2024 09:43:07 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/sab.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="682" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/sab-682x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/sab-682x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 682w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/sab-200x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/sab-768x1153.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/sab-1023x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1023w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/sab.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1066w" sizes="(max-width: 682px) 100vw, 682px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>di Martina Foglia </p>



<p></p>



<p>Questa intervista dimostra come, nonostante le tante difficoltà e le tante volte in cui la vita mette a dura prova, l&#8217;importante è non mollare e percorrere sempre la propria strada con coraggio, convinzione e determinazione come è successo a Sabrina che ha trovato nel sociale un ambito dove potersi esprimere liberamente senza pregiudizi di alcun tipo e al tempo stesso, essere d&#8217;aiuto ad altre persone in difficoltà.</p>



<p>Vuoi presentarti?</p>



<p><br>Mi chiamo Sabrina, ho 28 anni, sono una ragazza molto curiosa verso tutto vió che mi circonda. Sono sempre in cerca di qualcosa per poter cambiare nel mio piccolo, per quello che posso, quello che non mi va di questo mondo.</p>



<p>Sei molto attiva nel sociale: come sei arrivata a questa scelta? C&#8217;è stato qualcuno oppure qualche associazione che ti ha aiutato e incoraggiato nell&#8217;intraprendere questa strada?<br><br>Subito dopo la scuola superiore mi sono addentrata nel duro mondo del lavoro. Mi sono subito resa conto dell’enorme difficoltà nel trovarne uno.<br>Poiché sono una persona con disabilità sia motoria che visiva, e per questo non del tutto autonoma, quando tentavo di svolgere un colloquio di lavoro la risposta era sempre: ”hai troppe esigenze “, “abbiamo bisogno di una persona più veloce e smart” , “le faremo sapere “ senza poi ricevere alcuna risposta, oppure, nella migliore delle ipotesi, i progetti “mirati” all’inserimento lavorativo per persone con disabilità mi facevano svolgere tirocinii senza alcun tipo di affiancamento, lasciandomi in balia di me stessa.<br>Dopo queste esperienze negative e frustranti sono entrata in un periodo molto buio della mia vita (non solo per il lavoro, ma anche per altri motivi) che non mi facevano accettare la mia disabilità.<br>Mi sentivo persa, non sapevo cosa fare per uscire da questo tunnel che mi faceva vedere tutto nero. Con l’aiuto e la spinta da parte dei miei genitori ho iniziato a svolgere un percorso psicologico (che svolgo regolarmente ancora oggi) grazie al quale ho conosciuto il dottor Gabriele Catania.<br>Insieme a lui, oltre a svolgere un percorso psicologico che mi sta aiutando ad accettare la mia condizione, ho conosciuto anche l’associazione &#8220;Amici Della Mente&#8221; (di cui lui è fondatore) che si occupa principalmente di lottare contro il pregiudizio e lo stigma che è ancora presente quando si parla di salute mentale e di disagio psicologico.<br>La particolarità di questa associazione è che combatte ogni forma di discriminazione e di pregiudizio anche attraverso l&#8217;Arte e<br>questo mi ha permesso di raccontare la mia vita e ció che provo anche attraverso la musica che durante il mio percorso di vita ho sempre utilizzato come valvola di sfogo.<br>Prima di conoscere &#8220;Amici Della Mente&#8221;, infatti, ho sempre cantato e ascoltato musica rock perchè grazie ad essa riuscivo a tirare fuori la mia rabbia e a rispecchiarmi in alcune canzoni come, per esempio, quelle dei Linkin Park in cui il cantante parlava del non essere mai contento degli obiettivi raggiunti.<br>Da quando ho conosciuto &#8220;Amici Della Mente&#8221; ho conosciuto anche i testi di Fabrizio De Andrè.; &#8220;Amici Della Mente&#8221; crede molto nella sua opera e nel suo pensiero perché con i suoi capolavori questo cantautore ha parlato di ogni forma di discriminazione e di ció che ancora oggi ci fa porre delle donande su ció che ancora non va nella società di oggi.<br>Lui ha dato una voce a coloro che vengono sempre messi da parte. Mi sono rispecchiata subito nelle sue canzoni al punto tale che, ispirandomi ad un progetto di Gabriele Catania che ha modificato i testi di alcuni brani per raccontare le storie dei pazienti (il progetto si chiama &#8220;Faber in mente&#8221;), ho cambiato anche io due testi del cantautore: in uno parlo (su musica di &#8220;Khorakhanè&#8221;) della mia vita e lancio il messaggio di aprire gli occhi, di non rimanere indifferenti e di non lasciare indietro chi è meno performante e meno produttivo perché, al contrario, puó essere una risorsa; l’altro testo (su musica de &#8220;La canzone di Marinella&#8221;) dedico proprio a Faber la mia esperienza personale.<br>Testimoniare parlando della mia vita e di ció che provo e cantare queste canzoni in vari eventi mi ha fatto capire che anch’io posso lanciare un messaggio e lasciare un segno.<br>Un’altra associazione che mi sta incoraggiando a continuare il mio percorso nel sociale è &#8220;Per i diritti umani&#8221; perché, attraverso la scrittura di articoli, ho la possibilità di “gridare“ quali siano, secondo me, i diritti che ancora vengono negati a chi è dimenticato dalle istituzioni.<br>Inoltre, attraverso la lettura di articoli dei miei “colleghi”, mi rendo conto che non sono sola.</p>



<p></p>



<p>Veniamo ora all&#8217;argomento della nostra intervista:il tuo tirocinio presso &#8220;Fondazione Eris&#8221;: come ne sei venuta a conoscenza ?</p>



<p><br>Ho ricevuto una telefonata da parte dell’ufficio per l’impiego, mi è stato chiesto di svolgere un colloquio insieme ad altre persone, dopo il colloquio siamo stati divisi in più gruppi in base al proprio titolo di studio.<br>Sono diplomata come perito turistico, per cui sono stata mandata al CAPAC (Politecnico del Commercio e del Turismo) che, oltre ad essere una scuola, si occupa anche di far svolgere tirocinii alle persone con disabilità; all’interno del CAPAC , infatti, c’è Fondazione Enaip che si occupa proprio di questo.<br>Esaminando il mio CV e le mie competenze, fondazione Enaip lo ha inviato a Fondazione ERIS la quale si è resa disponibile a farmi svolgere un tirocinio.</p>



<p><br>Qual era il tuo ruolo all&#8217;interno di questo tirocinio ? Il tirocinio era retribuito? Per quanto tempo l&#8217;hai svolto?</p>



<p><br>Ho svolto un tirocinio di sei mesi. La fondazione ERIS si occupa del reinserimento nella società di ragazzi che hanno avuto problemi di dipendenze o che hanno avuto problemi con la Legge dando loro così una seconda chance.<br>Io mi occupavo dell’inserimento dati dei tirocinii lavorativi svolti dai ragazzi nel loro sistema aziendale.</p>



<p><br>Con quale tipologia di persone sei entrata in contatto? So che questa realtà si dedica al completo reinserimento di queste persone che hanno avuto una vita drammatica, ovvero il reinserimento non avviene solo unicamente dal punto di vista lavorativo: puoi spiegarci meglio?</p>



<p><br>Oltre all’ambito lavorativo, la fondazione si occupa anche di far svolgere attività ricreative come: lo yoga, la mindfilness o attività musicali.<br>Inoltre si occupa di offrire alloggio a chi non ha fissa dimora.</p>



<p>Qual è stata la cosa più bella che hai imparato da questa esperienza e dalle persone che hai conosciuto?</p>



<p>Grazie a questa esperienza sono cresciuta a livello umano. Grazie alle storie di queste persone e alla vita che hanno avuto ho visto nei loro occhi la voglia di riscattarsi e ho capito che la seconda possibilità non si nega a nessuno; è importante soprattutto ascoltare fino in fondo la storia di una persona e il motivo che l’ha portata a fare quello che ha fatto (se ha avuto problemi con la legalità).</p>



<p><br>Progetti futuri?</p>



<p><br>Quello che spero di fare in futuro è essere ancora più coinvolta nell’ambito del sociale perché ho capito che posso fare la differenza e che nel mio piccolo posso cambiare le cose.<br></p>



<p>In tre parole, che cosa ti senti di dire ai ragazzi che volessero percorrere la strada nel settore del sociale?</p>



<p><br>Ai ragazzi che volessero intraprendere la strada del sociale direi che farebbero benissimo! Scopriranno nuove realtà e si sentiranno molto cresciuti a livello umano.<br>Prima di lanciarsi in queste esperienze li inviterei a sospendere il proprio giudizio e ad ascoltare la storia che c’è dietro ad ogni persona.<br></p>



<p>In una parola oggi Sabrina é&#8230;?</p>



<p><br>Sabrina oggi è cresciuta grazie alle esperienze che ha vissuto.<br>È sicuramente una persona che sta diventando sempre più consapevole dei suoi limiti ma anche dei propri punti di forza e di ció che puó fare per gli altri</p>



<p>Il tuo motto è<br>Il mio motto è: &#8220;The show must go on”, nonostante quello che ti può capitare devi avere la forza di reagire ed di andare avanti</p>



<p></p>



<p>Concludo affermando che quest&#8217;intervista ci dimostra che non bisogna mai mollare al primo tentativo, bisogna sempre cercare di riprovarci così da trovare la propria strada, la propria dimensione, credendo sempre in se stessi e nelle proprie capacità anche se a volte ci può sembrare impossibile.</p>
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		<title>Il bene confiscato diventa un progetto di housing sociale</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 06:55:04 +0000</pubDate>
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<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Dal 20 al 23 ottobre scorso si è svolto, a Milano, il “Festival dei beni confiscati alla mafia”; una manifestazione importante per capire e far conoscere la diffusione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. La possiamo vedere in due modi, questa diffusione: il bicchiere mezzo vuoto riguarda la presenza della mafia sul nostro territorio. Il bicchiere mezzo pieno riguarda il fatto che lo Stato vince spesso e proprio questi beni confiscati sono la dimostrazione di una vittoria.</p>



<p>La legge dei beni confiscati nasce nel 1982, dopo l&#8217;omicidio del Generale Dalla Chiesa e dopo la morte di Pio La Torre, nel mese di settembre; il Parlamento approva questa proposta di legge che prevedeva l&#8217;introduzione nel codice penale del reato di associazione mafiosa secondo cui la mafia viene affrontata non più come una serie di singoli reati (furto, estorsione, spaccio), ma come qualcosa con la propria identità, per cui l&#8217;associazione mafiosa in sé diventa un reato. Inoltre, viene proposto e poi introdotto il sequestro e la confisca dei beni perchè la mafia si combatte non solo con la repressione, con gli arresti, ma anche colpendola nel patrimonio. Come funziona questa legge? Una persona indiziata di associazione mafiosa, indiziata non condannata, che abbia un patrimonio di cui non può dimostrare la liceità di acquisizione rischia la confisca; la confisca non aspetta la conclusione del processo penale, ma può essere fatta qualora una persona sia indiziata e al tempo stesso abbia un patrimonio incompatibile col suo reddito, ovvero un nullatenente, uno che ha un reddito basso di fronte a un patrimonio ingiustificabile può perdere il patrimonio grazie a questo meccanismo. Una legge rivoluzionaria che adesso all&#8217;estero stanno osservando per cercare di riprodurla.</p>



<p>Dall&#8217; 82 al &#8217;96, in quei 14 anni sono stati sequestrati 1200 beni. Un magistrato del pool antimafia, insieme a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello, aggiunge alla legge di confisca anche la possibilità di riassegnare i beni per una finalità sociale. Contemporaneamente sul territorio italiano nasce <em>Libera </em>con Don Ciotti, grazie a una raccolta di firme straordinaria per sostenere questa legge firmata anche dall&#8217;allora deputato Piersanti Mattarella. Dal 1996, quindi, i beni confiscati possono anche essere riconsegnati alla società per finalità sociali e da allora ad oggi c&#8217;è stata un&#8217;impennata: i beni confiscati sono 36.000 in Italia di cui 135 i beni confiscati attualmente in carico direttamente al Comune di Milano; qualcuno è stato messo in affitto perché non c&#8217;erano le condizioni per assegnarli come housing sociale gratuito.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16681" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Nella zona di Milano nord-est, in Via Mosso al numero civico 4, una traversa di Via Padova &#8211; una delle aree più multiculturali e vivaci della città &#8211; c&#8217;è un bene confiscato che da molto tempo si trova in condizioni di abbandono anche perché è un bene che richiedeva un certo investimento per sistemarlo. Il Municipio milanese ha colto al volo un&#8217;opportunità che è arrivata l&#8217;anno scorso grazie ai fondi europei del PNRR e lo ha candidato per una ristrutturazione che sarà terminata entro, se non prima, il 2026; diventerà un condominio con alloggi per 25 persone, in particolare famiglie con minori che vivono in una condizione di emergenza abitativa; piccole stanze, componibili e modulari realizzate in base alla composizione del nucleo e delle sue esigenze, per avere una risposta all&#8217;emergenza abitativa. Proprio di fronte all&#8217;edificio si erge un punto di comunità che è nato da alcuni mesi, un luogo di socializzazione, di promozione culturale, di inserimento lavorativo, di presa in carico, anche del bisogno e averlo così vicino può essere un punto di riferimento anche per chi andrà a vivere lì e viceversa.</p>



<p>La ristrutturazione dell&#8217;abitato di Via Mosso è un investimento abbastanza importante perché prevede oltre un milione di euro; la struttura è composta da tre corpi di fabbrica, cioè quello principale, che è a tre piani e poi i due corpi più piccoli che diventeranno locali di servizio. L&#8217;idea è quella di riqualificare tutto nell&#8217;insieme, ovviamente in modo attento anche riguardo alla parte estetica e ambientale (ad esempio con l&#8217;uso del fotovoltaico): si cercherà di offrire un luogo di accoglienza dignitoso per persone che vivono in una condizione difficile anche con con minori a carico così che quello che è stato il frutto di un crimine adesso diventa invece qualcosa che risponde a una missione sociale. Interessante anche ricordare che, sulla facciata dell&#8217;immobile che si vede da Via Padova è stato dipinto, anni fa, un murales realizzato con vernice che assorbe lo smog: ciò significa che, seppur in una condizione di abbandono, c&#8217;era già l&#8217;interesse da parte dei cittadini e degli abitanti del quartiere di dare un segnale di attenzione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16682" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>Sempre rimanendo in zona Via Padova, c&#8217;è un altro spazio derivante da un bene confiscato: il <em>Belnet</em> (“Bello pulito” in dialetto meneghino) dove prima c&#8217;era una lavanderia che nascondeva una storia di traffici e di usura e che è stato assegnato a una cooperativa; oggi viene utilizzato dal quartiere per tantissime attività di socializzazione e di inclusione. E&#8217; anche vero però che, ad esempio, nella zona di Lecco &#8211; alta Brianza, in Lombardia &#8211; i beni confiscati vengono raccontati come un monumento di una cosa che “c&#8217;era una volta”, ora non più; non è affatto così, purtroppo. La mafia c&#8217;è ancora, ha cambiato modalità, ma esiste. E si può sconfiggere, ma un dato certo è che durante i mesi della pandemia sono stati registrati ben 14.000 passaggi societari, acquisizioni di quote societarie, dato assolutamente anomalo per una fase di fermo assoluto di tutto: il dato rappresenta l&#8217;acquisizione a buon mercato di società da parte della mafia che usa tali acquisizioni per avere accesso a contributi statali.</p>



<p>Il festival serve proprio a raccontare la presenza e la forza delle mafie, anche se non mettono le bombe, anche se non fanno più le stragi, ma agiscono diversamente e in maniera più subdola. Ma, ripetiamo, si può e si deve sconfiggere. E la confisca è uno degli strumenti più importanti ed efficaci dello Stato.</p>
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		<title>La fragilità e la violenza della Comunicazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2022 08:55:46 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/marco.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="800" height="458" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/marco.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16633" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/marco.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/marco-300x172.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/marco-768x440.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>



<p>di Alessandra Montesanto </p>



<p></p>



<p>Di  solito non utilizzo però credo che, a volte, si debba usare una modalità altrettanto forte per far passare certi messaggi: mi riferisco al programma TV &#8220;Grande fratello&#8221; che, come nella maggior parte della Comunicazione, è un contenitore di ignoranza, di violenza, di ipocrisia. Bene che oggi si parli apertamente di disagio mentale, meno bene che se ne parli in questi termini e per una trasmissione così becera , che mette sotto i riflettori una parte di cittadinanza in cui da una parte troppe persone hanno perso l&#8217;umanità e da un&#8217;altra, molte sono troppo sensibili per sopravvivere nella nostra epoca.</p>



<p>Da tempo mi batto anche per chi soffre di quelle malattie dell&#8217;anima che sono poco riconosciute a livello istituzionale e, tantomeno, a livello sociale. Mi sento indignata e affranta: studiando si capisce quanto la Cultura, la Comunicazione, la Politica influenzino la salute delle persone comprese i  BULLI (ADULTI e NON) che sono anche loro vittime di un sistema marcio, corrotto, privato di empatia, infarcito di disvalori, che ha lo stesso odore della cattiveria, lo stesso mutismo della paura, la stessa sordità del narcisismo, la stessa immobilità del vuoto più disperato e disperante. Che fare? Miguel De Unamuno scrive: &#8220;L&#8217;Uomo, dicono, è un animale razionale. Non so per qual motivo non si sia detto che è un animale affettivo o sentimentale. E forse quello che maggiormente lo distingue dagli altri animali è il sentimento e non la ragione&#8221;. Gli animali hanno, oggi, sicuramente più sentimento dell&#8217;Uomo calcolatore, arrivista, prepotente, superficiale e stupido, tanto stupido da non comprendere che tanto, alla fine, saremo tutti polvere o stelle. Non ci occupiamo di  di cibo, di sesso, di intrattenimento, di gossip, di moda, etc. Non importa, siamo fatti così. Vogliamo parlare di persone ancora tali, di fragilità, di amore, di solidarietà, di vicinanza, di ascolto. </p>



<p>Ogni aggettivo che ho utilizzato in questo articolo ne contiene molti altri; esprime concetti e riflessioni che, spero, vengano fatte seriamente nelle scuole e su quegli organi di stampa e di informazione che davvero sentono l&#8217;urgenza di raddrizzare il tiro verso una direzione pulita, sana, saggia della vita individuale e collettiva. </p>



<p>Di solito non intervengo molto su questo giornale online per dare spazio e voce a chi è più esperto di me, a chi vive sulla propria pelle le situazioni su cui diamo le notizie, ma ho sentito la necessità di scrivere questo breve editoriale perchè, purtroppo, in molti seguono la tv generalista e i mi occupo da anni di Comunicazione e ho sentito il dovere, anche dal punto di vista deontologico, di commentare quello che sta accadendo nel mio adorato-odiato Paese. </p>
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		<title>Divercitynsieme: quando stare insieme è una festa per l&#8217;anima</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2022 12:50:27 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2892-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2892-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16283" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2892-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2892-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2892-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2892-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2892-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>Si è concluso l&#8217;evento organizzato da Associazione Per i Diritti umani, con Filippo o Cinquemani e Martina Foglia che sono stati a dir poco fantastici! Un evento tenutosi presso la Biblioteca Chiesa Rossa di Milano per abolire gli stereotipi e i pregiudizi; un&#8217;occasione per stare insieme e conoscerci in maniera diretta, un modo per condividere storie di vita. </p>



<p>Le foto già parlano dell&#8217;atmosfera che si è creata grazie ai musicisti, al fotografo, a tutt* coloro che si sono messi in gioco, ognuno a proprio modo, con la propria competenza o, semplicemente, con l&#8217;ascolto. Sulle pagine FC e Ig di Associazione Per i Diritti umani e dell&#8217;evento in particolare potete trovare anche video significativi ! Libri parlanti, band, mostre di pittura: Arte, Cultura, ma soprattutto tanto, tanto affetto e calore umano: questo siamo stati domenica scorsa, questo è stato Divercitynsieme. </p>



<p>Siamo ancora pieni di adrenalina, di gioia immensa, di voglia di continuare a operare per l&#8217; inclusione sociale, per l&#8217;uguaglianza, per il rispetto, per la costruzione di relazioni sane, costruttive, felici. Per ile BENE COMUNE.</p>



<p></p>



<p>Seguiteci e&#8230;tenetevi pronti per il 26 aprile! A breve nuove proposte&#8230;</p>



<p></p>



<p>GRAZIE DI CUORE ANCORA. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2871-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2871-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16274" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2871-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2871-1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2871-1-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2871-1-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2871-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2872-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2872-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16275" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2872-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2872-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2872-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2872-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2872-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2873-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2873-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16278" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2873-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2873-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2873-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2873-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2873-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2881-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2881-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16281" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2881-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2881-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2881-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2881-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2881-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2893-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2893-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16282" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2893-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2893-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2893-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2893-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2893-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>
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		<title>Il ministero dell&#8217;interno scopre il disagio psichico nei CPR</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2021 07:41:37 +0000</pubDate>
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<p>Chissà se si riferisce anche al sopralluogo oggetto di &#8220;Delle pene senza delitti&#8221; quando, con la circolare di qualche giorno fa il Direttore del Dipartimento per le libertà civili e l&#8217;immigrazione del Ministero dell&#8217;Interno parla di &#8220;rapporti relativi alla visite nei CPR, redatti dal Garante nazionale delle persone private della libertà personale nonché da altri soggetti che a vario titolo hanno avuto accesso a tali Centri&#8221;, che avrebbero rappresentato &#8220;talune carenze nell&#8217;assistenza di natura socio-psicologica a favore dei trattenuti&#8221;.</p>



<p>Quella che ci ha coinvolto ha originato in verità anche un esposto penale con richiesta di sequestro della struttura proprio in ragione della carenza di ogni assistenza medica, a danno soprattutto dei tantissimi in condizioni di estrema fragilità psicologica.</p>



<p>Fatto sta che, subito dopo la notizia del nostro esposto, dieci giorni dopo in pieno agosto, la Prefettura di Milano e l&#8217;ATS pare abbiano stipulato un protocollo sulla cui applicazione saremo a vigilare (sicuri che, se davvero è stato firmato, resterà solo un pezzo di carta generalgenerico per evitare il sequestro), mentre ora compare questa circolare in cui improvvisamente il Ministero dell&#8217;Interno si accorge della situazione sanitaria &#8211; degenerata ormai da decenni &#8211; nei CPR e invita tutti i centri a stipulare tali protocolli con le ASL di riferimento.</p>



<p>Non manca poi il consueto richiamo ad &#8220;accordi di collaborazione con enti, associazioni di volontariato e cooperative di solidarietà sociale, anche al fine di favorire lo svolgimento di attività ricreative all&#8217;interno dei Centri&#8221;,&nbsp;chiamando così ancora una volta il terzo settore e il volontariato a togliere le castagne dal fuoco e a legittimare in qualche modo, con la propria presenza, questi luoghi che vanno invece categoricamente boicottati fino a che non riusciranno più a funzionare e dovranno chiudere.</p>



<p>Non manca neppure la chiusa retorica, che finge di confidare che la sentita esortazione di facciata sia davvero volta ad essere raccolta nei fatti:</p>



<p>&#8220;nell&#8217;evidenziare, in linea generale, l&#8217;importanza di attivare ogni utile iniziativa volta al miglioramento complessivo dei servizi a favore delle persone trattenute, nell&#8217;ottica di alleviare l&#8217;afflittività della permanenza nei centri e di assicurare il pieno rispetto dei diritti delle persone trattenute e della loro dignità, si resta in attesa di conoscere le iniziative assunte&#8221;.</p>



<p>Noi restiamo convinti e convinte che non sia tollerabile mettere in condizioni di &#8220;afflittività&#8221;, privare della libertà personale e della dignità, e quindi deportare persone che non possono non commettere l&#8217;illecito di non possedere un permesso che il nostro ordinamento non permette di acquisire. Il tutto in un sistema in cui allo stesso tempo sotto vari profili fa comodo a troppi che esistano sacche di persone ricattabili e sfruttabili, meglio se possano fungere anche da &#8220;bau bau&#8221; per lavorare su paure ataviche a scopi elettorali.</p>



<p>Con la vita e la dignità delle persone, specie se innocenti (ma anche se colpevoli di reato) non si possono fare i propri calcoli elettorali o giochi di deterrenza o le proprie prove di fedeltà ad una UE sempre più rinchiusa nella propria fortezza a preservare le ricchezze saccheggiate per secoli a chi ora bussa alla porta.</p>



<p>I CPR vanno chiusi e riviste tutte le politiche che sono alla loro base, senza ipocrisie e retoriche da circolare, più provocatorie che altro.</p>



<p>Ad ogni modo, ben venga, nel frattempo, la sostanziale ammissione di una situazione di gravità, se faranno davvero seguito provvedimenti concreti a breve.</p>
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		<title>Agenzia dell&#8217;Unione Europea per i diritti fondamentali: pubblicato il settimo bollettino sulle conseguenze del COVID-19 in termini di diritti fondamentali</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2021 07:21:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 16 Giugno l&#8217;Agenzia dell&#8217;Unione Europea per i diritti fondamentali (FRA) ha pubblicato il settimo bollettino FRA sulle conseguenze del COVID-19 in termini di diritti fondamentali: in materia di parità di accesso ai vaccini viene analizzata la situazione dei 27&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="538" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/covid_vaccine-1024x538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15492" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/covid_vaccine-1024x538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/covid_vaccine-300x158.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/covid_vaccine-768x403.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/covid_vaccine.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il 16 Giugno l&#8217;<a href="https://fra.europa.eu/en/about-fra?utm_source=rss&utm_medium=rss">Agenzia dell&#8217;Unione Europea per i diritti fondamentali (FRA)</a> ha pubblicato il settimo bollettino FRA sulle conseguenze del <strong>COVID-19</strong> in termini di <strong>diritti fondamentali</strong>: in materia di <strong>parità di accesso ai vaccini</strong> viene analizzata la situazione dei 27 Paesi dell&#8217;Unione Europea per il periodo che va dal 1 Marzo al 30 Aprile 2021. Il bollettino si focalizza su due aspetti principali: la programmazione della distribuzione dei vaccini e la loro effettiva implementazione negli Stati membri. Affronta inoltre temi quali le campagne di informazione e comunicazione, le iscrizioni ai vaccini e la loro amministrazione.<br><br>L&#8217;utilizzo dei vaccini è un passo molto importante verso la sospensione delle restrizioni ai diritti fondamentali espressi nella Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione Europea, quali ad esempio la libertà di movimento, diritti in materia di occupazione e il diritto all&#8217;educazione. Assicurare il prima possibile la parità di accesso al vaccino gratuito per tutti è in linea con il <strong>principio di non discriminazione</strong> stabilito dal diritto dell&#8217;Unione Europea.<br><br>Gli Stati membri tendono a seguire le direttive delle autorità sanitarie europee ed internazionali, dando priorità di accesso ai vaccini a determinati gruppi; tuttavia si fa notare come i criteri seguiti per definire tali gruppi non abbiano tenuto conto di <strong>gruppi svantaggiati</strong> come i popoli romanì, i senzatetto o le persone tossicodipendenti. Inoltre in alcuni Paesi sono state rilevate presunte irregolarità nel rispettare le iscrizioni, violando in tal modo il principio di uguaglianza di accesso ai vaccini.<br><br>Il report originale è disponibile al sito riportato di seguito</p>



<p><a href="https://unipd-centrodirittiumani.it/public/docs/fra-2021-coronavirus-pandemic-eu-bulletin-vaccines_en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">Coronavirus pandemic in the EU &#8211; Fundamental Rights Implications: Vaccine rollout and equality of access in the EU &#8211; Bulletin 7</a> </p>
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		<title>Parole, immagini e il laboratorio intitolato: &#8220;LA NOSTRA SORELLANZA&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2020 07:41:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Se tutto andrà benino&#8230;Vi aspettiamo VENERDI 2 OTTOBRE, alle ore 19 presso la sede di Progetto Aisha, Via Palmanova 59, Milano (MM2 &#8211; UDINE) per la mostra &#8220;COME CARTA DI RISO &#8211; IL PROGETTO&#8221;&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Se tutto andrà benino&#8230;Vi aspettiamo <strong>VENERDI 2 OTTOBRE</strong>, <strong>alle ore 19</strong> presso la sede di <strong>Progetto Aisha</strong>, Via Palmanova 59, Milano (MM2 &#8211; UDINE)</p>



<p>per la mostra &#8220;COME CARTA DI RISO &#8211; IL PROGETTO&#8221; alla presenza di Alessandra Montesanto (autrice di Poesie e immagini), del fotografo Claudio Lepri e del giornalista Giuseppe Acconcia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="575" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Loca-ORIZZONTALE-1024x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14616" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Loca-ORIZZONTALE-1024x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Loca-ORIZZONTALE-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Loca-ORIZZONTALE-768x431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Loca-ORIZZONTALE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1376w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Sarà l&#8217;occasione per presentare un laboratorio importante &#8220;LA NOSTRA SORELLANZA&#8221; : LABORATORIO di SCRITTURA POETICA per DONNE di tutte le età, fede, origine. </p>



<p>Gli ingressi saranno contingentati e il locale costantemente arieggiato. Un appuntamento ricco di emozioni e per degustare insieme un buffet, una bibita e per conoscerci !</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="551" height="747" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Locandina-VERTICALE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14617" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Locandina-VERTICALE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 551w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Locandina-VERTICALE-221x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 221w" sizes="(max-width: 551px) 100vw, 551px" /></figure>
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		<title>&#8220;La mia storia è la tua storia&#8221;. La storia di Lavdije</title>
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					<description><![CDATA[<p>a cura di Jorida Devishi Una storia nella quale trovo molto difficile il confine tra realtà e immaginazione; tra dolore e gioia ; tra paura e coraggio; tra speranza e pessimismo! Lavdije naque il&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>a cura di Jorida Devishi</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="750" height="1009" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/IMG_6338-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14428" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/IMG_6338-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 750w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/IMG_6338-3-223x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 223w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></div>





<p>Una storia nella quale trovo molto difficile il confine tra realtà e immaginazione;</p>



<p>tra dolore e gioia ; tra paura e</p>



<p>coraggio; tra speranza e pessimismo!</p>



<p>Lavdije naque il 19/06 1977 a Grizhë Malësi e Madhe, Albania.</p>



<p>Lei viene laddove si intreccia la maestosità delle montagne del Nord dell’Albania con la bellezza femminile. Lei è una testimonianza vivente della loro grandezza.</p>



<p>Lavdija ė una donna forte, nata e cresciuta in una famiglia semplice. Suo padre</p>



<p>ha lavorato come infermiera; invece sua madre lavorava in una fattoria. Non erano ricchi ma non erano neanche poveri. Diciamo che erano una famiglia che durante il regime comunista contava ogni chicco di grano, perché all&#8217;epoca il cibo non era sufficiente; perché, come dice Migjeni, (un poeta albanese ) il ventunesimo secolo è il secolo dell&#8217;apoteosi del mais tra i nidi albanesi. I suoi ricordi più cari sono quelli che condivide con la famiglia, tutti godendo il cibo cucinato da sua mamma. Lavdija, come la maggior parte delle donne, non era libera di uscire e divertirsi con le sue amiche, non ci credete, ma non le era nemmeno permesso di frequentare un ragazzo. Andò a scuola ma fu presto costretta ad abbandonarla, suo padre le proibì di studiare perché negli anni &#8217;90 il sistema comunista stava crollando. Il vero caos, la paura e l&#8217;insicurezza si sentiva in ogni famiglia albanese. Per le ragazze, la soluzione migliore era l&#8217;isolamento o il matrimonio, come nel caso di Lavdije. All&#8217;età di 17 anni, la sua famiglia la sposa e dopo un anno lei diede alla luce una bellissima bambina, Edisa. Diventa madre per la prima volta. Già, una donna in tutti i sensi, aveva benedetto la famiglia con l&#8217;arrivo della sua prima bambina. È così che volevano le usanze della zona. Il problema era che l&#8217;Albania stava attraversando un periodo difficile. Nel &#8217;97 scoppiò la guerra civile. Una delle sue conseguenze è stata la povertà estrema. Lavdija insieme a suo marito e la figlia di un anno e mezzo decidono di emigrare clandestinamente. Correva l&#8217;anno 1998, lei aveva solo 19 anni ma si sentiva pronta per iniziare una nuova vita. Semplicemente non sapeva quello che il destino le aveva riservato. Sapeva solo che doveva dare alla sua figlia una vita migliore, quella vita che a lei era mancata&#8230;</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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		<title>Liliana Segre ,Foad Aodi(Co-mai e Amsi) Comunità arabe ,musulmane e medici di origine straniera. Urge unirci  per sconfiggere l’antisemitismo, l&#8217;islamofobia e il razzismo #NonBastaSoloSolidarieta&#8217;</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/11/08/liliana-segre-foad-aodico-mai-e-amsi-comunita-arabe-musulmane-e-medici-di-origine-straniera-urge-unirci-per-sconfiggere-lantisemitismo-lislamofobia-e-il-razzismo-nonbastasolosolidar/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 11:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="630" height="420" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/222222222.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13246" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/222222222.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 630w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/222222222-300x200.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></figure></div>



<p><strong><em>Liliana Segre ,Foad aodi(Co-mai e Amsi ) Comunità arabe ,musulmane e medici di origine straniera. Urge unirci &nbsp;per sconfiggere l’antisemitismo ,l&#8217;islamofobia e il razzismo .#NonBastaSoloSolidarieta&#8217;</em></strong></p>



<p><br><strong><em>In aumento del 40%&nbsp; nel 2019 le segnalazioni che arrivano al nostro sportello congiunto</em>&nbsp;Amsi&nbsp;<em>,</em>Co-mai&nbsp;<em>e del Movimento Internazionale Transculturale&nbsp;</em>Uniti per Unire</strong></p>



<p><em>Le comunità del mondo arabo in Italia&nbsp;<strong>(Co-mai)&nbsp;</strong>e l&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia<strong>(Amsi)</strong> esprimono solidarietà alla senatrice Lilliana Segre invitando tutti ,mondo politico ,istituzioni ,comunità e associazioni arabe musulmane ,ebraiche ,cristiane ,diaspore africane e di origine straniera ad unirsi per combattere insieme il razzismo e le discriminazioni razziali e religiose ,l&#8217;antisemitismo e l&#8217;islamofobia che sono patologie gravi che &nbsp;nascono da disagi sociali e pregiudizi storici e politici contro la diversità e le varie civiltà. cosi dichiara <strong>il fondatore dell&#8217;Amsi e Co-mai Foad Aodi nonché membro del Gdl Salute globale della Fnomceo</strong>&nbsp;con grande preoccupazione di questa ondata di attacchi a cittadini italiani di altre religioni o di altro colore .</em><br><em>Urge intervenire con azioni culturali e mediatiche &nbsp;concrete da parte del mondo politico oltre le solidarietà che non basta più visto la gravità della situazione e gli slogan discriminatori e razzisti che arrivano dagli stadi ,scuole ,università ,mondo del lavoro ,sui mezzi di trasporto pubblici e dai social e trasmissioni televisive ,sono in aumento del 40% nel 2019&nbsp; le segnalazioni che arrivano al nostro sportello congiunto<strong>&nbsp;Amsi&nbsp;</strong>,<strong>Co-mai&nbsp;</strong>e del Movimento Internazionale Transculturale&nbsp;<strong>Uniti per Unire.</strong></em></p>
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		<title>Progetto PIA: portare l&#8217;Arteterapia in America latina</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jul 2019 07:55:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Mayra Landaverde L’arte terapia non è ancora molto comune nel continente americano e, anche se la sua affermazione è in crescita, c&#8217;è ancora un lungo cammino da percorrere. Molto spesso le emozioni e&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="225" height="225" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/download.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12793" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/download.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/download-150x150.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/download-160x160.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></figure></div>



<p>di Mayra Landaverde</p>



<p>L’arte terapia non è ancora molto comune nel continente americano e, anche se la sua affermazione è in crescita, c&#8217;è ancora un lungo cammino da percorrere. Molto spesso le emozioni e la cura dell’anima delle persone viene messa da parte.  L&#8217; America Latina è un continente difficile, la gente è troppo impegnata a sopravvivere. Ho trovato due ragazzi che percorrendo i paesi del Sud America portano con i loro laboratori una parte importantissima spesso dimenticata : l&#8217;Arte.</p>



<p><strong>Matias Garber</strong> arteterapeuta,
laureato dalla prima Scuola Argentina  de Arteterapia , istruttore di
yoga vinyasa. Ha studiato Sociologia all&#8217;università di Buenos Aires.</p>



<p><strong>Julia Garcia</strong> ha studiato 
Educazione dell&#8217;arte presso l&#8217;Instituto Vocacional de Arte. Ha
studiato disegno all&#8217;università di Buenos Aires. È graphic designer
e istruttrice di yoga vinyasa. 
</p>



<p>“<strong>PIA</strong> nasce  dal nostro
movimento, dai nostri viaggi nel sud America, dagli incontri con la
gente. Abbiamo viaggiato molto nel sud America e abbiamo vissuto
incontri molto intimi con  persone che altrimenti non avremmo mai
trovato. Abbiamo cominciato a fare  laboratori per ragazzi a Tucumán
(Argentina),ma questo molto tempo prima di avere l’idea precisa di
un progetto itinerante di Arteterapia.</p>



<p>Una cosa che sicuramente ci ha
incoraggiato in questo progetto è la fiducia. La fiducia delle
persone che ci accoglievano senza conoscerci, che si preoccupavano
per noi,che condividevano le proprie esperienze. E allora viaggiare
facendo l’autostop è diventata una grande avventura. Era
emozionante uscire sull&#8217;autostrada per vedere come sarebbe andata e
non sapere chi avremmo trovato quella giornata; si è trasformata
nella sensazione di avere una casa ovunque in Argentina, in Bolivia
in Ecuador e così via. Questa sicurezza ha molto a che vedere con i
nostri laboratori dove creiamo degli spazi sicuri in cui condividere
la nostra intimità con altre persone. Volevamo replicare questa
emozione che ci ha dato il continente , offrendoci una accoglienza
senza paragone . 
</p>



<p>Vogliamo che anche nel nostro progetto
ci sia fiducia e accoglienza.  I nostri laboratori offrono la
possibilità alle persone di giocare, di raccontarsi e imparare e il
nostro viaggio è una parte fondamentale del  progetto, è una
connessione diretta con la nostra creatività; sicuramente <strong>PIA </strong>è
nato da tutto questo e ha preso forma lentamente. 
</p>



<p>Vogliamo seminare questo messaggio: 
che ci sono tante altre strade per fare le cose. Abbiamo usato l’arte
coi bimbi che trovavamo nei piccoli paesi che abbiamo percorso.
L&#8217;arteterapia è una mescolanza di tutto quello che è arte e
educazione dell&#8217;arte. Non in tutti i paesi che abbiamo visitato
esiste l&#8217;arteterapia,  ma una volta che vedevano o partecipavano ai
nostri laboratori ci chiedevano una cosa un po&#8217; più strutturata. È
così che nasce <strong>PIA</strong> formalmente . Allora ci siamo messi al
lavoro: Matias  ha scritto  il programma e poi anch’io ho dato una
mano per costruire il nostro primo vero corso di arteterapia. Questo
corso ha avuto un grande successo e quindi ne  abbiamo fatti altri.
Alcune organizzazioni ci hanno contattato per collaborare, per
esempio una ci ha chiesto di organizzare laboratori specifici per
ragazze-madri a Panama dove abbiamo avuto la possibilità di lavorare
anche all’interno di una prigione femminile . Questa è stata una
esperienza estremamente ricca per noi è crediamo anche per loro.
Abbiamo offerto un modo alternativo alle detenute di esprimere ciò
che portavano dentro in uno spazio di completa fiducia.</p>



<p>L&#8217;arte è potentissima perché si
possono trasformare le emozioni più intense . Noi diamo alle persone
gli strumenti per poterlo fare.  Abbiamo lavorato, infatti, anche con
 adolescenti usciti dalla guerriglia colombiana, abbiamo formato 
operatori in Tegucigalpa che poi sarebbero stati inseriti in un
programma di prevenzione contro l’immigrazione di minori e a Buenos
Aires abbiamo lavorato in un quartiere della periferia dove c&#8217;è un
grande disagio socio-economico.</p>



<p>Tutte queste sono situazioni sono
estranee all&#8217;individuo, non dipendono da noi , non possiamo
controllarle. Crediamo di aver aperto una strada per la libera
espressione delle persone che,  sfortunatamente, le vivono. Per la
prima volta queste persone diventano protagoniste, creando opere
d&#8217;arte e non solo e questo offre loro  la possibilità di fare un
viaggio interiore e di guardarsi bene dentro come individui ma anche
come parte di un gruppo.</p>



<p>Anche se questo metodo non è ancora
molto usato, ci sono molte persone nel mondo dell&#8217;arte che lavorano
per diffonderlo, anche se il problema è che spesso nei luoghi di
origine non ci sono gli spazi per farlo; il nostro progetto va  a
riempire questa mancanza, con tante maestre di arti plastiche  &#8211; ad
esempio &#8211; che hanno bambini con abilità diverse  e che stanno usando
l’arte per aiutarli. Alcuni psicologi vengono da noi per includere
l&#8217;arteterapia nelle proprie sedute coi loro pazienti. 
</p>



<p>L&#8217;arteterapia  esiste da sempre anche se con altri nomi perché l&#8217;espressione artistica ha sempre avuto un effetto catartico sull&#8217;essere umano e noi vogliamo democratizzare questo: che ognuno abbia la possibilità di creare.”</p>



<p><a href="https://m.facebook.com/piaarteterapia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://m.facebook.com/piaarteterapia/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><a href="http://www.proyectopia.org?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.proyectopia.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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