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	<title>disastro Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Giustizia per Taranto. Il processo ambientale più importante in Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2021 07:34:47 +0000</pubDate>
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<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> ha intervistato Mimmo Laghezza, attivista in Giustizia per Taranto e giornalista professionista, in occasione del più importante processo ambientale in Italia. Ringraziamo moltissimo Mimmo Laghezza per le informazioni e la disponibilità. </p>



<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p></p>



<p><strong>Innanzitutto, Mimmo, puoi ricordarci brevemente la vicenda dell&#8217;Ilva?</strong></p>



<p>“Il siderurgico – che allora si chiamava Italsider &#8211; nel 1995 è passato dalla gestione pubblica nelle mani della famiglia Riva. Una vendita farsa perché l’hanno pagata un’inezia.</p>



<p>Detto questo, sarebbe sbagliato attribuire al privato colpe superiori rispetto a quelle statali. Probabilmente le manutenzioni sono state particolarmente disattese, ma in termini di inquinamento quella fabbrica era pensata per una durata di trent’anni, ma poi quel limite &#8211; che era stato posto come tempo massimo di esposizione di una popolazione agli inquinanti &#8211; è stato disatteso.</p>



<p>Nulla è stato mai fatto perché quel ‘mostro’, come chiamiamo lo stabilimento siderurgico a Taranto, si protendesse verso il futuro utilizzando tecnologie all’avanguardia, come pure è stato fatto in altri Paesi civili. Perché, pur ammettendo che la sensibilità ambientalista negli anni della gestione statale non fosse molto alta, è certo che la pericolosità degli inquinanti prodotti da un siderurgico fosse nota agli esperti e quindi ai decisori”.</p>



<p><strong>Ho letto della denuncia di un noto medico tarantino già all’indomani della messa in funzione degli impianti.</strong></p>



<p>“Sì, il dottor Alessandro Leccese: un ufficiale medico di Taranto, che aveva evidenziato che gli studi condotti sino ad allora avevano rilevato una maggiore mortalità per tumori al polmone, soprattutto dove nel pulviscolo atmosferico sono presenti berillio, molibdeno, arsenico e benzopirene. Grazie alle denunce di professionisti come lui, sul piano ambientale si iniziò presto ad avere contezza dell’impatto del siderurgico. L’amministrazione provinciale del tempo si era posta la questione dei possibili danni ambientali e sanitari dell’inquinamento generato dal siderurgico, tanto che nell’ottobre del 1965 (quindi a neanche un anno dalla prima colata di ghisa, datata novembre 1964) fu organizzato un convegno su “Problemi di medicina sociale in una zona a rapido sviluppo industriale”. Nel 1965 e nel 1967 il dottor Leccese aveva prodotto altre relazioni sulle emissioni del siderurgico in mare e in atmosfera, ma per questa sua attività dovette sperimentare un sostanziale isolamento. Scriveva nel suo diario: «Mi hanno lasciato solo a battermi per la difesa di Taranto dall’inquinamento determinato massivamente dagli scarichi a mare delle acque di lavorazione del centro siderurgico entrato in funzione di recente. Malgrado le sollecitazioni fatte dal ministero della Sanità, al prefetto, al medico provinciale e al sindaco, per fronteggiare la grave situazione venutasi a creare, nessuno di loro si è mosso, nel timore di urtare la suscettibilità di alcuni politici locali interessati al problema».</p>



<p>Non erano passati neanche tre anni dacché l’Italsider aveva cominciato a produrre e quindi a inquinare!”</p>



<p><strong>Lo scorso 1 febbraio è partita la fase finale del processo ambientale più importante nella storia italiana, che vede 47 imputati. Di cosa sono accusati?</strong></p>



<p>“Possiamo dire ‘della storia europea’, senza ombra di dubbio. Sono a processo 44 persone fisiche e 3 persone giuridiche e sono accusati di disastro ambientale, ma anche per imputazioni relative all’avvelenamento di sostanze alimentari, alle omesse cautele per la sicurezza sul lavoro, alla corruzione e all’abuso di ufficio”.</p>



<p><strong>Il pm, Mariano Buccoliero, ha pronunciato frasi molto dure, facendo riferimento anche ad una scuola: la scuola Deledda, nel quartiere Tamburi, a Taranto. Ce ne vuoi parlare?</strong></p>



<p>“Il pm, nella sua requisitoria durata nove giorni, ha definito sciagurata e criminale la conduzione dell’Ilva da parte della famiglia Riva. Nel crimine – il processo ci dirà, come auspichiamo, se dal punto di vista anche penale – che è certamente morale, ricade il disinteresse di qualsiasi premura riguardasse i più piccoli, i bambini e gli adolescenti. A poche decine di metri dal camino E312, lo sputaveleni per eccellenza, c’è la scuola ‘Deledda’, che il pm Buccoliero ha definito «la scuola della morte», perché intasata dalle polveri nocive. Parlando dei bambini che frequentano quella scuola e più in generale dei cittadini che vivono ai Tamburi, il pubblico ministero ha definito «l’inquinamento prodotto da quella fabbrica devastante per l’ambiente e per la salute».</p>



<p>Sui bambini dei Tamburi, soprattutto quelli delle famiglie meno abbienti, fa riflettere una letterina per Babbo Natale scritta da uno di loro, qualche tempo fa e che è stata portata in aula dal pubblico ministero: «Visto che ci serve, mi porti una macchinetta per fare l’aerosol?»</p>



<p>Dimmi se è ammissibile ascoltare una simile richiesta… dimmi in che baratro siamo sprofondati se la politica a tutti i livelli preferisce tutelare i profitti (quali, poi???) legati alla presenza del ‘mostro’ piuttosto che salvare vite umane!”</p>



<p><strong>Quali sono le richieste dei familiari delle vittime dell&#8217;Ilva e delle famiglie degli operai che ancora vi lavorano?</strong></p>



<p>La città chiede a gran voce la chiusura immediata delle fonti inquinanti. Non c’è altro tempo da perdere. Quella fabbrica, oltre a provocare malattie e morte, inghiotte 2 milioni di euro a giorno, soldi pubblici: tu terresti in strada la vecchia Prinz del nonno che sputa fumi neri ad ogni accelerata, che consuma un litro di carburante a chilometro e che perde pezzi a ogni tragitto?</p>



<p>Non c’è logica. Ma ci sono logiche lobbistiche che tengono aperto quel rottame, antieconomico e amorale!</p>



<p>Poi c’è una minoranza davvero esigua che vuole mantenere lo status quo: si tratta prevalentemente di operai, sui cui criteri d’assunzione stendiamo un velo pietoso, che vengono da altre province; pur sobbarcandosi un viaggio, ogni giorno, si sentono al sicuro perché hanno almeno gli affetti a 70-100 chilometri di distanza dalla principale fonte di diossina d’Europa: si stima che a Taranto si produca il 93% della diossina italiana, il 67% di piombo… Numeri impressionanti che fanno il paio con quelli che voglio evitarti sulla mortalità infantile.</p>



<p><strong>Qual è la voce dei tarantini in merito a questa vicenda?</strong></p>



<p>Ti rispondo con un’evidenza: alcuna famiglia tarantina non è stata toccata dalle conseguenze nefaste degli inquinanti.</p>



<p>Soffriamo molto l’isolamento a cui siamo stati ridotti; sui media, tranne pochissime voci informate, ma che evidentemente non fanno parte del grande circo dell’acciaioitalianoprimaditutto, passa l’idea di una città che vorrebbe tutelare quei pochi posti di lavoro che ora l’ex Ilva ancora garantisce.</p>



<p>Ti dò un elemento, su tutti, di riflessione: il 15 dicembre del 2012 si è svolta una manifestazione – ovviamente pacifica – contro l’inquinamento al grido di ‘Taranto libera’… Hanno partecipato quasi 30.000 persone: pensi che una cosa simile non dovesse passare sui canali nazionali? Ritieni che il grido di indignazione di un’intera città, non dovesse essere reso pubblico?</p>



<p>Invece, nulla. Da quel momento, il nostro agire è stato rivolto a parlare ‘fuori’, dal denunciare quello che viene sottaciuto, del diritto alienato alla salute e alla vita.</p>



<p>Io ho scritto un libro per ragazzi (Il formicaio delle zampe pelose, edito da Multimage, ndr) che parla dei nostri diritti negati: lo presento in tutt’Italia per raccontare ai ragazzi e ai genitori che li accompagnano, il nostro diritto – negato &#8211; ad una vita normale; il diritto di andare a scuola, ad esempio: sai che nei wind days (i giorni di vento da nord-nordovest) i bambini e i ragazzi dei Tamburi non possono andare a scuola? Per due, tre, talvolta quattro giorni, le scuole rimangono chiuse perché per le strade c’è una coltre di polvere color ruggine. Devono rimanere barricati in casa, con le finestre chiuse! E quando ritornano a scuola, devono ripulirsi i banchi nonostante il personale preposto avesse già fatto una pulizia radicale, prima del loro rientro in classe.</p>



<p><strong>Come se ne esce, allora?</strong></p>



<p>“Chiusura di quel vecchio catorcio bonifiche e riconversione! Il lavoro non dev’essere una fonte di morte per sé e per i propri cari. Il lavoro, quello pulito, dev’essere gioia di determinare sussistenza, non dolore e sofferenze.</p>



<p>Questo è il nostro mantra: chiusura, bonifiche e riconversione green! Ma non ‘green’ come è usato strumentalmente dalla politica: realmente green, rispettoso al 100% della salute e dell’ambiente.</p>



<p>Non vogliamo alcuna forma di assistenzialismo: chiediamo che il governo prenda atto della disumanità delle condizioni di vita a cui ci ha ridotto e ripari i danni con bonifiche e smantellamento del ‘vecchio rottame’; il resto lo faremo noi con la voglia di vivere e di rinascita che esprimiamo anche in questo momento difficile: perché il mare è una nostra risorsa, non possiamo proporla in termini turistici se hanno paura ad avvicinarsi a Taranto!”</p>



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		<title>&#8220;Imprese e diritti umani&#8221;. Ricordando Chernobyl</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2019 07:06:50 +0000</pubDate>
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<p>di Cecilia Grillo</p>



<p>Nonostante
si tratti di una delle più drammatiche tragedie di cui la storia sia
stata spettatrice, insieme a Fukushima, ben pochi si sono ricordati
del 33esimo anniversario del disastro di Cernobyl che cadeva proprio
qualche giorno fa, il 26 aprile.</p>



<p>La
catastrofe di Chernobyl è stata definita come una delle più gravi
calamità per il popolo ucraino nel XX secolo, insieme al Terrore
della Guerra Civile, l’Holodomor &#8211; la carestia del 1932-1933 -, le
due guerre mondiali e la guerra in Afghanistan. 
</p>



<p>Allo
stesso tempo, sarebbe impossibile non notare la differenza tra questo
disastro e qualsiasi altro evento catastrofico: il pericolo di
Chernobyl è impercettibile, le sue manifestazioni e i suoi rischi
praticamente illimitati e persistenti. Lo scrittore britannico Mario
Petrucci, autore di “Hard Water: a Poem for Chernobyl” ha
affermato: “Chernobyl ha introdotto il concetto di disastro del
futuro”.</p>



<p>Alle
ore 1:23 del 26 aprile 1986, il quarto reattore della centrale
nucleare di Chernobyl esplose.</p>



<p>Secondo
rapporti delle Nazioni Unite, gli operatori della centrale di
Chernobyl, nell’odierna Ucraina, in violazione delle norme di
sicurezza, hanno disattivato importanti sistemi di controllo nel
reattore n. 4 dell’impianto. Un’ondata di corrente ha provocato
una serie di esplosioni, a partire dalle ore 1:23 del mattino, che
sono state in grado di far crollare il pesante coperchio del reattore
e di generare una nube di polvere radioattiva che si è estesa su
tutta l’Europa settentrionale e occidentale, raggiungendo la costa
orientale degli Stati Uniti.</p>



<p>Il
disastro è stato un incidente industriale unico dovuto alla scala
dei suoi effetti sociali, economici e ambientali e uno dei più gravi
nella storia dell’industria nucleare. Si stima che solo in Ucraina,
Bielorussia e Russia siano state colpite direttamente circa 9 milioni
di persone, sottoposte a radionuclidi per un lungo periodo di tempo
rilasciati a un’intensità più di 200 volte superiore rispetto a
quella delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki. Quasi 404.000
persone sono state reinsediate, ma milioni hanno continuato e
continuano a vivere in un ambiente in cui l’esposizione a
radiazioni genera una serie di conseguenze negative per le condizioni
di vita degli esseri umani, dell’ecosistema e delle generazioni
future.</p>



<p>Nel
territorio dell’ex Unione Sovietica la contaminazione ha provocato
l’evacuazione di circa 400.000 persone. Circa 200.000 km2 di terra
era, ed è, contaminata da atomi di cesio-137 radioattivo a livelli
superiori a 37.000 Bq / m2. In termini di superficie, circa 3.900.000
km2 del suolo europeo (40% della superficie dell’Europa) sono stati
contaminati dal cesio 137 (a livelli superiori a 4.000 Bq / m2).
Fatto peculiare, questi dati non sembrano essere stati pubblicati e,
certamente, la popolazione europea non ne è mai stata resa edotta.</p>



<p>La
contaminazione di Chernobyl persisterà per secoli, e in molti paesi,
oltre a Bielorussia, Ucraina e Russia, permarranno per i decenni a
venire gli ordini di restrizione al commercio alimentare disposti a
livello comunitario. Le conseguenze economiche dell’incidente
restano un onere gravoso per i paesi più colpiti: Ucraina e
Bielorussia continuano a spendere una ingente percentuale del loro
prodotto nazionale lordo nel tentativo di affrontare gli impatti
economici provocati dal disastro.</p>



<p>Sono
state condotte innumerevoli ricerche e sono state scritte centinaia
di relazioni circa l’impatto della tragedia di Chernobyl sulle
condizioni di salute delle popolazioni locali, ma persistono tuttavia
innumerevoli incertezze dovute ai dati poco attendibili a riguardo. 
</p>



<p>Un
rapporto delle Nazioni Unite del 2005 stima che l’incidente abbia
causato circa 4.000 morti, la maggior parte dei quali manifestatisi
con patologie cancerogene. Sebbene molti dei resoconti ufficiali
facciano riferimento a circa 4.000 decessi per cancro causati dal
disastro di Chernobyl in Bielorussia, Ucraina e Russia, la previsione
nelle relazioni AIEA / OMS è di oltre 9.000 decessi. Molti altri
studi prospettano un multiplo di quel numero, ad esempio il rapporto
di Green Peace “The Chernobyl Catastrophe &#8211; Conseguenze sulla
salute umana” del 2006 stimava che 200.000 decessi correlati alle
radiazioni abbiano avuto luogo tra il 1990 e il 2000 in Russia,
Ucraina e Bielorussia.  Una pubblicazione del 2009 che teneva in
considerazione i rapporti in lingua russa e ucraina, esclusi dagli
studi ufficiali, calcolava un numero di circa 900.000 vittime. 
</p>



<p>Nonostante
non si abbiano informazioni certe rispetto a statistiche accurate che
accertino il numero effettivo delle vittime del disastro, è certo
che vi siano stati migliaia di decessi negli ultimi decenni nella
zona radioattiva come conseguenza diretta dell’incidente. 
</p>



<p>Negli
ultimi trent’anni, la consapevolezza pubblica dell’impatto
ambientale di Chernobyl sui diritti umani si è sempre maggiormente
sviluppata a seguito del crescente numero di decessi e casi di cancro
alla tiroide che sono emersi in Ucraina, Bielorussia e Russia.
Secondo il rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia
atomica, le conseguenze dell’incidente di Chernobyl si sono
tradotte in un sostanziale trasferimento atmosferico transfrontaliero
degli agenti radioattivi e nel successivo inquinamento di molti paesi
occidentali.</p>



<p>Gli
effetti a lungo termine della radioattività incontrollata provocata
dal disastro di Chernobyl, inclusi inquinamento dell’aria e
dell’acqua, numero crescente di patologie tumorali e decessi
correlati, radioattività di cibo e acqua, hanno minacciato i diritti
umani fondamentali, in particolare il diritto alla vita e alla
salute: i diritti umani essenziali non possono essere tutelati in
assenza di un ambiente ecologicamente pulito e salubre.</p>



<p>Iniziando,
in<em>
primis</em>,
con l’analisi del fondamentale diritto alla vita, primario fra i
diritti umani, secondo anche quanto affermato dal diplomatico
Franciszek Przetacznick: il godimento del diritto alla vita è un
prerequisito del godimento di tutti gli altri diritti umani. Ogni
essere umano ha un diritto intrinseco alla vita, e questo diritto è
quello che deve essere protetto dagli abusi da parte dello Stato in
conformità con le leggi e gli accordi internazionali. La
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, all’articolo 3 afferma
che: “<em>Ogni
individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della
propria persona</em>”.
La domanda sorge quindi spontanea: come può essere protetto il
diritto alla vita di esseri umani che vivono in un territorio
radioattivo? La contaminazione radioattiva dell’ambiente è mortale
per gli esseri umani e il diritto alla vita, come del resto tutti i
diritti umani (compresi quelli civili, culturali ed economici), è
chiaramente privo di significato in assenza di un ecosistema pulito e
sicuro. 
</p>



<p>Se
il Principio n.5 della Dichiarazione di Stoccolma del 1972 proclama
che le risorse non rinnovabili della terra devono essere impiegate in
modo tale da prevenire il pericolo del loro futuro esaurimento e
garantire che i benefici derivanti da tale impiego siano condivisi da
tutta l’umanità, così ispirando e guidando i popoli del mondo
nella conservazione e nella valorizzazione dell’ambiente umano,
invece il Principio 1 della Dichiarazione ha gettato le basi per
collegare i diritti umani e la protezione ambientale, dichiarando che
“<em>L’uomo
ha il diritto fondamentale alla libertà, all’eguaglianza e a
condizioni di vita soddisfacenti, in un ambiente che consenta di
vivere nella dignità e nel benessere ed è altamente responsabile
della protezione e del miglioramento dell’ambiente davanti alle
generazioni future</em>”.

</p>



<p>Così
anche l’articolo 24 della Carta Africana dei diritti dell’uomo e
dei popoli del 1981 dispone che ‘‘<em>tutti
i popoli hanno diritto a un ambiente soddisfacente e globale,
favorevole al loro sviluppo</em>’’.</p>



<p>E
ancora il Protocollo di San Salvador del 1988, Protocollo alla
Convenzione americana sui diritti dell’uomo in materia di diritti
economici, sociali e culturali, all’articolo 11, dispone che
‘‘<em>Ognuno
ha diritto a vivere in un ambiente sano e di avere accesso ai servizi
pubblici di base</em>”:
in condizioni ambientali malsane (come quelle di chi vive in una
regione radioattiva) i diritti umani fondamentali sono a rischio.</p>



<p>Volgendo
poi lo sguardo al diritto alla salute, strettamente correlato al
diritto alla vita, l’Organizzazione Mondiale della Sanità lo
definisce quale diritto fondamentale di ogni essere umano. Il cancro
della tiroide, causato dallo iodio radioattivo, è stata una delle
principali manifestazioni dell’impatto sulla salute dell’incidente
di Chernobyl, in particolare tra i giovani. Il reattore rilasciava
nell’aria enormi quantità di sostanze radioattive incontrollate. I
bambini sono generalmente più a rischio di cancro alla tiroide
rispetto agli adulti e le statistiche indicano che l’incidenza del
cancro alla tiroide tra i bambini nelle zone limitrofe è aumentata
rapidamente a seguito del disastro di Chernobyl. Nella Convenzione
sui diritti dell’infanzia, all’articolo 24, si afferma che “<em>Gli
Stati parti riconoscono il diritto del minore di godere del miglior
stato di salute possibile</em>”.

</p>



<p>Strettamente
connessi al diritto a una vita salubre l’accesso all’acqua e il
diritto al cibo sono stati riconosciuti dalle Nazioni Unite quali
diritti umani universali fondamentali.</p>



<p>Kofi
Annan, Segretario
generale delle Nazioni Unite nel 2013, durante la giornata mondiale
dell’acqua di qualche anno fa, ha affermato “<em>access
to safe water is a fundamental human need and, therefore, a basic
human rights</em>”.
<em>Contaminated
water jeopardizes both the physical and social health of all people.
</em><em>It
is an affront to human dignity</em>”.

</p>



<p>Il
diritto degli esseri umani a cibo ed acqua rappresenta un diritto
umano fondamentale, così come definito dal Patto internazionale sui
diritti economici, sociali e culturali (ICESCR), adottato
dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 16 dicembre 1966 e
in vigore dal 3 gennaio 1976, secondo cui deve essere riconosciuto il
diritto di ognuno a un livello di vita adeguato per sé e la sua
famiglia, compreso un nutrimento adeguato. Il diritto al cibo
rappresenta un diritto fondamentale di tutti gli esseri umani, così
come il diritto all’acqua potabile. Il secondo principio della
Dichiarazione di Stoccolma afferma che “<em>Le
risorse naturali della terra, ivi incluse l’aria, l’acqua, la
terra, la flora e la fauna e particolarmente il sistema ecologico
naturale, devono essere salvaguardate a beneficio delle generazioni
presenti e future, mediante una programmazione accurata o una
appropriata amministrazione</em>”.</p>



<p>In
un’area contaminata dalla radioattività non vi è accesso a cibo e
acqua salubri provocando così una serie di violazioni dei diritti
umani fondamentali. Negli anni precedenti all’incidente di
Chernobyl, l’area ora in analisi era circondata da foreste, fiumi e
centri urbani e circa il 40% del territorio veniva utilizzato per
scopi agricoli. A seguito del disastro, le forniture di acqua
potabile e i prodotti agricoli nella zona sono stati contaminati dai
più alti livelli di radiazioni e da quel momento l’accesso
all’acqua potabile e al cibo è diventato un problema pregnante per
coloro che hanno continuato a vivere nella regione.</p>



<p>In
conclusione, ho voluto analizzare la relazione tra violazioni dei
diritti umani e le problematiche ambientali provocate dal disastro
nucleare di Chernobyl in considerazione del diritto alla vita, a un
ambiente sano, del diritto all’acqua pulita e al cibo, tutti
identificati quali diritti umani fondamentali sia dalla Dichiarazione
Universale dei Diritti Umani (UDHR) che dalla Carta Africana dei
diritti dell’uomo e dei popoli del 1981. 
</p>



<p>In
primo luogo, l’incidente di Chernobyl ha causato il più vasto
rilascio radioattivo incontrollato nell’ambiente mai sperimentato,
comportando gravi conseguenze ambientali, in particolare inquinamento
atmosferico e contaminazione delle acque. Il diritto alla vita
richiede un ambiente salubre e sicuro, e la contaminazione legata al
disastro di Chernobyl ha causato migliaia di decessi per cancro in
Russia, Ucraina e Bielorussia tra il 1990 e il 2000 ed effetti
deleteri per le condizioni di salute della maggioranza della
popolazione in Ucraina.</p>



<p>Secondariamente
un altro effetto ambientale causato dal disastro di Chernobyl ha
riguardato il diritto ad acqua pulita e cibo, identificabili quali
bisogni indispensabili per la protezione dei diritti degli esseri
umani a una nutrizione dignitosa. 
</p>



<p>L’impatto
ambientale provocato dall’incidente nucleare di Chernobyl ha
causato gravi violazioni dei diritti umani, principalmente in
Ucraina, Russia e Bielorussia. Le popolazioni della zona radioattiva
soffrono da un quarto di secolo della continua minaccia al proprio
diritto di vivere, al diritto ad un ambiente sano, alla salute,
all’acqua potabile e al cibo, situazione chiaramente in violazione
dei loro diritti umani fondamentali. L’incidente nucleare ha
trasformato le aree abitabili in aree inabitabili e innumerevoli vite
umane sono andate perdute; inoltre, la maggior parte dei territori
“contaminati” nella regione rimane insicura sia per gli
insediamenti umani che per lo svolgimento di attività economica.</p>
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		<title>Il GUS lancia la campagna di raccolta fondi “Emergenza Terremoto Centro Italia” per le popolazioni colpite dal sisma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2016 06:46:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  La notte del 24 agosto alle 3.36 una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.0 ha fatto tremare la terra nel centro Italia, colpendo l’area fra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, devastando i&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="color: #941100;"><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/230308298-2fe389d5-0518-460c-ab38-ef8c33b1e4c1-th.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6688" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-6688 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/230308298-2fe389d5-0518-460c-ab38-ef8c33b1e4c1-th.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="230308298-2fe389d5-0518-460c-ab38-ef8c33b1e4c1-th" width="200" height="200" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/230308298-2fe389d5-0518-460c-ab38-ef8c33b1e4c1-th.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/230308298-2fe389d5-0518-460c-ab38-ef8c33b1e4c1-th-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/230308298-2fe389d5-0518-460c-ab38-ef8c33b1e4c1-th-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/230308298-2fe389d5-0518-460c-ab38-ef8c33b1e4c1-th-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a> </b></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">La notte del 24 agosto alle 3.36 una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.0 ha fatto tremare la terra nel centro Italia, colpendo l</span></span></span></span><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">area fra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, devastando i comuni di Amatrice, Arquata del Tronto, Pescara del Tronto e Accumuli e provocando diversi morti e numerosi feriti.</span></span></span></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Il bilancio dei morti e dei feriti, purtroppo, è in continuo aumento ma si calcolano gi</span></span></span></span><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">diverse migliaia di sfollati.</span></span></span></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">In questa situazione di drammatica emergenza, il GUS si è subito mobilitato e ha inviato gli operatori sui luoghi del terremoto, mettendo base ad Arquata del Tronto, per dare supporto alla popolazione. &#8220;La situazione è </span></span></span></span><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">difficile </span></span></span></span><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">e </span></span></span></span><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="es-ES">la gente </span></span></span></span><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">è stremata &#8211; dicono dal GUS &#8211; stiamo cercando di dare sostegno a quante più persone possibili . Abbiamo bisogno dell&#8217;aiuto di tanti per poter dare risposte immediate a quante più persone. È come sempre un lavoro difficile ma grazie ai volontari, agli operatori e ad un gruppo di richiedenti protezione internazionale ospiti dei nostri progetti di accoglienza, e grazie al sostegno di tanti cercheremo di fare tutto il possibile.</span></span></span></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Sono 80 gli operatori e volontari del GUS </span></span></span></span><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">che sono scesi immediatamente in campo anche in altri Comuni colpiti dalla catastrofe per fornire aiuto e assistenza alle comunit</span></span></span></span><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à</span></span></span></span><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Il GUS lancia la campagna di raccolta fondi </span></span></span></span><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="de-DE">“</span></span></span></span><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Emergenza Terremoto Centro Italia</span></span></span></span><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">” </span></span></span><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">con la certezza che la generosit</span></span></span></span><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">di tanti non mancher</span></span></span></span><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à</span></span></span></span><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, così come è successo nelle altre emergenze. Vi chiediamo ancora una volta di sostenerci per aiutare le tante famiglie che da ieri notte hanno bisogno di aiuto. Grazie</span></span></span></span><span style="color: #1c2129;"><span style="font-family: Arial Unicode MS, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span></span></span></span></p>
<div style="margin: 0px; text-align: justify; color: #1d2129; line-height: normal; font-family: 'Arial Unicode MS';">Per effettuare donazioni con il bonifico bancario:</div>
<div style="margin: 0px; text-align: justify; color: #1d2129; line-height: normal; font-family: 'Arial Unicode MS';">G.U.S. GRUPPO UMANA SOLIDARIETA’ G.PULETTI ONLUS</div>
<div style="margin: 0px; text-align: justify; color: #1d2129; line-height: normal; font-family: 'Arial Unicode MS';">IBAN: IT66Y0335901600100000131559</div>
<div style="margin: 0px; text-align: justify; color: #1d2129; line-height: normal; font-family: 'Arial Unicode MS'; min-height: 16px;"></div>
<div style="margin: 0px; text-align: justify; color: #1d2129; line-height: normal; font-family: 'Arial Unicode MS';">Per effettuare donazioni con Paypal e carta di credito:</div>
<div style="margin: 0px; color: #4787ff; line-height: normal; font-family: 'Arial Unicode MS';"><a href="http://gusitalia.it/emergenza-terremoto-centro-italia/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://gusitalia.it/emergenza-terremoto-centro-italia/&amp;source=gmail&amp;ust=1472200192678000&amp;usg=AFQjCNHAhUoAhubB5wug7aDBlJ_ot288ZQ&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">http://gusitalia.it/emergenza-?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr /></span>terremoto-centro-italia/</a></div>
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