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	<title>domande Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>#EroStraniero: domande di regolarizzazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2021 06:57:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Stallo delle domande di regolarizzazione: terzo settore, sindacati e associazioni di categoria scrivono a governo e parlamento affinché si intervenga subito sui ritardi e vengano superate le sanatorie e riformato l’intero sistema “Laregolarizzazionestraordinariadel2020èinunasituazionedistallo,conpesanticonseguenze in&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/ero-straniero-scaled-1-1024x586.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15466" width="761" height="435" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/ero-straniero-scaled-1-1024x586.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/ero-straniero-scaled-1-300x172.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/ero-straniero-scaled-1-768x439.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/ero-straniero-scaled-1-1536x878.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/ero-straniero-scaled-1-2048x1171.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 761px) 100vw, 761px" /></figure>



<p><em><strong>Stallo delle domande di regolarizzazione: terzo settore, sindacati e associazioni di categoria scrivono a governo e parlamento affinché si intervenga subito sui ritardi e vengano superate le sanatorie e riformato l’intero sistema</strong></em></p>



<p>“<em>La</em><em>regolarizzazione</em><em>straordinaria</em><em>del</em><em>2020</em><em>è</em><em>in</em><em>una</em><em><strong>situazione</strong></em><em><strong>di</strong></em><em><strong>stallo,</strong></em><em><strong>con</strong></em><em><strong>pesanti</strong></em><em><strong>conseguenze in termini di sicurezza sociale e sanitaria e di legalità per il nostro Paese</strong></em><strong>”</strong>. Così si legge nella <strong>lettera aperta &#8211; in allegato &#8211; inviata ieri 20 aprile </strong>da decine di organizzazioni ai ministri dell’interno, della salute, del lavoro e delle politiche agricole, al presidente della Camera e al presidente della Commissione affari costituzionali della stessa Camera, per chiedere: al governo di intervenire e portare a termine quanto prima l’iter delle oltre 200.000 domande presentate; al parlamento, di riprendere l’esame della proposta di legge popolare di riforma della normativa sull’immigrazione, fermo da più di un anno.</p>



<p>La lettera, promossa dalla campagna Ero straniero<sup>1</sup>, è stata sottoscritta dalle principali realtà impegnate sui temi dell’asilo e dell’immigrazione (Tavolo salute e immigrazione, Tavolo asilo nazionale, Forum per cambiare l’ordine delle cose, Io accolgo, Amsi-medici di origine straniera in Italia), da sindacati nazionali (Cgil, Uil, Usb), dal mondo cooperativo (Alleanza delle cooperative italiane-agroalimentare, e cioè Confcooperative Fedagripesca, Legacoop Agroalimentare, Agci Agrital, insieme a Legacoopsociali) e da alcune associazioni di categoria e realtà (Assindatcolf- Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico, Professione in famiglia, Osservatorio Placido Rizzotto-Flai CGIL, ASeS-Agricoltori Solidarietà e Sviluppo della CIA-Agricoltori italiani), operanti nei settori interessati dal provvedimento straordinario di emersione approvato quasi un anno fa (lavoro domestico e di cura, agricoltura).</p>



<p>Il ritardo enorme con cui sta procedendo l’esame delle domande di emersione, documentato dal lavoro di monitoraggio della campagna Ero straniero, con poche migliaia di permessi di soggiorno rilasciati rispetto alle oltre 200.000 domande presentate, si sta traducendo nell’<strong>impossibilità, di fatto, per decine di migliaia di persone di accedere pienamente ai servizi,alle prestazioni sociali,alle tutele e ai diritti previsti per chi lavora nel nostro Paese</strong>.</p>



<p>Un esempio tra tutti: nonostante la normativa preveda l’accesso al sistema sanitario nazionale anche per i cittadini stranieri in attesa di essere regolarizzati, nella realtà, in molti territori, tale possibilità viene negata. Accade infatti che senza il permesso di soggiorno non venga</p>



<p><sup>1 </sup><em><u>Ero straniero</u></em> è promossa da: Radicali Italiani, Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, ARCI, ASGI, Centro Astalli, CNCA, A Buon Diritto, Oxfam Italia, ActionAid Italia, Fcei &#8211; Federazione Chiese Evangeliche in Italia, CILD, ACLI, Legambiente Onlus, Terra!, ASCS &#8211; Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, AOI, con il sostegno di numerosi sindaci e decine di organizzazioni.</p>



<p>rilasciata la tessera sanitaria, ma senza quest’ultima è estremamente difficile rientrare nella campagna vaccinale anti-COVID in corso. “<em>Tale situazione di stallo ha, dunque, inevitabilmente un <strong>impatto anche a livello di salute pubblica</strong> nel contesto di emergenza sanitaria che stiamo vivendo”,</em>si sottolinea nella lettera. Senza permesso di soggiorno, inoltre, diventa complicato anche aprire un conto corrente, necessario per l’accredito dello stipendio di chi sta già lavorando, o avere l&#8217;Isee, con cui usufruire delle agevolazioni economiche per le mense scolastiche per chi ha un reddito basso.</p>



<p>C’è poi un altro aspetto da prendere in considerazione: un anno fa, con lo scoppio in Italia della pandemia, si è rischiato uno stop al comparto agroalimentare, vista la mancanza di lavoratori stranieri stagionali impossibilitati a entrare nel nostro Paese. Da qui il provvedimento straordinario di emersione inserito nel cd. decreto “rilancio”. “<em>A un anno di distanza, </em><em><strong>all’avvio di una nuova</strong></em><em><strong>stagione di raccolta, sarebbe paradossale non portare a conclusione rapidamente le decine di</strong></em><em><strong>migliaia</strong></em><em><strong>di</strong></em><em><strong>pratiche</strong></em><em><strong>in</strong></em><em><strong>istruttoria</strong></em><em>,</em><em>consentendo</em><em>alle</em><em>persone che hanno inoltrato domanda di</em><em>lavorare in sicurezza e andando incontro alla richiesta di manodopera dei datori di lavoro</em>”, si legge nella lettera.</p>



<p>Alla luce di tali considerazioni, le organizzazioni firmatarie chiedono quindi:</p>



<p><strong>-al Governo,e in particolare ai ministeri dell’interno e della salute,</strong> di intervenire immediatamente per velocizzare l’iter delle domande, in modo che le 200.000 persone sospese, in attesa di risposta, possano al più presto essere assunte; e di chiarire ai propri uffici che i cittadini stranieri in attesa del permesso di soggiorno godono, sino alla conclusione della procedura, di tutti i diritti connessi allo status di lavoratore regolare.</p>



<p>&#8211; <strong>al Parlamento</strong>, di riprendere quanto prima l’esame della <strong>proposta di legge di iniziativa popolare</strong> della campagna <em>Erostraniero</em> in Commissione affari costituzionali della Camera, riformando la normativa in vigore, ormai superata. “<em>Nonsaràsufficientequest’ultimoprovvedimentostraordinarioacontrastarelacreazionedinuovairregolarità,comedimostraquanto accaduto negli ultimi vent’anni”, </em>concludono le organizzazioni. “<em><strong>Serve un intervento che permetta di ampliare le maglie della regolarizzazione e favorire legalità e integrazione, </strong>a partiredauno<strong>strumentodiemersionesubaseindividuale</strong>-sempreaccessibile,senzabisognodisanatorie &#8211; che dia la possibilità a chi rimane senza documenti di mettersi in regola a fronte della disponibilità di un contratto di lavoro o di un effettivo radicamento nel territorio. E più a monte, servono <strong>nuovi meccanismi legali di ingresso per lavoro </strong>o ricerca lavoro. Soluzioni, queste, previste nella proposta di legge popolare all’ esame della Camera, la cui approvazione non può più aspettare”.</em></p>
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		<title>Aumentano le richieste per la protezione umanitaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2017 07:34:06 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> riporta i dati raccolti dalla Fondazione ISMU che segnala che tra il 1° gennaio e il 31 maggio 2017 in Italia sono state presentate quasi 60mila domande di asilo (dati <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/it/documentazione/statistica/i-numeri-dellasilo?utm_source=rss&utm_medium=rss">Ministero dell’Interno</a>), il 49% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Se si considera che nel 2016 il numero di richiedenti asilo e protezione internazionale ha raggiunto la cifra più alta mai registrata in un ventennio (oltre 123mila), si può, per il 2017, prevedere un nuovo record, se i dati confermeranno l’andamento dei primi cinque mesi dell’anno in corso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/thPWEJHX0M-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-9074 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/thPWEJHX0M-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="359" height="173" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/thPWEJHX0M-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 359w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/thPWEJHX0M-2-300x145.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 359px) 100vw, 359px" /><br />
</a></p>
<p>Come nel 2016, anche i 59.579 richiedenti asilo conteggiati nei primi cinque mesi dell’anno sono in larga maggioranza uomini (85%). I minorenni sono oltre 6.700, di cui circa la metà non accompagnati. Per questi ultimi si registra un importante aumento rispetto allo stesso periodo del 2016 (+89%): i minori non accompagnati costituiscono il 6% di tutti i richiedenti nel periodo considerato.</p>
<p>Rispetto alle nazionalità di chi cerca protezione nel nostro Paese, si rileva un significativo aumento dei cittadini provenienti dal <strong>Bangladesh</strong>: il loro numero è più che triplicato nei primi cinque mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Mentre la <strong>Nigeria</strong> si conferma il primo Paese di origine, con oltre 12.300 richiedenti (un quinto del totale), il Bangladesh sale al secondo posto con più di 5.500 migranti che hanno fatto domanda di protezione, il 9% del totale (ben 1.347 domande nel solo mese di maggio appena concluso).</p>
<p>Rispetto al numero di domande esaminate, nei primi mesi del 2017 si è registrato un decremento: tra gennaio e maggio sono state valutate le richieste di oltre 33mila migranti, mentre nello stesso periodo del 2016 ne erano state esaminate più di 39.500. Se gli esiti restano prevalentemente negativi (sono il 58,6% i dinieghi nei primi cinque mesi dell’anno), aumenta la quota di coloro che ottengono lo status di rifugiato (8,7%, 2.900 migranti), mentre continua la prevalenza delle concessioni di permessi a titolo di protezione umanitaria.</p>
<p>In Europa l’Italia si è collocata al secondo posto dopo la Germania, per numero di richiedenti asilo, sia nel 2016, sia nei primi quattro mesi del 2017 (dati <a href="http://ec.europa.eu/eurostat/documents/2995521/8001715/3-26042017-AP-EN.pdf/05e315db-1fe3-49d1-94ff-06f7e995580e?utm_source=rss&utm_medium=rss">Eurostat</a>).</p>
<p><strong>Per approfondimenti:</strong> <a href="http://www.ismu.org/richiedenti-asilo-e-rifugiati/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.ismu.org/richiedenti-asilo-e-rifugiati/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il libro “Solo la luna ci ha visti passare”<strong><br />
</strong></h2>
<h3>Racconto di viaggio di un’adolescente dalla Siria all’Olanda</h3>
<p><strong> </strong></p>
<p>Segnaliamo il libro <strong>“Solo la luna ci ha visti passare”</strong>, il racconto di viaggio di un’adolescente dalla Siria all’Olanda”, di Maxima Lava e Francesca Ghirardelli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1051.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9073" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1051.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="418" height="217" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1051.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 418w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1051-300x156.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 418px) 100vw, 418px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>“Solo la luna ci ha visti passare” </strong>racconta il viaggio di Maxima, siriana curda di 14 anni, che fra luglio e agosto 2015 ha percorso la «rotta balcanica», determinata a iniziare una nuova vita in Europa. Maxima, sigillata al buio dentro il cassone di un camion, ha attraversato Ungheria, Austria e Germania prima di raggiungere la sua destinazione, l’Olanda. Ma per arrivare alla tappa finale ha dovuto affrontare il mar Egeo a bordo di un gommone carico di uomini, donne e bambini, i corpi letteralmente ammassati gli uni sugli altri, senza quasi la possibilità di respirare. Ha percorso a piedi chilometri di asfalto, ha marciato sotto un temporale, si è nascosta e ha cercato rifugio nei boschi di Macedonia e Serbia. Cresciuta ad Aleppo, Maxima ha abbandonato la città nel momento in cui gli echi della guerra civile scoppiata nel 2011 si sono fatti troppo vicini, quando il conflitto è arrivato nel suo quartiere e dalla finestra della sua camera ha visto sollevarsi nubi spesse di cenere e il pulviscolo dei palazzi sbriciolati dai bombardamenti. Con la famiglia si è trasferita in un villaggio vicino al confine turco, area oggi minacciata anche dalla penetrazione dell’Isis, che ha il suo quartier generale a Raqqa, ad appena tre ore d’auto di distanza.</p>
<p>Nel libro Maxima ripercorre i ricordi più intimi della vita quotidiana in Siria e descrive le tappe del viaggio che ha accomunato il suo destino a quello di centinaia di migliaia di migranti e rifugiati, siriani come lei, ma anche afghani, iracheni, eritrei e di altre parti del pianeta. “<em>Sapevo che in Europa c’era chi non ci voleva</em>”, racconta, “<em>vorrei dire agli europei che non è colpa loro se avvertono un sentimento di rifiuto per i rifugiati. Tutti quelli che amano il proprio Paese diventerebbero pazzi vedendo i problemi causati dall’arrivo di tante persone in difficoltà. Ma vorrei anche dire che viviamo tutti nello stesso mondo. E suggerire a chi in Europa non ci vuole, di provare a essere più felice per la vita che conduce e di cercare di capire di più gli altri. Perché, se vogliamo vivere in pace, bisogna darsi una mano a vicenda. Non c’è altro modo</em>”.</p>
<p>Maxima racconta direttamente, in prima persona, la propria storia, affidandola alla giornalista Francesca Ghirardelli, che l’ha incontrata prima nel parco di Belgrado poi in Olanda, nella casa dove attualmente vive: da questo incontro (e da 25 ore di intervista) è nato il libro “Solo la luna ci ha visti passare”, uscito nel 2016 per Mondadori, collana Strade Blu.</p>
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		<title>FOA BOCCACCIO   BRIANZA NoBORDERS   MIGRANTI AUTO-ORGANIZZATI di MONZA e DINTORNI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jul 2016 07:00:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Comunicato da parte di: FOA BOCCACCIO   BRIANZA NoBORDERS   MIGRANTI AUTO-ORGANIZZATI di MONZA e DINTORNI &#160; Sabato 30 luglio siamo tornati  nelle strade e nelle piazze di Monza per ribadire il nostro impegno a sostegno&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Comunicato da parte di: FOA BOCCACCIO   BRIANZA NoBORDERS   MIGRANTI AUTO-ORGANIZZATI di MONZA e DINTORNI</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sabato 30 luglio siamo tornati  nelle strade e nelle piazze di Monza per ribadire il nostro impegno a sostegno delle lotte dei migranti, contro ogni forma di razzismo e per esprimere dissenso contro il sistema di frontiere, fisiche e mentali, che s’innalzano ogni giorno in Italia e nel resto d’Europa e che negano libertà di movimento a decine di migliaia di esseri umani.<br />
Prendere parola su queste tematiche è oggi l&#8217;occasione per scrivere una nuova pagina di storia nei processi di trasformazione sociale: i fenomeni migratori che stiamo vivendo sono un elemento saliente dei nostri tempi e, che piaccia o no, determineranno un cambiamento significativo nella società contemporanea. Vogliamo essere quindi soggetto attivo nel determinare gli scenari politici, culturali e mediatici che ci vedranno coinvolti nei prossimi mesi e anni, sia su scala locale che in una dimensione internazionale.</p>
<p>Da settembre a oggi abbiamo costruito percorsi di lotta attraverso la solidarietà, l’autorganizzazione collettiva e la partecipazione diretta. Abbiamo deciso di scendere in strada ancora una volta per ribadire a gran voce quello che vogliamo:</p>
<p>* condizioni di accoglienza più degne per tutti i richiedenti asilo accolti in città, in particolare per gli “ospiti” di Via Asiago. In molti avrete visto alcuni di noi in televisione oppure avrete letto articoli sui giornali locali: l’ s.r.l. Trattoria Mercato, dopo avere vinto un bando di gara prefettizio per l’accoglienza, ha abbandonato alcuni di noi in una periferia ostile. Non ci sono garantiti i corsi di lingua, l’assistenza sanitaria e le informazioni giuridiche sul percorso per l’ottenimento della protezione internazionale che abbiamo chiesto all’Italia. Se siamo confusi sul nostro futuro, non sappiamo a chi fare domande, se reclamiamo i nostri diritti veniamo puntualmente minacciati di non ottenere la protezione internazionale. E pur senza aver fatto nulla di male veniamo guardati con sospetto e considerati un problema per la sicurezza di chi ci circonda.</p>
<p>* il giusto riconoscimento della protezione internazionale. Siamo contenti per i nostri fratelli siriani ed eritrei, che ottengono questa tutela, ma non possiamo accettare questo dispositivo che distingue veri e falsi richiedenti asilo, decidendo arbitrariamente quali sono i paesi di provenienza “giusti” per ottenere l’asilo. Alcuni di noi non scappano da conflitti riconosciuti, ma da dittature, da condizioni di violenza ugualmente gravi, da fame e persecuzioni, causate da chi per secoli ci ha colonizzato e, in molte forme, continua a farlo.</p>
<p>* una riduzione dei tempi di attesa per avere una risposta sulla nostra domanda di asilo. Non possiamo essere abbandonati in un limbo di arbitrarietà e burocrazia per anni, solo per poi ricevere dinieghi e decreti di espulsione.</p>
<p>* la fine della violenza degli stati europei che predispongono chiusure dei confini (come avviene da tempo a Como, Ventimiglia, Brennero, Calais e nei Balcani), detenzioni e deportazioni di sorelle e fratelli migranti in cerca di un futuro migliore, in generale la fine di quelle politiche responsabili di migliaia di morti nel mare Mediterraneo.</p>
<p>* la fine della repressione nei confronti delle e degli attivisti che, da Ventimiglia al Brennero, lottano accanto ai migranti e manifestano la loro solidarietà con chi cerca di varcare i confini degli stati europei.</p>
<p>* l’abolizione di tutti i confini e la libertà di movimento per tutte e tutti.</p>
<p>Appuntamento quindi in piazza Castello, sul retro della stazione di Monza, sabato 30 luglio alle ore 20.30. Da lì ci muoveremo in un lungo corteo con interventi e musica, attraverso le affollate vie della movida notturna monzese. A seguire, musica fino a tarda notte presso la FOA Boccaccio, con una serata a sostegno delle lotte contro le frontiere da Ventimiglia al Brennero, a Como.</p>
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