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	<title>down Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>&#8220;Scritture al sociale&#8221;: La giornata nazionale per le persone Down</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Oct 2016 18:53:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi &#160; Domani, 9 ottobre, ricorre la Giornata nazionale per le persone Down: sono previsti eventi, manifestazioni, attività di sensibilizzazione. Non solo per ricordare o evidenziare, importante è fermarsi ed uscire dal&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-565.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-7110" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7110" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-565.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (565)" width="457" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-565.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 457w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-565-214x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 214w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Domani, 9 ottobre, ricorre la Giornata nazionale per le persone Down: sono previsti eventi, manifestazioni, attività di sensibilizzazione. Non solo per ricordare o evidenziare, importante è fermarsi ed uscire dal pregiudizio, dalla diffidenza di ciò che non conosciamo.<br />
Allo stato attuale, tra leggi e normative, proposte e adeguamenti “l’inclusione” è un tema legato a molte tematiche per diversi settori della società.<br />
La parte straordinaria sta nel riscontrare che attraverso percorsi mirati di fisioterapia, attività riabilitative adottate fin dai primi mesi di vita, la plasticità della parte neurologica vede arrivare conquiste e risultati che gli stessi genitori inizialmente non si aspettano, per vedere i propri figli raggiungere risultati scolastici ambiti come il diploma, la laurea, l’occupazione, l’autonomia di vivere.</p>
<p>L’importanza della famiglia è fondamentale nel sostenere e gestire un figlio che ‘per le sue esigenze’ avrà bisogno di essere accompagnato a scoprire talenti e propensioni.<br />
Diventa possibile tutto questo attraverso il ‘progetto di vita’, definizione di una normativa che vede famiglia-scuola-enti formulare in base alle esigenze del singolo un percorso adatto all’autonomia e alla vita da vivere appieno.<br />
Le famiglie che vivono in questa ottica una realtà di questo tipo, diventano ‘speciali’ per dedizione e cura. Non solo verso un figlio con bisogni speciali, ma aumentando la soglia di attenzione lo stesso nucleo familiare strada facendo, cresce e traduce in significati ‘veri’ l’esistenza e lo stare insieme a beneficio di tutti.<br />
In una attualità sempre più esposta all’apparenza piuttosto che alla sostanza, gli esempi che arrivano da modelli di questo tipo, diventano da assimilare in un quotidiano troppo spesso scontato e frettoloso di un vivere lieve e in corsa verso non si sa bene cosa.</p>
<p>Un cromosoma in più.<br />
Personalmente l&#8217;ho trovato dentro famiglie bellissime. Mamme e papà, mogli, mariti, fratelli, sorelle. Attenti a ciò che davvero accade intorno. Dedite ad ascoltare l&#8217;altro. In una dimostrazione di amore nei fatti senza troppe indulgenze. Severi e fieri, un mondo, il loro fatto di &#8216;esempi&#8217; e non di chiacchiere, di entusiasmi e mai di rinunce, di slanci e di passione e non di lamentele. Di sogni realizzati e di quelli che verranno.<br />
Famiglie unite da un progetto comune, che si danno la mano, che si guardano da lontano per arrivare vicino. Le gite, i compiti, le gare sportive, l&#8217;arte nei quadri dei pennelli, con i colori tenui e forti. Lo sci, il serf, la piscina, l&#8217;andare a cavallo, il trekking, il teatro, la poesia, la musica, la lettura, la scrittura da inventare, calendari per raccontare agli altri. E’ così che la felicità viene data in dote, accade quando l&#8217;abbiamo dentro senza distinzione&#8230;<br />
Siamo tutti un po’ speciali o almeno vorremmo esserlo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>foto di Costanzo S&#8217;Angelo &#8211; Occhiomagico, Vasto</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-566.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-7111" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7111" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-566.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (566)" width="427" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-566.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 427w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-566-200x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w" sizes="(max-width: 427px) 100vw, 427px" /></a></p>
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		<title>Nicole, 4 ori contro i pregiudizi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Dec 2015 08:55:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Adoro la vita, mi piace vincere» Il record ai Mondiali per atleti down in Sudafrica: «Lo dedico a mia nonna» di Elena Tebano (dal Corriere della sera.it) Avvolta nel tricolore sul podio più alto&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Adoro la vita, mi piace vincere»</p>
<h2 class="western" style="font-weight: normal;">
Il record ai Mondiali<br />
per atleti down in Sudafrica: «Lo dedico a mia nonna»</h2>
<p></p>
<h3 class="western">
di Elena Tebano<br />
(dal Corriere<br />
della sera.it)</h3>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>
<b>Avvolta nel tricolore sul podio più alto dei Mondiali</b>, in<br />
Sudafrica, Nicole Orlando ha alzato gli occhi al cielo e ha iniziato<br />
a piangere. Lacrime di gioia e commozione. «Stava pensando alla<br />
nonna, che è morta l’anno scorso e avrebbe dovuto accompagnarla<br />
nella trasferta africana», racconta la madre, Roberta Becchia. «Però<br />
c’era il nonno, che ho convinto io a venire perché all’inizio<br />
non voleva: sono molto fiera di lui» ribatte Nicole, 22 anni. Di<br />
lei, che la settimana scorsa si è portata a casa 4 ori (100 metri,<br />
salto in lungo, triathlon, con record del mondo, staffetta 4 per 100)<br />
e un argento (nei 200) è orgoglioso il premier Matteo Renzi: ieri<br />
l’ha ringraziata su Facebook per «aver reso onore all’Italia»<br />
insieme agli altri atleti della Federazione Italiana Sport Disabilità<br />
Intellettiva Relazionale, che in tutto hanno conquistato 27 titoli<br />
nell’atletica leggera e 5 nel tennis tavolo. Nicole ha la sindrome<br />
di Down e tra le sue vittorie c’è anche quella di abbattere un bel<br />
po’ di pregiudizi. «Sono contenta: mi piace vincere le medaglie»<br />
dice al telefono da Biella, dove vive, in una pausa tra l’allenamento<br />
di nuoto e quello di atletica. Guarda al prossimo traguardo: «Mi<br />
devo preparare alle Olimpiadi di luglio, a Firenze». </p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://3.bp.blogspot.com/-MSipMXcdhBg/VmaoMg9TEoI/AAAAAAAADuI/6UOm0d8WbzM/s1600/untitled%2B%2528106%2529.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="400" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/12/untitled2810629.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="267" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>Nicole Orlando, 22 anni, si commuove sul podio dopo aver vinto la<br />
sua prima medaglia d’oro ai Mondiali del Sudafrica. Nicole fa parte<br />
della Nazionale degli atleti con disabilità intellettive o<br />
relazionale (foto Mauro Ficerai)</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>
<b>E aggiunge con tutta la sincerità del mondo che sì, a<br />
Bloemfontein in Sudafrica </b>«mi aspettavo di vincere». «Io<br />
l’avevo avvertita: guarda che ci sono le messicane che sono molto<br />
forti, sarà dura — dice la madre Roberta —. Mi ha risposto di<br />
non preoccuparmi. Lei è così, molto determinata: il suo allenatore<br />
assicura che se tutti i suoi sportivi avessero la stessa<br />
concentrazione, vincerebbero molto di più. Lo spirito agonistico non<br />
le manca: suo fratello e sua sorella non le hanno mai fatto passare<br />
niente e lei ha sempre cercato di competere». Lo sport l’ha bevuto<br />
con il latte: il padre Giovanni ha giocato a calcio in serie C, la<br />
madre a pallacanestro, sempre in serie C. Il resto lo ha fatto una<br />
famiglia che si è rifiutata di guardare alla disabilità come alla<br />
fine di tutto. «Ci avevano detto che i ragazzi Down hanno i<br />
legamenti laschi e quindi sono lenti e pigri. Per stimolarla,<br />
l’abbiamo portata in piscina che aveva appena un anno. Quando ha<br />
iniziato a camminare è stata la volta della ginnastica artistica».<br />
Nicole ha avuto un’allenatrice d’eccezione: Anna Miglietta, 71<br />
anni, ex atleta e poi coach della nazionale di ritmica.</p>
<p><b>«Era stata la mia insegnante di educazione fisica: sapevo che<br />
era molto severa</b> e che le sue regole erano le stesse per tutti.<br />
Se Nicole provava ad arrampicarsi sulla spalliera le correva dietro.<br />
Ha imparato subito, e grazie ai suoi legamenti laschi era la più<br />
brava a fare le spaccate» ricorda la madre. Nicole è entrata nel<br />
gruppo dei normodotati: «Era il modo migliore per aiutarla a<br />
maturare — racconta Miglietta —. Non facevo fatica a insegnarle:<br />
aveva questa voglia enorme di riuscire, gli occhi grandi sempre<br />
spalancati a cercare di capire tutto». E un’energia incontenibile<br />
come la sua voglia di vivere: dalla ginnastica è passata al nuoto e<br />
all’atletica. La settimana scorsa i Mondiali. «E adesso Nicole<br />
parteciperà al musical che mettiamo in scena venerdì con i ragazzi<br />
della palestra». È ispirato alla serie tv Glee. Nicole ha già<br />
imparato a memoria le battute: «Perché mi dite così? Perché sono<br />
diversa? In che senso diversa? — recita precisa al telefono —.<br />
Non posso anche esser stupida, cicciona, prima donna o lesbica? O<br />
devo essere sempre solo quella con la sindrome di Down?». Oggi,<br />
intanto è una campionessa della Nazionale.</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Si può essere felici anche se si è speciali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2014 04:31:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Essere genitore di un figlio affetto dalla sindrome di Down ed essere felici: sembra un messaggio positivo, eppure in Francia questa verità è stata censurata. O meglio, è stato censurato un filmato, dal titolo&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Essere<br />
genitore di un figlio affetto dalla sindrome di Down ed essere<br />
felici: sembra un messaggio positivo, eppure in Francia questa verità<br />
è stata censurata. O meglio, è stato censurato un filmato, dal<br />
titolo <i>Dear future mom</i>,<br />
in cui alcuni ragazzi con questa particolarità cromosomica<br />
raccontano a una futura mamma di un bimbo down che suo figlio potrà<br />
studiare, lavorare e abbracciarla&#8230;Insomma, potrà condurre<br />
un&#8217;esistenza soddisfacente.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
Consiglio superiore per l&#8217;audiovisivo (Csa), il massimo organo di<br />
sorveglianza francese del settore, lo scorso 26 luglio è intervenuto<br />
contro i canali televisivi che hanno messo in onda il documentario<br />
con la seguente motivazione: “ Il filmato, benchè diffuso a titolo<br />
gratuito, non può essere guardato come un messaggio di interesse<br />
generale. Indirizzandosi a una futura madre, sembra avere una<br />
finalità ambigua e può non suscitare un&#8217;adesione spontanea e<br />
consensuale”. Il filmato – premiato a Cannes e diffuso anche<br />
dall&#8217;Onu – è stato ideato in Italia e realizzato da Coordown, il<br />
coordinamento di circa ottanta associazioni impegnate nella<br />
valorizzazione delle persone affette dalla sindrome, e ha ricevuto il<br />
sostegano anche da parte degli Stati Uniti.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Elisa<br />
Orlandini, medico del comitato Coordown, ha affermato: “ La<br />
campagna, diffusa anche da associazioni laiche, non ha nessun intento<br />
antiabortista. Non siamo contrari alla diagnosi prenatale. Anzi,<br />
crediamo debba essere sempre più accurata proprio perchè le persone<br />
abbiano la possibilità di fare una scelta più libera possibile”.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Se<br />
il filmato, come spesso accade, suscita tante polemiche, resta la<br />
domanda della mamma protagonista, Martina: “Loro proteggono<br />
soltanto i genitori che hanno fatto altre scelte. Ma perchè non ci<br />
permettono di dire che noi stiamo bene?”.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/09/10/si-puo-essere-felici-anche-se-si-e/">Si può essere felici anche se si è speciali</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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