<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>droga Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/droga/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/droga/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 Aug 2023 14:02:12 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>droga Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/droga/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Elezioni insanguinate in Ecuador, l&#8217;appello della Rete NoBavaglio ai media: &#8220;Tenete accesi i riflettori sul voto, non abbandonate il popolo ecuadoriano&#8221;</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/08/18/america-latina-diritti-negati-elezioni-insanguinate-in-ecuador-lappello-della-rete-nobavaglio-ai-media-tenete-accesi-i-riflettori-sul-voto-non-abbandonate-il-popolo-ecuadoriano/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/08/18/america-latina-diritti-negati-elezioni-insanguinate-in-ecuador-lappello-della-rete-nobavaglio-ai-media-tenete-accesi-i-riflettori-sul-voto-non-abbandonate-il-popolo-ecuadoriano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 14:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Amazzonia]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[Ecuador]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[emigrati]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[latinoamerica]]></category>
		<category><![CDATA[massmedia]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[presidenza]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[risorse]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[voce]]></category>
		<category><![CDATA[voto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17114</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani, che fa parte della rete #NOBAVAGLIO, pubblica e condivide il seguente appello: di MARINO MURATORE La RETE NOBAVAGLIO esprime solidarietà al popolo ecuadoriano nei giorni delle elezioni presidenziali. E&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/08/18/america-latina-diritti-negati-elezioni-insanguinate-in-ecuador-lappello-della-rete-nobavaglio-ai-media-tenete-accesi-i-riflettori-sul-voto-non-abbandonate-il-popolo-ecuadoriano/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Elezioni insanguinate in Ecuador, l&#8217;appello della Rete NoBavaglio ai media: &#8220;Tenete accesi i riflettori sul voto, non abbandonate il popolo ecuadoriano&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ec.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="753" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ec-1024x753.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17115" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ec-1024x753.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ec-300x221.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ec-768x565.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ec.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Associazione Per i Diritti umani, che fa parte della rete #NOBAVAGLIO, pubblica e condivide il seguente appello:</p>



<p><strong>di MARINO MURATORE</strong></p>



<p><strong>La RETE NOBAVAGLIO esprime solidarietà al popolo ecuadoriano nei giorni delle elezioni presidenziali. E lancia un appello ai media: “Tenete accesi i riflettori sul voto, non abbandonate il popolo ecuadoriano”</strong></p>



<p>Domenica 26 agosto 2023 si vota in Ecuador per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica dell’Ecuador, consultazione che è stata unita a un referendum sulle esplorazioni petrolifere in una importante regione dell’Amazzonia. Un periodo elettorale funestato il 10 agosto dalla uccisione del candidato presidente Fernando Villavicencio, durante un comizio pubblico. Villavicencio era un giornalista molto stimato dal popolo ecuadoriano per le sue denunce della corruzione pubblica, della criminalità legata al narcotraffico, in quanto grandi quantitativi di droga provenienti dalla Colombia transitano per il paese per essere imbarcati a Guayaquil, Esmeraldas, Manta e altri porti ecuadoriani. Una seconda pista del traffico della droga attraversa il paese, utilizzando la via fluviale dall’Amazzonia ai confini con il Perù e la Colombia.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://pressingweb.altervista.org/wp-content/uploads/2023/08/votoEC.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://pressingweb.altervista.org/wp-content/uploads/2023/08/votoEC.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-5251"/></a></figure>



<p><br>Villavicencio aveva più volte segnalato la complicità di molti politici, funzionari delle dogane, dirigenti di polizia con i diversi cartelli del narcotraffico, spesso in guerra tra loro. Il candidato presidente aveva denunciato la corruzione in una intervista televisiva anche lo stesso giorno nel quale è stato ucciso. Lui e il suo partito Construye, hanno portato all’attenzione internazionale la condizione terribile nelle quale sono confinati popoli amazzonici, come ad esempio gli Shuar e i Kofan che hanno la sfortuna di vivere in terre ricche di risorse petrolifere, controllate da un Governo che ha svenduto i giacimenti alle multinazionali e alla Cina.<br>In tale clima politico non deve stupire le moltitudini di omicidi quotidiani per regolamento di conti, gli assassini di sindaci e sindacalisti che lavorano per la giustizia,<br>La polizia nazionale ecuadoriana ha registrato 3.568 morti violente nei primi sei mesi di quest’anno, molto più delle 2.042 segnalate nello stesso periodo del 2022.<br>Lo scorso anno si è concluso con 4.600 morti violente, la cifra più alta nella storia del Paese e il doppio del totale nel 2021.<br>Solo in questi ultimi giorni è stato assassinato anche Pedro Briones, un altro candidato alla Presidenza della Repubblica dell’Ecuador. Inoltre la candidata all’Assemblea nazionale, Estefany Puente, ha subito un attacco armato, per fortuna è rimasta illesa.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://pressingweb.altervista.org/wp-content/uploads/2023/08/votoEC2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://pressingweb.altervista.org/wp-content/uploads/2023/08/votoEC2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-5255"/></a></figure>



<p><br>La RETE NOBAVAGLIO manifesta quindi solidarietà verso il popolo ecuadoriano, un popolo amico da decenni dell’Italia. Un popolo che ha visto partire verso l’Europa, in seguito ad una grave crisi economica avvenuta negli ottanta nel paese sudamericano, molte donne e uomini emigrati in Spagna e Italia per cercare lavoro e nuove opportunità. Le mete preferite nel nostro paese sono state Genova (per il suo rapporto secolare con il porto di Guayaquil) e successivamente Roma e Milano. In questi decenni così tantissimi cittadini italiani hanno usufruito della competenza, professionalità delle badanti, baby-sitter, lavoratrici in imprese di pulizie, operatrici socio sanitarie, operai provenienti dall’Ecuador. Uomini e donne spesso sfruttati, sottopagati che hanno però contribuito senza nessun riconoscimento al nostro benessere. Solo recentemente si stanno costituendo per cooperative sociali gestite direttamente da lavoratori e lavoratrici ecuadoriani.<br>La RETE NOBAVAGLIO quindi auspica che le elezioni in Ecuador possano volgersi in maniera democratica e manifesta il suo appoggio al nuovo candidato Presidente della Repubblica per il partito Construye, il giornalista Christian Zurita, amico di Villavicencio e che ha dichiarato che continuerà nello stesso spirito la lotta per la giustizia e contro la corruzione.<br>LA RETE NOBAVAGLIO si rende disponibile a fornire informazioni a tutti ii cittadini ecuadoriani che vorranno esprimere il loro voto attraverso il voto telematico, segnalando i luoghi di assistenza al voto on line nelle città di Roma; Genova e Milano</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/08/18/america-latina-diritti-negati-elezioni-insanguinate-in-ecuador-lappello-della-rete-nobavaglio-ai-media-tenete-accesi-i-riflettori-sul-voto-non-abbandonate-il-popolo-ecuadoriano/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Elezioni insanguinate in Ecuador, l&#8217;appello della Rete NoBavaglio ai media: &#8220;Tenete accesi i riflettori sul voto, non abbandonate il popolo ecuadoriano&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/08/18/america-latina-diritti-negati-elezioni-insanguinate-in-ecuador-lappello-della-rete-nobavaglio-ai-media-tenete-accesi-i-riflettori-sul-voto-non-abbandonate-il-popolo-ecuadoriano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Paraguay a destra</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/05/18/america-latina-diritti-negati-paraguay-a-destra/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/05/18/america-latina-diritti-negati-paraguay-a-destra/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 May 2023 10:10:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[America]]></category>
		<category><![CDATA[Americalatina]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[guerriglia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[Paraguay]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente]]></category>
		<category><![CDATA[societàcivile]]></category>
		<category><![CDATA[Taiwan]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16972</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi Poco si sa di questo piccolo paese del Sudamerica senza vista mare, incastonato tra Bolivia, Brasile eArgentina, pieno di risorse naturali, paradossalmente ricco di acqua perché attraversato da due importantifiumi Il&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/05/18/america-latina-diritti-negati-paraguay-a-destra/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Paraguay a destra</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/santiago.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="800" height="533" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/santiago.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16973" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/santiago.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/santiago-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/santiago-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption>Paraguayan presidential candidate Santiago Pena from the ruling Colorado Party speaks at the party headquarters as he and his running mate Pedro Alliana lead Paraguay&#8217;s presidential race, according to the preliminary official count, in Asuncion, Paraguay April 30, 2023. REUTERS/Agustin Marcarian</figcaption></figure>



<p></p>



<p>di Tini Codazzi</p>



<p></p>



<p><br>Poco si sa di questo piccolo paese del Sudamerica senza vista mare, incastonato tra Bolivia, Brasile e<br>Argentina, pieno di risorse naturali, paradossalmente ricco di acqua perché attraversato da due importanti<br>fiumi Il Paraguay e il Paranà. Ebbene, il 30 aprile ci sono state le elezioni in questo paese e il giovane<br>Santiago Peña di 44 anni, candidato del Partido Colorado (di tendenza conservatrice e repubblicana) ha<br>vinto con un largo margine ed è il nuovo presidente eletto del Paraguay. La sua principale sfida<br>internazionale riguarda il rapporto del suo paese con la Casa Bianca. L’anno scorso, il segretario di stato<br>Antony Blinken ha annunciato sanzioni contro l’ex presidente Horacio Cartes (2013-2018) e la sua famiglia,<br>il governo americano afferma che Cartes, durante la sua presidenza, aveva ostruito un’investigazione<br>contro la criminalità internazionale che coinvolgeva lui e alcuni suoi soci e che riguardava il riciclaggio, la<br>falsa testimonianza e l’appropriazione indebita. Non meno importanti i rapporti che il nuovo Presidente<br>dovrà tessere con la Cina, visto che il suo paese è uno dei pochi che ancora ha rapporti diplomatici con<br>Taiwan.<br>Peña inizierà il suo percorso il prossimo 15 agosto in mezzo ad un paese disilluso a causa della corruzione e<br>il crimine organizzato, di fatto il Paraguay è un nodo strategico che favorisce flussi e reti criminali<br>internazionali. Il paese geograficamente è un punto di transito importante per il traffico di droga<br>proveniente da Bolivia e Perù con destino Europa e di questo dovrà anche occuparsi.<br>Ultima, ma non meno importante la crisi con L’EPP. Nella regione agricola di Concepción, nel centro del<br>paese, è nata nel 2008 una organizzazione guerrigliera denominata “Ejercito del Pueblo Paraguayo (EPP)”,<br>piccola di numero, con un centinaio di membri ma che funziona come le grandi organizzazioni guerrigliere<br>latinoamericane nate con le dittature: crimini contro civili, sicariato e narcotraffico, da 14 anni seminano il<br>terrore in una delle zone di allevamento più importanti del paese. L’EPP è responsabile di estorsioni,<br>attacchi, sequestri a famigliari di ex presidenti del paese, personalità di alto profilo politico, imprenditori,<br>poliziotti, giornalisti e attentati con auto bombe.<br>Nonostante sia così piccola, lo Stato non ha mai potuto neutralizzarla, i passati governi di sinistra non ci<br>sono riusciti, adesso la strada del Paraguay ha cambiato direzione, la strada a destra dovrebbe essere una<br>mano più forte verso la caduta dell’EPP. Il successo del governo di Peña nella lotta contro la delinquenza e<br>la corruzione potrebbe essere decisivo per tracciare il camino verso un equilibrio nella zona centrale della<br>nazione e avviare un processo di pace tra guerriglia e Stato.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/05/18/america-latina-diritti-negati-paraguay-a-destra/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Paraguay a destra</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/05/18/america-latina-diritti-negati-paraguay-a-destra/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mattia Maestri: stereotipi sulla criminalità organizzata di stampo mafioso</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/08/11/mattia-maestri-stereotipi-sulla-criminalita-organizzata-di-stampo-mafioso/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/08/11/mattia-maestri-stereotipi-sulla-criminalita-organizzata-di-stampo-mafioso/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Aug 2021 07:29:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[affari]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadinanzattiva]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[educazionecivica]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[giustiziasociale]]></category>
		<category><![CDATA[impegno]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[Nandodallachiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[stragi]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[Sud]]></category>
		<category><![CDATA[traffici]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15565</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Come ci immaginiamo il mafioso? Partendo dal look, ad esempio: oggi lo stereotipo è che la mafia si vesta in maniera molto elegante, con giacca e cravatta; che viva nei grattacieli,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/08/11/mattia-maestri-stereotipi-sulla-criminalita-organizzata-di-stampo-mafioso/">Mattia Maestri: stereotipi sulla criminalità organizzata di stampo mafioso</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15566" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf1-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf1-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p><strong>Come ci immaginiamo il mafioso?</strong> Partendo dal look, ad esempio: oggi lo stereotipo è che la mafia si vesta in maniera molto elegante, con giacca e cravatta; che viva nei grattacieli, che non indossi più la coppola, che giri con la valigetta 24ore e che, quindi, sia diversa dalla mafia di fine &#8216;800 &#8211; inizio &#8216;900 dove i gabellotti, gestori dei feudi per conto dei padroni si servivano di guardie armate che difendevano i terreni dai briganti. La mafia NON nasce dal brigantaggio, ma dal rapporto di potere che si sviluppa tra borghesia agraria e contadini, attraverso le figure del gabellotto. I briganti facevano razzia di quelle terre e mettevano in pericolo il lavoro dei gabellotti e delle guardie armate, oltre che le proprietà dei borghesi.</p>



<p>I mafiosi di oggi si vestono <em>casual</em>, non sono affatto eleganti, non sono acculturati, non giocano in borsa: questo vorrebbe dire staccare la mafia dal territorio. Il controllo del territorio, invece, è totale.</p>



<p><strong>I mafiosi sono brave persone.</strong> Tommaso Buscetta, collaboratore di giustizia, denuncia la frangia corleonese (Totò Riina, Bagarella, etc.) che nella seconda faida di mafia prendono il potere in Sicilia; si passa dalla mafia palermitana a quella corleonese a capo di Cosa nostra. Buscetta dice che quando dominavano loro, la mafia palermitana, la mafia aveva dei valori, era solidale con le persone, quando arrivano i corleonesi scoppia l&#8217;uso della violenza (ricordiamo le stragi di Capaci e di Via d&#8217;Amelio, ovviamente). Altro stereotipo perchè questo è solo il personale parere di Tommaso Buscetta; infatti nel suo caso non si può parlare di “pentito”, ma di “collaboratore di giustizia” perchè lui non si è mai pentito delle azioni commesse. In realtà, la mafia aveva usato la ferocia anche prima del 1984. Quello di Buscetta è un modo di configurare un sistema valoriale mafioso per renderlo in qualche modo legittimo.</p>



<p>Se la violenza non è evidente, questo NON vuol dire che la mafia non c&#8217;è, anzi: vuol dire che il territorio è ben controllato dalle cosche e che la mafia sostituisce lo Stato su quel territorio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf2-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15567" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf2-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf2-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf2-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf2-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf2-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p>Libero Grassi, 1991: è un imprenditore che viene ucciso in Sicilia, a Palermo. In quel momento era l&#8217;unico che quando gli chiedono di pagare il pizzo, si ribella. Lo lasciano da solo, viene isolato dai suoi stessi colleghi (Confindustria si scuserà tanti anni dopo), nonostante sia andato anche in tv a denunciare questa attività della criminalità organizzata. Al mafioso conviene toglierlo di mezzo perchè non ha opposizione da parte di qualcuno e il suo omicidio serve da monito per chi vorrebbe denunciare. Solo tredici anni dopo, sempre in Sicilia, nasce “Addio pizzo”, un&#8217;associazione antiracket: però Libero Grassi ha perso la vita e la violenza permane.</p>



<p><strong>Dal punto di vista culturale la mafia è cambiata?</strong> No. Qualche figlio di boss ha frequentato l&#8217;università, ma permane l&#8217;arretratezza culturale; le occupazioni, quando la mafia giunge al Nord, sono umili; oggi si tende a centralizzare l&#8217;uso di professionisti nella criminalità organizzata, ovvero si tende a pensare che oggi i mafiosi siano ai vertici della società: è vero ci sono delle figure a libro paga dell&#8217;organizzazione, ma NON SONO dell&#8217;organizzazione stessa. Sono figure intermedie, di supporto alle cosche. Fanno parte della “zona grigia” che è la forza mimetizzata della mafia. Il giudice Falcone, nel 1980, si reca da Franck Coppola e gli chiede: “Che cos&#8217;è la mafia” e il vecchio boss risponde: “Tre magistrati vorrebbero diventare Procuratore della Repubblica (magistrati): uno è intelligentissimo, il secondo gode dell&#8217;appoggio dei partiti di governo, il terzo è un cretino, ma proprio lui otterrà il posto. Questa è la mafia”. Se lo Stato si basa sulla corruzione e sul clientelismo, il posto lo prenderebbe il secondo; invece il cretino fa quello che vuole la mafia senza chiedere niente oppure senza nemmeno rendersene conto.</p>



<p><strong>La mafia dà lavoro: ennesimo stereotipo.</strong> Da quando decide di investire nel traffico di stupefacenti, in particolare, la mafia acquisisce un dirompente potere economico e sociale: se voglio comprare cocaina, vado in latinoamerica. In quei Paesi un chilo di coca costa 1.000 euro. Porto quel chilo di cocaina a Cisliano e lo rivendo a 40/50.000 euro. Quel chilo può diventare anche di più, se alla coca pura si aggiungono addittivi. Ci troviamo, quindi organizzazioni mafiose che fatturano miliardi in un mercato totalmente illegale. Dove mettono tutto questo contante? Non possono depositarlo in banca per cui comprano locali, ristoranti, casinò, etc. in modo da riciclare il denaro sporco. Nei locali battono gli scontrini di entrate che in realtà non ci sono. Questi locali (pizzerie, pub e altro) sono intestati ai prestanome. Ecco che la mafia “dà lavoro”, anche se non i prestanome non hanno contratti, non hanno contributi, non hanno un orario determinato e sono sfruttati dai mafiosi che li tengono sotto il loro giogo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf3-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15568" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf3-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf3-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf3-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf3-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf3-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p>Altro esempio è il caporalato: nel caso di chi schiavizza le persone (soprattutto straniere) che lavorano nei campi agricoli. La mafia “dà lavoro”, ma in realtà quel lavoro è dipendenza, sfruttamento, schiavitù.</p>



<p>Per queste situazioni spesso si sente dire: “E ma io cosa posso farci? Non sono mica un magistrato”: questa è la deresponsabilizzazione del cittadino. In realtà, tutti possono denunciare, ribellarsi, etc. Bisogna fare una lotta sociale e culturale, partendo dalle piccole azioni quotidiane per iniziare a sconfiggere la mentalità mafiosa, anche con l&#8217;istruzione e l&#8217;educazione alla legalità perchè se il popolo è emancipato può decidere di non rivolgersi più alle mafie.</p>



<p><strong>La mafia non esiste, è un fenomeno marginale o è un fenomeno recente.</strong></p>



<p>La mafia, in Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, arriva negli anni &#8217;50 e come ci arriva? Per due motivi: una causa è una legge dello Stato che riguarda il <em>confino.</em></p>



<p>Durante la Seconda guerra mondiale, le persone che non erano d&#8217;accordo con il fascismo, venivano messe al confino (soggiorno obbligato), cioè mandate lontano per evitare che le loro idee si diffondessero e potessero diventare un problema per il regime. L&#8217;istituto del soggiorno obbligato per i mafiosi ha, più o meno, la stessa funzione: una legge del 1956, modificata nel &#8217;65, imponeva agli indiziati di far parte di un&#8217;organizzazione mafiosa di essere spediti in un Comune lontano da aree metropolitane in modo da impedire loro di mantenere i contatti con altri mafiosi, continui a compiere reati e a mantenere il controllo sul territorio di riferimento. Il problema, però, è che i mafiosi, con questo spostamento, costituiscono nuove cellule criminali (&#8216;ndrine) nel nuovo territorio. Facciamo l&#8217;esempio di Buccinasco (in provincia di Milano): è un paese che negli anni &#8217;50-&#8217;60 non esisteva. Era tutta campagna con poche case. Oggi ha 30.000 abitanti perchè è stato popolato da persone che dalla Calabria hanno ricreato lo stesso contesto da cui sono partiti.</p>



<p>Secondo motivo di arrivo della mafie al Nord: le migrazioni interne. Dopo la guerra, milioni di meridionli si sono spostati dal Sud per cercare condizioni migliori di vita nelle regioni settentrionali perchè qui stavano nascendo le fabbriche. All&#8217;interno di questi gruppi si insinuano membri di associazioni mafiose: da Platì (in Calabria) arrivano a Buccinasco molte persone, che non vogliono cercare un lavoro onesto, ma vogliono controllare quel territorio. Paradossalmente, le prime vittime dei mafiosi al Nord, le prime persone a cui si chiedeva il pizzo erano proprio i meridionali stessi, i compaesani che avvevano aperto un&#8217;attività legale. In questo modo in Lombardia si insediano le grandi organizzazioni criminali: Camorra, &#8216;Ndrangheta, Sacra Corona Unita e Cosa nostra (poi dalla Lombardia è facile che si spostino nel resto d&#8217;Europa e del mondo). In particolare, <strong>oggi</strong> domina la &#8216;Ndrangheta dopo che Cosa nostra subisce un forte attacco da parte dello Stato a seguito delle stragi del &#8217;92-&#8217;93.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf4-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15569" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf4-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf4-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf4-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf4-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf4-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p><strong>La mafia si trova solo nelle grandi città: non è vero. </strong>Le mafie accerchiano le grandi città attraverso la conquista di territori piccoli, l&#8217;hinterland. I piccoli paesi vengono controllati più facilmente perchè se agisco in un territorio minore, il fatto non finisce sulla stampa nazionale né le indagini vengono fatte da una Procura importante. Nelle metropoli, invece, si fanno gli affari più grossi. Inoltre, nei territori più piccoli è meno facile dare il voto al candidato di preferenza quando vengono indette le elezioni: al Sud, votare una persona precisa al Consiglio comunale, per esempio, è quasi d&#8217;obbligo perchè ci si conosce tutti; al Nord accade molto meno, il voto di preferenza è solo al 25%, si vota soltanto la lista. In questo modo all&#8217;organizzazione mafiosa che vuole controllare un territorio specifico anche dal punto di vista dell&#8217;amministrazione locale bastano pochi voti per ottenere il risultato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf5-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15570" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf5-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf5-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf5-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf5-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf5-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p>Negli anni &#8217;80 -&#8217;90 la mafia si inserisce nel movimento terra in Lombardia: Rocco Papalia ha creato, in quel periodo, un vero e proprio sistema. O che l&#8217;appalto lo vincesse lui (e le sue &#8216;ndrine) o che lo vincessero aziende pulite, queste ultime dovevano comunque pagargli la mazzetta. Le mafie si inseriscono, così, nel mondo dell&#8217;edilizia, in particolare, ma anche nella politica (con il voto di scambio soprattutto per riciclare denaro tramite attività di facciata) e nell&#8217;imprenditoria privata (quando le banche non posso più erogare soldi). Questa è una sorta di “colonizzazione al contrario” perchè abbiamo la regione più povera d&#8217;Italia (la Calabria) che va a colonizzare settori dell&#8217;economia più ricca d&#8217;Italia. Perchè la &#8216;Ndrangheta non va ad investire in Calabria?: per un processo di mimetizzazione, ma il motivo principale è che, per vivere in Calabria, dovrà sempre avere lì persone che hanno bisogno di lei, persone che chiedono favori.</p>



<p></p>



<p></p>



<p>Osservatorio sulla criminalità organizzata dell&#8217;Università degli Studi di Milano4, diretto dal Prof. Nando Dalla Chiesa</p>



<p>Libera Masseria, di Cisliano (bene confiscato alla mafia)</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/08/11/mattia-maestri-stereotipi-sulla-criminalita-organizzata-di-stampo-mafioso/">Mattia Maestri: stereotipi sulla criminalità organizzata di stampo mafioso</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/08/11/mattia-maestri-stereotipi-sulla-criminalita-organizzata-di-stampo-mafioso/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Prendiamoci la libertà. Una guida per chi sta per uscire dal carcere</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/02/22/prendiamoci-la-liberta-una-guida-per-chi-sta-per-uscire-dal-carcere/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/02/22/prendiamoci-la-liberta-una-guida-per-chi-sta-per-uscire-dal-carcere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 07:35:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Antigoneaasociazione]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[detenute]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[documenti]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[guida]]></category>
		<category><![CDATA[informazioni]]></category>
		<category><![CDATA[inlcusione]]></category>
		<category><![CDATA[istituti]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[liberi]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[pena]]></category>
		<category><![CDATA[penale]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[reinserimento]]></category>
		<category><![CDATA[riabilitazione]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze]]></category>
		<category><![CDATA[sussidio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15110</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Prendiamoci la Libertà. Cosa fare quando si esce dal carcere&#8221; è una mini guida che Antigone, grazie al supporto dell&#8217;Ambasciata degli Stati Uniti d&#8217;America a Roma, ha realizzato per i detenuti e le detenute&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/02/22/prendiamoci-la-liberta-una-guida-per-chi-sta-per-uscire-dal-carcere/">Prendiamoci la libertà. Una guida per chi sta per uscire dal carcere</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2></h2>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.antigone.it/images/articoli/prendiamoci_la_libert%C3%A0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="prendiamoci la libertà"/></figure>



<p>&#8220;Prendiamoci la Libertà. Cosa fare quando si esce dal carcere&#8221; è una mini guida che Antigone, grazie al supporto dell&#8217;Ambasciata degli Stati Uniti d&#8217;America a Roma, ha realizzato per i detenuti e le detenute che sono prossimi a fare il loro ritorno in libertà.</p>



<p>Il momento del fine pena rappresenta per molti ex detenuti una fase di disorientamento e questa piccola guida si pone l&#8217;intento di fornire informazioni semplici e di aiuto immediato.</p>



<p>La guida si occupa anche di problemi burocratici legati al mondo del lavoro, al sussidio in caso di disoccupazione e agli eventuali strascichi che una detenzione si porta con sé. Due sezioni sono dedicate alle questioni aperte con carcere e giustizia, dalle spese di mantenimento alla richiesta, nella maggior parte dei casi trascorsi tre anni dalla fine della pena, della riabilitazione penale. Inoltre vi sono contenute informazioni utili per ottenere documenti di identità, certificati anagrafici e anche per trovare un medico di famiglia&#8221;.<br>Infine, soprattutto per quanto riguarda la città di Roma, sono riportati degli indirizzi utili in caso di necessità primarie, come un pasto caldo, un posto per dormire o un centro che possa affrontare il problema della dipendenza da sostanze.</p>



<p><a href="https://www.antigone.it/upload2/uploads/docs/Prendiamocilalibertaguida.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>LEGGI E SCARICA LA GUIDA</strong></a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/02/22/prendiamoci-la-liberta-una-guida-per-chi-sta-per-uscire-dal-carcere/">Prendiamoci la libertà. Una guida per chi sta per uscire dal carcere</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/02/22/prendiamoci-la-liberta-una-guida-per-chi-sta-per-uscire-dal-carcere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Mafie e crisi” è il nuovo dossier R.I.G.A.</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/01/15/mafie-e-crisi-e-il-nuovo-dossier-r-i-g-a/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/01/15/mafie-e-crisi-e-il-nuovo-dossier-r-i-g-a/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2021 08:49:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[caporalato]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[dossier]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[droghe]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Libera]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[narcotraffico]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[tossicodipendendza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14990</guid>

					<description><![CDATA[<p>(Da liberainformazione.org) Mafie e crisi sono strettamente collegate. Le crisi, infatti, rappresentano una ulteriore opportunità di espansione dell’economia criminale e mafiosa. Un collegamento che&#160;Libera Bologna&#160;ha approfondito insieme a&#160;Libera Informazione&#160;nel dossier “Mafie e crisi”, un&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/01/15/mafie-e-crisi-e-il-nuovo-dossier-r-i-g-a/">“Mafie e crisi” è il nuovo dossier R.I.G.A.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="212" height="300" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/mafie-e-crisi-cover-2020-212x300-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14991"/></figure>



<p>(Da liberainformazione.org)</p>



<p>Mafie e crisi sono strettamente collegate. Le crisi, infatti, rappresentano una ulteriore opportunità di espansione dell’economia criminale e mafiosa. Un collegamento che&nbsp;<em>Libera Bologna</em>&nbsp;ha approfondito insieme a&nbsp;<em>Libera Informazione</em>&nbsp;nel dossier “<strong>Mafie e crisi</strong>”, un lavoro collettivo presentato venerdì 11 dicembre a Bologna all’interno del Festival dell’Informazione Libera e dell’Impegno.</p>



<p>Il dossier è il quarto dei lavori di approfondimento di Libera Bologna e Libera Informazione all’interno della collana&nbsp;<em>R.I.G.A. – Report e Inchieste di Giornalismo Antimafia</em>: dossier e tasselli per creare un quadro complessivo del fenomeno mafioso a Bologna, in una città dove la consapevolezza del radicamento mafioso è ancora limitata.</p>



<p>Dopo aver scritto di&nbsp;<a href="http://www.liberabologna.it/dossier/bologna-crocevia-dei-traffici-di-droga/?utm_source=rss&utm_medium=rss">narcotraffico e droghe</a>, di&nbsp;<a href="http://www.liberabologna.it/dossier/caporalato-emiliano/?utm_source=rss&utm_medium=rss">caporalato</a>&nbsp;e di&nbsp;<a href="http://www.liberabologna.it/corruzione-sepolta/?utm_source=rss&utm_medium=rss">corruzione</a>, l’associazione ha deciso di affrontare, in questo anno particolare, un tema più complesso, che parte dall’<strong>emergenza sanitaria</strong>&nbsp;per arrivare ad analizzare le&nbsp;<strong>crisi economica</strong>,&nbsp;<strong>sociale</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>culturale</strong>, fino a quella&nbsp;<strong>ambientale</strong>.</p>



<p>Il nuovo dossier dell’associazione affronta la tematica “Mafie e crisi” a partire dall’ultima&nbsp;<strong>crisi sanitaria</strong>&nbsp;causata dalla pandemia di Covid-19, analizzando le infiltrazioni e gli affari delle mafie, per collegarsi poi all’emergenza economica e sociale anch’essa in corso, con un’analisi dei cambiamenti delle mafie durante il lockdown, dei casi di corruzione, dell’infiltrazione nella ricostruzione economica.</p>



<p>Il collegamento successivo è con il rapporto tra infiltrazioni mafiose e criminali ed&nbsp;<strong>emergenza sociale</strong>, con un ragionamento sulla necessità di politiche sociali più forti, con esempi di casi e dati su Bologna. C’è, poi, l’approfondimento di un’altra crisi: quella&nbsp;<strong>ambientale</strong>, con un’analisi di casi specifici sul territorio emiliano – dalla ricostruzione post terremoto all’inchiesta sulla commercializzazione della ‘ndrangheta di ghiaia e sabbia del Po – e un ragionamento sulla crisi climatica e sul legame tra giustizia sociale e giustizia ambientale.</p>



<p>Il dossier chiude con un capitolo sui&nbsp;<strong>modelli per una ripartenza giusta</strong>, come le fabbriche recuperate dai lavoratori e dalle lavoratrici. Modelli positivi che ci danno&nbsp;l’idea di una battaglia da portare avanti che tiene conto del rispetto dei diritti, umani, dei lavoratori e delle lavoratrici, dell’ambiente e del territorio che viviamo.</p>



<p>Con i contributi di Lorenzo Frigerio, Ilvo Diamanti per Libera contro le mafie, la criminologa Anna Sergi, l’ex questore Piero Innocenti, il professore Alberto Vannucci, l’assessore Marco Lombardo, il ricercatore Michele Riccardi, il portavoce della Rete dei Numeri Pari Giuseppe De Marzo, il segretario della FIOM Bologna Michele Bulgarelli, il presidente dell’associazione Approdi Diego Manduri, la presidente di Arci Bologna Rossella Vigneri, i giornalisti Paolo Bonacini e Giulia Paltrinieri, il presidente della Cooperativa Gazzotti 18 Andrea Signoretti, Michele D’Alena di Fondazione Innovazione Urbana, Damiano Avellino di Fairbnb e Marianna Mea di Goodland – è scaricabile dal sito di Libera Bologna.</p>



<h3><strong>Scarica il dossier:&nbsp;<a href="http://www.liberainformazione.org/wp-content/uploads/2020/12/R.I.G.A.-Mafie-e-crisi.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">R.I.G.A.-Mafie-e-crisi</a></strong></h3>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/01/15/mafie-e-crisi-e-il-nuovo-dossier-r-i-g-a/">“Mafie e crisi” è il nuovo dossier R.I.G.A.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/01/15/mafie-e-crisi-e-il-nuovo-dossier-r-i-g-a/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“La Guerra alla Droga” nelle Filippine</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/12/22/la-guerra-alla-droga-nelle-filippine/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/12/22/la-guerra-alla-droga-nelle-filippine/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2020 09:33:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[bande]]></category>
		<category><![CDATA[corte penale]]></category>
		<category><![CDATA[crimini]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[Duterte]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Filippine]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[illegalità]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[narcos]]></category>
		<category><![CDATA[narcotraffico]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[poveri]]></category>
		<category><![CDATA[tosicodipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[umanità]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14921</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Nicole Fraccaroli La crisi dei diritti umani nelle Filippine, scatenata da quando il presidente Rodrigo Duterte è entrato in carica nel giugno 2016, si è aggravata nel 2018 quando Duterte ha continuato la&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/12/22/la-guerra-alla-droga-nelle-filippine/">“La Guerra alla Droga” nelle Filippine</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="510" height="340" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Filippine.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14922" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Filippine.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 510w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Filippine-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></figure>



<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<p>La crisi dei diritti umani nelle Filippine, scatenata da quando il presidente Rodrigo Duterte è entrato in carica nel giugno 2016, si è aggravata nel 2018 quando Duterte ha continuato la sua omicida &#8220;guerra alla droga&#8221; di fronte alle crescenti critiche internazionali.</p>



<p>La polizia filippina sta falsificando le prove per giustificare le uccisioni illegali in una guerra alla droga che ha causato più di 7.000 morti, come ha riconosciuto Human Rights Watch in un nuovo rapporto. Il presidente Rodrigo Duterte e altri alti funzionari hanno istigato e incitato all&#8217;uccisione di poveri per lo più urbani in una campagna che potrebbe equivalere a crimini contro l&#8217;umanità. &#8220;Le nostre indagini sulla &#8216;guerra alla droga&#8217; filippina hanno rilevato che la polizia uccide abitualmente sospetti di droga a sangue freddo e poi copre il loro crimine posizionando droghe e pistole sulla scena&#8221;, ha detto Peter Bouckaert, direttore delle emergenze di Human Rights Watch. Il ruolo del presidente Duterte in queste uccisioni lo rende in ultima analisi responsabile della morte di migliaia di persone.</p>



<p>Il rapporto di 117 pagine di Human Rights Watch, &#8220;Licenza di uccidere: uccisioni della polizia filippina nella &#8220;guerra alla droga&#8221; di Duterte&#8221;, ha rilevato che la polizia nazionale filippina ha ripetutamente eseguito uccisioni extragiudiziali di sospettati di droga e poi ha affermato falsamente l&#8217;autodifesa. Piantano armi, munizioni esaurite e pacchetti di droga sui corpi delle loro vittime per coinvolgerle in attività legate alla droga. Uomini armati mascherati che prendevano parte alle uccisioni sembravano lavorare a stretto contatto con la polizia, mettendo in dubbio le affermazioni del governo secondo cui la maggior parte delle uccisioni sono state commesse da vigilantes o bande di droga rivali.</p>



<p>In diversi casi in cui Human Rights Watch ha indagato, i sospetti in custodia di polizia sono stati successivamente trovati morti e classificati dalla polizia come &#8220;corpi trovati&#8221; o &#8220;morti sotto inchiesta&#8221;. Nessuno è stato indagato in modo significativo, tantomeno perseguito per nessuno degli omicidi della guerra alla droga.</p>



<p>Da quando è entrato in carica il 30 giugno 2016, Duterte e alti funzionari si sono espressi apertamente a sostegno di una campagna nazionale per uccidere spacciatori e consumatori di droga, negando o minimizzando l&#8217;illegalità delle azioni di polizia. Ad esempio, il 6 agosto, Duterte ha avvertito gli spacciatori di droga: “Il mio ordine è sparare per uccidervi. Non mi interessano i diritti umani, farete meglio a credermi. &#8221; Ha inoltre elogiato il numero crescente di vittime degli omicidi della polizia come prova del successo della sua guerra alla droga.</p>



<p>Human Rights Watch ha documentato 24 incidenti che hanno provocato la morte di 32 persone. Tra questi vi è l’ingiusta e arbitraria uccisione di Rogie Sebastian. Il funzionario del quartiere di Barangay ha detto a Rogie Sebastian, 32 anni, di arrendersi alla polizia perché era nella &#8220;lista di controllo&#8221; come tossicodipendente. Lui aveva smesso di usare la droga mesi prima, quindi non si è recato. Due settimane dopo, tre uomini armati e mascherati che indossavano giubbotti antiproiettile sono arrivati ​​a casa sua a Manila e lo hanno ammanettato. &#8220;Potevo sentire Rogie implorare per la sua vita dall&#8217;esterno della stanza&#8221;, ha detto un parente. &#8220;Stavamo piangendo e l&#8217;altro uomo, anch’esso armato, ha minacciato di uccidere noi&#8221;. Un vicino ha detto: “Ho sentito gli spari. C&#8217;erano anche poliziotti in divisa fuori, non entravano in casa. Ma i tre assassini in abiti civili andavano e venivano su una motocicletta senza alcuna interferenza da parte dei poliziotti in divisa &#8220;.</p>



<p>Di solito, tali eventi si verificano a tarda notte per le strade o all&#8217;interno di baracche informali delle aree dei quartieri poveri. Testimoni hanno riferito a Human Rights Watch che gli aggressori armati hanno operato in piccoli gruppi. Di solito indossavano abiti civili neri e si schermavano il viso con copricapi in stile passamontagna o altre maschere e cappellini da baseball o caschi. Gli aggressori avrebbero bussato alle porte e avrebbero fatto irruzione nelle stanze, ma non si sarebbero identificati né avrebbero fornito mandati. I membri delle famiglie hanno riferito di aver sentito pestaggi e i loro cari chiedere l&#8217;elemosina per la propria vita. Inoltre, la sparatoria potrebbe avvenire immediatamente, a porte chiuse o per strada; oppure gli uomini armati potrebbero portare via il sospettato, dove pochi minuti dopo sarebbero scoppiati i colpi e gli abitanti locali avrebbero trovato il corpo; oppure il corpo sarebbe stato scaricato altrove in seguito, a volte con le mani legate o la testa avvolta nella plastica. I residenti locali hanno spesso affermato di aver visto la polizia in uniforme alla periferia dell&#8217;incidente, che proteggeva il perimetro e, anche se non visibile prima di una sparatoria, gli investigatori speciali sulla scena del crimine sarebbero arrivati pochi minuti.</p>



<p>Duterte ha spesso definito la sua guerra alla droga mirata a &#8220;signori della droga&#8221; e &#8220;spacciatori&#8221;. Tuttavia, nei casi indagati da Human Rights Watch, le vittime di omicidi legati alla droga erano tutte povere, tranne un caso di identità errata, e molte erano sospette consumatrici di droga, non spacciatrici. Quasi tutti erano disoccupati o svolgevano lavori umili, compresi i conducenti di risciò o facchini, e vivevano in quartieri poveri o insediamenti informali.</p>



<p>Le autorità filippine non sono riuscite a indagare seriamente sugli omicidi della guerra alla droga da parte della polizia o di &#8220;uomini armati non identificati&#8221;, ha detto Human Rights Watch. Sebbene la polizia nazionale filippina abbia classificato un totale di 922 omicidi come &#8220;casi in cui le indagini si sono concluse&#8221;, non ci sono prove che tali indagini abbiano portato all&#8217;arresto e al perseguimento degli autori.</p>



<p>Duterte ed i suoi principali subordinati potrebbero essere ritenuti penalmente responsabili nelle Filippine o da un tribunale all&#8217;estero per il loro ruolo in questi omicidi, ha dichiarato Human Rights Watch. Nessuna prova finora mostra che Duterte abbia pianificato o ordinato specifiche uccisioni extragiudiziali, ma le sue ripetute richieste di uccisioni come parte della sua campagna antidroga potrebbero costituire atti che istigano le forze dell&#8217;ordine a commettere omicidi. Le sue dichiarazioni che incoraggiano la popolazione generale a commettere violenze da parte dei vigilanti contro i sospetti tossicodipendenti potrebbero rappresentare una vera e propria istigazione criminale.</p>



<p>Duterte, alti funzionari e altri coinvolti in uccisioni illegali potrebbero anche essere ritenuti responsabili per crimini contro l&#8217;umanità, che sono reati gravi commessi come parte di un attacco diffuso o sistematico contro una popolazione civile. I numerosi e apparentemente organizzati attacchi mortali contro il gruppo di sospetti di droga presi di mira pubblicamente potrebbero infatti costituire crimini contro l&#8217;umanità, ovvero un serio crimine internazionale come definito dalla Corte Penale Internazionale.</p>



<p>Le Filippine forniscono un chiaro esempio di una situazione in cui il governo agisce in nome di una lotta apparentemente proficua, ma con l&#8217;intenzione sottostante di privare le persone dei loro diritti umani. È emerso che durante il confinamento a causa del COVID-19 le morti per la guerra alla droga sono aumentate del 50%; dato coerente con l&#8217;aumento globale delle violazioni dei diritti umani a seguito dell&#8217;applicazione delle misure di sicurezza per il Coronavirus. La realtà delle Filippine dimostra anche quanto sia lontano il rispetto universale del dovere degli Stati di proteggere le persone all&#8217;interno della loro giurisdizione, e la conseguente necessità di un sistema investigativo indipendente, incaricato ad esempio dal Consiglio ONU dei Diritti Umani, con l&#8217;obiettivo di contribuire alla responsabilità e alla giustizia nelle Filippine.</p>



<p>È evidente che il tempo e la perseveranza sono necessari per portare un cambiamento, e qualcosa si sta muovendo in questa direzione dal momento che la Corte Penale Internazionale, nonostante il ritiro delle Filippine dallo Statuto, aspira a finalizzare l&#8217;esame preliminare degli omicidi per la “guerra alla droga” come possibili crimini contro l&#8217;umanità punibili dalla Corte stessa.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/12/22/la-guerra-alla-droga-nelle-filippine/">“La Guerra alla Droga” nelle Filippine</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/12/22/la-guerra-alla-droga-nelle-filippine/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>XI Libro bianco coi numeri del proibizionismo: ci costa 20 miliardi di euro, rallenta la giustizia e riempie le carceri</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/07/07/xi-libro-bianco-coi-numeri-del-proibizionismo-ci-costa-20-miliardi-di-euro-rallenta-la-giustizia-e-riempie-le-carceri/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/07/07/xi-libro-bianco-coi-numeri-del-proibizionismo-ci-costa-20-miliardi-di-euro-rallenta-la-giustizia-e-riempie-le-carceri/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 07:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[antiproibizionismo]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[diitti]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[droghe]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[narcotraffico]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[politiche]]></category>
		<category><![CDATA[proibizionismo]]></category>
		<category><![CDATA[reati]]></category>
		<category><![CDATA[riforma]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze]]></category>
		<category><![CDATA[sovraffollamento]]></category>
		<category><![CDATA[stupefacenti]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>
		<category><![CDATA[tossicodipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[tribunali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14382</guid>

					<description><![CDATA[<p>XI LIBRO BIANCO COI NUMERI DEL PROIBIZIONISMO: CI COSTA 20 MILIARDI DI EURO RALLENTA LA GIUSTIZIA E RIEMPIE LE CARCERI Ass. Luca Coscioni: “Controllo del fenomeno tutela la salute e porta benefici socio-economici e&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/07/07/xi-libro-bianco-coi-numeri-del-proibizionismo-ci-costa-20-miliardi-di-euro-rallenta-la-giustizia-e-riempie-le-carceri/">XI Libro bianco coi numeri del proibizionismo: ci costa 20 miliardi di euro, rallenta la giustizia e riempie le carceri</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="705" height="470" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/legalitaaaaaaaa-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14384" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/legalitaaaaaaaa-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 705w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/legalitaaaaaaaa-1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 705px) 100vw, 705px" /></figure></div>



<p><strong>XI LIBRO BIANCO COI NUMERI DEL PROIBIZIONISMO: CI COSTA 20 MILIARDI DI EURO RALLENTA LA GIUSTIZIA E RIEMPIE LE CARCERI</strong></p>



<p><strong>Ass. Luca Coscioni: “Controllo del fenomeno tutela la salute e porta benefici socio-economici e scientifici”</strong></p>



<p>Il 25 giugno anche l’Associazione Luca Coscioni partecipa alla presentazione dell’XI Libro Bianco sulle Droghe pubblicato in occasione della Giornata Mondiale contro il Narcotraffico. Il volume è principalmente dedicato al Carcere ai tempi del Coronavirus.</p>



<p>Il documento (vedi APPROFONDIMENTO) descrive come <strong>i costi del proibizionismo</strong> siano da quantificare in mancate entrate per lo Stato in virtù della gestione del settore da parte della criminalità organizzata &#8211; che includendo l’indotto potrebbero sfiorare i <strong>18-20 miliardi</strong>, ma anche con le risorse umane ed economiche relative all&#8217;amministrazione della giustizia &#8211; i tribunali sono ingolfati da cause di minima importanza e oltre <strong>il 36% dei detenuti,</strong> molti dei quali con problemi di dipendenza, è in carcere per reati connessi alle droghe.</p>



<p>“<em>In Italia e nel mondo non si vedono segni di contenimento della presenza degli stupefacenti”</em> ha dichiarato l’avvocato <strong>Filomena Gallo, segretario dell’Associazione</strong> <em>“</em><em>dopo quasi 60 anni di proibizione quel che va riformato radicalmente è l’impianto generale del ‘controllo’ “</em></p>



<p><strong>Marco Perduca</strong>, che per l’Associazione coordinato <strong>Legalizziamo.it</strong> ha ricordato che <em>“Dopo anni di promesse è arrivato il momento che il Parlamento si assuma le responsabilità di definire quali nuove regole possano consentire un consumo consapevole (almeno) della cannabis legalizzandone produzione, consumo e commercio, cancellando, tra le altre cose, anche le pesanti sanzioni per la detenzione delle altre sostanze proibite.”</em></p>



<p>“<em>Divieti e proibizioni impongono stigmi e generano discriminazioni a chi consuma, anche saltuariamente quanto proibito, e chi vuole far ricerca per i fini medico-scientifici previsti dalla legge. Il potenziale medico degli stupefacenti continua a esser sperimentato con successo, perché l’Italia vuole rimanere indietro?”</em> Ha concluso l’avvocato <strong>Gallo.</strong> “<em>La proposta di legge Legalizziamo! Presentata alla Camera nel 2016 e di nuovo consegnata al Presidente Fico l’anno scorso assiema&nbsp; Radicali italiani e decine di altre associazioni”</em> incalza <strong>Perduca</strong> <em>“propone un modello di regolamentazione sostenibile &#8211; i tempi e numeri per legalizzare ci sarebbero Movimento 5 Stelle e PD si assumano le loro responsabilità!”</em></p>



<p>Il 26 giugno, dalle ore 15, si terrà un webinar on line di presentazione del Libro Bianco con iscrizione obbligatoria ma gratuita a questo indirizzo: https://register.gotowebinar.com/register/6062862554304999947?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>Il Libro Bianco, disponibile in versione cartacea in tutte le librerie e i rivenditori on line, sarà consultabile sul sito di Fuoriluogo, <a href="http://www.fuoriluogo.it/librobianco?utm_source=rss&utm_medium=rss"><u>www</u><u>.</u><u>f</u><u>u</u><u>o</u><u>r</u><u>i</u><u>l</u><u>u</u><u>o</u><u>g</u><u>o</u><u>.</u><u>i</u><u>t</u><u>/</u><u>l</u><u>i</u><u>b</u><u>r</u><u>o</u><u>b</u><u>i</u><u>a</u><u>n</u><u>co</u>.</a></p>



<ul><li><strong>APPROFONDIMENTO &#8211; LE DROGHE E LA REPRESSIONE. I dati in pillole</strong></li></ul>



<p>Dopo 30 anni di applicazione, i devastanti effetti penali del Testo Unico sulle sostanze stupefacenti Jervolino-Vassalli (l&#8217;art. 73 in particolare) non possono essere più considerati &#8220;effetti collaterali&#8221;. La legge sulle droghe continua a essere il principale veicolo di ingresso nel sistema della giustizia italiana e nelle carceri.</p>



<p><strong>LA LEGGE SULLE DROGHE È IL VOLANO DELLE POLITICHE REPRESSIVE E CARCERARIE. SENZA DETENUTI PER ART. 73, O SENZA TOSSICODIPENDENTI NON SI AVREBBE SOVRAFFOLLAMENTO NELLE CARCERI</strong></p>



<p><strong>La legislazione sulle droghe e l’uso che ne viene fatto sono decisivi nella determinazione dei saldi della repressione penale</strong>: la decarcerizzazione passa attraverso la decriminalizzazione delle condotte legate alla circolazione delle sostanze stupefacenti così come le politiche di tolleranza zero e di controllo sociale coattivo si fondano sulla loro criminalizzazione. Basti pensare che <strong>in assenza di detenuti per art. 73. o di quelli dichiarati tossicodipendenti, non vi sarebbe il problema del sovraffollamento carcerario</strong>, come indicato dalle simulazioni prodotte. Dopo 30 anni di applicazione non possiamo più considerare questi come effetti collaterali della legislazione antidroga, ma come effetti evidentemente voluti.</p>



<p><strong>IL 30% DEI DETENUTI ENTRA IN CARCERE PER UN ARTICOLO DI UNA LEGGE</strong></p>



<p><strong>13.677 dei 46.201 ingressi in carcere</strong> nel 2019 sono stati causati da imputazioni o condanne sulla base dell’art. 73 del Testo unico. <strong>Si tratta del 29,60% degli ingressi in carcere</strong>: si consolida l&#8217;inversione del trend discendente attivo dal 2012 a seguito della sentenza Torreggiani della CEDU e dall’adozione di politiche deflattive della popolazione detenuta.</p>



<p><strong>34,80% DEI DETENUTI È IN CARCERE PER LA LEGGE SULLE DROGHE.</strong></p>



<p><strong>Sugli oltre 60.000 detenuti presenti in carcere al 31 dicembre 2019 ben 14.475 lo erano a causa del solo art.73</strong> del Testo unico (sostanzialmente per detenzione a fini di spaccio, <strong>23,82%</strong>). <strong>Altri 5.709 in associazione con l&#8217;art. 74 </strong>(associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, <strong>9,39%</strong>), <strong>solo 963 esclusivamente per l&#8217;art.74 (1,58%)</strong>. Questi ultimi rimangono sostanzialmente stabili. Nel complesso vi è una impercettibile diminuzione dello 0,67%.</p>



<p><strong>OLTRE IL 36% DI CHI ENTRA IN CARCERE USA DROGHE. SI ASSESTA LA PRESENZA AI MASSIMI STORICI DALLA FINI-GIOVANARDI</strong></p>



<p><strong>Resta ai livelli più alti degli ultimi 15anni la presenza di detenuti definiti &#8220;tossicodipendenti&#8221;: sono 16.934, il 27,87% del totale. </strong>Questa presenza, che resta maggiore anche rispetto al picco post applicazione della Fini-Giovanardi (27,57% nel 2007), è alimentata dal continuo ingresso in carcere di persone &#8220;tossicodipendenti&#8221;. Nel 2019 questi sono stati il <strong>36,45% degli ingressi nel circuito penitenziario,in aumento costante e preoccupante da 4 anni.</strong></p>



<h1><strong>LE CONSEGUENZE SULLA GIUSTIZIA</strong></h1>



<p><strong>OLTRE 200.000 FASCICOLI NEI TRIBUNALI. </strong><strong>1 </strong><strong>SU 2 PORTA AD UNA CONDANNA. PER REATI CONTRO LA PERSONA O IL PATRIMONIO IL RAPPORTO È </strong><strong>1 </strong><strong>A 10</strong></p>



<p>Le persone coinvolte in procedimenti penali pendenti per violazione dell’articolo 73 e 74 sono rispettivamente 175.788 e 42.067. È un dato che, pur in leggera diminuzione, si allinea agli anni bui della Fini-Giovanardi. Da notare come secondo una ricerca che pubblichiamo negli approfondimenti, <strong>mentre quasi 1 procedimento su 2 per droghe termina con una condanna, questo rapporto diventa 1 su 10 per i reati contro la persona o il patrimonio.</strong></p>



<h1><strong>LE MISURE ALTERNATIVE</strong></h1>



<h3>AUMENTANO LE MISURE ALTERNATIVE, CHE PERÒ APPAIONO AMPLIARE L&#8217;AREA DEL CONTROLLO</h3>



<p>Continuano ad aumentare le misure alternative, fatto positivo in sé, ma che nasconde anche una tendenza che fa pensare che siano diventate una alternativa alla libertà invece che alla detenzione. Consentendo così di ampliare l&#8217;area del controllo.</p>



<h1><strong>LE SEGNALAZIONI E LE SANZIONI AMMINISTRATIVE PER IL CONSUMO DI DROGHE ILLEGALI</strong></h1>



<h3>CONTINUA AD AUMENTARE LA REPRESSIONE DEL CONSUMO: SU QUASI 44.000 SEGNALAZIONI (+6,67%) SOLO 202 RICHIESTE DI PROGRAMMA TERAPEUTICO.</h3>



<p><strong>1.312.180 SEGNALAZIONI DAL 1990. QUASI UN MILIONE PER CANNABIS (73,28%) Non si ferma il trend in aumento delle persone segnalate al Prefetto per consumo di sostanze illecite: 41.744 nel 2019</strong>. Le segnalazioni sono quasi 44.000, <strong>+6,67%</strong>. <strong>Più di 4000 sono</strong> <strong>minorenni</strong>. Diminuiscono leggermente le <strong>sanzioni: sono state 14.322 nel 2019. Queste vengono</strong> <strong>comminate in un terzo dei casi </strong>mentre risulta irrilevante la vocazione “terapeutica” della segnalazione al Prefetto: <strong>solo 202 sono state sollecitate a presentare un programma di trattamento socio-sanitario</strong>; nel 2007 erano 3.008. <strong>La repressione colpisce principalmente persone che usano cannabis (77,95%)</strong>, seguono a distanza cocaina (15,63%) e eroina (4,62%) e, in maniera irrilevante, le altre sostanze. <strong>Dal 1990 1.312.180 persone sono state segnalate per possesso di sostanze stupefacenti ad uso personale</strong>; di queste quasi un milione (73,28%) per derivati della cannabis.)</p>



<h1><strong>L&#8217;ATTIVITÀ DI REPRESSIONE DELLE FORZE DELL&#8217;ORDINE</strong></h1>



<h3>LA CANNABIS È AL CENTRO DELL&#8217;AZIONE DELLE FORZE DELL&#8217;ORDINE. CON LA FINI GIOVANARDI È VISTOSAMENTE CALATA L&#8217;ATTIVITÀ DI CONTRASTO A COCAINA E EROINA</h3>



<p>Da una analisi retrospettiva dei dati della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga si nota come la sostanza al centro dell&#8217;azione delle Forze dell&#8217;Ordine sia la cannabis. Sia per numero di operazioni, che per sequestri e persone segnalate all&#8217;attività giudiziaria. Da notare come nel periodo in cui era vigente la Fini-Giovanardi, che equiparava tutte le sostanze ai fini delle sanzioni, si sia divaricata la forbice fra operazioni con oggetto cannabis (in continuo aumento) e operazioni contro cocaina e eroina. Per quest&#8217;ultima il calo del numero delle operazioni continua anche negli ultimi anni.</p>



<h1><strong>LE VIOLAZIONI DELL’ART. 187 DEL CODICE DELLA STRADA</strong></h1>



<h3>IL 96.80% DEGLI INCIDENTI NON C&#8217;ENTRA NULLA CON LE DROGHE. SOLO LO 0,27% DEI CONDUCENTI È RISULTATO POSITIVO DURANTE I CONTROLLI NOTTURNI DEI CARABINIERI DURANTE I WEEK END</h3>



<p>Restano significativi i dati rispetto alle violazioni dell’art. 187 del Codice della Strada, ovvero guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti. I dati disponibili sono piuttosto disomogenei, per cui di difficile interpretazione, come confermato dalla stessa ISTAT. Nel corso dei controlli nelle notti dei week end da parte dei carabinieri le violazioni accertate rappresentano lo 0,27% dei controllati. Rispetto alle positività accertate a seguito di incidente questa percentuale sale, al 3,20% nel corso dei primi 10 mesi del 2019. Ricordando che spesso la positività al test non è prova di guida in stato alterato (in particolare per la cannabis), possiamo affermare che l&#8217;uso di droghe non è certamente la causa principale di incidenti in Italia.</p>



<h1><strong>GLI ALTRI CONTENUTI: CONSUMI E CARCERE DURANTE IL LOCKDOWN</strong></h1>



<h3>DURANTE IL <em>LOCKDOWN</em> I CONSUMATORI HANNO DIMOSTRATO CAPACITÀ DI AUTOREGOLAZIONE E IL MERCATO ILLEGALE FLESSIBILITÀ E RESILIENZA. I SERVIZI HANNO SAPUTO ADATTARSI SOLO A MACCHIA DI LEOPARDO ALLA NUOVA SITUAZIONE</h3>



<p>Quest&#8217;anno il Libro Bianco pone grande attenzione alla situazione dei consumi di sostanze e delle <strong>carceri durante la crisi Covid-19</strong>. In particolare rispetto ai consumi si presentano in anteprima i primi risultati di <strong>3 ricerche sui consumi di droghe durante il </strong><em><strong>lockdown </strong></em>che hanno messo in luce <strong>una significativa capacità di controllo dei consumatori</strong>, che hanno adottato strategie di fronteggiamento dell’emergenza, di adeguamento alle mutate condizioni di vita e di consumo, di minimizzazione dei rischi. Si è inoltre verificata la <strong>flessibilità e resilienza del mercato illegale delle droghe</strong>, che è rimasto vivace e mai si è interrotto. Mentre i Servizi pubblici hanno saputo, anche se ancora una volta a macchia di leopardo, adeguarsi alla situazione adattando le terapie farmacologiche, gli strumenti di Riduzione del Danno, di consulenza e informazione online sulle sostanze.</p>



<p>Nel volume si trovano quindi spunti e riflessioni rispetto alla <strong>riforma delle politiche sulle droghe in ambito nazionale ed internazionale</strong>, e approfondimenti specifici sul <strong>carcere</strong>, sui <strong>reati minori </strong>sulle droghe e sulla <strong>riforma dei servizi </strong>in un&#8217;ottica di decriminalizzazione dell&#8217;uso delle sostanze.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/07/07/xi-libro-bianco-coi-numeri-del-proibizionismo-ci-costa-20-miliardi-di-euro-rallenta-la-giustizia-e-riempie-le-carceri/">XI Libro bianco coi numeri del proibizionismo: ci costa 20 miliardi di euro, rallenta la giustizia e riempie le carceri</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/07/07/xi-libro-bianco-coi-numeri-del-proibizionismo-ci-costa-20-miliardi-di-euro-rallenta-la-giustizia-e-riempie-le-carceri/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Laila Haidari. Essere donna e attivista in Afghanistan</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/08/13/laila-haidari-essere-donna-e-attivista-in-afghanistan/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/08/13/laila-haidari-essere-donna-e-attivista-in-afghanistan/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Aug 2018 10:56:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I nostri video]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[afghani]]></category>
		<category><![CDATA[afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivista]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[documentario]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[etnia]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[hazara]]></category>
		<category><![CDATA[impegno]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[kabul]]></category>
		<category><![CDATA[lotta]]></category>
		<category><![CDATA[minoranza]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[rifugio]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[talebani]]></category>
		<category><![CDATA[tossicodipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11145</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Abbiamo inaugurato il mese di agosto con una bella iniziativa, organizzata presso il nuovissimo ristorante SAMARKAND, a Milano. Un luogo dove si possono gustare ottimi piatti, un the allo zafferano sorprendente,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/08/13/laila-haidari-essere-donna-e-attivista-in-afghanistan/">Laila Haidari. Essere donna e attivista in Afghanistan</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/20180801_200320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11146" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/20180801_200320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="3456" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/20180801_200320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/20180801_200320-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/20180801_200320-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/20180801_200320-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a></p>
<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>Abbiamo inaugurato il mese di agosto con una bella iniziativa, organizzata presso il nuovissimo ristorante SAMARKAND, a Milano. Un luogo dove si possono gustare ottimi piatti, un the allo zafferano sorprendente, ascoltare musica e incontrare persone di grande impegno e cultura.</p>
<p>Abbiamo avuto il piacere di conoscere LAILA HAIDARI, una giovane donna coraggiosa che ha deciso di aprire, a Kabul, una casa di accoglienza per aiutare le persone ad uscire dal tunnel della tossicodipendenza.</p>
<p>In occasione della presentazione, al festival di Locarno, del documentario che parla della sua attività &#8211; dal titolo “Laila at the bridge” &#8211; l&#8217;attivista è stata invitata a Milano dai nostri cari amici Amin Wahidi (cineasta e poeta di etnia hazara) e Basir Ahang (giornalista di etnia hazara) che ringraziamo molto per questa occasione importante.</p>
<p>Il sogno di Laila Haidari è quello di poter costruire un ospedale per continuare a salvare vite umane in una città, in un Paese devastato e in cui i diritti &#8211; soprattutto delle donne &#8211; vengono negati ogni giorno. Cerchiamo di aiutarla, ognuno di noi come può.</p>
<p>Ecco per voi il link per il video dell&#8217;incontro:</p>
<p><a href="https://youtu.be/ugEsogJujRI?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0">https://youtu.be/ugEsogJujRI?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/08/13/laila-haidari-essere-donna-e-attivista-in-afghanistan/">Laila Haidari. Essere donna e attivista in Afghanistan</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/08/13/laila-haidari-essere-donna-e-attivista-in-afghanistan/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. Ya basta Hijos de puta</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/06/03/arteattualita-ya-basta-hijos-de-puta/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/06/03/arteattualita-ya-basta-hijos-de-puta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jun 2018 12:22:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Art(E)attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[america latina]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[artista]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[frontiera]]></category>
		<category><![CDATA[genere]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Margolles]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[narcotraffico]]></category>
		<category><![CDATA[opere]]></category>
		<category><![CDATA[pac]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[transgender]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=10796</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto &#160; La gigantografia di una transgender e un sasso macchiato di sangue; filo spinato; terra, capelli e saliva; copertine di riviste che parlano di violenza e sesso: l&#8217;Arte di Teresa Margolles&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/06/03/arteattualita-ya-basta-hijos-de-puta/">&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. Ya basta Hijos de puta</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_121530.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10797" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_121530.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_121530.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_121530-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_121530-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_121530-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a></p>
<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La gigantografia di una transgender e un sasso macchiato di sangue; filo spinato; terra, capelli e saliva; copertine di riviste che parlano di violenza e sesso: l&#8217;Arte di Teresa Margolles è un&#8217;arte potente, è arte di denuncia.</p>
<p>L&#8217;artista messicana racconta la brutalità del narcotraffico nella sua mostra intitolata <em>Ya basta Hijos de puta, </em>ancora visitabile fino al 20 giugno presso il PAC di Milano. Attraverso fotografie, installazioni, oggetti, riprodotti, ingranditi, riposizionati, affronta i temi della violenza nella società messicana (e non solo), dell&#8217;ingiustizia, della corruzione, dell&#8217;odio di genere.</p>
<p>Formatasi in medicina legale, Teresa Margolles ha collaborato per dieci anni con il collettivo SEMEFO (Servicio Mèdico Forense), girando nelle strade di Città del Messico e Ciudad Juárez, tristemente nota per la guerra tra i cartelli della droga e per i femminicidi.</p>
<p>Curata da Diego Sileo, l&#8217;esposizione è un percorso drammatico, che toglie il respiro, ma necessario per far luce su un&#8217;area del mondo di cui si conosce ancora troppo poco, ma in grande fermento socio-politico.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_121109.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10798" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_121109.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4160" height="2336" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_121109.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_121109-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_121109-768x431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_121109-1024x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4160px) 100vw, 4160px" /></a>&#8220;La gran America&#8221;: Dozzine di migranti da tutto il Centro America muoiono ogni giorno nelle acque del rio Grande nel tentativo di varcare il confine tra Messico e USA. Con quest&#8217;opera, la Margolles crea un memoriale a loro dedicato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_120930.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10799" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_120930.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_120930.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_120930-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_120930-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_120930-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a>La guerra dei narcos.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_115327.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10800" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_115327.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4160" height="2336" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_115327.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_115327-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_115327-768x431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_115327-1024x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4160px) 100vw, 4160px" /></a>Queste lettere costituivano l&#8217;insegna di u bar a Ciudad Juárez, nell&#8217;area demolita a seguito del risanamento urbano. La scritta si riferisce anche ai diversi mondi in cui viviamo e la frontiera con gli USA. nell&#8217;installazione si sente anche il ronzio del neon che non funziona bene, un rumore che ricorda quello delle fabbriche di assemblaggio che caratterizzano la vita nella città messicana e che l&#8217;anno resa zona franca industriale del Messico, a seguito dell&#8217;accordo di libro scambio tra Messico, Canada e Stati Uniti.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_115224.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10801" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_115224.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_115224.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_115224-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_115224-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_115224-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a>&#8220;Espejos de la barra del club&#8221; . Uno specchio di un locale a luci rosse, noto per la prostituzione e il traffico di stupefacenti. Durante i sei anni di governo Calderòn sono stati stanziati diversi finanziamenti per il recupero del quartiere in cui sorgeva il night, ma le risorse sono state insufficienti. La prostituzione e i traffici, quindi, continuano&#8230;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_115419.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10802" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_115419.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4160" height="2336" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_115419.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_115419-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_115419-768x431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_115419-1024x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4160px) 100vw, 4160px" /></a>Un&#8217;installazione composta da elementi visivi e sonori che tratta il tema della violenza contro le donne. Dai primi anni &#8217;90 ad oggi so contano migliaia di bambine e ragazze, vittime, tra gli 11 e i 25 anni. Otto pensiline ai bordi delle strade di Ciudad Juárez, con lastre polverose a cui sono attaccati appelli per il ritrovamento delle donne, spesso ritrovate prive di vita nel deserto che circonda la città.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_114957.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10803" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_114957.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4160" height="2336" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_114957.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_114957-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_114957-768x431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_114957-1024x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4160px) 100vw, 4160px" /></a>Le lavoratrici del sesso transessuali. Qui sono riprese nei luoghi dove sorgevano i locali in cui esercitavano il mestiere. Esigono il diritto di vivere senza avere continuamente paura di essere vittime di pregiudizi e di aggressioni.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_120004.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10805" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_120004.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_120004.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_120004-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_120004-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_120004-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a>Fogli di carta di Fabriano, posti uno sopra l&#8217;altro, che presentano forme astratte, di colore rosso in varie gradazioni. Si tratta di fluidi corporei e acqua, recuperati in un obitorio del Messico per farci riflettere sul tema della violenza diffusa, a più livelli.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_122343.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10806" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_122343.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4160" height="2336" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_122343.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_122343-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_122343-768x431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG_20180518_122343-1024x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4160px) 100vw, 4160px" /></a>Nel 2006, il Presidente Felipe Calderòn  ha avviato la guerra contro la droga per sconfiggere il narcotraffico, ma questo ha fatto scoppiare la violenza che è culminata nel 2010, anno che è stato considerato il più sanguinoso nella Storia del narcotraffico del Messico. 313 copertine di quell&#8217;anno della rivista PM: quotidiano di Ciudad Juárez. Persone ammazzate, armi, corruzione e, sempre, corpi di donne nude, in pose volgari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/06/03/arteattualita-ya-basta-hijos-de-puta/">&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. Ya basta Hijos de puta</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/06/03/arteattualita-ya-basta-hijos-de-puta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Meet the docs: Intervista ai registi del film RECUPERANDO EL PARAISO</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/05/22/meet-the-docs-intervista-ai-registi-del-film-recuperando-el-paraiso/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/05/22/meet-the-docs-intervista-ai-registi-del-film-recuperando-el-paraiso/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 May 2017 07:18:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[documentari]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[narcotraffico]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[registi]]></category>
		<category><![CDATA[scoietà]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[sudamerica]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=8787</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal 2 al 4 giugno, a Forlì, si terrà MEET THE DOCS ! , festival internazionale di documentari sui diritti umani. Ecco per voi un&#8217;intervista ai registi del film, in anteprima mondiale, RECUPERANDO EL&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/05/22/meet-the-docs-intervista-ai-registi-del-film-recuperando-el-paraiso/">Meet the docs: Intervista ai registi del film RECUPERANDO EL PARAISO</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/2KJEHdEtSBE?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p><strong>Dal 2 al 4 giugno, a Forlì, si terrà MEET THE DOCS ! , festival internazionale di documentari sui diritti umani.</strong></p>
<p><strong>Ecco per voi un&#8217;intervista ai registi del film, in anteprima mondiale, <em>RECUPERANDO EL PARAISO, </em>Messico 2017. </strong></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT"><strong>Intervista a Rafael Camacho e José Arteaga.</strong> </span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Il documentario racconta una storia molto forte, quella della resistenza della comunit</span><span lang="fr-FR">à </span><span lang="it-IT">di Santa Maria Ostula che, armi alla mano, si è ribellata all</span>’<span lang="it-IT">occupazione delle proprie terre da parte dei signori del narcotraffico, riconquistando il villaggio. In che modo siete riusciti a coinvolgere la popolazione a narrarsi e le forze di autodifesa ad accettare di essere seguiti da una telecamera?</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Il primo contatto che abbiamo avuto con la comunità di Santa Maria Ostula è stato nel 2009, invitati dalle autorità locali, insieme a tutti i rappresentanti della stampa libera e indipendente, per coprire gli sviluppi del conflitto armato per il recupero delle terre che anni prima erano state espropriate dai </span><span lang="it-IT">caciques </span><span lang="it-IT">(signori del narcotraffico) con la complicità del governo centrale.</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Durante questa visita abbiamo fatto le prime interviste al nonno di uno dei protagonisti (Fredi) e ad alcuni rappresentanti delle autorità locali. Nel 2010 uno di loro sarebbe stato rapito e ad oggi ancora scomparso. Il nonno di Fredi è stato assassinato e torturato nel 2011.</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">A causa dell’inasprimento del conflitto e della spirale di violenza, tra il 2010 e la fine del 2013 non ci è stato possibile tornare.</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">All’inizio del 2014 l’intero paese ha assistito alla rivolta armata in molte aree dello stato occidentale del </span><span lang="de-DE">Michoac</span>án<span lang="it-IT">; dopo aver parlato con alcuni media indipendenti, abbiamo deciso di andare nella zona del conflitto; è stato lì che, per caso, abbiamo ripreso contatto con alcuni degli esuli di Santa Maria Ostula che stavano definendo alcuni dettagli per ritornare nella loro comunità e confrontarsi con i criminali. Grazie all’esperienza vissuta in passato visitando la loro comunità nel 2009, ci è stato possibile accompagnarli lungo la loro strada di ritorno.</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Durante questo periodo di agitazioni, abbiamo stabilito dei legami di fiducia che ci hanno permesso di ritornare mesi dopo in quella comunità e iniziare a narrare la storia sulla base delle stesse voci di coloro che hanno sofferto le atrocità dei criminali.</span><span lang="en-US"><br />
</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Qual’è la situazione oggi in Messico per la popolazione locale nei confronti del narcotraffico?</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Il Messico sta attualmente vivendo una delle sue peggiori crisi di diritti umani e di sicurezza. Nel</span><span lang="en-US"> 2006</span><span lang="it-IT"> il presidente del Messico dell’epoca, </span><span lang="en-US">Felipe Calderon, </span><span lang="it-IT">dichiarò la cosiddetta “Guerra alle droghe”. Questa guerra, secondo i numeri ufficiali, ha condotto come minimo </span><span lang="en-US">200,000 </span><span lang="it-IT">morti e </span><span lang="en-US">40,000 </span><span lang="it-IT">dispersi. Un report recente, pubblicato dalla CNN, afferma che nel 2016 il conflitto armato in Messico è stato classificato al secondo posto al mondo, davanti a paesi come Iraq e Afghanistan e solo dietro la Siria.</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Tra il 2016 e il 2017, 17 giornalisti sono stati assassinati.</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Grandi aree del territorio messicano sono controllate da bande criminali e cartelli della droga, in complicità con le forze di polizia; se si considera anche la corruzione che prevale in Messico, tutto ciò tiene i cittadini in uno stato di totale assenza di difesa, la paura e la violenza hanno, infine, distrutto un tessuto sociale già debole e hanno forzato milioni di famiglie ad abbandonare le proprie case.</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Tutti questi fattori, aggiunti all’assenza di giustizia, hanno portato la popolazione a uno stato di totale assenza di aiuti; tale contesto ha fatto si che, in alcuni stati del paese, le popolazione delle principali aree rurali abbiano iniziato a organizzarsi in gruppi di auto-difesa, facendosi carico della propria sicurezza e della difesa del proprio territorio.</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Una situazione piuttosto complicata per porvi rimedio in qualche modo.</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span lang="en-US">Avete scelto di produrre il documentario sotto “Creative Commons”, rifiutando dunque ogni tipo di supporto da parte dell’industria audiovisiva o di programmi di sostegno alla produzione istituzionale. Come mai questa scelta è importante per il documentario?</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Sebbene la cultura sia una parte fondamentale dell’essere umano, nella società odierna molte delle sue manifestazioni non sono libere. La maggior parte della creatività è stata concentrata nell’economia consumistica, ha causato l’industrializzazione della cultura, relegando molte manifestazioni artistiche e culturali a oggetti di consumo e di intrattenimento.</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Per noi la realizzazione audiovisiva è uno strumento che permette di costruire ponti e generare interazione tra le comunità e, in questo processo, contribuisce alla costruzione di una memoria collettiva. Noi crediamo che uno dei modi più efficaci per permettere ciò sia creare alternative che permettano la liberazione della cultura dalle logiche di mercato.</span><span lang="en-US"><br />
</span><span lang="it-IT">Il linguaggio cinematografico, nonché la sua grandiosa capacità di narrare storie, consente di riflettere sull’essere umano; la metodologia della realizzazione audiovisiva è un buon esempio di creazione collettiva, poiché raccoglie la sinergia degli sforzi e delle attitudini di coloro che lo sviluppano.</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span lang="en-US">&#8220;Recuperando el Paraíso&#8221; </span><span lang="it-IT"> è un documentario che mostra una piccola parte della dura realtà messicana e noi non troviamo un modo più coerente per condividere questo processo, se non prendendo le distanze dal modello capitalista, ovvero mettendo una licenza </span><span lang="it-IT">Creative </span><span lang="it-IT">Commons.</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Siete ora in Europa per la distribuzione del film, con la prima al festival Meet the Docs a Forlì il 2 giugno, come proseguir</span><span lang="fr-FR">à </span><span lang="it-IT">la distribuzione? avete altre date e una distribuzione?</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Per adesso stiamo programmando diverse presentazioni in vari luoghi in Italia così come in altri paesi europei; nei prossimi mesi abbiamo intenzione di andare in altri festival che ci inviteranno, ma anche di prendere un vantaggio da questo viaggio per incontrare persone e case di produzione o distribuzione che sono interessate al progetto.</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Traduzione dell’inglese di Sofia Calderone.</span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/05/22/meet-the-docs-intervista-ai-registi-del-film-recuperando-el-paraiso/">Meet the docs: Intervista ai registi del film RECUPERANDO EL PARAISO</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/05/22/meet-the-docs-intervista-ai-registi-del-film-recuperando-el-paraiso/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
