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	<title>Due giorni una notte Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Due giorni, una notte: ritornano i fratelli Dardenne con il loro cinema sociale</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 08:12:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un cinema lucido e senza orpelli, quello Luc e Jean Pierre Dardenne che con il nuovo film, da pochi giorni nelle sale cinematografiche italiane, affrontano come sempre un tema di grande attualità: in questo&#46;&#46;&#46;</p>
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</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un<br />
cinema lucido e senza orpelli, quello Luc e Jean Pierre Dardenne che<br />
con il nuovo film, da pochi giorni nelle sale cinematografiche<br />
italiane, affrontano come sempre un tema di grande attualità: in<br />
questo caso, si parla della perdita del lavoro.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Due<br />
giorni, una notte:  </i>questo<br />
il titolo della pellicola presentata all&#8217;ultima edizione del festival<br />
di Cannes senza un premio, ma con applausi scroscianti.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Regia<br />
asciutta, colonna sonora ridotta al minimo, dialoghi precisi e<br />
ficcanti per raccontare la storia di Sandra. Sandra (una brava e<br />
convincente Marion Cotillard, già premio Oscar) ha un obiettivo<br />
preciso: convincere i suoi colleghi a rinunciare a un bonus di mille<br />
euro in cambio di un voto per il licenziamento di un collega. Sandra<br />
farà di tutto per evitare la votazione e l&#8217;incasso del “premio”<br />
da parte dei colleghi perchè teme di perdere il proprio posto in<br />
fabbrica. La donna, in questa sua battaglia individuale che diventa<br />
sociale e collettiva, avrà al suo fianco il marito, una figura<br />
maschile finalmente positiva, un uomo amorevole e comprensivo che non<br />
si tira indietro anche quando la moglie decide di tentare di far<br />
accettare la proposta ai colleghi, proprio in quel lasso di tempo che<br />
dà il titolo al film: in due giorni e una notte.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
denuncia dei registi belgi è rivolta a quel sistema lavorativo<br />
europeo che si fa sempre più ricattatorio e a quei padroni che, con<br />
cinismo e freddezza, attuano ricatti nei confronti dei loro<br />
dipendenti arrivando, come in questo caso, a fomentare una guerra tra<br />
poveri.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Apparentemente<br />
le sceneggiature dei film dei Dardenne sono scarne e di semplice<br />
lettura, ma non è affatto così: basta osservare con attenzione gli<br />
sguardi della protagonista, ad esempio, per capire la complessità<br />
del suo personaggio. E&#8217; vero che risulta facile la dicotomia tra<br />
“buoni” e “cattivi”, ma andando oltre si svelano i meccanismi<br />
di scelte politiche e finanziarie furbe e distruttive, almeno per<br />
quelle fasce della popolazione che sono sempre più svantaggiate e<br />
che stanno sempre più a cuore agli autori del film.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
lavoro che dovrebbe essere una base solida per l&#8217;identità di una<br />
persona adulta, che dovrebbe dare autostima e riconoscimento,<br />
sicurezza e stabilità si trasforma &#8211; sullo schermo, ma purtroppo,<br />
nella realtà &#8211; in paura, destabilizzazione psicologica, diffidenza<br />
verso gli altri (che si trovano nella stessa condizione di chi prova<br />
questi sentimenti), malattia del corpo e dell&#8217;anima. E, ancora una<br />
volta, i Dardenne scandaglaindo le conseguenze di tutto questo,<br />
pongono agli spettatori una questione morale: alla quale nessuno può<br />
sottrarsi.
</div>
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