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	<title>E&#039; arrivata mia figlia Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>E&#8217; arrivata mia figlia: una madre e una figlia per il diritto alla dignità</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2015 04:10:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Val e Jessica: una madre e una figlia nel Brasile di oggi. Val è una donna di mezza età, da tanti anni è al servizio come domestica presso una famiglia, in una villa di&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
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<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Val e<br />
Jessica: una madre e una figlia nel Brasile di oggi. Val è una donna<br />
di mezza età, da tanti anni è al servizio come domestica presso una<br />
famiglia, in una villa di San Paolo. Ha cresciuto i figli di Bàrbara<br />
e di Carlos e Fabinho, il ragazzo adolescente, la considera la sua<br />
“seconda mamma”. Jessica arriva a scompaginare la ritmica e<br />
monotona quotidianità di Val, un giorno, all&#8217;improvviso: dopo<br />
un&#8217;infanzia trascorsa con il padre e la nonna, vuole trascorrere a<br />
San Paolo un po&#8217; di tempo per poter accedere al test di ingresso in<br />
università. Val non ha altra alternativa che quella di farla<br />
soggiornare nella sua stanza – stretta e soffocante – mentre<br />
cerca un alloggio per entrambe. Ma la convivenza tra i componenti<br />
della famiglia ricca e le due donne non è facile. Da qui prende<br />
l&#8217;avvio la trama del film intitolato <i>E&#8217;<br />
arrivata mia figlia</i>, di<br />
Anna Muyleart, vincitore del Premio speciale della Giuria al Sundance<br />
Festival e del Premio del pubblico al Festival di Berlino 2015.</div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
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<div style="margin-bottom: 0cm;">
I<br />
personaggi, ben caratterizzati, formano il puzzle della società<br />
brasiliana delle metropoli: Bàrbara, la moglie ambiziosa e<br />
consapevole di sé e del proprio ruolo sociale, Carlos il marito<br />
depresso, privo di spina dorsale, del tutto steso sulla propria<br />
ricchezza ereditata, i due figli poco più che bambini poco maturi e<br />
molto viziati. E, tra loro, spicca anzi giganteggia la figura di Val:<br />
una donna, una madre per tutti. Affettuosa, rispettosa delle regole,<br />
accudente: solido punto di riferimento, ma sempre al proprio posto,<br />
mai sopra le righe, quasi un oggetto da arredamento utile, ma non<br />
indispensabile (se non per Fabinho e per la sua fragile psicologia).&nbsp;&nbsp; </div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Jessica,<br />
appartiene a un&#8217;altra generazione e cova rancore per quella madre che<br />
le ha sempre inviato i soldi per il mantenimento, ma che le è stata<br />
lontana. La ragazza non sopporta le imposizioni di una differenza di<br />
classe ancora evidente, nonostante i piccoli gesti ipocriti; non<br />
accetta le avances di un uomo scontento e annoiato; non tollera la<br />
rassegnazione della propria genitrice. E allora si butta in piscina<br />
con i figli dei “padroni”, mangia il gelato di Fabinho, chiede<br />
sfacciatamente di poter studiare nella stanza degli ospiti, si<br />
rivolge apertamente ed esprime le proprie opinioni. Piccoli/grandi<br />
gesti di rivolta, che operano una rivoluzione: una rivoluzione<br />
raccontata con maestria dalla regista brasiliana. La macchina da<br />
presa segue con calma ogni movimento dei personaggi, spesso rimane<br />
ferma, entra negli ambienti della villa e al di fuori, proprio per<br />
far cogliere agli spettatori quelle piccole sfumature che creano –<br />
come i muri e le pareti – le barriere tra ricchi e poveri, tra chi<br />
sta in cima e chi sta alla base della gerarchia anche culturale. Ma<br />
col tempo, Jessica impara a capire, le scelte obbligate della madre e<br />
la madre impara a riconoscere l&#8217;importanza della libertà e della<br />
dignità grazie alla figlia. E allora entra anche lei nella piscina,<br />
ride e telefona alla ragazza per dirglielo. In seguito madre e figlia<br />
troveranno una piccola, semplice casa tutta per loro&#8230;e Val si<br />
sentirà chiamare, finalmente, “mamma”.
</div>
<p>
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