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	<title>emarginati Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Perché ascoltare e cantare De Andrè</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2024 12:55:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Sabrina Minervini “Tu prova ad avere unmondo nel cuore e nonriesci ad esprimerlo conle parole” “Un matto” Perché ho scelto proprio lui?Ascoltando le canzoni di Fabrizio De André suggerite dal mio psicoterapeuta, il&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/an.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="825" height="464" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/an.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17452" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/an.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 825w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/an-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/an-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 825px) 100vw, 825px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>di Sabrina Minervini </p>



<p></p>



<p>“Tu prova ad avere un<br>mondo nel cuore e non<br>riesci ad esprimerlo con<br>le parole”</p>



<p><br>“Un matto”</p>



<p>Perché ho scelto proprio lui?<br>Ascoltando le canzoni di Fabrizio De André suggerite dal mio psicoterapeuta, il quale ha sempre sostenuto che questo cantautore fosse terapeutico per chi ha delle difficoltà di qualsiasi tipo, ho scoperto quanto rispecchiassero la mia vita e quanto tutt’ora sono attuali. Lui metteva al centro della sua visione del mondo gli emarginati, coloro che non riuscivano ad integrarsi nella società e quindi non avevano la possibilità di esprimersi, ha cercato di combattere contro il pregiudizio e la discriminazione sociale che tutt’oggi esiste.</p>



<p>Entrando nello specifico…<br>Per spiegarvi che cosa intendo non posso che citare un paio di canzoni:<br>Ne’ “La città vecchia” si nota palesemente come De André riuscisse a guardare oltre le apparenze. Questa canzone infatti narra di persone che sono state marchiate dalla società per i loro sbagli e per questo vengono emarginati ciò che mi colpisce di questo testo è che il cantautore non dice che queste persone non debbano essere punite, ma di cercare di capirle e di provare a trattarle come persone senza giudicarle: “Se tu penserai se giudicherai da buon borghese li condannerai a 5000 anni più le spese, ma se capirai se li cercherai fino in fondo se no sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo”. Da qui si può notare la sua lotta contro il pregiudizio.</p>



<p>“Un malato di cuore”<br>Sicuramente la canzone che mi rispecchia di più racconta di un ragazzo che inizialmente non voleva convivere con la sua malattia che lo ha costretto dalla nascita fino al suo diventare adulto a “farsi narrare la vita dagli occhi” ovvero essere obbligato a guardare la vita degli altri non potendo vivere completamente la propria, ma alla fine della canzone si nota il suo cambiamento nell’accogliere la sua condizione.<br>Questa canzone mi sta aiutando ad accettare le mie privazioni e difficoltà.</p>



<p></p>



<p>Citazioni:</p>



<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/25fc.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="◼" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ebbi ben presto abbastanza chiaro che il mio lavoro doveva camminare su due binari: l&#8217;ansia per una giustizia sociale che ancora non esiste, e l&#8217;illusione di poter partecipare in qualche modo a un cambiamento del mondo. La seconda si è sbriciolata ben presto, la prima rimane.”<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/25fc.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="◼" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> “Qualche volta dopo un concerto mi piacerebbe dire al pubblico che tutto quello che anno ascoltato è falso, assolutamente falso, perché io esprimo solo delle emozioni, dei sogni, ma per cambiare la realtà c’è bisogno di altro, di azioni concrete”.</p>



<p><br>Queste citazioni non provengono dalle sue canzoni ma semplicemente sono frasi tratte da discorsi, questo significa che il suo invito al cambiamento e la sua lotta contro l’ingiustizia sociale non solo sono presenti nelle canzoni ma anche in ciò che diceva.</p>



<p>E infine ricordiamoci che…:</p>



<p>Dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior&#8230;“Via del campo”.</p>



<p>Questo era il suo modo per dire che da tutto ciò che all’apparenza sembra senza valore possono nascere grandi cose.</p>



<p><br>Grazie Fabrizio</p>
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		<title>Verso un nuovo sistema di welfare: il Manifesto del Forum Terzo Settore</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Feb 2024 12:52:04 +0000</pubDate>
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<p>L’attuale sistema di welfare in Italia risulta essere frammentato e non in grado di garantire la presa in carico tempestiva, globale e continuativa di chi si trova in condizioni di fragilità, marginalità o è a rischio esclusione sociale. È un sistema che non riesce a promuovere quella coesione sociale imprescindibile per superare le diseguaglianze e contrastare le crescenti forme di povertà, oltre che per affrontare le emergenze sanitarie, economiche e sociali. E che deve, quindi, essere progressivamente sostituito da un modello inclusivo basato sul riconoscimento dei diritti.</p>



<p><a href="https://www.forumterzosettore.it/files/2023/02/Manifesto-Welfare.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">“Verso un nuovo sistema di welfare”</a>&nbsp;è il documento del Forum Terzo settore che intende, attraverso questa riflessione, offrire il proprio contributo per l’apertura di un dibattito volto alla realizzazione di un nuovo sistema di welfare per il nostro Paese, che si fondi su tre valori fondamentali:</p>



<p>1.&nbsp;<strong>Prossimità</strong>, intesa non solo come vicinanza fisica alle persone ma come capacità di rilevare e rispondere in modo puntuale ai loro effettivi bisogni<br>2.&nbsp;<strong>Universalismo</strong>, ovvero garanzia del diritto alla presa in carico della persona, a prescindere dal luogo in cui vive<br>3.<strong>&nbsp;Inclusività</strong>, per assicurare a tutti pari opportunità e uguali diritti, promuovendo coesione sociale e sviluppando reti di relazioni.</p>



<p><a href="https://www.forumterzosettore.it/files/2023/02/Manifesto-Welfare.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">Qui il Manifesto “Verso un nuovo sistema di Welfare”</a></p>



<p><a href="https://www.forumterzosettore.it/files/2023/01/Abstract.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Abstract del Manifesto </a></p>
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		<title>“Art(E)Attualità”. Antonio Ligabue a Monza</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2022 08:19:54 +0000</pubDate>
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<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Enigmatica la vita e l&#8217;Arte dell&#8217;artista Antonio Ligabue: nato in Svizzera, ma dato poi in adozione, muta il proprio cognome (materno, Laccabue) in Ligabue. Un&#8217;infanzia travagliata, quella dell&#8217;artista, a causa delle difficili condizioni economiche della coppia che lo aveva in affido e a causa delle malattie di cui era affetto, il gozzo e il rachitismo, condizioni che compromisero lo sviluppo fisico e psichico della persona. Dopo aver aggredito la madre adottiva, viene espulso dalla Svizzera e ospitato in Italia, a Gualtieri, dove conduce una vita da nomade, lavorando saltuariamente come bracciante o manovale. Solo nel 1928, grazie all&#8217;incontro con Renato Marino Mazzacurati che ne comprese il talento artistico, decise di dedicarsi totalmente alla pittura e alla scultura, le uniche sue possibilità di mitigare le ossessioni e la solitudine profonda.</p>



<p>Ripercorriamo una parte delle opere di Antonio Ligabue in una esposizione allestita presso:<strong> Villa reale di Monza: “Antonio Ligabue. L&#8217;uomo, l&#8217;artista” visitabile fino al 1 maggio 2022</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2738-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2738-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16249" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2738-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2738-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2738-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2738-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2738-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>La sua ansia di libertà è nelle penne del volatile, la sua rabbia (e il suo dolore) nella lotta delle fiere. Se crediamo che l&#8217;Arte sia comunicazione, l&#8217;Arte di Ligabue è proprio questo: comunica le angosce, più o meno consapevoli, di ogni essere umano tramite uno stile “zavattiniano”, popolare, che può essere ricondotto al Primitivismo in pittura, al Realismo in Letteratura e al Neorealismo in Cinematografia.</p>



<p>La rappresentazione della realtà è filtrata dalle necessità interiori dell&#8217;artista, la gioia improvvisa come il tormento, così come i suoi numerosi autoritratti che vogliono indagare l&#8217;anima, ma l&#8217;anima di un estraneo, di chi non si riconosce nemmeno nel proprio volto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2765-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2765-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16250" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2765-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2765-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2765-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2765-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2765-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2745-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2745-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16252" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2745-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2745-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2745-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2745-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2745-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>Sembra quasi di sentire gli odori di ciò che ritrae: dell&#8217;erba appena tagliata, della terra bagnata dalla pioggia, del sangue versato dagli animali, dei campi arati; oppure di sentirne i rumori: del fulmine che squarcia il cielo, della bestia che ruggisce, di quella che si lamenta prima di morire&#8230;Un uomo immerso, in maniera totalizzante, nella Natura che lo circonda, una sineddoche: una parte (Ligabue) per il tutto (il cosmo).</p>



<p>Figure, colori, movimento: è proprio l&#8217;incanto del Tutto che vuole raffigurare, quella meraviglia che lui stesso ha provato, esaltato dalla follia che accompagna i suoi giorni e il suo sguardo; quella follia che lo induce a farsi animale, nella postura e nei versi emessi dalla bocca, e ritorna il senso di una comunicazione non verbale, non necessariamente razionale, ma istintuale, priva delle sovrastrutture della cultura e della civiltà. Un “Ragazzo selvaggio”, per recuperare di nuovo un riferimento filmico, un “Candide” per citare Voltaire: questo è stato Ligabue, un folle che ha amato, più di chiunque altro, gli esseri fragili come lui e gli esseri potenti come avrebbe forse voluto essere, cogliendo con grande lucidità lo squilibrio ontologico nel vivente, tra deboli e forti, nell&#8217;eterna lotta per la sopravvivenza, e cogliendo in maniera espressiva grazie all&#8217;impasto cromatico che rende sulle tele, quanto il Potere sia il motore di ogni azione, ragionata e non.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2741-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2741-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16253" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2741-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2741-1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2741-1-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2741-1-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2741-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2758-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2758-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16255" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2758-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2758-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2758-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2758-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2758-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2755-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="861" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2755-861x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16256" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2755-861x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 861w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2755-252x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 252w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2755-768x914.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2755-1291x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1291w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2755-1721x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1721w" sizes="(max-width: 861px) 100vw, 861px" /></a></figure>



<p>La scultura è parte integrante della sua produzione artistica: il 16 maggio del 1941 Ligabue può uscire dall&#8217;ospedale psichiatrico in cui era stato internato e sono gli anni della seconda Guerra mondiale: i due eventi sono tra loro correlati in quanto la violenza del conflitto e quella nel manicomio riportano alla sua mente il ricordo del patrigno bavarese, spesso ubriaco che lo picchiava con la cinghia. Il ricordo viene utilizzato dall&#8217;artista in maniera eidetica, ovvero l&#8217;immagine prende vita PRIMA nella mente dell&#8217;autore dell&#8217;opera e successivamente nell&#8217;opera stessa. Ecco, così nascono i dipinti e le sculture di Ligabue: in particolare in queste ultime Ligabue dalla pittura passa a dare forma plastica ai suoi soggetti, realizzati in terracotta con dovizia di particolare e precisione maniacale (oggetti che successivamente furono fatti cuocere in fornace per fermarli nelle forme di bronzo e conferire loro eternità); le sculture sono prova ulteriore del genio artistico di un uomo profondamente malato ed emarginato che, nonostante questo, ha saputo sprigionare una grande creatività, una enorme energia grafica e manuale e una sapienza rara nello stare <strong>nel </strong>e <strong>per</strong> il mondo naturale. Un invito, quello di Ligabue, che dovremmo rifare nostro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2763-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2763-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16257" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2763-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2763-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2763-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2763-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2763-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2762-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2762-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16258" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2762-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2762-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2762-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2762-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2762-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>Per chi non lo avesse già visto, consigliamo la visione del film intitolato “ Volevo nascondermi” di Giorgio Diritti, proprio sulla figura dell&#8217;artista.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2771-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-9" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2771-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16259" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2771-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2771-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2771-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2771-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2771-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2752-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-10" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2752-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16260" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2752-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2752-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2752-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2752-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG-2752-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>
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		<title>“Art(e)Attualità”. Progetto Genesi. Arte e diritti umani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jan 2022 09:54:58 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="819" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Hero-con-scritta2_Genesi_Panza-1024x819.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15906" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Hero-con-scritta2_Genesi_Panza-1024x819.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Hero-con-scritta2_Genesi_Panza-300x240.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Hero-con-scritta2_Genesi_Panza-768x614.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Hero-con-scritta2_Genesi_Panza-1536x1229.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Hero-con-scritta2_Genesi_Panza-2048x1638.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto </p>



<p></p>



<p>Ilaria Bernardi è la curatrice di una mostra che fa parte di un progetto multidisciplinare dal titolo “Progetto Genesi. Arte e diritti umani”, promosso da Associazione Genesi in collaborazione con altri enti importanti, tra cui il FAI, ENI, RAI per il Sociale.</p>



<p>A Varese, presso la prestigiosa cornice di villa Panza, è stata allestita – da settembre a dicembre 2021 – la prima parte di un&#8217;esposizione itinerante che vede opere di artisti contemporanei dialogare con l&#8217;attualità. Le altre città in cui il progetto si sposterà nel 2022 sono: Assisi, Matera e Agrigento, all&#8217;interno di luoghi e musei strettamente collegati alle identità dei territori interessati. Le mostre saranno soggette ad un continuo work in progress.</p>



<p>Al centro della riflessione vi è la condizione reale e antropologica degli ultimi, degli emarginati, delle persone e comunità discriminate, tramite la creatività degli artisti che provengono da tutto il mondo; ma “Progetto genesi” non è soltanto una mostra, è anche un&#8217;operazione più estesa che prevede incontri di approfondimento online e workshop gratuiti (in collaborazione con Università Cattolica del Sacro cuore di Milano) per sensibilizzare il più possibile le cittadine e i cittadini – tutti: giovani e meno giovani – sui temi che riguardano i diritti fondamentali, quali ad esempio: l&#8217;inclusione e la giustizia sociale, la parità di genere, la difesa del paesaggio, l&#8217;ecologia, etc.</p>



<p>“Progetto genesi” si inserisce nell&#8217;ambito della <em>Convezione quadro del consiglio d&#8217;Europa sul valore del patrimonio culturale per la società</em>, redatta a Faro il 27 ottobre 2005 e ad oggi ratificata da 19 Paesi dell&#8217;UE, tra cui l&#8217;Italia ovviamente, nella quale si legge che l&#8217;eredità culturale rientra fra i diritti umani. Si intende per “eredità culturale” l&#8217;insieme delle risorse ereditate dal passato e per “comunità patrimoniale” l&#8217;insieme di persone che attribuiscono valore a quel patrimonio. La responsabilità, quindi, è individuale e collettiva nel custodire tale patrimonio.</p>



<p>L&#8217;obiettivo principale di “Progetto genesi” è quello di creare una rete tra le culture, valorizzandone le differenze per giungere ad una convivenza pacifica.</p>



<p>Ma diamo voce ad alcune opere in mostra a Villa Panza.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1547-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15907" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1547-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1547-1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1547-1-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1547-1-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1547-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1549-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15908" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1549-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1549-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1549-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1549-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1549-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Prima sala. Condizione femminile </figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1552-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15909" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1552-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1552-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1552-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1552-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1552-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Zehra Doğan: sottolinea come il patriarcato nella società curda ha portato lei stessa e altre donne a <br>d essere incarcerate. Durante la detenzione ha realizzato opere con materiali e supporti di recupero (Il tappeto di Shahmeran e la mappa dell&#8217;Impero ottomano di Kurdistan, in mostra)</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1553-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15910" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1553-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1553-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1553-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1553-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1553-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Seconda sala. la memoria di un popolo. Hangama Amiri: fa riemergere il ricordo del proprio Paese, il Pakistan, unendo tessuti con immagini trovate nelle comunità di afghani emigrati a New York.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1555-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15911" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1555-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1555-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1555-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1555-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1555-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Zoë Buckman in &#8220;Face to the bricks&#8221; con un guantone di boxe (simbolo maschile) decorato con morbide balze (simbolo femminile) richiama la violenza di genere</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1556-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15912" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1556-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1556-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1556-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1556-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1556-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Lava Thomas: l&#8217;opera deriva da una foto segnaletica di una donna incriminata negli anni &#8217;50 in base alle leggi anti-boicottaggio in Alabama. Il Montgomery Bus Boycott citato nel titolo fu una protesta che iniziò nel 1955 quando Rosa Parks rifiutò di cedere il posto su un autobus a un bianco</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1558-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15913" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1558-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1558-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1558-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1558-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1558-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Henry Taylor raffigura suo nonno ucciso dai bianchi nel 1933 poichè si rifiutava di raccogliere cotone e le scatole dei famosi biscotti ricordano la difficile condizione degli afroamericani, ancora oggi in America. </figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1559-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15914" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1559-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1559-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1559-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1559-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1559-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Sempre nella seconda sala: un&#8217;identità multiculturale. Morteza Ahmadvand in &#8220;Becoming&#8221; incoraggia la convivenza tra culture diverse simboleggiate, nei tre video, da una Croce cristiana, dalla Stella di David e dalla Kaaba islamica. </figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1560-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15915" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1560-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1560-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1560-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1560-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1560-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Otobong Nganga visualizza un&#8217;altra metafora il processo di trasformazione di un arazzo, in cui l&#8217;inchiostro cambia colore. rappresenta i  processi di trasformazione della società capaci di renderla multiculturale</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1561-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15916" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1561-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1561-1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1561-1-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1561-1-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1561-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Mequitta Ahuja in &#8220;Autocartography III&#8221; firma un suo triplice autoritratto attingendo alle proprie radici indiane, africane e americane tramite l&#8217;iconografia religiosa, murales e antichi manoscritti. </figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1564-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15918" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1564-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1564-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1564-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1564-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1564-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Terza sala. Le vittime del Potere. Shilpa Gupta dedica l&#8217;opera a cento pensatori che, per i loro scritti, sono stati vittime di carcerazioni, esecuzioni e censure</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1565-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15919" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1565-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1565-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1565-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1565-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1565-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Jan David Nkot, dal Camerun, ritrae una lavoratrice migrante con il suo strumento di lavoro che ci osserva, interrogando il visitatore sulle condizioni disumanizzanti dei migranti nel mondo</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1569-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15920" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1569-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1569-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1569-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1569-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1569-2048x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Gideon Rubin in &#8220;Untitle&#8221; su pagine di riviste naziste interviene graficamente coprendone alcune parti per &#8220;cancellare&#8221; i messaggi di odio, le violenze, subite anche dalla sua famiglia materna che fuggì dalla Romania nel 1939</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1572-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15921" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1572-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1572-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1572-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1572-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1572-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Quarta sala. La tutela dell&#8217;ambiente. Liu Bolin, Cina. lavora con i giocattoli, alludendo al consumismo sfrenato e alla scarsa attenzione nei confronti dell&#8217;ecosostenibilità</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1574-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15922" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1574-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1574-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1574-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1574-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/IMG-1574-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Pascale Marthine Tayou in &#8220;Totem Cristal&#8221; con la giustapposizione di materiali riciclati, ricorda l&#8217;importanza del riciclo per la salvaguardia ambientale </figcaption></figure>
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		<title>Agenzia dell&#8217;Unione Europea per i diritti fondamentali: pubblicato il settimo bollettino sulle conseguenze del COVID-19 in termini di diritti fondamentali</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/07/07/agenzia-dellunione-europea-per-i-diritti-fondamentali-pubblicato-il-settimo-bollettino-sulle-conseguenze-del-covid-19-in-termini-di-diritti-fondamentali/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2021 07:21:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 16 Giugno l&#8217;Agenzia dell&#8217;Unione Europea per i diritti fondamentali (FRA) ha pubblicato il settimo bollettino FRA sulle conseguenze del COVID-19 in termini di diritti fondamentali: in materia di parità di accesso ai vaccini viene analizzata la situazione dei 27&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="538" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/covid_vaccine-1024x538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15492" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/covid_vaccine-1024x538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/covid_vaccine-300x158.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/covid_vaccine-768x403.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/covid_vaccine.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il 16 Giugno l&#8217;<a href="https://fra.europa.eu/en/about-fra?utm_source=rss&utm_medium=rss">Agenzia dell&#8217;Unione Europea per i diritti fondamentali (FRA)</a> ha pubblicato il settimo bollettino FRA sulle conseguenze del <strong>COVID-19</strong> in termini di <strong>diritti fondamentali</strong>: in materia di <strong>parità di accesso ai vaccini</strong> viene analizzata la situazione dei 27 Paesi dell&#8217;Unione Europea per il periodo che va dal 1 Marzo al 30 Aprile 2021. Il bollettino si focalizza su due aspetti principali: la programmazione della distribuzione dei vaccini e la loro effettiva implementazione negli Stati membri. Affronta inoltre temi quali le campagne di informazione e comunicazione, le iscrizioni ai vaccini e la loro amministrazione.<br><br>L&#8217;utilizzo dei vaccini è un passo molto importante verso la sospensione delle restrizioni ai diritti fondamentali espressi nella Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione Europea, quali ad esempio la libertà di movimento, diritti in materia di occupazione e il diritto all&#8217;educazione. Assicurare il prima possibile la parità di accesso al vaccino gratuito per tutti è in linea con il <strong>principio di non discriminazione</strong> stabilito dal diritto dell&#8217;Unione Europea.<br><br>Gli Stati membri tendono a seguire le direttive delle autorità sanitarie europee ed internazionali, dando priorità di accesso ai vaccini a determinati gruppi; tuttavia si fa notare come i criteri seguiti per definire tali gruppi non abbiano tenuto conto di <strong>gruppi svantaggiati</strong> come i popoli romanì, i senzatetto o le persone tossicodipendenti. Inoltre in alcuni Paesi sono state rilevate presunte irregolarità nel rispettare le iscrizioni, violando in tal modo il principio di uguaglianza di accesso ai vaccini.<br><br>Il report originale è disponibile al sito riportato di seguito</p>



<p><a href="https://unipd-centrodirittiumani.it/public/docs/fra-2021-coronavirus-pandemic-eu-bulletin-vaccines_en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">Coronavirus pandemic in the EU &#8211; Fundamental Rights Implications: Vaccine rollout and equality of access in the EU &#8211; Bulletin 7</a> </p>
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		<title>Marzo por Marielle Franco</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2021 08:57:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Anche Associazione Per i Diritti umani, MediAttiviste/i e Pressenza, si unisce alla campagna &#8220;Marzo por Marielle Franco&#8221;. Sono passati già 3 anni da quella drammatica notte del 14 marzo 2018 in cui Marielle Francisco&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Anche <strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong>, MediAttiviste/i e Pressenza, si unisce alla campagna &#8220;Marzo por Marielle Franco&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="541" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/Marielle-Franco-1024x541.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15153" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/Marielle-Franco-1024x541.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/Marielle-Franco-300x159.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/Marielle-Franco-768x406.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/Marielle-Franco-1536x812.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/Marielle-Franco.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Sono passati già 3 anni da quella drammatica notte del 14 marzo 2018 in cui Marielle Francisco Da Silva, per tutti Marielle Franco, perse la vita insieme al suo autista Anderson Gomez, nella città che l’aveva vista nascere 39 anni prima: Rio De Janeiro.</p>



<p>La notizia fece il giro del mondo arrivando anche qui in Italia, inaspettata e feroce, come i nove colpi di arma da fuoco che l’avevano stroncata. La sua uccisione ferisce il mondo intero non solo per la brutalità dell’atto in sé, ma ancor più per il significato che riveste: la palese volontà di mettere a tacere chi denuncia il malaffare cercando di cambiare la realtà esistente.</p>



<p>Perché Marielle era diventata un simbolo per i diritti umani, portando anche la voce delle emarginate e degli emarginati negli scranni della politica. Era donna, madre, nera, lesbica, socialista, proveniente da una favela e aveva a lungo militato contro la legittimazione delle milizie armate nelle zone urbane, marginali, proprio perché abbandonate dallo Stato, rendendo in questo modo i loro abitanti vittime sia dell’assenza del medesimo, che della violenza della polizia e delle milizie armate.</p>



<p>Come attivista prima e consigliera comunale poi, quale Presidente della Commissione per la difesa delle donne e membro della Commissione incaricata di monitorare l’azione della polizia federale di Rio De Janeiro, aveva ripetutamente denunciato gli abusi della polizia e le violazioni dei diritti umani nella città di Rio. Nel fare questo Marielle raccoglieva una lunga tradizione di lotta delle donne nere della classe popolare, riuscendo però a ispirare e coinvolgere anche i bianchi e le bianche delle classi più abbienti, in un Paese in cui la separazione in base alla classe sociale e al colore della pelle è ancora molto forte.</p>



<p>Marielle era riuscita infatti a incarnare la più universale delle lotte: quella degli oppressi contro gli oppressori e proprio per questo la sua azione aveva valicato e travolto i confini del suo Paese.</p>



<p>La Redazione di Pressenza Italia, unitamente ai MediAttivisti/e, da sempre impegnata a dare voce a quanti normalmente non ce l’hanno, per la diffusione di una cultura dell’inclusione, della nonviolenza e del rispetto dei diritti umani, non può che raccogliere questa preziosa eredità e chiedere che i mandanti della brutale uccisione di Marielle Franco vengano finalmente assicurati alla giustizia per mezzo di un giusto processo.</p>



<p>È necessario lanciare un forte segnale di discontinuità con il passato, facendo in modo che tutti abbiano il diritto di levare la propria voce. Lo dobbiamo a Marielle, alla sua famiglia e a tutte le persone che nel mondo intero credevano e continuano a credere nell’ideale che lei rappresenta.</p>



<p>Come leggiamo nei cartelli che la ricordano: Marielle e la sua lotta sono presenti oggi più che mai. Perché la sua lotta è quella di ognuna e ognuno di noi.</p>
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		<title>Border, creature di confine: quando i “mostri” hanno un animo gentile</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Apr 2019 08:56:41 +0000</pubDate>
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<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Lo scorso 28 marzo è uscito nelle sale italiane un film originale, strano quasi come i suoi protagonisti: </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i>Border, creature di confine.</i></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Tina è brutta, sembra un essere primitivo; lavora come doganiera e ha un olfatto straordinario, tanto che riesce a percepire anche i sentimenti della vergogna, della paura e della colpa. Un giorno incontra Vore, altro personaggio particolare di cui avverte qualcosa e sarà quel “qualcosa” ad avvicinarli e a stravolgere l&#8217;esistenza della donna-bambina. Sì, perchè Tina è una donna di circa quarant&#8217;anni, con l&#8217;animo puro di una bambina, incapace di capire perchè si sente, o la facciano sentire, diversa. “Diversa”, forse, da tutti coloro che vede avvicinarsi alla dogana a loro volta, estranei, stranieri per qualcun altro. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Una scena di sesso tra lei e Vore, potente e tenera allo stesso tempo, segna la cifra stilistica scelta dal regista Ali Abbasi, iraniano di nascita che vive in Danimarca, che sceglie un racconto dello scrittore svedese John Ajvide Lindqvist da sempre attratto dalle figure misteriose, fuori dal comune. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Tina e Vore sono due adulti, outsider, in cerca di una identità che non per forza deve essere omologata. Due persone che riescono ancora a tenere in equilibrio fragilità e forza, istinto e dolcezza: risultano più complete, quindi, di molti di noi, alienati e appiattiti da una società che si crede civilizzata, quando invece sta perdendo umanità, ad ogni passo.</span></p>
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		<title>&#8220;Scritture al sociale&#8221;. Il digiuno degli innocenti</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2018 06:35:51 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/BAMBINI.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11500" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/BAMBINI.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="378" height="372" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/BAMBINI.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 378w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/BAMBINI-300x295.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 378px) 100vw, 378px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY">di Patrizia Angelozzi</p>
<p align="JUSTIFY">Accade a Lodi, la giunta leghista decide sui servizi della mensa scolastica escludendo con una ordinanza del sindaco, i bambini nati (nel territorio) da famiglie straniere, con documenti in regola e con reddito troppo esiguo per far fronte alla spesa.</p>
<p align="JUSTIFY">Fuori dalla mensa o lasciati a guardare gli altri che avranno accesso al pasto? La notizia diventa virale: associazioni, partiti politici, esponenti di ogni categoria e cittadini di ogni estrazione e provenienza gridano, giustamente, allo ‘scandalo’.</p>
<p align="JUSTIFY">Comincia in maniera spontanea e autonoma una raccolta fondi che fa capo al Coordinamento Uguali Doveri che in pochissimi giorni (chiusa al 14 ottobre u.s.) riceve da più di 2.000 persone, 60.000 euro per coprire le spese del fabbisogno annuale di questi piccoli studenti, volutamente emarginati.<br />
L’associazione chiede lo ‘stop’ dell’invio di denaro ringraziando per la manifestazione di solidarietà, di questa Italia che non accetta restrizioni di pensiero. Attualmente sono garantite le spese per mensa, trasporto in scuola bus, servizio pre e post scuola e asilo nido.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/mense-scolastiche1_0-300x194.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class=" wp-image-11501 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/mense-scolastiche1_0-300x194.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="274" height="177" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Nel frattempo è partito anche un ricorso presentato al Tribunale di Milano contro il Comune di Lodi per discriminazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Sul web si leggono lettere aperte alla sindaca, come quella della scrittrice, avvocato e docente Annalisa Giuliani:<span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> “</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>Gent.ma Sindaca di Lodi, prendo atto, con grande preoccupazione, che la Costituzione italiana è per lo più sconosciuta a chi ci amm</i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>inistra.</i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>Non mi dilungherò in una lezione di diritto Costituzionale, che sarei anche titolata a fare essendo una insegnante di Diritto. Per questo la invito ad acquistare un manuale di Diritto Costituzionale, </i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i><b>scoprirebbe che il principio di Uguaglianza è scritto non solo nell’art. 3 ma in tutto l’inchiostro della nostra Costituzione. Leggerebbe delle parole fondamentali “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.” </b></i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>Scoprirebbe che </i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i><b>è suo compito rimuovere quegli ostacoli che impediscono una reale e SOSTANZIALE uguaglianza</b></i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>, al contrario lei ha reso difficoltosa l’attuazione di tale principio con artifici formali, che hanno di fatto impedito a bambini di poter accedere al pasto a scuola.</i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">” </span></span>Continua la scrittrice<span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> “</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>personalmente </i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>condivido la scuola con il ragazzo Cinese che viene con la camicia bianca e la giacca blu perché sa che la scuola è il luogo dove ci si presenta al meglio, con la ragazza albanese con una pagella eccellente che questa estate è andata a lavorare come cameriera per aiutare la famiglia, con il ragazzo polacco che nelle giornate FAI ha incantato tutti declamando il patrimonio artistico del paese in cui vive, con il bambino della Romania che è il più assiduo frequentatore della biblioteca comunale. La condivido con tutti quei bambini che mangiano il panino in classe costretti da una politica ignorante, immemore, e disumana”.</i></span></span></p>
<p>Parole precise e opportune a sottolineare la ‘mancanza’ di una decisione arbitraria e crudele ai danni dell’infanzia. Manifestata in modo forte da rappresentanti delle istituzioni, comuni cittadini, sindacati, partiti politici, madri. Sono persone che non hanno dimenticato i diritti umani, imprescindibili. Rappresentano il futuro, quello che saremo in grado di offrire in termini teorici e pratici, con l’esempio degli adulti, genitori, insegnanti, a garanzia di tutele che non avrebbero bisogno di lotte o di essere spiegate, se solo chi ci governa, le conoscesse. <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><br />
</span></span></p>
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		<title>Parlare di migrazioni e di politiche fallimentari</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Apr 2017 07:31:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Incontro con l&#8217;avvocato Alessandra Ballerini e l&#8217;attivista Edda pando, di Milano Rete Senza Frontiere, per parlare di migrazioni e politiche italiane ed europee, spesso fallimentari sul tema. L&#8217;incontro è stato organizzato da Associazione per&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/lv5y62VX8ck?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Incontro con l&#8217;avvocato Alessandra Ballerini e l&#8217;attivista Edda pando, di Milano Rete Senza Frontiere, per parlare di migrazioni e politiche italiane ed europee, spesso fallimentari sul tema.</p>
<p>L&#8217;incontro è stato organizzato da Associazione per i Diritti umani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per informazioni sulle nostre attività anche dedicate alle scuole: info@peridirittiumani.com</p>
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		<title>Don Andrea Gallo: dalla parte degli emarginati</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 04:13:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>84 anni al servizio degli altri. Don Andrea Gallo è mancato dopo una lunga malattia, nella sua Genova, nella comunità di San Benedetto al Porto da lui fondata per dare accoglienza ai poveri e&#46;&#46;&#46;</p>
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</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/Don-GALLO.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/Don-GALLO.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="128" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
84 anni<br />
al servizio degli altri. Don Andrea Gallo è mancato dopo una lunga<br />
malattia, nella sua Genova, nella comunità di San Benedetto al Porto<br />
da lui fondata per dare accoglienza ai poveri e agli ultimi. </p>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Scopre<br />
lavocazione a vent&#8217;anni e inizia il noviziato con i salesiani,<br />
proseguendo gli studi di Filosofia. Nel 1953 parte in missione per il<br />
Brasile, ma la dittatura lo costringe a far ritorno in Italia dove<br />
viene nominato cappellano alla nave scuola della Garaventa e, nel<br />
riformatorio per minorenni, utilizza un metodo educativo simile a<br />
quello di Don Milani, basato sulla fiducia e sulla libertà. Dal 1964<br />
al 1970 entra nella diocesi genovese, presso la chiesa del Carmine: è<br />
un periodo storico, politico, sociale tumultuoso e le sue liturgie<br />
danno fastidio alla Curia in quanto vengono considerate “comuniste”<br />
e non abbastanza “cristiane”. Don Gallo resiste per alcuni anni,<br />
ma poi si rende conto di dover continuare la sua battaglia altrove.<br />
Nel &#8217;75 si trasferisce nella comunità di San Benedetto al Porto che,<br />
nel 1983, diventa un&#8217;associazione in difesa dei diritti umani e<br />
civili.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Da<br />
allora Don Gallo scrive molti libri e presenzia a molte<br />
manifestazioni a favore dei disoccupati, degli immigrati, degli<br />
omosessuali.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sigaro<br />
tra le labbra, quelle labbra che pronunciavano parole di fuoco:<br />
questo era Don Gallo. Un sacerdote indomito, sempre dalla parte<br />
dell&#8217;onestà e della giustizia. Senza false ipocrisie.
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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