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	<title>embargo Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Tra le rovine del Venezuela, un aggiornamento.</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jul 2018 08:31:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; di Tini Codazzi In passato ho cercato di denunciare alcune delle difficoltà che vive la sanità in Venezuela, ho parlato della crisi nell’ospedale dei bambini http://www.peridirittiumani.com/2018/04/15/venezuela-la-crisi-dellospedale-dei-bambini/ , del crollo nell’ospedale Maternidad del Sur&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/liberen-a-lorent.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10974" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/liberen-a-lorent.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="400" height="400" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/liberen-a-lorent.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 400w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/liberen-a-lorent-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/liberen-a-lorent-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/liberen-a-lorent-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/liberen-a-lorent-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="it-IT">di Tini Codazzi</span></p>
<p><span lang="it-IT">In passato ho cercato di denunciare alcune delle difficoltà che vive la sanità in Venezuela, ho parlato della crisi nell’ospedale dei bambini <a href="http://www.peridirittiumani.com/2018/04/15/venezuela-la-crisi-dellospedale-dei-bambini/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.peridirittiumani.com/2018/04/15/venezuela-la-crisi-dellospedale-dei-bambini/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> , del crollo nell’ospedale Maternidad del Sur <a href="http://www.peridirittiumani.com/2018/03/07/venezuela-ecrollata-la-sanita-in-venezuela-salvemoslamaternidaddelsur/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.peridirittiumani.com/2018/03/07/venezuela-ecrollata-la-sanita-in-venezuela-salvemoslamaternidaddelsur/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> e delle malattie infettive che sono proliferate in questi ultimi anni <a href="http://www.peridirittiumani.com/2017/11/08/le-sette-piaghe-del-venezuela/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.peridirittiumani.com/2017/11/08/le-sette-piaghe-del-venezuela/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> , ebbene, in questi giorni gli infermieri degli ospedali pubblici hanno deciso di scioperare in modo indefinito per chiedere un salario adatto al loro lavoro e denunciare ancora una volta la mancanza di medicine e forniture mediche. Disperati, è l’unica parola per definirli in questo momento. Professionisti che ogni giorno devono lavorare senza medicine, in strutture fatiscenti, senza poter curare i pazienti, senza poter dargli da mangiare, semplicemente aiutarli a morire di stento nel miglior modo possibile. Ho visto delle immagini che non avrei mai pensato di vedere e letto messaggi che non avrei mai pensato di leggere e che descrivono il loro incubo: donne che partoriscono nelle sale di attesa, malati sdraiati per terra, gravi infezioni in atto, persone decedute posizionate in ambienti insalubri e vicino ai malati, neonati morti&#8230; Lo sciopero è in atto. Il governo reprime.</span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/prigionieri-liberati.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10975" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/prigionieri-liberati.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="640" height="480" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/prigionieri-liberati.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/prigionieri-liberati-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p><span lang="it-IT">A giugno sono stati liberati decine di prigionieri politici, in questo elenco ci sono i nomi più emblematici di questo regime: il generale Angel Vivas, l’ex sindaco Manuel Ceballos, il minorenne Dylan Canache, i parlamentari Gilbert Caro, Wilmer Azuaje e Renzo Prieto, l’attivista e studente Gabriel Valles, uno degli ospiti del carcere più crudele del Venezuela, “La Tumba” in cui è stato per 2 anni, Villca Fernandez, leader universitario detenuto nel 2016 a causa di un tweet, ecc. Così è patito il fenomeno della porta girevole, alcuni escono e tanti altri entrano e di queste persone non si parla perché tutti sono distratti dai grandi nomi in “libertà”. Secondo il Foro Penal tra maggio e giugno sono state detenute 148 persone e scarcerate 72. Fate i conti, il numero di incarcerazioni e evidentemente maggiore di quello delle scarcerazioni…. Il gruppo di prigionieri scarcerati non è in libertà, è semplicemente fuori dalle sbarre ma i loro diritti civili sono ancora limitati: nessuno può uscire dal paese, proibizione di dichiarazioni alla stampa, presentazione periodica davanti ai tribunali, un passo falso e vanno nuovamente in prigione. Il governo minaccia. </span></p>
<p><span lang="it-IT">In riferimento al caso di Lorent Saleh, il giovane attivista che viveva in Colombia e deportato dal presidente e Premio Nobel per la Pace Juan Manuel Santos nel 2014. In prigione da 4 anni, 50 volte differita la sua udienza in tribunale, 26 mesi ospite della Tumba, 2 tentativi di suicidio, adesso compie 50 giorni in isolamento senza vedere i suoi avvocati e la sua famiglia e altrettanti giorni in cui sua madre chiede spiegazioni al governo senza ottenere nessuna risposta. Un accanimento inspiegabile, secondo Alfredo Romero, presidente del Foro Penal, la sua situazione è incomprensibile visto che anche il suo compagno di battaglia e di prigionia, Gabriel Valles, è stato scarcerato. Questa è una famiglia completamente distrutta. Sul caso di Villca Fernandez, Romero ha manifestato che quello che è successo con questo giovane è una cosa grottesca perché è stato messo in esilio nonostante questa azione sia vietata dalla Costituzione, il ragazzo è uscito dal carcere e con gli stessi vestiti è stato messo su un aereo con destinazione Perù. E’ un fatto illegale. In definitiva, nonostante le scarcerazioni, la situazione dei prigionieri politici in Venezuela è sempre scura e affatto legale. La conclusione è che il regime mente.</span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/enfermeras-huelga-venezuela.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10976" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/enfermeras-huelga-venezuela.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="620" height="347" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/enfermeras-huelga-venezuela.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 620w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/enfermeras-huelga-venezuela-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></a></p>
<p><span lang="it-IT">L’osservatorio di conflittualità sociale del Venezuela (OVCS) ha denunciato che nel Paese ci sono state 850 proteste chiedendo il rispetto dei propri diritti: personale sanitario, professori, società civile, studenti, lavoratori, ecc. Il governo reprime e minaccia.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Non si ferma la denuncia di decine e decine di bambini in tutto il paese morti per malnutrizione, complicazioni dopo la nascita, malattie varie, tumori, ecc. Uno studio realizzato da Save The Children colloca il Venezuela come uno dei paesi più pericolosi al mondo per l’infanzia, subito sopra il Bangladesh e Uganda. Il governo tace. VERGOGNA!</span></p>
<p><span lang="it-IT">Maria Corina Machado, leader oppositrice del partito politico Vente Venezuela, è diventata l’incubo del regime. Il governo ha potuto zittire, in modi diversi, a quasi tutti i leader politici dell’opposizione, ma lei è tosta, contro di lei non hanno ancora potuto e pochi giorni fa ha subito l’ennesima minaccia, questa volta è stata accusata di pianificare omicidi e aggressione Ad alti funzionari del governo. Lei smentisce. Il governo ha paura. </span></p>
<p><span lang="it-IT">Nel frattempo, l’Unione Europea, ancora una volta, si dichiara contraria al regime di Nicolas Maduro e impone nuove misure restrittive, sanzioni come il congelamento dei beni e il divieto di visto per entrare in Europa, oltre all’embargo sula fornitura di armi e materiali tecnici che potrebbero essere usati contro la popolazione. Erano già stati sanzionati 7 esponenti del governo, adesso si sommano altri 11 funzionari, tra cui la Vicepresidente Delcy Rodriguez e il ministro delle industrie e produzione nazionale Tarek William Saab. Si stringe il cerchio, si tolgono i soldi e l’ossigeno al regime. In questa occasione, Maduro non tace, chi sa perché, e ripudia energicamente la decisione dell’UE. </span></p>
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		<title>Vertice UE / Turchia: richiesta del ritiro da Afrin e rispetto dei diritti fondamentali delle minoranze in Turchia</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2018 07:14:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani sostiene la seguente richiesta: &#160; &#160; In occasione dell&#8217;odierno vertice tra Turchia e Unione Europea in Bulgaria, l&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) chiede all&#8217;Europa di pretendere dalla Turchia&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> sostiene la seguente richiesta:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/43871013.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10408" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/43871013.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="310" height="260" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/43871013.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 310w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/43871013-300x252.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 310px) 100vw, 310px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In occasione dell&#8217;odierno vertice tra Turchia e Unione Europea in Bulgaria, l&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) chiede all&#8217;Europa di pretendere dalla Turchia l&#8217;immediato ritiro delle proprie truppe e di quelle dei loro alleati da Afrin nel Kurdistan siriano. L&#8217;invasione turca ha causato la fuga in massa di più di 170.000 persone, ha portato violenza e distruzione e ha ulteriormente destabilizzato una regione già fragile. Per l&#8217;APM, l&#8217;invasione e il terrore turco ad Afrin discreditano in toto la Turchia come interlocutore con l&#8217;Europa. L&#8217;APM chiede però che l&#8217;Europa si soffermi anche sulla grave situazione dei diritti umani in Turchia. Il governo turco deve finalmente concedere la libertà di culto a Cristiani, Aleviti e Yezidi e un&#8217;ampia autonomia alla regione kurda in Turchia garantendo la parità linguistica tra il turco e il kurdo. Solo in questo modo possono essere poste le basi per la democrazia e la pace.</p>
<p>Secondo l&#8217;APM è però improbabile che il governo turco possa procedere con riforme di questo tipo considerato che la Turchia è oggi il maggiore carcere mondiale per giornalisti, sindaci, parlamentari di opposizione, scrittori e scienziati. La collaborazione con la Turchia dovrebbe presupporre la liberazione dei prigionieri politici e il rispetto dei diritti democratici fondamentali. Finché il regime di Erdogan viola in modo così palese la libertà di stampa, di opinione, di associazione e di organizzazione non vi può essere alcuna base su cui ampliare la collaborazione tra Europa e Turchia.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/175516750-9101236a-3b9c-4769-b951-87492beab309.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10409" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/175516750-9101236a-3b9c-4769-b951-87492beab309.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="495" height="330" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/175516750-9101236a-3b9c-4769-b951-87492beab309.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 495w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/175516750-9101236a-3b9c-4769-b951-87492beab309-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a></p>
<p>Secondo l&#8217;APM, non basta che l&#8217;Europa comunichi al regime di Erdogan le sue perplessità sulla violazione dei diritti democratici fondamentali nel paese, è ora che tragga le conclusioni dall&#8217;attuale e sempre più grave situazione e quindi ponga fine alla collaborazione tra gli apparati di polizia europei e turchi e decida finalmente l&#8217;embargo alla vendita di armamenti e tecnologie per la sicurezza alla Turchia. Quanto l&#8217;Europa faccia finta di ignorare la situazione di repressione in Turchia è dimostrato dall&#8217;interesse manifestato dalla Turchia per l&#8217;ammodernamento dei carri armati Leopard 2. Secondo quanto dichiarato dalla stessa ditta produttrice Rheinmetall un accordo in tal senso è già stato negoziato cinque mesi fa, e secondo i dati forniti dal Ministero federale per l&#8217;Economia tedesco, tra il 18 dicembre 2017 e il 24 gennaio 2018 sono stati autorizzati 31 esportazioni di armamenti in Turchia. Considerata l&#8217;invasione turca ad Afrin, in cui i carri armati tedeschi sono stati massicciamente usati, è ora che l&#8217;Europa ponga immediatamente fine alle sue esportazioni di armi in Turchia.</p>
<p>MOZIONE N. 880/18 &#8220;Solidarietà con la regione autonoma Rojava/Siria del nord &#8211; Fermiamo l&#8217;avanzata militare turca verso Afrin&#8221;: <a href="http://www2.landtag-bz.org/documenti_pdf/idap_504407.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www2.landtag-bz.org/documenti_pdf/idap_504407.pdf&amp;source=gmail&amp;ust=1522564948046000&amp;usg=AFQjCNFc8HIl7nEQ_ewlgmQIBS02dwvcZQ&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">www2.landtag-bz.org/documenti_<wbr /></span>pdf/idap_504407.pdf</a></p>
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		<title>Diario da Cuba (2): economia ed istruzione</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Sep 2017 12:18:45 +0000</pubDate>
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<p>Con questo secondo post riportiamo le parole di Hanoi: 45 anni, lavora a l&#8217;Habana come parcheggaitore, ha una compagna e due figli, si arrangia per arrotondare lo stipendio.</p>
<p>Ripetiamo che non vogliamo commentare i discorsi delle persone che abbiamo incontrato e con cui abbiamo parlato, lo facciamo fare a voi lettrici e lettori, se volete.</p>
<p>Hanoi: i suoi genitori sono comunisti e lo hanno chiamato così in onore della battaglia vinta dai Vietcong con gli USA, l&#8217;anno in cui lui è nato.</p>
<p>A Cuba l&#8217;istruzione è gratuita, anche i libri di testo, ma se uno studente li rovina, deve ripagarli. Ci sono 12 livelli di istruzione (nei settori di scuole professionali, tecnologiche e in università), ognuno sceglie in base alle proprie capacità e si può scegliere la carriera però per alle famiglie risulta difficile mantenere la persona che studia perchè i salari sono molto bassi per tutti.</p>
<p>A Cuba ci sono due monete: il CUC per i turisti e il CUP per i cubani. Il prezzo del CUP si sta avvicinando al valore della valuta straniera per cui – a parità di salario – i prezzi aumentano sempre di più. Prima della caduta del muro di Berlino, invece, la valuta interna aveva molto potere d&#8217;acquisto e anche la mentalità era diversa: non c&#8217;erano differenze di classe. Adesso sono stati importati i valori materialistici e l&#8217;embargo è diventato la scusa di tutti: ad esempio, in cantiere molti rubano (dall&#8217;architetto all&#8217;elettricista) ed è colpa dell&#8217;embargo, ma il problema è interno. Quando Hanoi aveva 20 anni e andava a ballare, senza abiti di marca e senza soldi, le ragazze gli si buttavano addosso perchè era un bravissimo ballerino&#8230;Ora, dice, non è così: le donne escono se un uomo sta bene economicamente&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/20170815_202416-e1505477657696.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9402" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/20170815_202416-e1505477657696.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2592" height="1944" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/20170815_202416-e1505477657696.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2592w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/20170815_202416-e1505477657696-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/20170815_202416-e1505477657696-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/20170815_202416-e1505477657696-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 2592px) 100vw, 2592px" /></a></p>
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		<title>&#8220;America latina: i diritti negati&#8221;: Hasta siempre!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2016 07:52:02 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-673.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7535" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-673.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-673" width="665" height="500" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-673.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 665w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-673-300x226.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 665px) 100vw, 665px" /></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Mayra Landaverde</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per tutti quelli che hanno ancora nella mente un&#8217; idea romantica delle rivoluzioni, oggi è una giornata particolare.</p>
<p>E lo sapevamo che doveva capitare anche a lui.</p>
<p>Così , il 25 novembre 2016 è morto Fidel Castro.</p>
<p>Io credo che tanti compagni fossero arrabbiati con lui, disincantati.</p>
<p>Ma come non tenere conto di tutto quello che ha fatto? Nel bene e nel male.</p>
<p>Sì, anche nel male perché, diciamoci la verità, era un dittatore.</p>
<p>Ma ha anche cacciato via Fulgencio Batista e ha tenuto la fronte in alto davanti a ben 11 presidenti degli Stati Uniti. L’impero, la potenza degli Stati Uniti.</p>
<p>Noi messicani abbiamo sempre avuto una relazione di profonda amicizia col popolo cubano con alcuni momenti difficili, certo.</p>
<p>Come dimenticare l’episodio del “dopo pranzo te ne devi andare”.</p>
<p>Nel 2002, l’allora presidente del Messico, Vicente Fox Quesada, ospite di un vertice regionale cui avrebbero partecipato George Bush e Fidel Castro, aveva telefonato al leader cubano per chiedere di andarsene dopo pranzo per non importunare il presidente statunitense. Questione che finì con l’espulsione degli ambasciatori di entrambi i Paesi.</p>
<p>Le relazioni diplomatiche si sarebbero regolarizzate anni dopo sotto il mandato di Felipe Calderon Hinojosa.</p>
<p>In ogni caso l’amicizia che unisce il Messico e Cuba arriva da molto prima. Quando Fidel non era ancora Comandante en Jefe Revolucionario.</p>
<p>Fidel Castro arrivò in Messico nel mese di luglio 1955 su un aereo DC-6 da due motori. Era un volo commerciale, atterrò a Mérida prima e, dopo diverse soste, a Veracruz. Da lì viaggiò in autobus a Città del Messico.</p>
<p>Le sue impressioni sul Messico:</p>
<p>“Erano chiare due cose: l’orgoglio della rivoluzione e un senso di ostilità nei confronti degli Stati Uniti molto più grande di quello esistente a Cuba.<br />
Nonostante tutto quello che aveva fatto la rivoluzione messicana la maggioranza della popolazione viveva in povertà. Questo poteva essere visto ad occhio nudo. Le condizioni di vita erano dure, più dure di un operaio cubano in città o in campagna.</p>
<p>I messicani avevano le loro preoccupazioni quotidiane. E sicuramente non erano i problemi di Cuba. Inizialmente avevamo pensato di raccogliere fondi con la collaborazione della popolazione, ma non siamo riusciti a raccogliere tutti i soldi nè tutti gli uomini di cui avevamo bisogno.”</p>
<p>E aveva ragione, la nostra rivoluzione non aveva dato i frutti che la loro avrebbe dato.</p>
<p>Nonostante le difficoltà che ha trovato nei primi mesi di esilio nel mio Paese, Fidel è riuscito a preparare molto bene l’inizio della Revoluciòn Cubana.</p>
<p>Una sera, in una delle case di sicurezza dove vivevano i rivoluzionari cubani, gli hanno presentato un giovane argentino. Ernesto Guevara de la Serna. Il resto della storia la conosciamo tutti.</p>
<p>Chiamatemi come volete ma io scelgo, e forse sbaglio, di rimanere con quel Fidel . Con quello che ha fatto di Cuba un’isola dove tutte e tutti sapevano leggere e scrivere, dove la sanità era gratuita e dove la cultura ha sempre un posto in alto alle priorità.</p>
<p>Hasta siempre.</p>
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