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	<title>emraginazione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Il rogo di Cosenza: deceduti tre immigrati</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 06:16:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
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<div style="margin-bottom: 0cm;">
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
All&#8217;inizio<br />
del mese di marzo è accaduto un fatto tragico, passato in sordina<br />
tra le notizie di cronaca: due uomini marocchini e una donna tunisina<br />
sono stati trovati morti carbonizzati in un casolare alla periferia<br />
di Cosenza, in Calabria.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Cercavano<br />
di vivere nell&#8217;edificio abbandonato, ormai da tempo utilizzato dai<br />
senzatetto e la causa del loro decesso è stata un allacciamento<br />
abusivo alla rete elettrica per far funzionare due piccole stufe con<br />
cui cercavano di riscaldarsi.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Viene<br />
subito da pensare anche a quei 13mila profughi del piano “Emergenza<br />
Nord Africa” che sono stati richiusi, per due anni, in alloggi<br />
privati senza alcun tipo di assistenza e che ora, alla fine del<br />
“piano”, sono stati liquidati con 500 euro e rischiano di<br />
ritrovarsi nelle stesse condizioni degli immigrati che hanno perso la<br />
vita a Cosenza.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Molte<br />
associazioni, operatori del volontariato e attivisti hanno<br />
organizzato un Sit-in di solidarietà verso queste persone che vivono<br />
in condizioni di estrema povertà, sventolando uno striscione con<br />
scritto: “ Milioni di euro per l&#8217;accoglienza agli immigrati e<br />
ancora si muore nelle case abbandonate. Vergogna.”</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, per l&#8217;occasione, ha parlato di<br />
“un momento di rispettosa riflessione e di insegnamento collettivo<br />
su quanto il senso di solidarietà debba avere per ognuno di noi una<br />
valenza di rilevante responsabilità individuale”, ma più incisive<br />
sono state le parole di un altro sindaco, quello di Acquaformosa,<br />
Giovanni Manoccio: “ &#8230;Da anni conosciamo storie di pura<br />
disperazione di uomini, donne e bambini che hanno attraversato il<br />
deserto e poi il Mediterraneo con le zattere della morte alla mercè<br />
di uomini e di organizzazioni criminali disposte a tutto; abbiamo<br />
conosciuto le storie personali di tanti nostri fratelli africani, i<br />
loro sogni e le speranze dei loro bambini, la loro fragilità<br />
economica e sociale. E&#8217; difficile oggi, in presenza di una storia di<br />
povertà ed emarginazione, fare analisi politiche e sociali. E&#8217;<br />
difficile spiegare che la donna perita a Cosenza assieme a due uomini<br />
non è una profuga dell&#8217;emergenza Nord Africa della primavera 2012,<br />
bensì una donna che, assieme ai suoi figli, da circa 20 anni viveva<br />
nella precarietà più assoluta, con i figli anch&#8217;essi vittime della<br />
povertà e dell&#8217;emarginazione. Tutto ciò è una sconfitta di tutti<br />
noi. E&#8217; la sconfitta di una società che non riesce ad uscire fuori<br />
dalle paure e dagli egoismi, di una società che non include ma<br />
esclude chi sia povero o diverso o extracomunitario e che si accorge<br />
della sofferenza solo ed esclusivamente in questi momenti per poi<br />
rimuovere il tutto in poche ore. Quante parole si spenderanno in<br />
questi giorni?”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E<br />
concludiamo con la frase di un immigrato senegalese, fermo davanti al<br />
casolare: “In Italia c&#8217;è chi perde tempo e chi muore”.</div>
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