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	<title>epidemie Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Coronavirus in Africa: quali rischi per l’Italia﻿</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2020 10:15:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Veronica Tedeschi L’allarme per il Continente Africano è scattato settimane fa, come l’avvento di un’apocalisse. C’è chi ha definito l’Africa il punto debole di controllo per la diffusione del Coronavirus e chi ha&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="1024" height="575" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-1024x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13790" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-1024x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1050w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p> di Veronica Tedeschi</p>



<p>L’allarme
per il Continente Africano è scattato settimane fa, come l’avvento
di un’apocalisse. C’è chi ha definito l’Africa il punto debole
di controllo per la diffusione del Coronavirus e chi ha urlato a gran
voce che il virus in Africa avrebbe provocato la fine della specie
umana.</p>



<p>Come
previsto, il virus è arrivato anche nel <em>caldo
Continente</em>
ma non con la forza immaginata. Da qualche giorno, infatti, abbiamo
superato di gran lunga i 1.000 contagiati e, per ora, la situazione
rimane sotto controllo. I paesi “più ricchi” stanno trainando
dietro di sé i paesi del terzo mondo, consigliando la chiusura delle
frontiere e chiudendo le attività produttive. In Senegal le
frontiere, come le scuole, sono chiuse e per i cittadini di tutto il
paese vi è un coprifuoco dalle ore 20.00 alle ore 6.00;
parallelamente i controlli delle forze armate stanno aumentando.</p>



<p>L’esperienza
di gestione di virus ed epidemie sta dimostrando una prontezza di
risposta all’emergenza che, però, potrebbe non bastare. Le
strutture sanitarie di tutto il continente sono precarie e anche nei
paesi più virtuosi gli ospedali sono sovraffollati e i pochi medici
a disposizione non sono in grado di garantire cure a tutti i
cittadini.</p>



<p>La
paura di questo periodo sta pervadendo anche il nostro buon senso:
una testata giornalistica ha descritto il pericolo al quale potranno
incorrere Italia e Grecia se l’epidemia scoppiasse in Africa,
aumentando, di conseguenza, i numeri delle persone contagiate
presente sui barconi. Questa notizia è da sfatare: ancora prima del
Coronavirus chiunque presentasse una malattia o infezione non veniva
fatto partire dalle coste libiche sia per volontà dei trafficanti
sia per decisione personale: intraprendere un viaggio di quel genere
con una malattia in corso porterebbe certamente alla morte.</p>



<p>Escluso,
dunque, questo problema, qualcosa l’Italia (e tutta l’Europa)
potrebbe rischiare se il virus iniziasse ad uccidere come sta facendo
nel nostro Bel Paese. 
</p>



<p>Un
rischio inizialmente economico che potrebbe trasformarsi in vitale in
pochissimo tempo: ricordiamo, infatti, che l’Africa è il
continente che presenta il maggior numero e la maggiore quantità di
materie prime di tutto il mondo.</p>



<p>Materie prime come caffè, cotone, tè e gomma. L’Africa esporta (quasi sempre senza una trasformazione iniziale sul posto) minerali e petrolio.  </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="341" height="395" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/materieprime_africa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13791" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/materieprime_africa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 341w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/materieprime_africa-259x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 259w" sizes="(max-width: 341px) 100vw, 341px" /></figure></div>



<p>Oro,
diamanti e rame si trovano in grandi quantità nei paesi dell’Africa
Occidentale e Australe.
Il
petrolio
è
oggi pompato dai pozzi di tutta la fascia saheliana, in Nigeria e
lungo le coste occidentali, in Egitto, Libia e Sud Sudan. 
</p>



<p>Giacimenti
si trovano nel nord e sulle coste del Kenya, al confine tra Uganda, e
Repubblica Democratica del Congo. Meno importanti economicamente, ma
necessari alla produzione di prodotti elettronici sono i giacimenti
di coltan nella Repubblica Democratica del Congo. Sono molti anche i
depositi di oro, ferro, bauxite, rame, carbone, titanio e uranio. 
</p>



<p>Proviamo
ad immaginare quanto questi materiali interessino, direttamente o
indirettamente, i nostri affari, la nostra libertà di circolazione e
la nostra stessa vita.</p>



<p>Chiudere
le frontiere di un paese come l’Africa significherebbe avere
ripercussioni molto importanti su tutto il resto del mondo a causa
dell’utilizzo, improprio e non democratico, delle materie prime
presenti in tutto il continente africano. 
</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Stay human: Africa&#8221;. Acqua, Luce e Salute</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Apr 2018 07:08:24 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">di Veronica Tedeschi</p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">Quali sono le precondizioni per lo sviluppo di un Paese?</p>
<p align="JUSTIFY">Questa domanda può sembrare complicata ma ha delle risposte molto semplici: acqua, energia e sanità. Sono forse queste tre parole che stabiliscono la possibilità di evoluzione di un paese; le coltivazioni, i soldi e le capacità imprenditoriali sono solo secondarie.</p>
<p align="JUSTIFY">Acqua, partiamo dal bene primario, senza il quale le stesse coltivazioni appena citate non potrebbero esistere. L’Africa resta il continente maggiormente colpito dalla mancanza di acqua potabile. Secondo uno studio del Consiglio mondiale dell’acqua, nel mondo, il costo totale dell’insicurezza delle risorse idriche sull’economia globale è di circa 500 miliardi di dollari all’anno. Se a questo dato si aggiunge l’impatto ambientale, la cifra cresce ulteriormente, facendo aumentare di conseguenza malattie e decessi.</p>
<p align="JUSTIFY">Tra i paesi africani i più colpiti da questo problema troviamo Angola, Guinea equatoriale, Mozambico e Madagascar.</p>
<p align="JUSTIFY">La verità è però che in Africa di acqua ce n’è veramente molta e si trova tutta nel sottosuolo, si stima che ce ne sarebbe abbastanza da risolvere il problema dell’acqua di tutte le popolazioni africane. Qual è quindi il problema? Recuperare quest’acqua. Non ovunque ci sono pozzi e soprattutto non tutti gli Stati hanno risorse e competenze necessarie per costruirne di nuovi.</p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><i><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/acqua.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10615" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/acqua.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="812" height="435" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/acqua.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 812w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/acqua-300x161.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/acqua-768x411.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 812px) 100vw, 812px" /></a></i></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><em>Energia</em>, uno studio dell’Unesco ha dimostrato la correlazione tra la disponibilità della luce e il successo scolastico dei ragazzi. Nelle zone dell’Africa in cui arriva la corrente elettrica, bambini e adolescenti dedicano almeno un’ora serale allo studio. Se dire che l’80% di scuole e biblioteche nell’Africa subsahariana non dispone di elettricità non basta a convincerci, è sufficiente guardare una fotografia satellitare notturna. Come possiamo osservare nell’immagine qui sotto, nel continente africano le uniche macchie di luce sono a Lagos, Il Cairo, Nairobi e Johannesburg.</p>
<p align="JUSTIFY">Naturalmente la situazione non rimane critica solo in Africa, i “continenti neri” di questa fotografia rispecchiano anche all’indice di povertà mondiale.</p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/Arfrica-satellitare.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-10614" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/Arfrica-satellitare.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="485" height="520" /></a></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">Inoltre, la parola energia è strettamente connessa a nutrizione e sanità. Soprattutto nei paesi caldi la necessità di avere frigoriferi e freezer risulta fondamentale per la conservazione del cibo e per migliorare la dieta di tutti. Ancora, ci sono gli sforzi di molti dietro alla costruzione di ospedali nelle zone più remote del continente che però, senza energia e acqua, risulterebbero non funzionali e anzi, potrebbero trasformarsi in zone ad alto rischio di epidemie.</p>
<p align="JUSTIFY">Ultimo argomento ma non per importanza è quello che riguarda la sanità.Il mondo della sanità è strettamente collegato alle due risorse già citate, acqua ed energia elettrica.</p>
<p align="JUSTIFY">Per costruire ospedali non sono necessarie molte risorse, per farli funzionare, invece, sono necessari beni primari costanti e duraturi.</p>
<p align="JUSTIFY">Detto questo, la salute è sicuramente un aspetto chiave dello sviluppo umano ed economico e i numeri africani non tradiscono le aspettative. Gli stati più colpiti da ebola (Guinea, Liberia e Sierra Leone) hanno un sistema sanitario pubblico molto debole che non è stato in grado di fronteggiare un’emergenza di tale portata. Nello specifico, in questi paesi, ci sono circa 4 medici ogni 100mila abitanti (In Italia sono circa 375 medici ogni 100 mila abitanti).</p>
<p align="JUSTIFY">Infine, le malattie infettive sono la causa del 40% dei decessi nei Paesi in via di sviluppo, l’1% in quelli industrializzati. Nell’Africa sub sahariana in particolare, l’Hiv è ancora la prima causa di morte: 11,5%, e il 70% dei nuovi casi si sono verificati in Africa sub sahariana.</p>
<p align="JUSTIFY">Unico neo positivo in tutta l’Africa è il Rwanda che ha il 90% dei cittadini coperti da assicurazione sanitaria.</p>
<p align="JUSTIFY">Ovviamente, questo articolo non vuole essere esaustivo sulle cause di povertà dei paesi africani. Ci sarebbero ancora molti problemi da affrontare (come la terra, la politica e la stabilità sociale); in questo momento si vuole soltanto dare una visione su come beni e servizi primari, dati per scontati nella società occidentale, possano modificare le sorti di un Paese.</p>
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