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	<title>eritrei Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<title>eritrei Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Testimonianze da un CARA (Centro Accoglienza Richiedenti Asilo). We have a dream, di Matteo Chiarello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2018 08:31:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il tema delle migrazioni è un tema caldo, per la politica, per la società e per la nostra umanità. E&#8217; un tema che ci sta molto a cuore e il nostro modo per affrontarlo&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema delle migrazioni è un tema caldo, per la politica, per la società e per la nostra umanità. E&#8217; un tema che ci sta molto a cuore e il nostro modo per affrontarlo è quello di capire, di conoscere in presa diretta.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/41648589_2138285203104769_2527498999980621824_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11369" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/41648589_2138285203104769_2527498999980621824_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="280" height="393" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/41648589_2138285203104769_2527498999980621824_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 280w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/41648589_2138285203104769_2527498999980621824_n-214x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 214w" sizes="(max-width: 280px) 100vw, 280px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong> </em>ha rivolto alcune domande al regista Matteo Chiarello che ha visitato il CARA di Castelnuovo di Porto (Roma) e ha raccolto alcune testimonianze.</p>
<p>Ecco per voi il link al documentario <span style="color: #ff0000;">WE HAVE A DREAM</span> di Matteo Chiarello, che ringraziamo molto:</p>
<p><a href="https://vimeo.com/287419669?1&amp;ref=fb-share&width=1080&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0">https://vimeo.com/287419669?1&amp;ref=fb-share&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come nasce il suo interesse per il tema delle migrazioni?</p>
<p>Da sempre sono sensibile al tema della migrazione. Sono nato a Pordenone, da una famiglia</p>
<p>di migranti, fuggiti dall’Istria quando questa passò all’ex Jugoslavia per trasferirsi in Friuli, una regione di confine, crocevia di culture e genti diverse, meta poi negli anni ’60 di una forte immigrazione di lavoratori provenienti dal sud d’Italia. Sono cresciuto tra discussioni di appartenenza, integrazione e purtroppo anche di segregazione.</p>
<p>In che modo avete preparato il documentario?</p>
<p>La preparazione è stata graduale e istintiva. Oggi abito alle porte di Roma, vicino alla barriera autostradale di Castelnuovo di Porto dove una struttura della Croce Rossa Italiana è stata allestita a CARA (Centro di accoglienza per richiedenti asilo politico). Ogni giorno che rientravo a casa osservavo quella struttura a metà tra una caserma militare e una costruzione postmoderna.</p>
<p>Fuori, un andirivieni di persone, come anime perse, completamente dissociate dal contesto sociale e spesso vittime di ingiurie e disprezzo da parte della comunità locale, senza un motivo concreto o per qualche vicenda accaduta ma solo per supposizioni.</p>
<p>Ho sentito la forte necessità di entrare e ho chiesto al prefetto di Roma l’autorizzazione per una visita professionale e rendermi conto di persona di chi fossero gli ospiti di quella struttura aliena.</p>
<p>Con grande stupore ho scoperto che invece di Siriani la maggior parte dei richiedenti asilo sono Eritrei. Tutti arrivati con i barconi fatiscenti dalla Libia. Eritrea? Ma cosa succede in Eritrea? Perché non sono aggiornato e come me molti dei miei colleghi e amici?</p>
<p>Ho raccolto le testimonianze di 5 giovani ragazzi, poi attraverso una corrispondenza a distanza con dissidenti residenti in varie parti del mondo e documenti ufficiali Onu ho completato l’informazione sulla questione eritrea.</p>
<p>Come vivono i migranti nel centro di Castelnuovo di porto? I rifugiati eritrei sono già in contatto con la loro comunità a Roma e nel resto d’Italia?</p>
<p>Gli Eritrei all’interno del centro vivono bene per quanto possa essere piacevole una residenza forzata. La cooperativa che lo gestisce pare sia una delle più efficienti e sensibili.</p>
<p>Ciononostante l’iter previsto per un richiedente asilo è l’attesa di un documento che attesti lo status di rifugiato politico con il quale poi può essere ricollocato in altri paesi europei o rimanere in Italia per cominciare una nuova vita.</p>
<p>Fino a quel momento non può fare nulla. Non può lavorare perché sprovvisto di documenti e i bambini non possono essere iscritti a scuola. Non sarebbe un grosso problema, se non fosse che i tre mesi previsti per tale procedura in Italia possono diventare anni. Di qui il senso di insofferenza e sconforto che purtroppo spinge alcuni giovani a scappare dal centro e tentare l’ingresso in altri paesi illegalmente e con tutti i rischi che ne derivano. Tra loro gli Eritrei hanno un forte legame sia per necessità (si scambiano informazioni di ogni genere non avendo ufficialmente un governo che li supporti) sia per questioni religiose. Gli Eritrei sono molto devoti, il 50% sono Cristiani e l’altra metà musulmana e tra i diversi credi non c’è astio.</p>
<p>Ci può anticipare la vicenda di Ibrahim e la sua richiesta?</p>
<p>Ibrahim è l’ospite che rappresenta concretamente il paradosso di tutta questa situazione.</p>
<p>Una storia che ricorda i tanti destini bizzarri che sono appartenuti ai nostri nonni durante le guerre mondiali.</p>
<p>E’ arrivato in Italia quando ancora era minorenne. E’ originario della Guinea. Si è messo in viaggio per cercare il padre che non ha mai conosciuto. Si diceva che probabilmente era in Libia e Ibrahim è andato lì per cercarlo. E’ stato scambiato per un profugo e imprigionato nelle carceri. Una volta rilasciato, si è rimesso sulle tracce del padre ma qualcuno lo ha imbarcato su un gommone per raggiungere l’Italia insieme ad altri migranti, a sua insaputa! E’ difficile capire se chi lo ha imbarcato avesse a cuore le sorti di Ibrahim o lo avesse semplicemente ingannato.</p>
<p>Quali sono tutti gli argomenti e le riflessioni che vuole esporre con questo lavoro?</p>
<p>Profughi, migranti irregolari, clandestini, rifugiati: c’è tanta confusione quando si utilizzano questi aggettivi. Uomini, donne e bambini che naufragano sulle nostre coste senza che nessuno sappia bene la loro storia, la loro provenienza, le loro motivazioni. E quando c’è ignoranza lo sciacallo è sempre pronto a divulgare con successo l’antica paura per lo straniero al fine di biechi e oscuri obiettivi perlopiù personali, siano essi politici o economici.</p>
<p><span style="color: #000000;">Con questo documentario ho voluto scoprire e far conoscere chi risiede nei centri di accoglienza allo scopo di informare al meglio le tante persone che, in mancanza delle giuste nozioni, si abbandonano a giudizi e pregiudizi che oscurano sempre più questo nostro momento storico.</span></p>
<p><em>We have a dream</em><span style="color: #000000;">, perché tutti dobbiamo avere un sogno. Per i migranti è scontato, per noi un po’ meno.</span></p>
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		<item>
		<title>Quando le infezioni comuni sono scambiate per scabbia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2015 04:48:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; L&#8217;Associazione per i Diritti Umani ha rivolto alcune domande alla Dott.ssa Rosamaria Vitale, chirurgo, psicologa, volontaria sulle navi di Mare Nostrum e da anni collaboratrice di Medici Volontari Italiani. Si è presa cura&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/06/19/quando-le-infezioni-comuni-sono/">Quando le infezioni comuni sono scambiate per scabbia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
&nbsp;</p>
<p>L&#8217;Associazione<br />
per i Diritti Umani ha rivolto alcune domande alla Dott.ssa Rosamaria<br />
Vitale, chirurgo, psicologa, volontaria sulle navi di Mare Nostrum e<br />
da anni collaboratrice di Medici Volontari Italiani. Si è presa cura<br />
dei migranti siriani ed eritrei che hanno stanziato alla stazione<br />
Centrale di Milano. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ringraziamo<br />
moltissimo la dottoressa per le precisazioni.</p>
<p>&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<p>Qual<br />
è la situazione attuale e quali gli interventi sanitari che avete<br />
offerto ai migranti?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La<br />
situazione dei migranti non è cambiata rispetto ad un anno fa: noi<br />
abbiamo iniziato a lavorare con i siriani che, nella maggior parte<br />
dei casi, hanno solo malattie da raffreddamento o scottature,<br />
malattie comuni e ben curabili, nell’ottobre 2013.</p>
<p>Con<br />
gli eritrei abbiamo attivato l’ambulatorio mobile&nbsp; a maggio<br />
del 2014; andando direttamente sui Bastioni Di Porta Venezia. Essi<br />
presentano molte patologie che riguardano la cute,&nbsp; per cui nei<br />
primi mesi in cui mi sono occupata di loro ho dovuto molto spesso<br />
accompagnarli &nbsp;al dipartimento di Dermatologia del Policlinico<br />
dove venivano fatte tutte le analisi necessarie per distinguere tra i<br />
casi di scabbia e i casi di impetigine. La scabbia è causata da un<br />
acaro e l’impetigine da batteri di vari tipi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da<br />
quali fattori sono causati queste malattie?</p>
<p>Le<br />
infezioni cutanee, le impetigini, &nbsp;sono causate da molti<br />
fattori. Innanzitutto dai faticosissimi viaggi che loro devono<br />
compiere: Eritrea, Sudan, Libia, Italia.&nbsp;Già nei campi<br />
profughi la situazione è terribile (pochissimo cibo, una scodella di<br />
riso, una volta al giorno). Poi, già &nbsp;così debilitati,<br />
affrontano il viaggio nel deserto, arrivano in Libia dove sono tenuti<br />
in capannoni fatiscenti, ammucchiati uno accanto all’altro. &nbsp;Ed<br />
infine il viaggio in mare, su battelli stracolmi dove devono rimanere<br />
seduti nelle stessa posizione per giorni interi, immersi fino alla<br />
vita nell’acqua salata. Ed anche dopo lo sbarco, non hanno né<br />
abiti né biancheria con cui cambiarsi, portano gli stessi pantaloni<br />
e magliette per mesi e mesi. Così nascono le infezioni .</p>
<p>La<br />
scabbia, invece, è causata da un animaletto che si incunea<br />
attraverso alcune zone precise del corpo (tra le dita delle mano,<br />
nell&#8217;incavo delle ascelle, tra le dita dei piedi ). Si può vedere il<br />
percorso dell’acaro sotto pelle.</p>
<p>Il<br />
giorno precedente a quello in cui la ASL ha messo il suo presidio<br />
medico alla stazione Centrale, avevo visto 49 eritrei: 3 di loro<br />
avevano la scabbia, 35 l&#8217;impetigine e gli altri il mal di gola e<br />
dolori vari. Dal rapporto rilasciato dalla &nbsp;Asl nel giorno<br />
successivo emerge esattamente il contrario. Nello stesso giorno &nbsp;un<br />
ragazzo si presentato al presidio medico della &nbsp;Asl dicendo :<br />
“Ho la malaria”. Per quanto improbabile, dopo la visita medica ,<br />
visto che comunque aveva la febbre, lo abbiamo lo inviato ad un<br />
Pronto Soccorso, dove gli è stata diagnosticata una polmonite.<br />
&nbsp;Purtroppo, però, sui giornali è stato scritto: sospetta<br />
malaria. <br />E da lì sono partite tutte le fantasie sulle epidemie<br />
incombenti di scabbia e malaria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come<br />
si fa a diagnosticare la scabbia?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In<br />
teoria si dovrebbero fare degli esami approfonditi, ma in pratica è<br />
molto facile da diagnosticare &nbsp;perché ha dei sintomi e segni<br />
ben precisi. Il prurito, le zone in cui si manifesta, ed i percorsi<br />
dell’acaro. La scabbia non si prende stando vicino alla persona, ma<br />
si contrae se si dorme nello stesso letto, se ci si scambiano&nbsp; i<br />
vestiti, ci si siede sulla stesso sedile di stoffa.</p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
E’<br />
importante isolare i 4 o 5 casi accertati e curarli senza infondere<br />
la paura e condannare l&#8217;intero gruppo di migranti.
</div>
<p>
L’accoglienza<br />
è stata spostata ora lateralmente alla Stazione Centrale, In<br />
Piazza Duca d’Aosta 23. Da lì i migranti in arrivo saranno<br />
smistati nei vari centri. Ora i posti letto nei dormitori sono<br />
passati da 800 a 1500 e si spera che possano essere accolti tutti. In<br />
questo modo è probabile che possano a quel punto usufruire anche dei<br />
servizi igienici e delle docce, in modo da evitare il contagio anche<br />
tra di loro. </p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
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<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://3.bp.blogspot.com/-hF5tlWPG9zs/VYO6vRapykI/AAAAAAAAC0U/tFIzpMJ8QLY/s1600/11414701_10207033372820819_82176496_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="192" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/06/11414701_10207033372820819_82176496_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="320" /></a></div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://1.bp.blogspot.com/-oRDW8Ib2hR8/VYO6vMh8V9I/AAAAAAAAC0Y/WFHSezqV0O0/s1600/11541183_10207033360740517_134530173_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="320" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/06/11541183_10207033360740517_134530173_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="240" /></a></div>
<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Migranti e accoglienza a Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2015 06:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione per i Diritti Umani in collaborazione con il Centro Asteria PRESENTA DIRITTI AL CENTRO: MIGRANTI e ACCOGLIENZA A MILANO Alla presenza di Pierfrancesco Majorino (assessore alle Politiche sociali) Caterina Sarfatti (legale presso il&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>L&#8217;Associazione<br />
per i Diritti Umani</b></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>in<br />
collaborazione con il Centro Asteria</b></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>PRESENTA</b></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>DIRITTI<br />
AL CENTRO:</b></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b><br />MIGRANTI<br />
e ACCOGLIENZA A MILANO</b></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Alla<br />
presenza di </b><b>Pierfrancesco<br />
Majorino (assessore alle Politiche sociali)  Caterina Sarfatti<br />
(legale presso il Comune di Milano) e LEMNAOUER AHMINE (regista)</b></div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="overview-summary-current"></a><br />
 
 </div>
</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione2">
<table border="0" cellpadding="2" cellspacing="0" style="width: 592px;">
<tbody>
<tr>
<td width="220">
    <a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="overview-summary-past"></a></p>
</td>
<td valign="TOP" width="363"></td>
</tr>
<tr>
<th width="220">
</th>
<td width="363"></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div dir="LTR" id="Sezione3">
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>DOMENICA<br />
  10 MAGGIO</b></div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>ORE<br />
  17.30</b></div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
presso</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>CENTRO<br />
 ASTERIA</b></div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
Piazza<br />
 Carrara 17.1, ang. Via G. Da Cermenate (MM Romolo, Famagosta)</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L’<b>Associazione<br />
 per i Diritti Umani</b><br />
 presenta il terzo appuntamento della serie di incontri dal titolo<br />
 “<b>DiRITTI<br />
 AL CENTRO</b>”,<br />
 che affronta, attraverso incontri con autori, registi ed esperti,<br />
 temi che spaziano dal lavoro, diritti delle donne in Italia e<br />
 all’estero, minori, carceri, immigrazione&#8230;</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
 ogni incontro l’Associazione per i Diritti Umani<b><br />
 </b>attraverso<br />
 la sua vicepresidente <b><br />
 Alessandra Montesanto</b>,<br />
 saggista e formatrice, vuole dar voce ad uno o più esperti della<br />
 tematica trattata e, attraverso uno scambio, anche con il pubblico,<br />
 vuole dare degli spunti  di riflessione sull’attualità e più in<br />
 generale sui grandi temi dei giorni nostri.</div>
<div align="CENTER" style="line-height: 0.18cm; margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
 questo incontro dal titolo MIGRANTI E ACCOGLIENZA A MILANO si<br />
 affronterà il tema delle MIGRAZIONI: quali le politiche sbagliate<br />
 in Europa, quali quelle locali per l&#8217;accoglienza dei migranti,<br />
 profughi e dei rifugiati. Come Milano ha accolto i siriani e gli<br />
 etiopi e molto altro. Presentazione del dossier “Milano, come<br />
 Lampedusa?” con inserti del documentario intitolato “La<br />
 trappola”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione4">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>IL<br />
 DOSSIER</b></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="width: 643px;">
<tbody>
<tr>
<td valign="TOP" width="643">
<div style="font-weight: normal;">
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="main-content"></a>Migliaia<br />
    di profughi attraversano il Mediterraneo per raggiungere<br />
    l&#8217;Europa. Molti di loro approdano a Milano che è terra di<br />
    passaggio e spazio umanitario da cui ripartire per raggiungere i<br />
    Paesi desiderati. Questo libro racconta il vissuto delle fatiche,<br />
    speranze, difficoltà e delle assenze di alcuni e distrazioni di<br />
    altri.
    </div>
<p>    <b>PIERFRANCESCO<br />
    MAJORINO</b></p>
<div style="font-weight: normal;">
<br />
&nbsp;<br />
Pierfrancesco<br />
    Majorino, politico e scrittore, è nato a Milano, città dove<br />
    vive e lavora, nel 1973.<br />Dal 2011 è l&#8217;Assessore alle<br />
    Politiche sociali e Cultura della salute della Giunta Pisapia e<br />
    Vicepresidente nazionale della Rete Città sane.<br />E&#8217; membro<br />
    dell&#8217;Assemblea nazionale del Partito Democratico. </div>
<div style="font-weight: normal;">

    </div>
<div style="font-weight: normal;">

    </div>
<p><b>CATERINA<br />
    SARFATTI</b></p>
<div style="font-weight: normal;">

    </div>
<p>    <a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="top-card"></a>Legale<br />
    e consulente del Comune di Milano. Precedentemente ha fatto parte<br />
    del Consiglio d&#8217;Europa per i rifugiati e  della <a href="https://www.linkedin.com/vsearch/p?company=Fédération+Internationale+des+Droits+de+l'Homme&amp;trk=prof-0-ovw-prev_pos&utm_source=rss&utm_medium=rss">Fédération<br />
    Internationale des Droits de l&#8217;Homme</a>.</p>
<p></p>
<div style="text-decoration: none;">
<b>LEMNAOUER<br />
    AHMINE</b></div>
<div style="font-weight: normal;">

    </div>
<p>Ahmine<br />
    nasce in Algeria ma vive da anni in <u><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia?utm_source=rss&utm_medium=rss">Italia</a></u>,<br />
    dove si è trasferito definitivamente nel 1994. Segue corsi sul<br />
    cinema e sulla TV. Dopo una lunga esperienza come <u><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pubblicità?utm_source=rss&utm_medium=rss">pubblicitario</a></u>,<br />
    approda alla realizzazione di <u><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Documentario?utm_source=rss&utm_medium=rss">documentari</a></u><br />
    per la <u><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Televisione?utm_source=rss&utm_medium=rss">TV</a></u>,<br />
    che raccontano spesso il viaggio e l&#8217;incontro. I suoi lavori sono<br />
    stati premiati in vari festival nazionali e internazionali.</p>
<div style="font-weight: normal;">

    </div>
<div style="font-weight: normal;">

    </div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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			</item>
		<item>
		<title>A un anno da quei corpi nel Mare Nostrum</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2014 03:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[asilo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[eritrei]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Frontex]]></category>
		<category><![CDATA[frontiera]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[Mare Nostrum]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mare Nostrum: non come bene comune, ma nel senso in cui ne parlava Mussolini. Un mare che serviva a colonizzare, a schiavizzare, ad assoggettare. E in quello stesso mare, esattamente un anno fa, il&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Mare<br />
Nostrum: non come bene comune, ma nel senso in cui ne parlava<br />
Mussolini. Un mare che serviva a colonizzare, a schiavizzare, ad<br />
assoggettare. E in quello stesso mare, esattamente un anno fa, il 3<br />
ottobre 2013, sono morte tante, troppe persone: uomini, donne,<br />
ragazzi, bambini. </p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/10/1113988619.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/10/1113988619.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="125" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Forse<br />
pochi ricordano che la maggior parte di loro proveniva dall&#8217;Eritrea,<br />
proprio uno dei Paesi dell&#8217;Africa orientale vittima delle manie<br />
imperialiste, ma così legato all&#8217;Italia per la cultura che, per<br />
anni, ha caratterizzato le sue città: scuole, monumenti, lingua,<br />
letteratura&#8230;Quanti eritrei hanno sognato il Belpaese negli anni del<br />
Fascismo e quanti, oggi, tentano di venire qui, sognando un futuro<br />
migliore, un futuro libero da una nuova, contemporanea dittatura. Ma<br />
molti di loro, quel 3 ottobre di un anno fa, non ce l&#8217;hanno fatta:<br />
sono naufragati, anonimi, in quelle acque che dovevano significare<br />
salvezza.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Cosa è<br />
cambiato da allora? Frontex si è inasprita, militarizzando terra e<br />
mare, invece di aprire corridoi umanitari e ai funerali è stato<br />
ufficialmente invitato l&#8217;ambasciatore eritreo in Italia,<br />
probabilmente complice del dittatore Isaias Afewerki. Quindi poco è<br />
cambiato, anzi.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
A<br />
proposito dei funerali: le commemorazioni delle vittime non sono<br />
state fatte a Lampedusa, come logico che fosse, ma ad Agrigento;<br />
erano stati annunciati i funerali di Stato, che non sono stati mai<br />
effettuati; ma, soprattutto, non sono stati invitati i parenti e gli<br />
amici di tutte quelle persone che erano fuggite per cercare rifugio.<br />
Nessun rifugio in vita, nessun rispetto in morte.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
A loro e<br />
ai loro parenti &#8211; di cui si stanno cercando le generalità, per dare<br />
degna sepoltura ai loro cari &#8211; dedichiamo queste poche righe. Perchè<br />
almeno la Memoria serva da monito.
</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>E si riaprono i CIE</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2014/09/08/e-si-riaprono-i-cie/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2014 04:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Asl]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[CIE]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Coppola]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[eritrei]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
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		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cari lettori, riportiamo l&#8217;articolo di Alessandra Coppola uscito sabato 30 agosto 2014 sul Corriere della Sera. Rifugiati, piano accoglienza Cie aperto dal 15 settembre Nel centro di via Corelli i primi 140 profughi. La&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
Cari lettori,</p>
<p>riportiamo l&#8217;articolo di Alessandra<br />
Coppola uscito sabato 30 agosto 2014 sul Corriere della Sera.</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/09/1113988619.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/09/1113988619.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="156" width="400" /></a></div>
<div align="RIGHT">
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="width: 642px;">
<tbody>
<tr>
<td width="642">
<div style="text-align: left;">
</p>
<p>Rifugiati, piano accoglienza <br />Cie aperto dal 15 settembre <br /> Nel centro di via Corelli i primi 140 profughi. La struttura «prestata» per sei mesi dal Viminale al Comune. Allestita un’area dormitorio anche all’ex Palasharp &nbsp;&nbsp;&nbsp; </div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
<div dir="LTR" id="Sezione2">
 Comincia lunedì 15 settembre la<br />
 nuova (provvisoria) vita del Centro di identificazione ed espulsione<br />
 (Cie) di via Corelli, «prestato» per sei mesi dal Viminale al<br />
 Comune per far fronte all’«emergenza profughi». <br />Lunedì, in<br />
 Prefettura, saranno definiti gli ultimi dettagli, tempo due<br />
 settimane ed entreranno nella struttura appena rinnovata i primi 140<br />
 rifugiati (tanti quanti sono gli attuali posti letto). Quindi, sarà<br />
 fatto spazio per altri ospiti ancora, sfruttando tutte le aree<br />
 disponibili. Contemporaneamente, alle spalle dell’ex Palasharp,<br />
 verrà allestito un nuovo centro-dormitorio per un centinaio di<br />
 persone, poco lontano dalla struttura gestita dalla cooperativa<br />
 Farsi Prossimo (Caritas) in via Padre Salerio. Qualche esperimento è<br />
 stato fatto già in estate, da settembre diventerà questo il<br />
 secondo principale pilastro della nuova strategia comunale<br />
 sull’«emergenza». <br />«È in corso una riorganizzazione del<br />
 sistema dei luoghi di accoglienza &#8211; spiega l’assessore alle<br />
 Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino -, che si baserà<br />
 fondamentalmente sulle aree di via Corelli e dell’ex Palasharp.<br />
 Questo darà la possibilità &#8211; continua &#8211; di chiudere<br />
 progressivamente le strutture di via Fratelli Zoia o di via Aldini,<br />
 per esempio, sulle quali ha gravato tantissimo l’emergenza<br />
 quest’anno».<br />
 </p>
<h5 class="western">
Accoglienza a<br />
 famiglie siriane ed eritree</h5>
<p>L’assessore l’aveva già<br />
 annunciato prima della pausa estiva: un «turnover» degli spazi<br />
 cittadini pensato in modo da alternare i quartieri sotto pressione.<br />
 Da mesi, poi, Majorino era in trattativa con i rappresentanti del<br />
 governo per ottenere che la struttura di via Corelli non riaprisse<br />
 come Cie. Il Centro era stato chiuso lo scorso dicembre dopo<br />
 numerose rivolte, incendi e danneggiamenti. Da gennaio era stata<br />
 avviata la ristrutturazione e al tempo stesso era stata bandita una<br />
 nuova gara per la gestione, scaduto il contratto con la Croce Rossa.<br />
 Il nuovo corso è stato affidato a una società francese esperta di<br />
 carceri, la Gepsa, che avrebbe dovuto far ripartire l’attività<br />
 del Cie a settembre. A luglio, però, il Comune ha ottenuto a Roma<br />
 la promessa di una destinazione d’uso provvisoria. E i nuovi<br />
 gestori, assieme agli ex dipendenti della Croce Rossa riassunti,<br />
 fino a marzo non si occuperanno di immigrati irregolari in attesa di<br />
 espulsione, ma di famiglie prevalentemente siriane ed eritree, in<br />
 fuga da guerra e dittatura. 
 </div>
<h5 class="western">
«Aspettiamo il<br />
presidio dell’Asl in stazione»</h5>
<p>
Gli ultimi dati, appena calcolati a<br />
Palazzo Marino, contano tra il 18 ottobre 2013 e lo scorso 27 agosto<br />
un passaggio a Milano di 29.625 rifugiati, di cui la grandissima<br />
maggioranza siriani (21.145). L’ultimo mese è stato il più<br />
impegnativo, con una media di 272 arrivi al giorno e 1.153 ospiti a<br />
notte. Una situazione ancora complicata, segnalano al Comune, che<br />
richiede ancora la collaborazione del governo e degli altri enti<br />
locali. «Molte delle nostre richieste sono state accolte &#8211; dice<br />
ancora Majorino -, siamo però ancora in attesa di un presidio medico<br />
permanente dell’Asl in stazione. Ci sarebbe già il luogo adatto,<br />
nell’ex ambulatorio al binario 21. Manca la volontà di Asl, Grandi<br />
Stazioni e, soprattutto, della Regione, che a parole dice di avere a<br />
cuore la salute dei milanesi, ma poi non interviene».</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Milano come Lampedusa?</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2014/07/30/milano-come-lampedusa/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2014 04:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
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		<category><![CDATA[siriani]]></category>
		<category><![CDATA[società immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cari lettori abbiamo intervistato per voi Pierfrancesco Majorino &#8211; Assessore alle Politiche sociali presso il Comune di Milano &#8211; e Caterina Sarfatti &#8211; funzionario del settore Affari Internazionali &#8211; autori del dossier Milano, come&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
Cari<br />
lettori abbiamo intervistato per voi Pierfrancesco Majorino &#8211;<br />
Assessore alle Politiche sociali presso il Comune di Milano &#8211; e<br />
Caterina Sarfatti &#8211; funzionario del settore Affari Internazionali &#8211;<br />
autori del dossier <i>Milano,<br />
come Lampedusa?. Dossier sull&#8217;emergenza siriana </i>(Novecento<br />
Editore).</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Ringraziamo<br />
molto il Dott. Majorino e la Dott.ssa Sarfatti per il tempo che ci<br />
hanno dedicato. </p>
</div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/07/cover-722x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/07/cover-722x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="400" width="281" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quante<br />
sono ad oggi, in percentuale, le persone che hanno richiesto asilo a<br />
Milano e quante sono riuscite a trovare una sistemazione? Qual è la<br />
percentuale tra uomini, donne e bambini?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Majorino:<br />
Stiamo parlando di dati complessi, comunque l&#8217;impressione che abbiamo<br />
è che stiamo parlando dello 0,1%, cioè 13-14 persone su 14500 che<br />
si fermano qui. Tutti se ne vogliono andare. In prospettiva la<br />
percentuale potrebbe modificarsi leggermente se si intensificasse la<br />
presenza degli eritrei. A differenza dei siriani &#8211; che se ne vogliono<br />
andare via tutti &#8211; gli eritrei potrebbero richiedere l&#8217;asilo qui, ma<br />
queste sono nostre supposizioni.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
quello che riguarda la composizione di genere e generazionale, le<br />
cose cambiano molto tra siriani ed eritrei: i siriani hanno circa il<br />
36% composto da bambini e ragazzini, gli eritrei invece sono in<br />
grande maggioranza maschi e non ci sono minori.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dott.ssa<br />
Sarfatti, nel libro si è occupata della parte normativa: ci può<br />
spiegare, da questo punto di vista, come Milano può dare<br />
accoglienza?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sarfatti:<br />
Milano può fare quello che sta facendo perchè, essendo una realtà<br />
locale, dal punto di vista normativo, purtroppo, può fare poco: in<br />
questo momento stiamo registrando in modo totalmente informale le<br />
persone, ma questa registrazione non ha alcun tipo di valore legale<br />
perchè la gestione dei flussi è del Paese ospitante o di transito,<br />
fin quando l&#8217;immigrazione è di competenza nazionale.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Una<br />
delle proposte che noi avanziamo nel gestire Milano come Lampedusa è<br />
quella di riconoscere alle città europee un ruolo che loro già<br />
esercitano <i>de facto<br />
</i>nell&#8217;accoglienza,<br />
ma anche nella gestione dei flussi perchè ormai le grandi metropoli<br />
sono punti nodali per il passaggio dei migranti e per l&#8217;integrazione.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Come<br />
città abbiamo richiesto di procedere a delle ipotesi normative che<br />
possano dare protezione a queste persone: l&#8217;idea più forte è la<br />
direttiva n. 55 del 2001 dell&#8217;UE che, se fosse applicata (cosa mai<br />
successa), potrebbe dare protezione immediata e temporanea ai<br />
profughi provenienti dalla Siria in tutti i 28 Paesi Membri. Oppure,<br />
come ultima spiaggia, potrebbe esserci l&#8217;applicazione dell&#8217;articolo<br />
20 del Testo Unico: è un dispositivo nazionale che potrebbe dare<br />
protezione legale e rendere regolari queste persone per 6 mesi<br />
rinnovabili tramite un permesso temporaneo. Il governo italiano lo<br />
aveva applicato nel 2011 nel caso dei cittadini provenienti dalla<br />
Tunisia e aveva avuto una serie di complicanze a livello politico<br />
europeo, ma almeno era servito a proteggerli.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Che<br />
cosa si potrebbe fare di più e cosa possiamo fare noi cittadini<br />
milanesi?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Majorino:<br />
Per quello che riguarda l&#8217;azione dei cittadini, quello che si può<br />
fare concretamente è sostenere il percorso di accoglienza,<br />
partecipando da volontari, portando vestiti o materiale<br />
igienico-sanitario oppure, banalmente, parlarne.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Questo<br />
flusso di migranti in transito definisce una nuova categoria nelle<br />
politiche riguardanti la migrazione, una categoria che è stata<br />
rimossa perchè l&#8217;Europa e l&#8217;Italia si sono concentrate sulla<br />
problematica dell&#8217;arrivo e dell&#8217;accoglienza stabile e strutturale o<br />
del respingimento. Noi oggi, invece, stiamo intercettando una<br />
tipologia inedita che deriva dal fatto che la migrazione non è<br />
influenzata &#8211; come si dice spesso &#8211; da quel che succede “al di là”<br />
del Mediterraneo, ma da quello che succede “al di qua”: cioè, i<br />
Paesi in crisi della vecchia Europa non sono più attrattivi per i<br />
migranti, ma dai Paesi in crisi i migranti devono passare. Questo<br />
svela l&#8217;inappropriatezza delle norme e delle regole che accompagnano<br />
i processi di regolarizzazione e integrazione in Europa e,quindi,<br />
chiama anche la necessità di azioni differenti oppure chiama il<br />
fatto che le poche norme esistenti e utili vengano effettivamente<br />
utilizzate.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
I<br />
cittadini possono parlare di tutto questo e togliere dal cono d&#8217;ombra<br />
i profughi in transito dai nostri Paesi che rischiano &#8211; proprio<br />
perchè  l&#8217;invisibilità si accompagna con l&#8217;assenza di scelte<br />
politiche &#8211; di non essere accompagnati nel loro itinerario di<br />
speranza.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Sarfatti:<br />
C&#8217;è un principio normativo che verrebbe incontro alla situazione che<br />
descriveva Pierfrancesco e che è stato proposto dall&#8217;Italia<br />
all&#8217;ultimo Consiglio europeo del giugno scorso, ma che non è stato<br />
accettato: si tratta del principio del “mutuo riconoscimento”,<br />
quello per cui se io vengo riconosciuto come rifugiato in uno dei<br />
Paesi Membri, ho lo stesso identico trattamento in tutti gli altri<br />
Paesi Membri. Invece oggi succede che, se vengo riconosciuto come<br />
rifugiato, posso transitare regolarmente e fare il turista, ma non<br />
sono riconosciuto come cittadino comunitario: non posso lavorare,<br />
accedere al sistema sanitario, etc.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Nel<br />
dossier sono raccolte molte voci: potete anticiparci, ad esempio,<br />
quella di Titty Cherasien o di Christopher Hein?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Sarfatti:<br />
Titty Cherasien racconta del suo legame emotivo, oltre che<br />
biografico, con la Siria e con i luoghi da cui proviene parte della<br />
sua famiglia. Christopher Hein, come Direttore del Consiglio italiano<br />
per i Rifugiati, fa un ragionamento più complessivo su quali siano i<br />
problemi e le sfide dell&#8217;asilo e dell&#8217;accoglienza in Italia.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Come<br />
verranno utilizzati i proventi del libro?</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Majorino:<br />
Per l&#8217;acquisto di materiale igienico-sanitario da destinare<br />
soprattutto ai bambini.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
E&#8217;<br />
stata una decisione dell&#8217;editore e noi, come autori, l&#8217;abbiamo<br />
accettata.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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