<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>esseriumani Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/esseriumani/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/esseriumani/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Mon, 04 Nov 2024 09:13:50 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>esseriumani Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/esseriumani/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Dossier statistico Immigrazione 2024</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/11/04/dossier-statistico-immigrazione-2024/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/11/04/dossier-statistico-immigrazione-2024/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 09:13:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[dossier]]></category>
		<category><![CDATA[esseriumani]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[IDOS]]></category>
		<category><![CDATA[inclusionesociale]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[nuovegenerazioni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Valdesi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17768</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confronti. Si è tenuta ieri presso il Teatro Orione a Roma la presentazione del&#160;34° Dossier Statistico Immigrazione&#160;a cura di&#160;IDOS, in collaborazione con&#160;Confronti&#160;e l’Istituto di&#160;Studi Politici “S. Pio V”. «Questo è un anno importante per&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/11/04/dossier-statistico-immigrazione-2024/">Dossier statistico Immigrazione 2024</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dos.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="640" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dos-1024x640.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17770" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dos-1024x640.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dos-300x188.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dos-768x480.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dos.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Confronti<em>. Si è tenuta ieri presso il Teatro Orione a Roma la presentazione del&nbsp;<strong>34° Dossier Statistico Immigrazione&nbsp;</strong>a cura di&nbsp;<strong>IDOS</strong>, in collaborazione con&nbsp;<strong>Confronti</strong>&nbsp;e l’Istituto di&nbsp;<strong>Studi Politici “S. Pio V”</strong>.</em></p>



<p>«Questo è un anno importante per noi perché festeggiamo i 20 anni di costituzione del Centro Studi e Ricerche Idos, e lo è ancora di più in tempi così difficili, nei quali le politiche migratorie in Italia e in Europa investono sempre meno nell’integrazione e sempre più in politiche vessatorie e repressive. Se vogliamo costituire una società più giusta e vivibile dobbiamo farlo insieme ai giovani, e il nostro compito è fornire loro quegli strumenti conoscitivi e culturali che possano permettergli di leggere nella maniera più corretta il loro tempo, in modo tale che siano protagonisti attivi e non passivi della loro vita. Il dossier è un’opera polifonica, raccoglie una pluralità di contributi e approcci scientifici, è scritto da più di cento autori, tra cui ci sono esperti e studiosi autorevoli a livello sia nazionale che internazionale, con un background e prospettive diverse, pertanto è un’opera molto pluralistica», ha introdotto<strong>&nbsp;Luca Di Sciullo</strong>, presidente del&nbsp;<a href="https://www.dossierimmigrazione.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Centro Studi e Ricerche IDOS</a>, che ha presentato il nuovo Rapporto, giunto alla 34esima edizione e realizzato, in collaborazione il&nbsp;<a href="https://confronti.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Centro Studi e rivista&nbsp;</a><a href="https://confronti.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>Confronti</em></a>, e l’<a href="https://www.istitutospiov.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Istituto di Studi Politici “S. Pio V”</a>,&nbsp; grazie al sostegno dell’Otto per Mille della&nbsp;<a href="https://www.ottopermillevaldese.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Tavola Valdese</a>.</p>



<p>Il direttore di&nbsp;<em>Confronti</em>&nbsp;<strong>Claudio Paravati&nbsp;</strong>ha aggiunto: «Siamo tante e tanti oggi qui, ma siamo ancora di più in tutta Italia, perché questa presentazione sta avvenendo in contemporanea con decine di altre città. È una grande comunità che a livello nazionale, almeno una volta l’anno, si riunisce e discute insieme, e questa è una cosa molto preziosa, resa possibile da un’opera come il Dossier Statistico Immigrazione. Importante è anche la grande presenza di studenti di scuola superiore e universitari, perché ci permette di lavorare insieme a livello intergenerazionale».</p>



<p>«Questo lavoro rappresenta il nostro modo di vivere la fede cristiana, perché, secondo noi, la dimensione del credente è strettamente legata a quella del cittadino, e il Dossier racchiude in sé tutto quello che ci piacerebbe fosse un progetto finanziato dai fondi dell’Otto per Mille.  Noi non utilizziamo questi fondi per finalità di culto, ma abbiamo scelto di utilizzarli soltanto per finalità culturali, sociali e umanitarie, e un’iniziativa come quella del Dossier le incorpora tutte e tre. E&#8217; un’iniziativa culturale, perché fornisce dei dati sulla base di analisi scientificamente provate, fondamentali per fare delle scelte politiche illuminate ed eliminare molte false narrazioni. Poi c’è l’elemento sociale, sia perché viene trattato un tema che racconta i mutamenti che stanno avvenendo non solo nella società italiana, ma a livello globale; ma anche perché su questo tema si giocano le diverse visioni di società. La società può essere infatti aperta o chiusa, solidale o competitiva, plurale o illusoriamente uniforme, democratica e fondata sui diritti umani e le libertà fondamentali oppure autoritaria, in sostanza può essere più eguale o vedere una crescita delle diseguaglianze, quindi più o meno felice. Poi c’è il tema umanitario perché, sebbene il Dossier abbia un approccio scientifico e fornisca una serie di dati, è sempre presente l’idea che si sta parlando di esseri umani e di impegno umanitario», ha dichiarato la moderatora della Tavola Valdese <strong>Alessandra Trotta</strong>.</p>



<p><strong>Luca Di Sciullo&nbsp;</strong>ha sottolineato: «Secondo l’antropologo e filosofo francese René Girard, autore di&nbsp;<em>La violenza e il sacro</em>, tutti abitiamo le città fondate da Caino perché, dopo aver assassinato il fratello Abele diventò, “costruttore di città”. Pertanto, ci sarebbe un fratricidio fondativo alla base della nostra convivenza, cosiddetta civile, e l’omicida che si è impadronito del potere, recidendo il vincolo di fratellanza con questo atto di violenza, è diventato il legislatore. La prima conseguenza è che queste leggi, da una parte giustificano il potente che le scrive e ne legittimano la violenza, dall’altra rendono questa violenza fondativa esemplare, innescando nella società una catena di ulteriori atti violenti compiuti a imitazione del potente. La seconda conseguenza è che questa&nbsp;<em>escalation</em>&nbsp;di violenza alimenta in maniera endemica tutta una serie di mali sociali, come la corruzione, la criminalità, la disoccupazione, la povertà e così via, e finisce per indebolire i legami tra i cittadini. Quando questo accade diventa necessario ricorrere a un metodo che permetta di incanalare altrove tutta la tensione e la rabbia sociale che si accumulano, così da salvaguardare la tenuta dell’ordine sociale e quindi anche il sistema di potere. In casi come questo, l’individuazione di un capro espiatorio diventa un rito catartico con cui periodicamente la società ripete in maniera collettiva la stessa violenza fondativa da cui ha tratto origine. Prendendo in esame le tre chiavi di lettura di Girard, ovvero la scrittura e riscrittura di leggi che rispecchiano la violenza fratricida del fondatore, il desiderio di imitazione del potente che a ogni passaggio di mano innalza sempre più il tasso di spietatezza del legislatore, e il ricorso al capo espiatorio come un oggetto sacrificale su cui scaricare la rabbia collettiva per rinsaldare l’identità della comunità, è evidente quanto ognuno di questi tre punti sia incredibilmente calzante per capire a fondo le dinamiche che hanno mosso le politiche migratorie e gli atteggiamenti dominanti verso i migranti negli ultimi decenni sia in Italia che in Europa. Gli immigrati sono diventati infatti, da almeno trent’anni, il capro espiatorio di tutti i mali endemici del Paese, e i governanti di turno hanno concorso, chi con azioni, chi con omissioni a spogliarli di ogni più elementare diritto e tutela, per poi a ridurli a una condizione di inferiorità che ne ha fatto dei perfetti oggetti sacrificali».</p>



<p><strong>Nawal Soufi</strong>, attivista per i diritti umani, impegnata sulla rotta balcanica, ha sottolineato nel video che inviato per l’evento: «Mi occupo di migranti in cammino lungo le varie rotte migratorie. Quello che cerco di fare, e che ho cercato di fare in questi anni, è di monitorare la violenza di frontiera, denunciare gli abusi che si consumano davanti ai miei occhi tutti i giorni, sia nelle zone di frontiera che nei vari campi e centri di accoglienza. Qui gli esseri umani vengono letteralmente parcheggiati, e la salute mentale dei migranti è molto a rischio, non solo a causa del largo uso di droghe e psicofarmaci, ma anche per il fatto che dopo uno o due anni nei centri di accoglienza i migranti perdono la loro voglia di vivere e di fare qualcosa in Europa. Le situazioni sono tante, diverse e il lavoro di denuncia deve essere accompagnato a quello di supporto ai migranti, sia per la fornitura di beni di prima necessità, che per il supporto legale e sanitario. Sulla rotta balcanica si vivono molteplici situazioni di violenza. Se prima la violenza riguardava solo le guardie di frontiera, ora bisogna affrontare anche i trafficanti che rapiscono anche donne, minori o famiglie intere, per poi richiedere un riscatto. Le forze dell’ordine lasciano che i trafficanti portino avanti queste attività illegali e spesso i migranti non denunciano queste situazioni per timore di ripercussioni sulle loro famiglie. Cerco di essere positiva e di dare speranza ai migranti ma so che la situazione è sempre più grave».</p>



<p><strong>Noura Ghazoui</strong>, presidente del CoNNGI – Coordinamento Nazionale delle Nuove Generazioni Italiane, ha aggiunto: «È importante che nel dibattito pubblico vengano coinvolte le nuove generazioni. Il Dossier è una luce che va accolta, perché ci dà modo di riflettere e di mettere in risalto i dati concreti che servono per poter mettere in atto delle strategie e dei percorsi per migliorare la nostra società, che spesso preferisce continuare a brancolare nel buio.&nbsp; Quindi ringraziamo tantissimo tutti coloro che hanno contribuito a questo lavoro.&nbsp; Il CoNNGI vuole creare un filo diretto con le nuove generazioni e fare dell’inclusione un potente motore di cambiamento. Non avendo scelto di intraprendere un viaggio o un percorso di migrazione, ma essendo per lo più nati e cresciuti in Italia, ci definiamo nuove generazioni con background migratorio, facciamo dell’inclusione un potente motore di cambiamento, e crediamo fermamente che l’inclusione sociale non sia solo un obiettivo, ma una responsabilità collettiva. Il nostro impegno è verso un mondo in cui tutti possiamo camminare insieme senza lasciare nessuno indietro».</p>



<p>«Qui stiamo presentando un Dossier statistico ma quello che stiamo facendo non è semplicemente esporre dei numeri, ma costruire una narrazione. A questo tavolo dall’inizio non si è sentito parlare di “seconde generazioni migranti”, cosa di cui invece si parla ancora nei media e anche nella politica ma di “background migratorio” che è molto diverso, perché non riguarda persone che hanno un percorso migratorio ma che sono nate e cresciute in Italia. C’è un filo di continuità tra i nuovi italiani e i vecchi migranti, un filo che non si può spezzare ed è molto presente, ma quando parliamo di migrazione parliamo di un’identità che ha diversi volti. Anche i percorsi migratori possono essere diversi. Io mi occupo di un tipo di migrazione di cui nel mio ambito formativo non si parla abbastanza, ovvero della migrazione femminile, a cui il Dossier ha dato largo spazio. Quella femminile è una migrazione intersezionale ovvero genere, status sociale, orientamento sessuale, religioso e tipo di migrazione. Spesso la migrazione viene trattata in modo generico, ma ogni migrazione ha la sua specificità e il Dossier ha il pregio di approfondire tutti questi aspetti» – ha aggiunto&nbsp;<strong>Sonia Lima Morais</strong>, scrittrice e presidente dell’Associazione Donne Capoverdiane.</p>



<p><strong>Paolo De Nardis</strong>, presidente dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, ha concluso: «Quest’anno siamo stati costretti a un maggiore realismo e pessimismo, perché stiamo vivendo una situazione che non si trova sempre a gioire. Dobbiamo far riferimento al dramma della normativa italiana e europea in cui c’è tanta crudeltà crescente. Quando parliamo delle nostre iperdemocratiche società occidentali abbiamo in mente l’idea di un individuo staccato dagli altri detentore di una libertà assoluta. &nbsp;Ma l’individuo da solo non esiste, l’individuo è sempre un individuo sociale che esiste in una società, quindi è un individuo che si basa sulla libertà nel sociale e sulla coesistenza. Altrimenti non ci sarebbe società, ci sarebbe soltanto il sopruso e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo».</p>



<p>Ha coordinato i lavori <strong>Claudio Paravati</strong>, direttore del Centro Studi Confronti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dossier-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="712" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dossier-1-712x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17771" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dossier-1-712x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 712w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dossier-1-209x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 209w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dossier-1-768x1104.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dossier-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 972w" sizes="(max-width: 712px) 100vw, 712px" /></a></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/11/04/dossier-statistico-immigrazione-2024/">Dossier statistico Immigrazione 2024</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/11/04/dossier-statistico-immigrazione-2024/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Art(e)Attualità”. Luce e Forza, una spiritualità contemporanea dell&#8217;arte</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/10/30/arteattualita-luce-e-forza-una-spiritualita-contemporanea-dellarte/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/10/30/arteattualita-luce-e-forza-una-spiritualita-contemporanea-dellarte/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Oct 2023 08:05:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art(E)attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[artiste]]></category>
		<category><![CDATA[artisti]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[BuenosAires]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[culto]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[esseriumani]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[latinoamerica]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[opere]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[umanità]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17243</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto “Luce e Forza. Arte e spiritualità nel nuovo millennio” è aperta al pubblico fino al 13 novembre al Museo d&#8217;Arte latinoamericana di Buenos Aires (MalBA); si tratta di una mostra dedicata&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/10/30/arteattualita-luce-e-forza-una-spiritualita-contemporanea-dellarte/">“Art(e)Attualità”. Luce e Forza, una spiritualità contemporanea dell&#8217;arte</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9555-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9555-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17244" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9555-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9555-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9555-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9555-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9555-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>“Luce e Forza. Arte e spiritualità nel nuovo millennio” è aperta al pubblico fino al 13 novembre al Museo d&#8217;Arte latinoamericana di Buenos Aires (MalBA); si tratta di una mostra dedicata all&#8217;omonimo sindacato dei lavoratori dell&#8217;energia elettrica che riunisce opere degli ultimi vent&#8217;anni attraverso le quali gli artisti esplorano il terreno della spiritualità contemporanea, quando l&#8217;arte è ormai da tempo indipendente dalle istituzioni religiose.</p>



<p>Già nel 1911,&nbsp;Wassily Kandinky&nbsp;opponeva “il canto rude del materialismo” alla “notte spirituale”: Lara Marmor&nbsp;, curatrice della mostra, ha scelto però di affrontarla da una prospettiva più vicina nel tempo e nello spazio a partire da una domanda ambigua e complessa che il suo testo curatoriale pone: “In che modo la sovrapposizione di credenze, pratiche e conoscenze spesso ancestrali che compongono quella cosa così sfuggente che potremmo chiamare spiritualità contemporanea ci incide e ci costituisce?” Marmor&nbsp;ha riunito un gruppo di artisti nati tra gli anni &#8217;70 e la fine degli anni &#8217;80, una generazione entrata in scena negli anni 2000, la cui infanzia “si svolge nel passaggio dalla dittatura al fervore della primavera alfonsinista.&nbsp;Figli della libertà, canticchiano “Part of the Religion” e ascoltano&nbsp;Babasónico&nbsp;(il cui nome deriva dall&#8217;aver mescolato, per caso, The&nbsp;<em>Jetsons</em>&nbsp;con il guru indù&nbsp;Sai Baba&nbsp;).&nbsp;In&nbsp;<em>Luz y Fuerza</em>&nbsp;convivono elettricità e bioenergetica, medicina allopatica e medicine complementari o alternative, tra gli altri “sintomi di fenomeni più profondi o semplicemente parte di una costellazione che ci circonda…, il tofu guadagna terreno sulla bistecca di chorizo, e lo yoga compete con la ginnastica localizzata.&nbsp;Nelle liste&nbsp;<em>dei best-seller</em>&nbsp;, i libri di autoaiuto condividono lo spazio con le enciclopedie dei funghi e le guide astrologiche più sofisticate”, afferma la Marmor.&nbsp;Agli antipodi, i discorsi scientifici offrono un panorama di poche e fatali certezze.</p>



<p>In questo contesto, le opere in mostra si aprono alla sperimentazione, rompendo “i binomi uomo/natura, razionalità/spiritualità, mente/corpo e, basandosi sull’umorismo, sull’ironia o sulla più profonda ricerca spirituale, si rendono conto che energia e forza trasformativa sono fondamentali in questi momenti di cambiamento”, dice.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9570-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9570-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17245" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9570-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9570-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9570-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9570-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9570-2048x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Ai piedi delle scale si eleva l&#8217;alto soffitto della prima sala interrata del museo, che funge da introduzione.&nbsp;Sono appese sei sculture della serie&nbsp;<em>Ave Miseria</em>&nbsp;(2016) che&nbsp;Carlos Herrera&nbsp;realizza con piume, fieno, vestiti e tessuti vari combinati con oggetti personali e trovati.&nbsp;Si tratta di pezzi che l&#8217;artista ricompone ad ogni performance, che a volte fungono da cornice per le sue performance che rivelano un problema tra fede, corpo e sessualità.</p>



<p>Qui si confrontano con altre e molto diverse idee sulla fede, come la serie&nbsp;<em>Towards the Land I Will Show You</em>&nbsp;(2018), di&nbsp;Ana Vogelfang&nbsp;, un gruppo di ritratti dipinti su paia di scarpe e abbinati alla pelle.&nbsp;L&#8217;artista dice che, secondo la tradizione ebraica, se qualcuno sogna che un morto viene a prendergli le scarpe, significa che la morte presto prenderà il dormiente.&nbsp;&#8220;Ecco perché le scarpe dei morti non dovrebbero essere usate&#8221;, dice Vogelfang e sostiene anche che questi lavori parlano di come certi oggetti abbiano un&#8217;anima o assumano una vita propria.&nbsp;</p>



<p>Sulla parete di fondo,&nbsp;Belén Romero Gunset&nbsp;presenta i dipinti da lei realizzati “come piattaforma visiva per diffondere il Metodo S1, costruito sulla base di alcune idee provenienti da Baruch Spinoza&nbsp;”.&nbsp;Il metodo punta a conquistare la gioia e le indicazioni sono organizzate in base alla geometria e al colore, accompagnate da emoticon che possono essere intese come simboli pagani.</p>



<p>Nella stessa stanza, una scatola di pelle nera lascia un lato aperto per entrare e sedersi a leggere all&#8217;interno, dove due scaffali offrono libri sulle cui copertine sono scritti i titoli famosi della filosofia francese del XX secolo, coprendo una collezione di volumi di auto-aiuto. L’opera, <em>Heavy Mental: Apocryphal Library (remastered)</em> (2005-2023), mescola due universi presentati come opposti: “L’heavy metal è una sottocultura marginale, ma allo stesso tempo massiccia e popolare. Anche la filosofia ha questa dualità: da un lato è pensiero elevato; d&#8217;altra parte, un filosofo è qualcuno marginale all&#8217;interno della cultura occidentale. In entrambi i casi possiamo trovare segni di identità e di appartenenza”, afferma l&#8217;artista Gastón Pérsico .</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9581-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9581-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17246" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9581-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9581-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9581-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9581-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9581-2048x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>In uno spazio angusto delimitato da pareti nere, viene proiettato&nbsp;<em>Diario</em>&nbsp;(2010) di&nbsp;Nicolás Mastracchio&nbsp;, che incanala gli alti e bassi emotivi della sua crisi personale in un momento in cui “aveva iniziato a studiare formalmente l&#8217;astrologia”. Nel video cerca aiuto o condivide questa esperienza personale con molto umorismo e crudezza, cercando empatia nel pubblico.&nbsp;Poco prima di passare al resto delle sale ci si imbatte in&nbsp;<em>Creatures</em>&nbsp;(2023) del duo&nbsp;Bernardo Zabalaga&nbsp;e&nbsp;Lucía Reissig, opera che può essere portata al guinzaglio per accompagnare il tour.&nbsp;“Sono una via di mezzo tra un animale domestico e un oggetto di attaccamento”, definisce Marmor, “un luogo dove stare e riposare.&nbsp;Sculture viventi con anima, chiamata a sperimentare il senso della famiglia, della convivenza e della reciproca educazione;&nbsp;essere accuditi e prendersi cura di sé attraverso uno scambio che trascende le dicotomie soggetto/oggetto, sé/altro”.</p>



<p>La ricerca della curatrice l&#8217;ha portata a studiare il progetto della villa giapponese e come in quella tradizione ha organizzato l&#8217;esposizione come la sequenza delle stanze, il rapporto tra gli spazi interni ed esterni, il colore della parete, che è un tono neutro, &#8220;non un bianco.” stridente né un grigio.”Dopo l’introduzione o preludio, la mostra si svolge in quattro sale consecutive con alcune finestre rivolte verso l’esterno e dove le opere non sono organizzate secondo una gerarchia, ma piuttosto attorno “a una tensione tra il vuoto di una parete mentre quello sullo sfondo, c&#8217;è un altro lavoro più eterogeneo;&nbsp;una cadenza in cui circoli e incontri situazioni diverse.</p>



<p>Nella prima sala si può osservare una serie di disegni che&nbsp;Eduardo Navarro&nbsp;ha realizzato basandosi sul suono del proprio cuore mentre passeggiava per New York, (<em>Body</em>&nbsp;2023).&nbsp;Riguardo a quest&#8217;opera l&#8217;artista ritiene che “ogni suono contiene un&#8217;immagine, il corpo è come un disco su cui è registrata un&#8217;informazione sonora che, anche se non la si sente, è lì, in attesa di riverberare e di liberarsi come un&#8217;eco interiore”. .” .&nbsp;Nel suo lavoro, Navarro è solita “investigare le modalità di comunicazione con i fenomeni naturali, esplorando il limite incerto che ci definisce come esseri umani”, riassume la curatrice.</p>



<p>Martín Legón&nbsp;presenta due spot pubblicitari originali della serie&nbsp;<em>Deeply Artificial Trees</em>&nbsp;(2016), in cui si osserva un intreccio tra l&#8217;industria farmaceutica e un riferimento all&#8217;arte come garanzia di benessere emotivo: l&#8217;Arte è o no una medicina, un farmaco (in senso greco) per l&#8217;anima e quindi anche per il corpo?</p>



<p>Bruno Dubner espone una serie di fotografie che registrano cognomi che si riferiscono all&#8217;ebraismo, esposte su targhe, vetrate e manifesti nei quartieri di Balvanera, Barrio Norte e Once a Buenos Aires. “Nel suo interesse per la qualità astratta dell&#8217;immagine, il linguaggio fotografico è attraversato da questioni di ordine spirituale”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9588-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9588-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17247" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9588-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9588-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9588-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9588-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9588-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>Al centro della stanza attigua, due gambe di manichino si aprono dall&#8217;inguine per unire le piante dei piedi, in una postura tipica delle lezioni di yoga, che dà il nome all&#8217;opera Vadaconasana (2010), di&nbsp;<em>Diego</em>&nbsp;Bianchi&nbsp;.&nbsp;.&nbsp;La parte superiore del “corpo” non è più riconosciuta come umana.&nbsp;L&#8217;artista “è solito gestire diverse variabili di tensione: controllo e non controllo alternativamente;&nbsp;l&#8217;esercizio spirituale e individuale&#8230;, la rigidità materiale del corpo del manichino e la plasticità corporea che lo yoga esige;&nbsp;attraversare il dolore per accedere al benessere”, afferma Marmor.</p>



<p>Alle pareti è appeso un ritratto di&nbsp;Marisa Rubio&nbsp;nel ruolo di&nbsp;Helena Líndelen&nbsp;, oltre a una selezione dei suoi mandala del 2012. Líndelen si è dedicata a insegnare la tecnica per realizzare questi disegni, che sono anche un supporto materiale per la meditazione.&nbsp;L&#8217;insegnante ha partecipato ad uno degli esercizi del metodo esposto nella&nbsp;<em>Teoria del lavoro recitativo quotidiano&nbsp;per un performer</em>&nbsp;che propone un tipo di performance davanti ad un pubblico che non ha consapevolezza di esserlo.&nbsp;</p>



<p>In un angolo tra due pareti adiacenti della stessa stanza, Paula Castro mostra <em>Everything is fine, ok</em>(2018), che avrebbe potuto anche intitolarsi “Benvenuta angoscia e ansia” –dice l’artista–. Il lavoro proviene dalla serie <em>Black Marker Color Wheel</em> , che utilizza diversi tipi di pennarelli per creare la propria tavolozza di neri. Nonostante “l’ottimismo alla fine abbia trionfato”, commenta il curatore, “anche se questo non significa che siamo meno vicini a comprendere questa emozione, molte volte come fenomeno disciplinare o come imperativo”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9595-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9595-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17248" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9595-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9595-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9595-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9595-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9595-2048x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Nello spazio adiacente, è possibile ammirare un grande dipinto di&nbsp;Nicolás Domínguez Nacif&nbsp;, realizzato tra il 2007 e il 2014, che è anche un&#8217;invocazione al sole della sua provincia natale, San Juan.&nbsp;Le opere di&nbsp;Ana Won&nbsp;,&nbsp;<em>The Brides</em>&nbsp;(2022) e&nbsp;<em>Pronuncia su nombre a la noche</em>&nbsp;(2023), sulla parete opposta, sono realizzate in stato di trance e “mescolano, come in un vortice, diverse materialità, linguaggi e tradizioni che cercano di evocare l’ignoto”, afferma la Marmor.</p>



<p>Nell&#8217;ultima delle sale della sequenza,&nbsp;Mariana Tellería&nbsp;espone otto opere&nbsp;<em>Untitled</em>&nbsp;(2012) della serie&nbsp;<em>God Believes in Me</em>&nbsp;, che descrive come collane pendenti.&nbsp;Riguardo a loro dichiara: “Tendo a realizzare operazioni geometriche proiettate su qualsiasi cosa, è un esercizio costante, a volte intuitivo e a volte di un razionalismo cartesiano in cui mi interessano più le battute che le verità”.</p>



<p>L&#8217;ultima delle pareti, variegata di opere, riunisce dipinti a grafite di Roberta Di Paolo e dipinti a collage di Daniel Leber che combinano iconografia e simboli di diverse tradizioni e, su un supporto basso, una serie di sculture di Laura Códega con bottiglie di liquore bevande. Tra questi <em>la Fontana dei desideri</em> (2012), un oggetto rituale riempito di vino e dal quale vengono chiesti desideri con la speranza che si avverino.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9603-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9603-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17249" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9603-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9603-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9603-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9603-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/IMG-9603-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/10/30/arteattualita-luce-e-forza-una-spiritualita-contemporanea-dellarte/">“Art(e)Attualità”. Luce e Forza, una spiritualità contemporanea dell&#8217;arte</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/10/30/arteattualita-luce-e-forza-una-spiritualita-contemporanea-dellarte/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando l&#8217;essere umano diventa merce</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/06/07/quando-lessere-umano-diventa-merce/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/06/07/quando-lessere-umano-diventa-merce/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jun 2022 09:23:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[contrasto]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[esseriumani]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[illegalità]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[merce]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[organi]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento]]></category>
		<category><![CDATA[traffico]]></category>
		<category><![CDATA[tratta]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16400</guid>

					<description><![CDATA[<p>Di Ilaria Damiani Una miniera di diamanti in Africa – immagine tratta dal sito “Gem Rock Auctions”. Nel film di Martin Scorsese “Blood Diamond”, protagonista l’attore Leonardo Di Caprio e ambientato nella Sierra Leone&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/06/07/quando-lessere-umano-diventa-merce/">Quando l&#8217;essere umano diventa merce</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/ila.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="667" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/ila.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16401" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/ila.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/ila-300x195.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/ila-768x500.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Di Ilaria Damiani</p>



<p>Una miniera di diamanti in Africa – immagine tratta dal sito “Gem Rock Auctions”.</p>



<p>Nel film di Martin Scorsese “Blood Diamond”, protagonista l’attore Leonardo Di Caprio e ambientato nella Sierra Leone del 1999, il pescatore Solomon (Djimon Hounsou), durante la guerra civile, viene catturato da una fazione ribelle, separato dalla famiglia, deportato in un campo per prigionieri e costretto ai lavori forzati in una miniera di diamanti. Con crudezza il film ci fornisce, nel contesto della narrativa, uno spaccato dell’attività criminale della tratta dell’essere umano, perpetrata da uomini senza scrupoli per i loro loschi affari.</p>



<p>Quali gli elementi caratterizzanti di questo grave atto delittuoso? L’assenza totale del consenso della persona che subisce il crimine e il suo sfruttamento, a prescindere dal trasferimento o meno in un altro Paese.</p>



<p>L’articolo 3 del Protocollo 1 delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale stabilisce che <em>“la tratta di persone”</em> consiste nel “ <em>reclutamento, trasporto, trasferimento, alloggiamento o accoglienza di persone con la minaccia di ricorrere alla forza, o con l&#8217;uso effettivo della forza o di altre forme di coercizione, mediante il rapimento, la frode, l&#8217;inganno, l&#8217;abuso di autorità o una situazione di vulnerabilità, o con l&#8217;offerta o l&#8217;accettazione di pagamenti o di vantaggi al fine di ottenere il consenso di una persona avente autorità su di un&#8217;altra ai fini dello sfruttamento. Lo sfruttamento include, come minimo, lo sfruttamento della prostituzione di altre persone, o altre forme di sfruttamento sessuale, lavori o servizi forzati, schiavismo o prassi affini allo schiavismo, servitù o prelievo di organi</em>.”</p>



<p>La tratta e la conseguente riduzione in schiavitù delle persone hanno origini nell’antichità: chi vinceva una guerra riduceva in schiavitù il popolo che la perdeva.</p>



<p>Oggigiorno questo problema coinvolge oltre 40 milioni di persone, soprattutto in Africa: il Global Slavery Index, nel 2018, ha evidenziato che 9.2 milioni di individui vivono nel suddetto Paese in condizioni di schiavitù. Il 40% delle vittime del traffico umano è costretto ai lavori forzati (nel campo dell’agricoltura, della pesca, nelle miniere e nelle industrie). Queste persone lavorano in condizioni di lavoro pericolose, in ambienti abusivi e non ricevono alcuna paga.</p>



<p>Il 63 % delle vittime del traffico umano è costretto ad un matrimonio forzato. Molte di queste sono bambine: le giovani ragazze (secondo l’ILO) vengono cedute dalle stesse famiglie per poter ripagare i debiti, per avere del denaro in cambio o per risolvere le controversie tra le famiglie.</p>



<p>Il Global Slavery Index ha stimato che oltre 400.000 persone in Africa sono vittime di sfruttamento sessuale. Questa cifra rappresenta circa l’8 % di tutte le persone (bambini compresi) &#8211; a livello mondiale &#8211; vittime di sfruttamento sessuale.</p>



<p>Per alcuni paesi africani (ad esempio Nigeria e Sud Sudan), a causa dei conflitti, è difficile reperire dati certi, per cui è probabile che essi siano sottostimati. Nella Repubblica Democratica del Congo si rileva invece il più alto tasso di vittime del traffico umano: ben il 26,3% di esse è situato in questo Paese. Invero lo Stato ha ottenuto alcuni progressi nell’attività di contrasto della tratta delle persone, impegnandosi fra l’altro nella lotta contro l’uso dei bambini in guerra, promulgando leggi che criminalizzano tutte le forme di traffico sessuale e alcune forme di sfruttamento lavorativo. Tuttavia, questi interventi non si possono definire sufficienti ad arginare il fenomeno.</p>



<p>Il traffico umano viene considerato la versione moderna della schiavitù e l’attività criminale più sviluppata al mondo, dopo lo spaccio e il commercio della droga (Cfr; Wiki- note 36-37-Tratta Esseri Umani-Jeremy Haken, in Transnational Crime In The Developing World).</p>



<p>Le Nazioni Unite dividono la tratta degli esseri umani in tre categorie: traffico sessuale, traffico lavorativo e il traffico degli organi.</p>



<p><strong>Il traffico sessuale</strong>. Secondo le Nazioni Unite, il traffico sessuale è la forma più di diffusa di traffico umano. Riguarda gli uomini, le donne e i bambini. Lo sfruttamento può essere di diverso tipo: la mera prostituzione, la pornografia, la pedofilia. A queste vittime viene fatto credere che l’attività che svolgono sia una forma legittima di lavoro. Le violenze, le vessazioni e la manipolazione psicologica sono all’ordine del giorno. Chi viene sfruttato sessualmente rischia di contrarre malattie veneree che spesso hanno un esito fatale.</p>



<p><strong>Traffico lavorativo. </strong>Il lavoro forzato è sempre esistito, fin dalla notte dei tempi. Basti ricordare, ad esempio, la famosissima schiavitù degli ebrei da parte dei faraoni egizi, raccontata nell’Antico Testamento. Secondo il Global Slavery Index, la schiavitù per debiti in Africa costituisce da sola il 54% dello sfruttamento lavorativo. È questo il fenomeno del “peonaggio” che l’Enciclopedia Treccani definisce come una “<em>particolare forma di lavoro forzato, per secoli diffusa soprattutto nei paesi di dominazione spagnola e derivata dal costume, introdotto dai conquistatori, di anticipare denaro agli indigeni, esigendo in corrispettivo che lavorassero la terra per retribuzioni minime fino a estinzione del debito”,</em> rendendo in tal modo le obbligazioni assunte impossibili da estinguere e costringendo di fatto la vittima a rimanere schiava per sempre.</p>



<p><strong>Il traffico di organi. </strong>In un report del 2021 dell’Interpol è emerso che il traffico degli organiin Nord Africa è una questione preoccupante, in quanto <em>“i gruppi criminali si approfittano della disperazione dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati e li costringono a vendere i loro organi. I migranti minorenni non accompagnati sono soggetti ad un particolare rischio di essere soggetti al traffico di organi.”</em>L’Africa è un terreno fertile per questo tipo di crimine perché la legislazione non è forte e al contempo esiste una grave povertà. È un mercato fiorente, altamente lucrativo: un compratore può spendere in media 150 mila dollari per un organo vitale, mentre il donatore riceve invece una cifra esigua.</p>



<p><strong>Lo schema</strong></p>



<p>La tipica vittima del traffico umano vive in un paese caratterizzato da una forte instabilità politica, da persecuzioni (sia di tipo religioso che politico), da povertà diffusa e scarsità di lavoro. In questo contesto si inserisce il reclutatore: egli cerca specificatamente persone che vivono in condizioni critiche e che desiderano migliorare la propria condizione. La ricerca avviene attraverso i media, le agenzie del lavoro, i contatti locali. Spesso, lo stesso reclutatore condivide un passato simile a quello delle sue vittime.</p>



<p>Poiché l’instabilità politica, la corruzione e la povertà rendono difficile per i più deboli l’ottenimento di un passaporto, diventa invece molto facile per i reclutatori ingannarli, offrendo loro i documenti necessari per il viaggio e la prospettiva di una vita migliore. Una volta che la vittima cade nella trappola, rimane ingabbiata nei loschi traffici dell’organizzazione criminale.</p>



<p><strong>Si rilevano due tipi di traffici: esterno e interno.</strong></p>



<p><strong>Il traffico interno</strong> o domestico, avviene all’interno dello stesso paese. La gente è costretta ad abbandonare le aree rurali di origine per spostarsi in quelle urbane, dove viene sfruttata in diversi tipi di attività illecite.</p>



<p><strong>Il traffico internazionale</strong> consiste, invece, nel reclutare e spostare le persone da un paese ad un altro. Rispetto a quello domestico, questo tipo di traffico è di dimensioni maggiori e anche le richieste sono più numerose. Esso viene gestito da organizzazioni criminali internazionali.</p>



<p>Nell’ambito di entrambi i traffici le persone sfruttate subiscono ulteriori vessazioni quali: stupri, torture, intimidazioni verbali giornaliere. Il passaporto viene confiscato e la libertà di movimento viene ridotta.</p>



<p>Copiosa è la produzione dei provvedimenti legislativi per far fronte al grave problema del traffico di esseri umani, che tuttavia ad oggi non è stato ancora debellato, anche a causa della difficoltà ad individuare le proporzioni del fenomeno, non disponendo di dati precisi ed inequivocabili. Infatti, le stime fornite dalle Organizzazioni non governative e dall’ONU non esprimono valori conformi, né esistono in merito statistiche rappresentative. (Cfr; Wiki -Tratta Esseri Umani- note 3-4-5-6-7-).</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/06/07/quando-lessere-umano-diventa-merce/">Quando l&#8217;essere umano diventa merce</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/06/07/quando-lessere-umano-diventa-merce/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tratta e sfruttamento delle donne nigeriane: l’impatto delle politiche di esternalizzazione sul diritto alla protezione</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/06/07/tratta-e-sfruttamento-delle-donne-nigeriane-limpatto-delle-politiche-di-esternalizzazione-sul-diritto-alla-protezione/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/06/07/tratta-e-sfruttamento-delle-donne-nigeriane-limpatto-delle-politiche-di-esternalizzazione-sul-diritto-alla-protezione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2021 07:40:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[dirittodiasilo]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[esseriumani]]></category>
		<category><![CDATA[genere]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[nigeria]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[rimpatrio]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento]]></category>
		<category><![CDATA[traffico]]></category>
		<category><![CDATA[traffiking]]></category>
		<category><![CDATA[tratta]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15384</guid>

					<description><![CDATA[<p>(da asgi.it) Il contenimento della mobilità dalla Libia e il ricorso ai progetti di rimpatrio cd. volontario hanno un impatto specifico sull’accesso alla protezione delle persone migranti. Il presente focus analizza, attraverso cinque approfondimenti, il&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/06/07/tratta-e-sfruttamento-delle-donne-nigeriane-limpatto-delle-politiche-di-esternalizzazione-sul-diritto-alla-protezione/">Tratta e sfruttamento delle donne nigeriane: l’impatto delle politiche di esternalizzazione sul diritto alla protezione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image"><img src="https://sciabacaoruka.asgi.it/wp-content/uploads/2020/04/Benin_City-152-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-34080"/></figure>



<p>(da asgi.it) </p>



<p><em>Il contenimento della mobilità dalla Libia e il ricorso ai progetti di rimpatrio cd. volontario hanno un impatto specifico sull’accesso alla protezione delle persone migranti. Il presente focus analizza, attraverso cinque approfondimenti, il modo in cui le donne nigeriane sottoposte a tratta e bloccate in Libia vengono di fatto escluse dalla protezione internazionale ed esposte al rischio di re-trafficking.</em></p>



<p>Una delle vie per raggiungere l’Italia dalla Nigeria è quella che passa per la Libia, dove le donne e le ragazze inserite nelle reti della tratta sono nella maggior parte dei casi sottoposte a violenze e abusi.&nbsp;</p>



<p>Malgrado la condizione di estrema vulnerabilità, anche loro subiscono le conseguenze delle politiche di esternalizzazione dei controlli di frontiera messe in atto in Libia dall’Italia con il sostegno delle organizzazioni internazionali. Tali politiche sono finalizzate a impedire l’attraversamento del Mediterraneo verso l’Italia e a tracciare canali di mobilità forzata verso i paesi di origine e verso paesi di transito che diventano “hub” per il controllo e la selezione della mobilità.</p>



<p>In altre parole, le donne vittime di tratta si trovano sempre più spesso di fronte alla scelta obbligata di rientrare nel proprio paese di origine attraverso programmi di rimpatrio “volontario” gestiti dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni e finanziati dall’UE e dai suoi stati membri fra cui, in primo piano, l’Italia.</p>



<p><strong>Il presente<em>&nbsp;focus</em>&nbsp;fornisce uno sguardo sugli effetti delle politiche di esternalizzazione sul fenomeno della tratta dalla Nigeria e sull’effettivo accesso alla protezione delle donne che vi sono soggette.</strong></p>



<p>Il contributo di<strong> Odinakaonye Lagi </strong>analizza i fattori sociali, culturali e storici che determinano la marginalizzazione sistemica delle donne nello Stato di Edo, in Nigeria, e come tale struttura renda possibile il dilagare della tratta. Lagi ripercorre inoltre quali sono gli strumenti, in primo luogo normativi, messi in campo dalle autorità per arginare il fenomeno e per proteggere le donne e quali le principali criticità e inefficienze di tale sistema di protezione. </p>



<p><a rel="noreferrer noopener" href="https://sciabacaoruka.asgi.it/wp-content/uploads/2021/05/Lagi-Le-intricate-relazioni-esistenti-tra-tradizioni-pratiche-culturali-e-violenza-di-genere.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>LE INTRICATE RELAZIONI ESISTENTI TRA TRADIZIONI, PRATICHE CULTURALI E VIOLENZA DI GENERE NELLO STATO DI EDO, IN NIGERIA, E LA TRATTA DI ESSERI UMANI PER SFRUTTAMENTO SESSUALE</strong></a></p>



<p><strong>Enrica Rigo</strong> e <strong>Nazzarena Zorzella</strong> analizzano i sistemi di protezione per le donne sottoposte a tratta presenti nell’ordinamento italiano, le loro criticità, le loro potenzialità e le attuali evoluzioni giurisprudenziali. In particolare, Enrica Rigo approfondisce la questione della rilevanza del genere e della persecuzione di genere in relazione al riconoscimento della protezione internazionale con particolare riferimento alle condizioni che determinano l’esposizione alla tratta. Nazzarena Zorzella pone a confronto le tutele per le donne sottoposte a tratta derivanti dal sistema della protezione internazionale e dal sistema previsto dall’art. 18 del Testo unico immigrazione e la complessa questione della collaborazione e cooperazione con le autorità per l’accesso alla protezione. </p>



<p><a rel="noreferrer noopener" href="https://sciabacaoruka.asgi.it/wp-content/uploads/2021/05/Rigo-La-rilevanza-del-genere.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>LA RILEVANZA DEL GENERE NELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE DELLE DONNE VITTIME DI TRATTA</strong></a><a rel="noreferrer noopener" href="https://sciabacaoruka.asgi.it/wp-content/uploads/2021/05/zorzella-il-sistema-di-protezione.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">IL SISTEMA DI TUTELA DELLE DONNE VITTIME DI TRATTA PROVENIENTI DALLA NIGERIA</a></p>



<p><strong>Federica Borlizzi</strong> espone nel dettaglio il rischio di re-trafficking a cui sono esposte le donne che vengono ricondotte in Nigeria dalla Libia e dal Niger attraverso i programmi di rimpatrio dell’OIM. </p>



<p><a rel="noreferrer noopener" href="https://sciabacaoruka.asgi.it/retrafficking-nigeria-rimpatri-volontari/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">NIGERIA: RISCHIO DI RE-TRAFFICKING E (IN)VOLUNTARY RETURN DELLE VITTIME DI TRATTA</a></p>



<p>Infine, <strong>Giulia Crescini </strong>e <strong>Cristina Cecchini</strong> forniscono una panoramica delle politiche di esternalizzazione e di come queste contribuiscano a un progressivo svilimento del diritto alla protezione delle donne soggette a tratta: l’impossibilità di raggiungere fisicamente l’Italia e il rinvio nel paese di origine attraverso il rimpatrio assistito, costituiscono nei fatti una vera e propria esclusione dal diritto di asilo. </p>



<p><a rel="noreferrer noopener" href="https://sciabacaoruka.asgi.it/wp-content/uploads/2021/05/cecchini-crescini-limpatto-delle-politiche-di-esternalizzazione.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">L’IMPATTO DELLE POLITICHE DI ESTERNALIZZAZIONE SUL DIRITTO DI ASILO DELLE VITTIME DI TRATTA</a><a rel="noreferrer noopener" href="https://sciabacaoruka.asgi.it/#facebook?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Facebook</a><a rel="noreferrer noopener" href="https://sciabacaoruka.asgi.it/#twitter?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Twitter</a><a rel="noreferrer noopener" href="https://sciabacaoruka.asgi.it/#linkedin?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">LinkedIn</a><a rel="noreferrer noopener" href="https://sciabacaoruka.asgi.it/#pinterest?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Pinterest</a><a rel="noreferrer noopener" href="https://sciabacaoruka.asgi.it/#email?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Email</a><a href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fsciabacaoruka.asgi.it%2Ffocus-nigeria%2F&amp;title=FOCUS%20NIGERIA?utm_source=rss&utm_medium=rss">Condividi</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/06/07/tratta-e-sfruttamento-delle-donne-nigeriane-limpatto-delle-politiche-di-esternalizzazione-sul-diritto-alla-protezione/">Tratta e sfruttamento delle donne nigeriane: l’impatto delle politiche di esternalizzazione sul diritto alla protezione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/06/07/tratta-e-sfruttamento-delle-donne-nigeriane-limpatto-delle-politiche-di-esternalizzazione-sul-diritto-alla-protezione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Urge una legge d&#8217;immigrazione italiana-europea e tutelare donne e minorenni dalla violenza e mercati neri</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/04/24/urge-una-legge-dimmigrazione-italiana-europea-e-tutelare-donne-e-minorenni-dalla-violenza-e-mercati-neri/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/04/24/urge-una-legge-dimmigrazione-italiana-europea-e-tutelare-donne-e-minorenni-dalla-violenza-e-mercati-neri/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Apr 2021 08:16:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[coste]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[esseriumani]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[governi]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[libiche]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[naufragio]]></category>
		<category><![CDATA[notizia]]></category>
		<category><![CDATA[organi]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[soluzione]]></category>
		<category><![CDATA[trafficanti]]></category>
		<category><![CDATA[traffico]]></category>
		<category><![CDATA[tragedia]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15245</guid>

					<description><![CDATA[<p>Immigrazione, Foad Aodi (Amsi);lo stesso film tragico nel mare e la fine annunciata con civili ,donne e bambini morti, ma senza nessuna soluzione concreta ad oggi. L&#8217;ennesima tragedia in mare, naufragio imbarcazione migranti a&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/04/24/urge-una-legge-dimmigrazione-italiana-europea-e-tutelare-donne-e-minorenni-dalla-violenza-e-mercati-neri/">Urge una legge d&#8217;immigrazione italiana-europea e tutelare donne e minorenni dalla violenza e mercati neri</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p><strong><em>Immigrazione, Foad Aodi (Amsi);lo stesso film tragico nel mare e la fine annunciata con civili ,donne e bambini morti, ma senza nessuna soluzione concreta ad oggi.</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="567" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-23-alle-07.53.41-1024x567.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15247" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-23-alle-07.53.41-1024x567.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-23-alle-07.53.41-300x166.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-23-alle-07.53.41-768x425.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-23-alle-07.53.41.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>L&#8217;ennesima tragedia in mare, naufragio imbarcazione migranti a largo delle coste libiche: a bordo c&#8217;erano 130 persone. Almeno 10 corpi già individuati. &#8220;Siamo indignati ,scioccati e molto delusa dalla politica per l&#8217;ennesimo film visto e rivisto con l&#8217;ennesima tragedia di uomini e donne e bambini nel mare per colpa del fallimento della politica e della diplomazia europea e internazionale con le loro promesse mai mantenute.In questi anni abbiamo assistito a due cose separate su due binari nel mediterraneo: da una parte la morte di innocenti nel mare per colpa dei trafficanti di esseri umani che agiscono indisturbati dall&#8217;altra parte l&#8217;immobilismo della politica che non ha saputo mettere in agenda soluzioni politiche e combattere l&#8217;immigrazione irregolare arrestando tutti i corrotti, trafficanti e violentatori di donne minorenni migranti .Cosi denuncia <strong>il Presidente dell&#8217;Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e la comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) Foad Aodi nonché membro &#8220;Registro Esperti&#8221; e commissione &#8220;Salute Globale&#8221; Fnomceo</strong> che lancia la proposta di una legge d&#8217;immigrazione italiana-europea con il rispetto dei diritti e doveri, l&#8217;attuazione degli accordi bilaterali e la difesa dei diritti umani, le donne e minorenni migranti che sono vittime due volte sia lo sfruttamento lavorativo che sessuale e del traffico d&#8217;organi.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/04/24/urge-una-legge-dimmigrazione-italiana-europea-e-tutelare-donne-e-minorenni-dalla-violenza-e-mercati-neri/">Urge una legge d&#8217;immigrazione italiana-europea e tutelare donne e minorenni dalla violenza e mercati neri</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/04/24/urge-una-legge-dimmigrazione-italiana-europea-e-tutelare-donne-e-minorenni-dalla-violenza-e-mercati-neri/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tunisia: via alle Carte diritti delle vittime tratta di persone</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/02/06/tunisia-via-alle-carte-diritti-delle-vittime-tratta-di-persone/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/02/06/tunisia-via-alle-carte-diritti-delle-vittime-tratta-di-persone/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2021 08:35:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[esseriumani]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazioale]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[lotta]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[persone]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[schiavitù]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[tratta]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15064</guid>

					<description><![CDATA[<p>In occasione della celebrazione della Giornata Nazionale per l&#8217;Abolizione della Schiavitù che ha avuto luogo il 23 gennaio scorso, l&#8217;Autorità tunisina per la Lotta alla Tratta delle Persone (Inltp), nell&#8217;ambito del Programma Congiunto PAII-T&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/02/06/tunisia-via-alle-carte-diritti-delle-vittime-tratta-di-persone/">Tunisia: via alle Carte diritti delle vittime tratta di persone</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="516" height="440" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/ca9a81f7013c69a405f4382ca9ee66c1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15065" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/ca9a81f7013c69a405f4382ca9ee66c1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 516w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/ca9a81f7013c69a405f4382ca9ee66c1-300x256.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 516px) 100vw, 516px" /></figure>



<p>In occasione della celebrazione della Giornata Nazionale per l&#8217;Abolizione della Schiavitù che ha avuto luogo il 23 gennaio scorso, l&#8217;Autorità tunisina per la Lotta alla Tratta delle Persone (Inltp), nell&#8217;ambito del Programma Congiunto PAII-T del Consiglio d&#8217;Europa e dell&#8217;Unione Europea, ha lanciato l&#8217;iniziativa delle &#8220;Carte dei diritti delle vittime della tratta di esseri umani&#8221;.</p>



<p>Insieme al &#8220;Passaporto dei diritti&#8221;, le &#8220;Carte&#8221;, sotto forma di portachiavi di plastica, costituiscono un breve documento informativo sui diritti delle vittime della tratta. La chiarezza così come il formato del documento garantiscono l&#8217;accessibilità del suo contenuto con l&#8217;obiettivo di sensibilizzare e raggiungere un vasto pubblico&#8221;, si legge in una nota del Consiglio d&#8217;Europa in Tunisia.</p>



<p>Le carte dei diritti hanno lo scopo di spiegare in modo conciso e chiaro i diritti delle vittime di tratta garantiti dalla legge organica tunisina n. 2016-61 del 3 agosto 2016 sulla prevenzione e la lotta alla tratta di persone.</p>



<p>Questo documento include i diritti alla salute, i diritti sociali, i diritti di assistenza legale e legale, i diritti dei minori vittime di tratta, i diritti delle vittime straniere, nonché un elenco non esaustivo di servizi governativi e supporto non governativo alle vittime. Le carte dei diritti delle vittime sono uno degli strumenti pratici del meccanismo nazionale di riferimento per le vittime della tratta di persone che è attualmente in fase di finalizzazione da parte dell&#8217;Autorità nazionale per la lotta alla tratta di persone.</p>



<p>Questa iniziativa è sostenuta dal Consiglio d&#8217;Europa come parte di un progetto congiunto Consiglio d&#8217;Europa e Unione Europea, il Progetto di sostegno agli organismi indipendenti in Tunisia (PAII-T). Le carte, accompagnano il &#8220;Passaporto dei diritti delle vittime&#8221; lanciato lo scorso mese di luglio.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/02/06/tunisia-via-alle-carte-diritti-delle-vittime-tratta-di-persone/">Tunisia: via alle Carte diritti delle vittime tratta di persone</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/02/06/tunisia-via-alle-carte-diritti-delle-vittime-tratta-di-persone/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Basta tragedie  nel mare e ai mercati di esseri umani per colpa di criminali e generali corrotti</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/08/31/basta-tragedie-nel-mare-e-ai-mercati-di-esseri-umani-per-colpa-di-criminali-e-generali-corrotti/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/08/31/basta-tragedie-nel-mare-e-ai-mercati-di-esseri-umani-per-colpa-di-criminali-e-generali-corrotti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2020 07:58:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[#peidirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[accordi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[barcone]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[circolazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicato]]></category>
		<category><![CDATA[confini]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione Ong]]></category>
		<category><![CDATA[criminali]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[ditritti]]></category>
		<category><![CDATA[esseriumani]]></category>
		<category><![CDATA[incendio]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[traffico]]></category>
		<category><![CDATA[tragedia]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[violenze]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14555</guid>

					<description><![CDATA[<p>*Amsi ,UMEM ,CO-MAI; L&#8217;Europa ed i governi italiani &#160;hanno fallito nel far rispettare gli accordi bilaterali e non controllare gli aiuti economici destinati ai paesi da dove provengono i migranti* Così l&#8217;Associazione medici di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/08/31/basta-tragedie-nel-mare-e-ai-mercati-di-esseri-umani-per-colpa-di-criminali-e-generali-corrotti/">Basta tragedie  nel mare e ai mercati di esseri umani per colpa di criminali e generali corrotti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="600" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Migranti-in-61-sbarcati-nel-porto-di-Crotone-1000x600-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14556" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Migranti-in-61-sbarcati-nel-porto-di-Crotone-1000x600-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Migranti-in-61-sbarcati-nel-porto-di-Crotone-1000x600-1-300x180.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Migranti-in-61-sbarcati-nel-porto-di-Crotone-1000x600-1-768x461.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>*Amsi ,UMEM ,CO-MAI; L&#8217;Europa ed i governi italiani &nbsp;hanno fallito nel far rispettare gli accordi bilaterali e non controllare gli aiuti economici destinati ai paesi da dove provengono i migranti*</p>



<p>Così l&#8217;Associazione medici di origine straniera in Italia) e la Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) e L&#8217;Unione medica euro Mediterranea (UMEM) esprimono  solidarietà e condoglianze ai familiari dei migranti morti e feriti migranti e finanzieri italiani nell’ incidente del barcone oggi a Crotone causato dall&#8217;esplosione di un carburante. Ringraziamo le autorità italiane , i medici e finanzieri che subito si sono messi in moto a soccorrere i feriti e trasferirli in ospedale a Catanzaro e al centro<br> di accoglienza a Crotone.</p>



<p>&#8220;Sicuramente non avrà fine queste tragedie nel mare e dei  numerosi morti ,feriti e violenze su donne e bambini e dei mercati neri se non combattiamo la corruzione dei generali che sono i veri &#8220;datori di lavoro&#8221; dei scafisti in Libia ,Tunisia ,Egitto ,Somalia ,Sudan e nei paesi africani. Sono senza risultati concreti e costruttivi le missioni internazionali se non viene messo in agenda  il primo punto su come combattere la corruzione e le coperture dei scafisti che hanno una vita facile e libera circolazione e vengono arrestati solo in Europa e in Italia .Noi non sappiamo del 70% dei morti che avvengono durante il tragitto della speranza (all&#8217;inizio,durante ,in Libia ,dopo la partenza dalla Libia) ,noi siamo al corrente solo del 30% dei morti e feriti perché avvengono quasi ai confini o dentro i confini italiani. L’Italia deve intensificare la cooperazione internazionale per impedire le partenze e le tragedie e questo non si risolve dando solo soldi senza controllare dove vanno a finire o a quale progetti sono stati destinati, bisogna far rispettare gli accordi bilaterali cosi Dichiara con indignazione e sofferenza.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/08/31/basta-tragedie-nel-mare-e-ai-mercati-di-esseri-umani-per-colpa-di-criminali-e-generali-corrotti/">Basta tragedie  nel mare e ai mercati di esseri umani per colpa di criminali e generali corrotti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/08/31/basta-tragedie-nel-mare-e-ai-mercati-di-esseri-umani-per-colpa-di-criminali-e-generali-corrotti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
