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	<title>estremisti Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>L’invasione turca della Siria diventa più probabile: pagamenti miliardari dal Qatar per l’alleato Erdogan</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2022 11:07:02 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) teme un’altra invasione su larga scala della Siria settentrionale da parte della Turchia. Un<br>pagamento di miliardi da parte dell’emirato islamista del Golfo, il Qatar, rende questo scenario più probabile. Negli ultimi giorni, il<br>sovrano turco ha dichiarato in modo inequivocabile ciò che si aspetta da questa invasione: vuole cacciare milioni di persone e rendere la Siria settentrionale libera dai curdi. Ora sembra che il Qatar abbia fornito almeno 10 miliardi di dollari alla Turchia. Con questo denaro, molti mercenari islamisti possono essere mandati in guerra. Sono già presenti in gran numero nella regione e terrorizzano la popolazione per conto della Turchia, Stato della Nato.</p>



<p>Il Paese sta attaccando il nord della Siria con artiglieria e attacchi aerei da settimane. In un’intervista televisiva, il presidente turco ha<br>dichiarato che il nord-est della Siria “non è adatto allo stile di vita dei curdi perché è desertico”. Il sovrano turco sembra voler determinare quale gruppo etnico può o non può vivere e dove. E naturalmente nasconde il fatto che la regione è stata popolata da curdi per secoli. Ora Erdogan sta mobilitando il sostegno dove può ottenerlo. Dalla Nato e anche dalla Russia. E dal Qatar che, a quanto pare, è riuscito a conquistare per le sue ambizioni di grande potenza islamista. Il piccolo Qatar, che ha appena annunciato un ampio contratto di fornitura di gas con la Germania, può ovviamente permettersi questo sostegno. Il Paese che ospita i Mondiali di calcio, sostiene gli islamisti sunniti in tutto il Medio Oriente. Da tempo ci sono buone relazioni con l’islamista sunnita Erdogan, che però adesso è in difficoltà a livello nazionale. Ha paura di perdere le elezioni del prossimo anno. Per lui, l’invasione è anche uno strumento della sua campagna elettorale. Per farlo, può fare pulizia etnica e religiosa nel nord della Siria e scatenare una nuova ondata di rifugiati con cui ricattare l’Europa.</p>



<p>Erdogan è visto come il capo politico dell’Islam radicale sunnita, analogo ai mullah iraniani che guidano i gruppi radicali sciiti. La<br>scelta di campo sunnita del Qatar e della Turchia, tuttavia, ha una posizione di partenza migliore grazie al legame con la Nato. Senza il benestare della Nato, della Russia o dell’Iran, Erdogan non oserà mai lanciare una nuova invasione. Tuttavia, dal momento che anche il governo tedesco esprime “comprensione per gli interessi di sicurezza della Turchia”, presto potrebbe aver raccolto abbastanza sostegno. Non appena ciò avverrà, inizierà l’invasione.</p>
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		<title>Attualità in Nigeria</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2021 15:24:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Nicole Fraccaroli Molteplici minacce alla sicurezza espongono i civili in Nigeria a rischio continuo di crimini atroci, tra cui un aumento degli attacchi da parte dei gruppi estremisti armati Boko Haram e del&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<p></p>



<p>Molteplici minacce alla sicurezza espongono i civili in Nigeria a rischio continuo di crimini atroci, tra cui un aumento degli attacchi da parte dei gruppi estremisti armati Boko Haram e del cosiddetto Stato islamico dell&#8217;Africa occidentale (ISWA), nonché da gruppi armati comunemente indicati come &#8220;banditi&#8221;. Il deterioramento della situazione della sicurezza in Nigeria ha provocato un&#8217;emergenza umanitaria, ulteriormente esacerbata dalla pandemia di COVID-19. Secondo l&#8217;Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, 8,7 milioni di persone necessitano di assistenza urgente.</p>



<p>La violenza perpetrata da Boko Haram e ISWA contro obiettivi civili e militari ha provocato atrocità di massa nel nord della Nigeria. Almeno 35.000 persone sono state uccise dal 2009, quando Boko Haram ha lanciato la sua rivolta con l’obiettivo di rovesciare il governo laico della Nigeria e stabilire uno stato islamico. Almeno 2,2 milioni di persone sono attualmente sfollate negli stati di Adamawa, Borno e Yobe, mentre i servizi sanitari e l&#8217;istruzione sono stati gravemente interrotti. Tali gruppi hanno anche perpetrato attacchi nei paesi vicini, uccidendo e sfollando civili in Camerun e Ciad. Sebbene il leader di Boko Haram, Abubakar Shekau, sia morto il 19 maggio 2021, il gruppo rimane una minaccia per le popolazioni.</p>



<p>Dal 2011 la violenza intercomunale, radicata nella competizione per le scarse risorse, è aumentata nella Nigeria centrale e nordoccidentale. La violenza tra le comunità di pastori e agricole è diventata sempre più mortale a causa della proliferazione di gruppi armati e bande che si dedicano a furti di bestiame organizzati, rapimenti, saccheggi, omicidi e stupri. L&#8217;emergere e l&#8217;espansione del banditismo armato nel nord-ovest ha provocato la morte di oltre 1.600 persone durante la prima metà del 2020 e ha sfollato più di 300.000 civili negli stati di Zamfara, Kaduna, Katsina, Sokoto, Niger e Kebbi nell&#8217;ultimo anno.</p>



<p>I rapimenti da parte di gruppi estremisti armati e banditi sono diventati endemici nel nord della Nigeria, con oltre 950 bambini rapiti da dicembre 2020. Tra il 20 e il 21 agosto uomini armati hanno anche rapito almeno 75 persone, principalmente bambini e anziani, da Rini, nello stato di Zamfara.</p>



<p>Giovedì 4 novembre, il governo nigeriano ha dichiarato due giorni di lutto dopo che 69 persone di un gruppo di autodifesa civile sono state uccise da presunti combattenti di un gruppo armato islamista nel villaggio di Adab-Dab, nella regione occidentale di Tillabéri, in Niger. Gli uomini armati hanno teso un&#8217;imboscata al convoglio, guidato dal sindaco di Banibangou, mentre cercavano combattenti di gruppi armati islamisti. Nessuno ha ancora rivendicato l&#8217;attentato.</p>



<p>Quest&#8217;ultimo incidente fa parte di un&#8217;ondata di intensificazione della violenza contro le popolazioni civili nell&#8217;area del triplo confine con il Mali e il Burkina Faso dall&#8217;inizio del 2021. La zona del triplo confine, che comprende la regione di Tillabéri, è stata instabile negli ultimi anni poiché gruppi armati islamisti alleati dello Stato Islamico, come il cosiddetto Stato Islamico nel Grande Sahara (ISGS), e Al-Qaeda, hanno fatto ingresso nella regione. Escludendo quest&#8217;ultimo attacco, quest&#8217;anno più di 530 persone sono state uccise da gruppi armati durante attacchi contro civili nel sud-ovest del Niger, oltre cinque volte di più rispetto al 2020, secondo <em>l&#8217;Armed Conflict Location</em> and <em>Event Data Project.</em> Le popolazioni di Banibangou, nella regione di Tillabéri, hanno subito violenze ricorrenti quest&#8217;anno, incluso un attacco ad agosto che ha ucciso 37 civili. L&#8217;aumento delle tensioni intercomunitarie e la creazione di gruppi di autodifesa comunitaria in diversi villaggi del Niger occidentale evidenzia il rischio crescente di ulteriori atrocità e violenze nella Regione. Christine Caldera, analista di ricerca presso il Centro Globale per la Responsabilità di Proteggere, ha affermato che &#8220;le autorità nigeriane dovrebbero scoraggiare la formazione di questi gruppi e adottare misure urgenti per proteggere le popolazioni vulnerabili nella regione di Tillabéri, anche rafforzando le capacità di allerta precoce e riducendo il tempo di reazione dell&#8217;esercito alle popolazioni minacciate”.</p>



<p>Sebbene la lotta all&#8217;estremismo violento rimanga cruciale per Burkina Faso, Mali e Niger, è essenziale che tutti e tre i governi e le forze internazionali garantiscano che i loro sforzi non esacerbino ulteriormente le tensioni intercomunitarie e alimentino la sfiducia nei confronti dell&#8217;autorità statale. I governi del Sahel centrale, con il sostegno della MINUSMA, dell&#8217;Ufficio dell&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e dell&#8217;Ufficio delle Nazioni Unite per l&#8217;Africa occidentale e il Sahel, dovrebbero indagare su tutte le violazioni e gli abusi del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. I governi di Burkina Faso, Mali e Niger dovrebbero istituire un&#8217;entità speciale per indagare e perseguire i crimini internazionali.</p>



<p>Di fronte alla minaccia combinata del banditismo su larga scala e degli attacchi in corso da parte di estremisti armati, le forze armate nigeriane sono state dispiegate in due terzi degli stati del Paese e sono sovraccariche. Il Presidente Buhari sta affrontando crescenti critiche per l&#8217;incapacità del governo di proteggere i civili. Nonostante i significativi progressi compiuti dalla task force regionale multinazionale (MNJTF) contro Boko Haram, i civili restano a rischio di attacchi terroristici e violenza basata sull&#8217;identità.</p>



<p>Secondo quanto riferito, le forze di sicurezza hanno anche violato i diritti umani durante le operazioni antiterrorismo, comprese le uccisioni extragiudiziali di sospetti membri di Boko Haram e ISWA. Mentre parti della Nigeria hanno sperimentato ricorrenti violenze intercomunitarie, la crescente desertificazione ha esacerbato la situazione e la proliferazione delle armi ha reso questi conflitti più letali. La perdita di pascoli nel nord ha spinto molti pastori di etnia Fulani, principalmente musulmani, verso sud in aree coltivate da comunità stanziali prevalentemente cristiane.</p>



<p>Molti dei gruppi di banditi della Nigeria si sono formati negli ultimi dieci anni in risposta al crescente conflitto intercomunale per la terra e le risorse. Mentre questi gruppi sono guidati in gran parte da motivi criminali, molti banditi sono di etnia Fulani e predano comunità agricole stanziali, aumentando le tensioni etniche.</p>



<p>Il governo della Nigeria sta lottando per sostenere la sua responsabilità di proteggere le popolazioni e ha bisogno del sostegno continuo della comunità internazionale.</p>



<p>Sebbene la mancanza di un&#8217;adeguata protezione militare per le popolazioni vulnerabili debba essere affrontata con urgenza, le iniziative sociali e le riforme politiche rimangono fondamentali per affrontare le cause profonde del conflitto, tra cui malgoverno, corruzione, povertà, disoccupazione giovanile e degrado ambientale.</p>



<p>Le Commissioni di pace locali, come quelle istituite negli stati di Adamawa, Kaduna e Plateau per mediare le tensioni intercomunali e costruire sistemi di allerta precoce, devono essere duplicate in altre regioni ad alto rischio. In linea con il suo impegno nei confronti dell&#8217;iniziativa “Scuole Sicure”, il governo federale della Nigeria dovrebbe anche collaborare con le comunità locali per migliorare la sicurezza e porre fine ai rapimenti di massa di bambini.</p>



<p>Utilizzando il sistema di allarme rapido della Comunità economica degli Stati dell&#8217;Africa occidentale, il governo dovrebbe aumentare gli schieramenti militari e di polizia nelle aree vulnerabili. Il governo deve anche riformare urgentemente il settore della sicurezza, integrando il diritto internazionale umanitario e dei diritti umani in tutta la formazione militare e di polizia, e garantire la responsabilità per le violazioni dei diritti umani.</p>
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		<title>28 persone uccise in attacchi di estremisti in Niger e Burkina Faso</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2020 07:31:40 +0000</pubDate>
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<p><img loading="lazy" src="https://ci6.googleusercontent.com/proxy/YWIPvuoial-zIQXeR8VM35nWITKvn8IoicTstGNtjIMNmBOXJOSFqLt9FEV_3qbTzXyRuvdaYh3ZWBt5mT3oy3VztOM=s0-d-e1-ft#http://www.gfbv.it/2c-stampa/2020/200810niger.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Campo profughi a Diffa in Niger. Foto: Sam Phelps/Caritas." width="425" height="296">&nbsp;Campo profughi a Diffa in Niger. Foto: Sam Phelps/Caritas.</p>



<p>Dopo la morte violenta di 28 persone in attacchi da parte di presunti estremisti islamici in Africa occidentale da venerdì della scorsa settimana, l&#8217;Associazione per i popoli minacciati (APM) ha messo in guardia sulle conseguenze di un&#8217;escalation di violenza per la popolazione civile. La popolazione civile soffre maggiormente per la crescente violenza degli islamisti e delle bande criminali in Africa occidentale. Gli omicidi di sei membri di un&#8217;organizzazione umanitaria francese dovrebbero essere un campanello d&#8217;allarme per l&#8217;Europa affinché faccia di più per arginare la violenza. I cittadini francesi sono stati assassinati domenica con il loro autista e la loro guida in un santuario degli animali in Niger. Venerdì scorso, 20 persone erano state uccise in modo simile da motociclisti armati in un mercato del bestiame nel villaggio di Namoungou in Burkina Faso. Della maggior parte di questi attacchi i responsabili sono estremisti islamici, ma anche i confini con la criminalità comune, fatta di bande armate, sono ormai molto labili. Anche le forze armate regolari e le milizie di autodifesa equipaggiate dagli eserciti nei villaggi hanno alimentato la spirale della violenza.<br><br>Il Burkina Faso, il Mali, il Niger, il Ciad e il nord della Nigeria sono ugualmente colpiti dalla crescente violenza. Solo la settimana scorsa la missione dell&#8217;ONU in Mali (MINUSMA) ha registrato un aumento significativo delle violenze contro la popolazione civile tra aprile e giugno 2020, soprattutto nel centro del Paese, rispetto al primo trimestre del 2020. La MINUSMA ha documentato 632 rapimenti, omicidi, esecuzioni sommarie, aggressioni e intimidazioni, in cui sono morte più di 320 persone tra il primo aprile e il 30 giugno 2020.<br><br>Molte delle iniziative militari per arginare la violenza islamista sono mal coordinate. Lo scarso equipaggiamento e la mancanza di motivazione di molti soldati sta ostacolando l&#8217;efficacia della lotta contro gli autori di violenze islamiste in Africa occidentale. Dotare gli abitanti dei villaggi di armi per costruire milizie per l&#8217;autodifesa si rivela spesso problematico, dato che usano le armi anche nei conflitti di quartiere, alimentando così ulteriormente la violenza.<br><br>Troppo poca attenzione viene prestata ai retroscena della violenza islamista. Per esempio, pochissimi combattenti di questi gruppi terroristici si sono uniti alle squadre del terrore per convinzione islamista, ma combattono come mercenari per le organizzazioni islamiste, soprattutto per motivi finanziari. Il retroterra sociale dei motociclisti armati, per lo più giovani, che diffondono il terrore, è ancora in gran parte ignorati. I mezzi militari da soli non vinceranno la lotta contro questi gruppi terroristici.</p>
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		<title>Nigeria: islamisti uccidono più di 140 persone</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2020 08:11:38 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="709" height="398" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/091911-global-boko-haram1-copia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14256" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/091911-global-boko-haram1-copia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 709w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/091911-global-boko-haram1-copia-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 709px) 100vw, 709px" /></figure></div>



<p>L&#8217;Associazione per i popoli minacciati (APM) ha accusato gli estremisti islamici in Nigeria di abusare della religione per compiere i loro crimini contro l&#8217;umanità contro la popolazione civile. Martedì scorso, i terroristi islamici hanno chiamato alla preghiera la popolazione del villaggio nomade di Faduma Kolomdi nello Stato di Borno, nel nord-est della Nigeria, e poi li hanno uccisi. Almeno 81 persone sono morte nel fuoco delle mitragliatrici, tra cui molte donne e bambini. Tredici persone sono rimaste ferite nel massacro e sette abitanti del villaggio sono stati portati via dagli assalitori. Il fatto di chiamare la popolazione civile innocente a pregare insieme per poi massacrarla raggiunge una nuova dimensione. Le azioni degli islamisti stanno danneggiando la reputazione della loro propria religione.</p>



<p>In ulteriori attacchi nei distretti di Sabuwa e Faskari nello stato di Katsina, nel nord della Nigeria, altre 60 persone sono state uccise martedì e mercoledì. Nel solo villaggio di Kadisau, 32 persone sono morte quando uomini pesantemente armati in moto sono entrati nel villaggio, bruciando case, sparando alla gente a caso e violentando donne. Nel distretto di Sabuwa, uomini armati hanno attaccato sette villaggi e terrorizzato e ucciso la popolazione civile.</p>



<p>Il presidente Muhammadu Buhari e i governatori della regione hanno deplorato le violenze e promesso di perseguire e punire le squadre del terrore. La popolazione della Nigeria settentrionale è stanca della guerra civile e dei numerosi e altisonanti annunci dei politici. Non esiste una protezione efficace per la popolazione civile della Nigeria settentrionale contro la violenza estremista. Dal maggio 2020 gli attacchi degli autori di violenze islamiste contro cristiani e musulmani sono di nuovo aumentate in modo significativo. Circa 1,8 milioni di persone sono fuggite dalla violenza quotidiana e vivono da sfollate nella stessa regione. Circa 413.000 di loro hanno trovato rifugio in 51 campi profughi, che però sono già abbondantemente sovraffollati. Come se la tragedia non fosse già sufficiente, il sovraffollamento minaccia anche una rapida diffusione della pandemia di Covid-19.</p>
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		<title>Libia, Somalia, Nigeria. Paesi al massacro</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Dec 2019 08:27:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa da parte di Foad Aodi, www.co-mai.org Libia,Amsi e Co-mai,In 8 mesi più di 3500 morti ,di cui 1500 civili tra donne e bambini e oltre 25 mila feriti . Foad Aodi;Urge fermare&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Comunicati stampa da parte di Foad Aodi, <a href="http://www.co-mai.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.co-mai.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p></p>



<p>

Libia,Amsi e Co-mai,In 8 mesi più di 3500 morti ,di cui 1500 civili tra donne e bambini e oltre 25 mila feriti .</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="1024" height="682" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/b08a9ecf-6537-484e-8071-a181b41a1e29_large-1024x682.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13391" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/b08a9ecf-6537-484e-8071-a181b41a1e29_large-1024x682.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/b08a9ecf-6537-484e-8071-a181b41a1e29_large-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/b08a9ecf-6537-484e-8071-a181b41a1e29_large-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/b08a9ecf-6537-484e-8071-a181b41a1e29_large.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>Foad Aodi;Urge fermare il massacro in Libia e le guerre d&#8217;interessi economici e di leadership sulla pelle dei libici e migranti</p>



<p>Cosi l&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e le comunità del mondo arabo in italia (Co-mai) presentano il bilancio di morti e feriti in Libia dall&#8217;inizio del conflitto il 04.04.2019 che ci riferiscono i medici locali libici che lavorano nei vari ospedali e le città libiche compreso Tripoli .<br>Sono più di 3500 morti di cui 1500 civili e oltre 25 mila feriti dove sono stati trovati numerose fosse comuni e civili uccisi nelle loro case .<br>Inoltre i medici riferiscono una situazione molto grave negli ospedali dove manca tutto  quello che necessario per curare e salvare i feriti e bambini.<br>Lanciamo il nostro grido d&#8217;allarme al mondo politico affinché si fermi il massacro in atto in Libia,il maltrattamento dei migranti,le violenze contro le donne e i bambini e il mercato nero dei trapianti d&#8217;organi,denuncia Foad Aodi Fondatore Amsi e Co-mai e membro del Registro Esperti della Fnomceo ,che è in contatto continuo con i 6 medici libici in Libia che ci forniscono in continuo gli aggiornamenti. Stiamo perdendo la speranza di vedere la fine di questo conflitto per motivi di ingerenza e conflitti di leadership e interessi economici di paesi stranieri in Libia come lo dimostrano i fatti tutti i giorni e il silenzio mediatico riguardo il massacro dei civili e migranti oltre il nostro dispiacere che sia litalia che la comunità europea stanno prendendo terreno e potere decisionale in Libia rispetto conclude Aodi </p>



<figure class="wp-block-image"><img alt=""/></figure>



<p>

*Somalia e Nigeria ;Co-mai ;Solidarietà e sostegno al popolo somalo e Solidarietà ai cristiani in Nigeria.#BastaMassacri*</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="700" height="525" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/Somalia-refugees-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13393" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/Somalia-refugees-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/Somalia-refugees-1-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure></div>



<p>*Foad Aodi ;Grazie alla VM Del Re per il suo impegno e richiesta di sostegno internazionale alla Somalia*</p>



<p>Cosi le comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) e l&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) insieme al movimento Uniti per Unire e associazioni ,comunità e diaspore aderenti esprimono condoglianze e solidarietà al popolo somalo per &nbsp;e piangono i 76 morti tra cui studenti e bambini in Somalia. È l&#8217;ennesimo attacco per mettere in ginocchio il paese soprattutto ora alla vigilia delle prime elezioni dal 1969.<br>&#8220;Ringraziamo la *Vice Ministra Affari Esteri e Cooperazione internazionale Emanuela Del Re* per la tempestività e il sostegno dell&#8217;Italia a fianco della Somalia con la richiesta di più sostegno internazionale per il paese. Inoltre le comunità del mondo arabo e musulmane in Italiana condannano l&#8217;attentato contro i cristiani in Nigeria e rinnovano il loro invito ad essere tutti uniti &nbsp;contro il terrorismo e valorizzare e proteggere la presenza dei cristiani in Medio Oriente e in Africa che per tutti noi è una ricchezza e fonte di dialogo e conoscenza culturale e religiosa&#8221;. *Cosi dichiara Il presidente delle Co-mai e Amsi e Membro del Gdl salute Globale Fnomceo &nbsp;Foad Aodi* che fa&#8217; il suo appello a tutti i cristiani in Medio Oriente e in Africa di rimanere nei nostri paesi per arricchirli di confronti costruttivi,di democrazia e libertà religiosa con il rispetto reciproco per non darla vinta agli estremisti,ai movimenti terroristi e alle persone chiuse mentalmente e piene di odio.

</p>



<p></p>
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		<title>Da Torre Maura a Casal Bruciato, Associazione 21 luglio: «Le istituzioni facciano rispettare le leggi garantendo la tutela dei diritti umani»</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2019 07:35:32 +0000</pubDate>
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<p> Nel pomeriggio del 6 maggio 2019, frange di estrema destra hanno iniziato il loro presidio in via Sebastiano Satta, nel quartiere Casal Bruciato, periferia della città di Roma, per<strong> opporsi all’assegnazione legittima di una casa popolare ad una famiglia rom</strong>. Quattordici persone, dopo anni trascorsi all’interno della baraccopoli La Barbuta, regolarmente inserite nella graduatoria del Comune di Roma per l’assegnazione, hanno finalmente ottenuto l’alloggio ed effettuato il trasferimento. Ma dalla giornata di ieri, ormai, fanno i conti con manifestazioni di odio e razzismo nei loro confronti che culminerà con la manifestazione del pomeriggio di oggi annunciata da CasaPound.</p>



<p>Lo scorso mese di aprile,&nbsp;<strong>un’altra rivolta anti rom a Casal Bruciato</strong>, in via Facchinetti. Anche in quel caso, una famiglia rom proveniente da La Barbuta è stata contestata da militanti neofascisti. Dopo giorni di presidio da parte dell’estrema destra al grido “Prima gli italiani”, la famiglia ha scelto di tornare a vivere nella baraccopoli e lo ha fatto sotto gli occhi delle&nbsp;<strong>amministrazioni municipali e comunali che hanno consentito ai militanti di organizzare un presidio fisso senza autorizzazione</strong>&nbsp;e di inveire con slogan e minacce verso i componenti della famiglia.</p>



<p>Il mese prima,&nbsp;<strong>a Torre Maura è andata in scena una contestazione senza precedenti</strong>: un presidio di tre giorni da parte degli estremisti giunti da varie zone di Roma ha avuto un epilogo inaccettabile. Le famiglie rom, 77 persone trasferite dal centro di via Toraldo alla struttura di via dei Codirossoni, sono state portate via, smistate e divise, e due di esse si sono viste costrette, con il consenso degli operatori comunali, a trasferirsi in due insediamenti della capitale. &nbsp;</p>



<p>In tutti e tre i casi, senza censura né freno da parte delle Forze dell’ordine,<strong>&nbsp;i militanti di estrema destra hanno dettato la linea delle assegnazioni delle case popolari sul territorio comunale</strong>&nbsp;organizzando manifestazioni non autorizzate, occupando suolo pubblico con minacce e azioni di forza: la presenza delle Forze dell’ordine ha solo marcato i limiti tra accusatori e vittime.</p>



<p>A partire da Torre Maura,&nbsp;<strong>l’Amministrazione Comunale sembra aver definitivamente ceduto al ricatto dell’estrema destra</strong>, manifestando una profonda debolezza e mostrandosi accondiscendente, di fatto, alle pulsioni neofasciste.<br>Le famiglie provenienti dall’insediamento La Barbuta rientrano nel progetto comunale del superamento dei campi denominato “Piano rom”. Il loro ritorno alla baraccopoli sancisce, tra le altre cose, il fallimento del disegno politico.</p>



<p><strong>Associazione 21 luglio esprime profonda preoccupazione&nbsp;</strong>per quanto sta accadendo a Roma e ancora di più per l’arrendevolezza dell’Amministrazione Comunale davanti alla violenza di manifestazioni di stampo razzista e xenofobo.</p>



<p><strong>Chiediamo alla sindaca Raggi una cosa molto semplice: far rispettare le leggi</strong>, garantendo ad ogni cittadino, al di là della sua etnia, la tutela dei diritti fondamentali e lottando, senza mezzi termini e tentennamenti, contro ogni minaccia e sopruso.</p>



<p>&nbsp;Per informazioni e adesioni:&nbsp;<a href="https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=cb3f467e9b&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stampa@21luglio.org</a></p>
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		<title>&#8220;Condanna, solidarietà dal mondo arabo e musulmano ma maggiore responsabilità della sicurezza francese&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Mar 2018 08:56:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Condanniamo l&#8217;attentato terroristico avvenuto oggi in Francia. Dobbiamo continuare a rimanere uniti per combattere e prevenire qualsiasi forma di radicalizzazione e estremismo&#8221;: lo dichiara Foad Aodi, Presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Condanniamo l&#8217;attentato terroristico avvenuto oggi in Francia. Dobbiamo continuare a rimanere uniti per combattere e prevenire qualsiasi forma di radicalizzazione e estremismo&#8221;: lo dichiara Foad Aodi, Presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e fondatore dell&#8217;Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (AMSI) a seguito dell&#8217;attentato che è avvenuto oggi a Trebes, (Sud della Francia), dove  un terrorista  ha compiuto un raid che ha causato la morte di almeno 3 persone e diversi feriti.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/logo-copia-144x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-10379 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/logo-copia-144x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="144" height="150" /></a></p>
<p>&#8220;Le Co-mai hanno seguito con ansia l&#8217;accaduto, provando rabbia, dolore e  sofferenza per le vittime in Francia. Il nostro appello al Governo Francese &#8211; prosegue Aodi &#8211; è quello di intensificare le politiche a favore dell&#8217;integrazione, di dialogare di più con le comunità musulmane e arabe in loco per istituire con loro un patto &#8220;su 2 binari&#8221;: il primo costruito sulle politiche di inclusione sociale, con forte attenzione alle seconde e alle terze generazioni; il secondo sulla prevenzione e il rafforzamento delle misure di sicurezza, evitando leggerezza e falli che possono essere dannosi per la popolazione. Inoltre, ribadiamo  alla Comunità Europea l&#8217;urgenza di una nuova legge d&#8217;immigrazione Europea, basata proprio su integrazione, sicurezza e cooperazione per valorizzare la buona convivenza tra le culture, i popoli e le religioni e per evitare di fornire qualsiasi alibi ai terroristi e ai movimenti estremisti&#8221;. Conclude.</p>
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		<title>﻿Kurdistan: all&#8217;ombra dell&#8217;Operazione Mosul</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2016 07:06:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Truppe turche e estremisti islamici mettono in fuga gli abitanti dei villaggi kurdi del nord della Siria &#160; http://video.repubblica.it/dossier/rivolta-siria/siria-la-turchia-attacca-le-postazioni-curdo-siriane-nel-nord/250176/250322 (Video da Repubblica.it) &#160; L&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha rivolto pesanti accuse contro&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><br />
Truppe turche e estremisti islamici mettono in fuga gli abitanti dei villaggi kurdi del nord della Siria</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://video.repubblica.it/dossier/rivolta-siria/siria-la-turchia-attacca-le-postazioni-curdo-siriane-nel-nord/250176/250322?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://video.repubblica.it/dossier/rivolta-siria/siria-la-turchia-attacca-le-postazioni-curdo-siriane-nel-nord/250176/250322?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><em>(Video da Repubblica.it)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;Associazione per i <span class="il">Popoli</span> <span class="il">Minacciati</span> (APM) ha rivolto pesanti accuse contro il presidente turco Recep Tayyip Erdogan secondo cui gli attacchi sferrati tra lunedì 17 ottobre e oggi dalle truppe turche insieme a milizie di estremisti islamici nella regione di Shahba a nord di Aleppo avrebbero messo in fuga circa 900 persone dei villaggi kurdi di Tal Batal e Kuaibe.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/th-103.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-7274 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/th-103.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th-103" width="300" height="168" /><br />
</a><br />
Secondo l&#8217;APM, mentre i media internazionali si concentrano sull&#8217;operazione militare per la liberazione di Mosul, Erdogan continua a perseguire i propri interessi in Siria. Dopo decenni di guerra civile e una politica della terra bruciata con la quale i governi turchi hanno svuotato complessivamente 3.876 villaggi kurdi, cristiani e yezidi nel proprio paese e messo in fuga circa quattro milioni di persone, pare proprio che Erdogan abbia deciso di applicare la stessa strategia anche nel paese vicino.</p>
<p>Chi fugge dalle truppe di Erdogan e da quelle degli estremisti islamici cerca riparo nella regione autonoma di Afrin controllata dai Kurdi dove si trova anche il campo profughi di &#8220;Robar&#8221;. Questo dista solo 18 km dalla frontiera con la Turchia ma poiché la Turchia ha chiuso la sua frontiera in direzione Siria il campo non può quasi essere raggiunto dalle organizzazioni umanitarie.</p>
<p>I campi profughi di Robar e di Shahba hanno finora accolto migliaia di famiglie profughe e ogni giorno si aggiungono centinaia di persone. Complessivamente Afrin ha accolto finora circa 400.000 persone. La maggior parte dei profughi sono arabi-sunniti di Aleppo e dei villaggi circostanti dove la situazione umanitaria è semplicemente catastrofica. Mentre l&#8217;aviazione di Assad e del suo alleato russo continua a bombardare la regione a est di Aleppo, la Turchia, membro della NATO e sostenuta dall&#8217;Arabia Saudita e dal Qatar attacca le regioni occidentali di questa antica ma ormai quasi completamente distrutta città.</p>
<p>A fare le spese di questa brutale guerra che da tempo ha trasformato la Siria nello scenario in cui le varie potenze si giocano i propri interessi geopolitici è la popolazione civile. Ad Aleppo non mancano solamente i medici, i farmaci e l&#8217;attrezzatura medica. I bombardamenti delle varie parti in causa hanno distrutto diverse centrali elettriche e un attacco delle truppe radical-islamiche alleate della Turchia ha infine distrutto anche un impianto di pompaggio dell&#8217;acqua, lasciando l&#8217;intera città senz&#8217;acqua.</p>
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		<title>&#8220;Stay human, Africa&#8221; Somalia: anche la stampa in pericolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jun 2016 12:24:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Veronica Tedeschi Nelle prime pagine di alcuni dei più importanti giornali italiani, la scorsa settimana è comparsa la notizia dell’uccisione di Sagal Salad Osman. Sagal è stata uccisa a Mogadiscio, in Somalia, lavorava&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">di Veronica Tedeschi</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Nelle prime pagine di alcuni dei più importanti giornali italiani, la scorsa settimana è comparsa la notizia dell’uccisione di Sagal Salad Osman. Sagal è stata uccisa a Mogadiscio, in Somalia, lavorava per Radio Mogadiscio, di proprietà del governo ed era studentessa universitaria.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Uomini armati l’hanno colpita in un caffè, proprio nei pressi dell’Università.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La notizia è stata introdotta con prefazioni quali “<i>il Paese è uno dei più pericolosi per la stampa</i>”- “<i>La stampa è in pericolo in Somalia”.</i> Queste frasi, utilizzate in questo caso per spaventare e attirare l’attenzione dei lettori, riproducono però la realtà, ed è per questo motivo che ho cercato di ragionare e deciso di scrivere di questo argomento.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Come è possibile che un Paese sia pericoloso per la stampa?</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Cosa significa realmente?</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La libertà di stampa è una delle garanzie che ogni Stato di diritto dovrebbe garantire ai cittadini e alle associazioni, per assicurare l’esistenza della libertà di parola e della stampa libera. “Esistenza della libertà di parola” -&gt; “parola”:<i> espressione orale o scritta di una informazione o di un concetto</i> ; ciò significa che in Somalia è vietato parlare e esprimere un’opinione?</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Per noi è impensabile, la libertà di stampa e la libertà di espressione sono due tra i diritti fondamentali che <b>devono </b>essere riconosciuti a tutti gli esseri umani, ed è per tale motivo che questa vicenda dovrebbe scandalizzare ancora di più.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Vorrei passarvi la reale gravità di questa notizia; riportata in Occidente equivarrebbe al non poter scrivere, per esempio, alcuno status sui social network di disappunto per questioni sociali o politiche e mi impedirebbe di scrivere questo articolo.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il riconoscimento dei diritti fondamentali al singolo è uno dei principi base degli ordinamenti giuridici democratici, la notizia che in uno Stato questi ultimi non vengano rispettati dovrebbe farci balzare sulla poltrona e farci arrabbiare. Il fatto che Sagal sia dovuta morire per riportare alla luce qualcosa che <i>probabilmente non si doveva sapere</i>, ci dovrebbe far domandare “Perché io posso dire che in Italia, Renzi non mi piace e lei è dovuta morire per scrivere del suo disperato Paese? Perché nessuno sta combattendo perché lei possa dire che Mohamud non le piace, tanto quanto a me non piace Renzi?”.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Sono 45 i giornalisti uccisi in Somalia dal 2007, presi di mira dagli estremisti islamici e dal governo. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Io, nel mio piccolo, continuerò a scrivere per far sì che la morte di Sagal, come quella di tutti i reporter e giornalisti uccisi dai loro governi, non siano vane, continuerò a scrivere per portare alla luce ciò che i potenti non vogliono, continuerò a scrivere perché sento che è giusto e doveroso farlo.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-361.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6118" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6118" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-361.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (361)" width="466" height="502" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-361.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 466w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-361-278x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 278w" sizes="(max-width: 466px) 100vw, 466px" /></a></p>
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		<title>Un mondo virtuale anti-terrorismo grazie alla letteratura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2015 06:35:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A pochi giorni dalle elezioni di Israele, che hanno riconfermato al potere Benyamin Netanyahu, vi proponiamo un testo di una collega israeliana che si occupa di diritti umani. Il testo seguente è stato scritto&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="MsoNormal" style="direction: ltr; line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: left; unicode-bidi: embed;">
</div>
<p>A pochi giorni dalle elezioni di Israele, che hanno riconfermato al potere Benyamin Netanyahu, vi proponiamo un testo di una collega israeliana che si occupa di diritti umani. <br />Il testo seguente è stato scritto subito dopo l’attentato a Charlie Hebdo, ma può essere  interessante  &#8211; e suscitare riflessioni &#8211;  anche alla luce degli atti di terrorismo accaduti in Tunisia. </p>
<p>di  Vered Cohen Barzilay (Novel Rights – Human Rights Literature)</p>
<p>I recenti attacchi terroristici in Europa sono un altro segno della erosione della morale del mondo.</p>
<p> Oltre al male assoluto di togliere la vita a civili innocenti, abbiamo visto che  nei recenti attentati di Parigi il terrore porta con sé il vento del fondamentalismo religioso: la disumanizzazione delle minoranze; il divieto di istruzione, in particolare per le donne; la considerazione della democrazia come qualcosa di dannoso; e la negazione dei diritti umani. Di solito, il vento del fondamentalismo viene prima e poi gli omicidi.&nbsp;</p>
<p> The Guardian ha recentemente riferito che, secondo un rapporto di Watchdog Freedom House, la democrazia nel mondo è a rischio, più di quanto non sia stato in qualsiasi momento negli ultimi 25 anni. Le persone in quasi ogni parte del mondo sono in pericolo per le gravi minacce alla loro libertà e che  il livello di brutalità sotto i regimi autoritari è il più alto di tutti i tempi.</p>
<p> Il terrore non ha confini, geografici o morali, e non è esclusiva di nessuna religione, non dell’Islam o di qualsiasi altra religione al mondo. Il terrore arriva nei nostri quartieri, uffici, strade, anche nelle nostre case.<br /> Internet, insieme con il processo di globalizzazione, ha unito i popoli del mondo e ha offuscato i confini geografici. Viviamo ancora in Paesi, ma creiamo diverse definizioni per i nostri confini e comunità. Viviamo in Europa, per esempio, ma facciamo parte di una comunità globale di terrore organizzato.</p>
<p> Questo perché su Internet  il terrorismo diventa un Paese con sostenitori virtuali sparsi in tutto il mondo. Uno dei metodi del terrorismo è quello di instillare la paura e l&#8217;orrore. Ci costringe a sentirci protetti. Fa un uso intelligente delle reti di commercializzazione e sociali per comunicare con i suoi sostenitori e fa piovere la paura sul mondo attraverso attacchi terroristici strategici o attraverso YouTube, come visto di recente nella pubblicazione, da parte dell’ ISIS,  di video orribili raffiguranti le decapitazioni delle sue vittime. Gli ultimi  rapporti dalla Francia indicano che Amedie Coulibaly ha utilizzato una telecamera GoPro per documentare l&#8217;attacco terroristico al supermercato Kosher a Parigi. Il prossimo obiettivo, gli esperti avvertono, è di trasmettere in diretta dall&#8217;arena del&nbsp;terrore.</p>
<p> I civili di questo &#8220;Paese del terrorismo virtuale&#8221; sono diversi. Possono essere la ragazza di scuola o il rapper vicino a casa. Possono essere trascinati nel terrorismo attraverso i social network, dove erano in cerca di avventura, di vendetta, o addirittura per un motivo sentimentale. Il terrorismo invade i luoghi dove la speranza ha cessato di esistere e influenza le persone che sono diventate  invisibili al resto della società, coloro che non sono riusciti a essere trattati da pari a pari, perchè la parità di diritti è stata tenuta rinchiusa nelle nostre comunità. I terroristi promettono che (queste persone) saranno ascoltate &#8211; insieme con l&#8217;erosione della moralità &#8211; e attraverseranno tutte le linee rosse per prendere vite innocenti al fine di ridare dignità ai loro nomi, alle famiglie o anche alla loro religione.<br /> Queste persone sono spesso reclutate per un singolo attacco suicida strategico di terrorismo o per gli attacchi più grandi, operando in piccoli gruppi. Questi attacchi non sono solitamente mai fermati, come sostengono gli esperti.&nbsp;</p>
<p> Perché questi attacchi terroristici in Francia hanno  avuto un impatto così forte (soprattutto considerando che, in confronto, con gli attacchi dell&#8217;11 settembre negli Stati Uniti hanno perso la vita  tremila persone e sono stati utilizzati almeno 10 miliardi di dollari in beni e danni alle infrastrutture)?</p>
<p> La Francia è una repubblica di fama mondiale fondata sulla  democrazia e sulla libertà, un simbolo mondiale di accettazione e integrazione delle minoranze, rifugiati e migranti lavoratori. E &#8216;un simbolo del socialismo e di politiche di welfare progressiste. I terroristi non solo hanno ucciso&nbsp;giornalisti innocenteie dei civili, hanno ucciso anche il concetto che la Francia è immune all’orrore del Paese terrorismo virtuale. L&#8217;attacco terroristico è stato per lo più strategico, attaccando deliberatamente il fondamento della libertà, della libertà di parola.<br /> I terroristi avevano due obiettivi:</p>
<p> Il primo: inviare un messaggio di orrore a coloro che credono nella libertà di parola e  restringere i confini globali della conversazione. Sì, la solidarietà dimostrata da tutti i leader del mondo è molto impressionante e stimolante, ma allo stesso tempo, molti mezzi di comunicazione in tutto il mondo hanno iniziato a censurare le caricature di Charlie Hebdo  a partire dagli attacchi terroristici. Un nuovo decreto, entrato in vigore di recente,  permette al governo francese di bloccare i siti web accusati di terrorismo, senza un ordine del tribunale. I regolamenti sono stati presi  in esame dal 2011, ma hanno guadagnato un nuovo slancio dopo gli attacchi terroristici a Charlie Hebdo.</p>
<p> Il secondo obiettivo era quello di inviare un messaggio di coraggio e forza ai loro sostenitori virtuali,  diffondendo un orrore così forte da far convocare tutti i leader di Francia. Per le persone che non vengono ascoltate o viste nei propri Paesi, questo tipo di attacco sarà più impressionante e contribuirà a reclutare più sostenitori nel Paese del terrorismo virtuale. Sarà inoltre più facile arrivare ad attacchi terroristici simili in altri posti in Europa o nel resto del mondo.<br />&nbsp;<br />
L&#8217;unico modo per sovrastare il Paese virtuale del terrorismo è di creare un &#8220;Paese virtuale anti-terrorismo.&#8221;</p>
<p> Eserciti forti e armi sofisticate non sono sufficienti. Sì, sono molto importanti nella lotta contro il terrorismo, ma così non si ferma il vento del terrore. Gli eserciti useranno i mezzi violenti della guerra per combattere i violenti. Ma essi non servono a ricostruire la nostra democrazia o accendere la nostra solidarietà. Per questi, è necessario il potere della penna.<br /> Dobbiamo creare un forte movimento globale per diffondere la speranza invece dell’ orrore; le nostre armi non saranno  pistole o bombe, ma il potere delle parole, della letteratura. Il nostro esercito sarà composto da autori e sostenitori della letteratura, e noi diffonderemo  i nostri valori attraverso i social media e Internet.  Lavoreremo in solidarietà, per accettare tutti gli uomini e le donne come uguali, non importa la loro etnia, sesso o religione. Adotteremo la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (DUDU) come nostra &#8220;Costituzione&#8221; per ricacciare indietro il vento del terrorismo.</p>
<p> Perché la letteratura?</p>
<p> Non è un caso che i diritti umani siano entrati in vigore come il primo vocabolario morale universale del mondo e che, allo stesso tempo, il romanzo di formazione  sia diventato una forma letteraria in cui si privilegia l’autonomia dell’individuo. Mentre la DUDU è spesso criticata per questo, la letteratura fornisce una forma di espressione che può rappresentare l&#8217;esperienza umana (e dei diritti) e raccontare storie altrui liberamente e senza pregiudizi. La capacità della letteratura di penetrare la coscienza di un altro individuo è il punto in cui si collega con i diritti umani: la letteratura crea e salva la nostra moralità. Dall&#8217;inizio dell&#8217;umanità, le persone hanno sfruttato il ruolo morale della letteratura, la diffusione della morale e dei valori attraverso storie, prima verbalmente e poi per iscritto. Oggi, la letteratura ha perso molta della sua popolarità tra il pubblico (in particolare il pubblico giovane). I lettori non considerano più la letteratura come  necessaria per la loro vita.</p>
<p> Secondo l&#8217;Istituto Nazionale di Statistica in Italia nel 2013, il 57% della popolazione un libro se non per motivi professionali o di studio,  anzi circa il 10% delle famiglie italiane non possiede alcun libro. Secondo il rapporto  dell&#8217;Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), quasi il 70% del Paese non è in grado di &#8220;capire e rispondere in modo appropriato ai testi densi o lunghi.&#8221; Un altro sondaggio pubblicato nel 2013 ha rivelato che nel Regno Unito quasi 4 milioni di adulti non legge libri per piacere  e il 25% degli americani di età superiore ai 16 anni non aveva letto neanche un libro all’anno.&nbsp;</p>
<p> C&#8217;è un forte legame tra il deterioramento della popolarità della letteratura soprattutto tra i giovani e la crescita di empatia verso il terrorismo nel mondo.</p>
<p> La letteratura può contribuire a salvare le nostre fondamenta morali . Essa ci aiuta ad analizzare ed esprimere sentimenti profondi e a comunicare meglio. Ci incoraggia a sollevare e risolvere i problemi e a esprimere il nostro dolore, la nostra storia o la nostra rabbia.<br /> Il progetto “Novel Rights” riporta la letteratura di nuovo alla popolarità. I giovani potenziali sostenitori del terrorismo virtuale si riappropriamo della morale attraverso la letteratura. Si apre nuova comunicazione con loro e la letteratura offre loro un modo per essere ascoltati.<br /> Il filosofo francese Jean-Paul Sartre (1905-1980), che ha vissuto le due guerre più traumatiche dell&#8217;umanità, sviluppò la teoria della &#8220;letteratura impegnata&#8221; come parte del suo impegno nella resistenza francese durante la seconda guerra mondiale. Ha pubblicato sulla sua rivista, Les Temps Modernes (Modern Times) e successivamente nel 1947 nel suo libro Che cosa è la letteratura, (queste parole), parole che riflettono il nostro intento:</p>
<p> &#8220;Se lo scrittore è intriso, come lo sono io, dell’urgenza di questi problemi, si può essere sicuri che offrirà soluzioni con il proprio lavoro creativo cioè con  un movimento di libera creazione. Non vi è alcuna garanzia che la letteratura sia immortale. La sua chance oggi, la sua unica possibilità,  la possibilità dell’ Europa del socialismo, della democrazia e della pace. Dobbiamo giocare. Se noi scrittori perderemo, sarà un male per noi, ma soprattutto per la società…Se dovesse scadere nella pura propaganda o nel puro intrattenimento, la società sguazzerebbe nell&#8217;immediatezza di una vita senza memoria, come quella degli  di imenotteri e dei gasteropodi. Naturalmente, tutto questo non è molto importante. Il mondo può benissimo fare a meno della letteratura. Ma può fare a meno dell’uomo, ancor di più&#8221;. </p>
<p> <i>Vered Cohen Barzilay è il fondatore di “Novel Rights”, un movimento globale, che utilizza la potenza della letteratura per guidare il cambiamento. Ha tenuto conferenze in università come Oxford e LSE e fiere internazionali del libro.&nbsp;</i></p>
<p> <b>The Anti-Terror Virtual Country </b></p>
<p>Vered Cohen Barzilay </p>
<p>The recent terror attacks in Europe are another sign of the wearing away of the world&#8217;s morality. </p>
<p>Besides the absolute evil of taking innocent civilian lives—as we saw in the recent Paris attacks—terror brings with it the wind of religious fundamentalism: dehumanizing the treatment of minorities; preventing education, particularly for women; damaging democracy; and preventing human rights. Usually, the wind of fundamentalism comes first, followed by murder. </p>
<p>The Guardian recently reported that, according to a landmark report by independent watchdog Freedom House, our democracy is at greater risk than it has been at any time in the past 25 years. People in nearly every part of the world are in danger of significant threats to their freedom, and the level of brutality under authoritarian regimes is at an all-time high. </p>
<p>Terror has no borders—geographical or moral—and it is not exclusive to any religion, not Islam or any other religion in the world. Terror reaches into our neighborhoods, offices, streets, even our houses. </p>
<p>The Internet, together with the globalization process, has united the people of the world and blurred our geographical borders. We still live in countries, but we create different definitions for our borders and communities. We may live in Europe, for example, but still be part of a global community of organized terror. </p>
<p>This is how terror becomes a virtual country—with supporters spread all over the world. One of the methods of terror is to instill fear and horror. It forces us to feel unprotected. It makes clever use of marketing and social networks to communicate with its supporters, and rains terror upon the world through strategic terror attacks or through YouTube, as recently seen in ISIS’s release of horrific videos depicting the beheadings of its victims. Last reports from France suggest that Amedie Coulibaly used a GoPro camera to document the terror attack at the Jewish Kosher supermarket in Paris. The next goal, experts warn, is to broadcast live from the terror arena. </p>
<p>The civilians of this &#8220;virtual terror country&#8221; are diverse. They can be the girl from school or the rapper down your street. They can be dragged to terror through social networks, where they were looking for adventure, or revenge, or even a romantic cause. Terror invades places where hope has ceased to exist, and influences people who have become invisible to the rest of society—those people we have failed to treat as equals, holding equal rights, in our communities. Terror promises that they will be heard, together with the erosion in morality—they will cross all red lines and take innocent lives in order to restore dignity to their names, families, or even religion. </p>
<p>These people are often recruited for a single strategic suicide terror attack, or for larger attacks operating in small groups. These attacks are usually never stopped, claim experts. </p>
<p>Why have these terror attacks in France had such a strong impact (especially considering that, by comparison, the September 11 attacks in the US took the lives of three thousand people and caused at least $10 billion US Dollars in property and infrastructure damage)? </p>
<p>France is a world-renowned republic of democracy and liberty, a world symbol of accepting and integrating minorities, refugees, and working migrants. It is a symbol of socialism and progressive welfare policies. The terrorists not only murdered an innocent journalist and civilians, they also killed the concept that France is immune to the horror of the virtual terror country. The terror attack was mostly strategic, deliberately attacking the foundation of liberty—the freedom of speech. </p>
<p>The terrorists had two goals with their attack.   </p>
<p>One: To send a message of horror to those who believe in freedom of speech and to narrow the global boundaries of the conversation. Yes, the solidarity shown by all world leaders is very impressive and inspiring; but at the same time, many in communications media worldwide have since the attacks censored Charlie Hebdo&#8217;s caricatures. A new decree that went into effect recently allows the French government to block websites accused of promoting terrorism, without seeking a court order. The regulations have been under consideration since 2011, but gained new momentum following Charlie Hebdo terrorist attacks. </p>
<p>The second goal was to send a message of bravery and sophistication to their virtual supporters by spreading the horror so strongly that it summoned all leaders to France. For people who feel that they aren’t heard or seen in their countries or by their leaders, this kind of attack will be most impressive, and it will help recruit more supporters to the virtual terror country. It will also most likely lead to similar terror attacks in other places in Europe or the rest of the world.   </p>
<p>The only way to overpower the terror virtual country is to create an “anti-terror virtual country.” </p>
<p>Strong armies and sophisticated weapons are not enough. Yes, they are very important in fighting terror, but they will not stop the winds of terror from blowing. Armies will use the violent means of war to fight the violent people who choose the means of war. But they will not rebuild our democracy or ignite our solidarity. For these, we need the power of the pen. </p>
<p>We must create a strong global movement that will spread hope instead of horror; our weapon will not be guns or bombs, but the power of words, of literature. Our army will be authors and literature supporters, and we will spread our values through social media and the Internet. We will work in solidarity and accept all men and women as equal, no matter their race, gender or religion. We will adopt the Universal Declaration of Human Rights (UDHR) as our &#8220;constitution&#8221; and turn back the winds of terror. </p>
<p>Why literature? </p>
<p>It is no coincidence that human rights came into vogue as the world’s first universal moral vocabulary at the same time that the Bildungsroman became a popular literary form—both of them equally privileging the individual autonomous being. While the UDHR is often criticized for this, literature can both conform to and subvert this conceptualization, providing a form of expression that can represent human experience (and rights) and narrate others’ stories freely and without prejudice. Literature’s ability to penetrate the consciousness of another individual is where it excels—and where it stands in solidarity with human rights. </p>
<p>Literature creates and saves our morality. Since the beginning of humanity, people have exploited literature’s moral role, spreading morals and values through stories, first verbally and then in writing. Today, literature has lost much of its popularity among the public (in particular its young audience). Readers no longer consider literature as relevant or necessary to their lives. </p>
<p>According to Italy’s National Institute of Statistics in 2013, 57% of the population of that country had never read a book for nonacademic or nonprofessional reasons—indeed, some 10% of Italian households reported not owning a single book. According to the 2013 Survey of Adult Skills by the Organization for Economic Cooperation and Development (OECD), nearly 70% of the country is unable to “understand and respond appropriately to dense or lengthy texts.” Another survey published in 2013 revealed that in the UK almost 4 million adults never read books for pleasure, and 25% of Americans over the age of 16 had not read a book that year. </p>
<p>There is a strong connection between the deterioration of the popularity of literature especially among young people and the growth of empathy, toward terror in the world.  </p>
<p>Literature can help save our moral global foundations. It helps us analyze and express deep feelings and communicate better. It encourages us to raise and solve problems, and to express our grief, history, or anger. </p>
<p>The Novel Rights movement brings literature back into popularity. It re-engages the young potential supporters of the virtual terror country with morality through literature. It opens up new communication with them and offers them a way to be heard. </p>
<p>French philosopher Jean-Paul Sartre (1905-1980), who lived through the two most traumatic wars of humanity, developed the theory of “engaged literature” as part of his leadership in the French resistance during the second world war. He published it first in his magazine Les Temps modernes (Modern Times) and later in 1947 in his book What Is Literature?! His words reflect our resolve and we must use them in order to overpower the growth of the virtual terror country: </p>
<p>&#8220;If the writer is imbued, as I am, with the urgency of these problems, one can be sure that he will offer solutions to them in the creative unity of his work, that is, in the indistinctness of a movement of free creation. There is no guarantee that literature is immortal. Its chance today, its only chance, is the chance of Europe, of socialism, of democracy, and of peace. We must play it.  If we writers lose it, too bad for us. But also, too bad for society. &#8230;If it were to turn into pure propaganda or pure entertainment, society would wallow in the immediate, that is, in the life without memory of hymenoptera and gasteropods. Of course, all of this is not very important. The world can very well do without literature. But it can do without man still better.”  <br /><i><br />Vered Cohen Barzilay is the founder of Novel Rights, a global movement, utilizing the power of literature to drive change. She lectured in Universities such Oxford and LSE and international book fairs. Her publications, translated and distributed in many countries, include her personal experience as a war reporter in Israel covering couple of dozens of suicide terror attacks. </i></p>
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